Le radici del perdono

Parte terza

I tre giovani dopo qualche minuto di smarrimento capirono, non potevano crederci, stavano per assistere in diretta all’episodio della adultera: “Che scoop!”

Sapete tutti come è andata a finire. Dopo l’episodio, nella piazza non era rimasto più nessuno ed essi riuscirono ad avvicinare Pietro che era ancora un po’ scosso per l’accaduto: “L’ha perdonata… capite, una donna così e Lui… l’ha perdonata! E quegli uomini pronti a uccidere se ne sono andati tutti, è bastata qualche parola per trasformare una folla inferocita in un gregge di agnelli. Perdonare i peccatori, perdonare i nemici, porgere l’altra guancia. Sarà difficile far entrare quest’idea nelle nostre teste dure di pescatori”.

I ragazzi esultarono. Finalmente avevano trovato le radici del perdono. Sofia, Federico e Gioele decisero di salutare il futuro apostolo, lasciandolo seduto su una grossa pietra con la testa fra le mani. Ora bisognava dargli un po’ di tempo per capire e imparare a vivere questa nuova idea

Obiettivo raggiunto!  Tornati alle loro case i ragazzi fecero una seria ricerca su internet e scoprirono che da Gesù in poi  qualcosa cambiò. Questa idea rivoluzionaria del perdono si diffuse, nei secoli successivi tanti uomini e donne ne fecero un ideale di vita, furono capaci di rovesciare addirittura imperi con la loro rivoluzione pacifica e furono seminatori di pace. 

E fu a questo punto che Gioele da sempre convinto pacifista capì che non era una bella bandiera variopinta a fare di lui un seminatore di pace, ma la sua capacità di perdonare a cominciare dal suo compagno picchiatore.

Perché la pace, la vera pace, quella che umilmente, silenziosamente, ma implacabilmente cambia il mondo ogni giorno, ogni mese, ogni anno, ogni generazione, comincia sempre, sempre dal perdono.

Tutti per uno, uno per tutti!

Si sono svolte il giorno 14 Maggio, dalle ore 14:00 alle ore 17:00, le elezioni per la nomina del Sindaco dei Ragazzi e delle Ragazze del Centro di Aggregazione Giovanile presso l’Oratorio “San Luigi”  di Leno (BS). Le votazioni si sono svolte nei locali del Centro con tutti i criteri di legge obbligatori: carda d’identità, cabina e tessera elettorali.

A contendersi il titolo sono stati due ragazzi del C.A.G accompagnati dal loro staff e più precisamente Michele Oprea e Jennifer Pedercini. Dopo una campagna intensa e piena di colpi di scena, ma leale e rispettosa, ha vinto il simpatico e determinato candidato Michele Oprea del Gruppoprea contro la tenace e impegnata Jennifer Pedercini del gruppo Castronerie Autonome Giovanili.

Per vincere le elezioni ogni candidato ha dovuto dapprima preparare un breve discorso in cui presentarsi e spiegare il proprio programma per migliorare il paese partendo dal C.A.G.; in un secondo momento ha dovuto nominare la sua squadra di governo, ossia scegliere i ragazzi che sarebbero diventati assessori per aiutarlo a raggiungere la vittoria; infine, ma non meno importante ed impegnativo, ha dovuto sostenere una campagna onesta e leale. Ad affiancare i due gruppi  ci sono state le educatrici Sara Della Torre per Michele e Giada Romeri per Jennifer, che hanno stimolato ed affiancato i candidati: a vigilare e controllare l’attendibilità e la correttezza dei due contendenti la Coordinatrice Duina Ornella, che è stata inoltre presidente di seggio.

Questo progetto ha avuto l’obiettivo di coinvolgere e far partecipare i ragazzi alla vita sociale e democratica, per educarli ad una cittadinanza attiva. Grazie a questo lavoro sono emerse delle diversità ma anche dei valori: ognuno è diventato consapevole del ruolo proprio e di quello degli altri. Ogni ragazzo ha compreso appieno le procedure, ha investito  tempo ed energie per valutare il proprio lavoro e quello degli altri. Siamo felici ed onorati di avere un rappresentante del C.A.G.

Per concludere il lavoro, in data 22 Maggio, è venuta il Sindaco Cristina Tedaldi a ufficializzare la carica di Michele Oprea e a conoscerlo. Ha gentilmente regalato ai due candidati dei libri sul nostro paese e una lettera indirizzata personalmente a ciascuno; inoltre al “collega” sindaco Oprea ha donato la targa del Comune di Leno. 

