Giornate in Oratorio ed in Parrocchia

In Parrocchia abbiamo continuato fino  al 10 di giugno la recita del Rosario presso la Madonna della Stalla, concludendo il mese mariano con la celebrazione della Santa Messa… anche a Porzano è passata in pellegrinaggio la Madonna di Adro, felice incontro di due comunità toccate da episodi di fede importanti.

La processione del Corpus Domini di giovedi 20 giugno ha permesso di accompagnare Nostro Signore per le vie del nostro centro, testimonianza della Sua presenza nella nostra realtà quotidiana.

E per la serie nemmeno il caldo ci ferma…

Si sono conclusi sia il Torneo di calcio che il Grest. Entrambi gli appuntamenti ricchi di partecipanti e ugualmente  importanti, anche se per motivi diversi: testimonianza di come gli stessi ambienti e, spesso, le stesse persone, possono servire la comunità e renderla più unita. Anche la festa di chiusura della scuola è stata ospitata in oratorio.

Il Torneo ha raggiunto ormai importanza rilevante a livello extraprovinciale: siamo andati in diretta Tv e le nostre “belle facce” sono comparse sia sui giornali che sui social!! 

Il grest ha ospitato più di ottanta bambini e ragazzi (quindi non solo porzanesi) e 31 animatori: un bel gruppo che per tre settimane ha impegnato non poco il Don e i collaboratori… compresa la festa finale!

I ragazzi di Porzano poi si sono distinti durante la “Bianca Cena” organizzata in Oratorio a Leno, con il loro particolare allestimento.

A presto

Nuova casa per il monumento AIDO

L’attività del Gruppo Comunale AIDO “Giuseppe Pavia” di Leno si è concentrata nell’anno 2018 su due direttrici principali.

In primis, la prosecuzione e il consolidamento della diffusione del messaggio a favore della donazione di organi. A fianco della consueta modalità di esprimere il proprio consenso alla donazione attraverso l’iscrizione all’AIDO (tuttora possibile), si è concretizzata la possibilità di farlo all’atto del rilascio o del rinnovo della carta d’identità presso l’ufficio anagrafe del comune di Leno. Questa opportunità permette di raggiungere quotidianamente un elevato numero di potenziali donatori. Nel primo anno di attivazione del servizio, solo il 10% circa dell’utenza ha manifestato la propria volontà (favorevole o contraria) presso l’ufficio anagrafe (fonte: Comune di Leno). Il nostro impegno sta nel continuare a lavorare affinché tale percentuale raggiunga il 50%: obiettivo ambizioso, lo sappiamo, ma restiamo fermamente convinti che una decisione così importante vada assunta in prima persona.

Il secondo grande tema ha riguardato i lavori preparatori allo spostamento del monumento AIDO, dal parco di via Toscana al parco di via Re Desiderio, dove sarà maggiormente visibile e fruibile dai cittadini lenesi.

Il presidente
e il direttivo AIDO Leno

CAG Don Milani: Dal brazilian jiu jitsu… ai ghiacciai dell’Alaska

Dal mese di Febbraio sono iniziati degli incontri gestiti da Giada Romeri, la nostra educatrice che è anche una sportiva appassionata di arti marziali. Giada ha fatto sperimentare il Brazilian Jiu Jitsu ai ragazzi e alle ragazze del C.A.G., disciplina propedeutica alla difesa personale.

Il BJJ, attraverso il movimento, favorisce la coordinazione neuromotoria e permette di aumentare la conoscenza e la consapevolezza del proprio corpo; favorisce inoltre la formazione dello spirito di gruppo e la fiducia in sè stessi.

Le tecniche di Jiu Jitsu brasiliano  insegnano ad usare proprio corpo in maniera più coordinata favorendo una maggiore mobilità. Ma il beneficio migliore, al di là dell’aspetto fisico, riguarda l’approccio mentale. Alcune tecniche richiedono impegno e costanza, quasi come gli studenti a scuola. Il segreto è quello di provare e riprovare senza mai scoraggiarsi. Alcuni movimenti e prese all’inizio possono sembrare difficili, ma con la pratica diventano estremamente facili e naturali.

Il Jiu Jitsu sviluppa anche capacità psichiche e di gestione delle emozioni; inoltre è uno sport esigente la cui pratica permette al corpo di sviluppare diversi tipi di destrezza, di saper sfruttare a proprio vantaggio i punti deboli, di migliorare atleticamente e di perseguire con ogni singola mossa degli obiettivi multipli, come ad esempio un attacco e una difesa, esattamente come avviene per gli scacchi.

Il nostro obiettivo è stato anche quello di proporre delle tecniche di difesa per le ragazze e i ragazzi; infatti questo sport  è pensato per rendere in grado anche una persona fisicamente debole e piccola di potersi difendere contro un avversario teoricamente più forte dal punto di vista fisico.

Sensibilizzare i ragazzi ad un modello di comportamento salutare, ovvero ad uno stile di vita sano, rispettoso del proprio sé, è un nostro costante obiettivo. Infondere la “cultura” del movimento e della corretta alimentazione è importante perché i ragazzi acquisiscono così maggiore  consapevolezza dell’importanza della cura di sè stessi, del proprio corpo e del proprio spirito.

