Commissione Missionaria 1° settembre 2020

1° settembre 2020: 15° Giornata per la custodia del creato: “Vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, per nuovi stili di vita”

Questa 15° Giornata nazionale per la custodia del Creato, è stata celebrata sotto la sferza della realtà della pandemia in cui ci siamo trovati smarriti e ci siamo interrogati. Soprattutto ci ha ferito il passaggio della morte, che ha colpito in modo lacerante per il dolore di quanti privati di ogni segno di conforto sono morti in solitudine. La normale distrazione almeno per un momento è stata scossa ed ha fatto nascere la domanda non sulla vita in genere, ma sulla nostra vita. E con la grande domanda siamo stati provocati alla ricerca di un perché. I volti degli ammalati soffocati e dei morti ci hanno fatto riflettere sul nostro volto e sulla nostra fragilità, e sul volto del creato, profondamente ferito anch’ esso. L’ abituale distrazione e l’ orgoglio tecnologico sono profondamente provati. Inoltre mai come in questa circostanza, scopriamo di essere tutti connessi, tutti accomunati da una sofferenza, da un destino comune, dall’ incertezza e infine dalla paura. A partire dalla fase 2 si sono riprese le attività, ma non è stata eliminata la possibilità di essere nuovamente contagiati. E la paura permane, e la domanda sul futuro si fa più grave. Quando ci è passata accanto la devastazione della nostra vita, ci è parsa più vicina anche la devastazione del pianeta in cui viviamo. In questo percorso di domande e risposte ci guida la “Laudato si” di Papa Francesco, di cui celebriamo il V anniversario, e il Papa molto appassionato alle sorti del Pianeta, ha il coraggio di affermare : “La domenica è il giorno della risurrezione, il primo giorno della nuova creazione, la cui primizia è l’ umanità risorta del Signore, garanzia della trasfigurazione finale di tutta la realtà creata”. Anche l’ Esortazione Apostolica “Querida Amazonia” lo afferma quando, di fronte agli immensi problemi sociali e ambientali di questo territorio proclama come profeta la forza dell’ annuncio cristiano. E’ l’ annuncio di un Dio che ama infinitamente ogni essere umano, che ha manifestato pienamente questo amore in Cristo crocifisso per noi e risorto nella nostra vita. Senza questo annuncio appassionato, ogni struttura ecclesiale diventerà un’ altra ONG, e quindi non risponderemo alla richiesta di Gesù Cristo: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura”. L’ Enciclica “Laudato si” invita a un cambiamento di paradigma per cui la sostenibilità ambientale giova alla sostenibilità economica e sociale, e questo è un bene condiviso anche in campo ecumenico per abbattere ogni barriera che impedisce un rapporto tra le persone e la casa comune. (Tratto dalla lettera del Presidente della Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace Mons. Filippo Santoro)

106° Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato: “Come Gesù Cristo costretti a fuggire”
Anche quest’ anno l’ ultima domenica di settembre è stata proposta dalla nostra Diocesi, come giornata di riflessione delle nostre comunità alla realtà dei migranti e rifugiati. Le parole di Papa Francesco nel suo messaggio, che parte dall’ icona biblica della famiglia di Nazareth Gesù, Giuseppe e Maria che devono fuggire per far scampare dalla morte il bambino, ci sprona a quell’ atteggiamento premuroso di San Giuseppe del “destarci dal sonno” per dare vita a prassi ecclesiali e pastorali che ci aiutino fattivamente a vivere un clima di accoglienza e di attenzione all’ altro nelle comunità. Il viaggio di chi si trova costretto a lasciare la propria casa verso un futuro ignoto è spesso un partire improvviso, dovuto a guerre, violenze, carestie, siccità. E’ un taglio con il proprio passato. Chi parte reca in sé cose essenziali: devono pesare il meno possibile, essere indispensabili. Tra le poche cose da portare è racchiuso il segreto di una vita come cammino di stranieri e pellegrini verso una terra non propria. Cammino di dolore, ma anche di possibile ospitalità e accoglienza, traccia di un mondo nuovo di fraternità.
Preghiera di Abdullah Naderi (nato in Afghanistan, immigrato dal 2016 in Italia) “Si, se non facevo emigrazione non avrei conosciuto il vocabolo ‘nostalgia’. Se non facevo emigrazione non avrei attraversato il ponte tra ‘le differenze’. Se non facevo emigrazione i valori culturali e sociali e le religioni e le dottrine, le persone, Est, Nord, Sud, Ovest, sarebbero rimasti come prigionieri nei libri per me per sempre. Se non facevo emigrazione, come avrei potuto scrivere dell’ uccello in gabbia, delle foglie tristi in autunno, delle nuvole nere e desolate, dei fiori appassiti, del mare e dell’ onda? Ma ora posso comprendere meglio ‘la vita’. Se non facevo emigrazione”.

