cinQUANTALUCE – Pentecoste

Scarica il materiale in ogni sezione!

Per ogni domenica un semplice schema di celebrazione che ti aiuti a vivere la preghiera domenicale del Tempo di Pasqua in famiglia.

Famiglie

Una proposta di celebrazione da vivere nel “Luogo della Bellezza” creato durante il Triduo Pasquale. Saremo accompagnati da una breve introduzione alla domenica, dall’ascolto della Parola e da un approfondimento che ci porterà a riscoprire il nostro cammino di fede.

Famiglie – Pentecoste

Preadolescenti

Un semplice versetto della Parola di Dio accompagnato da un impegno da inoltrare via social ai nostri ragazzi. Uno strumento semplice per rimanere in contatto con loro e aiutarli a vivere, insieme alla Chiesa, questo tempo liturgico.

Preadolescenti – Pentecoste

Adolescenti

Una proposta di preghiera guidati dall’ascolto e dalla meditazione della Parola di Dio e da alcune provocazioni sulla nostra vita, nel tempo che stiamo vivendo.

Adolescenti – Pentecoste

Giovani

Una semplice proposta per accompagnare i giovani della parrocchia a riflettere sul Vangelo della domenica e a custodire lo spazio della preghiera nell’arco della settimana.

Giovani – Pentecoste

Canta Alleluia!

Domenica di Pasqua

Introduzione

È la Pasqua del Signore. Ogni domenica celebriamo la gioia di questo giorno in cui Gesù Cristo ha vinto la morte e ci ha donato una vita nuova.
Cristo è risorto, e ora vive per sempre. “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.

Preparazione

Celebrazione

La famiglia si raccoglie davanti al Luogo della Bellezza, magari dopo aver seguito la Santa Messa di Pasqua. Saranno presenti tutti i segni che hanno accompagnato i giorni del Triduo Pasquale.

Alleluia, cantiamo al Signore

Genitore: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Tutti: Amen.
Genitore: “Il Signore è Risorto”. L’annuncio di Pasqua attraversa il mondo intero, rivestendolo di luce e di gioia.
Tutti: Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto.
Figlio: “Raccontaci Maria, che cosa hai visto al sepolcro?”.
Mamma: “La tomba del Cristo vivente, la gloria del Cristo risorto, e gli angeli suoi testimoni, il sudario e le sue vesti. Cristo, mia speranza, è risorto; e vi precede in Galilea”.
Tutti: Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto.
Genitore: Il Signore è Risorto!
Nel giorno della Risurrezione di Gesù, ci uniamo per gioire in comunione con tutta la Chiesa. Insieme cantiamo l’Alleluia!

Si intona o ci si unisce al canto dell’Alleluia.

Annuncio della Risurrezione

Il vangelo può essere letto in forma dialogata, assegnando un personaggio a ciascuno.
N: Narratore;
M: Maria di Magdala – voce femminile;
P: Pietro – Papà o voce maschile;
G: Giovanni – il più piccolo della famiglia.

Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 20, 1-9)

N: Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al
sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro:
M: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
N: Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro.
Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro,
P: Giovanni mi hai aspettato, perché non sei entrato?
G: Carissimo Pietro, vorrei che tu entrassi per primo…
N: Entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.
G: Pietro, il Signore è Risorto, ha fatto bene ogni cosa!
N: Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Cristo è vivo in mezzo a noi

Lettore: Gesù ha fatto bene ogni cosa, ha avuto anche il tempo di mettere in ordine il sudario! Di piegarlo, per dare una bella testimonianza a chi sarebbe entrato nel sepolcro, per conservare qualcosa.

Anche noi compiamo un gesto, in questo giorno di Festa. Prendiamo un piccolo panno e ognuno di noi scrive una cosa bella di questo periodo un po’ strano, una cosa che vuole conservare perché rimanga come testimonianza e preghiera.

Dopo che tutti hanno scritto, si prende il panno, lo si piega e lo si mette, in ordine, in uno spazio del Luogo della Bellezza.

Preghiamo (con le parole di San Paolo VI)

Lettore: Tu, Gesù, con la risurrezione hai compiuto l’espiazione del peccato;
Tutti: Ti acclamiamo nostro Redentore.
Lettore: Tu, Gesù, con la risurrezione hai vinto la morte;
Tutti: Ti cantiamo gli inni della vittoria: sei il nostro Salvatore.
Lettore: Tu, Gesù, con la tua risurrezione hai inaugurato una nuova esistenza; tu sei la Vita.
Tutti: Alleluia! Il grido è oggi preghiera. Tu sei il Signore.

Benedizione

Genitore: Benedetto sei tu, Signore del cielo e della terra, che nella grande luce della Pasqua manifesti la tua gloria e doni al mondo la speranza della vita nuova; guarda a noi tuoi figli, radunati nel tuo Nome: fa che possiamo vivere della tua vera pace, per amarci gli uni gli altri come Cristo ci ha amati. Egli ha vinto la morte, e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Prendendosi per mano
Tutti: Padre Nostro…

Genitore: Benediciamo il Signore! Alleluia, Alleluia! Tutti: Benediciamo il Signore! Alleluia, Alleluia!

Questa è la notte in cui Cristo ha vinto la morte!

Sabato Santo

Introduzione

Nella notte che precede il giorno di Pasqua si celebra la grande Veglia Pasquale, la celebrazione che raccoglie il cuore della nostra fede e del nostro cammino di cristiani, iniziata con il Battesimo. Dall’annuncio della Pasqua di Gesù, dalla forza del canto dell’Alleluia parte tutta la forza della vita nuova che Gesù è venuto a portarci.

