Ritiro di avvento 2019

Parrocchie di Leno, Porzano, Milzanello

Domenica 1 dicembre

Presso la Chiesetta di San Giuseppe a Leno

Programma

  • ore 15.30: Preghiera dell’Ora Media
  • ore 15.45: Ascolto della Parola e meditazione
  • ore 16.30: Esposizione del SS. Sacramento e AdorazioneAdorazione Eucaristica
  • ore 17.30: Condivisione
  • ore 18.00: Celebrazione dei Vespri
  • ore 18.30: S. Messa in Chiesa Parrocchiale

Predicatore: mons. Renato Tononi

Ritiro di Avvento per le famiglie

Domenica 2 dicembre 2018
Oratorio San Luigi – Leno

Signore Gesù, vieni accanto a noi! 
Come un pastore buono, prendici in braccio e consolaci.
 Parla al nostro cuore, e scaccia da noi la paura 
di camminare sulle tue strade.

Programma

ore 09.30 – Lodi Mattutine
ore 09.45 – Riflessione di don Ciro
ore 10.30 – Condivisione
ore 11.00 – S. Messa
ore 12.00 – Pranzo al sacco

Vi aspettiamo!

don Ciro e suor Graziella

Ritiro zonale di Quaresima per le famiglie

ZONA PASTORALE XII
dell’ABBAZIA DI SAN SALVATORE

RITIRO ZONALE DI QUARESIMA PER LE FAMIGLIE

DOMENICA 12 MARZO 2017 PRESSO L’ORATORIO DI GAMBARA

PROGRAMMA:

  • ore 9.00 accoglienza in oratorio
  • ore 9.15 preghiera delle Lodi Mattutine ore 9.30 ascolto della Parola di Dio e riflessione del don
  • ore 10.15 condivisione a coppie e tempo per le confessioni
  • ore 11.00 s. Messa
  • ore 12.00 pranzo al sacco in oratorio

“Dio educa e ama il suo popolo”

Risultato dei lavori di gruppo di domenica 26 giugno – Maguzzano

“LA CHIESA IN USCITA” è la comunità di discepoli missionari che prendono l’iniziativa, che si coinvolgono, che accompagnano, che fruttificano e festeggiano.

Papa Francesco, Evangelii Gaudium, n. 24

RISULTATO DEI LAVORI DI GRUPPO DI DOMENICA 26 GIUGNO

MAGUZZANO

1. COSA MANCA ALLA NOSTRA COMUNITA’ PER ESSERE “COMUNITA’ DI DISCEPOLI DEL SIGNORE?

  • La consapevolezza di essere Chiesa e, quindi, di essere parte di una comunità, che confida non tanto sulle sue forze, ma sull’azione dello Spirito Santo, che offre i suoi doni per l’opera affidatale da Gesù. Alla chiesa nel suo insieme e ad ogni vocazione o ministero al suo interno Egli corrisponde una grazia propria (è quella che si chiama grazia del proprio “stato di vita”).
  • La capacità-volontà di mettere al primo posto la Parola, attraverso cui Dio si comunica all’uomo. Questo è un lavoro che impegna ciascuno innanzitutto a diventare missionari verso se stessi: conoscere il Maestro e “stare con Lui” (recuperare il senso della preghiera) per formarsi, cioè prendere la “forma” del vero discepolo di Gesù e imparare a “motivare” il proprio agire a partire dall’appartenenza a Lui e al suo Corpo, che è la Chiesa. Allora l’agire prende la forma del servizio, del “dare la vita” per gli altri, nella “gioia” di servire con “gratuità”.
  • Così si può diventare missionari verso gli altri, a partire dai più vicini: la famiglia, i vicini di casa, i colleghi di lavoro, di studio… insomma, coloro che incontriamo negli ambienti quotidiani della vita, impegnandoci a “pregare per e con tutti” e a testimoniare la nostra fede. E’ fondamentale il radicamento sul vangelo, la sua comprensione, assimilazione, condivisione e il farlo diventare vita. Occorre diventare famigliari del Vangelo.
  • Per essere missionari così è necessario fuggire la paura della “specificità” del cristianesimo e approfondire il “senso di appartenenza” alla comunità cristiana, superando i pregiudizi, per “accogliere” le differenze culturali e religiose come ricchezza e stimolo ad approfondire la nostra fede, senza la pretesa di cambiare o convertire.
  • Il cammino continua nel superamento dell’individualismo della fede, riscoprendo il suo carattere comunitario in una Chiesa di popolo. Moltiplicare le esperienze comunitarie, oltre la Messa: preghiera, formazione, ritiri… Così si arriva a condividere risorse e mezzi e ad impegnarsi nella dimensione educativa.

