Come si vota? Elezioni politiche e regionali 04.03.18

In questa animazione, realizzata dalle ACLI di Brescia, viene mostrata la procedura di voto per le elezioni politiche e regionali di domenica 4 marzo 2018.

Riassumendo

Si riceve una sola scheda per la Camera e una sola scheda per il Senato.

Si può votare facendo un solo segno, oppure due, basta che entrambi i segni siano fatti nell’area della scheda che spetta a un’unica coalizione.

È possibile votare un candidato all’uninominale e, con un secondo segno, scegliere una delle liste che lo appoggiano.

Si può scegliere anche solo il candidato all’uninominale o solo una delle liste, ma il voto sarà comunque “trascinato” rispettivamente anche sulle liste o sul candidato. Non si può votare una lista diversa da quelle che appoggiano il candidato che abbiamo scelto. Quindi, se volete votare una coalizione ma non vi piace il candidato che la coalizione ha presentato nel vostro collegio uninominale, l’unico modo che avete per non votarlo è rinunciare e votare un’altra coalizione.

Viceversa, se avete deciso di votare per un candidato ma non vi piace uno dei partiti che lo appoggiano, l’unico modo che avete per essere sicuri che il vostro voto non finisca a quel partito è fare due croci, esprimendo anche una scelta per un partito che non sia quello. Attenzione: deve essere parte della stessa coalizione, altrimenti il vostro voto sarà annullato. Infine, non si possono esprimere preferenze sui singoli candidati della lista proporzionale.

Donazione di organi, “Una scelta in comune”

Dal 16 maggio anche in Comune a Leno

Anche al Comune di Leno, Ufficio Servizi Demografici, dal 16 maggio sarà possibile dichiarare direttamente la propria volontà di consenso o di diniego alla donazione di organi e tessuti: lo prevede il progetto di informazione dell’AIDO provinciale di   Brescia “Mettiamoci dalla loro parte-Cittadini solidali per Una scelta in Comune”, realizzato da Centro Nazionale Trapianti e AIDO.

Il nuovo servizio per i cittadini di Leno sarà disponibile dal 16 di maggio 2017 rivolgendosi all’ Ufficio Servizi Demografici. Al momento del rinnovo o del rilascio della carta d’identità sarà infatti possibile esprimere la propria volontà in merito alla donazione di organi e tessuti.  In particolare, i cittadini maggiorenni residenti che chiederanno il rilascio o il rinnovo del documento d’identità, avranno la facoltà di manifestare la propria volontà (sia di consenso che di diniego) alla donazione di organi e tessuti  dopo la propria morte, compilando un semplice modulo, che automaticamente verrà trasmesso a cura dell’ufficio Servizi Demografici al SIT (Sistema Informativo Trapianti) per l’aggiornamento della banca dati (strumento essenziale, che viene consultato costantemente dai medici per verificare la disponibilità di organi al fine di poter effettuare trapianti). È importante evidenziare che la dichiarazione non sarà trascritta in automatico sulla carta d’identità, ma ancor più importante è ribadire che non è assolutamente un obbligo, ma una facoltà, un’opportunità in più per i cittadini che  fossero interessati ad esprimere la propria volontà in tema di donazione di organi, rendendo così più semplice e comoda questa scelta. E soprattutto coloro che esprimeranno il proprio consenso o diniego alla donazione di organi potranno modificare in qualsiasi momento la volontà espressa, comunicando la decisione presso l’Azienda sanitaria, che provvederà immediatamente all’aggiornamento del SIT.

Il presidente  del Gruppo comunale “Giuseppe Pavia”
Giulia Beschi

In scena “LA SCELTA”: e tu cosa avresti fatto?

“Senza coraggio saremo solo spettatori delle nostre vite”

Dopo il successo dello spettacolo “Rwanda”, portato in scena lo scorso anno in occasione del Giubileo della Misericordia, la Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo di Leno in collaborazione con la Fondazione Dominato Leonense sono lieti di proporre una nuova storia di straordinaria umanità. Venerdì 17 febbraio alle ore 20.45 presso il Teatro dell’Oratorio “San Luigi” di Leno (Bs) tornano gli attori Marco Cortesi e Mara Moschini per portare in scena “La scelta”, uno spettacolo che racconta quattro piccole grandi episodi nei quali l’uomo è stato in grado di compiere grandi gesti d’amore e di fratellanza di fronte alla più spietata crudeltà.

