Pronti nel momento del bisogno

Come tutti ben sappiamo, i fatti che hanno colpito la nostra Nazione ed il mondo intero in questo inizio anno, hanno sconvolto le vite di molti con eventi luttuosi e difficoltà sociali ed economiche.

Noi del Gruppo Alpini Leno abbiamo cercato di farci trovare pronti nel momento del bisogno, contribuendo a dare un piccolo aiuto alla nostra comunità facendo da supporto al Comune ed alla Protezione Civile Comunale nella consegna delle spese e dei farmaci alle persone colpite da Covid19 senza supporto famigliare, o agli anziani impossibilitati ad uscire; successivamente abbiamo supportato la Protezione Civile Comunale nella distribuzione delle mascherine.

É stata un’esperienza che ci ha segnato molto, sopratutto sotto il profilo umano.

Sono tante le emozioni provate e condivise in questo periodo: tra le più commoventi per noi Alpini, era intravedere un piccolo sorriso di speranza negli occhi delle persone sofferenti che stavamo aiutando, o ricevere una pacca sulla spalla come segno di ringraziamento, o sentirsi urlare “grazie ragazzi” da quelle poche persone che c’erano in strada o in coda in farmacia. Abbiamo persino ricevuto un disegno con dedica da parte dei ragazzi di una comunità del nostro paese che desideriamo ringraziare… queste sono situazioni ed emozioni da pelle d’oca che ci riempivano il cuore di speranza.

Non è affatto facile descrivere queste sensazioni, sopratutto per noi Alpini, uomini che hanno la penna sul cappello e nel cuore e che spesso, agli occhi di tante persone, possiamo sembrare rudi, scontrosi o più forti degli altri, ma non è così! 

Siamo persone semplici come tutti voi, semplici ed umili Alpini che hanno cercato di aiutare anche solo con una parola di conforto chi aveva bisogno e soffriva. Quel poco che abbiamo fatto come sempre lo abbiamo fatto col cuore e durante le serate di quei terribili giorni, finito il servizio tornavamo a casa dalle nostre famiglie,  tolta la pettorina, i guanti, la mascherina e il cappello, spesso ci capitava di ripensare alle emozioni provate durante la giornata, alla sofferenza dei tantissimi malati, agli occhi lucidi di chi, impaurito, si sforzava di farti un sorriso… e nel turbinio di queste emozioni che ritornavano nelle nostre menti ci veniva da piangere.

Desideriamo dedicare un pensiero e una preghiera ai tanti, troppi nonni, genitori, parenti o amici che in questo periodo in completa solitudine, senza nemmeno poter dare loro l’ultimo saluto e una degna sepoltura ci hanno lasciato.

Saranno per sempre i nostri Angeli custodi, preghiamo per loro che ci diano la forza di andare avanti e la speranza di un futuro ricco di pace e di salute per tutti.

Un saluto ed un abbraccio dal GRUPPO ALPINI LENO

do.Mani alla speranza

I principi ispiratori delle azioni del Fondo diocesano di solidarietà sono la gratuità, la corresponsabilità, la carità e la trasparenza. Alla data del 28 aprile sono stati raccolti 214.402 euro a cui si aggiungono i 250mila euro messi a disposizione dalla Caritas

Il vescovo Tremolada per rispondere alle gravi emergenze generate dall’epidemia Covid-19, in occasione del Giovedì Santo, ha istituito il Fondo diocesano di solidarietà “do.Mani alla speranza” al quale sono chiamati a contribuire tutti i fedeli e primariamente “la Caritas diocesana e i ministri ordinati, in particolare i presbiteri”. Il Regolamento del Fondo di solidarietà, dopo la presentazione al Vescovo e al Consiglio episcopale, è stato approvato dal Collegio dei Consultori e dal Consiglio diocesano affari economici. Alla data del 28 aprile sono stati raccolti 214.402 euro a cui si aggiungono i 250mila euro messi a disposizione dalla Caritas.

