Oka: il gioco da tavolo della caritas

La Caritas di Brescia, in collaborazione con la Cooperativa Sociale Kemay, ha realizzato un nuovo gioco da tavolo:”Oka. È in gioco la vita”. L’obiettivo è quello di sensibilizzare la popolazione sul difficile tema dell’accoglienza. Si tratta di un vero e proprio percorso a tappe, che ricalca il viaggio dei migranti che, dalle zone sub-sahariane, cercano di raggiungere l’Italia

Un lancio di dadi per stabilire il proprio futuro.

Proprio come in un gioco da tavolo, la vita delle persone che si spostano dalla madre patria per richiedere asilo politico in altri Paesi sembra sia condizionata solo dalla fortuna. Non ci sono certezze né stabilità di alcun tipo. Chi arriva in Italia, passando attraverso le terre dell’Africa e partendo via mare dalla Libia, non sa quasi mai a cosa andrà incontro. “Oka. È in gioco la vita” è un nuovo gioco da tavolo realizzato dalla Caritas di Brescia, in collaborazione con la Cooperativa Sociale Kemay, che si occupa di promuovere la sensibilizzazione all’accoglienza nei confronti di famiglie, scuole ed istituti bresciani. Oka è un gioco in cui si dispiegano sul tabellone le numerose tappe cui va incontro chi approda in Italia, giungendo da Paesi africani della zona sub-sahariana. Le caselle, dai contenuti diversi, rispecchiano non solo l’iter geografico-territoriale dei profughi, ma anche quello burocratico-giudiziario da affrontare una volta arrivati nel Paese. Alcune potenziali tappe sono ad esempio la casella numero 10 “Carte d’imbarco” e la numero 4 “Carte verso l’Italia”. L’Italia però non è l’unica destinazione possibile, infatti sono presenti anche le cosiddette “Carte verso l’Europa”.

Questo non è un gioco da tavolo come tutti gli altri. Il suo obiettivo è, infatti, quello di educare ed informare la popolazione sul tema dell’immigrazione e di dare spunti per conversazioni e discussioni che coinvolgano chi decide di partecipare. Così come nel gioco del Monopoli, sono presenti al centro del tabellone due diversi tipi di carte: le “Carte medicinali” e le “Carte soldi”, elementi di vitale importanza per chi affronta un viaggio carico di ostacoli e pericoli. Il gioco è adatto a chi ha più di 11 anni d’età e rappresenta una vera e propria finestra sulla tumultuosa sfida per la richiesta di accoglienza in un Paese straniero.

L’AIDO con la gente

Il Gruppo Comunale AIDO “Giuseppe Pavia”di Leno è già entrato nel pieno delle attività dell’anno 2018.

Giovedì 8 marzo si è svolta la serata in onore della “Festa della Donna”, con un’ampia partecipazione. Un particolare ringraziamento al sindaco dott.ssa Cristina Tedaldi  e all’assessore alla cultura sig.ra Rossella De Pietro per l’intervento, sempre stimolante ed incoraggiante per il nostro operato.

Nei mesi prossimi, ci aspetta un programma denso di iniziative, che vogliamo portare a conoscenza di tutta la cittadinanza, grazie all’ospitalità del periodico parrocchiale:

  • in collaborazione con l’Associazione Progetto Donna, proporremo un corso di Autodifesa  personale femminile (date e luogo sono in corso di definizione);
  • domenica 22 aprile  offriremo un’opportunità di stare in compagnia e conoscere gente nuova, con una splendida gita a Bressanone e lago di Braies, al costo di € 30,00 a persona e pranzo al sacco (info e iscrizioni: sig.ra Giulia cell. 3331582024 e sig.ra Rita 3333675115, oppure presso la sede AIDO il mercoledì dalle ore 9.30 alle ore 11,30 ospedale di Leno);
  • domenica 6 maggio saremo presenti alla gara podistica STRALENO, siete tutti invitati ad  aggregarvi al nostro gruppo (in omaggio la nostra t-shirt AIDO);
  • a seguito dell’approvazione da parte del Consiglio Comunale, su proposta dell’Assemblea dei Soci, il nostro monumento verrà ricollocato, dall’attuale posizione in via Toscana al parco di via Re Desiderio. Nell’ubicazione attuale sarà altresì posizionata una targa commemorativa del parco AIDO.

Desideriamo, anche in questo spazio, ringraziare tutti quanti partecipano con entusiasmo alle nostre iniziative e sostengono, in qualsiasi modo, le nostre attività di sensibilizzazione alla donazione di organi.

Giulia Beschi

Lettera di sensibilizzazione per utilizzo strutture

in seguito alla vostra richiesta di utilizzo di uno spazio all’interno dell’Oratorio, ci permettiamo di informarvi in merito ad alcuni aspetti del nostro stile e della nostra identità.

Innanzitutto, ci fa piacere sapere di essere apprezzati e riconosciuti come accoglienti all’interno della Comunità Lenese. Il fatto che vi ha portati a chiedere alla Parrocchia un ambiente è perché crediamo ci siano stima e fiducia, altrimenti avreste fatto scelte differenti e vi sareste rivolti ad altre realtà.

L’Oratorio è espressione della condivisione di molta generosità, di passione educativa e di umile intelligenza pastorale. Come risposta a quanto chiedete, ci sentiamo di invitarvi a far parte di questa condivisione attraverso un utilizzo responsabile degli spazi che vi potranno essere assegnati. Per “utilizzo responsabile”, intendiamo la capacità di rispondere, cioè di essere garanti di un rispetto per quello che siamo.

Ecco, allora, l’indicazione di non adoperarsi per iniziative che vadano contro o abbiano fini lontani da quello che ci insegna il Vangelo di Gesù Cristo, sia in termini argomentativi che di stile; di accogliere quanto vi è messo a disposizione sapendo che è il risultato di un’accurata destinazione degli spazi all’interno della molteplice presenza di proposte della pastorale dell’Oratorio; di essere attenti nel partecipare attraverso un’offerta liberale a quelli che sono gli sforzi economici che la nostra Comunità Parrocchiale sostiene per rendere questa struttura sempre idonea e disponibile alle necessità che si manifestano.

Certi di aver fatto cosa gradita nell’aver condiviso con voi alcune considerazioni, vi auguriamo ogni bene nel Signore Gesù.

La Commissione Oratorio