Due narratori, un uomo e una donna, e quattro storie vere di coraggio provenienti da uno dei conflitti più atroci dei nostri tempi: la guerra civile che ha insanguinato l’Ex-Jugoslavia tra il 1991 e il 1995. Uno spettacolo che corre sul filo dell’emozione attraverso la fratellanza e l’umanità testimoniate dalle vicende raccolte dalla dottoressa Svetlana Broz (nipote di Josip Broz, capo di governo jugoslavo, meglio conosciuto con il nome di Tito), impegnata come medico durante le ostilità.

Patrocinato da Amnesty International e da RAI Segretariato Sociale, lo spettacolo “La Scelta” ha al suo attivo oltre 650 repliche tra l’Italia e l’estero e porta sul palcoscenico storie vere di uomini e donne che hanno avuto il coraggio di rompere la catena dell’odio e della vendetta, persone che hanno avuto la capacità di vedere oltre il loro egoismo e di rischiare la loro vita per salvare quella di altri. Eroi di giorni non troppo lontani, testimoni di un grandissimo amore e rispetto per la vita, che ci condurranno passo dopo passo verso l’umanità della loro missione: fare la cosa giusta. Definito dal Gazzettino “Uno dei più potenti e travolgenti spettacoli di teatro di narrazione”, lo spettacolo si inserisce all’interno della seconda edizione della rassegna “Scelte sostenibili” promossa in Villa Badia dalla Fondazione Dominato Leonense e sarà portato in scena dagli attori emiliani Marco Cortesi e Mara Moschini. Specializzati da anni in teatro civile, i due artisti sono tra i più apprezzati autori e interpreti della nuova generazione: tra i loro lavori, l’ideazione e la produzione del programma tv “Testimoni” in onda su Rai Storia.

Ateo per scelta?

Consideriamo un giovane che vada in giro indossando blue-jeans e dica agli amici che li indossa “per scelta”; una ragazza che si faccia il tatuaggio e dica a tutti che s’è fatta tatuare “per scelta”; un italiano che dica “io mangio pasta per scelta”. Che “scelte” sarebbero mai queste? Tutti indossano blue-jeans. Tutti sono tatuati. Tutti in Italia mangiano pasta. Qui non c’è scelta, ma solo adeguamento. Proprio come essere atei. Essere atei è di moda.
Oggi sono tutti atei. I credenti sono mosche bianche… e poi bisogna vedere in che cosa credono. Molti cosiddetti credenti infatti sono solo superstizioni. Ma l’ateo “per scelta” esprime spesso solo il colmo della omegeneizzazione, del perfetto adeguamento alla mentalità comune, banalmente atea.
Quando si parla di Dio, quando si tenta di conversare sulla religione, molti rifiutano perfino il discorso. Sono anticattolici, non gli piace il papa e quindi si dicono atei. Negano ogni interesse per certe cose. Esiste una spiegazione logica per il rifiuto di ciò che non si conosce? Forse il pregiudizio o l’ignoranza? E se la fede fiduciosa fosse una cosa più seria del sangue di San Gennaro? E se la religione fosse una cosa più vera e più reale del vuoto di certe superstizioni?
La questione non è se tu hai o se non hai il cosiddetto dono della fede. La questione reale è: esiste la base per credere? E se esiste, qual è?
Se sono a-teo posso solo negare, dire NO a una fiducia di fondo che mi sostenga nella vita. Ma con il NO non inizia nessuna storia. Il foglio è nero. Impossibile scriverci sopra. Solo il SÌ apre gli scenari delle esistenze possibili, problematiche, i meandri della vita di ognuno. Solo il SÌ inaugura atti e responsabilità.
Un ragazzo credente sta con una ragazza atea. Che ragioni ha lei per essere assennata, casta, dolce, paziente? Che ragioni ha lei per essergli fedele, per non tradirlo, non scoraggiarlo, anzi per incoraggiarlo negli studi o nel lavoro? Che cosa può motivare lei a rispettarlo, ad amarlo per ciò che lui è nel suo interiore, e non solo per il suo esteriore? Quali motivazioni inducono lei, a-tea, ad avere figli e a crescerli bene, con sani princìpi (quali princìpi? Non esiste niente, non c’è principio!), col rispetto verso il prossimo… quale prossimo?
Non c’è Dio: che cosa impedisce al cassiere di banca di approfittare di una tua svista quando fai un versamento? Che impedisce all’uomo di essere il lupo degli altri uomini? Non esiste Dio, perciò mangiamo beviamo ingozziamoci fornichiamo adulteriamo corrompiamo scanniamo arraffiamo finché si può dire “oggi”, perché domani moriremo! E non è proprio questo ciò che tutti stanno facendo “per scelta”?

