Nutriti dalla bellezza – Suor Maria Cristiana del Dio vivente

Suor Maria Cristiana del Dio vivente, clarissa capuccina del monastero di via Arimanno a Brescia, trentasettenne. É entrata in convento poco prima di compiere i 25 anni, con una laurea in biotecnologie farmaceutiche. Il suo progetto era quello di sposarsi, di creare una famiglia, con una carriera a livello scientifico. Più pensava a quell’idea e si proiettava nel futuro, più si sentiva oppressa…

Irene

L’Oratorio San Luigi propone

Irene

con Alberto Branca e Francesca Grisenti; regia di Massimiliano Grazioli.

Una rappresentazione teatrale dedicata a Irene Stefani, missionaria della Consolata in Kenya morta nel 1930 e beatificata nel 2015.

L’appuntamento è per venerdì 10 maggio, ore 20:30. Ingresso 8€.

Biglietti disponibili presso il bar dell’Oratorio, in via re Desiderio 37.

Suor Amata Anita Badini

05-04-1927 – 14-09-2018

Venerdì 14 Settembre 2018, la festa dell’esaltazione della Santa Croce, il Signore ti ha chiamato a sé, liberandoti dal dolore e dalla malattia che ti aveva bloccato in un letto.  La malattia ti ha provato molto, ma non ti ha impedito di raggiungere con la preghiera, con un sorriso, una carezza, tutte le persone che hanno avuto la fortuna di incontrarti. La tua  vita è stata un lungo viaggio, cominciato molto presto: a soli 16 anni hai scelto di dedicarti completamente al Signore. Questo viaggio fatto di obbedienza, servizio, preghiera ti ha portato in tanti posti: Breno, Sanatorio infantile di Valledrane, Campiglioni in Toscana, Brescia e Milano.

Ricordiamo la dolcezza del tuo sguardo, la delicatezza delle tue parole sempre piene di amore e comprensione, la speranza e la serenità anche durante la malattia, le mani giunte con la corona del rosario fino all’ultimo respiro.

Per tutta la vita sei stata cuoca ed una cuoca insuperabile, piena di attenzioni e di premure sia nelle grandi cucine che in quelle piccole dei conventi: non mancava mai una torta diversa per la festa di compleanno.

Sembra ancora di sentirti: “Sa di mamma!” quando un piatto semplice era molto buono. Ogni estate ti aspettavamo, nella settimana di riposo che ti veniva riconosciuta, e per noi era una festa: tornavi a Leno e a Porzano ed infaticabile passavi di casa in casa a portare il tuo saluto, il tuo abbraccio, la tua preghiera. E per i bambini , che adoravi, non mancava mai una carezza e un dolcetto.

Nel tuo grande cuore c’era posto per tutti, non dimenticavi mai nessuno ed anche se lontana sapevi esserci vicina nei momenti belli e in quelli tristi con una lettera o una telefonata.

Ci mancherai tanto suor Amata, tu che hai scelto di vivere in semplicità, in punta di piedi, come dicevi tu, ci hai insegnato quanto è grande l’amore di Dio che ricolma di doni la vita di ogni uomo e la rende preziosa.

Per te ogni persona aveva un dono. Dal cielo continua a sorriderci e a pregare per noi che ora ci sentiamo più soli. Ciao suor Amata ti vogliamo bene.

Le tue bionde

Sia per noi il segno del sorriso di Dio

Carissima suor Maria Pia,

è con vera commozione e grande gioia che le rivolgo, insieme con gli altri sacerdoti uniti a tutte tre le nostre comunità, gli auguri più sentiti e le congratulazioni più sincere per una così alta meta raggiunta: settant’anni di vita consacrata mediante la professione dei consigli evangelici di castità, povertà e obbedienza, nell’Istituto delle Suore Maestre Pie Venerini.

