Verbale della seduta del Consiglio Pastorale Parrocchiale del 22 giugno 2015

1

Dopo la condivisione del momento di preghiera con la lettura della compieta si iniziano i lavori.

Prima parte
Monsignor Abate illustrata ai componenti del nuovo Consiglio Pastorale il compito a cui sono chiamati, sia nel CPP che nelle zone pastorali. Coloro che sono stati eletti come rappresentanti delle Zone ne saranno i coordinatori pastorali, sempre con riferimento alla Parrocchia.
Vengono, poi, illustrate le varie iniziative del periodo estivo:
Menonera dal 22/06 al 16/08 con la finalità di diffondere la dimensione missionaria della Chiesa e sostenere economicamente alcuni progetti dei missionari “ad gentes”, a partire da quelli lenesi.
Grest di Milzanello: circa 130 partecipanti.
Campi scuola: 19/26 luglio per le medie; 26 luglio/02 agosto per adolescenti e giovani; 02/9 agosto e 09/16 agosto per le famiglie, con tema: “il dialogo della coppia”.
Grest di Porzano: già in corso; vi sono presenti, come sempre, ragazzi di Bagnolo, Leno e Porzano, circa una sessantina.
Grest di Leno: dal 29 giugno al 18 luglio; previsione di circa 600 tra mini-grest, elementari, medie, adolescenti.

Varie:
Domenica 28/06 Don Michael Tomasoni celebrerà la Prima Messa a Leno alle ore 10,30; la celebrazione verrà animata dall’ACR.

Suor Laura ringrazia per la profonda e animata partecipazione alla Sua Professione perpetua, delle tante preghiere e della preparazione di questo grande suo traguardo.

E’ stato formato il nuovo Consiglio Pastorale per gli Affari Economici: Portesi Claudio (commercialista), Comparoni Marina (imprenditrice), Baronio Giulia (Ingegnere), Giampietro Marella (bancario), Ferlicca Samuele (architetto), Corini Margherita (avvocato) e Pelucchi Giuseppina (Segretaria). Il presidente è il Parroco e tutti i curati sono membri di diritto.

Don Davide relaziona sulla festa dell’oratorio: partecipazione numerosa e buon clima, buona partecipazione dei volontari e situazione economica come anno scorso.

Le Feste patronali: sono state organizzate in collacorazione con Parrocchia, Comune, fondazione Dominato Leonense e Pro-loco.

Seconda parte
Il lavoro del CPP si svolge, dopo questa prima parte, in tre diversi gruppi di lavoro. Per rispondere alle domande della scheda di lavoro. (si allegano i lavori di gruppo).

Primo Gruppo: Quali proposte per la formazione (catechisti, adulti, genitori, gruppi…)? E per l’evangelizzazione? Metodo e iniziative per la pastorale della carità…
Il gruppo ha focalizzato l’attenzione sull’approfondimento del tema della “misericordia”, in quanto il Papa ha indetto il giubileo per il prossimo anno e poteva essere oggetto di proposte che interessavano anche eventi della Chiesa Italiana. Dalla conoscenza del vero significato della misericordia deriva la dimensione comunitaria che ci permette di capire chi veramente siamo ovvero la nostra vera identità. La metodologia per conoscere il vero significato della parola misericordia è basata su azioni concrete come quella di svolgere, una volta al mese, una giornata intera di preghiera (24 ore) in modo da dare concretezza alla richiesta dal Santo Padre di avere le chiese aperte. Come pure, avere un numero minore di celebrazioni eucaristiche durante le domeniche, ma curarle maggiormente con animazione, partecipazione al canto ed alle letture. Per fare tutto questo, occorre avere più audacia che aiuta a superare tante difficoltà e far prendere decisioni non facili.

