Una storia di epidemie

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Una storia di epidemie

Storia

Tra il 1629 e il 1633 scoppia la peste bubbonica che colpisce in particolare diverse zone dell’Italia settentrionale, il Granducato di Toscana, la Repubblica di Lucca e la Svizzera, con la massima diffusione nell’anno 1630, causando più di un milione di decessi.

Nel 1817 una pandemia di colera si diffonde in Russia, causando un milione di decessi, attraverso acqua e cibo infettati. Il batterio contagia in particolare l’India, la Spagna, l’Africa, l’Indonesia, la Cina, il Giappone, l’Italia, la Germania e l’America.

Nel 1855 la peste bubbonica, diffusa dalle pulci durante un boom minerario nello Yunnan, contagia i paesi asiatici causando 15 milioni di vittime.

L’influenza russa nel 1889 inizia in Siberia e Kazakistan, arriva a Mosca, in Finlandia e successivamente, passando per la Polonia, arriva nel resto d’Europa, per approdare l’anno seguente, in Nord America e Africa. Il bilancio alla fine del 1890, fu di 360.000 morti.

L’influenza aviaria chiamata spagnola del 1918 è una delle peggiori pandemie della storia, con 50 milioni di morti in tutto il mondo. Si ipotizza che abbia avuto origine in Cina e si sia poi diffusa in tutto il Canada, prima di arrivare in Europa. La minaccia scompare nell’estate del 1919, quando la maggior parte degli infetti aveva sviluppato gli anticorpi.

Nel 1957 si diffonde l’influenza asiatica che molti ricorderanno. E’ partita da Hong Kong e dalla Cina diffondendosi negli Stati Uniti, per poi raggiungere l’Europa. Una seconda ondata si svilupperà all’inizio del 1958. L’asiatica causa più di un milione di decessi in tutto il mondo.

Nel 1981 si diffonde l’HIV/AIDS che distrugge il sistema immunitario di una persona, provocando la morte per malattie che il corpo di solito sarebbe in grado di combattere. Si ritiene che si sia sviluppato da un virus di scimpanzé dell’Africa occidentale; la malattia, si diffonde attraverso alcuni fluidi corporei, dapprima ad Haiti, negli anni ’60, e poi a New York e San Francisco negli anni ’70 e in tutto il mondo. Oggi si combatte con molti trattamenti per rallentare il progresso della malattia, ma 35 milioni di persone in tutto il mondo sono decedute causa l’AIDS.

Attualità

Il 2020 ci ha portato il Coronavirus (COVID-19). E’ una malattia infettiva respiratoria causata dal virus SARS-Cov-2. La malattia viene identificata per la prima volta il 31 dicembre 2019 dalle autorità sanitarie della città di Wuhan capitale della provincia di Hubei in Cina anche se i primi casi si riscontrato nel novembre del 2019. Il contagio dall’Asia si è diffuso in Europa, per passare in Africa e in America. In Italia si è diffuso in particolare in Lombardia e nelle regioni del nord. Per limitarne la strasmissione sono state prese precauzioni, come mantenere la distanza di sicurezza e tenere comportamenti corretti sul piano dell’igiene (lavarsi periodicamente le mani, starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso e, dove necessario, indossare mascherine e guanti).

A Leno ci sono stati 145 contagiati e 27 decessi dall’inizio della epidemia fino al 5 giugno 2020. Ogni attività economica si è fermata, pure le scuole; sono stati vietati gli assembramenti e gli spostamenti. Ai fedeli è stato vietato di partecipare al triduo pasquale ed alle Sante Messe, ai funerali. A titolo informativo, è bene sapere, che non è la prima volta che vengono attuate limitazioni da parte delle autorità ecclesiastiche.

Nel 1656 papa Alessandro VII per arginare il contagio della peste in Roma proibì comunanze e assembramenti civili e sacri, processioni e riti. Impose la quarantena coatta e la rigida separazione dei ricoverati, per impedire che l’affollamento potesse portare diffusione del male.

San Carlo Borromeo, nel 1576, durante la peste di Milano, si teneva a distanza dai suoi interlocutori, cambiava spesso gli abiti che andavano lavati in acqua bollente, ed esigeva che ogni cosa fosse distrutta con il fuoco o con una spugna imbevuta di aceto. Le sue processioni per chiedere a Dio di fermare l’epidemia prevedevano la presenza di soli uomini adulti divisi in due file di una persona sola distanziati l’una dall’altra di tre metri. San Carlo propose ai cittadini una quarantena generale di quaranta giorni chiusi in casa, cosa che l’autorità civile decreterà il 15 ottobre 1576.

In tutta Italia e anche a Leno dal 18 maggio le chiese si sono riaperte ma con vincoli per la sicurezza contro il contagio stabiliti dalle disposizioni del protocollo ministeriale del 7 maggio sottoscritto dal presidente della CEI card.
Gualtiero Bassetti.

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ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


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