Scuola di teologia per laici da ottobre

Anche quest’anno, dal 3 ottobre al 17 aprile, come fa ormai da più di 40 anni, la Scuola di Teologia per laici di Brescia offre un percorso di formazione che mira all’approfondimento critico della fede. Inizialmente, dal 2 dicembre 1978, sotto la direzione di don Felice Montagnini, la Scuola era pensata in forma biennale.

A partire dall’anno 1983-84 è diventata quadriennale, articolandosi in un “Corso introduttorio fondamentale” che si ripete annualmente per i nuovi iscritti e in un “Triennio ciclico (A, B, C)” di approfondimento, per gli altri. L’anno introduttorio è composto da 7 corsi: 4 sono di introduzione, appunto, ai macrotemi come la filosofia, tenuto da don Francesco Tomasoni, la teologia da don Gianluca Montaldi, la Bibbia di don Alessandro Gennari e la liturgia con don Claudio Boldini; poi c’è il corso con don Diego Facchetti sui temi di Morale fondamentale, quello sui nuovi movimenti religiosi con don Gianluca Gerbino e infine la Catechetica fondamentale spiegata da don Roberto Lombardi.

Per quanto riguarda i corsi di approfondimento, questo è l’anno cristologico del triennio ciclico, quindi don Roberto Ferrari e don Antonio Zani tengono un corso su Gesù Cristo e il mistero di Dio (rispettivamente “in base a quello che c’è scritto nella Bibbia e a quello che dicono i Padri della Chiesa); un altro corso è sul Nuovo Testamento, un’introduzione ai Vangeli, tenuto dalla professoressa Mino; don Sergio Passeri, invece, spiega la Morale della vita fisica, Maurizio Marchini l’Arte cristiana e don Livio Rota la Storia della Chiesa e i suoi cambiamenti dall’anno 1000 al Concilio di Trento. La scuola prevede tre modalità di partecipazione: lo studente ordinario è iscritto alla scuola e sostiene gli esami richiesti in vista del conseguimento del diploma; lo studente straordinario: si iscrive a un corso (massimo due contemporaneamente), ne frequenta le lezioni ed eventualmente sostiene il relativo esame; l’alunno uditore: è iscritto alla scuola e segue le lezioni senza sostenere gli esami. I corsi si svolgono al Polo Culturale diocesano in via Bollani 20, ogni sabato pomeriggio dalle 14.30 alle 18.20, a partire dal 3 ottobre 2020 fino al 17 aprile 2021. Per meglio predisporre gli ambienti a causa dell’emergenza sanitaria è preferibile iscriversi con anticipo, perché i posti potrebbero essere limitati; per l’iscrizione è possibile scaricare dal sito www.teologiaperlaicibs.org il modulo, compilarlo e inviarlo via mail a segreteria@teologiaperlaicibs.org insieme alla ricevuta del bonifico effettuato. Dall’1 settembre 2020 sarà inoltre possibile iscriversi presso la Biblioteca Diocesana, aperta tutti i giorni dal lunedì al venerdì, il pomeriggio dalle ore 14 alle 17, mentre la mattina dalle 9 alle 12.45 solo il martedì, il mercoledì e il giovedì.

Per ulteriori informazioni, potete visitare il sito www.teologiaperlaicibs.org o contattare il direttore don Mauro, telefonicamente al numero 3334682882 oppure scrivendo una mail a mauro.cinquetti@gmail.com.

I tempi di Giovanni Battista, l’ultimo profeta dell’antico testamento

La registrazione dell’incontro del 14 gennaio, guidata da Francesco Maria Feltri, storico dell’ebraismo.

“Credo nell’unigenito Figlio di Dio che si è fatto uomo”. Perché Dio si è fatto uomo?

Incontro di formazione teologica per catechisti tenuto da Monsignor Renato Tononi, teologo. 4 dicembre 2019.

“Credo in un solo Dio”, ma non in un Dio solo. Qual’è lo specifico della fede cristiana?

