Una Finestra sui Balcani… 3

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In tanti hanno sottolineato come Papa Francesco abbia spiazzato tutti con la scelta di questo Giubileo della Misericordia… ma se ci pensiamo bene, ci ha offerto una sana provocazione per riscoprire cosa significhi essere cristiani; serve che abbandoniamo tante inutili cose che spesso facciamo anche nella chiesa illudendoci di annunciare il Vangelo e che torniamo a adottare lo stile che il Vangelo ci consegna dell’aver compassione, dell’accogliere, del prendersi cura dell’altro… ciò che ha fatto Gesù. La Chiesa esiste per amare! E cosi allora anche la Missione ad-gentes deve ritrovare il suo paradigma nell’amare in nome di Gesù. Mi sono chiesto allora anche per la nostra missione in Albania che significato avesse questo Giubileo e in cosa si potesse tradurre concretamente nella mia vita e nella missione che condivido con don Gianfranco e con le Suore Maestre di Santa Dorotea. La nostra missione quì non è molto evidente, non abbiamo scuole, non abbiamo ospedali, non costruiamo pozzi, non abbiamo centinaia di catecumeni da battezzare… e allora ogni tanto vai in crisi, e pensi “ma cosa ci sto a fare???”. E cosi, soprattutto in vista di questo Giubileo, ho ripreso in mano il Vangelo, per trovare dei gesti che ci potessero rendere segno di Gesù. E ho capito che la mia missione qui in questo Anno Santo è scegliere di stare con le persone, indipendentemente dal fatto che lo meritano oppure no, al di là del fatto che ci cercano oppure no… al di là del fatto che la giustizia umana le abbia etichettate di qualche pregiudizio o colpa. E cosi ho riscoperto il volto della missione in Albania: stare con chi è giudicato male! Quante volte mi capita quando vengo a Brescia di sentirmi dire: con tutto quello che fanno alcuni albanesi qui, voi state là? E io rispondo SI, perchè il Vangelo ci dice “se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei non entrerete nel Regno dei cieli”. Tante volte noi giudichiamo questo popolo come “cattivo” per quello che alcuni di loro fanno, ed è vero che qualcuno ruba, spaccia, si associa a qualche tipo di mafia… ma quanti di noi hanno provato ad ascoltare la loro storia, le difficoltà della loro vita e vedere le condizioni della quotidianità che spesso preclude anche il minimo indispensabile. La missione qui nell’est mi ha aiutato ad amare le persone, a soprirle per quello che sono e non per quello che noi pensiamo che siano. Ecco perchè con gioia insegno “i precetti” del Vangelo a queste piccole comunità, consapevole che se non lo facessimo noi non lo farebbe nessuno…e per questi bambini il nostro stare con loro è la differenza tra il tutto e il niente! Esperienza di Misericordia è voler bene a questi bambini, anche se sono pochi nei villaggi, aspettarli quando escono da scuola e provare con loro a conoscere Gesù… in alcuni villaggi non abbiamo nemmeno la Chiesa, per cui è difficile dire cosa sia la Chiesa… e questo ci costringe a “essere la chiesa” perchè in quell’incontro dobbiamo amare e in quell gesto far passare l’Annuncio. Non è sempre facile… a volte si va in crisi, ma tante volte si riempie il cuore di gioia perchè capisci cosa faceva Gesù: amava chi incontrava, chi magari incontrava per la prima volta e non avrebbe mai più incontrato!

Finestra sui Balcani 2015

All’inzio di quest’anno pastorale, per “dare” un segno nuovo della nostra presenza, abbiamo scelto di poter entrare in modo stabile nel carcere di questa città dove abito, un carcere di massima sicurezza dove stanno tutti uomini condannati per omicidio e per vendetta di sangue e un carcere dove durante la dittatura molti sacerdoti e religiosi sono stati uccisi…un luogo dove alcune persone sono “abbandonate” dalle loro stesse famiglie, per anni senza ricevere nessuna visita e nessun aiuto (in carcere non c’è nemmeno riscaldamento). Non so bene cosa potremo fare, però iniziamo a incontrare e a condividere un pò di tempo con loro.

Lo stesso stile è quello che vedo nelle nostre Suore Dorotee che si affiancano al cammino di ragazze e donne nei villaggi e nella città e con loro condividono le difficoltà per vivere una vita pienamente dignitosa, con loro pregano… lavorano… alcune imparano a leggere e scrivere; piccolo cose ma che danno uno spessore autentico all’amore.

Finestra sui Balcani 2015

Questi sono alcuni flash della vita quotidiana in Albania dove vivremo questo Giubileo… una occasione che ho e che abbiamo per riscoprire la nostra identità vera di discepoli di Gesù. Insieme a voi allora prego che siamo capaci di dare testimonianza di scelte di vita che oltrepassano il minimo indispensabile e lo scontato e ci rendono veri discepoli del Dio Misericordioso, quello stesso Dio Misericordioso che il nostro amico Muezzin chiama dal Minareto dalla Moschea vicino a casa mia e al cui salmodiare mi sveglio ogni giorno, quello stesso Dio Misericordioso che i fratelli Protestanti annunciano nella loro piccolo comunità qui nella stessa mia città servendo dei ragazzi disabili con una piccola casa famiglia.

Buon Giubileo a tutti… e se volete renderlo anche un Giubileo Missionario, imparate anche a voi a non giudicare popoli diversi dal nostro per cultura o religione, ma iniziateli ad amarli… e il mondo conoscerà meglio il Vangelo!

Don Roberto Ferranti

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don Roberto

don Roberto

Sono sacerdote fidei-donum missionario in Albania dal 2008, originario di Leno e in precedenza Curato a Edolo e Cortenedolo. La mia frase preferita? “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,8)


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