In attesa delle vacanze pasquali proseguono le nostre normali attività tra compiti, giochi e altro. Nei prossimi mesi ci aspettano grandi iniziative: cene, gite e un incontro straordinario con Enrico Ghidoni (63 anni) il re dei ghiacci del Nord America. «Enrico la leggenda», così lo ha ribattezzato il sito ufficiale della Yukon Arctic Ultra che ne ha seguito passo dopo passo le gesta, un’ impresa incredibile: in otto giorni e 21 ore Ghidoni ha coperto a piedi i 700 chilometri che dividono Whitehorse, città del Canada, da Dawson City, estremo nord del territorio dello Yukon al confine con l’Alaska, e lo ha fatto in condizioni climatiche estreme. Questo eccezionale sportivo verrà a trovarci e a parlarci della sua esperienza tra i ghiacci, per far capire ai ragazzi che una sana alimentazione unita ad un’attività sportiva può far realizzare cose incredibili, anche a chi non è più giovane.

Nel frattempo continua il nostro progetto “l’oratorio è la mia casa” che vede i ragazzi coinvolti nelle pulizie degli ambienti interni ed esterni dell’Oratorio.

Le educatrici del C.A.G Ornella, Sara, Giada

Commissione Missionaria

Da alcune settimane si è concluso il festival della missione che si è tenuto a brescia, che cosa rimane di questo evento che ha coinvolto migliaia di persone provenienti dalle diocesi e istituti religiosi di tutta italia.
Alcuni volti della missione incontrati:
Padre Alejandro Solalinde, sacerdote messicano e fondatore di “Hermanos en el Camino”, un centro di aiuto per i migranti diretti negli Stati Uniti, ha presentato il suo libro “I narcos mi vogliono morto”. Padre Alejandro ha ottenuto diversi riconoscimenti per il suo impegno, come il Premio Nazionale per i diritti umani. Più volte è stato minacciato di morte dai “cartelli” dei narcotrafficanti perché ne denuncia senza timori soprusi e violenze. Diverse associazioni hanno avanzato la sua candidatura al Nobel per la pace.

Suor Rosemary Nyirumbe Ugandese 60 anni, religiosa della congregazione delle Suore del Sacro Cuore di Gesù, ostetrica, laureata e con master in etica dello sviluppo, suor Rosemary si dedica da anni alle vittime della violenza dell’ Lra, milizia che dal 1987 semina morte in Africa, in particolare le ragazze sequestrate e fatte schiave sessuali o trasformate in baby soldatesse. La battaglia di suor Rosemary è fatta di istruzione, lavoro e riscatto attraverso ciò che sa fare meglio e che insegna alle sue ragazze a cucire e cucinare. I risultati sono straordinari , come racconta nella sua autobiografia , Rosemary Nyrumbe. Cucire la speranza (EMI). É stata nominata eroe dell’anno dalla Cnn nel 2007, e inserita da Time tra le 100 persone più influenti nel mondo nel 2014. Ha inoltre ricevuto il Premio Women Impact dell’ONU nel 2014. Il Premio Veritatis Splendor dell’Arcidiocesi di Cracovia nel 2016 e il Premio Elsa Morante 2016.

Matteo Ricci –  L’Amicizia come valore della Missione questo il tema dell’incontro tenutosi in Università Cattolica a Brescia. É stata l’occasione per un momento di riflessione sul valore della scelta missionaria ai nostri giorni, sull’esempio del Padre Gesuita che è vissuto nel ‘500.

Tra le centinaia di missionari e laici arrivati a brescia per il festival, proponiamo alcune testimonianze sulle esperienze missionarie.

In una delle periferie di San Paolo in  Brasile, ospiti presso la Comunità Missionaria di Villareggia di cui  come marito e moglie siamo  volontari da vent’anni. Stiamo vivendo una esperienza bella e toccante, dove abbiamo incontrato persone che ci hanno dimostrato che si può vivere serenamente con niente, dandoci testimonianza di come la sofferenza possa essere strumento di crescita personale.

Quattro anni fa sono partita per la prima volta in Bolivia Sud America, sono stata in due missioni, esperienza bellissima, ho incontrato gente,  conosciuto nuove culture e la consiglio a tutti.

L’estate scorsa ho passato un mese in missione in Tanzania esperienza che mi ha cambiato la vita, il modo di vedere la vita.

La mission is possible continua… Nelle nostre parrocchie – nella nostra vita!

Dal Gruppo Alpini

Nei giorni 27-28-29 e 31ottobre ed il 01 novembre 2017 eravamo presenti presso i giardini pubblici di  P.zza Cesare Battisti con la nostra tradizionale castagnata che quest’anno ha raggiunto la 35^ edizione. 35 anni di castagne non sono pochi per una delle manifestazioni più longeve del nostro territorio.

Tanto lavoro ci consente ogni anno di devolvere in beneficenza cifre di una certa consistenza.

Cogliamo l’occasione per elencarvi le offerte elargite nell’anno 2016 :

Contributo “Oratorio S. Luigi Leno” €150,00
Contributo “Scuola Nikolajewka” di Brescia €1200,00
Contributo “Colonia Alpina Irma” €200,00
Contributo “Parrocchia S.S. Pietro e Paolo Leno” €450,00
Contributo “Collaboriamo cooperativa sociale” €150,00
Contributo giornale parrocchiale “La Badia” €100,00
Contributo ai terremotati del centro Italia €1000,00

Oltre alle offerte economiche sono da aggiungere tutte le ore di lavoro prestate in forma gratuita ad altre associazioni e/o a enti.