Lei mi dirà che è grazia e dono dell’amore di Dio, ed è vero! E’ Lui, infatti, la sorgente di ogni dono perfetto e noi vogliamo ringraziarlo insieme con Lei e ammirare estasiati le meraviglie che ha fatto in Lei e attraverso di Lei.

Ma è anche vero che senza la corrispondenza alla grazia e ai doni del Signore da parte del chiamato l’opera di Dio rimane sospesa e non arriva a compimento. Dunque, cara suor Maria Pia, grazie anche a Lei per aver saputo corrispondere con fedeltà perseverante alla chiamata del Signore, ovunque l’abbia portata.

Grazie per la sua giovinezza spirituale, la sua gioia, il suo sorriso, la sua dolcezza, la sua pronta e appropriata  parola per ogni persona incontrata: il bimbo, la mamma, il giovane, il politico, l’operaio; per ognuno ha sempre una parola densa di speranza e di incoraggiamento. Grazie per la sua capacità di guardare innanzitutto al bene, di meravigliarsi, di consigliare, di rinnovarsi nella mente e nel cuore, di apprezzare il nuovo che le si presenta. Grazie per le sue premure nei confronti di ogni persona,  per l’attenzione e l’amore riservato a noi sacerdoti. Grazie per la sua bella testimonianza di fede, di preghiera, di amore alla sua vocazione, vissuta come autentico servizio al Regno di Dio. Grazie per l’amore nei confronti delle nostre comunità di Leno, Milzanello e Porzano. Grazie perché, dandosi tutta al Signore nella consacrazione, non ha mai dimenticato e ha continuato ad amare con vera intensità chi l’ha iniziata alla vita cristiana: babbo, mamma, fratelli e sorelle, la sua comunità cristiana di origine e i suoi sacerdoti.

Grazie per la stima che ha per ogni persona, a cominciare dalle sorelle del suo Istituto e per tutte quelle che le sono vicine o che incontra occasionalmente. 

Grazie per la sua presenza in mezzo a noi: non c’importa ciò che è in grado di “fare”, continui ad “essere” quella suor Maria Pia che noi conosciamo; stia in mezzo a noi e continui a sorriderci e ad amarci per essere segno del sorriso e dell’amore di Dio per ciascuno e per tutti noi.

La abbracciamo Con profondo affetto e stima.

Monsignore con don Alberto, don Davide, don Renato, don Ciro, don Riccardo
e le tre comunità di Leno, Milzanello e Porzano

Suor Florance si presenta. Ben arrivata!

Chi sono? Mi chiamo suor Florence A. Santos. Proveniente dal Benin. Verso la fine dell’anno 2010, ho conosciuto le suore Maestre Pie VENERINI. Ho iniziato il mio percorso di formazione nella Comunità di Za-Kpota in Benin. Il 12 ottobre 2012 sono venuta in Italia per continuare la mia formazione in Noviziato.

Il 29 agosto 2015 ho fatto la mia prima Professione Religiosa. Subito dopo l’obbedienza mi ha portato a Oriolo Romano dove mi sono resa disponibile, al servizio della Comunità delle Suore Maestre Pie Venerini, nella Scuola dell’Infanzia e al servizio della Comunità Parrocchiale e Diocesana (pastorale giovanile, dell’infanzia e degli anziani malati ai quali portavo l’Eucaristia).

É Stata per me una bellissima esperienza di Fede e di vita donata nella famiglia VENERINI e nella Chiesa. Adesso, con gioia e disponibilità ho accettato il mio trasferimento a Leno; qui, qualche anno fa, ho fatto la mia prima esperienza di mini-Grest.

Ringrazio il Signore e voi Comunità Lenese che mi avete accolto con simpatia e mi date l’opportunità di servire con gioia e disponibilità questa Chiesa. Accompagnatemi con la preghiera.

