Cristo vive e ti vuole vivo

Papa Francesco non poteva scegliere titolo migliore per l’esortazione apostolica che commenta e approfondisce i contenuti della XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi, svoltasi nell’otobre 2018 a tutto il popolo di Dio: Christus Vivit, cioè Cristo vive. 

Egli è la nostra speranza e la più bella giovinezza di questo mondo. Tutto ciò che lui tocca diventa nuovo, si riempie di vita. Perciò, le prime parole che voglio rivolgere a ciascun cristiano sono: lui vive e ti vuole vivo! Gli avversari di Gesù, inchiodandolo sulla croce, pensavano di averla avuta vinta. L’idea era quella di ucciderlo per eliminare la sua scomoda proposta. Ma si sbagliarono. Ciò che scatenò un processo che prosegue nella storia dell’umanità da duemila anni, fu la certezza che quel Gesù che avevano visto veramente morire tra le atroci e umilianti sofferenze della croce, era vivo, lui vive! E questo Gesù ci vuole vivi! Vuole che noi troviamo ancora nel mondo, nelle nostre vite spazi per crescere, per sognare, per creare, per guardare nuovi orizzonti, insomma, per vivere. Se non ci riconosciamo vivi è come essere paralizzati, è come far morire il gusto dell’incontro, dell’amicizia, il gusto di sognare insieme e di camminare con gli altri. “Non siamo venuti al mondo per “vegetare”, per passarcela comodamente, per fare della vita un divano che ci addormenti; al contrario, siamo venuti per un’altra cosa, per lasciare un’impronta”, ancora oggi attraverso questa esortazione veniamo interrogati sul nostro modo di essere: vivi o morti! Dobbiamo continuare a essere un popolo di discepoli-missionari che vivono e testimoniano la gioia di sapere che il Signore ci ama di un amore infinito.

Qualunque risposta tu abbia dato al motivo per il quale Gesù ti vuole vivo, una cosa è certa: lui è in te, lui è con te e non se ne va mai. Per quanto tu ti possa allontanare, accanto a te c’è il risorto, che ti chiama e ti aspetta per ricominciare. Quando ti senti vecchio per la tristezza, i rancori, le paure, i dubbi o i fallimenti, lui sarà lì per ridarti la forza e la speranza. Rileggendo il racconto del Vangelo della Pasqua, il Papa spiega che non vale tanto “la nostra ricerca nei confronti di Dio, ma piuttosto la ricerca di Dio nei nostri confronti”.  Gesù ci ha presi, ci ha afferrati, ci ha conquistati per non lasciarci più. Il cristianesimo è grazia, è sorpresa, e per questo motivo presuppone un cuore capace di stupore. Anche se siamo peccatori, se i nostri propositi di bene sono rimasti sulla carta, oppure se, guardando la nostra vita, ci accorgiamo di aver sommato tanti insuccessi.

A volte sentiamo che Dio ci abbandona, e allora il futuro ci spaventa. Sentiamo che Dio si dimentica di noi e abbiamo paura, insomma è come se Dio scendesse dalla nostra barca e ci lasciasse soli in mezzo alle nostre paure. Come se la croce pesasse troppo nelle nostre mani e non fossimo capaci di farcene carico. Quanto ci risulta difficile credere che sarà tutti i giorni al nostro fianco! Avvertiamo tutti il bisogno di speranza, ma non di una speranza qualsiasi, bensì di una speranza salda e affidabile. La giovinezza in particolare è tempo di speranza, perché guarda al futuro con varie aspettative. Quando si è giovani si nutrono ideali, sogni e progetti; la giovinezza è il tempo in cui maturano scelte decisive per il resto della vita.