Preparativi per la festa

  1. Prepariamo la casa: non solo le “pulizie di Pasqua” ma anche qualche segno che vesta a festa la nostra tavola e la nostra casa.
  2. Puoi decorare le uova pasquali.
  3. Se vuoi puoi prepararti con questa lettura:

La tradizione ebraica privilegia la liturgia domestica: il momento culminante della celebrazione di quasi tutte le feste religiose avviene in famiglia, dove i genitori sono i “ministri” del culto e dove il momento liturgico costituisce un momento catechetico importante per le nuove generazioni che, in questo modo, ricevono la trasmissione della tradizione religiosa interiorizzandola progressivamente.

La donna e i figli

A questo proposito è opportuno sottolineare due aspetti importanti. Innanzitutto il ruolo fondamentale della donna: è lei la garante dell’organizzazione di tutta la liturgia domestica, nell’ambito della quale è la sola che può accendere le candele della festa, segno della presenza divina, pronunciando su di esse la benedizione; in secondo luogo la costante attenzione ai figli che sottolinea come gli stessi siano considerati futuro e garanzia perché la comunità viva e possa continuare a testimoniare la propria fede nel tempo. Si può quindi affermare che si prende coscienza della propria tradizione religiosa e si matura il senso di appartenenza alla medesima vivendo in una famiglia che, attraverso gesti e parole, fa costantemente “memoria” della propria storia di fede.

Casa e mensa

La casa viene così compresa e vissuta, come “spazio sacro” dove, nella quotidianità del tempo che scorre, ogni gesto, anche il più semplice e apparentemente banale o scontato, diventa segno di una vita vissuta nella continua tensione verso la santità. Non a caso quindi molti momenti significativi della vita pubblica di Gesù, ebreo fedele alle tradizioni del suo popolo, sono avvenuti nelle case e spesso attorno ad una mensa comune.

Imparare da loro

Tutto ciò costituisce una positiva provocazione per la famiglia cristiana che desidera recuperare l’orizzonte domestico della propria vita di fede. Facendo tesoro di ciò che la tradizione ebraica continua ad attestarci, sarebbe importante valorizzare meglio, all’interno della casa e della famiglia, una dimensione liturgica che, non escludendo il momento comunitario esterno, possa essere significativamente orientata al medesimo. Ciò chiama inevitabilmente in causa il ruolo ministeriale dei genitori, che sono in prima persona coinvolti nel preparare e vivere la festa di fronte e assieme ai figli accompagnandoli nella progressiva scoperta e interiorizzazione del significato.

E. BARTOLINI, in Sergio Nicolli (a cura di), La casa cantiere di santità, Città Nuova Editrice, Roma 2004, p. 61-63.

Celebrazione

Dopo cena, quando ormai è buio, la famiglia si riunisce attorno al Luogo della Bellezza.

Ti servirà un recipiente con dell’acqua.

Rito d’introduzione

Le luci di casa sono spente. Iniziamo la celebrazione al buio, con solo
una piccola luce (sufficiente per leggere).

Figlio più piccolo: Che cosa c’è di diverso questa notte da tutte le altre notti?
Genitore: Schiavi fummo del Faraone in Egitto; ma in questa notte il Signore nostro Dio ci fece uscire con mano forte e braccio disteso.
Figlio più piccolo: E perché questa notte restiamo ad aspettare?
Genitore: Schiavi eravamo tutti a causa della paura della morte e del male ma in questa notte Cristo ci ha liberato.
Tutti: Questa è la notte più luminosa dell’anno: Gesù è risorto dai morti! Lui è la nostra luce!

Accensione della Luce

Si accendono la candela e tutte le luci della casa.
Nel frattempo possiamo ascoltare il ritornello:
Cristo è risorto veramente, alleluia

Genitore: Tutti ora possiamo gioire, tutti i cristiani del mondo sono in festa.
Genitore: Cristo è risorto, alleluia.
Tutti: È veramente risorto, alleluia. (3 volte)
Tutti insieme: Cristo è risorto dai morti,
con la morte calpesta la morte,
e ai morti nei sepolcri fa dono della vita.

Annuncio della risurrezione

Il figlio più grande legge e gli altri cantano con gioia l’Alleluia, canto della Risurrezione.

Dal Salmo 117

Tutti: Alleluia, alleluia, alleluia

Rendete grazie al Signore perché è buono, perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele: «Il suo amore è per sempre».
Tutti: Alleluia, alleluia, alleluia.

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze. Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.
Tutti: Alleluia, alleluia, alleluia.

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Tutti: Alleluia, alleluia, alleluia.

La mamma o una figlia legge il Vangelo come le donne che, il mattino di Pasqua, hanno portato l’annuncio della Risurrezione.

Dal vangelo secondo Matteo

Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto». Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».

Benedizione con l’acqua

Si mette al centro un recipiente con l’acqua.

La risurrezione di Gesù non è semplicemente un ritornare alla vita, ma è rinascere ad una vita diversa, ad una vita nuova. Una vita che è libera da ogni paura, che è libera addirittura dalla morte! Noi siamo tutti molto fortunati, perché nel giorno del nostro battesimo abbiamo ricevuto un inizio di questa vita. Quel giorno siamo
diventati figli di Dio, ricevendo la stessa vita del Figlio Gesù.