I principi ispiratori. I principi ispiratori delle azioni del Fondo sono la gratuità, la corresponsabilità, la carità e la trasparenza. I contributi per la costituzione del Fondo potranno pervenire dall’Ente Diocesi, dalla Caritas, che fin dall’inizio provvede alla erogazione di 250mila euro, dai sacerdoti e diaconi, dai laici, da Enti, Congregazioni religiose, Associazioni, Istituti di credito e Fondazioni, e da eventuali raccolte finalizzate da parte delle comunità parrocchiali. Le offerte dovranno essere tracciate, pertanto potranno pervenire in due modalità: con bonifico avente come beneficiario la Diocesi, Iban IT63C 03111 11236 0000 0000 3463 Causale Fondo solidarietà Covid-19; con assegno bancario da consegnare all’Ufficio amministrativo della Curia indicando come beneficiario “Diocesi di Brescia – Fondo Solidarieta’ Covid-19”. L’elenco dei donatori resta riservato.

La gestione. La liquidità del Fondo diocesano di solidarietà viene gestita direttamente dalla Caritas Diocesana attraverso i parroci con criteri di capillarità, collaborazione e sussidiarietà. In prima istanza, nelle varie parrocchie i parroci in sinergia con le Caritas parrocchiali raccolgono le domande di aiuto attraverso modelli già predisposti; successivamente le richieste firmate dal parroco sono inviate alla Caritas diocesana, che procede a devolvere le risorse disponibili del fondo secondo la modalità concordata con il parroco. L’erogazione, a fronte di un reddito familiare percepito, è prevista per non più di tre mesi fino ad un massimo di: 400 euro al mese se singolo; 700 euro al mese se 2 componenti; 1.000 euro al mese per più componenti.

Altre forme di sostegno. Rimangono in essere le forme di sostegno previste nell’iniziativa “Mano Fraterna” di Caritas: può offrire una risposta più ampia ai bisogni delle persone. Caritas mantiene l’impegno di accompagnamento alla ricollocazione lavorativa attraverso il progetto “Sostegno all’occupazione”. La collaborazione dell’Ufficio per l’impegno sociale con Acli e Mcl sostiene un orientamento per chi ha perso il lavoro. Caritas e il Consultorio Diocesano hanno, inoltre, attivato il servizio “Accanto a te”, uno spazio di ascolto e supporto psicologico, spirituale nell’emergenza.

Qui Caritas Parrocchiale

Per informare

Poche le informazioni da condividere. Passato il Santo Natale e la pausa di chiusura del Centro d’Ascolto e della Scuola d’italiano, la vita è ripresa in pieno.

La raccolta di offerte presso il Tigotà, in cui ci siamo impegnati a confezionare pacchi-regalo ci ha dato l’opportunità di poter contare sulla generosità e la sensibilità di molte persone. In questa azione siamo state aiutate anche da qualche amica straniera.

Raccontarsi per condividere le esperienze

Trova il tempo… per il prossimo

Spinta dal desiderio di dedicare un po’ del mio tempo al prossimo che vive nella sofferenza, da circa un anno collaboro come volontaria al gruppo della “Caritas parrocchiale”.

Ho conosciuto tante persone che in sinergia, dedicano il loro tempo per occuparsi delle tante iniziative della Caritas sul nostro territorio.

Una volta al mese svolgo il mio servizio al centro d’ascolto, che ha come obiettivo: accogliere, ascoltare, individuare i bisogni e ricercare soluzioni attraverso le risorse disponibili per le persone in difficoltà.

Queste persone con umiltà vengono a cercare aiuto economico e non solo… Dai loro racconti percepisco la tanta sofferenza presente nella loro vita; spesso sono persone che provengono da paesi stranieri, vivono lontano dalle proprie famiglie. Nei loro occhi vedo tristezza e penso che essere lì per loro ad ascoltarli è anche un modo per non farli sentire soli.

Ascoltare non sarà la sola soluzione a tutti i loro problemi, ma probabilmente in quel momento si sono sentiti accolti, considerati e mi auguro di riuscire a donare loro un po’ di speranza nel futuro e nell’amore fraterno.

M.
Volontaria Caritas

Solidarietà alpina

Il 19 gennaio, presso la sede del Gruppo Alpini Leno, si è svolta l’assemblea annuale dei soci ed è stata l’occasione per fare il punto dell’attività del nostro Gruppo e di tracciare il bilancio del 2019, anno intenso che ci ha visto impegnati su diversi fronti sempre all’insegna dell’alpinità e della solidarietà.

