Il volontariato

Il volontariato è un’attività di aiuto gratuito e spontaneo verso chi ne ha bisogno, prestando opere in maniera individuale e collettiva per scopi benefici e non con uno scopo di lucro ma… conosciamo tutti il significato di volontariato.

Fare volontariato oggi e importante più che mai, ce n’è veramente tanto bisogno.

Per entrare a far parte di un qualsiasi gruppo di volontariato bisogna crederci, perché dare il proprio contributo richiede tempo, sacrificio e tanta volontà.
Si dà la priorità a fare del bene non per sé stessi e non è poco.
Fare del bene fa veramente bene, sia a chi lo riceve, sia a chi lo fa.
Fare volontariato apporta una grande soddisfazione personale, perché implica la propria applicazione nel fare qualcosa per gli altri, usando però sempre le proprie attitudini personali.

Sono davvero tante le forme di volontariato:
Dall’assistenza alle persone, all’unione di gruppi che si impegnano nel sociale, portando avanti dei progetti come quello della nostra piccola realtà di Porzano.
Gli eventi come il torneo di calcio e la festa di mezza estate, sono un esempio di volontariato che ci permette di dare un contributo economico alla nostra parrocchia i cui benefici sono in favore di tutta la comunità.

A questo punto da volontario, mi sento in dovere di offrire l’invito e l’opportunità di entrare a far parte del gruppo oratorio a qualsiasi persona e mi rivolgo soprattutto ai giovani.
L’importanza del volontariato è per loro cruciale, apre loro la mente, stimola il dialogo.
È importante per la loro crescita e troveranno una grande famiglia.

Le motivazioni che spingono una persona a diventare un volontario, sia che entri a fare parte di una “CROCE ROSSA” o qualsiasi altro gruppo o associazione, hanno un fattore comune;
Il volontariato agisce sempre per bontà d’animo e soprattutto di buona fede.

Come diceva Madre Teresa di Calcutta:

Chi nel cammino della vita ha acceso anche soltanto una fiaccola nell’ora buia di qualcuno, non è vissuto invano.

R.C.
Un Volontario.

Progetto “Scoprire la disabilità attraverso le abilità 2019”

Silvana e Patrizia

Dal 18 Gennaio, per due mesi circa siamo andate all’Asilo Nido di Bagnolo Mella  “Fasani”. Tutti i venerdì dalle 10.00 alle 11.00, abbiamo letto ai bimbi dei libri presi in prestito dalla biblioteca di Leno. Abbiamo potuto anche festeggiate il Carnevale ed assistere allo spettacolo di un mago. L’ultimo incontro ci siamo impegante nel giardinaggio e abbiamo piantato le piantine aromatiche. Le insegnanti che ci hanno gentilmente ospitate si chiamano Sonia e Betty. Noi pensiamo che siano molto brave perchè i bimbi, anche se sono molto piccoli, sanno già fare e dire molte cose. L’asilo è molto grande con tanti giochi e spazi ben organizzati. I bambini sanno andare in bagno e usare il vasino.

Patty: ricordo con piacere quando un bimbo, dopo essere caduto, è venuto in braccio a me per avere le coccole . Gli ho letto delle storie e lui si è calmato. Mi è piaciuto andare all’asilo e vedere tanti bambini piccoli. La prossima volta mi piacerebbe piantare anche delle fragole, oltre alle piante aromatiche. Quando abbiamo fatto giardinaggio i bimbi prendevano le foglioline delle piante aromatiche per annusarle. C’era un bambino pallido che non si sentiva troppo bene. Sono molto contenta di partecipare all’uscita alla fattoria didattica del 24/05. Andremo con i bimbi, i loro genitori e Betty e Sonia. Dall’8 Marzo proseguiremo ad andare all’asilo a Venerdì alterni.

Silvana: mi è piaciuto molto trascorrere del tempo con i bimbi dell’Asilo, perchè sono belli e bravi. Mi è piaciuta molto la “Caccia al Tesoro” in giardino e tutti i giochi fatti con loro. Mi è rimasta impressa Isabel perchè è carina. I bimbi ci venivano in braccio!

Click

Ho conosciuto Angelo circa 30 anni fa prima come vicino di casa e poi come protagonista delle attività del paese. 

Ho scoperto con gli anni i suoi numerosi interessi, tra i quali la sua passione per la fotografia –Angelo Click -, il raccontare con le sue immagini la vita del paese. Abbiamo lavorato insieme ad alcuni progetti, spesso partiti da sue iniziative e poi portati avanti con il CRP – di cui è fondatore – e con i volontari dell’oratorio.

