L’efficacia della preghiera per le vocazioni

Carissimi lettori!

Gesù ha detto apertamente ai suoi discepoli: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi! Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe!”. (Mt 9,37-38) Pregate dunque è l’unica condizione che il Signore pone perché ci siano operai sufficienti per la sua messe. Tante volte abbiamo sentito ripetere queste parole del Maestro, ma ci crediamo veramente? Quanto bisogno abbiamo oggi di santi sacerdoti e persone consacrate fedeli a Gesù! Desidero raccontarvi l’esempio di alcune donne che hanno preso sul serio queste parole del Vangelo e che hanno così potuto sperimentare l’efficacia della preghiera per le vocazioni.

Ci rechiamo nel piccolo paese di Lu nell’Italia del nord, una località che conta poche migliaia di abitanti e che si trova in una regione rurale a 50 km ad este di Torino. Questo piccolo paese sarebbe rimasto sconosciuto se nel 1881 alcune madri di famiglia non avessero preso una decisione che avrebbe avuto delle “grandi ripercussioni”.Molte di queste mamme avevano nel cuore il desiderio di vedere uno dei loro figli diventare sacerdote o una delle loro figlie impegnarsi totalmente al servizio del Signore. Presero dunque a riunirsi tutti i martedì per l’adorazione del Santissimo Sacramento, sotto la guida del loro parroco, Monsignor Alessandro Canora, e a pregare per le vocazioni. Tutte le prime domeniche del mese ricevevano la Comunione con questa intenzione. Dopo la Messa tutte le mamme pregavano insieme per chiedere delle vocazioni sacerdotali. Grazie alla preghiera piena di fiducia di queste madri e all’apertura di cuore di questi genitori, le famiglie vivevano in un clima di pace, di serenità e di devozione gioiosa che permise ai loro figli di discernere molto più facilmente la loro chiamata.

Quando il Signore ha detto: “Molti sono chiamati, ma pochi eletti” (Mt. 22,14), bisogna comprenderlo in questo modo: molti saranno chiamati, ma pochi risponderanno. Nessuno avrebbe pensato che il Signore avrebbe esaudito così largamente la preghiera di queste mamme. Da questo piccolo paese sono uscite 323 vocazioni alla vita consacrata (trecento ventitré!): 152 sacerdoti (e religiosi) e 171 religiose appartenenti a 41 diverse congregazioni. In alcune famiglie ci sono state qualche volta anche tre o quattro vocazioni. L’esempio più conosciuto è quello della famiglia Rinaldi. Il Signore chiamò sette figli di questa famiglia. Due figlie entrarono tra le suore salesiane e, mandate a Santo Domingo, furono delle coraggiose pioniere e missionarie. Tra i maschi, cinque diventarono sacerdoti salesiani. Il più conosciuto dei cinque fratelli, Filippo Rinaldi, fu il terzo successore di Don Bosco e Giovanni Paolo II lo beatificò il 29 aprile 1990. In effetti, molte vocazioni entrarono tra i salesiani. Non è un caso dal momento che Don Bosco nella sua vita si recò quattro volte a Lu. Il santo partecipò alla prima Messa di Filippo Rinaldi, suo figlio spirituale, nel suo paese natio. Filippo amava molto ricordare la fede delle famiglie di Lu: “Una fede che faceva dire ai nostri genitori: il Signore ci ha donato dei figli e se Egli li chiama noi non possiamo certo dire di no!”.

Questo esempio dovrebbe incoraggiarci a formare gruppi di preghiera per le vocazioni. Se fossimo consapevoli di quanta forza abbiamo quando preghiamo, in particolare quando preghiamo insieme ad altri! Abbiamo nelle nostre mani la realizzazione dei progetti di Dio per quelle anime che Egli vorrà chiamare, perché Egli chiede sempre la nostra collaborazione per i suoi disegni di salvezza. Pensiamo alle ultime parole rivolte da Gesù ai suoi discepoli: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.

In questo numero potrete conoscere le esperienze di alcuni giovani che hanno accolto l’invito di Gesù e, consacrandosi interamente a Lui, desiderano essere strumenti dell’amore e della misericordia del Signore ovunque Egli li manderà. Le loro vite sono sicuramente il frutto di tante preghiere nascoste e conosciute solo a Dio!

Unito con voi tutti nella preghiera per le vocazioni, Vi saluto e benedico!

Paolo Maria Hnilica, SJ

Barbara Laffranchi

Il 9 luglio ha conseguito, con il massimo dei voti, la laurea magistrale in “Psicologia del lavoro”, discutendo la tesi dal titolo “Work-Health Balance e Work Ability: una ricerca esplorativa in un’azienda metalmeccanica” presso l’Università degli studi di Torino. 

Congratulazioni dai tuoi nonni e da tutta la famiglia.

La redazione del sito si congratula con Barbara per il brillante risultato raggiunto.

Visita alla Sindone

Alla partenza il cielo prometteva pioggia, ma l’entusiasmo per la giornata che ci attendeva smorzava ogni pessimismo.

Il viaggio tranquillo; la sosta per il caffè e due chiacchiere con gli altri partecipanti del secondo pullman. Poi di nuovo verso Torino dove siamo arrivati puntualissimi.
Durante il percorso che ci ha portati al Duomo, l’entusiasmo e la curiosità aumentavano. Chi la Sindone l’aveva già vista, esprimeva la gioia di poter rivivere da lì a poco l’esperienza e provava a raccontare quanto si potesse ancora avere il ricordo nitido dell’emozione provata anche con il passare del tempo.

Nel buio si sente solo la preghiera recitata al microfono, non si sentono parole inutili, le chiacchiere ora non servono a niente.

Poi eccola… là in fondo… si intravede…
È arrivato il nostro turno. Questo, per noi, è sicuramente il “Lino” che ha avvolto il corpo di Gesù dopo la sua passione, e alla vista un nodo ci stringe la gola. Il volto di Gesù è molto evidente; le ferite della flagellazione; la ferita al costato e quelle alla mani; il Sangue sceso sulla fronte e sulla nuca…

È qui davanti a noi e il ricordo della Passione appena vissuta in occasione del Venerdì Santo 2015 ci torna alla mente e la riviviamo di nuovo, più intensamente, perché ci sembra di poter vedere quanto abbiamo sentito nel Vangelo. Quando usciamo l’emozione è grande, gli occhi si sono fatti lucidi perché quel volto fa parte di noi e le parole ora non escono facilmente come prima.

Le cose grandi danno emozioni uniche, indescrivibili, perché non ci sono parole che rendano giustizia. Le tratteniamo gelosamente cercando di fissarle nella mente e nel cuore per timore di perderle.

La nostra giornata continua serena e ci rechiamo al Santuario delle Consolata e poi ancora nella casa di Don Bosco dove incontriamo il nostro compaesano Don Giancarlo Freretti che ci accoglie entusiasta di incontrare i suoi compaesani. Con la celebrazione della S. Messa, nella meravigliosa Basilica di Maria Ausiliatrice, si conclde il nostro pellegrinaggio.

Ritorniamo a casa consapevoli di avere avuto l’occasione di pregare davanti alla “più grande testimonianza dell’Amore più grande”. Ringraziamo i nostri Sacerdoti don Giovanni, Don Alberto e don Renato per la loro compagnia e per l’occasione che ci hanno concesso.

Pensiero di una fedele