Il Sindaco Cristina Tedaldi ha approfittato dell’occasione per sottolineare l’importanza di vivere questa carica così importante con spirito si servizio verso tutti.

Cogliamo l’occasione per ringraziarLa di cuore della cortese disponibilità.

Ringraziamo inoltre le volontarie, la Maestra Giacomina Treccani e la Professoressa Anne Georges, che hanno seguito e aiutato i nostri ragazzi durante tutto l’anno scolastico con tanta pazienza e dedizione. Buona Estate a tutti!!! 

Le educatrici
Ornella, Sara e Giada

Liberi tutti con Mosè!

Giovedì 13 giugno il grest “Liberi tutti con Mosè” arriva alla Festa dell’Oratorio. Super festa per tutti i bambini ed i ragazzi!

Vi aspettiamo alle 19:30 per l’inizio della serata. Presenteremo l’inno e tutti i balli del grest! Durante la serata inoltre verranno consegnate le magliette agli iscritti.

Ricordiamo che sarà attivo il servizio cucina, con menu speciale gnocco fritto. Cosa state aspettando?

Raccontarsi per condividere le esperienze

Sono P.

É da poco tempo che collaboro con la Caritas della nostra parrocchia. Da pochissimi mesi, ho pensato di aiutare, di dare una mano (e non solamente in senso figurato), di donare un po’ del mio tempo a chi ne ha bisogno. Ho scoperto che la nostra Caritas ha un bellissimo progetto che abbraccia tutte le dimensioni della solidarietà cristiana: ascolto, distribuzione, consolazione, cura e preghiera.

La persona che si trova in un momento di difficoltà e disagio (che può essere materiale, interiore o spirituale) è così “accolta“ e  “accompagnata“ integralmente. Il mio contributo è minimo, aiuto nella distribuzione (più esattamente nella raccolta di indumenti ed oggetti di vario genere da distribuire alle famiglie che diversamente non potrebbero permetterseli) e due volte la settimana, al mattino, seguo, non da sola ma con altre collaboratrici della Caritas, i bambini delle mamme che frequentano presso Casa Garda la Scuola di Italiano.

Questo piccolo impegno mi ha permesso di rendermi conto che ci sono ancora tanti nuclei familiari che versano in difficoltà economiche e di sentirmi concretamente utile e vicino ad una realtà (quella della povertà) che  oggi, nel terzo millennio, ancora persiste. Le molte persone che fanno pulsare il cuore della Caritas, che ho avuto la fortuna ed il piacere di conoscere e che ringrazio di avermi dato l’opportunità di affiancarle, sono infaticabili, generose, positive e creative, sempre alla ricerca di iniziative nuove e coinvolgenti che possano sensibilizzare alla solidarietà, anzi alla Carità, a quell’amore verso il “prossimo“ che la parabola del Buon samaritano ci insegna e che da sempre ci interroga riguardo ad una domanda a volte scomoda:

Chi è il mio prossimo? I miei parenti? I miei connazionali? Quelli della mia religione

A ciascuno di noi è assegnato il compito di coglierne il vero significato e di dare una risposta che non resti astratta ma diventi concretezza.

P.

Ciao, sono Vanessa.

Durante un percorso di crescita personale, sono venuta a contatto con i volontari della caritas parrocchiale di Leno e ho iniziato il mio percorso al Centro d’ascolto. Qui sono diventata più consapevole dei vari problemi che ci affliggono quotidianamente: non solo le “classiche scadenze”, ma soprattutto il bisogno di essere ascoltati e di sfogarsi, la paura del momento e quella del futuro, la solitudine…

Non sempre riusciamo a risolvere tutte le problematiche, ma cerchiamo di alleviarle il più possibile. 

Confrontandoci nelle varie situazioni, riusciamo ad aiutare anche noi stessi.

La fruttuosa collaborazione con l’ACR

Nei giorni 2 e 3 marzo, i volontari caritas hanno realizzato con i ragazzi dell’ACR una bella, vivace e intensa collaborazione.

Mantenendo fede alla promessa fatta quando avevano visitato la sede caritas, il fantastico gruppo  dei ragazzi con i loro responsabili, Damiano e Alessandro, si sono buttati a capofitto in una iniziativa di autofinanziamento del Centro d’ascolto: confezionare e distribuire, ad offerta libera, delle piante fiorite alle porte della chiesa.

Laboratorio: sala stampa dell’Oratorio e “lavoro a catena”. Si tagliavano la carta crespa e le strisce di nastro colorato, si rivestivano i vasetti di primule e margheritine, si applicava il rotolino di carta con stampato un pensiero di riflessione.

