Maggio, mese Mariano

Il mese di maggio è quello che nella sensibilità della nostra tradizione, esprime maggiormente la devozione mariana. É vero che in molte famiglie, ogni giorno la preghiera del rosario riecheggia, accompagnata da qualche trasmissione televisiva o radiofonica, pensiamo ad esempio al rosario video trasmesso da Lourdes come sia entrato in breve tempo nelle abitudini di tanti.

É pero’ in maggio che si dà maggiormente spazio a diverse forme di devozione.

Quest’anno, la preghiera mariana è stata intensificata come bisogno di intercessione per la pandemia che ci sta colpendo. Nelle nostre parrocchie il rosario ci ha raccolto come preghiera comunitaria ogni giorno via radio e quando sono cambiate le condizioni di restrizione o di circolazione, rispettando le indicazioni sulla sicurezza igienica per evitare il contagio, ci ha raccolto attorno a qualche luogo al quale siamo particolarmente legati. Maria sia per noi segno di consolazione.

Madonna del Rosario | I Santi dell’Abbazia

Il sesto altare minore è dedicato alla Madonna del Rosario. Da sempre legati a questa immagine sacra, i lenesi hanno fatto erigere uno degli altari più ricchi belli di tutto il complesso della nostra chiesa, e che ancora oggi rimane tappa fondamentale di molte preghiere quotidiane rivolte a lei, la Madre di Gesù.

Accompagnamento musicale ad opera di Paolo.

Il mese del Rosario

Ci apprestiamo a vivere il mese del Rosario. Per il momento ecco le indicazioni per viverlo come comunità.

Venerdì primo maggio: Rosario e Atto di Affidamento a Maria, dal Santuario di Caravaggio alle ore 21:00 su Tv2000 (canale28).

Ogni giorno poi, dal lunedì al venerdì, noi sacerdoti pregheremo il Rosario alle 20.30 in Chiesa. Vi invitiamo a collegarvi alla Radio (FM 102.65) per pregare con noi.

Di seguito la Lettera del Papa e le preghiere che ci ha invitato ad utilizzare al termine della preghiera quotidiana del Rosario.

Cari fratelli e sorelle,

è ormai vicino il mese di maggio, nel quale il popolo di Dio esprime con particolare intensità il suo amore e la sua devozione alla Vergine Maria. È tradizione, in questo mese, pregare il Rosario a casa, in famiglia. Una dimensione, quella domestica, che le restrizioni della pandemia ci hanno “costretto” a valorizzare, anche dal punto di vista spirituale.

Perciò ho pensato di proporre a tutti di riscoprire la bellezza di pregare il Rosario a casa nel mese di maggio. Lo si può fare insieme, oppure personalmente; scegliete voi a seconda delle situazioni, valorizzando entrambe le possibilità. Ma in ogni caso c’è un segreto per farlo: la semplicità; ed è facile trovare, anche in internet, dei buoni schemi di preghiera da seguire.

Inoltre, vi offro i testi di due preghiere alla Madonna, che potrete recitare al termine del Rosario, e che io stesso reciterò nel mese di maggio, spiritualmente unito a voi. Le allego a questa lettera così che vengano messe a disposizione di tutti.

Cari fratelli e sorelle, contemplare insieme il volto di Cristo con il cuore di Maria, nostra Madre, ci renderà ancora più uniti come famiglia spirituale e ci aiuterà a superare questa prova. Io pregherò per voi, specialmente per i più sofferenti, e voi, per favore, pregate per me. Vi ringrazio e di cuore vi benedico.

Papa Francesco

Preghiera a Maria

O Maria, Tu risplendi sempre nel nostro cammino come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a Te, Salute dei malati, che presso la croce sei stata associata al dolore di Gesù, mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano, sai di che cosa abbiamo bisogno e siamo certi che provvederai perché, come a Cana di Galilea, possa tornare la gioia e la festa dopo questo momento di prova.

Aiutaci, Madre del Divino Amore, a conformarci al volere del Padre e a fare ciò che ci dirà Gesù, che ha preso su di sé le nostre sofferenze e si è caricato dei nostri dolori per condurci, attraverso la croce, alla gioia della risurrezione. Amen.

Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.

Preghiera a Maria

«Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio».

Nella presente situazione drammatica, carica di sofferenze e di angosce che attanagliano il mondo intero, ricorriamo a Te, Madre di Dio e Madre nostra, e cerchiamo rifugio sotto la tua protezione.

O Vergine Maria, volgi a noi i tuoi occhi misericordiosi in questa pandemia del coronavirus, e conforta quanti sono smarriti e piangenti per i loro cari morti, sepolti a volte in un modo che ferisce l’anima. Sostieni quanti sono angosciati per le persone ammalate alle quali, per impedire il contagio, non possono stare vicini. Infondi fiducia in chi è in ansia per il futuro incerto e per le conseguenze sull’economia e sul lavoro.

Madre di Dio e Madre nostra, implora per noi da Dio, Padre di misericordia, che questa dura prova finisca e che ritorni un orizzonte di speranza e di pace. Come a Cana, intervieni presso il tuo Figlio Divino, chiedendogli di confortare le famiglie dei malati e delle vittime e di aprire il loro cuore alla fiducia.

Proteggi i medici, gli infermieri, il personale sanitario, i volontari che in questo periodo di emergenza sono in prima linea e mettono la loro vita a rischio per salvare altre vite. Accompagna la loro eroica fatica e dona loro forza, bontà e salute.

Sii accanto a coloro che notte e giorno assistono i malati e ai sacerdoti che, con sollecitudine pastorale e impegno evangelico, cercano di aiutare e sostenere tutti.

Vergine Santa, illumina le menti degli uomini e delle donne di scienza, perché trovino giuste soluzioni per vincere questo virus.

Assisti i Responsabili delle Nazioni, perché operino con saggezza, sollecitudine e generosità, soccorrendo quanti mancano del necessario per vivere, programmando soluzioni sociali ed economiche con lungimiranza e con spirito di solidarietà.

Maria Santissima, tocca le coscienze perché le ingenti somme usate per accrescere e perfezionare gli armamenti siano invece destinate a promuovere adeguati studi per prevenire simili catastrofi in futuro.

Madre amatissima, fa’ crescere nel mondo il senso di appartenenza ad un’unica grande famiglia, nella consapevolezza del legame che tutti unisce, perché con spirito fraterno e solidale veniamo in aiuto alle tante povertà e situazioni di miseria. Incoraggia la fermezza nella fede, la perseveranza nel servire, la costanza nel pregare.

O Maria, Consolatrice degli afflitti, abbraccia tutti i tuoi figli tribolati e ottieni che Dio intervenga con la sua mano onnipotente a liberarci da questa terribile epidemia, cosicché la vita possa riprendere in serenità il suo corso normale.

Ci affidiamo a Te, che risplendi sul nostro cammino come segno di salvezza e di speranza, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Amen.

Mese di maggio con i bambini

Prega e colora i misteri del Rosario

Puoi vivere il rosario con i bambini, nel mese di maggio, con una semplice attività che li coinvolga. Proponiamo 5 misteri del Rosario pensati per loro, con una preghiera conclusiva che qui riportiamo. Accanto ad ogni mistero un disegno da colorare (puoi scaricarlo di seguito).

Serviranno due stecche di legno Leggero (o bambù), della carta leggera ma resistente su cui incollare i disegni proposti.

Scegli un giorno della settimana nel quale il Rosario in famiglia sarà guidato dai bambini, utilizza i misteri suggeriti e concludi ciascuna decina con la preghiera riportata sotto ciascun mistero.

Aiuta i bambini a prepararsi alla preghiera costruendo un aquilone: spiega loro il significato del lavoretto che stanno realizzando.

In particolare, il primo mistero ricorderà che è Gesù con la sua croce la base sulla quale possiamo costruire la nostra vita (e l’aquilone). C’è un disegno da colorare (il primo) che ha proprio questo significato.

Ciascuno dei misteri successivi è accompaganto da un disegno da incollare sull’aquilone… Maria può aiutarci a portare in alto la nostra preghiera.

