Il volto umano e solidale della città

L’omelia pronunciata dal vescovo Tremolada nella Chiesa di San Francesco dei frati minori conventuali a Brescia dove ogni anno si rinnova lo scambio dei Ceri e delle Rose in occasione della Solennità dell’Immacolata

Vergine Madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura, termine fisso d’etterno consiglio. Tu se’ colei che l’umana natura nobilitasti sì che ‘l suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura”. Sono le parole con cui Dante introduce l’ultimo canto della Divina Commedia e con le quali si avvia a concludere il suo lungo viaggio verso la visione di Dio. San Bernardo, che Dante incontra nell’ultimo cerchio del Paradiso, si rivolge con queste parole alla Madre di Dio. Al poeta pellegrino e al suo santo protettore è concesso di incontrare la Vergine santa nella manifestazione raggiante della sua bellezza. È lei la stessa nobile signora che alla piccola Bernadette di Lourdes si presenterà come l’Immacolata Concezione, colei che l’angelo Gabriele saluta come la “piena di grazia”.

La grazia è la bellezza gentile, limpida, umile, serena. Una bellezza che tuttavia è potente, anzi vittoriosa e trionfante. Nel disegno di Dio, essa è destinata a custodire e difendere l’umanità dall’attacco mortale del maligno, preservandola dalla corruzione. L’abbiamo ascoltato nelle parole che il Creatore rivolge al serpente antico, seduttore dell’uomo e della donna, primo responsabile, insieme a loro, di quella tremenda catastrofe che fu la colpa originaria: “Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la sua stirpe e la sua stirpe. Tu le insidierai il calcagno, ma lei ti schiaccerà la testa”. La donna che porterà al suo esito positivo e definitivo questa lotta implacabile tra la vita e la morte, tra la santità e la corruzione è l’Immacolata Concezione, colei che in se stessa non ha conosciuto il male e che ha donato all’umanità il suo Salvatore.

Nella donna vestita di sole, splendente della gloria di Dio, noi contempliamo l’essenza della vera umanità. Guardando a lei comprendiamo cosa siamo chiamati ad essere anche noi “santi e immacolati nell’amore” – come dice san Paolo nel passaggio della Lettera agli Efesini che abbiamo ascoltato. Tendere a realizzare questo disegno di grazia che mira a conferire alla vita del mondo la sua originaria bellezza significa dare compimento al cammino della civiltà e realizzare quello che potremmo chiamare un vero umanesimo.

Umanesimo! Una parola questa che fu molto cara a san Paolo VI, con la quale egli intendeva l’impegno dell’umanità ad essere se stessa, fedele alla sua magnifica vocazione. Il pericolo più grave per l’uomo è infatti quello di perdere la sua identità e la sua dignità, di non essere più umano.

Nella sua riflessione sempre acuta, Paolo VI si sofferma su questo punto a lui tanto caro in particolare nell’Enciclica Populorum Progressio, una delle perle del suo magistero. Qui egli concentra il suo pensiero intorno a due aggettivi e dice che l’umanesimo – visto con gli occhi del cristiano – deve essere integrale e solidale.

Con l’aggettivo integrale Paolo VI intendeva alludere all’uomo nella sua soggettività armonica e complessa; con l’aggettivo solidale si riferiva invece all’umanità nella sua dimensione sociale.

L’umanesimo integrale guarda all’uomo in tutte le sue dimensioni, compresa quella spirituale o trascendente. Non esiste infatti l’uomo a una dimensione, quella semplicemente orizzontale. L’uomo non guarda solo intorno a sé: sa guardare anche dentro di sé e sopra di sé. Scrive Paolo VI nella Populorum Progressio: “Avere di più, per i popoli come per le persone, non è dunque lo scopo ultimo … La ricerca esclusiva dell’avere diventa un ostacolo alla crescita dell’essere e si oppone alla sua vera grandezza: per le nazioni come per le persone, l’avarizia è la forma più evidente del sottosviluppo morale”.

Umanesimo solidale significa, invece, impegno a vivere con verità la dimensione sociale dell’umano e a farlo secondo l’intenzione di Dio. Da qui la lotta contro la fame, la ricerca costante dell’equità delle relazioni commerciali, il superamento di ogni nazionalismo e la contestazione di ogni razzismo. Il fine ultimo è una convivenza sociale che acquisti i tratti suggestivi della carità universale, i cui elementi costitutivi sono l’accoglienza reciproca, il reciproco rispetto e sostegno, la condivisione di valori irrinunciabili, l’esercizio costante del dialogo costruttivo, ma anche il perdono e la riconciliazione.

