Una casa per gli adolescenti in ricerca vocazionale

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Sono don Roberto Ferranti, sacerdote diocesano di Brescia, originario di Leno e da 3 anni in servizio come fidei-donum in Albania nella diocesi di Rreshen. Sto vivendo una esperienza davvero molto significativa e bella nel servizio a questa chiesa che sta rimuovendo i primi passi dopo una storia non certo facile. Oltre al servizio svolto in una missione dove siamo presenti come sacerdoti bresciani da 9 anni, da più di un anno mi è stato chiesto di affiancarmi anche al servizio del seminario nazionale soprattutto nella realizzazione del Centro Nazionale per le Vocazioni (di cui sono vice-direttore), che in stretto legame con il seminario svolge un servizio di animazione e formazione al servizio di ogni diocesi e comunità missionaria; da quest’anno poi, per due diocesi, svolgo anche il mio servizio come animatore vocazionale e sto ridando vita a una piccola comunità di accoglienza vocazionale per indirizzare giovani al seminario dopo una formazione umana e spirituale di base che permetta di affrontare un discernimento più attento.

Il cammino di questi anni della chiesa albanese ha chiaramente indicato che la strada principale da seguire per la crescita di questa Chiesa e di questo popolo è l’attenzione ai più giovani; è una verità valida ovunque ma ancora di più dove la storia recente, conclusa con la dittatura nel 1991, ha completamente annientato la presenza e lo spirito degli adulti in questa Chiesa e in questo popolo. Oggi noi abbiamo a che fare solo con i giovani e quello che sta rinascendo sono essi stessi a costruirselo completamente soli perché il mondo adulto per diffidenza, per cultura e per formazione, se ne sta solo a guardare. Anche la Chiesa possiamo tranquillamente affermare è formata da soli giovani, basti pensare che la scorsa estate, solo nella nostra diocesi. abbiamo celebrato più di 400 battesimi di adolescenti e giovani che completamente da soli arrivano ad affrontare questo cammino.

Don Roberto Ferranti

È una Chiesa ancora povera, non ci sono preti locali perché è un contesto particolarmente ostile in cui poter operare, e soprattutto siamo per 1’80% stranieri (italiani, slovacchi, kossovari, spagnoIi…); nei più giovani si sta affacciando adesso l’interesse e il desiderio per servire il proprio popolo anche attraverso la vita religiosa. Un cammino però che richiede molta formazione per la debolezza culturale di questi ragazzi… un cammino però necessario e indispensabile per il futuro. Ogni diocesi sta cercando con i propri mezzi di iniziare questo cammino di formazione offrendo ai ragazzi una solida preparazione umana e scolastica sin dai tempi dell’adolescenza, offrendo ad alcuni ragazzi ambienti in cui crescere e formarsi. Anche la nostra diocesi da tre anni attraverso il mio servizio tra i giovani offre questa esperienza; ora ci accontentiamo di ambienti molto semplici e poveri ma ora non bastano più, sia per i ragazzi e sia per la dignità dell’accoglienza umana (gli ambienti attuali hanno infatti molti problemi anche in ambito igienico-sanitario essendo stati sistemati velocemente e senza prospettive di lungo utilizzo).

La diocesi non ha nessun tipo di risorsa e l’unico spazio che abbiamo è un grande palazzo che era l’albergo del regime in cui abbiamo sistemato disabili, convitti, missionari…etc. Siamo davanti ormai all’urgenza di dover sistemare questa comunità per ragazzi sistemandola in un piano di questo grande edificio, dotandolo di servizi igienico sanitari, camere per ragazzi, aula studio, aula ricreativa, piccola cappella, cucina e piccolo magazzino. Il tutto per ospitare una decina di ragazzi. Tuttavia l’intervento si prospetta assai oneroso tenendo conto che la diocesi non ha nessuna risorsa propria. Abbiamo un progetto dei lavori e l’intervento si aggira sui 50.000 euro; ci è altrettanto difficile pensare di iniziare senza sapere di poter contare sul sostegno di chiunque possa credere in questo nostro intervento e concretamente possa aiutarci al pagamento dello stesso.

Grati per la vostra attenzione, porgo distinti saluti.

Don Roberto Ferranti
(missionario FIDEI-DONUM nella Diocesi di Rreshen)

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don Roberto

don Roberto

Sono sacerdote fidei-donum missionario in Albania dal 2008, originario di Leno e in precedenza Curato a Edolo e Cortenedolo. La mia frase preferita? “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,8)


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