Di settimana in settimana, l’angolo della bellezza, preparato per la preghiera del Rosario potrà essere abbellito dagli aquiloni che i bambini realizzeranno.

Buona preghiera!

Scarica i disegni

I Misteri

  1. Gesù morto e risorto
    Maria, donna della Pasqua, accompagnaci nella vita a riconoscere tutta la luce che Gesù risorto ha messo nelle nostre giornate.
    Non permettere che ci abituiamo al bene che Lui ci dona, educa il nostro cuore allo stupore e alla meraviglia della risurrezione che continua in noi. Amen
  2. Maria, piena di grazia, sarà Madre
    Maria, ricolmata dell’amore di Dio, rendi il nostro cuore aperto, accogliente e capace di ricevere tutta la grandezza della vita di Gesù. Tu che sei diventata madre del Signore, aiutaci a far nascere dai nostri pensieri, parole e scelte la verità del Vangelo, che è sempre novità da vivere e condividere. Amen
  3. Maria condivide la festa di nozze a Cana
    Maria, madre dal cuore capace di far festa, che intuisci anche la nostra tristezza e insoddisfazione, dacci l’umiltà di presentare al tuo Figlio Gesù la nostra stanchezza:
    Lui solo può trasformare l’acqua stanca della fatica, nel vino nuovo della gioia.
    Insegnaci a fare tutto quello che Gesù ci dirà di compiere. Amen
  4. Maria porta sotto la croce il tuo dolore
    Maria, non ti sei fermata e hai portato tutto il tuo dolore e anche il nostro fin sotto la croce. È l’amore che trasforma la fatica in forza, è l’abbraccio della croce che ci apre il cammino della Pasqua. Nei momenti di sofferenza abbiamo bisogno di te che sei Madre di Gesù e madre anche nostra: consolaci con la stessa tenerezza e lo stesso amore. Amen
  5. Maria accolta nella festa del cielo
    Maria, sei la gioia del cielo: gli angeli e i santi fanno festa perché anche tu sei entrata nel cielo per rimanere sempre accanto a noi.
    La festa del cielo, sia la festa anche del nostro cuore perché Dio non ci abbandona e ci accoglie nella sua misericordia: sappiamo di incontrare te con tutti gli amici di Gesù. Amen

Processione mariana

Sabato 7 settembre alle 20.30 il vescovo Pierantonio presiede la processione con le fiaccole pregando il Rosario per affidare alla Madonna il nuovo anno pastorale. La partenza è dalla Cattedrale e la conclusione è nella Basilica delle Grazie

Sabato 7 settembre alle 20.30 il vescovo Pierantonio presiede la processione con le fiaccole pregando il Rosario per affidare alla Madonna il nuovo anno pastorale. La partenza è dalla Cattedrale e la conclusione è nella Basilica delle Grazie.

Domenica 8 settembre le Messe alle Grazie sono alle: 7.30, 9, 10.30, 12, 15, 16 e 18; alle 16 la Messa con l’affidamento a Maria e la benedizione dei bambini e dei ragazzi; alle 18 il Pontificale presieduto dal vescovo Pierantonio.

La preghiera del rosario

La Lettera Apostolica Il Rosario della Vergine Maria inviata da Giovanni Paolo II il 16 ottobre 2002, a tutto il mondo, fornisce lo spunto per ricordare storie importanti della tradizione associativa. Al n. 7 della lettera, con il titolo Ecco la tua madre! (Gv 19,27) leggiamo:

Numerosi segni dimostrano quanto la Vergine Santa voglia anche oggi esercitare, proprio attraverso questa preghiera (il Rosario), la premura materna alla quale il Redentore moribondo affidò, nella persona del discepolo prediletto, tutti i figli della Chiesa: “Donna, ecco il tuo figlio!” (Gv 19,26). Sono note le svariate circostanze, tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, nelle quali la Madre di Cristo ha fatto in qualche modo sentire la sua presenza e la sua voce per esortare il Popolo di Dio a queta forma d’orazione contemplativa. Desidero in particolare ricordare, per l’incisiva influenza che conservano nella vita dei cristiani e per l’autorevole riconoscimento avuto dalla Chiesa, le apparizioni di Lourdes e di Fatima, i cui rispettivi santuari sono meta di numerosi pellegrini, in cerca di sollievo e di speranza.

