Le coccole per i bambini abbandonati

L’Associazione I Bambini Dharma si presenta

I Bambini Dharma è un’organizzazione di volontariato che si impegna a garantire accoglienza e amorevoli cure ai neonati non riconosciuti e ai bambini abbandonati e disagiati, che sono ricoverati presso l’Ospedale dei Bambini degli Spedali Civili di Brescia e presso la Fondazione Poliambulanza di Brescia. Si tratta spesso di bambini “sospesi”, fra un parto non desiderato e un futuro incerto, privo della sfera affettiva su cui ogni essere umano dovrebbe contare. Oppure di bambini abbandonati, non voluti per molte e diverse ragioni, tra le quali anche la presenza di gravi patologie rare, lasciati a volte in situazioni o luoghi pericolosi per la loro stessa sopravvivenza, spesso salvati per caso da mani amorevoli che li consegnano alle autorità.

La legge (DPR 396/2000, art. 30) consente alla madre di non riconoscere il bambino e di lasciarlo nell’Ospedale dove è nato, affinché gli siano assicurate l’assistenza e la tutela giuridica. Il nome della madre rimane in questo modo per sempre segreto e nell’atto di nascita del bambino viene indicato “nato da donna che non consente di essere nominata”.

Coccole e Valigie: il nostro impegno

A queste creature indifese diamo l’amore che è stato loro negato: lo chiamiamo “coccolaggio”, un caldo abbraccio ristoratore, una fiaba prima della nanna, la compagnia nei momenti di solitudine. I nostri volontari si alternano a fianco dei neonati e dei bambini, per tutti il tempo necessario durante il loro ricovero. Ci occupiamo anche delle mansioni pratiche durante i pasti o l’igiene e procuriamo loro tutti gli strumenti utili per rendere la degenza in ospedale più accogliente e confortevole: diamo loro il latte o la pappa negli orari stabiliti con personale infermieristico, facciamo il bagnetto o cambiamo il pannolino. I volontari cercano di sopperire alla mancanza di affetto, di amore o anche solo di una spalla su cui appoggiarsi. Senza questa presenza amorevole, queste creature vivrebbero i loro primi giorni di vita o i giorni di un abbandono del tutto soli, senza un abbraccio e senza una coccola.

I bimbi abbandonati alla nascita vengono al mondo nudi. Senza chi se ne prenda cura, il libro della vita rischia di rimanere bianco per loro. L’Associazione interviene acquistando tutto il corredo e raccogliendo in un diario i momenti più rilevanti. Vogliamo restituire a queste creature una storia: il momento della nascita rappresenta per ogni essere umano l’inizio di un cammino lungo il quale lasciare delle “impronte”. Per non permettere che il primo capitolo della loro vita rimanga bianco, cerchiamo di fermare i momenti quotidiani in un diario Il diario e il corredo sono inseriti in una Valigia, che sarà passata a chi – genitori affidatari o casa famiglia – accoglierà i bambini. Le Valigie sono predisposte e donate anche ai bambini maltrattati e disagiati. Come ogni bimbo è unico e speciale, così unica e speciale è la sua Valigia: pensata su misura per lui, non ce n’è una uguale a un’altra.

Nel tempo, abbiamo contribuito ad allestire presso i reparti ospedalieri degli spazi confortevoli per l’attività di coccolaggio, un “guscio” per rendere lo spazio più caldo e accogliente, in cui i bambini possano crescere il più serenamente possibile. Abbiamo acquistato e donato arredi, strumenti di cura, giocattoli per lo sviluppo cognitivo e motorio, passeggini, lettini e molto altro.

Grazie alla disponibilità di nostri soci e volontari, in accordo con i servizi sociali territoriali, in alcuni casi operiamo per ospitare alcuni bambini che escono dall’ospedale in famiglie accoglienti, che attuano un affido temporaneo, in attesa del percorso idoneo che i servizi preposti definiscono per ogni bambino.

Vogliamo essere una culla
per chi è venuto al mondo
senza un grembo.
Vogliamo essere un abbraccio
per tutti i bambini
che hanno bisogno di una spalla
su cui appoggiare il loro viso.
Vogliamo essere braccia aperte
per i genitori che hanno necessità
di un aiuto per coccolare i loro figli.

Aiutare l’infanzia, aiutare la vita.