Cara suor Lidia…

Parrocchia S. Martino in Porzano – 02 sttembre 2018

Cara Suor Lidia,

non potevamo immaginare di ritrovarci a scrivere un saluto nei tuoi confronti cosi presto…

Vogliamo esprimere, per quanto sia possibile in poche righe, tutto il nostro  affetto e la nostra gratitudine per quello che hai fatto nelle nostre comunità: per il tuo lavoro nella scuola, per l’impegno nella Chiesa, per l’educazione religiosa di ragazzi,  adolescenti e giovani….

Ora sei chiamata a lasciare questi luoghi, ma non le persone che li abitano. Resterai  nei nostri ricordi, nei nostri affetti, nel nostro cuore e siamo certi che i valori seminati e condivisi nel corso di questi anni continueranno a crescere per il  bene di tutti.

Ringraziamo il Signore per la tua presenza: hai reso il tuo servizio  con responsabilità ed amore. 

Per te la nostra stima affettuosa e la nostra preghiera, con l’augurio di buon cammino per la tua nuova destinazione.

Che il Signore ti benedica.

La Comunità di S. Martino in Porzano

Abbiamo camminato insieme


Desidero affidare ad uno scritto i sentimenti che porto nel cuore anche se avrei preferito esprimerli liberamente ma l’emozione è talmente forte che non sarei riuscita a parlare.

Come già sapete il mio trasferimento è arrivato all’improvviso e mi è stato chiesto da parte dei miei superiori di entrare in una logica di fede, di amore, di accoglienza del disegno di Dio e di intravvedere in esso, l’Amore del Padre che “facendo bene ogni cosa” domanda di vivere nella fiducia.

Abbiamo camminato insieme per 3 anni!


Personalmente, posso dire che sono passati come in un lampo! Ricordo ancora con la freschezza dell’istante il 30 Agosto 2015. Non sapevo cosa m’aspettava: lasciare la gente di Viterbo, gli affetti… per dove? Cosa avrei combinato? Cosa mi sarei dovuta aspettare? Mi confortava il pensiero che Qualcun Altro era con me. 
A tutti sono debitrice di tanta ricchezza, disponibilità, di generosità, di fede, di larghezza di cuore e di Altruismo.
 Le nostre strade rimangono unite anche se vivremo l’unità con modalità diverse. 
Nella mia preghiera ci sarà sempre un posto particolare per ciascuno, ma anche in voi dovrà farsi spazio il ricordo per me che il Signore mi sta chiamando per mettermi in un nuovo cammino come Abramo. “Lascia e va…” Non so se per Abramo fu indolore quel partire in obbedienza a Dio, lasciare affetti e poi l’incognita che è dentro ad ogni partenza. Per me no!

Non è facile anche se voglio e desidero lasciarmi guidare dalle sorprese di Dio. Non mi sono mancate le lacrime in questi giorni, ma sono convinta che anche le lacrime sono un linguaggio sincero, come è sincero il GRAZIE che desidero esprimervi per il pezzo di storia che ho costruito con voi dove ho intessuto esperienze, storie con giorni chiari e scuri che hanno dato spessore e significato alla mia vita. 
Di tutto grazie e chiedo scusa perché senz’altro alcuni non sono stata ciò che avrebbero voluto, e involontariamente, magari, ho fatto soffrire, ma dico sinceramente: “Io ho voluto bene a tutti”.
 Conto sulle preghiere di ognuno di voi. L’unione fa la forza e il buon Dio fa miracoli, per cui parto serena sapendo che quest’amata comunità mi accompagna con la preghiera e quell’affetto che in questi tre anni ho sempre sperimentato, vissuto e toccato con tanta meraviglia, commozione, gioia e sentendomi davvero indegna per il tanto bene ricevuto da ognuno di voi.

