Mondialità, società e persona

Don Roberto Ferranti, don Maurizio Rinaldi e don Giovanni Milesi sono i nuovi direttori e coordinatori delle tre aree pastorali della Curia: Ferranti è coordinatore per la pastorale della mondialità, don Rinaldi della pastorale della società e don Milesi della pastorale per la crescita della persona. Tutti e tre fanno riferimento al Vicario per la pastorale e i laici, don Carlo Tartari

Un decreto del Vescovo riorganizza gli Uffici che dipendono dal Vicariato per la pastorale e i laici. Al vicario don Carlo Tartari fanno riferimento don Adriano Bianchi, responsabile per la comunicazione e don Sergio Passeri, nuovo responsabile per la cultura. Sono istituite, poi, tre aree pastorali. A don Tartari fanno riferimento: don Roberto Ferranti, presbitero coordinatore della Pastorale per la mondialità a cui compete l’incarico di direttore degli Uffici per le missioni, per i migranti, per il dialogo interreligioso e per l’ecumenismo.

Don Roberto diventa presidente dell’Associazione Centro Migranti. Con lui agirà in sinergia padre Domenico Colossi, il Cappellano della “Missione con cura d’anime” per i fedeli migranti della Diocesi, indicando e coordinando le linee pastorali. Don Maurizio Rinaldi diventa il coordinatore della Pastorale per la società e direttore degli Uffici per la famiglia, per l’impegno sociale, per la salute e della Caritas; diventa presidente della Fondazione Opera Caritas San Martino.

Don Giovanni Milesi, coordinatore della Pastorale per la crescita della persona, assume l’incarico di direttore dell’Ufficio per gli oratori, i giovani e le vocazioni, dell’Ufficio per la catechesi (di entrambi è vice direttore don Claudio Laffranchini), dell’Ufficio per la liturgia (il vice direttore è don Claudio Boldini) e di quello per il turismo e i pellegrinaggi. È presidente del Centro oratori bresciani. Agirà in sinergia con don Raffaele Maiolini, direttore dell’Ufficio per l’educazione, la scuola e l’università che afferisce a questa area. Il decreto prevede, inoltre, dei vicedirettori per la famiglia, per l’impegno sociale, per la salute, della Caritas diocesana e un Direttore operativo dell’Associazione Centro Migranti Onlus.

Una Finestra sui Balcani… parte 7

E’ passato un po’ di tempo ma non mi sono dimenticato della nostra finestra; l’inizio però del tempo estivo mi ha “rapito” in una serie di attività a pieno ritmo e mi sono rallentato nella scrittura, ma non vi ho dimenticato. Soprattutto spero che questo riflettere insieme possa essere servito a tutti quanti per pensare alla nostra vita quotidiana non solo dal nostro personale punto di vista ma allargando lo sguardo anche su chi vive diversamente da noi.

Finestra sui Balcani 2016

Vorrei iniziare la mia riflessione ancora dal servizio in carcere per raccontarvi la gioia di questi miei amici quando, a inizi di Giugno, sono riuscito a fargli un regalo promesso da tempo: una piccola biblioteca… con libri di carattere religioso e altri di argomenti vari; abbiamo inaugurato questo scaffale di libri il giorno della memoria di Sant’Antonio da Padova (santo molto popolare in Albania) e vedere la loro felicità… prendendo di assalto questo centinaio di libri che avevamo portato, mi ha come sempre colpito. Con un dono cosi insignificante (noi ormai i libri non li compriamo nemmeno più) sembrava di aver donato oro a questi fratelli… le loro strette di mano come sempre mi hanno colpito e di nuovo ho imparato che incontrare una persona e farla felice, senza nessun pregiudizio, è il modo più forte per annunciare il Vangelo di Gesù… senza bisogno di troppe spiegazioni, quando uno si sente amato cosi come è, il Signore Gesù fa i suoi miracoli.

