Una tavola imbandita per tutti

Il sussidio per la Quaresima riprende la lettera pastorale del Vescovo. Dall’eucaristia allo spezzare il pane a tavola con le persone a cui si vuole bene

Una tavola per tutti. Chiara Gabrieli, vicedirettore dell’Ufficio per le missioni della diocesi di Brescia, presenta il sussidio “Una tavola per tutti”. È una proposta per iniziare la Quaresima insieme. La Diocesi propone un itinerario per vivere bene questo tempo forte. Con il libretto e il piccolo salvadanaio da costruire si vuole anche suggerire alle famiglie un momento quotidiano di preghiera. “Abbiamo preparato – racconta Gabrieli – un piccolo opuscolo, in collaborazione con le tre aree pastorali diocesane: l’area per la mondialità, l’area per la società e l’area per la crescita della persona, insieme al Seminario diocesano”.

Il titolo. Il titolo di quest’anno è “Una tavola per tutti” perché “riprende la lettera pastorale del nostro vescovo. Il tema fondante è l’eucarestia, rivolta alle famiglie e ai bambini e si trasforma nello ‘spezzare il pane’ a tavola con le persone a cui si vuole bene. Nell’immagine di copertina di questo sussidio vediamo sei persone che rappresentano le settimane della Quaresima e attendono che arrivi un’altra persona, cioè la testimonianza che accompagnerà, ogni settimana per sei settimane, il nostro cammino quaresimale. Abbiamo stampato 68mila copie che sono state distribuite nelle varie parrocchie affinché vengano date alle famiglie e ai bambini”. È un opuscolo che si caratterizza in due parti: la parte della domenica, rivolta alle famiglie e agli adulti, con la testimonianza che caratterizza la settimana. Ogni settimana c’è una sensibilità che ci accompagna: per la famiglia, i poveri, per la terra, la parola e per il mondo, ossia per i migranti. Durante la settimana, invece, si dà maggiore attenzione ai bambini, per cui ci sarà sempre una preghiera preparata dai seminaristi e sarà una forma di aiuto ai parroci nel fare il ‘Buongiorno Gesù’”. La Quaresima è tempo di fioretti con la classica cassettina per recuperare qualche piccolo sacrificio e metterlo a disposizione perché i progetti quaresimali sono importanti, soprattutto per i nostri missionari. “Si, sono progetti importanti, in particolare questa cassettina che diamo alle famiglie, rappresenta il raccogliere e l’aiutare sei progetti, come le sei settimane, in modo da valorizzarli in ogni parte del mondo, dal Brasile, all’Africa fino a Brescia”.

I progetti. Si va dal sostegno delle famiglie dei laici in missione in Togo, in Tanzania e in Albania al sogno di una parrocchia nella diocesi di Macapà in Brasile; dall’aiuto all’apostolato delle suore dorotee in Albania ai poveri di Kiremba; dai progetti di lavoro dei giovani in Senegal al “Farm Training”, un progetto di accoglienza proposto dall’Associazione Centro Migranti.

Quaresima: “Una tavola per tutti”

La Quaresima è un incontro di conversione che ci conduce all’ incontro con il Signore Risorto, l’incontro con Lui si rinnova ogni volta che partecipiamo al banchetto eucaristico insieme ai fratelli e alle sorelle della nostra comunità. La mensa che il Signore prepara per i suoi discepoli è anticipo del Suo dono totale sul Calvario e anticipo della comunione d’amore alla quale siamo già inviati in vista dell’esito definitivo della storia e del mondo. Il Vescovo Pierantonio ci accompagna in questo itinerario di fede e di vita indirizzandoci la sua lettera pastorale “nutriti dalla bellezza”. Da questa lettera trae spunto il piccolo sussidio proposto per vivere in semplicità di preghiera e impegno i quaranta giorni prima della Pasqua. L’intuizione che scandisce le 6 settimane è sintetizzata nel titolo: Una tavola x tutti. Ogni settimana un testimone ci inviterà a stare a mensa aprendo il nostro orizzonte all’accoglienza di storie di vita di tanti fratelli e sorelle. La Parola di Dio ogni giorno ci consentirà di approfondire e verificare il nostro cammino, una semplice preghiera e un piccolo impegno renderanno più bella la Mensa per tutti. Con il libretto della Quaresima riceveremo anche un piccolo salvadanaio per poter contribuire alla realizzazione di alcuni progetti attraverso i quali davvero la nostra Mensa si allarga a tutti i popoli.

