Settimana Santa senza fedeli

Rinviata la Messa Crismale, i sussidi per il Triduo in famiglia e l’invito a tutti i parroci di portare per le strade dei paesi la croce il Venerdì Santo. La Veglia delle Palme in diretta Tv. Tutte le indicazioni del vicario generale, mons. Gaetano Fontana

Carissimi confratelli,

come sapete, la pandemia continua a diffondersi inesorabilmente e le indicazioni di chi ha l’autorità del bene comune ci dicono che non è possibile, come invece avremmo desiderato e voluto, vivere i riti della Settimana Santa, i sette giorni più importanti dell’anno liturgico con al cuore il Triduo pasquale.

Nelle scorse settimane ho accolto i vostri disagi e le vostre preoccupazioni di pastori che, condividendo “l’odore delle pecore”, avrebbero desiderato portare ad ogni cristiano ciò che è necessario per vivere da discepoli di Gesù: l’Eucarestia, la Confessione, il conforto dell’Unzione degli infermi. Purtroppo, come ho già detto, tutto questo ci è impedito dalle misure sanitarie, giustamente imposte, per impedire ulteriori contagi. Affidiamoci, perciò, al Signore, che è fedele, è sempre con noi, è il nostro aiuto, la nostra forza, la nostra speranza. La prova della Sua presenza è constatabile dal fatto che anche quest’anno, pur in modo diverso, si celebrerà la Pasqua, il passaggio dalla morte alla Vita, dalle tenebre alla Luce.

Vivere la Pasqua, anche in questo clima drammatico, è sempre seminare nel terreno, spesso sassoso o ricco di spine e di erbacce, dove gli uccelli della sofferenza portano via subito il seme della Parola, di quella Parola che annuncia la vittoria della Vita sulla morte, in quel prodigioso duello che continua ancora e in cui, facilmente, oggi vediamo la potenza della morte sulla Vita, che sembra dover retrocedere e dichiararsi sconfitta. Non potremo celebrare la Pasqua secondo il calendario che, in precedenza, avevamo ben studiato e condiviso, ma la Pasqua si realizzerà, siamo certi, perché il Signore della Vita è fedele e l’ha celebrata una volta per sempre, per ogni momento. Desidero che ognuno di noi faccia, di questa esperienza “strana” di Quaresima e di Settimana Santa, l’occasione per sperimentare la nostra pochezza, la nostra povertà anche nel nostro “programmare” che, pur se necessario, viene meno di fronte ad un invisibile “virus”, arrivato a contagiare tante persone e tutto ciò che si era deciso di vivere comunitariamente.

Nasce la domanda: ma che cos’è importante? la Pasqua o la nostra programmazione?

La risposta non ha dubbi: importante è il Signore! Allora: forza e coraggio! Cerchiamo di vivere questi giorni Santi in modo particolare, andando oltre le nostre abitudini e tradizioni! Cerchiamo di far riscoprire la famiglia come Chiesa domestica!

  • In ogni famiglia si celebri un momento di preghiera, che richiami la Grazia donata e ricevuta nella Settimana Santa. A questo proposito, l’Ufficio per la catechesi ha preparato un sussidio per aiutare ogni famiglia a viverla e celebrarla a casa. È così che le mura di casa diventeranno, quest’anno, le mura della Chiesa, casa del Signore e dei suoi figli eletti ed amati.
  • L’esortazione è che in ogni Chiesa Parrocchiale venga celebrata la Settimana Santa, rispettando le indicazioni che trovate di seguito.
  • Trovate, in allegato, anche la lettera che il nostro Vescovo ci ha scritto, e che indica le modalità per vivere il Sacramento della Penitenza e per accogliere il dono dell’Indulgenza plenaria.

Ricordiamoci che, vivendo la carità con costanza e coerenza, diventiamo testimoni del Risorto qui ed ora. Manifestiamo la potenza del Cristo Risorto creando sempre di più fraternità e solidarietà con tutti, togliendo ogni barriera e divisione. La carità è un dono che, senza disattendere la giustizia, ci aiuta a perdonare e a creare legami tra noi, anche a distanza e senza incontrarci. Lasciamoci accompagnare dalle parole di S. Atanasio, Vescovo, tratte dalle “Lettere pasquali”: “Pertanto, miei cari, Dio che per noi istituì questa festa di Pasqua, ci concede anche di celebrarla ogni anno. Egli che, per la nostra salvezza consegnò alla morte il Figlio suo, per lo stesso motivo ci fa dono di questa festività che spicca nettamente fra le altre nel corso dell’anno. La celebrazione liturgica ci sostiene nelle afflizioni che incontriamo in questo mondo. Per mezzo di essa Dio ci accorda quella gioia della salvezza, che accresce la fraternità. Mediante l’azione sacramentale della festa, infatti, ci fonde in un’unica assemblea, ci unisce tutti spiritualmente e fa ritrovare vicini anche i lontani. La celebrazione della Chiesa ci offre il modo di pregare insieme e innalzare comunitariamente il nostro grazie a Dio. Questa anzi è un’esigenza propria di ogni festa liturgica. È un miracolo della bontà di Dio quello di far sentire solidali nella celebrazione e fondere nell’unità della fede lontani e vicini, presenti e assenti.