Nel 2018 ci troveremo impegnati nei festeggiamenti per l’80° anniversario di fondazione del nostro Gruppo. Tutta la cittadinanza sarà invitata a partecipare .

Ringraziandovi per la stima e la vicinanza dimostrata, il Gruppo Alpini Leno coglie l’occasione per augurare a tutti un Felice Natale e sereno 2018.

Avviso ai Soci: ricordiamo che con la fine dell’anno è possibile rinnovare l’iscrizione al gruppo.

Resoconto attività del centro d’ascolto 2017

In questi primi sei mesi del 2017 molte persone sono passate dal Centro d’ascolto di via Viganovo, 5, al martedì e venerdì pomeriggio dalle 14,30 alle 17. Alcune sono “storiche”, perché hanno cominciato a venire da quando, nel 2015, il Centro è stato aperto e la loro situazione non è ancora cambiata; altre si sono aggiunte sia nel 2016 sia in questi primi sei mesi, e non solo straniere. Sono sempre di più gli italiani in difficoltà che si rivolgono alla Caritas, ciascuno con il proprio peso fatto di precarietà, perdita del lavoro, ricerca del lavoro, bollette da pagare, la sfratto incombente…

Ascoltare, sostenere questi fratelli nella richiesta di rateizzare le loro bollette di luce, acqua e gas, consultare il “Bollettino Informalavoro” alla ricerca di indirizzi cui inviare il  curriculum e la candidatura a quel particolare lavoro, pagare in tutto o in parte le bollette, cooperare con gli uffici dei Servizi Sociali: questa in sintesi la maggior parte delle attività che il Centro di Ascolto ha svolto in questi mesi. La preoccupazione di trovare i fondi per soddisfare le esigenze che si presentano ci ha indotto a mettere in atto iniziative di autofinaziamento per incrementare i fondi parrocchiali e la generosità di chi fa offerte in denaro per le attività caritative.

Così sono nate, in particolare, due proposte:

  • la domenica 5 marzo, sono state distribuite ad offerta libera, sul sagrato della chiesa, le piante fiorite e la mimosa;
  • nel mese di maggio è stata organizzata con l’azienda Imperial life una serata di presentazione dei loro prodotti (“sistema letto”) per ottenere il contributo che la stessa offre in cambio dell’ospitalità ricevuta.

Ci si è avvalsi, infine, del contributo semestrale della Caritas diocesana chiamato briciole lucenti: un rimborso al 50% delle spese sostenute per bollette e quant’altro. Briciole, appunto, anche perché la Caritas diocesana ha dei paletti ben precisi: oltre a  contribuire per un importo totale fino a € 5000,00, considera solo le richieste delle famiglie con figli a carico. Le 30 domande presentate per il primo semestre hanno sforato l’importo-limite e riguardano anche persone singole o famiglie senza figli. Ma… anche loro sono nel bisogno e noi del Centro d’ascolto abbiamo ugualmente teso la mano! L’importo medio per ciascuna Briciola è stato di €200 circa con punte al ribasso (€ 45) e al rialzo (€ 542). Rispetto al 2^ semestre del 2016 ci sono state 9 richieste d’aiuto in più per un importo maggiorato di € 1700.

Un ulteriore settore di intervento è stato rappresentato dall’erogazione, ad alcune famiglie, del Microcredito; questa è una forma di sostegno economico che consente alle famiglie di ottenere dalla banca un credito fino a € 3000,00 da restituire con piccole rate a un tasso irrisorio; condizione imprescindibile per la richiesta è che il richiedente abbia o un lavoro o un introito mensile fisso a garanzia, appunto, della possibilità di pagare le rate. É un cuore pulsante, il Centro di Ascolto! Ed ora ci si prepara, come da pubblicità presente in questo numero della Badia, a vivere, nei giorni 18-19-20 agosto, le Giornate della solidarietà, la festa della Caritas, per stare insieme, divertirsi e conoscere meglio le attività e le possibilità del volontariato CaritasLa partecipazione è una risorsa e lo scambio reciproco, di collaborazione e informazione, la strada per meglio operare a favore dei fratelli nel bisogno.

La missione continua “in uscita” e la gioia diventa più grande

Situazione delle nostre comunità

Nella verifica di fine anno pastorale del cinque giugno scorso i nostri tre Consigli parrocchiali hanno constatato un certo progresso delle nostre comunità di Leno, Milzanello e Porzano circa la risposta al progetto pastorale dal tema “Comunità di discepoli missionari del vangelo della gioia”, anche se non in modo uniforme da parte delle diverse categorie di persone e discontinuo rispetto alla risposta alle proposte offerte. Soprattutto rimangono ancora da approfondire la coscienza di appartenenza alla Chiesa, il senso dell’identità cristiana, la consapevolezza del significato comunitario della fede, il primato della Parola e dell’eucaristia domenicale. La collaborazione di tanti volontari, soprattutto negli oratori, non corrisponde sempre ad una motivazione di fede o di appartenenza cristiana ed è difficile condurli su questa strada. E’ positivo, comunque, il fatto che essi si avvicinino in questo modo, anche perché ci dà la possibilità di esercitare la missionarietà ecclesiale.