Incontro tenuto da Monsignor Renato Tononi, teologo. Percorso di formazione teologica per catechisti, 20 novembre 2019.

Il mio Sì. Il nostro Sì!

Visto che ho la certezza assoluta che nella vita ciò che conta è solo amare, perché amo così poco? Perché, almeno da questo momento, non mi butto allo sbaraglio nel fuoco dell’amore, per rimanere lì a bruciare fino a consumazione totale? … Con l’aiuto di Dio sento, so che posso ancora imparare ad amare.

Annalena Tonelli, 25 Dicembre 1995

In uno dei biglietti augurali che ho ricevuto per l’ordinazione diaconale celebrata il 21 settembre, un caro amico mi ha Scritto la precedente citazione. Oltre alla gratitudine per la scoperta della storia della missionaria cattolica Annalena, al servizio in Africa per trentatré anni e uccisa nel 2003 da un commando armato nel centro assistenziale che dirigeva in Somalia, sono grato perché questo amico ha sintetizzato un sentimento che spesso ho sentito e sento abitare il mio cuore. I miei tanti limiti che sperimento nel cammino non spengono il desiderio di continuare l’apprendistato al servizio del popolo di Dio. Mi accorgo di quante cose sono cambiate negli anni, specialmente da quando ho intrapreso il seminario, ma questo motivo di fondo rimane: “so che posso ancora imparare ad amare”.

Due giorni fa il vescovo ha imposto le sue mani sul nostro capo, e con il dono dello Spirito ha ordinato diaconi me e altri tre amici. Diaconi prima del sacerdozio, ha ricordato Il vescovo Pierantonio, perché il pastore prima di tutto si mette al servizio prendendo esempio da Gesù: “il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti” (Mc 10,45) (Dove per molti si intendono le moltitudini).

Il Sì che abbiamo ripetuto a Dio davanti al Vescovo, mi son reso conto in questi giorni, vibrava della mia voce unita alle molteplici tonalità di voce di tutti quei Sì che ho incontrato lungo il mio cammino. Primo quello dei miei genitori, dedicato a crescermi con amore, quello degli amici e dei fratelli che mi hanno preceduto in scelte di vita e per la vita. Il Sì di santi sacerdoti e formatori che ho incontrato e mi hanno testimoniato l’amore fedele e gratuito di Gesù. Il Sì di persone che con semplicità, nel quotidiano, hanno saputo compiere bene la loro missione per la comunità, in modo particolare per la cura dei malati, dei disabili, dei poveri, di coloro che stavano perdendo speranza. Il sì di donne che hanno donato la loro vita a Cristo e alla sua Chiesa con gioia. Il sì di famiglie aperte alla vita e all’accoglienza. Il sì di coloro che si impegnano per la vita pubblica, per l’educazione e la salute con carisma cristiano. Potrei proseguire con un lungo elenco, ma semplicemente vorrei dire che tutto ciò ha contribuito a desiderare di voler rispondere anch’io alla chiamata all’amore che il Signore ha messo nel mio cuore, dicendo il mio Sì e riconoscendo che questo amore viene da Lui.

Domenica 22 settembre ho battezzato per la prima volta 11 bambini. Tra i pianti e i gemiti dei piccoli ho sentito risuonare i Sì dei genitori e dei padrini e delle madrine che desiderano per questi nuovi cristiani una vita come figli di Dio e quindi educare e testimoniare loro che essere Cristiani è bello perché si è nel cuore del Padre e non c’è mancanza che possa impedire a Dio di amarci. Anche questi sì mi scaldano il cuore e incoraggiano a proseguire il mio cammino verso il sacerdozio, che a Dio piacendo, sarà a giugno 2020. 

Ringrazio la comunità per la preghiera con cui mi ha accompagnato e chiedo di continuare a ricordarmi al Signore.