1. Indicazioni generali

Raccolti i suggerimenti del popolo di Dio e le indicazioni della Congregazione per il Culto Divino e della Conferenza Episcopale Italiana, si stabiliscono queste direttive:

  • Il Vescovo celebra la Settimana Santa ed il Triduo Pasquale in Cattedrale. Per offrire ai fedeli la possibilità di unirsi in preghiera, le celebrazioni liturgiche saranno trasmesse in diretta su Teletutto (can. 12 d.t.), Teletutto2 (can. 87 d.t), SuperTV (can. 92 d.t), Radio Voce (in streaming dal sito www.radiovoce.it e sul can. 720 d.t.) e ECZ. Gli orari delle celebrazioni sono i seguenti: Domenica delle Palme (ore 10.00); Via Crucis cittadina del Mercoledì Santo (ore 20.30); Messa nella Cena del Signore (ore 20.30); Celebrazione della Passione del Signore (ore 15.00); Veglia Pasquale (ore 21.00); Pasqua di Resurrezione (ore 10.00).
  • La celebrazione domestica del mistero pasquale. L’Ufficio per la catechesi ha preparato e diffon-derà attraverso il sito del Centro oratori Bresciani una sussidiazione per la preghiera nelle case della Domenica delle Palme, del Giovedì santo, del Venerdì santo, della Veglia Pasquale e della Domenica di Pasqua.
  • Ogni parroco è invitato a celebrare nella propria chiesa parrocchiale. I responsabili delle unità pastorali decidono in quale chiesa celebrare, evitando la duplicazione delle celebrazioni della Messa della Domenica delle Palme, della Messa nella Cena del Signore, della Celebrazione della Passione del Signore, della Veglia Pasquale e della Messa della Pasqua di Resurrezione. Le celebrazioni avvengono tutte in assenza di popolo tenendo presenti le seguenti indicazioni:
    1. Si eviti la concelebrazione qualora non fosse possibile adottare il rispetto delle misure sanitarie, a partire dalla distanza fisica. Nel caso di concelebrazioni ci si attenga al fatto che solo il celebrante principale si accosti all’altare e che per la comunione ogni concelebrante abbia propri vasi sacri e purificatoio personale.
    2. Nell’osservanza delle identiche misure e per garantire un minimo di dignità alla celebrazione, accanto al celebrante sia assicurata la partecipazione di un diacono (laddove presente), di un ministrante, oltre che di un lettore, un cantore, un organista e, eventualmente, un operatore per la trasmissione via web. Laddove vi siano concelebranti i ruoli suddetti siano coperti dai presbiteri presenti.
    3. In ogni caso durante i riti della Settimana Santa non si superi mai il numero di 7 persone presenti (escluso il sacrista).
    4. In caso di trasmissioni via web ci si assicuri che vi sia un minimo di qualità di connessione (sarebbe bene fare una prova) affinché il servizio sia fruibile
  • Le chiese, secondo le disposizioni dell’autorità, salvo cambiamenti ulteriori, e al di fuori delle celebrazioni, rimangono aperte garantendo tutte le misure necessarie previste a evitare assembramenti e contatti tra le persone. Non si organizzino però celebrazioni della penitenza, adorazioni eucaristiche, adorazioni della Croce o Via Crucis aperte ai fedeli.
  • Le comunità religiose, in particolare quelle femminili, non possono celebrare il triduo pasquale nelle proprie case per evitare assembramenti. È possibile celebrare laddove si utilizzi un impianto interno di filodiffusione. Quelle maschili, se celebrano, si attengano al rispetto delle normative circa le distanze e alle indicazioni generali presenti in questo comunicato.

2. Indicazioni particolari

I Catecumeni riceveranno i sacramenti dell’Iniziazione cristiana in una data successiva, al termine dell’emergenza sanitaria.