Le molte proposte offerte durante l’anno per creare occasioni di annuncio del Vangelo di Gesù (lectio divina, catechesi, itinerari di formazione, esercizio della carità, liturgia, esperienze spirituali, testimonianze …) sono state occasioni ottime, ma non sempre accolte e vissute allo stesso modo e non sempre sono riuscite a suscitare una “conversione” nello stile di vita o una continuità, al fine di poter maturare vere scelte cristiane all’interno della vita famigliare, professionale, scolastica, ricreativa e sociale in genere. Pare, anzi, che anche la frequenza alla Messa domenicale sia ancora in calo, non solo da parte dei ragazzi e giovani, ma anche degli adulti.

Con questo, ci sono molti volontari che vivono il loro servizio alla comunità in senso missionario: col desiderio, cioè, di aiutare i fratelli ad incontrare Gesù, scoprendo che è Lui il senso pieno della nostra vita, Lui la gioia che cerchiamo, Lui il compimento di ogni nostra ricerca e di ogni nostro desiderio. Questi fratelli hanno compreso che per essere veri missionari non è sufficiente collaborare alla missione della Chiesa, che è la continuazione di quella di Gesù, ma è necessario sentirsi corresponsabili, assumendo in pieno il mandato di Gesù: “Andate! Io vi mando … Voi mi sarete testimoni … chi ascolta voi, ascolta me”, condividendo, nello stile laicale, l’impegno dei sacerdoti. Questo mandato, infatti, non è solo per i Dodici Apostoli, ma è per tutti i discepoli, per ciascuno di noi e con Paolo anche noi dobbiamo saper dire: “Guai a me se non predico il Vangelo” (1 Cor 9,16).

Ci rimane, dunque, l’impegno di immedesimarci con il Vangelo di Gesù e diventare “vangelo vivente”.

E’ necessario, per questo, prendere coscienza che esercitare la missionarietà non consiste soprattutto nel tendere la mano a coloro che non frequentano più la comunità cristiana e “tirarli dentro”; oppure cercare di ottenere adesioni al cristianesimo di coloro che appartengono ad altre religioni, ma è urgente “uscire verso” gli altri, avendo il coraggio di cambiare stile di vivere l’appartenenza alla comunità cristiana e di approccio a coloro che non vi appartengono ancora o ne sono usciti. Non dobbiamo aspettare, dobbiamo uscire ad annunciare e a chiamare. Forse è necessario dire meno rosari e dare più tempo alle relazione personali; fare meno chiacchiere e più opere di bene (“lungo il cammino non attardatevi in lunghi saluti” Lc 10,4b); prendere sul serio l’ impegno di vita cristiana (sembra, infatti, che tutti gli altri impegni prevalgano sempre, come se gli impegni che ci prendiamo con la comunità cristiana e con il Signore fossero aleatori, quasi insignificanti, al punto che basta poco per venir meno all’impegno assunto); impegnarsi di più per la formazione cristiana propria e dei propri figli che per la cura estetica del corpo, l’attività sportiva e fisica, per evitare la schizofrenia di vita, che è lo squilibrio tra un’esagerata crescita fisico-culturale-sociale e, a volte, un’inesistente o minima vita spirituale, che pure è necessaria quanto o più della prima.

Ci aspetta, allora, un nuovo anno impegnativo, ma certamente entusiasmante, se preparato e vissuto nella consapevolezza che la nostra ricompensa riposa nella gioia di poter vivere e annunciare il vangelo, come dice l’Apostolo: “Quale sarà, dunque, il mio merito? Che, predicando io offra il Vangelo gratuitamente” (1Cor 9,18); Gesù stesso ci dice: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,8), così che la nostra gioia consiste non tanto in ciò che riusciamo a fare, a far fruttificare e ad avere come ritorno di successo, di immagine, di quantità di persone “convertite”, ma semplicemente nel fatto che “i nostri nomi sono scritti in Cielo” (Lc 10,20) e nella certezza che davanti al Padre, che si interessa anche dei passeri del cielo, noi “valiamo ben più di molti passeri” (10,31).

Ecco il senso e il motivo della nostra missionarietà: vivere e annunciare il Vangelo di Gesù perché siamo convinti che è bello essere cristiani ed è giusto che tutti lo sappiano e abbiano la possibilità di partecipare alla nostra gioia. L’Apostolo Paolo ritiene che i vantaggi acquistati attraverso l’impegno umano di fatica, intelligenza, conoscenza, appartenenza originaria al popolo Ebreo e tutto ciò che l’ha portato al successo umano sono una “perdita a paragone della sublime conoscenza di Gesù Cristo, mio Signore, per il cui amore ho accettato di perderli tutti, valutandoli rifiuti, per guadagnare Cristo ed essere in Lui e per conoscere Lui con la potenza della sua risurrezione e la partecipazione alle sue sofferenze … per giungere alla risurrezione dei morti” (Fil 3,8-10).