Grazie, grazie di cuore e Dio stesso vi ricompensi per gli infiniti e innumerevoli doni con cui mi avete “ricoperta”: davvero non ho parole per dirvi tutto il mio bene e la mia gratitudine e… come sempre ricorro al Signore perché Lui, che sa leggere nel cuore di tutti, esaudisca ciò che di bello, santo e grande custodite e vi renda sereni e felici.
Fin dal primo giorno mi sono sentita subito accolta da una comunità che è famiglia e mi sono sentita amata, custodita, sorretta, accompagnata e protetta. Sono doni davvero grandi, immensi, unici e belli. Ora vi chiedo di continuare ad accompagnarmi, sarò lontana solo 550 chilometri, ma vi prometto che sarò vicinissima con tutto il cuore ad ognuno di voi perché la gratitudine è tanta e perché il Signore ha voluto donarmi tutto questo “bel tesoro lenese” che porto nel cuore e che nessuno e niente potrà mai cancellare. Vi chiedo scusa se non sempre sono stata capace di essere pronta, attenta, presente ai bisogni, necessità, desideri che avvicinandovi potevo cogliere: metto tutto nelle mani di Dio e so che lui riempirà tutti i miei errori con la sua misericordia.

Grazie alla mia comunità, sr Maria Pia e sr Graziella che in questi anni mi hanno sempre sostenuta con la loro preghiera, affetto e generosità. 
Un grazie a tutti i sacerdoti di Leno, al Monsignore don Giovanni e in particolare un immenso grazie a don Davide con cui ho avuto modo di lavorare per 3 anni intensi e ricchi di esperienze positive. In questo momento il mio GRAZIE va a lui per avermi insegnato, consigliato e sostenuta durante questi anni, per avermi offerto la possibilità di collaborare con lui nell’oratorio e nella catechesi. Grazie perché, in tutte le esperienze che abbiamo condiviso, dai campiscuola, grest, catechesi, oratorio ecc, mi ha aiutata a mettermi in gioco e a donare i miei talenti agli altri.

Un grazie a tutti per l’accoglienza che ho sperimentato: ogni incontro con ciascuno mi ha confermato la bellezza e la semplicità con cui il Signore si manifesta nella nostra vita quotidiana. I volti dei più piccoli, incontrati ogni giorno nella scuola o all’oratorio, suscitavano in me sentimenti di tenerezza e di cura che custodirò nel mio cuore
Per ultimo, ma con particolare intensità, esprimo il mio grazie ai giovani che mi hanno permesso di raccontare la mia gioia di appartenere al Signore e mi hanno sostenuta nei momenti di fatica con il loro entusiasmo. A loro auguro di scoprire come il Signore cammini accanto a noi e come continuamente, ci fa proposte di vita, donandoci il coraggio di rispondere al Suo invito di seguirlo.

Arrivando a Leno in tanti mi avete chiesto: “Ma come si trova qui tra noi?” ed io ho risposto sempre: “Mi sembra un bel sogno!”, ora dal sogno mi devo svegliare, ma la bellezza e la ricchezza del vostro affetto lasciano un segno indelebile che non si potrà mai cancellare. Grazie. 
Vi voglio bene, ma tanto! Vi abbraccio ad uno ad uno con tantissima gratitudine e riconoscenza. Pregate per me e accompagnatemi con la vostra preghiera.

Sr Lidia Budau

La gioia di portare un po’ di speranza

Suor Raffaella Falco, nuova delegata Usmi della diocesi di Brescia, si racconta e descrive l’impegno delle consacrate nell’annuncio

Suor Raffaella Falco è la nuova delegata Usmi della Diocesi di Brescia. L’Usmi è l’Unione Superiore Maggiori d’Italia. Suor Raffaella della Congregazione delle Suore Operaie succede a suor Maria Cecilia Signorotto.

Classe 1967, è entrata nella famiglia religiosa delle Suore Operaie nel 1994 e ha emesso la prima professione nel 1998 (nel 2004 quella perpetua). Laureata in lettere, ha conseguito il diploma di specializzazione in comunicazioni sociali alla Gregoriana. Dopo l’esperienza in Piemonte, attualmente risiede nella casa di spiritualità di Fantecolo e si dedica alla pastorale giovanile e all’accoglienza.

Suor Raffaella, in cosa consiste il servizio dell’Usmi?