Nicola

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Ordinazione diaconale di Nicola Mossi

La Fede, se non è pensata, non è fede

Riparte anche quest’anno la Scuola di Teologia per Laici, un percorso formativo che da ormai oltre quarant’anni è presente nella nostra diocesi per iniziativa del Seminario diocesano

“La fede, se non è pensata, non è fede” scriveva S. Agostino. Questo monito è tanto più valido oggi in cui la società non è più permeata di cristianesimo e essere cristiani non è un dato scontato… Siamo sempre di meno, ma proprio per questo siamo chiamati a rendere ragione della nostra speranza. Se il mondo oggi sembra ripeterci l’adagio di Nietzsche secondo cui “Dio è morto”, siamo interpellati a reagire dicendo che il Dio di Gesù Cristo è morto sì, ma ha vinto la morte. Per rispondere a questa esigenza del nostro tempo riparte anche quest’anno la Scuola di Teologia per Laici, un percorso formativo che da ormai oltre quarant’anni è presente nella nostra diocesi per iniziativa del Seminario diocesano.

Le iscrizioni sono aperte da lunedì 2 settembre presso la Biblioteca diocesana in via Bollani negli orari di apertura della stessa (lunedì e venerdì solo pomeriggio dalle 14 alle 17, mercoledì dalle 9 alle 19, martedì e giovedì sia al mattino dalle 9 alle 12.45 sia al pomeriggio dalle 14 alle 17).

Inaugurata il 2 dicembre 1978 per iniziativa di don Felice Montagnini, biblista bresciano, che per quasi vent’anni ne ha rette le sorti come direttore, coinvolgendo gli insegnanti del seminario nella formazione di operatori pastorali, catechisti e semplici cristiani desiderosi di approfondire la propria fede. Da allora ininterrottamente la Scuola ha formato centinaia di persone della nostra diocesi e non solo. «il Seminario – scriveva don Felice nel presentare la Scuola – si è sentito più che mai in dovere di rendere alla chiesa bresciana un servizio culturale che aiuti ad andare oltre le emozioni e a capire meglio ciò che stiamo vivendo e ciò che ci attende». La scuola si configurava come un «servizio, all’insegna del rigore scientifico e della capacità di accogliere quanto la storia ci propone». Oggi più che mai ne sentiamo l’esigenza, in virtù anche della riscoperta della vocazione regale profetica e sacerdotale di ogni battezzato.

La Scuola prevede corsi di teologia dogmatica e morale, di liturgia, filosofia, storia della chiesa e Sacra Scrittura, i corsi si distribuiscono da ottobre a aprile il sabato pomeriggio. È possibile iscriversi come alunni ordinari e seguire il percorso quadriennale (costo complessivo dell’iscrizione 120 euro), oppure scegliere di seguire un singolo corso di proprio interesse come alunno straordinario, così da permettere a chi non ha la possibilità di seguire tutti i sabati di approfondire un singolo aspetto (iscrizione 50 euro per un corso).

Come già lo scorso anno per un accordo con l’Ufficio Scuola della diocesi gli insegnanti di religione della diocesi di Brescia potranno iscriversi come “alunni straordinari” a uno o più corsi della scuola e la loro frequenza sarà valida ai fini della loro autoformazione con il rilascio di un attestato.

Il corpo di insegnanti della scuola annovera docenti molto preparati e riconosciuti, in prevalenza si tratta di docenti del nostro seminario con l’aggiunta di alcuni esterni, tra i quali anche alcuni laici.

Tutte le informazioni sulla scuola sono reperibili sul sito internet www.teologiaperlaicibs.org anche contattando la segreteria segreteria@teologiaperlaicibs.org. Le iscrizioni si raccolgono in biblioteca compilando un modulo scaricabile dal sito, ma sarà possibile anche iscriversi direttamente nei primi due pomeriggi di lezioni (5, 12 ottobre).