Giornata del Ringraziamento 2018

Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo – Leno

Domenica 11 novembre 2018

Ritrovo trattori ore 9.15 nel parcheggio dei Carabinieri

  • Ore 09.30: inizio corteo per le vie del paese;
  • Ore 10.45: benedizione macchine agricole in piazza;
  • Ore 11.15: Santa Messa in chiesa parrocchiale;
  • Ore 13.00: pranzo presso palazzetto pallamano.

Per prenotare il pranzo è necessario telefonare a Giusy (3336345769)

Santa Lucia a Milzanello

Din… din… din… un campanello suona nella fredda e nebbiosa sera del dodici dicembre a Milzanello…

Evviva, sì!!! É proprio lei, Santa Lucia che si avvicina con il suo asinello accompagnata da speciali angioletti “guardie del corpo” verso l’oratorio. Il cortile brulica di bambini con i loro genitori, l’attesa e grande ma finalmente il suo campanello si fa sentire! Ed eccola spuntare nella nebbia in fondo alla via che conduce alla chiesa. Sì, ci sono momenti in cui anche noi grandi ci sentiamo infinitamente piccoli, cioè disposti ad accogliere qualcosa più grande di noi… perché no, non dimentichiamolo, santa Lucia (colei che porta la Luce) fu una grande santa! Ed ecco l’asino arrivare ma.. che succede? Probabilmente anche lui si emoziona. Niente da fare infatti, si ferma sul cancello dell’Oratorio e non ne vuole sapere di entrare.

Ora penserete: cosa avrà fatto Santa Lucia per convincerlo a entrare? Tranquilli: sono bastati pochi minuti e… tutti i bambini sono usciti dal cortile invadendo della loro gioia la nostra santa, asino compreso! Santa Lucia ha fatto dono a tutti i bambini di molte caramelle, ha raccolto le ultime letterine dei bambini e ha lasciato dei giochi per il nostro bar dell’Oratorio. Ma pochi attimi con lei e… già giunge l’ora di salutarla, la notte la vedrà impegnata e non possiamo trattenerla.

Se ne va, la santa più amata dai bambini ma lascia nei nostri cuori gli occhi lucidi e gioiosi dei più piccoli, la speranza di un mondo un poco diverso: quello dove vige la logica del dono, dell’amore donato gratuitamente, come i santi hanno saputo fare, seguendo con la loro vita lo stile e la vita stessa di Gesù.

Concorso dei Presepi – Natale 2017

In memoria di Luigi Bolentini

Torna il concorso dei presepi organizzato dall’Oratorio!

Iscrizioni entro il 17 dicembre compilando il modulo ritirabile presso il bar dell’oratorio oppure scaricabile assieme al regolamento di seguito a questo articolo.

Il concorso prevede due fasce di partecipazione differenziata per età:

  • Fascia 1: partecipanti fino ai 13 anni di età;
  • Fascia 2: partecipanti oltre i 13 anni di età.

Regolamento

  • Art. 1 – La Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo attraverso l’Oratorio San Luigi, organizza un concorso volto a promuovere dei manufatti che rappresentino la tradizione del presepe interpretata attraverso una forma d’arte a scelta. Il presepe deve essere rispettoso della tradizione popolare e cattolica;
  • Art. 2 – Il concorso è rivolto ai residenti nel Comune di Leno, secondo due fasce di partecipazione: la prima fascia per le persone fino ai 13 anni di età e la seconda fascia per le persone oltre i 13 anni di età. Possono, però, prendere parte all’iniziativa ma senza concorrere anche le fa iglie, associazioni o persone che vivono nello stesso condominio, gruppi sportivi ecc.
  • Art. 3 – La partecipazione al concorso è gratuita e implica un’iscrizione solo per motivi organizzativi compilando il modulo iscrizione reperibile su www.oratorioleno.it o presso l’Oratorio San Luigi. Il modulo di iscrizione deve essere consegnato in Oratorio entro domenica 17 dicembre 2018. L’ iscrizione implica l’accettazione del presente regolamento e l’autorizzazione all’utilizzo dei dati personali ai sensi del D.lgs 196/2003 sulla privacy. I dati personali inviati non verranno divulgati, ma saranno conservati dalla Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo .
  • Art. 4 – Il presepe dovrà essere allestito entro il 17 dicembre 2017 e rimanere allestito almeno fino all’08 gennaio 2018 per permettere agli organizzatori di visionarlo.
  • Art. 5 – Durante il periodo di esposizione del presepe, uno o più membri del gruppo degli organizzatori si recherà a visionare il presepe in data da concordare. Durante la visita verranno effettuate delle fotografie. Un elenco di nominativi delle persone addette alla visione del presepe verrà comunicato al momento dell’iscrizione. Nessun altro sarà autorizzato a visionare il presepe a scopo valutativo.
  • Art. 6 – Le fotografie potranno essere inserite sul sito internet www.oratorioleno.it. Il partecipante, pertanto, accetta che le fotografie del suo presepe vengano pubblicate su internet senza rivendicare alcun diritto.
  • Art. 7 – Per la costruzione dei presepi può essere impiegata ogni specie di materiale, tranne quelli ritenuti dichiaratamente pericolosi per l’incolumità delle persone. Gli organizzatori non rispondono, comunque, di qualsiasi incidente legato alla costruzione del presepe medesimo.
  • Art. 8 – I vincitori delle rispettive fasce di partecipazione verranno menzionati in un articolo dedicato sul bollettino parrocchiale: “La Badia” e sul sito internet: www.oratorioleno.it. Non vi saranno altri tipi di premi per i partecipanti.

