La forza di pregare insieme

Dall’Incontro europeo dei giovani con la comunità ecumenica di Taizè alle iniziative per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

“Non dimentichiamo l’ospitalità!”. Questo è stato il tema scelto dalla comunità di Taizé per il 41° Incontro europeo dei giovani, che si è svolto, dal 28 dicembre al 1° gennaio, nella città di Madrid. “Viviamo in un’epoca − ha spiegato il priore frère Alois − in cui le paure si ingrandiscono, le frontiere si chiudono. Abbiamo voluto ricordare che l’ospitalità è un tema centrale nel Vangelo. Dio ci accoglie sempre, senza condizione”. Tra i 15mila giovani presenti in Spagna c’erano anche 50 giovani della nostra Diocesi tra cui alcuni seminaristi. 170 parrocchie e migliaia di famiglie hanno aperto le porte con spirito di accoglienza. I giovani hanno potuto fare una esperienza di preghiera, silenzio e amicizia oltre le frontiere. “Ci siamo sentiti a casa − racconta Jurgen, collaboratore del Centro Migranti e alla seconda esperienza con la comunità di Taizè −. Le famiglie, anche se non sanno chi sei, ti accolgono. A Madrid, durante la preghiera serale dove eravamo in migliaia tutti insieme, c’era un silenzio impressionante. Questa esperienza, che consiglio a tanti ragazzi, ti cambia”. Jurgen così come gli altri ragazzi si è preparato durante l’anno per vivere questo appuntamento. “Ogni mese, il primo sabato, ci ritroviamo al Mater Divinae Gratiae alle 21 per un’ora di preghiera sullo stile di Taizè. Il responsabile è Mauro Peli, la preghiera è guidata da don Daniele Mombelli. I canti ti permettono davvero di incontrare Gesù così come i momenti di silenzio. La preghiera del sabato mi permette di fermarmi in preghiera anche per ringraziare il Signore del dono della vita”.

L’unità dei cristiani. L’incontro di Madrid ha testimoniato, una volta di più, che i giovani cercano nella Chiesa un luogo di universalità. La Diocesi di Brescia, con l’Ufficio per l’ecumenismo, per la XXX Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei e per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani ha promosso una serie di celebrazioni. Mercoledì 16 gennaio alle 20.45 presso la Sala Bevilacqua di Via Pace 10 Lea Bartolini presenta il tema proposto dalla Cei e dalla Comunità Ebraica: il libro Ester dalle cinque Meghillot. Sabato 19 gennaio alle 17 nella chiesa di Sant’Antonio (sul colle) al Villaggio Badia la solenne celebrazione ecumenica dei Vespri con la comunità della Chiesa ortodossa rumena guidata da Padre Ioan Cirlan. Domenica 20 gennaio alle 10.30 nella Chiesa Valdese di Via Dei Mille 4, il vicario generale, mons. Gaetano Fontana, parlerà durante il culto presieduto dalla Pastora; alle 19 nella chiesa della Pace, la Pastora Anne Zell della Chiesa Valdese-Metodista interverrà dopo i riti di comunione. Mercoledì 23 gennaio, alle 20.45, presso la chiesa Valdese di Via Dei Mille ci sarà una celebrazione ecumenica della Parola di Dio alla presenza del vescovo Tremolada.

Taizè

“Dio, fa che i miei pensieri si raccolgano in te. Presso di te è la luce, tu non mi dimentichi. Presso di te è l’aiuto, presso di te è la pazienza. Non capisco le tue vie, ma tu conosci il cammino per me.”