L’Usmi è un’unione che esprime e sviluppa la comunione tra gli istituti religiosi femminili che operano in Italia tra loro e con le diverse componenti della comunità ecclesiale. La parola stessa richiama l’unità. Tutto questo per cercare insieme delle risposte profetiche alle sfide della società. L’Usmi a Brescia ha il volto di tutte le suore che qui vivono e si riconoscono unite da un profondo senso di appartenenza non solo al proprio Istituto ma anche a quella realtà più ampia e più profonda che è la vita stessa.

Nel 2014 come Usmi avete iniziato un percorso intercongregazionale aperto al confronto e al lavoro con diverse associazioni e movimenti: è nata così la commissione donna. Quali risultati avete raggiunto? Che cosa state elaborando per il futuro?

Suor Cecilia, che mi ha preceduto in questo servizio, ha portato avanti la sua missione con intelligenza e profezia. In particolare, ha avuto l’intuizione di far nascere la Commissione Donna. Il lavoro con la collaborazione di diverse associazioni è stato finalizzato innanzitutto a un confronto per poi sfociare quest’anno nell’organizzazione di alcuni incontri con giovani donne nei vari convitti universitari. Ci auguriamo di dare continuità a questa bella intuizione che sentiamo profondamente nostra. Intendiamo portare avanti altre iniziative messe in campo, in particolare un bel cammino di collaborazione tra i consigli generali e provinciali che risiedono nel nostro territorio.

Nella festa di Gesù al Tempio, Papa Francesco ha detto che i consacrati e le consacrate sono l’alba perenne della Chiesa… Cosa possono dire oggi i consacrati al mondo contemporaneo?

I consacrati praticano lo sport del salto in lungo. Viviamo nella Chiesa uno slancio nel futuro, provando ad anticipare qui quanto ci attende in Paradiso. È una bella sfida. Da qui nasce la gioia di portare un po’ di speranza, un sorriso, uno sguardo positivo in un mondo dove sembra prevalere il negativo. È anche un aiuto a scoprire il senso della vita.

Il Papa ha chiesto anche ai consacrati e alle consacrate di andare controcorrente. Cosa significa questo nella sua vita?

Nella mia vita sento forte il richiamo del Vangelo che per me si esprime nel vivere i voti di castità, povertà e obbedienza. Il mondo si incaglia nella ricerca del potere, del possedere e del piacere. La bellezza dell’annuncio evangelico mi libera e mi ridona quella umanità bella che mi fa respirare la vita vera che in tanti momenti della mia vita ho assaporato e che non voglio perdere.

La crisi vocazionale ha colpito anche alcuni ambiti (pensiamo alla salute e alla scuola) nei quali storicamente operano i consacrati. Non è arrivato il tempo di ragionare maggiormente in maniera sinergica?

La sinodalità e la sinergia sono modalità in cui i consacrati credono. L’Usmi insieme con il Cism, con gli Istituti secolari, con l’Ordo Viduarum e con l’Ordo Virginum svolgono questo servizio di comunione. Prima di tutto noi consacrati siamo gente di Dio. Solo dopo viene la nostra professionalità che all’interno del carisma di ogni istituto rimane un servizio bello e prezioso, che forse però è sostituibile, mentre non è sostituibile la nostra consacrazione che brilla di più se brillano di più le altre consacrazioni.

Ricordando sr. Maria

Non è facile ricordare una persona a distanza di anni!

