Visita alla Sindone

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Alla partenza il cielo prometteva pioggia, ma l’entusiasmo per la giornata che ci attendeva smorzava ogni pessimismo.

Il viaggio tranquillo; la sosta per il caffè e due chiacchiere con gli altri partecipanti del secondo pullman. Poi di nuovo verso Torino dove siamo arrivati puntualissimi.
Durante il percorso che ci ha portati al Duomo, l’entusiasmo e la curiosità aumentavano. Chi la Sindone l’aveva già vista, esprimeva la gioia di poter rivivere da lì a poco l’esperienza e provava a raccontare quanto si potesse ancora avere il ricordo nitido dell’emozione provata anche con il passare del tempo.

Nel buio si sente solo la preghiera recitata al microfono, non si sentono parole inutili, le chiacchiere ora non servono a niente.

Poi eccola… là in fondo… si intravede…
È arrivato il nostro turno. Questo, per noi, è sicuramente il “Lino” che ha avvolto il corpo di Gesù dopo la sua passione, e alla vista un nodo ci stringe la gola. Il volto di Gesù è molto evidente; le ferite della flagellazione; la ferita al costato e quelle alla mani; il Sangue sceso sulla fronte e sulla nuca…

È qui davanti a noi e il ricordo della Passione appena vissuta in occasione del Venerdì Santo 2015 ci torna alla mente e la riviviamo di nuovo, più intensamente, perché ci sembra di poter vedere quanto abbiamo sentito nel Vangelo. Quando usciamo l’emozione è grande, gli occhi si sono fatti lucidi perché quel volto fa parte di noi e le parole ora non escono facilmente come prima.

Le cose grandi danno emozioni uniche, indescrivibili, perché non ci sono parole che rendano giustizia. Le tratteniamo gelosamente cercando di fissarle nella mente e nel cuore per timore di perderle.

La nostra giornata continua serena e ci rechiamo al Santuario delle Consolata e poi ancora nella casa di Don Bosco dove incontriamo il nostro compaesano Don Giancarlo Freretti che ci accoglie entusiasta di incontrare i suoi compaesani. Con la celebrazione della S. Messa, nella meravigliosa Basilica di Maria Ausiliatrice, si conclde il nostro pellegrinaggio.

Ritorniamo a casa consapevoli di avere avuto l’occasione di pregare davanti alla “più grande testimonianza dell’Amore più grande”. Ringraziamo i nostri Sacerdoti don Giovanni, Don Alberto e don Renato per la loro compagnia e per l’occasione che ci hanno concesso.

Pensiero di una fedele

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ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


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