Grazie alle nostre iniziative che riusciamo ad organizzare nell’arco di un anno ma sopratutto grazie alla generosità ed alla massiccia partecipazione di voi cittadini, quest’anno siamo riusciti a devolvere in beneficienza la cospicua somma di €. 4.000,00 che risulta essere ben maggiore rispetto a quanto devoluto nel 2018.

Le somme donate sono state così suddivise:

  • Nuova Nikolajewka Brescia € 2.000,00
  • “Ocio a la pèna”: € 100,00
  • Colonia “Casa Irma”: € 200,00
  • Sede Sezionale Brescia: € 300,00
  • “La Badia”: € 100,00
  • Parrocchia Leno: € 500,00
  • Oratorio Leno: € 400,00
  • Collaboriamo: € 200,00
  • Centro residenza per disabili Tonini/Boninsegna € 200.00

Ci sentiamo in dovere di ringraziare nuovamente tutti voi cittadini che ogni anno ci sostenete numerosi, ci volete bene e sempre dimostrate tanto affetto nei nostri confronti. É proprio per questo che noi onoriamo con fierezza il nostro cappello che portiamo, impegnandoci sempre ad essere concreti, onesti e affidabili.

Volgiamo un particolare ringraziamento ai nostri Veci Alpini, che con la loro esperienza ci aiutano a superare le numerose difficoltà; desideriamo inoltre dedicare un pensiero a tutti i nostri cari Alpini “andati avanti” che da lassù ogni giorno ci proteggono, i quali ci hanno trasmesso i veri valori alpini ed è anche grazie a loro se oggi raccogliamo i frutti dei nostri successi.

Noi siamo già in pista, pronti ad affrontare un 2020 ricco di impegni e… perchè no anche qualche novità!

Continuate a starci vicino e restate aggiornati sulle nostre iniziative seguendoci sulla nostra pagina ufficiale di Facebook “Gruppo Alpini Leno” o Istagram “gruppoalpinileno”.

Un saluto e un caloroso abbraccio a tutti dalle Penne Nere.

Gruppo Alpini Leno

Qui Caritas parrocchiale

Per informare

Non si può che partire dai cambiamenti: monsignor Palamini, lasciando la parrocchia per altri incarichi come vicario vescovile, lascia anche il compito di presidente della caritas parrocchiale.

A lui il nostro grazie per la sua presenza e per come, in questi anni, ha guidato la caritas; a lui i nostri auguri per le sfide che lo attendono.

Un’annotazione sulle Giornate della solidarietà, la Festa della Caritas il 17 e 18 agosto scorsi in oratorio: una festa briosa e partecipata con un tempo bello che ha premiato l’impegno di quanti si sono attivati per la sua buona riuscita. In entrambe le sere, infatti, molte persone si sono sedute ai tavoli dello stand gastronomico per gustare le varianti della porchetta e altro e hanno ballato al ritmo della musica proposta aspettando anche l’estrazione dei numeri della ricca lotteria. Grazie a quanti, piccoli e grandi, con la guida dell’artista Giuliana Geronazzo, si sono divertiti, nel pomeriggio di sabato sotto il portico, a costruire la loro maschera con giornali e vinavil e a dipingerla con le tempere. Grazie a lei e a suo figlio Giacomo Filippini per aver messo a disposizione, per una mostra, alcune loro opere: chi le ha viste ne ha veramente goduto. Grazie anche a chi ha avuto la curiosità di fermarsi alla bancarella dei libri.

Raccontarsi per condividere le esperienze

Diventare volontaria Caritas per me, V., è stata una grande provvidenza. Penso che sia importante stare con la gente senza chiudersi nel proprio Io: si impara a vivere, a riconoscere i propri limiti a tentare di superarli e magari anche ad accettarli. Con l’ascolto reciproco ed il dialogo.

Da tempo, per questi motivi, desideravo dedicare un po’ del mio tempo agli altri ma non sapevo come. L’opportunità mi è stata data con l’adesione alla Caritas.