Genitore: Preghiamo allora insieme con la preghiera dei figli,
quella preghiera che proprio Gesù ci ha insegnato:
Padre nostro…

Quest’acqua vuole ricordarci l’acqua del nostro battesimo; grazie a quest’acqua abbiamo ricevuto quella vita nuova che Gesù ha conquistato per noi nella notte di Pasqua! Come da antica tradizione, non solo facciamo il segno di croce con l’acqua ma ci bagniamo anche gli occhi: che il Signore ci doni vita nuova e di vedere come Lui vede!

Ognuno intinge la mano nell’acqua, fa il segno di croce e si bagna gli occhi.

Benedizione della famiglia

Genitore: Preghiamo.
Benedetto sei tu, Signore del cielo e della terra, che nella grande luce della Pasqua manifesti il tuo amore e doni al mondo la speranza della vita nuova.
Guarda questa nostra famiglia: proteggila e custodiscila sempre, perché sostenuta dalla tua grazia viva nella concordia e nella pace e come piccola Chiesa domestica testimoni nel mondo la gloria di Cristo.
Egli ha vinto la morte, e vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.

Togli la pietra dal vaso e innaffia il tuo terreno.
È l’acqua della vita nuova di Dio, inaugurata con la Pasqua.
Crescerà il bene, crescerà la nuova vita.

Li amò sino alla fine

Venerdì Santo

Introduzione

Venerdì santo. In questo giorno contempliamo la Passione e la morte in croce di Gesù. Egli muore per amore nostro, dà la sua vita in riscatto della nostra.

Preparazione

La famiglia si raccoglie davanti al Luogo della Bellezza.
Se non è già accesa dalla sera prima, si accende la candela.
È il tempo di unirci al cammino che ha percorso Gesù fino alla sua morte in croce.
Silenzio e preghiera come Gesù nell’orto degli Ulivi.
In un momento di silenzio raccogliamo tutte le intenzioni della nostra preghiera. Raccogliamo tutta la sofferenza che la nostra famiglia, la nostra comunità, il mondo intero sta vivendo in questo tempo.

  • Ognuno nel suo cuore dirà: “Signore accogli il dolore e la sofferenza di ______________ e portalo con te sulla croce”.

Ascolto della Passione di Gesù

Ascoltiamo alcuni brani della passione di Gesù.

Ogni membro della famiglia può scegliere di fare un personaggio e leggere la propria parte.
C: cronista
+: Gesù
Lettere: vari personaggi

Dal vangelo secondo Giovanni

C: Allora i soldati, con il comandante e le guardie dei Giudei,
catturarono Gesù, lo legarono e lo condussero prima da Anna: egli infatti era suocero di Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno. Caifa era quello che aveva consigliato ai Giudei: «È conveniente che un solo uomo muoia per il popolo».
Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme a un altro discepolo. Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote ed entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote. Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta. Allora quell’altro discepolo, noto al sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare Pietro.
E la giovane portinaia disse a Pietro:
A: «Non sei anche tu uno dei discepoli di quest’uomo?». C: Egli rispose:
D: «Non lo sono».
C: Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava.
Intanto Simon Pietro stava lì a scaldarsi. Gli dissero:
A: «Non sei anche tu uno dei suoi discepoli?».
C: Egli lo negò e disse:
D: «Non lo sono».
C: Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l’orecchio, disse:
A: «Non ti ho forse visto con lui nel giardino?».
C: Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò.
Condussero poi Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l’alba ed essi non vollero entrare nel pretorio, per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. Pilato dunque uscì verso di loro e domandò:
A: «Che accusa portate contro quest’uomo?».
C: Gli risposero:
F: «Se costui non fosse un malfattore, non te l’avremmo consegnato».
C: Allora Pilato disse loro:
A: «Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra Legge!».
C: Gli risposero i Giudei:
F: «A noi non è consentito mettere a morte nessuno».
C: Così si compivano le parole che Gesù aveva detto, indicando di quale morte doveva morire.
Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse:
A: «Sei tu il re dei Giudei?».
C: Gesùrispose:
+: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?».
C: Pilato disse:
A: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?».
C: Rispose Gesù:
+: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».
C: Allora Pilato gli disse:
A: «Dunque tu sei re?».
C: Rispose Gesù:
+: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».
C: Gli dice Pilato:
A: «Che cos’è la verità?».
C: E, detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro:
A: «Io non trovo in lui colpa alcuna. Vi è tra voi l’usanza che, in occasione della Pasqua, io rimetta uno in libertà per voi: volete dunque che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?».
C: Allora essi gridarono di nuovo:
F: «Non costui, ma Barabba!».
C: Barabba era un brigante. Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei».
I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti –una per ciascun soldato–, e la tunica. Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre:
+: «Donna, ecco tuo figlio!».
C: Poi disse al discepolo:
+: «Ecco tua madre!».
C: E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse:
+: «Ho sete».
C: Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse:
+: «Ècompiuto!».
C: E, chinato il capo, consegnò lo spirito. (mettiti in ginocchio e spegni la candela. Gesù è morto e si fece buio su tutta la terra!)
C: Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo – quello che in precedenza era andato da lui di notte – e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di áloe. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parascève dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù.

Grande preghiera di intercessione

Le braccia allargate di Gesù sulla croce, il suo Spirito che riempie la terra, ci fanno sentire tutti più vicini. Raccolti in questo abbraccio d’amore, ecco che anche la nostra preghiera di intercessione diventa più forte, più vera, più convinta.