Sappiamo quanta importanza abbiano nel Centro Volontari della Sofferenza i Messaggi di Lourdes e di Fatima e la preghiera del Rosario. Parliamo quindi del Rosario a Lourdes ed a Fatima attraverso l’esperienza di Bernardetta e dei tre pastorelli. I messaggi di Lourdes e di Fatima sono dei pressanti inviti alla preghiera e sappiamo come sia la Grotta sia la “capelinha” siano luoghi di grande preghiera. Sia a Lourdes (1858) sia a Fatima (1916) la Madonna insegna ai veggenti la preghiera del Rosario che vuole si diffonda tra tutti i cristiani. A Lourdes, la Madonna si presenta come Madonna del Rosario e a questo titolo mariano è dedicata la prima Basilica di Lourdes, quella del Rosario. L’invito della Madonna a Bernardetta di recitare il Rosario non vu accolto solo dalla veggente ma anche da tutti quelli che si recavano alla Grotta e pregavano il Rosario assieme a Bernardetta. Rileggiamo il resoconto di Bernardetta su quella prima apparizione, 11 febbraio 1858: “Recatami sulla riva del  fiume Gave, per raccogliere legna sentii un rumore, alzai la testa e guardai la grotta.

Vidi una Signora rivestita di vesti candide. Indossava un abito bianco ed era cinta da una fascia azzurra. Su ognuno dei piedi aveva una rosa d’oro, che era dello stesso colore della corona del Rosario. A quella vista mi stropicciai gli occhi, credendo in un abbaglio. Misi le mani nel grembiule, dove trovai la corona del Rosario. Volli anche farmi il segno della croce sulla fronte ma non riuscii ad alzare la mano che mi cadde. Avendo quella Signora fatto il segno della croce anch’io vi riuscii. Cominciai al tempo stesso a recitare il Rosario, mentre anche la stessa Signora faceva scorrere i grani del suo Rosario, senza tuttavia muovere le labbra. Terminato il Rosario la visione subito scomparve”. Alla terza apparizione la Madonna chiederà a Bernardetta di recarsi da Lei per quindici giorni e sarà all’ultima apparizione che svelerà il Suo nome “Io sono l’Immacolata Concezione”. Nelle prime due, l’unica azione che la Madonna compie è la recita del Rosario, come se volesse farcene comprendere l’importanza (anche se poi Rosario sarà presente in ogni apparizione). A Fatima la Madonna si presenta come Madonna del Rosario quasi a sostenere l’impegno dei Pontefici nel diffondere questa preghiera come antidoto dei guasti che l’emarginazione del Vangelo causava al mondo.

Basti pensare che il solo Leone XIII con nove Lettere encicliche e numerosi scritti chiedeva questa preghiera inserendo nelle Litanie Lauretane l’invocazione “Regina del Santo Rosario”. É domenica il 13 maggio 1917 quando la Madonna appare ai tre pastorelli: Lucia di 10 anni, Giacinta di 7 anni e Francesco di 9. Sono a Cova da Iria ove hanno portato a pascolare il gregge. É mezzogiorno e sospendono i loro giochi per la recita del Rosario. Dicendo solo “Ave Maria” e “Santa Maria” lo terminano ben presto e stanno per riprendere il gioco allorché vi è un lampo. Con meraviglia vedono su un elce, alto circa un metro, una bellissima giovane Signora, avvolta in una luce meravigliosa. Raccomanda ai tre di recitare molte corone se vogliono raggiungere il Paradiso e che avranno molto da soffrire “ma la grazia di Dio vi assisterà e vi sosterrà sempre. Recitate il Rosario tutti i giorni con devozione per ottenere la pace nel mondo.”. Anche nella seconda apparizione, mercoledì 13 giugno, invitando i pastorelli a tornare anche il 13 luglio raccomanda nuovamente di “recitare il Rosario tutti i giorni!”. Il 13 luglio nuovamente: “recitate ogni giorno la corona in onore di Nostra Signora del Rosario. Ditela con l’intenzione di ottenere la fine della guerra. Soltanto l’intercessione della Vergine Santa può ottenere questa grazia”.