2. QUALI INIZIATIVE INTRAPRENDERE PER VIVERE LA MISSIONARIETA’ UNIVERSALE?

  • Coinvolgimento. Invitare ciascuno a dare quel “poco” o “tanto” che gli è disponibile di tempo, di intelligenza, di accoglienza… sapendo che lo Spirito Santo soffia su tutti, per un servizio alla comunità.
  • Formazione che ci aiuti a leggere il nostro tempo, per imparare a saper annunciare il Vangelo con linguaggi comprensibili, e “adattare” le tradizioni della “pietà popolare” ad una mentalità che non è più quella in cui sono sorte. Un esempio è la “Via Crucis vivente”, che aggrega molte persone intorno a un tema fondamentale della fede cristiana e può diventare un momento propizio di annuncio e di catechesi, soprattutto per coloro che sono “attori”. Potrebbe essere proposta nelle diverse zone.
  • Promuovere la pratica della preghiera di “effusione dello Spirito” per riscoprire la sua missione nella Chiesa e in noi e i suoi doni per saperli usare a servizio della Chiesa.
  • Aiutarci reciprocamente a prendere coscienza della responsabilità che abbiamo nel nostro comportamento, che influisce sugli altri in modo negativo (scandalo, inciampo) o in modo positivo (testimonianza del messaggio evangelico).

3. COME COINVOLGERE DI PIÙ I SINGOLI E LA COMUNITÀ NEL SERVIZIO MISSIONARIO?

  • Confrontarsi fra le diverse realtà della comunità (famiglia, gruppi, associazioni, categorie di persone… ), riconoscendo il comune obiettivo: portare Cristo e portare a Cristo.
  • Approfondire le relazioni personali, che diventano occasione di evangelizzazione;
  • Fare a tutti la proposta di partecipazione alla programmazione e svolgimento dei progetti pastorali (es. le feste patronali). Il coinvolgimento richiede, però, il “rispetto di tutti” nei loro tempi, modi, disponibilità…

4. COME ACCOMPAGNARE?

  • Formare i formatori (catechisti, volontari, operatori vari) spiritualmente, attraverso cammini di discern mento guidati da sacerdoti e laici preparati e sostenerli nei momenti di difficoltà.
  • Far crescere la “sensibilità alla vicinanza e all’accoglienza” verso qualsiasi persona o gruppo nelle sue situazioni di vita: bambino, giovane, anziano, malato, credente, ateo, cristiano, musulmano… dipendente da stupefacenti, alcool, gioco… Ricco, povero, colto, ignorante…
  • Insegnare a “osservare” per “cogliere” i diversi messaggi e i diversi bisogni che emergono negli eventi vissuti, per “annunciare il Vangelo della speranza e della prossimità”.
  • Stare” con le persone per “conoscerle”: allora si potranno accompagnare nel modo giusto.
  • Non trattenersi dal fare proposte significative ai figli e ai giovani in genere. Invitarli ai momenti comunitari, soprattutto se diversi dal “normale”, perché possano anch’essi contribuire al “rinnovamento”. Affidare loro compiti, responsabilizzarli, considerato che il contesto in cui le persone sono cresciute è quello di faticare il meno possibile e pretendere solo dagli altri.
  • Riproporre le “missioni popolari”;
  • Celebrare messe specifiche per le varie necessità della Chiesa e del mondo: carità, misericordia, missione, pace, giustizia…
  • Organizzare incontri con persone non credenti per un utile confronto.
  • Preparare meglio la messa: prove di canto, preghiere dei fedeli contestualizzate, ecc.
  • Proporre l’adorazione domenicale alle diverse categorie e gruppi.
  • Usare di più e meglio i nuovi mezzi della comunicazione per l’annuncio. Esempio: un messaggio evangelico quotidiano con SMS, tweet, whatsapp, ecc.
  • Potenziare l’azione dei Consigli di zona allo scopo di ricostituire reti sociali di solidarietà cristiana e poter rispondere, così, alle necessità quotidiane delle persone sole, degli anziani, degli ammalati, delle coppie in difficoltà, dei lontani…
  • Formare “gruppi del Vangelo”, composti da persone amiche tra di loro, che apprendano la capacità del confronto sulla Parola di Dio, da cui attingere forza per un sostegno reciproco.