Grazie a quanto verrà raccolto, tramite i salvadanai, potremo sostenere questi progetti, che troverete presentati anche nelle pagine centrali del sussidio che verrà distribuito.

La missione della famiglia

La Diocesi di Brescia sostiene e accompagna tre famiglie missionarie. Federica e Andrea, coppia di sposi in missione in Togo, si occupano prevalentemente dell’accoglienza dei bambini, del loro percorso scolastico ed educativo. Maurizio e Maria Giulia, coppia di sposi e genitori della piccola Nina, attualmente in Tanzania sono “papà e mamma di decine di bambini orfani. Raffaele e Francesca, sposi da parecchi anni, genitori di ben dodici figli, missionari in Albania.

Sognando una parrocchia all’Equatore

Il Vescovo bresciano della Diocesi di Macapà, Mons. Pedro Conti ci scrive chiedendo un aiuto: desidererei dedicare una parrocchia “nuova” dedicata all’ultimo santo bresciano canonizzato, S. Paolo VI: La città di Macapà, al confine dell’Amazzonia brasiliana, cresce nonostante tutte le crisi economiche e politiche. A Macapà siamo giunti al mezzo milione di abitanti e abbiamo urgente bisogno di dividere alcune parrocchie ormai troppo popolose e perciò di difficile lavoro pastorale.

In Albania un futuro per i bambini

Siamo Suor Chiara, Suor Giusy, Suor Liliana e Suor Paola e da ormai 14 anni viviamo in Albania. É un paese molto bello, ma nello stesso tempo anche povero e in questo momento ha bisogno del nostro, vostro aiuto. Nella città di Burrel abbiamo conosciuto diverse famiglie con tanti bambini: a loro piace molto giocare e studiare ma qui le condizioni di vita sono un po’ diverse e non sempre possibile. Così abbiamo pensato di creare per loro un ambiente, nel centro della città, che sia bello, colorato, con tante stanze per studiare, imparare a suonare uno strumento, oppure a disegnare e anche mangiare un bel pasto caldo al giorno. Desideriamo che sia un punto luce che possa rendere più felice la vita di questi bambini.

A tavola con i poveri di Kiremba

Nel cuore di due generazioni di bresciani Kiremba e il suo Ospedale sono il segno concreto della carità condivisa. Dal 2018 si è dato vita al così chiamato “bureau sociale” si tratta di un luogo dove una suora Ancella della Carità burundese accoglie, ogni giorno, tutte le richieste d’aiuto di carattere economico e di altro genere per permettere a chi arriva o a chi è già ricoverato di farsi curare pur non avendo i mezzi. Le cure mediche in Burundi sono tutte di carattere privato quindi è immediato comprendere le gravi difficoltà. Non è compito da poco scegliere chi aiutare fra una cinquantina di persone che quotidianamente si presentano al bureau. Il compito della suora non è solo favorire le cure, ma anche coinvolgere il povero in un cammino di responsabilità cioè: “Ora ti aiutiamo ma se puoi anche tu ci aiuti ad aiutare altri”.

In Senegal: lavorare per vivere

Mi chiamo Suor Grazia Anna Morelli, sono missionaria Marista e abito a Guèdiawaye, periferia di Dakar, in Senegal, da quasi un anno. Qui la povertà ha raggiunto livelli record e c’è bisogno di sviluppo sociale ed economico oltre che di accompagnamento dei giovani che rischiano di cadere nella deriva della droga e dell’ alcool perché quasi costretti a vivere di espedienti. É necessario creare opportunità di lavorative che concorrano a ridurre l’ esodo di questi giovani. Con un gruppo di persone sensibili al problema abbiamo invitato i giovani a presentare dei progetti di lavoro che saranno valutati e, se ritenuti validi, finanziati e soprattutto controllati in itinere. Se ti senti interpellato, aiuta la nostra missione e realizzare a questo progetto in Senegal.