Ed avendo Lucia chiesto la guarigione di un ammalato risponde: “L’ammalato non lo guarirò né lo libererò dalla povertà. Reciti piuttosto tutti i giorni la corona con la famiglia; non abbia fretta. Otterranno le grazie desiderate ma bisogna che recitino la corona”. É in questa apparizione che raccomanda di dire, alla fine di ogni decina la preghiera: “O Gesù perdona le nostre colpe ecc.”. Nell’ultima apparizione si presenta “Io sono la Madonna del Rosario!”. Anche durante le apparizioni di Fatima, la Madonna ha con sé il Rosario pure se non lo prega. Neanche i pastorelli, a differenza di Bernardetta, lo pregano durante la visione. Abbiamo già detto, però, che ne raccomanda la recita quotidiana. Indica anche l’intenzione per cui pregare “ottenere la fine della guerra” perché “solo l’intercessione della Madonna può ottenere questa grazia”. I pastorelli comprendono tanto bene l’insegnamento della Vergine Santa che subito dopo la prima apparizione diverrà la loro continua preghiera. La Madonna sia a Lourdes sia a Fatima fornisce alcuni insegnamenti cui faremo bene ad essere attenti anche noi. Nell’apparizione del primo marzo un’amica di Bernadette le presta il suo Rosario perché possa usarlo.

La Madonna pare notare nulla ma, prima di scomparire, domanda a Bernadette  dove avesse il Rosario. La veggente risponde di averlo in tasca. La Madonna insiste “voglio vederlo”. Bernardetta lo tira fuori e lo mostra alla Madonna che le raccomanda: “servitevi di questo Rosario”. Come Bernadette dobbiamo vivere la duplice raccomandazione dell’Immacolata di avere sempre con noi il nostro Rosario e di servircene tanto. A Fatima ogni volta che Lucia chiede alla Madonna qualche grazia che le hanno raccomandato, la risposta è la stessa: “la grazia vi sarà se chi chiede sarà fedele nella preghiera del suo Rosario”. Inoltre sia a Lourdes sia a Fatima i fortunati presenti alle apparizioni si recavano al luogo indicato sempre con il Rosario: “vi è una visione del cielo che chiede di pregare il Rosario”. Davvero il Rosario è un legame forte tra Fatima e Lourdes. Ed è un legame forte tra l’umanità e Dio per mezzo dell’Immacolata: “Catena dolce che ci leghi a Dio!”. Sempre, anche oggi, alla Grotta o alla “capelinha” vi sia un pregare continuo del Rosario. Abbiamo visto che un’intenzione particolare della preghiera del Rosario è “la pace”.

Ecco come Giovanni Paolo II ce ne ricorda l’urgenza:

A dare maggiore attualità al rilancio del Rosario si aggiungono alcune circostanze storiche. Prima fra esse, l’urgenza di invocare da Dio il dono della pace. All’inizio di un Millennio, che è cominciato con le raccapriccianti scene dell’attentato dell’11 settembre 2001 e che registra ogni giorno in tante parti de mondo nuove situazioni di sangue e di violenza, riscoprire il Rosario significa immergersi nella contemplazione del mistero di Colui che “è la nostra pace”, avendo fatto “dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l’inimicizia” (Ef 2,14). Non si può quindi recitare il Rosario senza sentirsi coinvolti in un preciso impegno di servizio alla pace, con una particolare attenzione alla terra di Gesù, ancora così provata, e tanto cara al cuore cristiano.