Ecco allora che comprendiamo perché questa esortazione è rivolta a tutto il popolo di Dio: come annunciare la speranza a questi giovani? Noi sappiamo che solo in Dio l’essere umano trova la sua vera realizzazione. L’impegno primario che tutti ci coinvolge è pertanto quello di una nuova evangelizzazione, che aiuti le nuove generazioni a riscoprire il volto autentico di Dio, che è Amore. Mons. Novarese sarebbe felice di leggere oggi le parole di papa Francesco, lui continuerebbe ad esortarci: “A te giovane… qualunque sia il tuo stato di salute, tu sei giovane e questo a me basta e per questo titolo a te mi dirigo. Dio vuole servirsi di te. Dio ti conosce per nome, ti guarda, ti segue e vuole una tua risposta. Spetta a te dare la tua risposta e Dio; il cui nome è “colui che è”: ossia l’Eterno presente;  quindi l’Eterno giovane, chi ti ha tratto dal nulla e che ora, per mezzo di suo Figlio, cammina con te, per introdurti  là dove esiste soltanto la carità, ossia lui, che è carità”. Maria è colei che per prima ha vissuto a pieno la sua vita, lei ti attende, ti guarda, ti sorride. Ella vuol fare di te un giovane che viva di ideali, di fede e d’amore, che si doni senza riserve. Lo Spirito Santo ti illumini, ti guidi, ti sostenga.

di Giovanna Bettiol, SOdC

Una ammalata
(a cura di Maria Piccoli)

 

La Missione Parrocchiale

Dal 7 al 16 ottobre 2011 abbiamo vissuto, in occasione del Centenario della consacrazione della nostra Chiesa (1911-2011), la missione parrocchiale animata dai “Missionari Oblati di Maria”.

In quei giorni ricorreva anche la festa della Madonna del Rosario. Momenti intensi e profondi nei quali si sono alternate le diverse iniziative, dalle celebrazioni eucaristiche, ai Centri d’Ascolto, dagli incontri con i ragazzi e le loro famiglie, alle confessioni.

Ma ciò che ha caratterizzato maggiormente la missione sono state le tre bellissime serate inserite nel programma. In particolare la serata dedicata “Alla Parola data e accolta”. L’assemblea partecipante, dopo aver sostato per un attimo e poggiato la mano sul Libro Sacro, ha ricevuto l’immagine di una icona di Gesù che riportava sul retro una frase del vangelo. Sulla mia era riportato: “Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti agli angeli di Dio” (Luca, 18,8).

Quel messaggio non era casuale, era per me, come del resto per ognuno dei presenti il loro.

Ho riflettuto a lungo, ho pregato lo Spirito Santo e grazie a questa affermazione mi sembra di aver compreso la grande importanza di testimoniare Cristo in ogni circostanza: quando viene acclamato Re e osannato dalle folle, ma soprattutto quando viene perseguitato e crocifisso per amore mio e nostro.

Certamente nella società in cui viviamo è molto facile cadere in compromessi o adattarsi alle situazioni o addirittura giudicare, ma chi sceglie Gesù in modo incondizionato riconosce dentro di sé che Lui è la Via, la Verità e la Vita.

Quello infatti che deve interessare al bene della nostra anima non è tanto il giudizio degli uomini, ma il giudizio di Dio. Allora mi sono chiesta cosa io sia personalmente disposta a rischiare per quello in cui credo, per quello che vivo: per quella vita di Dio che è dentro di me e che nutro con la preghiera ed i sacramenti, ma soprattutto con l’atto di offerta di me stessa, che poi è il fondamento della chiamata battesimale di ogni cristiano.

Mi è sembrato di capire che per me “Riconoscere Dio davanti agli uomini” significhi innanzitutto lasciarmi attirare dall’amore del Cuore Immacolato di Maria e rimanere interiormante aperta con la Madre, affinché lo Spirito Santo generi in me una vitalità nuova, fresca, capace di essere un seme di rinnovamento per tutta la Chiesa, e così partecipare alla formazione di un “popolo nuovo” che sappia vivere nella volontà di Dio ogni istante della propria giornata, nei momenti luminosi e in quelli bui (come del resto ha fatto Maria in tutta la sua esistenza).