Finestra sui Balcani 2016
In queste settimane siamo poi impegnati in alcune attività che ho chiamato “Campi-Vangelo”, non trovavo altri termini… ovvero è una trasformazione dell’idea di grest che agli inizi avevamo portato qui. Al posto cioè di fare attività con i bambini con cui già lavoriamo tutto l’anno, mi impegno con i nostri educatori ad andare nei villaggi più lontani, dove non abbiamo la chiesa, dove non facciamo attività durante anno ma dove sappiamo che ci sono delle famiglie cattoliche, e con questi piccoli gruppetti di 10-15-20 bambini, leggiamo insieme il vangelo, giochiamo e celebriamo alcuni sacramenti. Sono settimane di grandi spostamento…. polvere… chilometri di vai e vieni…. di grande caldo… ma sapere che qualcuno ti aspetta e che ciò che gli dici li fa felici, è il dono più grande e piu bello.
Penso anche il nostro Oratorio a Leno impegnato a offrire momenti di crescita e di incontro… penso alla Menonera Missionaria e al lavoro dei volontari che ogni sera fanno del loro meglio perché da quell’ambiente parta un aiuto per noi missionari… penso a tutti voi che mi avete letto in questo anno, condividendo o meno le mi provocazioni…. A tutti auguro BUONA ESTATE…. E dopo la metà di agosto arriverò anche io a Leno per qualche settimana in mezzo a voi….

CIAO,

don Roberto

Guarda la galleria con le foto inviate dall’Albania da don Roberto!

Una Finestra sui Balcani… parte 2

Carissimi amici affacciati su questa “finestra web” che vi porta nei Balcani, un saluto a tutti. Come promesso, più o meno in tempo, eccomi anche questo mese a condividere qualche pensiero che ci aiuti a camminare insieme, al di là delle diversità geografiche.

Finestra sui Balcani 2015

Vi scrivo proprio il giorno dopo la celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale e vi scrivo dalla mia “nuova” casa, dato che mi sono trasferito e sto aprendo una missione nuova, in una città musulmana, al centro della zona pastorale affidata alla missione bresciana. Tutto è nuovo… non ho una chiesa, solo un piccolo negozio che abbiamo comprato alcuni anni fa e che abbiamo adibito a “chiesa”… non conosco molte persone, sto imparando a conoscere i bambini che giocano in strada vicino a casa mia… siamo in pochissimi cattolici qui ma so che ne vale la pensa esserci! La Missione infatti è proprio questo: poter essere un segno della presenza di Gesù al di là di quello che si può fare; in un tempo dominato dall’essere efficienti, se no le cose non ne vale la pena farle, abbiamo scelto di essere presenti in un luogo dove apparentemente non avrebbe senso stare… è la logica del Vangelo, il seme che deve cadere ovunque, anche dove si crede non crescerà niente! Si tratta di saper rischiare per Gesù! E a me va proprio a genio di provarci… e sono certo di avere anche il vostro sostegno. Oltre a questa città,  mi muovo nei villaggi cattolici affidati alla nostra missione insieme a un altro sacerdote di Brescia e a una Comunità di Suore Maestre di Santa Dorotea sempre di Brescia.

Finestra sui Balcani 2015

E’ bello incontrarsi in piccole comunità e pensare che alla fine le comunità degli Atti degli Apostoli erano proprio piccole cosi; è bello pensare che per annunciare il Vangelo, fare Catechismo non serve chissà cosa ma avere il tempo di camminare insieme, di conoscerci, di stimarci a vicenda e di conoscere le povertà di ciascuno. Tante volte siamo sempre cosi preoccupati di cercare chi non c’è, che ci dimentichiamo di voler bene a chi invece è presente…. ecco, la missione mi sta aiutando a prendermi cura di più delle persone che incontro ogni giorno… infatti penso che Gesù conoscesse bene i suoi 12 e proprio attraverso questo amore quotidiano ha donato a loro la forza di andare poi a dire a tutti la Buona Notizia.

Finestra sui Balcani 2015

Vi saluto allora da questa nuova realtà… e il mese prossimo vi racconterò una esperienza nuova e forte che proprio in questi prossimi giorni andrò a iniziare… intanto non dimenticatevi di pregare per tutti i missionari.