Accogliere e formare nella nostra Diocesi

“Farm Training” è un progetto proposto dall’Associazione Centro Migranti nel contesto della campagna nazionale “liberi di partire e liberi di restare”. Si rivolge a richiedenti asilo e immigrati con permesso di soggiorno in particolari situazioni di disagio, al fine di offrire loro un cammino formativo in ambito agrario e zootecnico e di acquisire un diploma che renda loro possibile un inserimento lavorativo nella società italiana o, in caso di rientro, nel loro paese di origine. Vogliamo aiutare questi giovani a vivere una esperienza positiva di emigrazione che li aiuterà a integrarsi attraverso un percorso formativo in ambito professionale. Il progetto Farm Training offrirà a questi giovani, oltre al percorso scolastico, anche alcuni tirocini presso aziende agricole del nostro territorio per sperimentarsi direttamente mettendo in pratica quanto acquisito nello studio. Valore aggiunto di tutto questo cammino sarà anche l’apprendimento corretto della lingua italiana.

Sia il padre di tutti noi

Il benvenuto dal sindaco e dall’amministrazione comunale

Carissimo Don Renato,

è con grande emozione che desidero porgerLe a nome di tutti i Lenesi e dell’Amministrazione Comunale, un caloroso benvenuto nella nostra comunità.
Oggi per noi è un giorno di gioia, di festa e pur non dimenticando l’opera, gli insegnamenti e i valori che Don Giovanni ci ha lasciato, siamo entusiasti di iniziare un nuovo tratto di strada con Lei.

La Comunità che oggi l’accoglie è una comunità orgogliosa delle sue origini benedettine, ricca di storia e di cultura, di tradizioni religiose e popolari che costituiscono la nostra identità, il nostro senso di appartenenza.

Ma è anche una comunità generosa, operosa che vive della ricchezza di ognuna delle persone che la abitano: dei cittadini autoctoni e dei nuovi arrivati, dei moltissimi volontari, delle tante associazioni sociali, culturali, sportive e ambientali ciascuna con una competenza specifica nel proprio settore ma che, nel cammino comune, costituisce una grandissima risorsa, un patrimonio eccezionale di umanità. Patrimonio che si esplicita nella cultura del dono inteso come servizio e messa a disposizione dell’altro.

La ringraziamo per aver accettato l’incarico del nostro vescovo, Sua eccellenza Monsignor Tremolada e di essere diventato il nostro nuovo pastore.

Da parte mia, da parte di tutta l’Amministrazione comunale che rappresento posso assicurarle fin da ora disponibilità all’ascolto, al sostegno e alla collaborazione nel comune sentire che si sostanzia nel condividere un fondamentale e irrinunciabile principio: il servizio alla persona, all’uomo, ai suoi bisogni e alle sue necessità, mettendo sempre al primo posto i più deboli e i più fragili.

Per questo Le chiediamo di aiutarci ad essere ancora di più una comunità unita, fraterna e solidale, rassicurati dal fatto che un uomo di Dio cammina al nostro fianco.
Siamo certi Don Renato che Lei saprà guidarci e insieme sapremo camminare come portatori di quei valori fondamentali quali la solidarietà, l’ascolto, la condivisione e l’amore fraterno, perché il grazie più grande per i doni ricevuti da Dio consiste nel passarli agli altri.

Le rinnoviamo quindi il benvenuto nella sua nuova casa, nella sua nuova famiglia, nella sua nuova comunità, sia il Padre di tutti noi.

Le immagini dell’ingresso:

Ingresso di mons. Renato Tononi

Era il Marco di tutti

Classe 1993, della parrocchia dei Ss. Gervasio e Protasio di Cologne, don Marco Bianchetti ha svolto servizio nelle parrocchie di Caionvico, Quinzano d’Oglio, Cellatica, Montichiari, in Seminario Minore e diacono a Marone