Tutto fatto con la gioia ed l’entusiasmo manifestato anche la domenica vicino alle porte della chiesa per la distribuzione insieme alle volontarie caritas.

Grazie, ragazzi! Vi aspettiamo per altre iniziative!  

Alla scoperta dei segreti del castello

Lunedì 4 Marzo (a casa da scuola per il Carnevale… meraviglia!!!) abbiamo fatto una bellissima gita a Brescia… alla scoperta della nostra città.

Il viaggio stesso è stata un’avventura, visto che alcuni di noi non avevano mai preso una corriera. Arrivati a Brescia, fermata Le Carceri, abbiamo scarpinato fino in cima al monte Cidneo, dove il castello domina la città… che scapinata (per fortuna Orni aveva raccomandato di non mettere i tacchi!).

In castello ci aspettava il Sig. Gianpiero dell’Associazione Brescia Underground; sinceramente abbiamo pensato alla solita noiosissima visita guidata, in realtà è stata breve, sintetica e davvero interessante. Vi diamo qualche rimando, sperando di non annoiarvi.

Il nostro castello è la seconda fortificazione militare per estensione in Europa; il primo si trova in Spagna, ma risale al XVIII secolo, mentre il nostro castello, le prime pietre, sarebbero state poste da Cidno, re ligure, circa 2000 anni prima di Cristo… un bel primato!

Varie popolazioni si sono succedute nel tempo (dai Romani, ai Celti, ai Veneziani, ai Francesi…) e la nostra visita si è incentrata sulla Torre dei Prigionieri. Vi sono cinque livelli sovrapposti ( due non accessibili) e noi ne abbiamo visitati tre; due muniti di cannoniere disposte a raggiera che sono diventati nel tempo delle prigioni. La nostra guida ci ha parlato del tempo in cui vi erano segregati i partigiani, 50 per livello, in condizioni disperate e ci ha fatto notare le scritte che lasciavano sui muri (lineette che servivano per contare i giorni, poesie alle fidanzate, nomi e pensieri…): che strano effetto pensare che queste testimonianze furono le ultime parole prima della fucilazione.

L’ultimo piano è invece caratterizzato da un camminamento di ronda a 36 e dalla presenza di caditoie ed ha il tetto in legno.

Abbiamo anche visto i resti delle cisterne romane (sempre nella torre) e i deposi alimentari (olio, vino, grano, acqua) sempre risalenti all’epoca romana.

Ovviamente il tutto è stato reso ancora più coinvolgente dalla splendida vista che si gode da lassù… peccato ci fosse foschia!

Dopo la visita al castello abbiamo raggiunto la Freccia Rossa a piedi zigzagando per le vie della città; in Freccia, affamati, abbiamo mangiato davvero tanto.

É stata una bella giornata che ha unito cultura, divertimento, gioia di stare insieme e buona cucina (che non guasta mai!).

Alla prossima
Ornella, Sara, Giada
e i ragazzi del C.A.G.

Animatori per il Grest!

Vuoi diventare animatore del Grest? É semplicissimo!

Basta compilare il modulo che trovi allegato alla pagina e partecipare ai tre incontri di formazione che si terranno lunedì 27, mercoledì 29 maggio e martedì 4 giugno alle ore 20.30 in aula verde.

Cosa aspetti?

Modulo iscrizione animatore

Francesco: una vita che fa da modello

Nell’omelia che il vescovo Tremolada ha pronunciato nel corso della Santa Messa nella basilica superiore di Assisi, l’invito rivolto ai tanti ragazzi presenti a seguire nella loro vita gli esempi e gli insegnamenti del poverello di Assisi

Un cielo carico di nuvole non ha tolto nulla alla gioia dell’incontro tra il vescovo Tremolada e gli oltre 2000 ragazzi bresciani, nati tra il 2005 e il 2007, che hanno vissuto un’intensa esperienza di tre giorni dal taglio vocazionale. È nella terra che ha dato i natali e ha visto fiorire la vocazione del “poverello” di Assisi che l’Ufficio per gli oratori, i giovani e le vocazioni hanno voluto chiamare a raccolta i ragazzi bresciani per consentire loro di comprendere, in una città in cui ogni angolo e ogni pietra racconta la “vita bella”, come si possa rispondere sì alla chiamata che il Signore ha pensato per ogni uomo.