Il fratello o la sorella maggiore iniziano la preghiera, tutti insieme poi rispondiamo:

Ti preghiamo per la Chiesa,
volto del tuo amore per ciascuno di noi.
Facci vivere sempre la comunione che nasce dal tuo amore.

Ti preghiamo per il papa,
il nostro vescovo e i nostri sacerdoti, riflesso della tua paternità.
Fa’ che nelle loro parole possiamo ascoltare la tua volontà di bene per ciascuno di noi.

Per tutti noi che crediamo nel tuo amore.
Aiutaci ad essere testimoni veri, raccontando la grandezza della tua misericordia.

Per coloro che non credono in te e sono stanchi della vita.
Attraverso la nostra amicizia e cura, possano sentire la tua consolazione.

Per tutte le persone che sono chiamate a governare il nostro Paese.
Dona a loro la sapienza della tua verità, perché anche in questo momento difficile ci aiutino a vivere nella giustizia e nel bene di tutti.

Per coloro che sono nella sofferenza, ammalati, soli.
Allontana Signore la stanchezza, la delusione e la disperazione: consolaci con la tua presenza.

Per coloro che in questo tempo hanno trovato la morte, spesso nella solitudine.
La comunione dei tuoi amici in cielo li accolga e doni a loro e a noi la certezza della tua Pasqua.

Il mistero dell’Amore

Dopo la preghiera, il figlio più piccolo prende tra le mani la croce, la bacia e dice queste parole con cui pregava anche san Francesco:

Ti adoriamo, Signore nostro Gesù Cristo, qui, nella mia casa, e in tutte le case e le chiese che sono nel mondo intero e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

E poi passa la croce ad un altro membro della famiglia, che farà gli
stessi gesti.

Nel piccolo vaso, metti un po’ di terra con dei semi e la croce che hai usato per la preghiera.
Come il chicco di grano oppure come il seme, che cade in terra e muore, è la vita di Gesù e la nostra, destinata a morire, a sfaldarsi, ad aprirsi, per dar vita alla nuova Vita.

Se riesci, prova a recuperare un po’ di semi di frumento o d’altro tipo.
Altrimenti puoi seminare anche dei fagioli (facilmente reperibili).

Il papà, o la mamma, prende il pane avanzato di ieri e distribuisce a
tutti un pezzo di pane, mentre insieme preghiamo il Padre nostro.
Alla fine del Padre nostro, mangiamo il pane benedetto. E concludiamo con queste parole:

Oggi inizia il giorno del Silenzio.
Questo è il giorno della morte di Dio.
Questo è il giorno del sepolcro, ma non può finire così.
La vita di Dio non parla di morte.
La vita di Dio è luce, amore, dono, resurrezione.
C’è silenzio e noi stiamo in silenzio,
aspettiamo con la speranza di chi crede in te, o Signore.
Con la speranza che, un giorno, vedremo la tomba vuota,
perché la terra, il cielo e la nostra vita si saranno riempiti di Te. Amen.

Nel silenzio lasciamo l’Angolo della Bellezza, con la candela spenta, il crocifisso e quello che resta del pane.

C’è silenzio su tutta la terra… il Signore della vita dorme nella morte!
Impegniamoci nella giornata di domani a custodire un po’ il silenzio ed evitare troppe distrazioni (musica, videogiochi, TV).

Dal vaso togli la croce e coprilo con una pietra.

Il sepolcro è chiuso, il seme è nel terreno, scende in profondità per iniziare la sua morte e al tempo stesso la sua vita. Gesù scende nel cuore della terra per riportare alla vita tutti quelli che lui ama. È il silenzio della vita che sta nascendo.

Settimana Santa senza fedeli

Rinviata la Messa Crismale, i sussidi per il Triduo in famiglia e l’invito a tutti i parroci di portare per le strade dei paesi la croce il Venerdì Santo. La Veglia delle Palme in diretta Tv. Tutte le indicazioni del vicario generale, mons. Gaetano Fontana

Carissimi confratelli,

come sapete, la pandemia continua a diffondersi inesorabilmente e le indicazioni di chi ha l’autorità del bene comune ci dicono che non è possibile, come invece avremmo desiderato e voluto, vivere i riti della Settimana Santa, i sette giorni più importanti dell’anno liturgico con al cuore il Triduo pasquale.

Nelle scorse settimane ho accolto i vostri disagi e le vostre preoccupazioni di pastori che, condividendo “l’odore delle pecore”, avrebbero desiderato portare ad ogni cristiano ciò che è necessario per vivere da discepoli di Gesù: l’Eucarestia, la Confessione, il conforto dell’Unzione degli infermi. Purtroppo, come ho già detto, tutto questo ci è impedito dalle misure sanitarie, giustamente imposte, per impedire ulteriori contagi. Affidiamoci, perciò, al Signore, che è fedele, è sempre con noi, è il nostro aiuto, la nostra forza, la nostra speranza. La prova della Sua presenza è constatabile dal fatto che anche quest’anno, pur in modo diverso, si celebrerà la Pasqua, il passaggio dalla morte alla Vita, dalle tenebre alla Luce.