Anche la musica può essere un mezzo per raggiungere Dio. E Marco Bianchetti, classe 1993, della parrocchia dei Ss. Gervasio e Protasio di Cologne, lo sa bene. È stato infatti studente di piano, organo e canto per 17 anni. Il Signore, però, aveva per lui disegni diversi, aveva previsto note ben più alte rispetto a quelle che Marco era abituato a suonare. Il suo destino era un altro e, infatti, l’8 giugno è stato ordinato sacerdote in Cattedrale a Brescia. Negli anni ha svolto servizio nelle parrocchie di Caionvico, Quinzano d’Oglio, Cellatica, Montichiari, come educatore in Seminario Minore e diacono a Marone. La sua, come ha raccontato mamma Angela, intervistata in queste pagine, è una spiritualità innata: “Ci sono vari generi musicali, vari campi in cui spaziare, ma Marco prediligeva sempre quella sacra”. La chiamata del Signore era talmente forte che, sin dalla giovanissima età, aveva espresso il desiderio di entrare in Seminario, cosa che avverrà al termine delle superiori come in accordo con mamma Angela e papà Silvano, certamente stupiti da una vocazione così precoce. “Il Signore ci ha chiamato a essere tuoi genitori – era questo il loro pensiero – , solo imparando a conoscere l’amore della famiglia potrai imparare ad amare una famiglia più grande, come quella che può essere una parrocchia”. Da bravi educatori, i genitori di Marco gli chiesero di attendere l’età adulta, così da poter prendere una decisione consapevole: “Lo abbiamo accompagnato nel migliore dei modi, affinché, dopo diverse esperienze, potesse scegliere”.

Nel cammino di discernimento il tessuto familiare è stato quindi fondamentale, così come lo è stato l’accompagnamento costante dei genitori, sino alle superiori quando, terminati gli studi classici, ha deciso di intraprendere la strada del sacerdozio. “Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato”. È con queste parole tratte dal libro di Geremia che mamma Angela ha scelto di salutare una delle giornate più significative del figlio, quella dell’ordinazione sacerdotale. “Ci siamo sentiti sempre accompagnati dalla comunità – sottolinea – , sin da quando faceva il chierichetto. Era come se fosse il figlio spirituale di tutti, era il Marco di tutti”. Così, grazie anche alla presenza dei genitori, la sua vocazione è maturata negli anni: “Mi sentivo – ricorda – attratto dalla figura di Cristo, dai suoi insegnamenti e, al tempo stesso, avevo la consapevolezza di aver ricevuto tanto sia in termini di qualità umane sia in termini di carismi. Vedevo che il modo migliore di utilizzare questi carismi era di mettermi al servizio della Chiesa. La mia vocazione è stata accresciuta da tante esperienze. Poi, terminate le superiori, era il 2012, sono entrato in seminario”.

Anche gli studi hanno avuto un ruolo non secondario nel suo cammino: “Ho frequentato l’asilo dalle suore francescane del Cuore Immacolato di Maria, poi le medie dai salesiani a Chiari e le superiori dai carmelitani ad Adro. È stato un percorso educativo che ha arricchito anche la mia spiritualità, fornendomi una maggiore consapevolezza nel mio cammino di fede. Queste esperienze mi hanno portato a impegnarmi maggiormente nella preghiera, nel rivolgermi al Signore. Non sarebbe stato possibile, però, senza la presenza della mia famiglia, sempre molto presente. La fede autentica che ho sempre respirato a casa ha favorito una crescita più serena della mia fede. Del resto, nel mio cammino, mi sono sempre sentito accompagnato da tante persone”.

“Noi qui facciamo consistere la santità nello star molto allegri” diceva San Giovanni Bosco rivolgendosi ai suoi giovani. Ed è proprio al sacerdote di Castelnuovo d’Asti che don Marco guarda quando pensa a una figura cara: “La mia spiritualità è prevalentemente salesiana – spiega – fondata sulla gioia e sull’aspetto educativo dei più piccoli, sull’attenzione a chi è più debole. È una religiosità che mette in atto i propri carismi, una spiritualità della presenza, come diceva don Bosco ‘della ragionevolezza’ e ‘dell’amorevolezza’, le caratteristiche fondamentali di un educatore”.