Ciao,

don Roberto

Con don Roberto in Albania

…rivolgiamo lo sguardo del nostro cuore a Gesù Crocifisso e sentiamo dentro di noi che Dio ci ama, ci ama davvero, e ci ama così tanto! Ecco l’espressione più semplice che riassume tutto il Vangelo, tutta la fede, tutta la teologia: Dio ci ama di amore gratuito e sconfinato.
(Papa Francesco, Angelus 18 Marzo 2015)

Carissimi amici,
non è mai facile riassumere in poche parole ciò che si vive per
raccontarlo e rendere partecipi anche voi di questa avventura di Fede che è la nostra presenza missionaria in questa terra, non è facile perchè sembra sempre di voler indurre qualcuno alla tenerezza raccontando alcuni fatti… ma non è cosi… ciò che possiamo fare è reso possibile dal vostro costante e continuo aiuto che ci rende la mano della Provvidenza che sa arrivare ovunque… ed è il Bene che voi volete a me, il Bene che io voglio a Gesù che si trasforma nel Bene che riusciamo a comunicare ad altre persone. Sì, il Bene… l’Amore… è la spiegazione di tutto… dobbiamo dircelo… è la spiegazione anche della Pasqua, ce lo ha detto Papa Francesco: in Gesù Crocifisso sentiamo che siamo amati davvero e questo ci fa stare bene,… sentirci amati davvero…. non in teoria ma in pratica. Ecco… la missione qui o lì da voi… non sono altro che una occasione che abbiamo per dimostrare che siamo amati davvero! Non esistono meriti o confini… l’Amore Cristiano serve per aiutare le persone a cambiare attraverso l’Amore. Ecco ciò che faccio qui! A Natale vi raccontavo di un giovane che era in carcere in Francia… ebbene, sono riuscito a raggiungerlo attraverso un sacerdote di Tolosa che lavora in carcere là e che ho avuto indirizzo attraverso Nunzio Apostolico di Parigi che è un nostro confratello bresciano vescovo (mons. Luigi Ventura)… e questo sacerdote mi raccontava che quando è andato in carcere, ha fatto chiamare questo ragazzo (che non capiva perchè era stato convocato) e gli ha comunicato che io lo stavo cercando, mi diceva che ha pianto per ore dalla gioia perchè si è sentito “cercato e amato” da me. Ora questo giovane è tornato qui e lo sto aiutando dato che ha trovato la casa vuota perchè la famiglia nel frattempo è emigrata in Germania alla ricerca di asilo politico… e si è trovato solo, casa vuota e senza nulla… però è tornato solo con la voglia di abbracciarmi. L’amore cambia la vita anche nei piccoli gesti… e ora lo sto aiutando a ricominciare. L’amore che ho vissuto aiutando una famiglia proprio in queste settimane dove un giovane di 28 anni, infermiere, a seguito di un incidente stradale stava rischiando di perdere uso della mano e dove solo l’amore poteva aiutarli ad affrontare con serenità la situazione tenendo conto delle limitate condizioni di cui godono gli ospedali qui per affrontare operazioni di questo tipo. Aiutarli a sentirsi accompagnati ha reso possibile a loro di sentire che Gesù ama tutti… in ogni situazione; ora li accompagno in questo percorso di riabilitazione. Ecco… pochi esempi di amore declinato… ma un amore possibile, che fa stare meglio in ogni situazione… chi è Gesù se non Colui che ci aiuta a vivere??? Ecco allora perchè continuo a tendere la mano senza vergogna… perchè so che il vostro sostegno è un modo per annunciare che Gesù continua ad amare attraverso le nostre possibilità… le nostre risorse, che se anche ci sembrano poche sono sempre piu tante
di quelle a cui possono attingere la maggioranza di tanti nostri fratelli. In questi mesi ho poi ripreso a servire le periferie, tornando a lavorare nella missione dove son stato i primi anni nei villaggi attorno alla città musulmana di Burrell… una occasione che mi è data per tornare a contatto con chi è più lontano e sono content di questa possibilità; certamente in questi mesi viaggio molto per raggiungere questa zona e viaggiando ripenso spesso a come il Signore mi accompagna con il suo Amore anche attraverso il sostegno di tutti voi. Grazie cuore e vi assicuro il mio ricordo nella celebrazione della Pasqua perchè guardando il Crocifisso tutti sappiamo riscoprire di essere amati davvero…. BUONA PASQUA