Ottobre Missionario 2020: Giornata Missionaria Mondiale“Eccomi manda me!” Tessitori di fraternità
L’ Ottobre Missionario di quest’ anno si pone sulla scia del Mese Missionario Straordinario che abbiamo celebrato nel 2019. Il tema “Battezzati e Inviati”, che mirava a far riscoprire l’ universalità della vocazione missionaria, avrà il suo sviluppo nel tema di quest’ anno: ogni battezzato è chiamato a far conoscere la bontà, la misericordia e l’ amore di Dio per tutti gli uomini,prima di tutto attraverso un atteggiamento di accoglienza e uno stile di vita basato sulla “fraternità”. Nel celebrare questo mese missionario non possiamo non tenere conto anche, in modo significativo del contesto storico che stiamo vivendo, con le fatiche e le sofferenze provocate dalla pandemia e con le conseguenze relazionali e sociali del lungo periodo di isolamento a cui siamo stati sottomessi. Il messaggio che Papa Francesco ci rivolge in vista della Giornata Missionaria Mondiale si caratterizza per una forte spinta vocazionale, ispirandosi alla vocazione del profeta Isaia: “ Chi manderò?”, chiede Dio. “Eccomi, manda me” è la risposta di Isaia e vuole essere la risposta di tutti coloro che hanno preso coscienza del loro essere “battezzati e inviati”. In particolare, la vocazione missionaria si caratterizza nel portare a tutti gli uomini l’ esperienza dell’ amore di Dio per tutta l’ umanità. Nel contesto della Chiesa italiana desideriamo tradurre questa vocazione missionaria in un appello a tutti i credenti per diventare “Tessitori di fraternità”. Abbiamo vissuto un tempo di isolamento; abbiamo sperimentato la “nostalgia” delle nostre relazioni di familiarità e di amicizia. Vogliamo imparare a vivere nuove relazioni, non solo con le persone a noi care, ma con tutti coloro che incontriamo sul nostro cammino, in particolare con coloro che maggiormente pagano le conseguenze negative della tempesta che ci ha investito in questo tempo. “… Siamo invitati a riscoprire che abbiamo bisogno delle relazioni sociali, e anche della relazione comunitaria con Dio. Lungi dall’ aumentare la diffidenza e l’ indifferenza, questa condizione dovrebbe renderci più attenti al nostro modo di relazionarci con gli altri”. (dal Messaggio del Santo Padre Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale 2020).

Procura Missioni Pie Madri Nigrizia il 25-05-2020 ci scrive da Roma quanto segue: con gratitudine comunichiamo che è giunta a questa procura l’ offerta gentilmente inviata dalla Parrocchia S.S. Pietro e Paolo di Leno a favore di Suor Erminia Petrogalli. L’ offerta entro la fine del mese sarà trasferita alla Sorella interessata. Grazie alla vostra generosità le nostre consorelle possono continuare la loro missione ed alleviare le sofferenze di tante persone nel Sudan del Nord.
Suor Orietta Pozzi

Non si tratta solo di migranti

Commissione Missionaria
29 Settembre 2019: Non si tratta solo di Migranti

Si è celebrata domenica 29 Settembre la 105° “Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato”. É stata una occasione di riflessione e preghiera affinchè in modo concreto nelle nostre comunità cristiane, i migranti, ogni persona che vive ai margini dell’Europa, nei campi in Grecia e in Libia, nei vari centri migratori nei Paesi membri dell’ unione europea, trovino un posto nel cuore della Chiesa.

Papa Francesco nel suo Messaggio per la Giornata ci ricorda che quando si guarda alle migrazioni, non si tratta solo di migranti. Ma di aspirazioni e bisogni che sono inerenti a tutte le persone, ma da cui molti sono esclusi.

I migranti raggiungono le nostre comunità di credenti, la loro presenza è occasione di incontro e a volte di preoccupazione. Richiede di saper accogliere, saper far spazio, saper ascoltare. Richiede di arricchire il racconto dell’ incontro con Dio, aggiungendo il capitolo dell’incontro con Dio che si fa straniero, per aiutarci ad uscire dalle nostre certezze, fondate su abitudini e paure, per aprirci alla verità che sorprende. Non si tratta solo di migranti, si tratta di come essere Chiesa.