Una visita inattesa e inaspettata

Il Vescovo all’ospedale di Leno.

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Era l’8 aprile, un giorno “sospeso”,  come dall’inizio del periodo di “emergenza sanitaria Coronavirus”, che ha cambiato la vita di tutti. Si viveva, e in buona parte si vive ancora, in un’atmosfera surreale: silenzio e strade deserte, pochi operatori sanitari, protetti e in parte nascosti dietro mascherine chirurgiche presenti in un presidio ospedaliero, quello di Leno, normalmente brulicante di vite per la presenza di ambulatori, due reparti, servizi e uffici, per buona parte chiusi o nettamente ridimensionati per accessi e presenze di utenti.

Un breve comunicato del giorno precedente informa della visita del Vescovo di Brescia, Mons. Tremolada presso il presidio di Leno, per le ore 11.00.

E alle 11.00 Mons. Tremolada, accompagnato dall’Abate di Leno, Mons. Tononi, ambedue muniti di mascherine, entra nell’edificio del “vecchio ospedale di Leno”. 

Un ingresso semplice, senza clamori ma forse per questo più solenne, nel silenzio insolito del luogo. La voce si sparge rapidamente e gli operatori sanitari in servizio a vario titolo e che possono in quel momento liberarsi, si portano all’ingesso e chi può (l’ingresso viene contingentato per garantire la distanza sociale) entra nella cappella con il Vescovo.

Mons. Tremolada condivide con noi una breve preghiera, che è anche un ringraziamento e una vicinanza sincera. Prega per chi sta soffrendo, per i morti, per la dedizione straordinaria di medici, infermieri e operatori che stanno lavorando per combattere un virus sconosciuto, potente e letale.

Al termine della preghiera in cappella, il Vescovo ha poi visitato il reparto di psichiatria, anche qui pregando per malati e operatori sanitari e offrendo a tutti, gradita,  la benedizione di Dio.

Questa visita, raccolta ed essenziale, ci ha permesso di riappropriarci del tempo e del luogo in cui stiamo vivendo, malati e personale sanitario, ciascuno nel proprio ruolo, ricordandoci che ogni giorno ha il senso che Dio dà alla storia, che è la storia di ciascuno di noi. In ogni passaggio Dio è presente, proprio e soprattutto quando  sembra che ci stia abbandonando o che si sia dimenticato di noi. È   proprio allora “che ci sta portando in braccio” per aiutarci a passare il guado e  crescere nell’amore per Lui e per il prossimo. 

Nulla sarà più come prima… Speriamo!!

Dott.ssa Annamaria Cipani
A nome degli operatori Sanitari del Presidio Ospedaliero territoriale di Leno

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ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


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