Penso non ci sia porzanese che non abbia avuto modo di salutare, parlare, lavorare o discutere con Angelo. Non sempre facile da seguire, tante le sue idee e impegnativi i traguardi,  spesso raggiunti coinvolgendo anche i più riluttanti, sia a livello amministrativo che parrocchiale.

Dobbiamo a Angelo la collaborazione con il professor Bonaglia per la pubblicazione e divulgazione dei libri su Porzano, fondamentale l’attenzione prestata perché venissero conosciute e apprezzate le opere presenti nella in Parrocchia e, non ultima, la sua partecipazione attiva al restauro e consacrazione della nostra Chiesa. Anche  Il torneo di calcio e la festa estiva, la  corsa campestre, la briscola, le feste quinquennali con le mostre d’arte e le esposizioni fotografiche curate personalmente, il calendario, sono nati da sue idee o da sue collaborazioni.  

L’ho scoperto essere sostenitore di tante iniziative di beneficienza e pudico nel parlarne, paladino del volontariato inteso come servizio alla comunità: il suo carattere deciso a reso a volte difficile capire le sue ragioni, ma grazie a questa sua dote è riuscito dove altri hanno ceduto.  

La sua assenza sarà sempre più tangibile e la sua figura difficile da sostituire, una persona che ha lasciato più di una traccia nella nostra comunità.

La sua presenza silenziosa e cortese, costante, pungente e interessata, cocciuta e coinvolgente, sarà da esempio per chi lo ha conosciuto e vissuto e per chi lo potrà conoscere attraverso il suo operato.

Chiara P.

Marcolini beato?

L’Associazione Amici Padre Marcolini chiede di avviare il processo diocesano per la causa di beatificazione dell’uomo dei miracoli sociali

Signore è la povertà che Tu mi mostri dappertutto; io mi volto. Perché mi fai vedere la povertà scritta dappertutto, perché mi sembra che Tu mi mandi continuamente a salutare da Madonna Povertà? Che cosa vuoi o Signore da me? Vuoi che diventi povero spogliandomi anche di quanto ho indosso? Oppure Ti basta la povertà di spirito. Signore, parla; il Tuo servo Ti ascolta.

Questo scritto del 22 dicembre del 1925 testimonia bene il dialogo continuo tra padre Ottorino Marcolini (1897-1978) e Dio.

Un confronto incessante, anche sulle scelte quotidiane, ben raccontato nel testo “Quaderni. Appunti e riflessioni personali” che riassume i diari personali di Marcolini dal 1924 al 1968.

L’Associazione. Nel novembre 2018, in occasione del 40° della morte del sacerdote della Pace, è stata costituita l’Associazione Amici padre Marcolini che riunisce le diverse realtà legate alla figura del sacerdote, tra queste la congregazione dei Padri Filippini della Pace. Presieduta da Giuseppe Nardoni, ha incominciato, con una lettera inviata anche al vescovo Pierantonio, a raccogliere molto materiale per far sì che si possa aprire il processo di beatificazione. “Le radici di questo spontaneo e condiviso desiderio si colgono − spiegano dall’Associazione − nella profondità del suo atteggiamento evangelico, che ammanta e alimenta tutte le attività sociali di cui lui è stato protagonista negli anni. Padre Marcolini ci ha insegnato, anzi dimostrato, che come dice il Vangelo, se l’uomo ha fede può smuovere le montagne. Nei suoi colloqui con Dio correva frequente la frase ‘liberami, o Signore, dall’orgoglio e dalla vanità’”.

La sua vocazione. A 31 anni l’ingegner Marcolini, direttore delle Officine Gas di Brescia, lascia la carriera per diventare sacerdote e mettersi al servizio del prossimo nella Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri. L’amore per il prossimo, chiunque esso sia, e l’ascolto prestato ai problemi che affliggono le persone lo spingono all’aiuto degli altri. All’inizio della Seconda guerra mondiale, Marcolini sceglie il fronte come cappellano militare e partecipa con gli Alpini alla campagna di Russia. Rinchiuso nei campi di concentramento, custodisce l’eucaristia e costruisce un piccolo presepio per festeggiare il Natale. Quando torna, trova un Paese distrutto e da ricostruire. E lui con le sue capacità non si tira indietro.

La città guardava sorpresa questo sacerdote che la metteva di fronte a una proposta che andava oltre il limite del possibile. Lo Spirito Santo che illumina la mente di quest’uomo rende possibile l’impossibile. Con un prestito di 5 miliardi di lire, propiziato dal Governatore della Banca d’Italia Carli, che solo sulla fiducia concede a padre Marcolini il necessario per iniziare, nel 1956, con 10 imprese artigiane, costruì il primo villaggio, denominato Violino. Allora bastava lo stipendio di un operaio per prenotare una casa!