La grande famiglia salesiana gli ha permesso di provare in concreto l’esperienza dell’educatore, l’altra sua grande passione: “I campi scuola salesiani, durante l’estate, nel periodo delle superiori, sono stati fondamentali come momento di crescita del carisma educativo. Durante l’anno non avevo occasione di mettermi alla prova come educatore a causa dello studio assiduo che occupava gran parte del mio tempo. Sono state esperienze molto stimolanti sia per ciò che riguarda la fede sia in termini di entusiasmo educativo offertomi da altri giovani che come me svolgevano lo stesso servizio”. Durante gli anni delle superiori molto spesso la fede di un ragazzo viene messa alla prova: “Io posso dire di essere stato fortunato proprio a fronte delle esperienze di fede e condivisione vissute, in particolare con i salesiani”.

Come è ovvio che sia, sono stati diversi i sacerdoti che hanno influito sul suo percorso: “I sacerdoti che ho conosciuto in parrocchia hanno svolto un ruolo primario nel mio percorso vocazionale. Uno dei primi, don Fausto Gheza, mi ha insegnato a suonare il pianoforte a 5 anni, accompagnando il mio percorso nel mondo della musica fino alle medie. Non posso non ricordare mons. Gaetano Fontana, oggi Vicario del Vescovo, che ha lasciato un segno indelebile nella comunità parrocchiale per le sue qualità umane. Ricordo con affetto i tanti salesiani incontrati nei tre anni di scuole medie a Chiari, tra i quali don Bruno e don Cesare. A loro devo il mio impegno come educatore estivo nella casa salesiana di Cagliari”. Fra le attenzioni pastorali che don Marco vorrebbe approfondire figura, ovviamente, quella educativa: “Oggi non basta essere degli educatori. La presenza costante – come nello stile di don Bosco – caratterizzata da amorevolezza e ragionevolezza è fondamentale. Parlo soprattutto dell’attenzione che si deve a ogni singolo studente. Don Bosco diceva ‘Ama quello che amano i giovani’. L’aspetto educativo è quello più urgente nella società odierna. L’emergenza educativa è palese, anche guardando a come è impostato l’insegnamento. Si pensa tanto al gruppo, ma si perdono le singole situazioni. L’interessamento alle problematiche dei giovani, come ai loro interessi, deve essere costante”.

A pochi giorni dal pronunciamento del suo “per sempre”, i sentimenti che lo pervadevano erano ambivalenti, come sempre accade quando si compie un importante passo: “Da un lato c’è un grande entusiasmo, dall’altro, come è giusto che sia, non lo nascondo, qualche preoccupazione c’è. Le parrocchie sono realtà molto grandi da gestire, ma sono certo che troverò degli ottimi collaboratori”.

Liberi tutti con Mosè!

Giovedì 13 giugno il grest “Liberi tutti con Mosè” arriva alla Festa dell’Oratorio. Super festa per tutti i bambini ed i ragazzi!

Vi aspettiamo alle 19:30 per l’inizio della serata. Presenteremo l’inno e tutti i balli del grest! Durante la serata inoltre verranno consegnate le magliette agli iscritti.

Ricordiamo che sarà attivo il servizio cucina, con menu speciale gnocco fritto. Cosa state aspettando?

Liberi tutti con Mosè

Il GREST proposto dall’oratorio San Luigi in collaborazione con il Comune di Leno, si struttura nell’arco di 3 settimane, dal lunedì al venerdì e di 4 settimane per il Minigrest, sempre dal lunedì al venerdì e si rivolge a diverse fasce d’età:

  1. quella dei bambini in età della scuola dell’infanzia 3-6 anni. Questa fascia del GREST viene comunemente chiamata MINIGREST;
  2. quella dei ragazzi che hanno frequentato la scuola primaria nelle classi dal 1° al 3° anno;
  3. quella dei ragazzi che hanno frequentato la scuola primaria nelle classi dal 4° al 5° anno;
  4. quella dei ragazzi che hanno frequentato la scuola secondaria di primo grado nelle classi dal 1° al 2° anno;
  5. quella dei ragazzi che hanno frequentato la 3^ della scuola secondaria di primo grado e la 1^ superiore: Summer on the road.

Per il MINIGREST il periodo è di 4 settimane, da lunedì 1 Luglio a venerdì 26 Luglio. l’orario delle attività va dalle ore 9:00 alle 12:00 per chi fa mezza giornata e per chi fa l’intera giornata, continua dalle 13:45 alle 17:00. Per coloro che usufruiscono del servizio mensa messo a disposizione dal Comune l’orario è continuato. Il MINIGREST si svolge presso la scuola dell’infanzia in via Ermoaldo.