Buon Natale, affinché tutti riscopriamo la nostra identità cristiana di servitori

“Sono alcuni mesi che mi riprometto di scrivere ma è sempre un ricorrere il tempo ed è stato proprio l’inizio dell’Avvento che mi ha inchiodato sulla sedia per condividere alcuni pensieri e riflessioni nella mia vita al servizio della Chiesa albanese. Come Chiesa siamo qui a servire l’uomo e soprattutto un uomo che è bisognoso nella sua umanità e nella sua spiritualità… il Vangelo di questo primo giorno di avvento ci ricorda che Lui stesso, Gesù, venne per “curare”. Tante volte dimentichiamo questo, pensiamo di dover fare chissà quali grande cose e invece siamo chiamati, sul suo esempio, a curare, a prenderci cura di chi vive accanto a noi; prego che questo Avvento e Natale riporti in me e in tutti noi, nelle nostre chiese e comunità, la giusta misura dell’essere cristiano: prenderci cura senza troppe parole di chi è bisognoso umanamente o spiritualmente.

Candele Natale

In questi mesi tante cose hanno caratterizzato la mia esperienza missionaria qui: le attività estive per i villaggi più lontani, l’aver accompagnato la delegazione dei giovani albanesi alla Giornata Mondiale della Gioventù (era la prima volta per tutti loro… un bagno di mondialità bellissimo), il cambio di casa per iniziare la piccola comunità di accoglienza vocazionale… e l’inizio del mio ministero a tempo pieno per una città e non più solo per dei villaggi. Poche parole per dirvi che il mio tempo è stato assorbito da un bel po’ di lavori; una riflessione per spiegarvi dove vivo adesso che ci fa capire come il Signore è davvero più grande di ogni ideologia. Ora vivo in un palazzo che era stato costruito per essere l’albergo del regime nella città di Rreshen, ospitava tutti i responsabili del partito che passavano per fare la propaganda soprattutto anti-religiosa… ora in questo palazzo di 5 piani (che sin dalla caduta del regime venne dato ai primi missionari) ad ogni piano c’è una cappella con Gesù Eucarestia: a un piano ci sono le suore che assistono malati e disabili, a uno i missionari vincenziani, ad uno io, ad uno i confratelli albanesi che fanno servizio nei villaggi, ad uno una nuova comunità di suore che vengono dall’argentina… un luogo nato per parlare contro Dio è diventato invece un piccolo segno della sua dimora tra questa gente. Davvero le ideologie invecchiano e muoiono mentre la Chiesa resta sempre giovane. Sono piccoli miracoli della Sua vera presenza in mezzo a noi.

Cosa faccio in questo palazzo? Beh… diciamo che ci sto poco perché sono sempre in giro, comunque mi dedico alla formazione dei giovani, alla loro spiritualità, alla loro crescita in prospettiva vocazionale cioè verso una scelta di vita cristiana… con tanti bisogni di povertà potrebbe sembrare fuori luogo il mio servizio… ma io ci credo molto e con me la diocesi che mi ha chiesto questo servizi. Nei giovani è custodito il futuro di questa chiesa e “curare” la loro umanità ancora un po’ debole è un lavoro in prospettiva che forse nell’oggi non dà frutti ma che costruisce le basi per un domani diverso; ho dato vita a un oratorio dove ogni pomeriggio, con un educatore a tempo pieno, offriamo spazi per gioco e attività di formazione, ho una piccola comunità di adolescenti che vivono con me il cammino delle scuole superiori vivendo in comunità con me e riflettendo sulla propria vocazione, alcuni fine settimana al mese accolgo per 3 giorni altri ragazzi che vorrebbero iniziare un cammino di riflessione sul proprio futuro, mi dedico alla catechesi di tutti i ragazzi della città con la collaborazione di alcune suore e alcuni laici, seguo personalmente la catechesi di 55 adolescenti in cammino per i sacramenti, dall’amicizia con alcuni giovani grandi è nato il desiderio di ricevere i sacramenti e sto preparando due coppie a ricevere tutti i sacramenti nella prossima veglia di Pasqua, dedico ore alla direzione spirituale dei giovani a lasciarli parlare per fare uscire le loro potenzialità, sostengo diversi di loro (anche economicamente) nello studio soprattutto universitario, mi occupo della formazione dei seminaristi collaborando con il seminario nazionale,…ma soprattutto vivo ogni giorno cercando di far capire che con Gesù Cristo la vita è più bella.