Ognuno di noi ha vissuto la presenza di Sr. Maria in modo diverso per tutte è stata un’eredità immensa. Ogni mercoledì sera, a Scuola di Vita Famigliare, la sua presenza è stata molto importante non solo dal punto di vista spirituale, ma soprattutto dal lato umano. Abbiamo pregato, riso, parlato su qualsiasi argomento c’era da discutere, lei sempre pronta ad intervenire, specie quando a volte si andava sopra le righe, ma senza mai perdere la pazienza. Aveva mani d’oro per lavorare a uncinetto, ferri, ricamo, era esperta in taglio e cucito, tutto questo sapeva mettere a disposizione all’occorrenza per l’utilità della Parrocchia. Da lei abbiamo imparato tanti trucchi per un lavoro perfetto. La prima volta che vidi Sr. Maria fu proprio il giorno dell’arrivo delle suore a Leno, in un appartamento vicino casa mia. Quella sera ci fu un temporale che fece scattare la corrente. Io mi preoccupai di quelle suore che erano rimaste allo scuro e pensai bene di portare loro delle candele. Fu il primo incontro con sr Maria: un viso dolce, un sorriso affettuoso. A quella suorina mi affezionai subito. La sua voce pacata dava sicurezza e fiducia, per me era come una mamma, mi sapeva ascoltare e mi consigliava. Io la ricordo con affetto, la sua semplicità la rendeva grande, ogni volta che volevi era capace di rispondere a tante cose. La casa delle suore era sempre aperta. Sr. Maria era molto brava nel ricamo, sapeva ascoltarci. A scuola di Vita Familiare non capiva quando parlavamo in dialettto, ma lei rideva. Per tutte quelle volte si recava a trovare la mia mamma Grazie, Grazie.

Mi manca tanto; la sera la ricordo nelle mie preghiere con tanto affetto.

Grazie sr. Maria per essere stata tra noi.

Le mamme di Scuola di Vita Famigliare

Chiesa di Dio, popolo in festa

Tra le case ove ferve la vita ce n’è una con la porta aperta per chi vuole entrarvi: la CHIESA.

È la casa dei Figli di Dio, la grande famiglia umana. Eccoci, siamo venuti! Meglio dire: “Siamo stati convocati”.

Il Vescovo è tra noi, il suo saluto è augurio di pace ricambiato con gioia. È festa oggi, domenica particolare; si celebra a Porzano “la dedicazione della Chiesa Parrocchiale”, edificata da oltre 250 anni. Noi di Leno vi siamo legati.

La liturgia ha similitudine a quella battesimale. La Benedizione dell’acqua con l’aspersione dà inizio alla cerimonia: è la Benedizione del Popolo Santo, pronto ad accogliere la Parola di Dio di questa sesta domenica del Tempo Ordinario. “Voi siete il Sale della terra… Voi siete la Luce del mondo…” è parola del Signore proclamata dall’ambone; l’assemblea ascolta in piedi e, con la sua risposta, manifesta il Volto di Amore del Padre. Il canto delle Litanie dei Santi unisce la Chiesa della terra alla Chiesa del Cielo; è un coro stupendo di voci che ripetono “prega per noi” Maria la Madre di Gesù e Madre nostra apre lo stuolo di Santi. San Martino, nostro patrono intercede per noi, “pietre vive”.

Segue profondo, commosso silenzio: il Vescovo unge con il Sacro Crisma le pareti della Chiesa, le colonne sulle quali verranno affisse le dodici croci: è il segno visibile del Mistero di Cristo e della Chiesa Sua Sposa. Ora il fumo dell’incenso sale gradito a Dio, è profumo di Cristo. Un fascio di luce avvolge il Sacro Tempio. La “Luce di Cristo” illumina l’edificio, il volto, il cuore di tutti i presenti chiamati ad essere “la luce del mondo”.

La chiesa risplende ed è tutta bella d’arte, d’armonia. Alla nostra Chiesa particolare si addicono le espressioni stupende dedicate alla Chiesa Universale: “Chiesa Santa, vigna eletta del Signore, Chiesa Beata, dimora di Dio, Chiesa Sublime, ove splende perenne la lampada dell’Agnello”, lieta risuoni la Liturgia di Lode e la Voce degli uomini; da te salga “la preghiera incessante per la Salvezza del mondo”.

Sr. Maria Pia

Guarda le immagini della cerimonia:

Consacrazione della chiesa di Porzano