Stando alla Caritas ho ricevuto tanti doni; tra questi: il senso di appartenenza , la consapevolezza di far parte di una comunità, che ha lo stesso punto di riferimento e lo stesso obbiettivo. Ognuno con le proprie differenze ma fratelli nei valori. Grazie!

Per suscitare relazioni

Rilanciano anche l’iniziativa Offerte mensili mirate a progetti specifici: è stata già collaudata e durante quest’anno a due famiglie è stato assicurato un aiuto finanziario per molti mesi. Si assicura  l’informazione puntuale a chi aderisce.  GRAZIE a chi raccoglierà l’invito.

  

Qui Caritas parrocchiale

In questo articolo, considerando che proprio il 17 e 18 agosto si celebra la Festa della Caritas e “accorpando gli spazi di informazione, testimonianza, relazione”, diamo spazio alle parole del parroco, monsignor Giovanni Palamini che, intervistato, ha cortesemente risposto alle nostre domande in questo modo.

Cosa significa per lei la Caritas?

É una realtà fortemente voluta dalla Chiesa dopo il Concilio Ecumenico Vaticano II, per sollecitare le Chiese locali, ma anche le parrocchie, ad essere “protagoniste” nell’ambito del servizio all’uomo nei suoi bisogni. Nella Chiesa fin dagli inizi è sempre esistita una struttura caritativa, che rendesse evidente l’amore di Gesù Cristo soprattutto per i poveri, gli ammalati, gli ultimi. Pensiamo ai primi sette diaconi, costituiti proprio per il servizio caritativo; la raccomandazione fatta dai dodici Apostoli a Paolo, perché non si dimenticasse dei poveri; le varie confraternite della carità nate lungo i secoli; associazioni e istituti religiosi sorti col carisma di servizio ad ogni tipo di povertà; il servizio dei monasteri e dei conventi ai poveri; la diffusione della San Vincenzo …

Ma il fatto che la Chiesa abbia voluto che in ogni parrocchia di costituisse la Caritas ha significato il prendere coscienza che la carità non si può delegare, è compito di ogni comunità cristiane e, in essa, di ogni cristiano. Il compito della caritas parrocchiale, infatti, non è quello di “delega” al servizio dei poveri, ma, piuttosto, di testimonianza, di sensibilizzazione e di animazione della dimensione caritativa della vita della comunità cristiana.

Prima di diventare parroco di Leno,  quali esperienze ha fatto nella Caritas?

Da curato, con i ragazzi e i giovani, abbiamo fatto dei cammini di sensibilizzazione alla dimensione caritativa della vita cristiana; soprattutto col gruppo scout e con l’azione cattolica abbiamo fatto parecchie esperienze di servizio sia ai “poveri”, che alla comunità nei momenti del bisogno. Quando, poi, ho fatto servizio diocesano nella pastorale vocazionale, ho avuto la possibilità di collaborare da vicino con la Caritas Diocesana e condividere i progetti che veniva proposti per rispondere non solo ai bisogni dei poveri della nostra Diocesi, ma a quelli del mondo intero, soprattutto nei momenti di catastrofi naturali, di guerre, di carestie e quant’altro. Giunto a Castenedolo come parroco ho ereditato una bella realtà caritativa: un Caritas parrocchiale bene avviata e ben organizzata. Ho continuato il lavoro avviato, sostenendo soprattutto la formazione dei volontari e aprendo alle sollecitazioni della Diocesi.

La Caritas parrocchiale di Leno si è rinnovata con lei quattro anni fa: come?

Anche qui sono partito da ciò che già esisteva: un servizio ai poveri portato avanti da alcune persone in stretta collaborazione con il parroco e con l’Associazione Non solo noi e con puntuale riferimento all’Ufficio dei servizi sociali del Comune. 