Albania GMG 2011

A fianco di questo come sempre non manca il sostegno ai più poveri che ancora non possono comprarsi nemmeno le medicine o soffrono ingiustizie essendo poveri; stiamo costruendo la casa, in collaborazione con un missionario vincenziano, a una famiglia di 7 persone completamente emarginata da tutti: marito e moglie sono entrambi disabili mentali, il loro matrimonio è stato combinato dalle rispettive famiglie, sono nati 5 figli, anch’essi con qualche problema… li abbiamo trovati in situazione igieniche che non vi dico… il bambino più piccolo stava morendo affogato nel buco che hanno come bagno in casa (non vi sto mentendo, vi dico la pura verità!)… chi davvero è bisognoso è spesso dimenticato da tutti…

Grazie di cuore a tutti voi perché tutto questo è possibile perché voi siete in tanti a volerci bene e ad aiutarci; non importa se vi sembra di poter fare poco perché la crisi economica costringe tutti a fare i “conti”… anche se un mondo governato dall’economia è proprio brutto perché ci allontana dall’amore, comunque non importa cosa potete fare, anche se poco, anche se solo è passare in chiesa a dire una preghiera per noi…fate quel poco che potete, per noi è sempre un grande regalo.

Con sincerità e amicizia ricevete i miei scomodi auguri di Buon Natale, perché il Signore ci ricordi che Lui è venuto per prendersi cura degli altri e non per costruirci una bella vita…; Buon Natale affinchè tutti riscopriamo la nostra identità cristiana di servitori”.

Don Roberto Ferranti.
(missionario FIDEI-DONUMnella Diocesi di Rreshen)

Una casa per gli adolescenti in ricerca vocazionale

Sono don Roberto Ferranti, sacerdote diocesano di Brescia, originario di Leno e da 3 anni in servizio come fidei-donum in Albania nella diocesi di Rreshen. Sto vivendo una esperienza davvero molto significativa e bella nel servizio a questa chiesa che sta rimuovendo i primi passi dopo una storia non certo facile. Oltre al servizio svolto in una missione dove siamo presenti come sacerdoti bresciani da 9 anni, da più di un anno mi è stato chiesto di affiancarmi anche al servizio del seminario nazionale soprattutto nella realizzazione del Centro Nazionale per le Vocazioni (di cui sono vice-direttore), che in stretto legame con il seminario svolge un servizio di animazione e formazione al servizio di ogni diocesi e comunità missionaria; da quest’anno poi, per due diocesi, svolgo anche il mio servizio come animatore vocazionale e sto ridando vita a una piccola comunità di accoglienza vocazionale per indirizzare giovani al seminario dopo una formazione umana e spirituale di base che permetta di affrontare un discernimento più attento.