Politica: la formazione è d’obbligo

“Migranti: accogliere, proteggere, promuovere, integrare. Una sfida possibile?” Questo il tema scelto per l’anno 2018-19 dalla Scuola di formazione all’Impegno sociale e politico della Diocesi di Brescia, che aprirà i lavori sabato 27 ottobre con il saluto del Vescovo, mons. Pierantonio Tremolada.

“Migranti: accogliere, proteggere, promuovere, integrare. Una sfida possibile?” Questo il tema scelto per l’anno 2018-19 dalla Scuola di formazione all’Impegno sociale e politico della Diocesi di Brescia, che aprirà i lavori sabato 27 ottobre con il saluto del Vescovo, mons. Pierantonio Tremolada.

“La scuola di politica che la Diocesi propone da ormai qualche anno ai giovani fino ai 35 anni è l’impegno che la Chiesa bresciana offre ai giovani che vogliono impegnarsi in politica con un taglio particolare, seguendo la dottrina sociale della Chiesa” spiega Enzo Torri, Vicedirettore dell’Ufficio per l’Impegno Sociale.

Ogni anno la scuola di Formazione, che si rivolge ai giovani dai 18 ai 35 anni interessati all’impegno socio-politico, adotta un tema cardine della vita comunitaria e lo affronta in un percorso formativo.

“In questo percorso – continua Torri – si vuole offrire una lettura articolata in 10 incontri che possono consentire il discernimento da parte di chi frequenterà il corso per comprendere i fenomeni attuali, comprendere il problema e capire fino a che punto questo problema ci toccherà in futuro”.

Quest’anno il corso si proporrà di rispondere ad una serie di domande più che mai attuali: quali sono i volti dell’immigrazione in Italia? Quali sono i numeri tra percezione e realtà? Qual è la situazione geopolitica delle migrazioni? Che tipo di risposte può dare la politica a questo fenomeno?

“Una scelta concreta e molto operativa che la diocesi ha messo in campo” sottolinea Silvano Corli, Direttore della Scuola di Formazione. “Quella di un’educazione e una formazione dei giovani per affrontare i problemi forti che si presentano nelle nostre comunità con maggiore consapevolezza e maggiore preparazione.”

Da qui l’importanza di scegliere un argomento, quello dell’immigrazione, che tocca tutte le comunità e pone l’urgenza di un approfondimento puntuale per fornire gli strumenti adatti ad affrontarlo nell’immediato futuro. “Noi viviamo una situazione nel presente – continua Corli – e la vivremo ancora di più nel futuro, dove il tema dell’immigrazione sarà un tema con il quale ci dovremo confrontare. Il rischio è confrontarsi con paura e timori che non sono fondati su dati concreti, quindi per noi è fondamentale la conoscenza della realtà in modo tale che ogni scelta sia compiuta in base alla conoscenza e non in base alla paura”.

Gli incontri proseguiranno fino a sabato 25 maggio 2019, tra interventi e testimonianze. Tra i relatori Valerio Corradi, docente di Sociologia del territorio, il giornalista di Avvenire Nello Scavo (nella foto), Matteo Villa dell’Istituto per gli studi di politica internazionale di Milano, la direttrice del CIRMIB Maddalena Colombo e una tavola rotonda con i parlamentari bresciani coordinata da Anna della Moretta del Giornale di Brescia.

L’iscrizione si effettua online, entro venerdì 19 ottobre, tramite il form raggiungibile dal sito oppure sulla pagina Facebook scuola.politica.brescia. La quota di iscrizione è di 60 euro, agli studenti è riconosciuta una riduzione del 50%.

Acqua bene da tutelare

L’Ufficio per l’impegno sociale interviene con un documento nel merito del referendum consultivo che il Broletto ha fissato per il prossimo ottobre. Enzo Torri: “No a guadagni individuali o di società”

Il prossimo 28 ottobre i bresciani saranno chiamati alle urne per un referendum consultivo sulla gestione interamente pubblica dell’acqua. La decisione è stata presa durante l’ultimo consiglio provinciale che ha accolto la richiesta avanzata dal Comitato promotore sostenuto dall’adesione di 54 Comuni bresciani. L’acqua deve essere fonte di guadagno da parte di privati o, al contrario, deve restare esclusivamente in mano pubblica?