Essere costantemente a disposizione di quel Dio che abita in me e di cui porto l’immagine, per diventare una “Pietra Vivente” di un nuovo edificio spirituale.

Questa la mia missione e questa è la mia risposta: “Eccomi Signore, prendi me”.

Maria Agarotti

Risonanze del Centenario

 Un grande “Evento” nella vita della nostra Parrocchia è stato la “Settimana (poco più) della Missione” per la celebrazione del primo centenario di Consacrazione della Chiesa.

Non è possibile dimenticare i vari, bei momenti che la Comunità lenese, per intero, ha vissuto, rispondendo, partecipando alle varie iniziative. Suggestivo è stato l’inizio con la Celebrazione dell’Eucarestia. I presenti hanno accolto con commozione l’entrata processionale dei Ministri (sacerdoti e missionari) che incedevano all’Altare con molta compunzione, accompagnati dal suono dell’organo e dal canto della corale.

Il profumo dell’incenso si diffondeva per la grande navata e avvolgeva i presenti che rispondevano al canto delle bellissime Litanie dei Santi, “prega o pregate per noi”.

Nella liturgia della Parola, Monsignore ha evidenziato il valore della ricorrenza centenaria e il significato dello slogan, proprio della Missione, “Siamo Pietre Vive”. Questo centenario di Consacrazione della nostra chiesa, oltre ad essere cara memoria, è un memoriale perché, con il lavoro a catena umana dei buoni lenesi che da Milzanello a Leno “passavano di mano in mano” le antiche pietre, “si cementava un rapporto di fede e comunione tra la gente”.

Quelle pietre costruirono allora il meraviglioso tempio, oggi i fedeli che vogliono vivere il Vangelo, costituiscono le nuove pietre vive del “tempio di Dio: la Chiesa”: il “passaggio dai muri alla vita”.

Altro momento significativo: la consegna delle Lampade alle varie zone cittadine nella persona dei responsabili. Stupendo, poi, il Mandato ai catechisti che, processionalmente, sfilavano e sostavano davanti al libro del Vangelo posto al centro della chiesa, mentre tutto il popolo snodandosi dai lati, si portava al centro per esprimere sul Vangelo il Credo, al canto: “il tuo popolo in cammino” una vera, delicatissima danza raccolta e serena, di preghiera e di fede.

Solenne il momento in cui tutti i concelebranti, attorno all’Altare, hanno steso le mani per invocare lo Spirito Santo sul pane e sul vino, perché, il Mistero della Croce e il Mistero della Chiesa si compissero ancora una volta attraverso quel cerchio di ministri, cerchio che congiungeva la Chiesa della terra con quella del Cielo, presente nei Santi Patroni: Pietro, Paolo, Benedetto, Vitale, Marziale e tutta la corte celeste.

Massima espressione dell’Eucarestia si è avuta la domenica, con la celebrazione del nostro Vescovo. Egli ha amministrato la Confermazione ai 72 ragazzi che per cinque anni, insieme ai loro genitori, si erano preparati per ricevere i Sacramenti dell’Iniziazione Cristiana. I medesimi poi, dalle sue mani hanno ricevuto, per la prima volta, il Corpo di Cristo.

È stato dato spazio, nei vari giorni, a tanti altri bei momenti: quello della Parola nei Centri di Ascolto. La Parola è il Verbo, il Signore. La celebrazione della carità alla presenza delle varie associazioni o gruppi impegnati nelle diverse forme. Il trittico: Eucarestia, Parola, Carità si è consolidato.

Infine la festa tradizionale della Madonna del Rosario è stata l’espressione più viva e sentita della Comunità che ha onorato la Regina del Rosario con la processione per le vie cittadine: un vero trionfo dovuto alla Madre di Dio e nostra, con devozione, preghiera e fede. Alla Madonna affidiamo il vissuto di questo primo Centenario della nostra Chiesa locale; a lei ancora affidiamo i secoli che le generazioni future vivranno con fedeltà, fede e carità.