Ho ritenuto opportuno allargare il numero delle persone che si incaricassero di testimonianza, animazione e servizio caritativo nella e con la parrocchia, ritenendo che si dovesse ampliare il riferimento alla Caritas Diocesana e ai servizi da lei offerti alle Caritas parrocchiali. Così abbiamo organizzato un corso di formazione per animatori della carità e del centro di ascolto, condotto dagli operatori della Caritas Diocesana, per essere pronti a rispondere in modo sempre più cristiano e sempre più adeguato alle povertà del nostro territorio. Un bel gruppo di adulti ha risposto a questa proposta ed ora, come parrocchia, possiamo essere orgogliosi di un buon servizio reso alla comunità come testimonianza, animazione e aiuto ai poveri, sostenuti dalla comunità stessa. Naturalmente il cammino non è terminato. E’ per questo che i volontari  continuano il percorso di formazione presso la Caritas Diocesana e mantengono un continuo riferimento alla stessa. Inoltre abbiamo potenziato il micro-credito, già attivato da alcuni anni nella nostra Zona pastorale e abbiamo avviato l’opportunità di attingere alla proposta delle “Briciole lucenti”, che ci permette di attingere per una parte agli aiuti della Caritas Diocesana per aiutare i poveri a sostenere le spese scolastiche, di salute e per le utenze della casa.

Il 17 e 18 agosto le giornate della solidarietà – 4^ Festa della Caritas: quale il suo bilancio sulle feste già avvenute?

Credo non sia ancora stato compreso il significato di queste “giornate della solidarietà”, ma la perseveranza ci premierà. Da punto di vista economico non abbiamo certo avuto un gran successo; del resto sono solo due giornate nel bel mezzo delle ferie agostane. Ritengo, però, che chi le ha frequentate abbia almeno colto il primo dei motivi che ci muove a questa manifestazione: testimoniare e sensibilizzare a sentirsi tutti responsabili del servizio caritativo ai poveri, che ha molti aspetti: materiale, culturale, religioso, sanitario… Ciascuno contribuisce come può e come è capace: chi facendosi volontario; chi contribuendo con i propri mezzi materiali, culturali, spirituali, chi segnalando alcune povertà non conosciute; chi pregando… ma tutti convinti che ogni cristiano ha il dovere di aprire mente, cuore, mani per il servizio dei poveri a nome di Gesù e della Chiesa.

La Caritas parrocchiale si è rinnovata intorno ad un progetto organico dal nome evocativo e suggestivo “La mano fraterna” con 5 dita, 5 settori di attività: come valuta l’attuazione di questo progetto per ciascuna delle 5 dita?

Il primo dito ha come tema quello dell’ascolto: ascoltare. E’ un servizio importante e non va fatto solo con l’orecchio e la mente, ma anche con il cuore. Spesso le prime richieste che vengono avanzate dai poveri non sono quelle reali, anche se sono le più immediate e le più urgenti. Si tratta di aiutare a comprendere gli autentici bisogni. Per questo ci vuole tempo, pazienza e costanza, insieme alla volontà di accompagnamento.

Il secondo dito ci richiama all’offerta di aiuto materiale: distribuire. Questo compito viene svolto da un gruppo che si interessa anche di reperire, insieme con tutti i gruppi e associazioni che partecipano a Nonsolonoi, gli alimenti da distribuire durante l’anno alle famiglie bisognose. Qualcosa si raccoglie nel cesto in fondo alla chiesa, due volte l’anno si fa la raccolta alimentare ai centri commerciali, si fanno le spese all’Ottavo giorno (struttura diocesana dove si acquista il doppio di ciò che si paga) e qualcosa si acquista con le offerte private o con i proventi delle offerte dalla “vendita” di mobili usati.

Il terzo dito ci invita alla consolazione nell’attenzione soprattutto agli ammalati e anziani: non temere. Questo servizio è svolto soprattutto dai ministri straordinari della comunione eucaristica, che visitano gli ammalati e anziani e portano loro il conforto dei sacramenti e della benedizione del Signore, facendoli sentire vicini alla comunità cristiana e dando loro la certezza di non essere dimentica. 

Il quarto dito l’apostolato della preghiera: “Prega il Padre tuo”.