Se nella vita non facciamo tutto per la gioia di appartenere a Cristo e di offrire anche agli altri la possibilità di entrare in questa gioia e abbiamo altri fini, non possiamo dirci cristiani e tanto meno possiamo essere missionari.

Il mondo adulto deve impegnarsi in questo senso, per poter manifestare alle generazioni giovani che il mondo può rinnovarsi e migliorare la vita solo se riconosce le sue origini in Dio e nell’amore che Dio ha riversato in noi con Gesù Cristo.

Obiettivi di questo anno pastorale

Ecco allora le mete del lavoro che ci aspetta in questo nuovo anno pastorale.

  • Approfondire la conoscenza della nostra realtà, zona per zona, per essere meglio preparati ad annunciare il Vangelo e ad esercitare la carità
  • Approfondire la coscienza della nostra appartenenza alla Chiesa missionaria
  • Motivare cristianamente ogni scelta, ogni iniziativa, ogni proposta pastorale, facendo emergere la gioia.
  • Cercare vie nuove per andare incontro ai giovani e aiutarli a trovare la gioia della scelta di Cristo, per il compimento pieno della loro vita.
  • Far diventare la vita della comunità una festa, non perdendo occasione per sottolineare che, al di là dei risultati, ciò che importa ed è motivo di gioia e di festa è l’appartenenza a Gesù Cristo nella sua Chiesa.

Itinerario da percorrere e mezzi da utilizzare

Lavorare sul materiale consegnato ad ogni zona per approfondire la conoscenza di coloro che la abitano: numero degli abitanti e dei nuclei famigliari, loro composizione, nazionalità, distribuzione nelle varie fasce di età, ecc. Anche questa conoscenza, che pure è ancora superficiale, ci aiuta a farci un’idea più chiara di come ci si deve muovere all’interno del territorio. Certo, si tratta poi di approfondire il rapporto con le persone e le famiglie, per entrare in un dialogo che permetta loro di aprirsi ed esprimere i loro veri bisogni, ma anche le loro disponibilità a contribuire al bene della comunità, secondo le proprie capacità e caratteristiche.

Per approfondire la coscienza dell’appartenenza ad una Chiesa missionaria

  • l’assemblea parrocchiale d’inizio anno è uno dei mezzi: siamo convocati come comunità dei discepoli del Signore, ci riconosciamo fratelli, invochiamo lo Spirito Santo, che ci costituisce Chiesa di Cristo, ascoltiamo la Parola di Gesù ed accogliamo il suo mandato ad essere discepoli là dove e come il Signore ci vuole: battezzati, genitori, consacrati, ministri ordinati, studenti, professionisti, operai, imprenditori, sani, malati, pendolari, stanziali…
  • la Messa domenicale e l’ascolto della Parola sono fondamento e alimento per poter esprimere la nostra missionarietà. Per questo avremo cura speciale nel preparare e partecipare in modo attivo alla liturgia, attraverso l’esercizio dei diversi ministeri: presidenza, canto, musica, proclamazione della Parola, raccolta per i bisogni della comunità e dei poveri, pulizia e decoro degli ambienti comunitari …
  • momenti formativi per le diverse categorie di persone: catechesi battesimale e accompagnamento dei genitori degli infanti, catechesi per i ragazzi e genitori dell’ICFR; lectio divina settimanale per preparare l’annuncio domenicale della Parola; corso di formazione per i catechisti; centri di ascolto.
  • Approfondimento delle relazioni personali tra collaboratori-corresponsabili e volontari, coloro che svolgono un servizio o hanno un compito specifico nella parrocchia, anche attraverso alcuni incontri comunitari durante l’anno, per testimoniare la comunione all’interno della parrocchia.
  • Impegno a vivere la nostra missionarietà nei luoghi e nelle relazioni della nostra vita ordinaria. Ovunque siamo, qualsiasi stato di vita viviamo, qualsiasi professione abbiamo là il Signore ci manda a vivere la nostra testimonianza cristiana, là siamo missionari della gioia.
  • Esercitarci ad avere gli occhi e il cuore puro per non giudicare, non mormorare, non sentirci superiori agli altri, ma andare loro incontro e accoglierli per comunicare la gioia  evangelica.
  • Continuare le attività caritative e missionarie già in atto: centro di ascolto caritas (con le sue iniziative: briciole lucenti, micro-credito, prestito solidale, accompagnamento, alfabetizzazione, servizio sanitario, ecc.), distribuzione alimenti (nonsolonoi), menonera missionaria e il sostegno ai missionari “ad gentes”, il servizio ai malati e anziani da parte dei ministri della comunione eucaristica e di altri volontari, il Centro di aggregazione giovanile (CAG), i GREST e tutte le attività degli oratori.
  • Continuare le attività di pastorale famigliare: preparazione dei fidanzati al matrimonio, accompagnamento dei gruppi famiglia, approfondimento dei temi inerenti l’amore, la vita, la famiglia, attraverso incontri o piccoli convegni. Formare un’equipe battesimale per sostenere il cammino di preparazione delle famiglie al Battesimo dei figli e per l’accompagnamento successivo. Formare un gruppo preparato per l’animazione della pastorale famigliare.
  • Far funzionare la cappellania ospedaliera per un servizio più continuativo e  efficace ai malati nell’ospedale e nel territorio.
  • Potenziare l’uso della radio parrocchiale per giungere a coloro che non possono fisicamente partecipare alla vita liturgica e formativa della comunità. Per questo la lectio divina settimanale sarà radiotrasmessa.
  • Creare “laboratori” diversificati per giovani universitari e per giovani lavoratori, che diventino una fucina di “idee buone” per offrire autentiche prospettive di un futuro costruito non più su illusioni e progetti preconfezionati da chi vuole ricavare profitto, ma sull’amore che la Chiesa, “esperta in umanità”, offre in modo gratuito e oblativo, perché tutto ha ricevuto dallo Spirito di Cristo e tutto è chiamata a donare con gratuità.
  • Continuare la proposta della via Crucis vivente e quella per le strade del paese; come pure le Messe e il rosario del mese di maggio per coinvolgere nell’annuncio del Vangelo le persone nelle loro case.