5. QUALI EVENTI DOVREMMO FESTEGGIARE COME CRISTIANI?

  • Feste patronali.
  • Celebrare con più partecipazione e festa le nostre liturgie, a partire dalla messa domenicale.
  • Le tappe significative ed alcune testimonianze di vita cristiana (gli anniversari di matrimonio, di ordinazione, di consacrazione… )
  • Alcuni passaggi significativi della crescita umana (es. i diciottenni).

La radicalità della Fede vissuta con gioia

Domenica 10 Maggio insieme ai genitori del nostro gruppo ICFR del primo anno, abbiamo condiviso un’esperienza di fede importante.

Tutto è nato quasi per caso. All’interno di un incontro dei sei previsti, mettendo a confronto le nostre esperienze, uno di noi ha raccontato la propria avvenuta presso il Monastero della Visitazione di Salò. Conquistati dal trasporto e un po’ dalla curiosità, abbiamo deciso di condividere l’esperienza come gruppo. Detto fatto, ci siamo organizzati e, fortemente motivati, abbiamo raggiunto il luogo dove siamo stati accolti, con entusiasmo, dalle monache della Visitazione.

A colpire e catturare immediatamente l’attenzione di molti è stata la porta d’ingresso della clausura, priva di maniglia e di serratura dall’esterno e la grata che segna la “separazione” tra noi e loro.
L’accoglienza è stata fraterna e spontanea, dopo un minimo di convenevoli, le suore hanno lasciato spazio alle nostre curiosità e domande alle quali hanno saputo dare risposte semplici, dirette e concrete.

Ci hanno aiutato a vedere Gesù presente nel quotidiano della nostra esistenza come all’amico che ci guarda e ci chiama a condividere la sua vita, e risveglia in noi un forte desiderio di essere con lui . Del resto noi siamo fatti per la relazione a immagine della Trinità, e più realizziamo questa relazione, più diventiamo ciò che Dio ci ha voluti,…. Questa è la santità: Saper riconoscere i segni della sua presenza tra noi, le sue tracce nelle persone e negli eventi: i segni di speranza, gli aspetti positivi, i semi di vita anche se piccoli e imperfetti.

La clausura porta a pensare che ci sia un isolamento totale verso l’esterno, in realtà abbiamo avuto modo di comprendere che esistono diversi tipi di informazione; l’informazione come cronaca e la riflessione storica degli eventi che si succedono.
La prima, deve essere sempre aggiornata e rimane vittima dell’emotività e di una comprensione parziale, mentre la seconda, è la notizia lasciata decantare nella riflessione e in un contributo non puramente emotivo che ti la possibilità di calare la notizia in un contesto storico e di non rimanere vittima di un informazione non libera.

Cercando di capire cosa le avesse spinte verso una scelta così radicale, e che significato avesse per loro “ fare un incontro personale con Gesù” , ci hanno aiutato a comprendere, attraverso la loro esperienza personale che, nel momento in cui facciamo diventare, l’incontro con Gesù, il motore delle nostre scelte quotidiane, l’ispiratore di una nuova voglia di vita: possiamo vivere una vita in tutto normale, ma vissuta secondo un modello nuovo.
L’incontro con il Signore avviene secondo modalità diverse, noi lo percepiamo perchè in quel momento respiriamo un senso di Presenza che ci appaga e che va oltre lo stato emotivo. Per conoscere Gesù, bisogna coinvolgersi con Lui nella vita quotidiana. Ognuno ha delle difficoltà, ma è proprio attraverso queste che l’incontro si purifica e si presenta in tutta la sua autenticità.
Congedarci dalle suore non è stato facile, avremmo voluto rimanere ancora a lungo a conversare con loro, ma carichi della serenità che ci avevano trasmesso, abbiamo accolto il loro invito di tornare a casa e di vivere nelle nostre famiglie con creatività ed audacia l’insegnamento di Gesù.

I catechisti
Sonia Cenedella e Luca Bolentini

Gozo: esercizi spirituali “alternativi”

Pensare a Gozo (Malta), di solito, significa immaginare una bella vacanza su un’isola ricca di opportunità culturali, paesaggistiche e culinarie. Sì, vero! E allora, ancor di più, ci crederete se vi diciamo che poter vivere un’esperienza di riflessione, di preghiera e di discernimento intensa, cullati dalla bellezza del creato, è stata un’esperienza meravigliosa!

gozo 2015

Da quanto abbiamo vissuto in questi esercizi spirituali, e sentendo anche i commenti degli altri durante la condivisione finale, possiamo dire che l’incontro serio e disponibile con DIO ha permesso a tutti i partecipanti di creare il clima giusto che ha favorito l’esperienza nella sua totalità: la preghiera, la riflessione personale, la visita alle numerose e bellissime chiese, i momenti di condivisione… Tutto insomma è stato percepito come la cosa giusta al momento giusto.

gozo 2015

E’ per questo che a quanti, al rientro, ci hanno chiesto “ma c’era proprio bisogno di andare a Gozo per pregare?”, noi rispondiamo: “SI! Perché solo lì è stato possibile vivere un’esperienza così!