Tutto quanto proposto sopra non si sostiene se a fondamento non c’è l’incontro quotidiano con l’amore di Dio-Trinità. Per questo, lungi dall’essere un gruppo o una attività a parte, questo è compito e gioia di tutti: pregare Dio ogni giorno, personalmente o in gruppo, perché la carità che operiamo verso il prossimo sia sempre espressione dell’amore di Dio per ogni uomo e non cadiamo nella tentazione di cercarvi un tornaconto, una gratificazione, un ruolo che ci faccia sentire qualcuno … insomma, che non sia semplicemente un appagamento del nostro orgoglio personale, ma un servizio fatto con la Chiesa, per la Chiesa, nella Chiesa e, quindi, nello stile della gratuità, perché gli uomini possano sentire, anche attraverso la nostra opera, la mano di Dio che li accarezza, li sostiene, li accompagna, li salva.

Infine non possiamo negare l’importanza nell’ambito della carità del Gruppo S. Vincenzo.

Mantiene la sua autonomia, in quanto associazione con un proprio statuto. Ma, in quanto è di ispirazione cristiana e opera nel settore della carità all’interno delle nostre parrocchie, è bene che partecipi agli incontri della Caritas, sentendosi parte a pieno titolo. Qui può dare o chiedere aiuto per la conoscenza che ha della povertà lenese. 

Come parroco, quale valutazione può dare sulle iniziative e sul lavoro dei volontari Caritas?

Sono orgoglioso del loro prezioso, umile e perseverante servizio. Noto un forte impegno, profonda consapevolezza di essere strumento dell’amore di Dio e della missione della Chiesa verso i poveri. Inoltre riconosco un desiderio forte di condivisone e di comunione nel servizio caritativo, riconoscendo che il cammino è faticoso, in quanto le esperienze da cui i volontari provengono e le modalità di attuazione che ognuno propone sono a volte molto diverse e richiedono molto dialogo e confronto umile, cose non facili.

Riconosco molto impegno anche nella formazione e nella ricerca di modi sempre nuovi per animare  e suscitare la carità dentro la comunità. Dunque, una vivacità che fa ben sperare nel futuro della nostra comunità riguardo alla dimensione caritativa.

Per questo spero che la testimonianza dei volontari sia sempre più visibile anche presso i più giovani, che possono offrirsi per un servizio sempre più fresco e qualificato, considerata la loro capacità innovativa e di dedizione a chi è nel bisogno, ma anche la loro competenza nell’uso dei nuovi strumenti e metodi per intercettare e rispondere alla povertà antiche e nuove.

Tradurre la Parola

Per l’iniziativa di solidarietà, l’Azione Cattolica ha scelto “di guardare ai giovani disoccupati e di scendere in campo per loro”

“Dopo esserci impegnati a custodire la memoria della nostra storia di fedeltà a Dio e all’uomo per discernere l’essenziale della nostra vocazione, nel secondo anno del triennio associativo ci lasceremo provocare in modo particolare dal tema della popolarità, una delle attenzioni scaturite nella XVI Assemblea diocesana e unitamente alla cura della parrocchia, al dialogo e confronto con le culture, alla cura della vita del laico”. Così si è espressa Giuliana Sberna, presidente diocesana dell’Azione Cattolica, nell’ultimo numero di Ac Notizie. Domenica 16 l’Azione Cattolica si è ritrovata per la tradizionale assemblea di inizio anno. Il tema, scelto anche dal Consiglio Nazionale e proposto al convegno delle presidenze (“un Popolo per tutti”) nel maggio del 2018, prende le mosse dalle parole provocatorie che papa Francesco ha rivolto ai membri del Fiac il 27 aprile 2017 e dal numero 6 dell’esortazione “Gaudete et exultate”.

“Oggi ancora piccoli e grandi, adulti e giovani, laici e pastori insieme scegliamo di scommettere nella possibilità di vivere l’incontro con il Signore, di continuare a vivere l’esperienza di un popolo che cammina accompagnando, e che accompagnando aiuta a diventare grandi nella vita. Per la nostra associazione ciò significa – continua la presidente – proseguire l’impegno assunto con il documento assembleare a essere ‘con tutti e per tutti’, a porsi in ascolto delle domande, a trovare linguaggi e forme perché il Vangelo arrivi a tutti. Significa continuare lo sforzo di guardare alla vita quotidiana delle persone, delle famiglie, delle comunità non soltanto per crescere nella capacità di guardare con grande attenzione alla vita quotidiana degli altri, ma anche per aiutare le persone a guardare alla propria vita come lo spazio, il tempo abitato da Dio”.