Tendenza. La tendenza alla privatizzazione si è manifestata anche in Italia e, specificatamente, nella provincia di Brescia. La legge nazionale n. 164/2014 (che ha convertito il decreto governativo denominato “Sblocca Italia”) infatti ha stabilito che le modalità di gestione del servizio idrico siano decise autonomamente da ciascuna Provincia, scegliendo fra tre opzioni: attraverso società costituite interamente da soli soci pubblici oppure attraverso società miste di soci sia pubblici sia privati oppure, infine, attraverso società totalmente private, individuate mediante bandi di gara europei. Il Consiglio Provinciale di Brescia con la delibera n. 38/2015, ha scelto la seconda forma (mentre quasi tutte le altre provincie lombarde hanno preferito la prima). Con la delibera n. 3/2016 ha poi istituito una società, “Acque Bresciane s.r.l.”, formata per ora da tutti soci direttamente o indirettamente pubblici (Provincia, Aob2, Garda Uno, Sirmione Servizi), ma obbligata a pubblicare entro il 31 dicembre 2018 un bando europeo per l’ingresso di un socio privato, al quale dovrà essere riconosciuta la proprietà di non meno del 40% e di non più del 49% del capitale. Entra nel merito del referendum l’Ufficio di pastorale sociale della Diocesi con un documento elaborato dalla sua Commissione: “È una scelta – sottolinea il direttore Enzo Torri – che evidentemente è in contrasto con il risultato dei referendum nazionali del 12-13 giugno 2011 sulla gestione dei servizi pubblici che sancirono la salvaguardia dell’acqua come bene comune e diritto universale, evitando che diventi una merce privata o privatizzabile, ma pubblicizzandola mediante una forma di gestione pubblica e partecipata dei servizi idrici”.

Esigenza. L’Ufficio ribadisce l’esigenza di salvaguardare l’utilità pubblica dell’acqua: “Ribadiamo –continua Torri – la necessità di evitare nella gestione del ciclo dell’acqua potabile (captazione, distribuzione, fognature, depurazione, bollettazione) la possibilità di guadagni individuali o di società. Ciò si può realizzare attraverso una gestione pubblica che agisca direttamente (il cosiddetto in house), puntando poi al coinvolgimento di strutture non profit”. Da qui l’invito alla partecipazione attiva della cittadinanza: “Il punto nodale – chiosa Torri – è che tutti i proventi derivanti dalle bollette dei cittadini e dagli investimenti pubblici e non, vadano a beneficio del servizio piuttosto che a enti privati. La Commissione invita pertanto i cittadini bresciani ad approfondire questo importante tema della difesa dell’acqua comune sia ai fini della partecipazione a questo referendum che per effettuare una scelta più consapevole”.

Scuola Formazione al Sociale e al Politico

Questa iniziativa (nome ufficiale: SFISP = Scuola di Formazione all’Impegno Sociale e Politico) rientra nell’ambito della Pastorale Sociale della Diocesi di Brescia.

Si tratta di una Scuola di Formazione, con durata annuale, che si svolge in otto di incontri. Si rivolge ai giovani (18-35 anni) che intendono approfondire le tematiche relative a democrazia, politica, Bene Comune alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa.

Dall’anno pastorale 2017-18 la scelta programmatica della Scuola di Formazione Politica è quella di un unico tema annuale, che verrà sviluppato lungo l’intero anno nei diversi incontri. Questo darà la reale possibilità di approfondire la tematica, ma anche di seguire la Scuola per più annualità.

Per questo anno (2017-18) il tema scelto è quello del LAVORO, in continuità con il  tema della 48esima Settimana Sociale dei Cattolici in Italia, che si terrà a Cagliari dal 26 al 29 ottobre 2017 (“Il lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo e solidale”).

Durante gli otto incontri, questo tema verrà sviluppato sotto diversi punti di vista.

É richiesta l’iscrizione, effettuabile a questo indirizzo.

“Collaboriamo”… RAGGIUNTO IL TRAGUARDO !

Completati l’ampliamento della comunità alloggio e gli appartamenti dell’Housing Sociale Temporaneo.

Come già comunicato in precedenti numeri della Badia, ora è arrivato a completamento il programma di ampliamento della comunità  Monica Crescini, e della realizzazione dei tre appartamenti dell’Abitare Sociale Temporaneo.

Come era previsto dall’inizio della progettazione la Comunità  Monica .Crescini passerà dagli attuali 8 posti accreditati ASL a 10 posti letto, massimo consentito dalle regole del servizio Sanitario della Lombardia.

Abbiamo inoltre realizzato n° 4 posti letto chiamati di “sollievo”che saranno utilizzati dai diversamente abili che vivono ancora in famiglia , quando queste ne abbiano bisogno, perche ci sono malattie in famiglia o ci sia necessita di rifiatare  alcuni giorni, considerando che la presenza di disabili in famiglia obbliga le stesse ad un impegno costante e continuo per 24 ore al giorno, ed anche per abituare  il disabile al “dopo di noi”ossia al distacco della famiglia  mentre i genitori sono ancora in vita onde prepararli a quando gli stessi verranno a mancare.