Ricuperare le motivazioni del nostro agire

Il Consiglio pastorale è impegnato a fare discernimento per motivare cristianamente ed evangelicamente ogni scelta e ogni proposta pastorale, coinvolgendo i soggetti interessati. Questo stile deve diventare comune a tutti i gruppi e associazioni della parrocchia, ad ogni famiglia e ad ogni persona. Ci si deve sempre interrogare se ciò che stiamo facendo è conforme al Vangelo, in sintonia con la Chiesa, per il bene della comunità cristiana e della società e, quindi, risponde alla volontà di Dio. Ciò richiede di rimanere in atteggiamento di preghiera, di invocazione allo Spirito e in comunione con i fratelli.

Il mondo giovanile

Andare incontro al mondo giovanile per offrirgli la gioia del Vangelo di Gesù, che dà senso alla vita. L’obiettivo è aiutare i giovani a

  • prendere coscienza del valore della fede cristiana come necessario fondamento per vivere con intensità la propria vita
  • maturare il senso di appartenenza alla comunità cristiana, in una celebrazione gioiosa della vita nella celebrazione domenicale della Parola e dell’eucaristia, per attingere qui l’alimento per la propria fede e la gioia di sentirsi chiamati e mandati ad essere testimoni del Risorto.

Oggi sappiamo quanto sia difficile coinvolgere i giovani nella vita cristiana. E’ necessario che facciamo un’analisi sul perché i giovani si allontanano dalla comunità cristiana e se ne stanno lontani; perché gli adolescenti partecipano alle attività dell’oratorio, ma non alla Messa domenicale e agli altri sacramenti. Occorre che, con molta onestà e serenità, ricerchiamo quali sono le responsabilità degli adulti, della comunità cristiana, delle famiglie e, perché no, degli stessi giovani per poter trovare una strada per andare loro incontro e riproporre il Vangelo nei modi loro comprensibili, che facciano cogliere loro la bellezza dell’incontro con Gesù, riprendere ad assaporare la vita come meravigliosa avventura e ritrovare speranza in un futuro pieno di risorse anche per loro.

Per questo, come ha fatto Gesù con i due discepoli di Emmaus (cfr. Lc 24) è necessario che andiamo a “cercarli” là dove stanno fuggendo, sospinti dalle delusioni, incomprensioni, illusioni, per “accompagnarli” lungo un tratto di cammino che risvegli in loro la memoria di un incontro che ha segnato la loro vita (quello con Gesù mentre erano bambini), di un gesto che ricorda loro momenti belli (quello della Chiesa che li ha avvicinati a Gesù e li ha accompagnati), di un dono che ancora portano in cuore (il primo incontro con Gesù nell’eucaristia), di una Parola che li faceva sognare e li portava in Cielo con la loro fantasia. E poi, “renderci trasparenti” e tirarci in disparte perché possano incontrare non noi, ma Gesù che si è servito di noi per riportarli a “Gerusalemme”, alla Chiesa, la comunità fondata sulla fede in Colui che era morto ed ora vive, dove possano gioire con i fratelli per l’incontro con il Risorto e ripartire, non più per allontanarsi da Gerusalemme, ma per portare la “Gerusalemme” della fede e dell’incontro con il Risorto a coloro che ancora non l’hanno incontrato e non possono godere di questa gioia e di una vita piena.

La festa

Come comunità, anche per manifestare la gioia della nostra appartenenza a Cristo mediante la Chiesa, siamo chiamati a far festa, soprattutto nei momenti del “raccolto dei frutti della grazia”. Ecco allora l’invito a partecipare e condividere i momenti di gioia: battesimo, cresima e prima comunione, matrimonio, anniversari di matrimonio, mete particolari (maturità, laurea, inizio di una nuova azienda, ecc.), guarigione da una malattia insidiosa, ecc. Tutti questi non sono eventi privati, ma fanno parte del cammino della comunità: perché allora non partecipare alla celebrazione comunitaria dei battesimi, della cresima, della prima comunione, anche se non abbiamo parenti o amici fra quelli che ricevono questi sacramenti? Perché, invece che stare solo a guardare la sposa che arriva sul sagrato, non entriamo in chiesa a condividere il momento della preghiera e testimoniare la nostra gioia per il sacramento che i due nubendi celebrano?