L’iniziativa di solidarietà. Ogni anno l’Azione Cattolica insiste sulla cura del legame associativo, che “vuole esprimere la cura per la vita di ogni persona”. In questo scenario trova collocazione e senso l’Iniziativa di Solidarietà diocesana che, tra le forme di nuova povertà che caratterizzano la nostra società postmoderna, ha scelto “di guardare ai giovani disoccupati e di scendere in campo per loro, di stare al loro fianco per fare emergere e rendere visibili a loro e agli altri le loro potenzialità, i loro talenti”. E come indicato dall’icona biblica di Marta e Maria, scelta per il prossimo anno associativo, per realizzare tutto ciò “Di una cosa sola c’è bisogno”: “ascoltare e tradurre in vita la Sua Parola, trovare il giusto equilibrio, occuparsi e non preoccuparsi per lasciare spazio all’ascolto e all’accoglienza dell’altro. Il Signore ci invita a guardarlo negli occhi a prestare attenzione alla Sua Parola e al contempo ai bisogni degli altri”.

Raccolta di Natale

Ogni anno con l’approssimarsi del Natale c’è un appuntamento particolare; infatti sabato 16 dicembre si è svolta la raccolta alimentare all’esterno dei cinque supermercati di Leno organizzata da Nonsolonoi e destinata alle famiglie in stato di necessità presenti sul territorio del comune.

Alle ore 8 in oratorio si sono radunati i rappresentanti delle associazioni partecipanti all’evento: Ass. Ad Gentes, gruppo Alpini di Leno, Associazione Carabinieri in congedo, Protezione civile, Oratorio di Leno con un folto gruppo di ragazzi e Caritas. Don Davide ha benedetto i volontari e ciascuno si è recato al proprio posto per distribuire volantini e sacchetti da consegnare ai clienti fuori da ciascun supermercato o nella sede di Nonsolonoi per sistemare quanto raccolto. Già verso il mezzogiorno la quantità di prodotti consegnati era alta, si pensava che i lenesi fossero andati a fare la spesa tutti al mattino, ma quando abbiamo cominciato a raccogliere i frutti del pomeriggio ci siamo resi conto che la quantità era superiore alle più rosee aspettative. Quanto ci è pervenuto dimostra come la generosità e la carità siano radicate nel cuore dei lenesi.

Un grazie di cuore a tutti i Lenesi: siete stati veramente grandi, con il vostro gesto avete contribuito a permetterci di poter aiutare quanti sono bisognosi di aiuto. Ovviamente un grazie particolare a tutti i volontari che hanno partecipato a questa iniziativa.

Associazione Nonsolonoi e Caritas parrocchiale

Quattordici anni fa, sospinta dalla volontà di alcuni gruppi (Parrocchia – Associazione Ad Gentes – gruppo Alpini Leno – Opera S.Vincenzo) e su suggerimento del Comune di Leno mossi da un obiettivo comune, nasceva la rete solidale “nonsolonoi” con il chiaro scopo di aiutare chi si trovava in difficoltà soprattutto economica fornendo mensilmente pacchi alimentari e vestiario.

Il gruppo di volontari che ne faceva, e ancora ne fa parte, in collaborazione con l’Ufficio Servizi Sociali del comune di Leno, individuato un gruppo di famiglie in stato di necessità iniziò la sua missione. All’inizio erano solo 15 famiglie con circa 50 persone assistite, poi con il passare degli anni ed il sopraggiungere della crisi il numero crebbe giungendo fino a 117 nuclei con più di 500 assistiti, sempre verificati ed autorizzati dai Servizi Sociali del Comune. Abbiamo cercato di organizzarci al meglio in modo da non creare differenze, ma distribuire in modo adeguato al numero dei componenti il nucleo assistito. Gli anni sono trascorsi ma il vento dell’entusiasmo che trascina i volontari è sempre forte alimentato dalla generosità dei lenesi che oltre ad esserci vicini con la preghiera, lo sono con il loro aiuto materiale sempre prezioso, i costi per l’approvvigionamento, infatti, come è facilmente comprensibile, sono elevati nonostante il prezioso aiuto che proviene dall’opera S. Vincenzo e dall’Aiuto Nazionale (ex Agea) e da Caritas Diocesana (ottavo giorno) che fornisce alimenti a prezzo ridotto.