Ho cantato queste parole, ma erano in tedesco…

Ho pregato senza stancarmi, anzi desiderando di prolungare il più possibile il mio dialogo con il Signore…

Mi sono sentito accolto per quello che sono e non per come dovrei o vorrei essere…

Ho visto e gustato il volto giovane della Chiesa…

Sono riuscito a vivere accanto a fratelli e sorelle provenienti da tutto il mondo condividendo la vita con semplicità e essenzialità…

Ho sperimentato la provvisorietà della tenda e la frugalità dei pasti…

Ho ascoltato la Parola di Dio…

Ho riso tanto…

Dentro a questi “fumetti” rubati qua e là c’è un po’ di Taizè. E Taizè rimane dentro di noi, lo vedo e lo sento guardando ai volti di chi ha condiviso con me questa esperienza; lo vedo e lo sento nella voglia grande di ritornare appena possibile; lo vedo e lo sento nel desiderio di migliorare alcuni aspetti della vita…

Eravamo 18 italiani immersi in un mare di circa tremila giovani eppure nè noi  nè loro potevamo dirci stranieri o estranei…

Non è facile dire Taizè, perchè è un’esperienza semplice e noi siamo troppo complicati nel nostro dire e nel nostro ascoltare… siamo stati bene perchè il Signore ci ha condotto accompagnato, aiutato, amato.

Io a Taizè ci tornerò…. vieni con me?

Taizè

Taizé : due sillabe brevissime, quasi brusche, che schioccano senza attardarsi. Come una punteggiatura sonora. Un nome per condensare l’essenziale, per racchiudere l’indicibile. Taizé per far silenzio dentro di sé, e Taizé per dirsi qualcosa. Taizé per venirci, in migliaia, decine di migliaia, centinaia di migliaia, da quasi due terzi di secolo. Taizé per ripartire, carichi di invisibile. Taizé per le generazioni.

Lontano da Taizé resta sempre un po’ di Taizé in coloro che vi sono passati. Momenti di luce; silenzi di cui non ci si credeva capaci; tracce di amicizie anonime; sguardi che sembrerebbero quasi troppo luminosi per essere umani; innumerevoli volti, spesso giovanili; rimorsi, anche, di aver tanto e così spesso trascurato il senso della vita. Tracce di altre persone e di se stessi. Abbiamo tutti un po’ di Taizé in fondo al cuore. Abbiamo tutti, nei registri tortuosi della memoria, delle tappe fatte a Taizé, in date diverse, che si accavallano nel ricordo.

Strade sinuose della Borgogna bella, luce dorata delle colline a fine estate quando la natura brama le piogge che tardano ad arrivare, case in pietra che parrebbero stabilite qui da tutta l’eternità, campane che, lungi dal rompere il silenzio, lo sottolineano senza calcare la mano.

Accoglienza, funzioni, canti noti e riconosciuti, icone, pace colorata della chiesa della Riconciliazione. Chiunque sia passato un giorno da Taizé si è ripromesso di tornarci. E, pur dicendolo e trascurando di farlo, sa, senza dimenticarlo mai, che Taizé esiste, che Taizé è là, lontano dalle grandi furie del tempo, disponibile, come se fosse di turno sulla terra. Lanterna perpetua sull’oceano di un’umanità agitata, disturbata. Veglia nella notte delle attualità e delle tragedie collettive o personali. Lo stress, le ambizioni, i litigi futili, le battaglie per questo o quello, gli assilli del denaro e del potere, i rischi del sentimento, la vacuità delle mode e delle sciocchezze “chiacchierate” nei mass media: tutto ciò che si gioca lontano da Taizé, tutto ciò che rumoreggia e fa scalpore lontano da questa colina divenuta sacra, qui s’annulla.

Riconciliazione? Sì, ma innanzi tutto riconciliazione con se stessi. Almeno con quella parte di sé che al momento giusto, quando le burrasche minacciano la vita, ti dice: basta, c’è bisogno di un po’ di silenzio, ascolta ciò che ti parla nel silenzio. Ascolta chi ti parla.

Per partecipare:

Partiamo Domenica 12 Aprile 2009 (la sera di Pasqua)

Rientriamo Sabato 18 Aprile 2009

La quota di partecipazione è di € 190,00

Per una descrizione completa e per l’organizzazione dell’evento ti aspettiamo

Lunedì 16 Febbraio 2009 alle ore 20.30 presso l’Oratorio S. Luigi di Leno