Il cammino di questi anni della chiesa albanese ha chiaramente indicato che la strada principale da seguire per la crescita di questa Chiesa e di questo popolo è l’attenzione ai più giovani; è una verità valida ovunque ma ancora di più dove la storia recente, conclusa con la dittatura nel 1991, ha completamente annientato la presenza e lo spirito degli adulti in questa Chiesa e in questo popolo. Oggi noi abbiamo a che fare solo con i giovani e quello che sta rinascendo sono essi stessi a costruirselo completamente soli perché il mondo adulto per diffidenza, per cultura e per formazione, se ne sta solo a guardare. Anche la Chiesa possiamo tranquillamente affermare è formata da soli giovani, basti pensare che la scorsa estate, solo nella nostra diocesi. abbiamo celebrato più di 400 battesimi di adolescenti e giovani che completamente da soli arrivano ad affrontare questo cammino.

Don Roberto Ferranti

È una Chiesa ancora povera, non ci sono preti locali perché è un contesto particolarmente ostile in cui poter operare, e soprattutto siamo per 1’80% stranieri (italiani, slovacchi, kossovari, spagnoIi…); nei più giovani si sta affacciando adesso l’interesse e il desiderio per servire il proprio popolo anche attraverso la vita religiosa. Un cammino però che richiede molta formazione per la debolezza culturale di questi ragazzi… un cammino però necessario e indispensabile per il futuro. Ogni diocesi sta cercando con i propri mezzi di iniziare questo cammino di formazione offrendo ai ragazzi una solida preparazione umana e scolastica sin dai tempi dell’adolescenza, offrendo ad alcuni ragazzi ambienti in cui crescere e formarsi. Anche la nostra diocesi da tre anni attraverso il mio servizio tra i giovani offre questa esperienza; ora ci accontentiamo di ambienti molto semplici e poveri ma ora non bastano più, sia per i ragazzi e sia per la dignità dell’accoglienza umana (gli ambienti attuali hanno infatti molti problemi anche in ambito igienico-sanitario essendo stati sistemati velocemente e senza prospettive di lungo utilizzo).

La diocesi non ha nessun tipo di risorsa e l’unico spazio che abbiamo è un grande palazzo che era l’albergo del regime in cui abbiamo sistemato disabili, convitti, missionari…etc. Siamo davanti ormai all’urgenza di dover sistemare questa comunità per ragazzi sistemandola in un piano di questo grande edificio, dotandolo di servizi igienico sanitari, camere per ragazzi, aula studio, aula ricreativa, piccola cappella, cucina e piccolo magazzino. Il tutto per ospitare una decina di ragazzi. Tuttavia l’intervento si prospetta assai oneroso tenendo conto che la diocesi non ha nessuna risorsa propria. Abbiamo un progetto dei lavori e l’intervento si aggira sui 50.000 euro; ci è altrettanto difficile pensare di iniziare senza sapere di poter contare sul sostegno di chiunque possa credere in questo nostro intervento e concretamente possa aiutarci al pagamento dello stesso.

Grati per la vostra attenzione, porgo distinti saluti.

Don Roberto Ferranti
(missionario FIDEI-DONUM nella Diocesi di Rreshen)

Pasqua 2011

“Allora entrò anche l’altro discepolo,

che era giunto per primo al sepolcro,

e vide e credette”

(Gv 20,9)

 

Il tempo scorre davvero veloce e anche se mi sembra che poco tempo fa stavo scrivendo alcune riflessioni del Natale, eccomi già a pensare alla Pasqua…e a condividere come sempre con gratitudine e amicizia, un pensiero che ci unisca nei nostri cammini mentre celebriamo Colui che dà senso al nostro camminare, che è il Signore Gesù.

L’augurio più sincero è che anche noi, come “l’altro discepolo” che è giunto al sepolcro il mattino di Pasqua facciamo la scelta di credere, mai come in questo ultimi tempi si sta rendendo necessario, qui e in ogni parte del mondo, il nostro credere. Sì, c’è bisogno di essere credenti, di vivere da credenti, di scegliere da credenti…di testimoniare ciò che crediamo. Il Signore Gesù ha voluto che quel mattino al sepolcro si discepoli credessero nonostante i tradimenti di pochi giorni prima quando lo avevano lasciato da solo; il Signore Gesù vuole che ancora oggi noi, pur nel mezzo delle nostre debolezze, diventiamo sempre di più uomini che credono non per i nostri meriti ma per quello che Lui ha operato con la sua Risurrezione. Dal sepolcro i discepoli sono tornati con la voglia di credere…prego e mi auguro che anche tutti noi nel giorno di Pasqua proviamo questo desiderio: quello di credere.