La difesa, la cura e la protezione della vita sono il nostro primo impegno: la presenza di coccole alla vita abbandonata è una possibile speranza per tante donne in attesa di un figlio e che, davanti al dubbio di proseguire o meno la gravidanza, possono ricevere un supporto e la necessaria informazione per partorire in sicurezza e in anonimato, in forma del tutto legale. Per questo abbiamo creato un numero verde attivo 24 ore su 24 (800 642 358) e una mail dedicata (mammeaunbivio@ibambinidharma.it) per avere aiuto e supporto in ogni momento di incertezza.

Mamme e bambini durante l’emergenza Covid-19

Durante la fase emergenziale, il servizio ordinario di “coccolaggio” presso le strutture ospedaliere è stato sospeso e trasformato in un’attività di assistenza concordata con le strutture ospedaliere, per far fronte al bisogno di donne gravide e neo-mamme con bambini costretti al periodo di quarantena domiciliare. È stata quindi organizzata e gestita l’accoglienza presso due appartamenti (reperiti con contratto di affitto sul mercato immobiliare privato) di donne gravide o puerpere con neonato, dimesse e sottoposte ad un regime di sorveglianza sanitaria domiciliare, laddove le condizioni abitative e sociali della donna non erano ritenute idonee. Abbiamo sostenuto le spese di affitto, per il vestiario, per gli alimenti, l’igiene ambientale e personale, la sanificazione L’Associazione ha collaborato anche con alcuni servizi sociali territoriali (Comuni): dato che in questo periodo i nuovi inserimenti di minori in comunità alloggio sono stati bloccati, l’Associazione, tramite alcuni soci, ha ospitato temporaneamente alcuni neonati in attesa di inserimento nella Comunità. Coordinandoci con la Croce Rossa, abbiamo prestato supporto ai pazienti positivi al Covid-19 ospitati al Centro Pastorale di accoglienza “Paolo VI” di Brescia, ai quali abbiamo fornito vestiario e biancheria usa e getta durante il periodo di quarantena.

Il sogno della Bussola Magica

Il nostro sogno più ambizioso è realizzare la “Bussola Magica”, un luogo protetto e accogliente come una casa e una famiglia, una comunità educativa e di prima accoglienza in cui ospitare i bimbi ospedalizzati (non riconosciuti, abbandonati, allontanati dalle famiglie e/o disagiati) durante il periodo di attesa. Una dimora dove colmare le carenze affettive e materiali che subiscono ingiustamente, una “bussola” capace di dare orientamento a queste piccole anime in cerca di un posto nel mondo. I bambini non saranno più costretti a sostare per mesi in un reparto ospedaliero e nella nostra casa troveranno un vero nido e il conforto in un ambiente caldo e accogliente, con persone preparate e dedite alla loro cura.

Per sostenerci

Ogni bimbo ha diritto a un’infanzia spensierata, a un “giro” su un’altalena dove dondolare in allegria. Non tutti hanno la possibilità di farlo. Serve l’aiuto di tanti per essere l’albero forte e radicato che regge questa altalena e permetta ai bambini invisibili di avere le stesse opportunità dei coetanei più fortunati. Per aiutarci e per condividere l’impegno a favore dei bambini puoi dare il tuo contributo in vari modi:

  • puoi diventare “zio a distanza”, tramite una quota annuale di 36 euro necessarie alla preparazione delle valigie
  • puoi fare un bonifico bancario (IBAN IT95 D083 4054 6320 0000 0010 375) o tramite bollettino postale (CC 1024081323)
  • puoi donare il tuo 5xMille segnando nella tua dichiarazione dei redditi il Codice Fiscale dell’Associazione (97015620178)
  • puoi acquistare le pergamene e i biglietti solidali in occasione delle tue ricorrenze: battesimi, matrimonio, cresime, prima comunione (scrivi a pergamene@ibamabinidharma.it)
  • puoi aiutarci ad organizzare un banchetto di raccolta fondi presso la tua associazione, la tua parrocchia, il tuo luogo di lavoro
  • puoi diventare socio e partecipare alla attività dell’associazione diventandone volontario (scrivi a segreteria@ibambinidharma.it)

Per saperne di più e restare in contatto
Per rimanere in contatto con noi puoi visitare il nostro sito web www.ibambinidharma.it, le nostre pagine social su Facebook, Instagram e Linkedin.