Se il momento centrale della prima giornata di questa esperienza che ha preso il posto dell’ormai tradizionale “Roma Express” è stata la Santa Messa che il Vescovo ha celebrato nella basilica superiore davanti a tanti ragazzi, non meno importante è stato il “primo contatto” con le testimonianza di chi, frate o suora, ha già avuto modo di “fare i conti” con la dimensione vocazionale della propria vita.

Le immagini e i video che i ragazzi, tramite Whatsapp, Facebook e Instagram, hanno mandato a Brescia sono di quelle che non lasciano spazio a dubbi particolari: se l’obiettivo di quesra prima esperienza in terra di Assisi era di far toccare loro con mano la gioia del “bello del vivere”, la missione, già al termine della prima giornata, è stata abbondantemente raggiunta.

Mons. Pierantonio Tremolada ha praticamente accolto l’arrivo dei ragazzi bresciani ad Assisi; non si è sottratto alle richiese di foto di gruppo o di selfie per documentare il “c’ero anch’io” a una esperienza importante.

Nel corso della Messa, celebrata sotto le volte della Basilica superiore, il Vescovo ha indicando ai ragazzi lo splendido ciclo di affreschi di Giotto dedicato a San Francesco, li ha invitati a vivere una vita avendo come punto di riferimento gli insegnamenti di quel giovane che, più di 800 anni fa, si lasciò interpellare da quell’invito del Crocifisso ospitato nella chiesa diroccata di San Damiano a impegnarsi per la ricostruzione della “casa”. Ai tanti ragazzi riuniti in questo scrigno di arte e religiosità ha rivolto ancora l’invito di trovare, così come fece Francesco, il tempo del silenzio, degli spazi per la riflessione, a prendere a cuore, così come fece tanti anni prima quel loro coetaneo diventato santo, la natura. Parole importanti, quelle del vescovo Tremolada, che non hanno lasciato indifferenti, nonostante la fatica per il viaggio affrontato e la prima giornata assisiate, le centinaia di ragazzi presenti.

Azione Cattolica Ragazzi: “Ci prendo gusto!”

L’8 Dicembre, come di consueto, l’A.C.R. ha celebrato il tesseramento animando la messa delle 10:30; nel pomeriggio lo slogan dell’anno, “Ci prendo gusto”, è stato presentato ai grandi dell’A.C. con un momento di preghiera e ballando l’inno. 

So di parlare a nome di tutti gli animatori quando dico che la festante partecipazione dei ragazzi in momenti come questo diventa per noi un utile sprone a continuare nel nostro impegno. La loro risposta ci dimostra che la strada intrapresa sin qui era quella giusta e in loro possiamo riconoscere quella “terra buona” su cui il seme darà buon frutto. 

Fiduciosi quindi nell’entusiastica disponibilità dei nostri ragazzi, abbiamo inaugurato il nuovo anno all’insegna della novità, proponendo loro nuove iniziative volte a riscoprire l’importanza di un associazionismo cattolico capace di farsi carico di opere di volontariato a favore della comunità locale.

Per avviare il nuovo progetto educativo, abbiamo chiesto aiuto ai nostri più esperti amici di Caritas-Non solo noi affinché ci illustrassero il funzionamento basilare di simili iniziative; inoltre, siccome la nostra associazione non vuole essere solo “comprensione” ma soprattutto “azione”, abbiamo osato proporci per un piccolo gemellaggio che ci permettesse di sperimentare concretamente e in prima linea l’esperienza del volontariato: così l’A.C.R. ha collaborato alla realizzazione della vendita dei fiori tenutasi domenica 3 marzo per iniziativa della Caritas fuori dalle porte della chiesa. 

Felici ed orgogliosi di questa nuova esperienza, ci auguriamo che il nostro impegno possa continuare ad aprirsi al prossimo a noi più vicino e magari -perché no?- ispirare anche i più grandi ad imitarci, collaborando collettivamente per un fine più grande.

Damiano e gli educatori ACR

Buon compleanno sede

Dieci anni sono passati dall’inaugurazione della nostra sede quante cose sono state realizzate e quante persone si sono avvicendate nei vari ruoli.

Obbiettivo comune far si che i nostri Hamici si divertano e possano fare tante belle e nuove esperienze. Ricordo che tante persone ci hanno aiutato ad essere ciò che oggi siamo cioè una realtà radicata in Leno, quanti obbiettivi raggiunti e realizzati con tenacia e tanto impegno, un pensiero va anche a chi ci ha lasciato, ma che sicuramente ci protegge da lassù.

Un grazie di cuore ai Pionieri, che con tenacia e impegno già da subito ci hanno creduto e anche a tutte quelle persone che vedendo cosa stavamo cercando di realizzare hanno creduto in noi e nel nostro lavoro e ci hanno sostenuto.