I tre appartamenti dell’ Abitare Sociale Temporaneo , ubicati al 1° piano con accesso dalla via Cotichetta 7, sono già stati arredati  e da Marzo 2013 sono stati messi a disposizione dei Servizi Sociali del distretto ASL n ° 9, che individueranno i casi più bisognosi e faranno le graduatorie e le assegnazioni, in  accordo con la “Collaboriamo”

Ci sono già richieste per n° 2 nuclei famigliari, ma pensiamo che ci sarà presto  la  richiesta anche per il terzo appartamento.

 Ricordiamo che essendo un Servizio di Housing Temporaneo, l’uso dell’appartamento avrà la durata di 6 mesi/massimo un anno, questo per permettere una rotazione, e per poter  soddisfare più persone.

L’utilità di questi appartamenti  destinati all’abitare  Sociale Temporaneo, è particolarmente importante in considerazione della difficile situazione economica che sta attraversando l’Italia ed anche la nostra zona.

La realizzazione dei tre appartamenti,  è stata resa possibile grazie all’utilizzo delle risorse di cui dispone la Collaboriamo ma sopratutto grazie al cospicuo contributo elargitoci dalla Fondazione Cariplo, pari al 60% del costo di ristrutturazione , ed al 60% dei costi di gestione del primo anno di funzionamento, contributo pari ad euro 165.000.

Il nostro più vivo ringraziamento oltre che alla Fondazione Cariplo va anche alla fondazione della Comunità Bresciana che ci ha assegnato un contributo di 15.000 euro per l’ampliamento della Comunità Alloggio Monica Crescini, ed è esteso a tutti coloro (aziende e privati) che ci hanno offerto contributi e  ci hanno destinato  il  5 X  1000 con la loro denuncia dei redditi, che ci ha permesso di incassare oltre 22.000 euro nell’anno 2012.

Che rimane ancora da fare? Sicuramente l’inaugurazione, che pensiamo di fare nel mese di Maggio, in concomitanza con l’annuale festa di “Collaboriamo…..in Festa 2013” che si svolgerà nei giorni del 25 e 26 Maggio.

Cogliamo l’occasione per invitare tutti  a VOLER DESTINARE anche quest’anno il 5 x 1000 alla Collaboriamo inserendo nell’apposita casella della dichiarazione dei redditi il nostro numero di codice fiscale : 01265470177. Le somme raccolte serviranno  a contribuire alla gestione della Comunità e dei tre appartamenti dell’Abitare Sociale.

Siamo certi che  quando renderemo nota la data e l’ora della inaugurazione vorrete accorrere numerosi, in tale occasione  saremo lieti di offrire a tutti i presenti un rinfresco per festeggiare insieme questo nuovo traguardo raggiunto dalla cooperativa “Collaboriamo” che opera nel nostro territorio da oltre trent’anni.

Il Consiglio di Amministrazione della “Collaboriamo”

L’impegno politico, sociale ed umano nella società civile è da sempre un tema caro alla Chiesa

«Si ama tanto più efficacemente il prossimo, quanto più ci si adopera per un bene comune rispondente anche ai suoi reali bisogni. Ogni cristiano è chiamato a questa carità, nel modo della sua vocazione e secondo le sue possibilità d’incidenza nella pólis. È questa la via istituzionale — possiamo anche dire politica — della carità, non meno qualificata e incisiva di quanto lo sia la carità che incontra il prossimo direttamente, fuori delle mediazioni istituzionali della pólis. (Deus Caritas est. Papa Benedetto XVI, 2009).»

L’impegno politico, sociale e umano nella società civile, è da sempre un tema caro alla Chiesa. Per questo motivo, da circa un anno, un gruppo di giovani ( e non più giovani…) si ritrova a discutere, confrontarsi e aggiornarsi sull’attualità alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa. Per il 2011, il gruppo spera di aprirsi ad un numero maggiore di partecipanti.

Il programma ipotizzato per quest’anno prevede: una serie di incontri bimestrali ed  anche alcuni momenti pubblici di confronto con personalità che sono state e sono impegnate in politica come credenti.

Se anche tu, hai interesse a confrontarti e discutere su questi temi, o semplicemente vuoi sapere cosa “bolle in pentola” rivolgiti in oratorio Domenica 21 NOVEMBRE alle ore 20.45 presso l’aula “Il Covo”.