In Christ alone – Through it all | #FO20

Solo in Cristo” e “Nonostante tutto” sono titoli di due canzoni che abbiamo mixato nel progetto della virtuale festa dell’Oratorio di quest’anno. Li abbiamo voluti per il significato dei loro testi e perché venivamo da due tempi liturgici importanti come la quaresima e la Pasqua, vissuti nell’esperienza profondamente intensa della pandemia da covid-19. Per noi è stata una preghiera e questo modo di condividerla vuole essere un segno di vicinanza a chi ha sofferto e un motivo di speranza per il futuro. Vi invitiamo ad attivare i sottotitoli e a leggere il testo parafrasato, che sono espressivi del messaggio di fede che desideriamo annunciare.

Solo in Cristo (testo parafrasato, non traduzione letterale)

Solo in Cristo la mia speranza è ritrovata,
Lui è la mia luce, la mia forza, il mio canto.
Questa pietra angolare, questa terra solida.
Saldo attraverso la siccità e più forte della tempesta.
Quali altezze d’amore, quali profondità di pace.
Quando le paure vengono calmate, quando cessano le fatiche. Il mio Consolatore, il mio Tutto nel Tutto.
Qui, nell’amore di Cristo io mi trovo.

Solo in Cristo, che ha preso carne,
pienezza di Dio in un bambino indifeso. Questo dono di amore e giustizia,
Disprezzato da quelli che è venuto per salvare, fino a quella croce dove Gesù morì,
L’ira di Dio fu soddisfatta
poiché ogni peccato su di lui fu posto
Qui, nella morte di Cristo io vivo.

Là nel terreno giaceva il suo corpo, Luce del mondo dalle tenebre uccisa: poi scoppiò in un giorno glorioso.
Dalla tomba Egli si risollevò di nuovo e mentre si trova nella vittoria
la maledizione del peccato ha perso la presa su di me, perché io sono suo ed Egli è mio.
Acquistato con il prezioso sangue di Cristo.

Nonostante tutto, nonostante tutto,
Ho imparato a fidarmi di Gesù,
ho imparato a fidarmi di Dio.
Nonostante tutto, nonostante tutto,
Ho imparato a porre la mia fiducia sulla Sua Parola.

Ringrazio Dio per le montagne,
e lo ringrazio per le valli.
Lo ringrazio per le tempeste che mi ha fatto attraversare. Perché se non avessi mai avuto problemi,
non saprei che potrebbe risolverli,
non saprei mai cosa potrebbe fare la fede in Dio.

Nessuna colpa nella vita, nessuna paura nella morte, Questo è il potere di Cristo in me.
Dal primo grido della vita al respiro finale,
Gesù guida il mio destino.
Nessun potere dell’inferno, nessuno schema dell’uomo, potrà mai strapparmi dalla sua mano.
Finché non ritorna o mi chiama a casa
Qui nel potere di Cristo starò.

Il Vescovo affida Brescia a San Paolo VI

La supplica di mons. Tremolada al papa santo nel tempo dell’epidemia

Mons. Pierantonio Tremolada, che segue con vicinanza e partecipazione l’evolversi dell’emergenza sanitaria nel Bresciano, ha affidato la diocesi, in questo tempo di epidemia che non sembra conoscere rallentamenti e che tanto dolore sta seminando in tutta la provincia, a San Paolo VI.

Lo ha fatto con questa supplica:

Ci rivolgiamo a te, san Paolo VI, nostro amato fratello nella fede, pastore della Chiesa universale e figlio della nostra terra bresciana. Ti presentiamo la nostra supplica, in questo momento di pena e dolore. Sii nostro intercessore presso il Padre della misericordia e invoca per noi la fine di questa prova. Tu che hai sempre guardato al mondo con affetto, tu che hai difeso la vita e ne hai cantato la bellezza, tu che hai provato lo strazio per la morte di persone care, sii a noi vicino con il tuo cuore mite e gentile. Prega per noi, vieni incontro alla nostra debolezza, allarga le tue braccia, come spesso facesti quando eri tra noi, proteggi il popolo di questa terra che tanto ti fu cara. Sostienici nella lotta, tieni viva la nostra speranza, presenta al Signore della gloria la nostra umile preghiera, perché possiamo presto tornare ad elevare con gioia il nostro canto e proclamare la lode del nostro Salvatore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen

Qui Caritas parrocchiale

Per informare

Anche questa volta non si può che partire dai cambiamenti e dagli auguri. Benvenuto, monsignor Tononi! A lei l’augurio di un proficuo lavoro, in caritas, con noi e per la comunità parrocchiale.

Quando questa nota sarà pubblicata almeno due delle iniziative dei mesi di novembre e dicembre avranno già visto la loro realizzazione:
La giornata del povero, voluta da papa Francesco, che quest’anno è stata celebrata il 16 e 17 novembre attuando una raccolta alimentare alle porte della chiesa.
La giornata del pane (proposta annualmente dalla Caritas diocesana all’inizio dell’Avvento) la domenica 1 dicembre, prima domenica di Avvento.
La caritas diocesana, quest’anno, ha suggerito di mettere in relazione il pane confezionato e distribuito durante le celebrazioni eucaristiche, a quel Pane, che è l’Eucaristia: come il pane ci nutre e ci fa crescere, così l’Eucaristia, che è cibo per l’anima, è Pane che genera, Pane che nutre, Pane di Luce.