Scarica il modulo di iscrizione

Vai alla pagina Archivio per guardare le immagini delle scorse edizioni!

Concorso dei presepi 2016 – Premiazioni

Il Tempo di Natale è passato e siamo entrati nel Tempo Ordinario. É ora di premiare i migliori presepi che hanno partecipato al nostro concorso!

Ragazzi

Primo classificato - Fabio Conforti - ragazzi
Primo classificato – Fabio Conforti – ragazzi
Secondo classificato - Filippo Brunelli - sezione ragazzi 2016
Secondo classificato – Filippo Brunelli – sezione ragazzi 2016
Terzo classificato - Lorenzo Udeschini - ragazzi
Terzo classificato – Lorenzo Udeschini – ragazzi

Adulti

Primo classificato - Giuseppe Mordenti - sezione adulti 2016
Primo classificato – Giuseppe Mordenti – sezione adulti 2016
Secondo classificato - Emilia Marazzi - sezione adulti 2016
Secondo classificato – Emilia Marazzi – sezione adulti 2016
Terzo classificato - Massimo Giliberti - sezione adulti 2016
Terzo classificato – Massimo Giliberti – sezione adulti 2016

Guarda tutti i presepi che hanno partecipato al concorso!

Concorso dei Presepi 2015

Locandina Concorso presepi 2015

Estratto dal regolamento:

La Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo attraverso l’Oratorio San Luigi, organizza un concorso volto a promuovere dei manufatti che rappresentino la tradizione del presepe interpretata attraverso una forma d’arte a scelta. Il presepe deve essere rispettoso della tradizione popolare e cattolica; Il concorso è rivolto ai residenti nel Comune di Leno, secondo due fasce di partecipazione: la prima fascia per le persone fino ai 13 anni di età e la seconda fascia per le persone oltre i 13 anni di età. Possono, però prendere parte all’iniziativa ma senza concorrere anche le famiglie, associazioni o persone che vivono nello stesso condominio, gruppi sportivi ecc.

Belleri Michele - Primo Premio sezione ragazzi
Belleri Michele – Primo Premio sezione ragazzi edizione 2014

Guarda le foto della scorsa edizione

La partecipazione al concorso è gratuita e implica un’iscrizione solo per motivi organizzativi compilando il modulo iscrizione reperibile di seguito o presso l’Oratorio San Luigi. Il modulo di iscrizione deve essere consegnato in Oratorio entro domenica 13 dicembre 2015.

Scarica il regolamento

Scarica il modulo di iscrizione

I Pater dela Benedeto Quaresima

I Pater dela Benedeto Quaresima ie lonc quaranto de.
El ga disünat el Nost Signur, pos disunà apò me.
San Gioan el ma ciapo per en bras, San Piero per en dit elm’ansegno l’inferno el Paradis:
el Paradis l’è bel e Glurius, l’Inferno l’è bröt e spaintus,
ghe sento scale anda’ là nfont. Quant la poero anemo
l’è là en font
la troa nient de valùr
föra che föc fiame a splindùr.
O anemo benedeto
ta set stado trop tant a pensago,
ta iareset dic o fac dì
en co dei quaranto de,
ta gareset liberat un’anemo del purgatore e po ta sareset salvado apò a te.

(Questa preghiera si recitava una volta al giorno tutti i giorni della Quaresima, insieme al “Padre Nostro”, all’ “Ave Maria” e al “Gloria”. Queste ultime tre preghiere venivano recitate una volta il primo giorno, il secondo due volte, così facendo fino a recitarle per quaranta volte nell’ultimo giorno di Quaresima.)