  • La Giornata Mondiale della Gioventù quest’anno è celebrata nelle Diocesi. Sabato 4 aprile la Veglia delle Palme per i giovani sarà trasmessa dalla Cattedrale alle ore 20.30 in diretta televisiva su Teletutto (can. 12 d.t.), Teletutto2 (can. 87 d.t), SuperTV (can. 92 d.t), Radio Voce (in streaming dal sito www.radiovoce.it e sul can. 720 d.t.), ECZ e sui social del Centro oratori bresciani.

In specifico circa la Settimana Santa

  • Per l’inizio della Settimana Santa il vescovo Pierantonio farà pervenire ai presbiteri un suo videomessaggio alla diocesi.
  • La Domenica delle Palme nelle parrocchie sarà celebrata secondo la Terza forma (ingresso semplice) del Messale. È da escludere la distribuzione degli ulivi benedetti.
  • La Messa Crismale viene rinviata ad una data successiva al termine dell’emergenza sanitaria.
  • La Messa nella Cena del Signore viene celebrata nei Vesperi, secondo il Messale. Siano omesse la lavanda dei piedi e la processione al termine della celebrazione. Il Santissimo viene riposto nel tabernacolo. Non viene allestito alcun altare della reposizione. Sono da escludere forme di esposizione eucaristica solenne e processioni di ogni tipo col SS. Sacramento.
  • Il Venerdì santo si invitano le comunità parrocchiali a privilegiare la celebrazione della Pas-sione del Signore alle ore 15.00. In serata s’invitino i fedeli a seguire in televisione la Via Crucis del Papa dal sagrato di San Pietro. L’atto di adorazione alla Croce mediante il bacio sia limitato al solo celebrante principale. Nella preghiera universale si aggiunga l’orazione per i tribolati predisposta dalla CEI.

In questo anno giubilare delle Sante Croci e come segno di un momento di Adorazione pubblica della Croce, dopo la funzione della Passione del Signore, il parroco percorra con il Crocifisso (o con la reliquia della Santa Croce laddove presente) alcune strade della parrocchia e inviti i fedeli a seguire, dalle finestre e dai balconi opportunamente preparati, questo passaggio in clima di preghiera. Potranno essere utilizzati alcuni testi dei sussidi predisposti per il Giubileo presenti sul sito della diocesi, in particolare: “In adorazione della Croce” e “Sette crocifissi per le sette parole di Gesù in croce” (omettendo la parte artistica). Laddove esiste la tradizione della processione del Venerdì Santo si viva questo segno nell’orario che si ritiene tradizionale. Al di fuori delle celebrazioni si può esporre nelle chiese il Crocifisso, in posizione tale che si eviti la pratica devozionale del bacio.

La Veglia Pasquale sia celebrata solo nella Cattedrale e nelle Chiese Parrocchiali. Si omette l’accensione del fuoco, si accende il cero e, senza la processione, si continua con il preconio e la liturgia della Parola. Per la liturgia battesimale si mantenga soltanto il rinnovo delle promesse. Infine, come vi anticipavo in apertura, trovate allegato a questo comunicato anche la lettera del nostro Vescovo con le modalità per vivere il Sacramento della Penitenza e per accogliere il dono dell’Indulgenza plenaria. Vi auguro una Settimana Santa vissuta nel Signore e una Santa Pasqua di Resurrezione. Dio Padre, in Cristo Gesù Risorto, per opera dello Spirito Santo, ci liberi da ogni male e ci faccia sperimentare la Sua presenza consolante e santificante.

Senza complessi d’inferiorità

Mons. Gabriele Filippini, nuovo direttore del Museo diocesano e responsabile per la cultura, sul ruolo della Chiesa nella società

La storia della Chiesa è anche inseparabilmente storia della cultura e dell’arte. Il suo nuovo ministero, come direttore del Museo diocesano e come responsabile per la cultura, riassume il tentativo della Chiesa di continuare a ragionare in maniera ancora più sinergica su questi aspetti?

La Chiesa non deve avere complessi di inferiorità: è stata ed è portatrice di valori condivisi, bellezza, spiritualità. L’azione culturale della Chiesa è molteplice: conservazione, attualizzazione e capacità di lettura dei tempi, senza ostracismi e crociate pur nella chiarezza della propria identità. La prima azione culturale della Chiesa è di favorire la capacità di pensiero, riflessione critica e discernimento per poter scegliere in libertà. Quest’opera richiede la capacità di lavorare insieme, suscitando sinergie. Bisogna tornare ad essere coro e orchestra, non solisti. Grato per la fiducia data dal Vescovo e dalla diocesi, cercherò di procedere in questo direzione.

