Qui Caritas parrocchiale

Per informare

Non si può che partire dai cambiamenti: monsignor Palamini, lasciando la parrocchia per altri incarichi come vicario vescovile, lascia anche il compito di presidente della caritas parrocchiale.

A lui il nostro grazie per la sua presenza e per come, in questi anni, ha guidato la caritas; a lui i nostri auguri per le sfide che lo attendono.

Un’annotazione sulle Giornate della solidarietà, la Festa della Caritas il 17 e 18 agosto scorsi in oratorio: una festa briosa e partecipata con un tempo bello che ha premiato l’impegno di quanti si sono attivati per la sua buona riuscita. In entrambe le sere, infatti, molte persone si sono sedute ai tavoli dello stand gastronomico per gustare le varianti della porchetta e altro e hanno ballato al ritmo della musica proposta aspettando anche l’estrazione dei numeri della ricca lotteria. Grazie a quanti, piccoli e grandi, con la guida dell’artista Giuliana Geronazzo, si sono divertiti, nel pomeriggio di sabato sotto il portico, a costruire la loro maschera con giornali e vinavil e a dipingerla con le tempere. Grazie a lei e a suo figlio Giacomo Filippini per aver messo a disposizione, per una mostra, alcune loro opere: chi le ha viste ne ha veramente goduto. Grazie anche a chi ha avuto la curiosità di fermarsi alla bancarella dei libri.

Raccontarsi per condividere le esperienze

Diventare volontaria Caritas per me, V., è stata una grande provvidenza. Penso che sia importante stare con la gente senza chiudersi nel proprio Io: si impara a vivere, a riconoscere i propri limiti a tentare di superarli e magari anche ad accettarli. Con l’ascolto reciproco ed il dialogo.

Da tempo, per questi motivi, desideravo dedicare un po’ del mio tempo agli altri ma non sapevo come. L’opportunità mi è stata data con l’adesione alla Caritas.

Stando alla Caritas ho ricevuto tanti doni; tra questi: il senso di appartenenza , la consapevolezza di far parte di una comunità, che ha lo stesso punto di riferimento e lo stesso obbiettivo. Ognuno con le proprie differenze ma fratelli nei valori. Grazie!

Per suscitare relazioni

Rilanciano anche l’iniziativa Offerte mensili mirate a progetti specifici: è stata già collaudata e durante quest’anno a due famiglie è stato assicurato un aiuto finanziario per molti mesi. Si assicura  l’informazione puntuale a chi aderisce.  GRAZIE a chi raccoglierà l’invito.

  

La Forza di Raccontare

Hai mai desiderato che un giorno sia tutto per te? Dove quello che sogni e quello che vivi sono la stessa cosa nello stesso istante? Dove l’attesa e il dono si incontrano e il tempo lascia lo spazio all’amore. Chissà!

Magari quel giorno verrà e quando sarà arrivato sono certo che ti chiederà una cosa: ti chiederà di volare sulla tua voce, di danzare sulle tue parole perché diventino musica agli orecchi di quanti le avranno ascoltate. Ti accorgerai che il tuo racconto, come ogni racconto, sia esso fiero oppure tremolante, sarà capace di dare al tuo cuore la temperatura che il suo segreto racchiude. Mentre ti riveli, ti sarà rivelato l’amore indissolubile tra il raccontare e l’essere ascoltati.

La nostra gioia o la nostra consolazione non sono mai piene finché non trovano qualcuno a cui potersi raccontare e allora quello che dici può costruire dei ponti che colmano le distanze delle solitudini fino a creare legami che superano la nostra temporalità. Mentre ci raccontiamo e ci ascoltiamo, noi ci apparteniamo e non è vero che poco importa se abbiamo poco da dire o lo diciamo nel modo sbagliato. Quello che ci diciamo ha il potere di orientare le nostre strade, di suscitare la fiducia che amplia il nostro orizzonte o il timore che paralizza i nostri passi. Nel nostro raccontarci, ancora, c’è una ricerca a volte decisa ma altre, addirittura inconsapevole, che vuole, però, portarci sempre verso casa. Una casa che tanto desideriamo ma troppo spesso è disabitata oppure la abita qualcun altro che misteriosamente appare più forte di noi e che non ci vuole o ci desidera in modo sbagliato.

Allora, i nostri discorsi, per quanto veri, hanno bisogno di una luce che illumini il buio di un mistero che avvolge ciò che siamo e ci tolga dalla trappola di un’esistenza che da sola, non descrive la nostra originalità. Abbiamo bisogno della voce di Dio, della sua Parola. La sola capace di varcare il tempo e di rimanere sempre se stessa. Abbiamo bisogno che questa Parola vesta i nostri linguaggi e riecheggi nei nostri racconti. Nel Natale, Dio sceglie il linguaggio della presenza che alla fine è l’unico che conta; l’unico che riconosce la nostra importanza, il valore della nostra unicità e che dice: desiderio di futuro. Mettiamoci in ascolto del suo racconto, così che avremo molto da dire.

Buon Natale!