Vivere la Pasqua, anche in questo clima drammatico, è sempre seminare nel terreno, spesso sassoso o ricco di spine e di erbacce, dove gli uccelli della sofferenza portano via subito il seme della Parola, di quella Parola che annuncia la vittoria della Vita sulla morte, in quel prodigioso duello che continua ancora e in cui, facilmente, oggi vediamo la potenza della morte sulla Vita, che sembra dover retrocedere e dichiararsi sconfitta. Non potremo celebrare la Pasqua secondo il calendario che, in precedenza, avevamo ben studiato e condiviso, ma la Pasqua si realizzerà, siamo certi, perché il Signore della Vita è fedele e l’ha celebrata una volta per sempre, per ogni momento. Desidero che ognuno di noi faccia, di questa esperienza “strana” di Quaresima e di Settimana Santa, l’occasione per sperimentare la nostra pochezza, la nostra povertà anche nel nostro “programmare” che, pur se necessario, viene meno di fronte ad un invisibile “virus”, arrivato a contagiare tante persone e tutto ciò che si era deciso di vivere comunitariamente.

Nasce la domanda: ma che cos’è importante? la Pasqua o la nostra programmazione?

La risposta non ha dubbi: importante è il Signore! Allora: forza e coraggio! Cerchiamo di vivere questi giorni Santi in modo particolare, andando oltre le nostre abitudini e tradizioni! Cerchiamo di far riscoprire la famiglia come Chiesa domestica!

  • In ogni famiglia si celebri un momento di preghiera, che richiami la Grazia donata e ricevuta nella Settimana Santa. A questo proposito, l’Ufficio per la catechesi ha preparato un sussidio per aiutare ogni famiglia a viverla e celebrarla a casa. È così che le mura di casa diventeranno, quest’anno, le mura della Chiesa, casa del Signore e dei suoi figli eletti ed amati.
  • L’esortazione è che in ogni Chiesa Parrocchiale venga celebrata la Settimana Santa, rispettando le indicazioni che trovate di seguito.
  • Trovate, in allegato, anche la lettera che il nostro Vescovo ci ha scritto, e che indica le modalità per vivere il Sacramento della Penitenza e per accogliere il dono dell’Indulgenza plenaria.

Ricordiamoci che, vivendo la carità con costanza e coerenza, diventiamo testimoni del Risorto qui ed ora. Manifestiamo la potenza del Cristo Risorto creando sempre di più fraternità e solidarietà con tutti, togliendo ogni barriera e divisione. La carità è un dono che, senza disattendere la giustizia, ci aiuta a perdonare e a creare legami tra noi, anche a distanza e senza incontrarci. Lasciamoci accompagnare dalle parole di S. Atanasio, Vescovo, tratte dalle “Lettere pasquali”: “Pertanto, miei cari, Dio che per noi istituì questa festa di Pasqua, ci concede anche di celebrarla ogni anno. Egli che, per la nostra salvezza consegnò alla morte il Figlio suo, per lo stesso motivo ci fa dono di questa festività che spicca nettamente fra le altre nel corso dell’anno. La celebrazione liturgica ci sostiene nelle afflizioni che incontriamo in questo mondo. Per mezzo di essa Dio ci accorda quella gioia della salvezza, che accresce la fraternità. Mediante l’azione sacramentale della festa, infatti, ci fonde in un’unica assemblea, ci unisce tutti spiritualmente e fa ritrovare vicini anche i lontani. La celebrazione della Chiesa ci offre il modo di pregare insieme e innalzare comunitariamente il nostro grazie a Dio. Questa anzi è un’esigenza propria di ogni festa liturgica. È un miracolo della bontà di Dio quello di far sentire solidali nella celebrazione e fondere nell’unità della fede lontani e vicini, presenti e assenti.

1. Indicazioni generali

Raccolti i suggerimenti del popolo di Dio e le indicazioni della Congregazione per il Culto Divino e della Conferenza Episcopale Italiana, si stabiliscono queste direttive:

  • Il Vescovo celebra la Settimana Santa ed il Triduo Pasquale in Cattedrale. Per offrire ai fedeli la possibilità di unirsi in preghiera, le celebrazioni liturgiche saranno trasmesse in diretta su Teletutto (can. 12 d.t.), Teletutto2 (can. 87 d.t), SuperTV (can. 92 d.t), Radio Voce (in streaming dal sito www.radiovoce.it e sul can. 720 d.t.) e ECZ. Gli orari delle celebrazioni sono i seguenti: Domenica delle Palme (ore 10.00); Via Crucis cittadina del Mercoledì Santo (ore 20.30); Messa nella Cena del Signore (ore 20.30); Celebrazione della Passione del Signore (ore 15.00); Veglia Pasquale (ore 21.00); Pasqua di Resurrezione (ore 10.00).
  • La celebrazione domestica del mistero pasquale. L’Ufficio per la catechesi ha preparato e diffon-derà attraverso il sito del Centro oratori Bresciani una sussidiazione per la preghiera nelle case della Domenica delle Palme, del Giovedì santo, del Venerdì santo, della Veglia Pasquale e della Domenica di Pasqua.
  • Ogni parroco è invitato a celebrare nella propria chiesa parrocchiale. I responsabili delle unità pastorali decidono in quale chiesa celebrare, evitando la duplicazione delle celebrazioni della Messa della Domenica delle Palme, della Messa nella Cena del Signore, della Celebrazione della Passione del Signore, della Veglia Pasquale e della Messa della Pasqua di Resurrezione. Le celebrazioni avvengono tutte in assenza di popolo tenendo presenti le seguenti indicazioni:
    1. Si eviti la concelebrazione qualora non fosse possibile adottare il rispetto delle misure sanitarie, a partire dalla distanza fisica. Nel caso di concelebrazioni ci si attenga al fatto che solo il celebrante principale si accosti all’altare e che per la comunione ogni concelebrante abbia propri vasi sacri e purificatoio personale.
    2. Nell’osservanza delle identiche misure e per garantire un minimo di dignità alla celebrazione, accanto al celebrante sia assicurata la partecipazione di un diacono (laddove presente), di un ministrante, oltre che di un lettore, un cantore, un organista e, eventualmente, un operatore per la trasmissione via web. Laddove vi siano concelebranti i ruoli suddetti siano coperti dai presbiteri presenti.
    3. In ogni caso durante i riti della Settimana Santa non si superi mai il numero di 7 persone presenti (escluso il sacrista).
    4. In caso di trasmissioni via web ci si assicuri che vi sia un minimo di qualità di connessione (sarebbe bene fare una prova) affinché il servizio sia fruibile
  • Le chiese, secondo le disposizioni dell’autorità, salvo cambiamenti ulteriori, e al di fuori delle celebrazioni, rimangono aperte garantendo tutte le misure necessarie previste a evitare assembramenti e contatti tra le persone. Non si organizzino però celebrazioni della penitenza, adorazioni eucaristiche, adorazioni della Croce o Via Crucis aperte ai fedeli.
  • Le comunità religiose, in particolare quelle femminili, non possono celebrare il triduo pasquale nelle proprie case per evitare assembramenti. È possibile celebrare laddove si utilizzi un impianto interno di filodiffusione. Quelle maschili, se celebrano, si attengano al rispetto delle normative circa le distanze e alle indicazioni generali presenti in questo comunicato.

