Meditazione temporanea

Provo a uscire dalla consuetudine per esprimermi sulla carta con un’apertura di meditazione estemporanea dedicata alla nostra “madre terra”.

Nei giorni che precedono il fine anno assistiamo a cerimonie religiose e non per tirare le somme del percorso annuale: il rinnovo di contratti o cambio di destinazione nell’ambito del mondo rurale, San Martino – 11 novembre, seguita in successione dalla Festa di Ringraziamento dedicata alla buona annata del raccolto dei prodotti della terra di cui ne facciamo uso e consumo e, per ultimo, l’atto meditativo della scadenza ultima nel giorno di San Silvestro ovvero “la resa dei conti” materiali, affettivi, spirituali e al contesto famigliare sintetizzato per l’incremento di nuove nascite, al doloroso distacco della persona affettiva chiamata dal Padre e per ultimo i propositi buoni da mettere in atto nell’arco del nuovo anno a venire.

Ma, mi viene da pensare, ci rendiamo conto che qualcosa ci sfugge nel nostro meditare e ringraziare per “ogni ben di Dio”? Alimento della vita umana non solo di aiuto per la nostra crescita in tutti i sensi, materiale, morale e spirituale, dominante nel nostro essere singolo e collettivo?

Ecco, è la terra che è stata affidata all’intera umanità perché possa crescere in tutte le dimensioni concesse pur nei limiti della natura precaria ma col gusto di discernere il bene, il buono, il bello e aggiungo una forte dose di rispetto e responsabilità, mai sufficientemente suggeriti dal buon senso umano.

A dire il vero gran parte della popolazione terrestre vive nella miseria e non può accedere alla ricchezza dei “benestanti” della civiltà evoluta non per questo i poveri esultano ringraziando il Creatore per il poco indispensabile che la terra dona loro.

A tal proposito voglio citare il Cantico del “GRAZIE” offerto ai posteri da San Francesco: …Altissimu, Onnipotente, bon Signore, Tue so’ le laude , la gloria e l’honore et onne benedizione. Ad Te solo, Altissimo, se konfane, e nullu homo ène dignu Te mentovare. Laudato sie, mì Signore, cum tutte le Tue creature…