I risultati ottenuti si sentono e si vedono.

Non ci stancheremo mai di invitare le persone che vogliono investire un po’ di tempo nel volontariato a venire a trovarci, sicuramente saranno le benvenute.

Se vuoi sostenerci con la tua goccia dona il tuo 5 x mille al codice fiscale 97008790178

L’associazione Hamici nella ricorrenza delle festività porge i migliori auguri di Buona  Pasqua 

Vocazione a prova di ragazzi

Come si esprime l’accompagnamento? La riflessione, dopo gli incontri nelle Congreghe, arriva nei Consigli presbiterale e pastorale

Come si esprime l’accompagnamento vocazionale dei ragazzi e delle ragazze? Questa domanda è stata presa in esame dai sacerdoti negli incontri sul territorio anche in vista di un approfondimento sulla possibile evoluzione del “Seminario Minore”. Il Consiglio presbiterale diocesano ha deciso di dedicare le prossime due riunioni, mentre il consiglio pastorale diocesano si ritroverà l’11 maggio ad affrontare il medesimo approfondimento.

La fotografia. Si sente il bisogno di ripensare i luoghi comuni circa l’età della preadolescenza, anche sotto il profilo vocazionale, perché sarebbe pastoralmente ingiusto ritenere che non abbia rilievo la cura vocazionale di questa fascia di età. Lì si percepisce il massimo di sensibilità all’annuncio vocazionale. A questa età si ha la più ampia plasticità per la maturazione dei prerequisiti vocazionali (formazione dell’identità, espansione della vita di relazione, amicizia, vita di gruppo, generosità, ecc.). Più che di una proposta vocazionale esplicita, al di sotto dei 13 anni, conviene puntare su un appello vocazionale ampio. La preadolescenza è stata chiamata la prefigurazione armonica del divenire vocazionale: l’evento vocazionale vero e proprio è percepito come un desiderio e una intuizione dello sviluppo futuro. È il divenire vocazionale, è l’età delle intuizioni e dei desideri, il periodo della vita in cui avviene la più elevata identificazione con i modelli. L’adolescenza dilatata, lunga e interminabile, comporta, invece, un prolungato accompagnamento in una fase della vita splendida ma fragile, più adatta alla semina che alla raccolta. Infatti, l’adolescenza è come la primavera, una stagione di bellezza e di rischio. Gli adolescenti vivono grandi entusiasmi per progettare se stessi nel futuro ma anche notevoli fatiche per costruire la propria identità e superare le crisi connesse con quella che viene chiamata la seconda nascita. L’elemento più caratteristico della vocazione nell’adolescenza è costituito dalla scoperta e dalla costruzione del progetto personale di vita.

Le proposte attive. Inizialmente è stato scelto l’acronimo non troppo felice “Covo”, ma preferiamo chiamarle semplicemente comunità vocazionali. Sono dei momenti in cui i ragazzi delle superiori (dalla prima alla quinta) che non scartano l’ipotesi di entrare in Seminario (alcuni sono solo desiderosi di conoscere meglio il loro rapporto con la fede) si incontrano, si confrontano e fanno insieme un cammino mensile. Attualmente sono tre, come raccontiamo in pagina, i luoghi che accolgono i ragazzi e il loro cammino di ricerca: Breno, Verolanuova e Brescia (Seminario minore). In precedenza c’era anche l’esperienza, che poi si è conclusa, di Lumezzane. “I ragazzi – spiega don Claudio Laffranchini – condividono lo stare insieme e prendono sul serio la loro vocazione. Vivono per un giorno e mezzo la loro quotidianità con gli altri ragazzi e si lasciano accompagnare dalla figura di un sacerdote che si prende cura di loro. In tutto sono circa 25 maschi, ma il desiderio è quello di pensare qualcosa anche per le femmine”. Condividono la vita ordinaria (compresi i compiti), partecipano alle attività pensate per loro, pregano e, in questo clima positivo, instaurano un rapporto buono con i loro curati. Per i più piccoli, una domenica al mese, c’è “Piccolo Samuele”: è una proposta di orientamento e accompagnamento vocazionale per ragazzi dalla V elementare alla III media che amano stare insieme, mostrano una certa vivacità spirituale (preghiera, confessione, partecipazione attiva alla Messa) e nei quali si coglie il desiderio di approfondire l’amicizia con Gesù. Gli incontri si tengono presso il Seminario Minore a Brescia, in via dei Musei 58 a.