Il responsabile della cultura dovrà confrontarsi con le tante culture che abitano il nostro territorio. Da dove si può partire?

Si può partire da un semplice interrogativo: perché quel “Progetto culturale per una società orientata in senso cristiano” voluto dalla Conferenza episcopale italiana negli anni Novanta non è mai stato recepito dalla base? Nella società “liquida” (ma papa Francesco dice addirittura “gassosa”) la dimensione culturale non può limitarsi a difendere una identità con teorie da tavolino: deve dialogare, capire, entrare in relazione con tante diversità. E questo compito lo si fa insieme. Chi è incaricato della cultura deve per primo sapere che esistono organismi specifici che lavorano in questa prospettiva: dall’ecumenismo, al dialogo interreligioso, dalla pastorale del creato ai movimenti religiosi alternativi. Il Vescovo parlando dell’incarico di responsabile diocesano per la cultura ha usato un aggettivo alquanto significativo: compito trasversale. Si tratta di collaborare non di sostituire e, tanto meno, comandare.

Potrà essere determinante un collegamento con la pastorale universitaria?

In nome della trasversalità citata, chi viene investito di questa responsabilità non deve essere un tuttologo, nemmeno uno specialista che sa tutto di un settore del sapere e nemmeno una persona che ha pretese “olistiche”, valer a dire che tutto passi da lui e sia ispirato da lui. Si tratta del contrario: bisogna valorizzare ed essere al fianco con spirito di incoraggiamento a coloro che già operano nel vasto mondo della cultura. In particolare la pastorale Universitaria a Brescia può già contare su una ottima equipe di sacerdoti e laici, cosciente della valenza culturale della presenza delle Università Statale e Cattolica. Si cammina insieme, attenti al tutto e non solo alla parte.

Svelare senza barriere

Come ogni anno a settembre è arrivato il momento del campionato provinciale di vela per velisti diversamente abili organizzato dal gruppo nautico Dielleffe giunto alla sua undicesima edizione. Da questa primavera ci siamo allenati fino ad arrivare a settembre che è il periodo più intenso, ricco di speranze, impegno, fatiche, ma anche tanta felicità e soddisfazioni!

Con noi gareggiavano altri centri: Fobaf-Anffas di Brescia, la Rondine di Mazzano e Annfas Desenzano-Rivoltella che conosciamo da anni ed è sempre bello condividere insieme i pranzi e le forti emozioni!

A farci da compagnia e un grande tifo c’era il nostro caro, ormai esperto, volontario Giuseppe Cocchi e la nostra compagna-amica Patrizia della comunità che ci hanno seguito durante tutto il percorso di quest’anno. Il campionato questa volta  si è svolto in modo diverso perché c’era una novità: la regata era di flotta, cioè vedeva impegnate tutte le otto barche con i rispettivi equipaggi e a noi questa nuova formula è piaciuta perché ci ha dato la possibilità di provare barche diverse dai J2U che usiamo durante gli allenamenti, anche se risultava più difficile orientarsi e svolgere le  manovre. In più abbiamo conosciuto nuove persone (skipper) simpatiche e disponibili come ad esempio Roberto, Francesco con la sua barca “frantumata” e Luigi Zeni che stavolta ci faceva da skipper sul J24. Sono state quattro giornate di regate (dal mercoledì al sabato), in tutto sei prove belle impegnative, con tanto caldo e sole ma ricche di emozioni e soddisfazioni.

L’equipaggio formato da Mnuel, Ermanno e l’educatore Angelo si è aggiudicato il quarto  posto mentre quello composto da Lucrezia, Ravinder e Cristian con l’educatrice Emanuela il quinto posto. Inoltre l’equipaggio “LENO1”  ha vinto un premio in legno (una barchetta di legno rossa appoggiata su un piedistallo) “Costa arredo cup” realizzato da costa arreda e consegnato da Matteo Costa.

La squadra di “LENO2” si è aggiudicata invece  un premio speciale “Trofeo challenge Luigina” in quanto l’equipaggio diversamente giovane: una vela in marmo di Carrara che resterà al cdd per un anno e verrà riconsegnato l’anno prossimo al Dielleffe per poter essere assegnato ad un nuovo equipaggio e quattro piccole riproduzioni consegnate ai quattro membri dell’equipaggio.