Negli ultimi anni si è instaurata una fattiva collaborazione con il gruppo 29 maggio di Ghedi che ci rifornisce di prodotti freschi a breve scadenza – latticini salumi ecc. – e soprattutto di frutta e verdura da distribuire ai nostri assistiti.

La nostra solidarietà a favore di…

Le iniziative sostenute dalla Commissione Missionaria, hanno come obiettivo l’eliminare alla base le cause di povertà e puntare sulle risorse culturali, sociali ed economiche dei popoli coinvolti.
Le aeree di intervento sono:                                                                                                      

  • Il sostegno ai missionari nelle loro opere di evangelizzazione.
  • La pastorale nelle forme della catechesi e della liturgia.
  • La promozione umana con le proposte dei corsi di alfabetizzazione, dell’educazione sanitaria e della formazione professionale.

I nostri referenti sono missionari di origine lenese e non. Nello specifico: sacerdoti, religiosi e laici che operano attraverso il Centro Missionario Diocesano, Padri Comboniani e Saveriani, lo S.V.I. e alcune associazioni.

Nel 2016 abbiamo sostenuto con l’attività estiva della Menonera Missionaria e del Mercatino di Solidarietà Natalizia:

  • Padre Eugenio Petrogalli (missionario lenese in Ghana-Africa).
  • Suor Erminia Petrogalli (missionaria lenese in Sud-Sudan – Africa).
  • Don Roberto Ferranti (referente missione Rrshen – Albania).
  • Suor Agata Gressioli (missionaria lenese in Cile).
  • Sostegno allo studio di un seminarista indigeno.
  • Padre Silvio Turazzi (referente progetto Goma nella Repubblica Democratica del Congo – Africa).
  • Maestre Pie Venerini per i loro progetti missionari.
  • Servizio dei Padri Oblati alla Parrocchia.
  • Sostegno alle attività della Caritas locale.
  • Sostegno alle attività dell’Oratorio San Luigi.
  • Contributo in memoria di tre famigliari di amici tornati alla casa del Padre.
  • Contributo anonimo tramite la Parrocchia.
  • Contributo alla Diocesi delle Marche per il terremoto.

Ringraziamo quanti partecipando alle nostre iniziative, ci hanno permesso di sostenere i progetti sopra citati.

Ricordiamo che le attività della Commissione Missionaria sono:

  • Sensibilizzazione pastorale e missionaria attuata in Parrocchia (in collaborazione con il Centro Missionario Diocesano), condivisa con il Consiglio Pastorale Parrocchiale, con la Commissione Oratorio, con la Commissione Zonale Missionaria (dove abbiamo nostri rappresentanti), creando “rete” con altre commissioni e gruppi parrocchiali, con un’apertura alle iniziative sociali del territorio.
  • Menonera Missionaria.
  • Mercatino di solidarietà natalizia.
  • Bollettino parrocchiale “la Badia” attraverso la stesura delle pagine missionarie.
  • Divulgazione della stampa missionaria in Chiesa.
  • Collaborazione con l’Associazione “Ad Gentes” che segue la vendita dei prodotti equo-solidali presso la sede in via Re Desiderio.

Con le iniziative dell’ Associazione ad Gentes nel 2016 si sono sostenuti:

  • Don Vincenzo e Suor Rosaria per progetto: “Villaggio della Speranza” (Tanzania-Africa).
  • Adozioni progetto: “Museke” (Africa).
  • Adozioni a distanza: “Associazione senza Frontiere” (Brasile).
  • Peppo e Adriana Piovanelli per progetto: “Centro del Artes San Nicolas” (Jiigua – Ecuador).
  • Don Roberto Ferranti (referente progetto in Rreshen – Albania).

Chi fosse interessato a conoscerci e ad unirsi a noi, può contattare                                                     Sig. Marisa Pietta al numero : + 3381901306                                                                                       Mons. Giovanni Palamini al numero: + 030906512