Uno degli impegni che chiediamo al gruppo di pastorale famigliare è che sia disponibile ad aiutare i fidanzati a preparare la liturgia del matrimonio. Il desiderio è che essi non debbano andare a questuare qua e là l’organista, il cantore, i lettori, ecc. per preparare il loro giorno di festa, perché a tutto questo pensa la comunità, che è loro vicino nella preparazione e, poi, nell’accompagnamento.

Un momento importante di festa per la comunità è la festa patronale, che riesce a coinvolgere, almeno in parte, anche la comunità civile.

Anche le altre feste non liturgiche hanno la loro importanza nella vita della comunità: pensiamo alla festa dell’oratorio, della solidarietà della caritas-nonsolonoi, della famiglia, di “mezza estate”, del torneo di calcio, alle feste delle varie associazioni ospitate dall’oratorio, al torneo di briscola, ecc. Tutte diventano, non solo momento bello di aggregazione, ma occasione per curare e approfondire le relazioni e scambiarsi esperienze arricchenti. I nostri oratori ospitano spesso anche le feste di compleanno: anche queste sono occasioni per dimostrare l’accoglienza della comunità e intessere relazioni nuove, che, forse non avrebbero altre occasioni.

Certo, noi non dobbiamo mai dimenticare che il fine di ogni nostra attività è l’incontro con Gesù Cristo; ma ad alcuni serve una gradualità che passa attraverso esperienze propedeutiche, che fanno fare l’esperienza della bontà e capacità di accoglienza della comunità ecclesiale; è l’esperienza dello star bene con i cristiani. Da qui può nascere un cammino che porta all’incontro personale con Gesù.

Conclusione

Le mete che ci poniamo in questo cammino non sono molto diverse da quelle dello scorso anno, anzi, alcune si ripetono, come pure le attività e i cammini proposti. Questo a significare che il cammino non raggiunge immediatamente la meta e che è necessario perseverare nell’esercizio della pazienza, dell’impegno missionario e della carità.

Il Signore ci concede ancora tempo, energie e grazia; lo Spirito Santo rinnova i suoi sette doni dentro di noi, perché abbiamo fiducia che nulla cade nel vuoto e che, se accettiamo la sfida della fatica della ricerca condivisa con la comunità e mettiamo in atto tutto il nostro amore per testimoniare, in una visione missionaria della vita cristiana, la gioia dell’incontro con il Risorto nella Chiesa, i frutti verranno e lo Spirito li farà maturare a tempo debito. Questa è la fede: operare come se tutto dipendesse da noi, nella consapevolezza che l’opera è di Dio.

Così ha fatto la Vergine Maria, madre di Gesù e madre della Chiesa: attenta ai bisogni degli uomini, li ha indicati a Gesù e ha lasciato che fosse Lui a decidere il da farsi; ha però incoraggiato i servi a fidarsi di Lui e a fare ciò che Lui avrebbe chiesto. Ella invita anche noi a essere attenti ai bisogni dei fratelli e ad andare loro incontro, secondo le modalità che Gesù ci indica, anche se al momento possono sembrare strane e inefficaci, col rischio di fare brutta figura, come quando i servi sono stati invitati a portare in tavola l’acqua: e se non si fosse trasformata in vino? Che figura! Ma loro, su consiglio di Maria, si sono fidati e hanno operato come Gesù ha loro chiesto, così sono stati veicolo di un prodigio e la parola di Gesù si è compiuta attraverso di loro.

Invochiamo Maria perché ci aiuti a fidarci di Gesù e, come lei, a lasciare agire in noi la grazia dello Spirito Santo, perché si compia in noi e attraverso di noi la parola del Signore.

Scheda di lavoro per consigli pastorali

  • L’impostazione della “Proposta di progetto pastorale” può essere accolta e proposta alla comunità? Quali tagli fareste? Quali eventuali aggiunte? Quali altre correzioni?
  • Circa la presenza dei giovani nella nostra comunità, proviamo a valutare le seguenti realtà:
    Come è la loro presenza nella vita della comunità? Quanti sono, che tipo di presenza, come sentono la loro appartenenza alla comunità, che cosa prendono e che cosa danno alla comunità?
    Ci sforziamo di comprenderli nei loro bisogni, nei loro linguaggi, nel loro entusiasmo, nelle loro paure, nelle loro solitudini … non per giudicarli, ma per incoraggiarli, sorreggerli, illuminarli e lasciarci ammaestrare anche da loro, soprattutto per imparare i “nuovi linguaggi del Vangelo”?
    Come raggiungerli, quali mezzi o occasioni possiamo utilizzare per farci loro compagni, in modo da poter entrare in dialogo con loro e parlare del Vangelo?
    Ci avviciniamo ai giovani come amici e li accompagniamo quasi come “padri e maestri”, irradiando gioia e speranza?
  • Se ci fosse offerta la possibilità di parlare ai giovani della nostra comunità, che messaggio potremmo offrire loro: quali speranze, quali domande, quali sollecitazioni, quanto tempo, quali consolazioni, quali testimonianze, quale annuncio? Proviamo a scrivere loro un messaggio.

La nostra solidarietà a favore di…

Le iniziative sostenute dalla Commissione Missionaria, hanno come obiettivo l’eliminare alla base le cause di povertà e puntare sulle risorse culturali, sociali ed economiche dei popoli coinvolti.
Le aeree di intervento sono:                                                                                                      

  • Il sostegno ai missionari nelle loro opere di evangelizzazione.
  • La pastorale nelle forme della catechesi e della liturgia.
  • La promozione umana con le proposte dei corsi di alfabetizzazione, dell’educazione sanitaria e della formazione professionale.