Non solo. Poiché le offerte raccolte sono state finalizzate ad un progetto preciso, Mano Fraterna Giovani, per ciascuna domenica di Avvento è stata preparata una pista di riflessione che mette metaforicamente in relazione le “fasi del pane” con quelle dei giovani e quelle della stessa Chiesa. Ecco, domenica per domenica, un estratto dal pieghevole:

  • 1 Dicembre / PANE “FRESCO”. Il pane è il necessario per l’oggi. “Perciò tenetevi pronti perché viene il Figlio dell’uomo (Mt 24, 37-44). I giovani sono il “pane” della società e della Chiesa; la “freschezza” riconosciuta della loro esistenza… il pane giovane è la buona speranza del futuro.
  • 8 Dicembre / PANE “RAFFERMO”. Il pane rimane pane, anche domani, quando la freschezza era di ieri. “Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù” (Lc 1, 26-38). Pane di “oggi” il Figlio vorrà fare “fresco” quello di “ieri”. I giovani sono la speranza per “nuovi impasti” di “freschi ingredienti” intergenerazionali.
  • 15 Dicembre / PANE “SCARTATO”. I giovani di oggi denunciano l’ingiustizia di un mancato riscatto. “Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle. Che cosa siete andati a vedere nel deserto? “Mt 11, 2-11). Per un mondo bisognoso di giovani profeti, il pane “fresco” della giovinezza, “scartato”, restituisce il gusto sgradevole di sociali ed ecclesiali colpe.
  • 22 Dicembre / PANE “DI LUCE”. Dare alla luce è generare alla vita. “Ecco la vergine concepirà e darà alla luce un figlio” (Mt 1, 18-24). “Pane di luce” saranno i giovani impastati di terra e di Spirito Santo… “lievitati” e “cotti” nel “forno” della carità. A loro tempo saranno frammento di quella luce che la Chiesa celebra nel Natale del Signore.

Tutte queste iniziative sono ad offerta libera ed hanno lo scopo di rendere attiva la Carità fraterna, di accorgerci di chi ci sta accanto, e di adoperarci per quanti hanno bisogno, raccogliendo alimenti ed offerte da redistribuire.

Raccontarsi per condividere le esperienze

Sono M. Anch’io, come molte persone, quando ero piccola e frequentavo l’oratorio femminile (allora i due oratori erano separati) dove c’erano le suore, mi vedevo missionaria per aiutare i bambini in qualche paese lontano. Però non è stato così e il mio cammino è stato diverso. Ho avuto l’onore di far parte di una delle famiglie più numerose di Leno (10 tra fratelli e sorelle); noi figli siamo cresciuti sapendo che molte cose non potevamo averle ma ugualmente felici perché ci sembrava di avere tutto o quasi. Poi mi sono sposata ed ho anche provato la felicità di poter festeggiare in serenità e saluto il 50 anni di matrimonio.

Ho visto sposati i miei tre figli e nascere 5 nipoti, occupandomi di loro mentre i figli erano al lavoro. Con le mie sorelle abbiamo assistito prima un nostro fratello che ci ha lasciati a soli 25 anni, poi per dovere, amore e riconoscenza anche i nostri genitori. Potevo essere soddisfatta; invece mi sono sentita vuota, inutile; mi sembrava di non essere più utile per nessuno e mi sono chiesta più volte che scopo avesse la mia vita.

Una domenica alla santa Messa monsignor Giovanni, tra gli avvisi, comunicò che aveva organizzato un corso per formare dei volontari per far parte della Caritas parrocchiale. Sentii una grande gioia dentro di me perché forse avevo la possibilità di essere di nuovo utile a qualcuno.

Terminato il corso, molto interessante e istruttivo, ho scelto di far parte di Nonsolonoi. Il mio compito è distribuire, al sabato mattina, gli indumenti alle persone che con molta umiltà arrivano da noi. Mentre scelgono le varie cose, si parla con loro e molte volte si viene a conoscenza dei loro problemi. Se riesco a dire una parola buona e a tranquillizzarli dicendo che i loro problemi sono comuni a tante persone e che c’è chi sta peggio di loro, un loro sorriso o un “grazie” mi fanno sentire di essere stata, anche se per poco, utile a qualcuno. Se poi ti senti dire “sei stata gentile” oppure “ti ricorderò nelle mie preghiere”, capisci che le ore passate lì non sono state sprecate.

Nel bel gruppo di volontarie, affiatate e ben guidate dalla responsabile del nostro reparto di abbigliamento e casalinghi ho ritrovato il senso della mia vita. Grazie!

Per suscitare relazioni

Rilanciano anche l’iniziativa Offerte mensili mirate a progetti specifici: è stata già collaudata e durante quest’anno a due famiglie è stato assicurato un aiuto finanziario per molti mesi. Si assicura l’informazione puntuale a chi aderisce. Grazie a chi raccoglierà l’invito.