La formica e Gesù
Se una persona oggi decide di credere in Cristo secondo il Vangelo (Nuovo Testamento) fa una vera e propria scelta di vita, una scelta esistenziale. La vita del credente “per scelta” (lui sì, credente per “scelta”) è certamente non facile. Del resto, tutte le cose di valore non sono facili. La strada larga porta alla perdizione eterna.
Per il discepolo di Cristo si tratta di vivere in una società di bestemmiatori, malfidati, superficiali, vuoti, senza princìpi, ingannatori, calunniatori, rapaci, violenti, adulteri, corrotti, arraffatori, ingiusti, profittatori, egoisti, bugiardi, chiacchieroni, mancatori di parola, traditori…
Non sono anche questi i frutti dell’ateismo scettico, i risultati del “no”? Tuttavia, chi conosce e si fida di Gesù non si lagna di vivere in una società del genere. Piuttosto prega, confida in Dio, che sostiene sempre, nella vita e nella morte.
Per la prova filosofica dell’esistenza di Dio, può essere sufficiente considerare la formica. È priva di generali e di capi, eppure il suo esercito è attivissimo, ordinatissimo, efficacissimo. Trascina nel formicaio ben strutturato pagliuzze che pesano molto più del suo stesso peso.
Per la prova storica dell’esistenza di Dio, si può guardare alla persona di Gesù. Gesù Cristo ci mostra come è il Padre. In Gesù Cristo si rivela Dio. Conoscere Gesù è conoscere Dio: l’amore di Dio, la misericordia di Dio, la giustizia di Dio, il giudizio di Dio, la volontà di Dio.
E sulla volontà di Dio casca l’asino. Perché l’uomo post-moderno vuole sì fare la volontà, ma la propria. E a fare la propria volontà si sente davvero originale, invece è solo egoista. Accampa il diritto a fare la propria volontà perché crede che la sua tecnologia avanzatissima gli permetta di avere una sua volontà in-di-pen-den-te. E questa volontà egli intende esercitare senza limiti. Originale davvero. Proprio come chi pretenda d’aver scoperto l’acqua calda. Infatti, in che cosa mai l’uomo d’oggi è diverso da Adamo? Proprio in nulla. La bellezza e la bontà dell’apparenza, la desiderabilità della superbia della vita sono le stesse che un tempo tentarono i cavernicoli e che oggi seducono i tecnologici. Niente di nuovo sotto il sole.
L’uomo tecnologico, però, qualche domandina deve pur farsela. Ad esempio, come mai il progresso tecnologico è stato seppellito sotto genocidi e guerre mondiali? Come mai nell’ultima guerra di Gaza sono state gettate tecnologiche bombe al fosforo? Come mai la tecnologia medica, pur apprezzabile per i suoi risultati, è poi capace anche di tenere “in vita” cadaveri? La volontà è una bella cosa ma, come la libertà, bisogna saperla adoperare, prima di vantarsene. La volontà di potenza, infatti, può anche scatenare quel tranquillo signore, nostro vicino di casa, che ieri ha ammazzato moglie e figli, e poi si è suicidato. Dio non esiste. Perciò la società si suicida. “Per scelta”.
Ma la vera “scelta” non sarà forse quella di mettersi con pazienza a leggere e meditare il Vangelo, per imparare da Gesù qual è il senso della vita e il senso della morte. Si scoprirebbe l’incredibile:
Gesù è morto-e-risorto anche per te che sei ateo o sei tornato all’agnosticismo o che sei scettico, e non ti fidi di lui.

Don Domenico