Il futuro del seminario minore

Il Consiglio presbiterale e il consiglio pastorale si sono interrogati sull’accompagnamento vocazionale, in particolare sul Seminario minore

Nelle scorse settimane il Consiglio presbiterale prima e il Consiglio pastorale hanno continuato a confrontarsi sull’accompagnamento vocazionale dei ragazzi e delle ragazze, in particolare con un focus sul Seminario minore. La fotografia del contesto in cui viviamo è abbastanza chiara: manca, infatti, la condivisione di un vissuto cristiano. Gli stessi genitori non credono più in una proposta vocazionale di speciale consacrazione. Si sente sempre di più la necessità di un cristianesimo che sappia essere attrattivo nella linea descritta da Evangelii Gaudium. Per andare in questa direzione, diventa fondamentale l’incontro con figure credibili, con testimoni autorevoli. La stessa catechesi deve essere “aperta”, cioè deve portare i ragazzi a visitare e vivere la comunità. Il Seminario minore (va pensato un nuovo nome), così si è espresso il Consiglio pastorale, è molto importante e va mantenuto vivo anche perché il percorso delle comunità territoriali non è sufficiente. Bisogna, però, ripensare all’impostazione, cercando di non guardare più ai giovani che lo vivono come a dei piccoli preti, ma bensì come a ragazzi che camminano per capire come vivere la loro vita. Bisogna pensare anche a un seminario “aperto”, che non isoli i ragazzi ma che possa far vivere loro la comunità.

La riflessione in Seminario. Continuando la riflessione su pastorale giovanile, vocazioni e Seminario, il Seminario Maria Immacolata, lunedì scorso, ha promosso un incontro per riflettere sui capitoli VIII e IX, dedicati alla vocazione e al discernimento, della esortazione apostolica Christus vivit. Un parroco (don Mario Metelli), un curato (don Giovanni Bonetti), il vicerettore del Seminario (don Manuel Donzelli) e due studenti in formazione (Davide Bellandi e Stefano Pe) hanno espresso le loro considerazioni. Don Manuel ha riletto l’importanza del discernimento (“capirsi con Dio” come afferma Rupnik) e ha riletto anche la sua esperienza di educatore in via delle Razziche. “La vocazione è una chiamata, ma una persona non può entrare in sacrestia (e poi in seminario), solo perché le altre cose lo spaventano. Le troppe ‘sponsorizzazioni’ dei sacerdoti possono illudere i giovani seminaristi, mentre serve anche la disponibilità dei ragazzi a uscire dai propri schemi. La rigidità è troppo pericolosa. Come possiamo aiutare la vocazione dei giovani se non sappiamo perché amare Cristo? Dio ci vuole felici. Cristo – come scrive il Papa – vive e ti vuole vivo”. Resta da chiedersi anche, come ha ribadito don Andrea Dotti, se la vita del Seminario è una formazione o è solo una rifinitura di un modello già formato: che tipologia di giovani siamo pronti ad accogliere? Sui giovani, don Giovanni Bonetti ha sottolineato “le situazioni di orfanezza” evidenziate dal Papa: “Ai giovani manca chi racconta loro che la vita ha un senso. Fanno anche esperienze diverse, ma difficilmente trovano chi li aiuta a rileggere quello che hanno vissuto. L’esperienza vocazionale può nascere se non perdo tempo con i giovani? Il Papa ci dice che il segreto è spendersi per gli altri, perché ‘la vita raggiunge la sua pienezza quando si trasforma in offerta’. I giovani sono esigenti e hanno bisogno dell’aspetto relazionale”. Gli spazi offerti dall’oratorio non sono più il luogo principale di ritrovo e di riferimento dei ragazzi. “Non è necessaria per la pastorale giovanile l’esperienza oratoriana”. Don Claudio Laffranchini, vicedirettore dell’Ufficio per gli oratori, i giovani e le vocazioni, ha osservato invece che bisogna ragionare in chiave missionaria anche quando parliamo di pastorale giovanile vocazionale: i giovani diventano i primi evangelizzatori di altri giovani. L’oratorio va rinnovato ma non abbandonato.