2. Indicazioni particolari

I Catecumeni riceveranno i sacramenti dell’Iniziazione cristiana in una data successiva, al termine dell’emergenza sanitaria.

  • La Giornata Mondiale della Gioventù quest’anno è celebrata nelle Diocesi. Sabato 4 aprile la Veglia delle Palme per i giovani sarà trasmessa dalla Cattedrale alle ore 20.30 in diretta televisiva su Teletutto (can. 12 d.t.), Teletutto2 (can. 87 d.t), SuperTV (can. 92 d.t), Radio Voce (in streaming dal sito www.radiovoce.it e sul can. 720 d.t.), ECZ e sui social del Centro oratori bresciani.

In specifico circa la Settimana Santa

  • Per l’inizio della Settimana Santa il vescovo Pierantonio farà pervenire ai presbiteri un suo videomessaggio alla diocesi.
  • La Domenica delle Palme nelle parrocchie sarà celebrata secondo la Terza forma (ingresso semplice) del Messale. È da escludere la distribuzione degli ulivi benedetti.
  • La Messa Crismale viene rinviata ad una data successiva al termine dell’emergenza sanitaria.
  • La Messa nella Cena del Signore viene celebrata nei Vesperi, secondo il Messale. Siano omesse la lavanda dei piedi e la processione al termine della celebrazione. Il Santissimo viene riposto nel tabernacolo. Non viene allestito alcun altare della reposizione. Sono da escludere forme di esposizione eucaristica solenne e processioni di ogni tipo col SS. Sacramento.
  • Il Venerdì santo si invitano le comunità parrocchiali a privilegiare la celebrazione della Pas-sione del Signore alle ore 15.00. In serata s’invitino i fedeli a seguire in televisione la Via Crucis del Papa dal sagrato di San Pietro. L’atto di adorazione alla Croce mediante il bacio sia limitato al solo celebrante principale. Nella preghiera universale si aggiunga l’orazione per i tribolati predisposta dalla CEI.

In questo anno giubilare delle Sante Croci e come segno di un momento di Adorazione pubblica della Croce, dopo la funzione della Passione del Signore, il parroco percorra con il Crocifisso (o con la reliquia della Santa Croce laddove presente) alcune strade della parrocchia e inviti i fedeli a seguire, dalle finestre e dai balconi opportunamente preparati, questo passaggio in clima di preghiera. Potranno essere utilizzati alcuni testi dei sussidi predisposti per il Giubileo presenti sul sito della diocesi, in particolare: “In adorazione della Croce” e “Sette crocifissi per le sette parole di Gesù in croce” (omettendo la parte artistica). Laddove esiste la tradizione della processione del Venerdì Santo si viva questo segno nell’orario che si ritiene tradizionale. Al di fuori delle celebrazioni si può esporre nelle chiese il Crocifisso, in posizione tale che si eviti la pratica devozionale del bacio.

La Veglia Pasquale sia celebrata solo nella Cattedrale e nelle Chiese Parrocchiali. Si omette l’accensione del fuoco, si accende il cero e, senza la processione, si continua con il preconio e la liturgia della Parola. Per la liturgia battesimale si mantenga soltanto il rinnovo delle promesse. Infine, come vi anticipavo in apertura, trovate allegato a questo comunicato anche la lettera del nostro Vescovo con le modalità per vivere il Sacramento della Penitenza e per accogliere il dono dell’Indulgenza plenaria. Vi auguro una Settimana Santa vissuta nel Signore e una Santa Pasqua di Resurrezione. Dio Padre, in Cristo Gesù Risorto, per opera dello Spirito Santo, ci liberi da ogni male e ci faccia sperimentare la Sua presenza consolante e santificante.