Secondo gruppo: Come far vivere le zone pastorali? (Formazione del consiglio di zona e sue competenze; Attività zonali: quali e come? Rapporti delle zone tra di loro, con le varie realtà parrocchiali (gruppi, iniziative varie…), con il CPP, con i sacerdoti… Varie.
Come far vivere le zone pastorali? Formazione del consiglio di zona e sue competenze.
Il consiglio zonale è formato da tutte le persone che intendono mettersi in gioco per la zona e per l’intera comunità. E’ quindi l’insieme di tutte le persone che mettono a disposizione il loro tempo per poter, con la loro esperienza e vita, dare un valore aggiunto alla zona stessa. II consiglio di zona non è aperto, in tal modo, solo alle persone elette o presenti sulla lista redatta per le elezioni, ma anche da tutte quelle persone che esprima no il desiderio di impegnarsi per la zona e la parrocchia. Generalmente il consiglio di zona si riunisce dopo l’avvenuta riunione del consiglio pastorale per fare sintesi e, preferibilmente, anche prima della nuova riunione per poter portare idee e spunti riguardanti gli argomenti che verranno poi affrontati. Si è inoltre espressa la necessità della formazione di un consiglio pastorale variabile, ossia non con lo stesso numero di membri per ogni zona, ma un numero di componenti proporzionalmente correlato alla grandezza della zona stessa. Le competenze principali del consiglio di zona sono: interessarsi delle persone malate e anziane; segnalare situazioni di disagio famigliare o personale; animare la veglia dei defunti della zona; organizzare in maniera festosa la messa zonale (invitare personalmente le famiglie, preparare bene il canto, le preghiere dei fedeli, le letture…); ricordare le ricorrenze festose all’interno della zona (le nozze di una coppia, con un gesto, quale il regalo di una Bibbia o l’abbonamento a “La Badia” per un periodo di tempo in modo da introdurli al meglio nella vita parrocchiale).
Attività zonali: quali e come?
Un problema: come coinvolgere tutte le famiglie e le persone della zona? Ci troviamo in una profonda crisi di appartenenza alla società, alla Chiesa ed alla politica: come reagire a tutto questo? Un primo passo è quello dell’apertura dell’accoglienza di tutte quelle persone che sono desiderose di essere parte viva della zona, senza creare steccati. Noi cristiani, in primo luogo, dobbiamo essere aperti in uscita, permettendo a tutti di poter fare esperienza di appartenenza alla zona e alla parrocchia. Ma a volte siamo chiusi per timidezza e paura, a causa della poca conoscenza nel nostro Vangelo. Per questo dobbiamo diventare cristiani più consapevoli, disposti ad accogliere gli altri, renderli parte della comunità, farli sentire amati. Le attività che ci proponiamo di fare sono: una ricca conoscenza delle persone della zona, riuscendo a farle sentire partecipi della zona stessa e della comunità; attivare più centri d’ascolto nei periodi di Quaresima ed Avvento; organizzare in maniera festosa la messa; organizzare il rosario nel mese mariano; fare proposte di adozione a distanza; organizzare concorsi di presepi; organizzare momenti di festa, dove la zona può riunirsi e condividere il loro tempo, l’amicizia, le idee…; preparare un questionario da sottoporre alle famiglie (non cartaceo ma un dialogo aperto) per capire i reali bisogni della comunità, del perché non si riescano ad apportare alla vita comunitaria.
Rapporto tra le diverse zone e con la Parrocchia.
I rapporti tra le zone sfociano nella realtà del Consiglio Pastorale che è la vera sintesi di tutte le singole zone. Vi sono rapporti poi con i sacerdoti (come descritti in precedenza), rispetto al comunicare eventuali persone anziane, malati, situazioni di reale disagio di famiglie e persone. Infine rapporti anche con la Caritas, in modo da poter comunicare direttamente a questa eventuali stati di bisogno di famiglie o persone in reale difficoltà.

Terzo gruppo: Come aiutare la comunità a vivere con intensità, senso di Chiesa, gioia e partecipazione il Mistero celebrato nella liturgia, perché diventi vita vissuta?
Abbiamo riflettuto sull’importanza dei canti nella liturgia, sottolineando il fatto che dall’arrivo di Monsignor Giovanni si è dato più impulso a questo aspetto della liturgia. La comunità comunque non canta e non partecipa, si propone quindi di formare degli “animatori” che aiutino a cantare, al centro e in fondo alla Chiesa, durante la Messa. Altre proposte:
– iniziare dieci minuti prima della Messa e provare i canti per permettere alla gente di impararli.
– cercare dei canti più adatti.
– curare meglio la trasmissione via radio, perché sente solo il “cantore” al microfono e non l’assemblea.

Si propone di preparare meglio i lettori: alcuni leggono male, di corsa, e chi ascolta non capisce.
Questione chierichetti: in alcune Messe sono tanti in altre non ci sono. Bisognerebbe fare un gruppo e calendarizzarli.
Questione pulizia della Chiesa: le signore delle pulizie sono poche e anziane; si propone quindi di fare dei gruppi che, a rotazione, puliscano la Chiesa, magari incaricando le Zone.

Per far partecipare di più la Comunità si propone un’adorazione notturna al mese, ma sarebbe meglio riuscire a incentivare quello che c’è, visto che le proposte sono tante. Fare momenti di introduzione per le parti più importanti della Messa e far capire alla comunità l’importanza del raccoglimento.

•••― • •―• ―••• •― •―•• • / ―•• • •―•• •―•• •― / ••• • ―•• ••― ― •― / ―•• • •―•• / ―•―• ――― ―• ••• •• ――• •―•• •• ――― / •――• •― ••• ― ――― •―• •― •―•• • / •――• •― •―• •―• ――― ―•―• ―•―• •••• •• •― •―•• • / ―•• • •―•• / ••――― ••――― / ――• •• ••― ――• ―• ――― / ••――― ――――― •―――― •••••
ORANews

ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


Commenti