I missionari sono coloro che vanno per far maturare le persone in questo desiderio, quello di credere, la vera povertà c’è nell’uomo quando non si crede…e tante cose anche qui in Albania non cambiano proprio perché l’uomo non crede e non credendo l’orizzonte della sua vita diventa molto buio, povero e privo di significato. Non è facile aiutare la gente a credere…ma è una avventura che ne vale la pena di essere vissuta. Ed è la stessa cosa che anche voi potete fare vivendo con un certo stile negli ambienti della vostra vita quotidiana; siate missionari anche voi.

Qui il mio servizio continua e stiamo cercando di vedere come evolverà, è un lavoro molto poco evidente: non costruisco pozzi o ospedali, non costruisco strade o ponti, non costruisco chiese o altro…ma silenziosamente mi dedico alla formazione delle persone, soprattutto di quei ragazzi che manifestano una generosità al servizio e che stanno iniziando a pensare al loro futuro; mi dedico all’ascolto, all’educazione delle coscienze attraverso tanti incontri personali…e tutto per gettare le fondamenta nascoste di un futuro migliore per questa chiesa. La Domenica delle Palme sono andato a celebrare la messa in un villaggio veramente isolato in mezzo alle montagne al confine tra le due diocesi che servo…là c’era un ragazzo, Fatmir, che è venuto agli incontri vocazionali quest’anno, ho conosciuto la famiglia che mi ha detto della gioia che questo ragazzo ha a 16 anni nel servire la Chiesa…e se vedo dove vive, resto meravigliato di questa sua generosità…oltre ala chiesa, alla scuola e alle montagne non c’è nulla. Come può aver maturato l’idea di donare la sua vita? Un mistero che solo il Signore conosce!

Come sempre vi sono grato per ogni aiuto che ci permette di vivere e di dare un futuro a questi ragazzi; forse vi potrà sembrare che siamo un pozzo senza fondo nel chiedere aiuti, forse è vero…ma non possiamo contare su nessuna risorsa qui! Siamo cosi poveri che perfino la Santa Sede ci ha dimenticato sospendendo i contributi che versava a queste sei piccole diocesi…; può sembrare ridicolo ma è vero! Nel frattempo fin che possiamo, io qui a Rreshen e don Gianfranco a Suç, continuiamo a sostenere ragazzi a scuola, i seminaristi che abbiamo al seminario nazionale a Scutari, continuiamo a comprare medicinali o a cercare possibilità di cure per chi non saprebbe nemmeno a chi rivolgersi. Proprio in queste settimane un nuovo caso sto affrontando, quello di un ragazzo kosovaro di 22 anni con un tumore al fegato ormai in stadio avanzato…che era stato visitato e dimesso piu volte dall’ospedale con la diagnosi di una gastrite! Solo con l’intervento delle KFORCE (i militari italiani in servizio in Kossovo) siamo riusciti a spedirlo in Italia per tentare il possibile. Cerchiamo di far capire la necessità della prevenzione, delle visite in tempi opportuni…ma spesso non è possibile. Nella famiglia di questo ragazzo è già il terzo che finisce cosi; non vogliamo essere cattivi, ma le famose bombe all’Uranio impoverito usate nei Balcani durante la guerra del’97 continuano a fare il loro lavoro…anche se tutti continuano a negarlo.

Tutto questo non ci impedisce di sperare e di lavorare per il futuro di questi ragazzi, lo meritano nonostante i tanti limiti che incontriamo.

A voi chiedo il ricordo della preghiera che contraccambiamo pregando sempre per i nostri benefattori; ogni aiuto che riceviamo è per noi fonte di quella vita nuova che sperimentiamo con la Pasqua di Risurrezione. Auguri di cuore a tutti

Don Roberto