Una tavola imbandita per tutti

Il sussidio per la Quaresima riprende la lettera pastorale del Vescovo. Dall’eucaristia allo spezzare il pane a tavola con le persone a cui si vuole bene

Una tavola per tutti. Chiara Gabrieli, vicedirettore dell’Ufficio per le missioni della diocesi di Brescia, presenta il sussidio “Una tavola per tutti”. È una proposta per iniziare la Quaresima insieme. La Diocesi propone un itinerario per vivere bene questo tempo forte. Con il libretto e il piccolo salvadanaio da costruire si vuole anche suggerire alle famiglie un momento quotidiano di preghiera. “Abbiamo preparato – racconta Gabrieli – un piccolo opuscolo, in collaborazione con le tre aree pastorali diocesane: l’area per la mondialità, l’area per la società e l’area per la crescita della persona, insieme al Seminario diocesano”.

Il titolo. Il titolo di quest’anno è “Una tavola per tutti” perché “riprende la lettera pastorale del nostro vescovo. Il tema fondante è l’eucarestia, rivolta alle famiglie e ai bambini e si trasforma nello ‘spezzare il pane’ a tavola con le persone a cui si vuole bene. Nell’immagine di copertina di questo sussidio vediamo sei persone che rappresentano le settimane della Quaresima e attendono che arrivi un’altra persona, cioè la testimonianza che accompagnerà, ogni settimana per sei settimane, il nostro cammino quaresimale. Abbiamo stampato 68mila copie che sono state distribuite nelle varie parrocchie affinché vengano date alle famiglie e ai bambini”. È un opuscolo che si caratterizza in due parti: la parte della domenica, rivolta alle famiglie e agli adulti, con la testimonianza che caratterizza la settimana. Ogni settimana c’è una sensibilità che ci accompagna: per la famiglia, i poveri, per la terra, la parola e per il mondo, ossia per i migranti. Durante la settimana, invece, si dà maggiore attenzione ai bambini, per cui ci sarà sempre una preghiera preparata dai seminaristi e sarà una forma di aiuto ai parroci nel fare il ‘Buongiorno Gesù’”. La Quaresima è tempo di fioretti con la classica cassettina per recuperare qualche piccolo sacrificio e metterlo a disposizione perché i progetti quaresimali sono importanti, soprattutto per i nostri missionari. “Si, sono progetti importanti, in particolare questa cassettina che diamo alle famiglie, rappresenta il raccogliere e l’aiutare sei progetti, come le sei settimane, in modo da valorizzarli in ogni parte del mondo, dal Brasile, all’Africa fino a Brescia”.

I progetti. Si va dal sostegno delle famiglie dei laici in missione in Togo, in Tanzania e in Albania al sogno di una parrocchia nella diocesi di Macapà in Brasile; dall’aiuto all’apostolato delle suore dorotee in Albania ai poveri di Kiremba; dai progetti di lavoro dei giovani in Senegal al “Farm Training”, un progetto di accoglienza proposto dall’Associazione Centro Migranti.

Vivere, preparati, il tempo d’Avvento

Due proposte per i bambini, le famiglie e per gli adolescenti, un sussidio sull’adorazione eucaristica e quattro schemi di preghiera per le parrocchie

Sarà il pane posto sulla tavola, con il suo cesto da costruire, a richiamare quotidianamente al cammino dell’avvento. In quel cestino che si potrà costruire giorno per giorno manca il pane, manca Gesù, il vero pane nelle nostre vite… “Manchi solo Tu – Cammino di avvento per bambini e famiglie” è il sussidio curato dall’Ufficio per gli oratori, i giovani e le vocazioni. Nel cammino di preghiera in preparazione al Natale, “Alla scoperta di Te” è il sussidio pensato, invece, per i ragazzi e gli adolescenti. Il cammino di avvento verrà scandito ogni giorno da un atteggiamento tipico della preghiera e del dialogo con il Signore. Attraverso questo semplice sussidio ci si avvicina al Natale, invitando ogni ragazzo a conoscere Gesù, il Figlio di Dio: l’incontro con lui conduce progressivamente a scoprire le proprie sicurezze.

Per l’Avvento in parrocchia, l’Ufficio per la liturgia ha predisposto un sussidio sull’adorazione eucaristica che si può scaricare dal sito della Diocesi. Nella Lettera pastorale del Vescovo Pierantonio, dedicata alla celebrazione dell’eucaristia oggi, viene ricordato il devoto esercizio dell’adorazione eucaristica: “L’adorazione è la forma che l’amore umano assume quando s’indirizza a Dio. Amare Dio in quanto Dio significa adorarlo” (pp. 49ss). Il sussidio si divide in quattro temi proposti per l’adorazione: Verbum Caro Factum Est – Bello è il Verbo; Immacolata Concezione – Tutta bella sei Maria; Verbum Panis Factum Est – la Bellezza che salva; Il Pane e la Parola – La Vita bella del cristiano. “Emmanuele sarà il suo nome” è il sussidio liturgico per i momenti di preghiera. Sono stati preparati quattro schemi da offrire alle parrocchie. “Abbiamo, perciò, pensato – racconta don Claudio Boldini – a quattro icone di Avvento raccolte sotto il titolo comprensivo, tratto dal testo evangelico della quarta domenica di Avvento ‘Emmanuele sarà il suo nome’. Emmanuele, cioè, Dio con noi, con noi nell’umanità condivisa, con noi nell’Eucaristia celebrata, con noi nell’adorazione, con noi nella vita quotidiana, con noi nella tensione escatologica del compimento di ogni cosa quando il Signore verrà nella gloria. L’amore di Dio, in Cristo, per l’umanità è il cuore segreto sia dell’Incarnazione che del tesoro preziosissimo che è la celebrazione eucaristica, luogo e tempo nei quali, in modo unico e inarrivabile, siamo incontrati dall’Emmanuele. La pienezza dei tempi, quando il Padre mandò suo Figlio nato da donna, accade anche per noi quando celebrando l’Eucaristia diventiamo in Cristo un solo corpo e un solo spirito”.