Marika e Roberto

 Guarda la galleria!

Ritiro di avvento per Comunità educativa e Giovani

Quest’anno vivremo il consueto ritiro di Avvento
con una novità…
Per favorire la presenza di tutta la comunità educativa e di tutti i giovani che vogliano regalarsi uno spazio di confronto, preghiera, incontro, ascolto, pensiamo sia opportuno non moltiplicare gli appuntamenti, ma unire, metter insieme, sperimentare nuove vie per questo ti proponiamo questo programma:
  • ore 17.00 Incontro con tutti gli animatori dei gruppi adolescenti per una verifica e programmazione del progetto educativo (Aula doppia)
  • ore 18.00 Per tutti (catechisti, animatori, giovani, etc.) ritrovo in teatro. Preghiera del Vespro insieme a genitori, famiglie, coppie.
  • A seguire Incontro con la Parola, spazio per la riflessione e la preghiera personale.
  • Celebrazione comunitaria. S. Messa in Teatro
  • Cena in fraternità (Aula Verde)

Se puoi e vuoi cerca di esserci… è importante!!!

Per te, per noi…
don Carlo & don Domenico

Ritiro comunità educativa e giovani

Vuoi regalare e ricevere un po’ di felicità ?
Regaliamoci un po’ di tempo…

Sabato 13 Marzo 2010

andiamo a Paitone per una mezza giornata di ascolto-confronto-preghiera-programmazione
Sono invitati:
  • Giovani (e adolescenti coraggiosi)
  • Catechisti
  • Animatori
  • Allenatori
  • Rappresentanti del consiglio dell’Oratorio
  • …tutti coloro che ne sentono l’urgenza e l’importanza


Note organizzative

Partiamo dall’oratorio alle 15.00
Celebriamo la Messa alle ore 18.00
Chi vuole può fermarsi per la cena in fraternità
(per questo è utile portare qualcosa da mettere sotto i denti)
Se hai la macchina  a disposizione comunicalo per tempo
Le persone più felici non sono necessariamente
coloro che hanno
il meglio di tutto,

 

ma coloro che

traggono il meglio
da ciò che hanno.

 

La vita non è una questione di come sopravvivere

 alla tempesta,

 

ma di come

danzare
nella pioggia!

Ritiro Comunità educativa e giovani

Abbiamo la possibilità di sostare per prepararci ad accogliere il Figlio di Dio che viene a condividere con noi la bellezza e la fatica del vivere.

Sono invitati:

  • Catechisti
  • Animatori
  • Educatori
  • Giovani
  • Tutti coloro che desiderano condividere con i fratelli la propria fede

Saremo ospiti della Parrocchia di Milzanello

Partenza ore 15.30 (Dopo il Catechismo)

mani

Preghiera iniziale, Spazio per il silenzio e la riflessione personale, condivisione di gruppo

Ore 18.00 S.Messa

Rientro a Leno

Non mancare e passaparola…

 

Comunità educativa e giovani

Attività… Programmazione… Uscite… Proposte nuove… Spettacoli… Serate… Gruppi adolescenti… Pellegrinaggi… Viaggi… Campiscuola… Grest… Follest… Torneo… Bar… Festa… Progetto educativo…

e Gesù ???

“Se tu – come me – talvolta fai fatica a “vedere” Gesù in tutto questo, allora anche tu – come me – hai bisogno di fermarti un momento per aprire gli occhi. Se invece tu vedi Gesù in tutto ciò, allora devi aiutarci ad aprire gli occhi.”

L’occasione buona potrebbe essere

Domenica 29 Marzo 2009

andiamo a Paitone per una mezza giornata di ascolto-confronto-preghiera-programmazione

Sono invitati:

  • Giovani (e adolescenti coraggiosi)
  • Catechisti
  • Animatori
  • Allenatori
  • Rappresentanti del consiglio dell’Oratorio
  • …tutti coloro che ne sentono l’urgenza e l’importanza

Note organizzative

Partiamo dall’oratorio alle 14.30

Celebriamo la Messa alle ore 18.00

Chi vuole può fermarsi per la cena in fraternità (per questo è utile portare qualcosa da mettere sotto i denti)

Se hai la macchina  a disposizione comunicalo per tempo