Suor Maria Pia

Siamo Pietre Vive – Missione parrocchiale 2011

“ Una chiesa di pietre vive”

Centenario della Consacrazione della Chiesa Parrocchiale

 Logo Missioni 2011 - Siamo Pietre Vive

7 – Venerdì: Memoria della Madonna del Rosario

Ore 20,30: Solenne inizio della settimana affidandola alla Madonna del Rosario

8  Sabato

Ore 9.00 Solenne Concelebrazione

Dalle 10 alle 12 e dalle15 alle 19: visita alle famiglie dei ragazzi che riceveranno la cresima e l’eucarestia

Ore 18.30 Messa Vespertina

Ore 20,30: Cortile dei gentili (Teatro comunale) – Incontro – dibattito

9 Domenica XXVIII

Ore 15.00: Centri di Ascolto, in oratorio, per i genitori dei ragazzi che riceveranno la cresima e l’eucarestia. Educare alla fede (come continuare il cammino iniziato).

Ore 19.00: Living Stones (Serata di festa nel bar oratorio)

10 – Lunedì

Preghiera del mattino in S. Michele giorni feriali:

Ore 6.50 Giovani, 7.30 Medie, 8.00 Elementari

Ore 9.00 Solenne concelebrazione

Visite ai malati e alle famiglie dei ragazzi che riceveranno la cresima ed eucarestia.

Ore 20,30: 1° serie di l0 Centri di Ascolto.: “Costruire una chiesa di pietre vive”

Ore 20,30 in oratorio: Centri di Ascolto per i giovani e gli adolescenti.

11-Martedì  

ore 9.00 Solenne concelebrazione

Confessioni 5 missionari

Visite ai malati e alle famiglie dei ragazzi che riceveranno la cresima ed eucarestia secondo gli orari stabiliti

Ore 20,30: 1° serie di l0 Centri di Ascolto.: “Costruire una chiesa di pietre vive”

Ore 20,30 in oratorio: Centri di Ascolto per i giovani e gli adolescenti

12 – Mercoledì “Una comunità che ascolta”

ore 9.00 Solenne concelebrazione

Visite ai malati e alle famiglie dei ragazzi che riceveranno la cresima ed eucarestia secondo gli orari stabiliti

Ore16,45: Celebrazione della “Parola”. per anziani e ragazzi momento di preghiera

Ore 20,30 : Assemblea “La Parola vissuta ci fa chiesa” e Mandato ai catechisti. 

13 – Giovedì “La comunità che serve”

Ore 9.00 Solenne concelebrazione

Ore 14.30 In chiesa confessioni per cresimandi e comunicandi

Ore 16,45 Celebrazione della” carità”. anziani e ragazzi

Ore  20,30: Assemblea  “ Una comunità che serve: Il Buon profumo di Cristo”: vengono invitate tutte le organizzazioni impegnate nel servizio all’uomo, sia confessionali che laiche, i Giovani e gli allenatori delle varie squadre. Tutti in divisa e portando i loro simboli.

Breve rappresentazione del “Samaritano” e “dell’Unzione di Betania” attualizzati.

14 – Venerdì: ANNIVERSARIO DELLA CONSACRAZIONE DELLA CHIESA

Ore 16,45: S. Messa per i malati e i ragazzi

Ore 20,30: S. Messa solenne

15 – Sabato “ Maria: Madre e modello”

Ore 9.00: Solenne concelebrazione

Ore 15,00: affidamento alla Madonna dei bambini fino ai 5 anni

Ore 20,30: celebrazione del Sacramento della penitenza per i genitori, padrini, madrine e altri

16 – Domenica – MADONNA DEL ROSARIO

Sante messe secondo orario festivo

Ore 11.00: celebrazione delle Cresime ed Eucarestia presieduta dal S.E. Vescovo Luciano

Ore 16,30: S. Messa solenne in onore della Madonna Processione – Consacrazione della Parrocchia alla Madonna.