É più che naturale che il Fondatore del Centro Volontari della Sofferenza e dei Silenziosi Operai della Croce, il Servo di Dio monsignor Luigi Novarese, l’avesse come preghiera tanto cara ed importante da fargli scrivere nell’Ancora del marzo 1963: “Il soave e caro insegnamento di Lourdes e di Fatima dona tanto conforto ai nostri cuori. La Vergine Santa si presenta a noi nel Suo materno atteggiamento di mediatrice nostra presso il Suo divin Figlio. É la mamma che prende tra le Sue braccia e fa Suo tuto ciò che vogliamo indirizzare a Dio e, impreziosendolo con le Sue virtù, lo presenta in modo gradito ed accetto all’Eterno Padre”. Mentre la piccola Bernardetta recita la corona, la Madonna fa parallelamente scorrere tra le Sue dita i grani del Santo Rosario, il che vuol dire, fa Sue le preghiere della piccola Bernardetta e le presenta al trono di Dio. A Fatima, la Vergine benedetta incoraggia la nostra pochezza ad andare da Lei, a sforzarci d’imitarLa, a restarLe vicini nella meditazione dei misteri del Santo Rosario e quale premio per la nostra filiale confidenza promette espressamente: “Queste anime saranno predilette da Dio e come fiori saranno collocate da Me dinanzi al Suo trono”. Quante Ave Maria e quanti Rosari abbiano intessuto le giornate di monsignor Novarese a noi non è dato sapere. Certamente un numero enorme. Ce lo sottolinea la bella foto che lo ritrae alla Grotta di Lourdes mentre, con il Rosario in mano accoglie i Sacerdoti ammalati per la concelebrazione. Veramente possiamo affermare, come Lui ha scritto, che “queste anime saranno predilette da Dio”.

a cura di Maria Piccoli

Rosario e Pensiero

Mcl ripropone “Rosario e Pensiero” il lunedì, una volta al mese, dalle 18.30 nella chiesa di San Luca. L’inizio il 5 novembre con il Vescovo. 40 minuti di spiritualità e riflessione

Il 16 ottobre del 2002 Giovanni Paolo II pubblicava la Lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae, invitando la comunità cristiana a riscoprire la ricchezza della preghiera del Rosario, spiegandone i contenuti teologici e i valori spirituali, rilanciandola con l’aggiunta di cinque nuovi misteri (i Misteri della luce) e proclamando l’Anno del Rosario.

“Il Rosario – affermava Wojtyla – se riscoperto nel suo pieno significato, porta al cuore stesso della vita cristiana ed offre un’ordinaria quanto feconda opportunità spirituale e pedagogica per la contemplazione personale. Il motivo più importante per riproporre con forza la pratica del Rosario – scriveva Wojtyla – è il fatto che esso costituisce un mezzo validissimo per favorire tra i fedeli quell’impegno di contemplazione del mistero cristiano”. Il 19 ottobre del 2008, al santuario di Pompei, Benedetto XVI ebbe a dire: “Il rosario è scuola di contemplazione e di silenzio. A prima vista, potrebbe sembrare una preghiera che accumula parole, difficilmente quindi conciliabile con il silenzio che viene giustamente raccomandato per la meditazione e la contemplazione. In realtà, questa cadenzata ripetizione dell’Ave Maria non turba il silenzio interiore, anzi, lo richiede e lo alimenta… il silenzio affiora attraverso le parole e le frasi, non come un vuoto, ma come una presenza di senso ultimo che trascende le parole stesse e insieme con esse parla al Cuore”.

Papa Francesco più volte ha ripetuto l’invito alle famiglie e a tutti credenti a pregare con il Santo Rosario, come la Madonna ha chiesto a molti Santi, promettendo la sua protezione speciale e grandissime grazie: “Il Santo Rosario, la preghiera a Gesù e alla Vergine Maria, la preghiera fatta insieme, è un momento prezioso per rendere ancora più salda la vita familiare e l’amicizia! Impariamo a pregare di più in famiglia e come famiglia!”. È agli inizi del XII secolo che la preghiera dell’Ave Maria (già conosciuta dalle prime comunità cristiane ancor prima del secolo XII) viene litanicamente recitata per 150 volte, soprattutto nei monasteri, in alternativa al salterio biblico, per favorire l’orazione dei monaci illetterati.