I nostri referenti sono missionari di origine lenese e non. Nello specifico: sacerdoti, religiosi e laici che operano attraverso il Centro Missionario Diocesano, Padri Comboniani e Saveriani, lo S.V.I. e alcune associazioni.

Nel 2016 abbiamo sostenuto con l’attività estiva della Menonera Missionaria e del Mercatino di Solidarietà Natalizia:

  • Padre Eugenio Petrogalli (missionario lenese in Ghana-Africa).
  • Suor Erminia Petrogalli (missionaria lenese in Sud-Sudan – Africa).
  • Don Roberto Ferranti (referente missione Rrshen – Albania).
  • Suor Agata Gressioli (missionaria lenese in Cile).
  • Sostegno allo studio di un seminarista indigeno.
  • Padre Silvio Turazzi (referente progetto Goma nella Repubblica Democratica del Congo – Africa).
  • Maestre Pie Venerini per i loro progetti missionari.
  • Servizio dei Padri Oblati alla Parrocchia.
  • Sostegno alle attività della Caritas locale.
  • Sostegno alle attività dell’Oratorio San Luigi.
  • Contributo in memoria di tre famigliari di amici tornati alla casa del Padre.
  • Contributo anonimo tramite la Parrocchia.
  • Contributo alla Diocesi delle Marche per il terremoto.

Ringraziamo quanti partecipando alle nostre iniziative, ci hanno permesso di sostenere i progetti sopra citati.

Ricordiamo che le attività della Commissione Missionaria sono:

  • Sensibilizzazione pastorale e missionaria attuata in Parrocchia (in collaborazione con il Centro Missionario Diocesano), condivisa con il Consiglio Pastorale Parrocchiale, con la Commissione Oratorio, con la Commissione Zonale Missionaria (dove abbiamo nostri rappresentanti), creando “rete” con altre commissioni e gruppi parrocchiali, con un’apertura alle iniziative sociali del territorio.
  • Menonera Missionaria.
  • Mercatino di solidarietà natalizia.
  • Bollettino parrocchiale “la Badia” attraverso la stesura delle pagine missionarie.
  • Divulgazione della stampa missionaria in Chiesa.
  • Collaborazione con l’Associazione “Ad Gentes” che segue la vendita dei prodotti equo-solidali presso la sede in via Re Desiderio.

Con le iniziative dell’ Associazione ad Gentes nel 2016 si sono sostenuti:

  • Don Vincenzo e Suor Rosaria per progetto: “Villaggio della Speranza” (Tanzania-Africa).
  • Adozioni progetto: “Museke” (Africa).
  • Adozioni a distanza: “Associazione senza Frontiere” (Brasile).
  • Peppo e Adriana Piovanelli per progetto: “Centro del Artes San Nicolas” (Jiigua – Ecuador).
  • Don Roberto Ferranti (referente progetto in Rreshen – Albania).

Chi fosse interessato a conoscerci e ad unirsi a noi, può contattare                                                     Sig. Marisa Pietta al numero : + 3381901306                                                                                       Mons. Giovanni Palamini al numero: + 030906512

Associazione Hamici – Primavera 2017

Tutto ha inizio più di dieci anni fa, quando per passaparola io e la mia amica veniamo coinvolte in un’esperienza a noi al momento sconosciuta, ma che da subito ci è apparsa bellissima e utile. Partecipando settimanalmente alle attività proposte conosciamo sempre di più questi ragazzi meravigliosi che la frequentano, capaci di darti tanto affetto, di strapparti un sorriso anche se quella sera tu sei con il morale a terra, loro trovano sempre il modo di farti sorridere.

Noi auguriamo a molte persone di fare un’esperienza simile, non abbiate timore a donare qualche ora libera a questi ragazzi fantastici, loro vi saranno grati e a voi farà bene al cuore…

Due veterane dell’Associazione Hamici

Grazie in questo anno sentire le testimonianze di persone speciali perché i volontari veri sono persone speciali come giustamente definite i nostri ragazzi. Nei vostri dieci anni ne avrete sicuramente aiutati tanti con il vostro esserci,con una parola,con un rimprovero quando la loro esuberanza superava il limite.

Posso solo dire GRAZIE perché persone come voi con i tempi familiari da conciliare avete sempre collaborato con noi per il bene dei nostri ragazzi, il resto non conta.

Ora qualche data da ricordare:
LUGLIO:
15 luglio sabato prove bocce
16 luglio domenica gara di bocce
22 luglio sabato notte bianca
23 luglio domenica tutti in piscina a Ostiano
29 luglio sabato tutti al Florida x festeggiare
30 luglio domenica assemblea in sede

AGOSTO:
Si lavora per la manutenzione della sede
Dal 13 al 20 agosto si va in montagna

SETTEMBRE:
4 settembre, lunedì S. Messa in oratorio a seguire rinfresco per festeggiare il 15° anno di Hamici ricordando chi ci ha lasciato
10 settembre domenica riapertura della sede
15 settembre venerdì riapre la palestra