Sede e Contatti

Sede legale: via Tomasoni 16 – 25024 Leno (BS)
Sede operativa. Via Bollani 20 – 25123 Brescia
Segreteria: aperta dal lunedì al giovedì ore 9-13
Tel. 333 7497117 – segreteria@ibambinidharma.it

Il sogno infranto

La villetta di Piera e Giovanni si trova poco fuori dal centro abitato, seminascosta da un lauro alto e fitto che delimita il giardino. E’ una casetta bassa, ampia, dai mattoni a vista, con le persiane bianche e il tetto di ardesia. E’ molto graziosa, anche se ai tempi della costruzione qualcuno in paese aveva sentenziato che assomigliava più a una casa del Nord Europa che della provincia lombarda. C’è perfino una piccola piscina; ma forse nessuno vi ha mai preso un bagno. Certo non di recente: l’acqua è leggermente torbida e numerose foglie galleggiano sullo specchio verdastro.

La bellezza e la malinconia di quell’atmosfera sono, in fondo, lo specchio della vita di Piera e Giovanni. Entrambi sessantaquattrenni, ormai sono sposati da più di quarant’anni. A sessant’anni Giovanni aveva ceduto il negozio di ferramenta che si trovava proprio nel centro del paese e che gli aveva consentito di accumulare una piccola fortuna, e si era ritirato. La moglie aveva lavorato un po’ prima di sposarsi, ma poi aveva deciso di fare la casalinga a mezza giornata, dedicando l’altra mezza a dare una mano a Giovanni in negozio. Il tutto senza affanni: la salute era buona; gli affari andavano bene; Giovanni aveva assunto due commessi; un commercialista gli controllava i conti… Se la moglie avesse voluto, sarebbe potuta rimanere a casa.

Tutto è sempre andato bene, tranne un particolare: Piera e Giovanni ormai da molto tempo non si parlano praticamente più. Non che ci siano litigi, musi; non che i due in fondo non si vogliano bene o che abbiano mai pensato di lasciarsi. Anzi: nel profondo ciascuno dei due sa che l’altro è importante. Semplicemente è come se i due non avessero mai niente da dirsi.

Chi li avesse conosciuti da fidanzati, però, non li riconoscerebbe. E non già per i capelli bianchi e le rughe, ma proprio per il carattere.

Piera era una ragazza dolcissima, sensibile, ma pure allegra e perfino esuberante. Il suo sogno – un sogno coltivato fin da quando era adolescente – era una casetta dai mattoni rossi, con il lauro e magari pure la piscina, e poi… tanti bambini. Il suo sogno si era realizzato; tranne che per i bambini.

Non che Giovanni non ne volesse. Qualche volta, prima di sposarsi con Piera, sapendo le intenzioni di Lei, scherzando diceva: “Ma tu vuoi una famiglia o un’intera scuola materna!?”. Però, appunto, scherzava soltanto. Anche a lui, giovane buono, lavoratore infaticabile, un po’ taciturno, ma anche grande ascoltatore, piacevano molto i bambini.

Dopo i primi anni di matrimonio erano iniziate le visite, gli esami. E il problema era proprio in Giovanni. Iniziarono altri esami, e cure, e ancora esami…

Niente da fare.

Il sogno di Piera si era infranto proprio contro colui che avrebbe dovuto realizzarlo.

Lui iniziò a sentirsi in colpa e da taciturno che era si chiuse in una progressiva introversione. Lei iniziò a provare rabbia verso il marito, ma… riconosceva che non era giusto infierire contro di lui che, in fondo, non aveva colpa di tutto ciò. Così, anche lei divenne taciturna con lui.

Quando la persona che amiamo delude qualche nostra attesa, il gioco della rabbia e dei rancori può prendere molte strade, comprese quelle del silenzio o del mutismo reciproco. Eppure nella vita a due arriva sempre il momento in cui l’altro delude qualche mia aspettativa, piccola o grande che sia.

Il passaggio dai sogni, dalla idealizzazione dell’altro alla sua realtà e concretezza è un passaggio critico, ma inevitabile. Forse è la vera prova del nove di un matrimonio. Il rischio è vivere questo passaggio senza mai osare guardarlo in faccia, con il risultato di rendere più difficile o triste la nostra vita, come nel caso di Piera e Giovanni. Invece, sapere che la delusione nella vita matrimoniale in qualche misura ci deve essere dovrebbe aiutare a dire: “Ora i miei sogni li costruisco con te, con ciò che tu sei, e non invece con ciò che vorrei tu fossi”.