Il Movimento Cristiano Lavoratori ripropone anche quest’anno “Rosario e Pensiero”: 40 minuti di spiritualità e riflessione sui temi sociali e del lavoro. Quando? Il lunedì, una volta al mese, dalle 18.30 nella chiesa di San Luca in via San Martino della Battaglia. Il primo incontro è il 5 novembre (in diretta video su Super Tv) con il vescovo Pierantonio sul tema “La santità nel mondo del lavoro”. Nel secondo appuntamento, il 10 dicembre, interviene Luciano Zanardini su “Etica nel mondo virtuale tra i lavoratori”. Il 21 gennaio tocca al manager Carlo Contri parlare del lavoratore nell’industria 4.0. Su “Lavoro autonomo e lavoro dipendente: le prospettive” porta il suo contributo Emmanuele Massagli,presidente Adapt. Il 18 marzo, don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale della Lombardia, propone alcune considerazioni per un discernimento etico circa alcuni aspetti dell’attuale sistema economico. Il 13 maggio, infine, si parla di famiglia e lavoro con Luisa Pomi e Federico Plebani, collaboratori del progetto Mistero Grande. Per avere ulteriori informazioni, si può contattare il numero 0302807812.

Prega con tutto il cuore e starai meglio

Numerose ricerche scientifiche hanno esaminato, negli ultimi anni, gli effetti della preghiera sulla salute. É stato dimostrato che la preghiera offre sostegno spirituale, trasmette al malato energie e conforto per affrontare meglio la malattia. Di recente, la rivista inglese British Medical Journal ha pubblicato i risultati di una ricerca dell’Università di Pavia secondo la quale la recita del rosario, producendo un abbassamento del ritmo respiratorio in coloro che lo recitano, ne abbassa la pressione arteriosa e ne migliora l’attività cardiaca.

Il beato Novarese è stato un maestro dell’orazione. Ha insegnato ai malati la pratica di una preghiera profonda e intensa: un cammino spirituale capace di far loro raggiungere lo spazi interiore nel quale il Signore è presente dentro di noi. “Se uno mi ama osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui” (Giovanni 14,23). Dio “dimora” dentro di noi in uno spazio di silenzio che Novarese, nelle Meditazioni Spirituali, definisce la “tenda interiore”. É qui che incontriamo il Signore.

E tuttavia, per sentirlo realmente presente, dobbiamo imparare a prendere le distanze dal nostro io, a superare l’egoismo e fuggire il peccato. “Se non si lavora dentro se stessi niente costruisce il silenzio dentro di noi. Nella tenda interiore – scrive Novarese – si svolge il lavoro di officina, di limatura, per far scomparire gli angoli, per smussare, arrotondare, fare in modo che l’azione somigli sempre più a Gesù”. E’ Così che il malato conosce la propria profondità. E inizia un cammino che è, nello stesso temo, preghiera ed esperienza spirituale.

Nella preghiera egli esprime l’amore per il Signore, nell’esercizio spirituale che lo coinvolge nella sua totalità di persona formata da corpo e spirito, impara a fare dentro di sé il vuoto dell’io per fare spazio a lui. Un insegnamento potente che ha cambiato la ita di migliaia di infermi rendendoli capaci di sorridere e offrire amore anche nella malattia.

(Mauro A. un ammalato)

La Corona del Rosario

Il Rosario è la forma di preghiera prediletta dalla Madonna, ed è il mezzo che porta Dio nei cuori delle persone e le persone a Dio! Insomma, il Rosario è un grande gesto d’amore, che possiamo fare per dire alla Madonna che le vogliamo bene e per domandare a Lei ogni cosa.

Se domandiamo aiuto con un cuore gentile, Lei non potrà far altro che ascoltarci e intercedere per noi presso Gesù. La Madonna è apparsa a Lourdes recitando la corona con la piccola Bernadette Soubirous. A Fatima, a Lucia, Francesco e Giacinta per ben 6 volte ha raccomandato la recita del Santo Rosario, spiegando quanto è importante per l’umanità.

