Preghiera per il nuovo parroco

Signore, ti ringrazio di averci dato un uomo,
non un angelo, come pastore delle nostre anime;
illuminalo con la tua luce, assistilo con la tua grazia,
sostienilo con la tua forza.
Fa che l’insuccesso non lo avvilisca, e il successo non lo renda superbo.
Rendici docili alla sua voce.
Fa che sia per noi amico, maestro, medico, padre.
Dagli idee chiare, concrete, possibili;
a lui la forza di attuarle, a noi la generosità nella collaborazione.
Fa che ci guidi con l’amore, con l’esempio,
con la parola, con le opere.
Fa che in lui vediamo, amiamo e stimiamo te.
Che non si perda nessuna della anime che gli hai affidato.
Salvaci insieme con lui.

Paolo VI

Amiamo con tutte le forze il Padre celeste

Carissimi parrocchiani di Leno, Milzanello e Porzano

Il vescovo Pierantonio mi ha chiesto di venire a guidare come parroco le vostre comunità. Cosciente dei miei limiti (non ultimo l’età piuttosto avanzata), ho cercato di fargli cambiare parere, ma, vista la sua insistenza, gli ho detto di sì, perché penso che uno diventi prete non per fare ciò che vuole lui o piace a lui.

Dopo aver detto di sì, sono stato confortato dalla scoperta di  queste espressioni  scritte ad un suo confratello da parte di Padre Massimiliano Kolbe, il francescano polacco morto nel 1941 nel campo di concentramento di Auschwitz in sostituzione volontaria di un papà di famiglia:

Dio, scienza e sapienza infinita, che conosce perfettamente quello che dobbiamo fare per aumentare la sua gloria, manifesta normalmente la sua volontà mediante i suoi rappresentanti sulla terra. L’obbedienza, ed essa sola, è quella che ci manifesta  con certezza la divina volontà. È vero che il superiore può errare, ma chi obbedisce non sbaglia. L’unica eccezione si verifica quando il superiore comanda qualcosa che chiaramente, anche in cose minime, va contro la legge divina. In questo caso egli non è più interprete della volontà di Dio… Amiamo dunque, fratelli, con tutte le forze il Padre celeste pieno di amore per noi; e la prova della nostra perfetta carità sia l’obbedienza, da esercitare soprattutto quando ci chiede  di sacrificare la nostra volontà. Infatti non conosciamo altro libro più sublime che Gesù Cristo crocifisso, per progredire nell’amore di Dio.

Confortato anche da queste parole, sono sereno; anzi, sono contento di venire, perché vengo a voi nel nome del Signore. Lui farà quello che le mie forze non sono in grado di fare.

Pregate per me.

Insieme a voi – in comunione con gli altri sacerdoti e con la collaborazione dei vari consigli parrocchiali – mi accingo a percorrere l’ultimo tratto di strada che il Signore vorrà concedermi. Insieme, nel nome del Signore, possiamo fare ancora cose belle e meravigliose. A presto.

Don Renato Tononi