La promessa, la prova, la passione

Pastorale della famiglia – Storie di coppie nella Bibbia per il cammino dei gruppi famiglia

Quest’anno i gruppi famiglia hanno ricevuto un sussidio tutto nuovo per i loro incontri, incentrato sulla parola di Dio. Le schede preparate per questo nuovo sussidio per i gruppi famiglia si ispirano all’esperienza di alcune coppie celebri della bibbia. Tornare alle origini del testo biblico è sempre una occasione per risentire parole alte sulla vita, su Dio, sul mistero del bene e del male, sulle relazioni più intime, sulla coscienza degli uomini e delle donne che si sforzano di costruire la propria storia. Non tutte le storie scelte nel sussidio sono edificanti e appassionate al bene, ve ne sono anche alcune più sofferte, complicate o meschine. Come a tratti è anche la vita.

L’intento con cui leggere le storie di queste famiglie non è comunque quello di trovare indicazioni precise su cosa fare o non fare, le loro storie non sono dei modelli ma piuttosto delle icone, che rimandano ai misteri più profondi e più grandi del vivere. Sono spaccati di esperienza che tracciano delle luci o evidenziano delle ombre nella vita di una coppia e di una famiglia. Non hanno la pretesa di dire tutto ma piuttosto di aprire una riflessione, considerare un atteggiamento del cuore, guardare più a fondo nelle relazioni che si vivono giorno per giorno.

La Bibbia è un tutt’uno: anche se è una… biblioteca, composta da tantissimi libri, tuttavia essa è un insieme vivo e organico, un unico organismo di comunicazione a noi della Parola di Dio, che funziona a due polmoni: Antico Testamento e Nuovo Testamento, che si richiamano sempre l’un l’altro, come la voce e la sua eco. Ma eccone l’a- spetto per noi più interessante: la Bibbia è tutta quanta come una grandiosa icona della famiglia; e questo per molti motivi.

1. In quanto automanifestazione gratuita di Dio, la Bibbia è, da un capo all’altro, la rivelazione progressiva della famiglia di Dio (quella che noi chiamiamo la Santissima Trinità: parola che, appunto, vuol dire comunità di tre) o la rivelazione di Dio come una famiglia di tre persone che si amano… all’infinito.

2. Poi, in quanto comunicazione della Parola di Dio all’uomo, creato a sua immagine, la Bibbia è una comunicazione da famiglia a famiglia: dalla famiglia divina alla famiglia umana: infatti si può dire che tutta la rivelazione passa attraverso la famiglia, poiché tutta la storia della salvezza, da Adamo fino a Gesù e alla Chiesa, si snoda attraverso una catena di famiglie e si realizza attraverso una molteplicità di rapporti familiari.

3. Infine possiamo dire che la Bibbia è come una lettera alla famiglia e sulla famiglia: secondo le grandi parole del Concilio Vaticano II (cf. Costituzione dogmatica Lumen gentium), tutta la rivelazione biblica è avvenuta per radunare la famiglia dei figli di Dio che è la Chiesa e perché nella Chiesa, ogni famiglia diventi come una «chiesa domestica». Allora la Bibbia non può non essere tutta quanta un grande libro di spiritualità familiare, un libro pieno di piste di meditazione, in particolare, per chi vive il «mistero» della famiglia.

La scelta delle vicende bibliche proposte dalle schede offre un minimo di cammino pedagogico. Accanto alle diverse coppie bibliche scelte è sempre accostato una tema che faccia da orientamento per guidare la riflessione all’interno dei gruppi famiglia interessati. Il sussidio si divide in tre parti e segue la ripartizione già presente nelle parole utilizzate nel titolo: “La Promessa, La Prova, La Passione”. Si inizia con Giacobbe e Rachele e la promessa dell’amore che fonda e accom- pagna la vicenda di ogni coppia. Si prosegue poi con le prove di alcune coppie: Davide e Betsabea per esempio, e l’esperienza dell’attrazione, Acab e Gezabele e la complicità con il male.

Infine per il tema della passione due coppie: Osea e Gomer coinvolte nel mistero del perdono, Aquila e Priscilla e la testimonianza nella comunità.

Tutte le schede sono introdotte con la spiegazione del contesto in cui si svolge l’esperienza particolare della coppia prescelta e il corrispondente brano biblico (La storia, ieri). Segue una riflessione che si propone di focalizzare il tema di fondo e definire alcuni punti importanti per attualizzare la vicenda al presente (La storia, oggi). Per la condivisione si sono formulate due gruppi di domande (La storia per noi): alcune più personali rivolte alla coppia (per meditare a livello di singole coppie o per prepararsi all’incontro), altre rivolte al gruppo (per avviare o sostenere la condivisione insieme). C’è anche un suggerimento per la preghiera (Preghiamo insieme) che può essere utilizzato per i diversi momenti dell’incontro. Alla fine della scheda sono proposti alcuni testi (rif lessioni, testimonianze, documenti) che il gruppo può liberamente utilizzare per arricchire i contenuti proposti e adattarli al meglio alla fisionomia del proprio gruppo (Per continuare la rif lessione).

I Gruppi Famiglia sono aperti a tutti coloro che ne vogliano far parte. Basta contattare don Ciro oppure suor Graziella.