Grammatica italiana insieme al Signore!

I brani della Parola di oggi, infatti, possiamo semplificarli coniugando il verbo amare al presente, al futuro e anche all’infinito!

Proviamo insieme il presente, che troviamo nel salmo di oggi:

io amo, tu ami, egli ama, noi amiamo, voi amate, essi amano.

Rispolveriamo anche il futuro, che troviamo nella prima lettura  e nel Vangelo:

io amerò, tu amerai, egli amerà, noi ameremo, voi amerete, essi ameranno.

Nella seconda lettura, quella agli Ebrei, troviamo invece il verbo amare all’infinito, ma non l’infinito come lo insegnano a scuola, l’infinito di Gesù: AMARE da sempre, oggi e per sempre.

Già, perché così dice la Lettera agli Ebrei : ”Egli, una volta per tutte ha offerto se stesso”. Qui si parla di Gesù che non è venuto sulla terra per insegnarci a fare sacrifici a Dio. Gesù ha dato tutto per amore. Gesù ha amato così tanto ognuno di noi da dare tutta la sua vita e ha tanto amato il Padre da offrirgli tutta la sua vita. Questo Amare di Gesù è amare all’infinito!

Se abbiamo capito questo e cerchiamo di metterlo in pratica, ci sentiremo dire da Gesù quello che nel Vangelo di oggi abbiamo sentito dire dallo scriba: “ Non sei lontano dal regno di Dio”.

Che bello! Che felicità!

Perché il Regno di Dio, quello che invochiamo ogni volta che preghiamo con la preghiera che Gesù ci ha insegnato, il Padre Nostro, è il Regno dove continuamente si coniuga il verbo AMARE  e dove, per chi AMA, il premio è essere FELICE! Lo ha detto Dio a Mosè e a tutto il popolo d Israele; lo abbiamo sentito nella prima lettura: “ Ascolta, Israele, amerai.. perché tu sia felice”.

Ma noi preghiamo così: “ Venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo e così in terra”. Quando nell’eternità saremo con Dio, ameremo come Lui e sarà facile perché saremo con Lui.

Ma il suo Regno è già qui, oggi! Noi, nella nostra vita di tutti i giorni, dobbiamo coniugare il verbo AMARE.

Ross

Capire la Pasqua

La Pasqua ebraica

Dovete sapere, bambini, che la festa della Pasqua è molto antica. Molti molti anni prima della nascita di Gesù gli ebrei vivevano in gruppi, alcuni erano agricoltori, altri pastori. Gli agricoltori festeggiavano il primo raccolto dell’anno, i pastori festeggiavano la nascita dei primi agnellini. Durante queste feste si cantava, ballava, ma soprattutto si ringraziava Dio per il nuovo raccolto e i nuovi nati del gregge. Gli anni passarono e gli ebrei furono schiavi di Egitto. Come sappiamo Dio li ha liberati dalla schiavitù e li ha condotti per mezzo di Mosè verso la libertà.

Finalmente liberi la festa degli agricoltori e quella dei pastori divenne una sola grande festa, quella della Pasqua.

La parola Pasqua vuole dire Passaggio. Sì, perché ricorda il passaggio dalla schiavitù alla libertà. Ancora oggi gli ebrei, come allora, festeggiano la Pasqua. Vediamo come.

Si radunano in famiglia con degli amici e fanno una cena speciale che si chiama “Seder”. Preparano il tavolo e su questo tavolo ci sono: il pane azzimo, che è un pane non lievitato che ricorda quando sono fuggiti dall’Egitto in fretta senza avere tempo di lasciare lievitare la pasta. C’è il vino, simbolo della gioia della libertà ritrovata. Ci sono delle verdure amare, che ricordano l’amarezza dell’essere schiavi. C’è un uovo, simbolo della vita nuova vissuta in libertà. Infine c’è il cibo più importante, un agnello arrostito che ricorda il sacrificio pasquale portato al Tempio di Gerusalemme il pomeriggio della vigilia della Pasqua.

La Pasqua cristiana

La Pasqua dei Cristiani è la festa di Gesù che muore e risorge per tutti noi. Anche noi come gli ebrei festeggiamo la Pasqua, ricordiamo la morte e la resurrezione di Gesù. Anche per noi la Pasqua vuole dire passaggio, perché Gesù ci ha salvati dal peccato e dalla morte e passeremo da questa vita a una vita ancora più bella, una vita eterna con Lui in Paradiso…

Gesù ci invita alla sua Mensa non solo a Pasqua, ma tutte le domeniche, per nutrirci con il Suo Amore.

Quando il Sacerdote, durante la Santa Messa, dice: “Questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi, questo è il calice del mio sangue versato per voi e per tutti in remissione dei peccati”, Gesù si fa pane e vino per noi.

Noi non abbiamo sull’Altare alcun agnello, ma Gesù quando festeggiava la Pasqua con i suoi genitori e i suoi amici, lo mangiava… noi invece non abbiamo più questo agnello, perché?

È Gesù… che toglie i peccati del mondo.