La Madonna è la via più sicura per arrivare a Gesù, per questo motivo, caro amico, raccomando vivamente la recita del Santo Rosario. Non stancarti di dire ogni giorno tante Ave Maria, per te, per i tuoi cari, e anche per chi non conosci…

Pregare il S. Rosario nell’anno della fede

In questo “anno della fede” come battezzato, mi sono  chiesto: oltre alle pratiche ordinarie cosa posso fare per aumentare la mia fede? Domanda che forse si sono posti in tanti e alla quale provo a dare una risposta. La vita possiamo dire che ci appartiene, è bella e ogni giorno ci riserva cose meravigliose ed emozioni uniche; ma ci sono  anche inesorabili sofferenze e pesanti croci da portare.

Da credenti  penso che non possiamo imputarle solo al caso o al destino, saremmo superficiali; all’opposto rischieremmo la disperazione. Ho chiesto ad un amico e ad una collega:” cosa  si prova a pregare e recitare il S. Rosario con assiduità come fai tu?” Entrambi hanno vissuto esperienze forti. Il primo di gioia il secondo di straziante dolore. Il primo sostiene: “ il S. Rosario mi riempie il cuore di gioia e mi tiene in contatto con la Madonna e il suo figlio Gesù che mi da la forza di mettere in pratica il suo insegnamento con tutti i miei limiti”. Per  il secondo poi:” la preghiera, la S. Messa, la meditazione del S. Rosario mi hanno sottratto alla disperazione e mi hanno avvicinato alla vita di Gesù e la Madonna, dando un senso alla vita e al dolore.” Alla luce di queste risposte possiamo dire che entrambi sono due percorsi di fede? Sono andato a cercare la risposta sul valore del pregare il S. Rosario da due esempi di santità contemporanea.

Dice S. Padre Pio ”Il Rosario è un dono meraviglioso della Madonna all’umanità. Satana mira sempre a distruggerlo, ma non ci riuscirà mai: è la preghiera di Colei che trionfa su tutto e su tutti. E’ lei che ce l’ha insegnata, come Gesù ha insegnato il Padre Nostro. É un’arma potente per mettere in fuga il demonio, per superare le tentazioni, per vincere il Cuore di Dio, per ottenere grazie dalla Madonna. Questo è il mio testamento spirituale: amate e fate amare la Madonna, pregate e fate pregare il Rosario”.

Sua Santità il Beato Giovanni Paolo II dice: “Nella recita del S. Rosario non si tratta di ripetere delle formule, quanto piuttosto di entrare in colloquio confidenziale con Maria, di parlarle, di manifestare le speranze, di confidare le pene, di aprire il cuore, sicuri della sua protezione e convinti che Ella ci otterrà da suo Figlio tutte le grazie necessarie alla salvezza.”

Dopo questo, perché non provare a pregare? Non è necessario un nostro cambiamento preventivo per incontrare il Signore. Lui ci chiede solo di provare a incontrarlo  di cercarlo, anche una  prima volta. Basta un atteggiamento di silenzio e di ascolto interiore, anche  passando dalla Madonna  chiedendo un Suo aiuto, cosa a Lei gradita.  Poi via via ogni giorno Maria e Gesù  ci  prendono per mano e ci arricchiscono di grazia, di gioia e di consolazione.

Ecco che in questo percorso,  ti chiediamo  o Signore di aumentare la nostra fede, Tu  che ci conosci bene , come dice il  Salmo 138 “Signore, tu mi scruti  e mi conosci, tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo, intendi da lontano  i miei pensieri, osservi il mio cammino e il mio riposo, ti sono note tutte le mie vie. La mia parola non è ancora sulla lingua ed ecco, Signore, già la conosci tutta. Alle spalle e di fronte mi circondi e poni su di me la tua mano.

A fronte di tanto mi sono chiesto cosa fare? La preghiera che  è alla basa di ogni pratica religiosa, lo è anche per noi cristiani? E’ vero si può pregare da soli, ma perché non farlo anche in modo comunitario in parrocchia, aperto a tutti in un orario favorevole! Ecco che da alcuni contatti  presi e in accordo con Monsignore, vogliamo riproporre come nel periodo dell’avvento un S. Rosario meditato alle ore 18.00 in parrocchia prima della S Messa ogni giovedì.

Gigi