Per le altre fasce d’età il periodo è di 3 settimane: da lunedì 1 Luglio a venerdì 19 Luglio. l’orario delle attività va dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 13:45 alle 17:00. Per coloro che usufruiscono del servizio mensa messo a disposizione dal Comune l’orario è continuato. I ragazzi verranno accompagnati dai loro animatori presso la mensa della scuola primaria di Via F.lli De Giuli, 3. Al riprendere delle attività, i ragazzi che non usufruiscono del servizio mensa devono sempre arrivare in Oratorio entro le 13:45. Il GREST, in tutte le sue fasce d’età, offre anche un servizio di pre-accoglienza ossia: dalle ore 7:45 saranno presenti degli animatori per accogliere i bambini i cui genitori, per differenti motivi (lavorativi o di altra necessità), hanno bisogno di questa ulteriore opportunità. Le diverse attività verranno svolte nei rispettivi luoghi (Oratorio San Luigi e scuola Primaria, scuola dell’Infanzia) e nelle destinazioni stabilite a seconda delle proposte giornaliere.

Dalle uscite nei parchi presenti nel nostro comune, o nei comuni vicini, agli oratori delle nostre parrocchie o le piscine comunali di via M. L. King 17 o ai vari parchi delle uscite programmate. Gli spostamenti in base alle destinazioni avverranno a piedi, in bicicletta o in autobus (vedi programma giornaliero nelle pagine seguenti).

Si ricorda che al termine degli orari stabiliti dal calendario delle attività, i ragazzi iscritti al Grest, Minigrest e Summer on the Road NON saranno più sotto la responsabilità della Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo.
Non sarà possibile stabilire preferenze nei gruppi o squadre di appartenenza.

Corso di pittura e cucito

Cercando di ampliare l’offerta educativa e venire incontro alle esigenze delle famiglie, abbiamo collocato queste proposte dal 10 al 28 Giugno, da lunedì a venerdì, dalle 14 alle 17. Le attività saranno svolte con la supervisione di animatori. Le iscrizioni saranno su questo sito, a partire dal 6 aprile.

Presentazione Grest 2019

In occasione della festa dell’Oratorio che si svolgerà nei giorni dal 10 al 16 Giugno, la sera di giovedì 13, ci sarà la presentazione ufficiale del GREST e la consegna delle magliette. il programma prevede alle ore 20:00 la presentazione del tema del GREST 2018 e la consegna delle magliette.

Iscrizioni

Le iscrizioni inizieranno sabato 6 aprile. In un prossimo articolo verranno spiegate le modalità ed i tempi.

Vai alla pagina Estate per tutte le info sulle attività estive dell’Oratorio!

Tutti sotto un tetto

“Tutti sotto un tetto” nasce in seguito al bisogno di intervenire per la manutenzione della copertura di parte dell’Oratorio.  L’intento, ancora una volta, è quello di provare a sottolineare il bisogno di comunità unitamente al senso di appartenenza. Abitare sotto lo stesso tetto vuole dire tante cose e ognuno può partire dalla sua esperienza e dai suoi desideri per coglierne gli aspetti più significativi. Un tetto può essere la copertura di molti tipi di costruzione e conseguentemente la destinazione del fabbricato varia in base alla sua identità. Una chiesa è diversa da un capannone o da un albergo o da un ristorante. Certamente, nella nostra mente e nei nostri intenti, l’immagine del tetto sotto il quale abitare, vorremmo si riferisse alla casa, quella dove sei tranquillo, ti senti a tuo agio e alla quale vuoi bene.

All’interno della programmazione e della gestione dell’Oratorio, ogni anno, cerchiamo di finalizzare e orientare le risorse attraverso un piano di previsione. Ecco che allora, la festa dell’Oratorio, oltre che ad essere un forte momento di comunità, vedrà l’obbiettivo di destinare quanto raccoglieremo per sostenere le spese per l’intervento di manutenzione del tetto. A tutti buona continuazione con le proposte del nostro Oratorio che può diventare sempre più casa di tutti.