In ascolto del Signore che parla

“La Bibbia, scrutate le Scritture” edita dalla San Paolo per i 1600 anni della morte di San Girolamo, autore della prima traduzione in latino della stessa. Tra i curatori anche il sacerdote bresciano, Ezechiele Pasotti, che racconta le linee che hanno guidato il lavoro della nuova pubblicazione

Il Gruppo Editoriale San Paolo, impegnato da oltre cento anni nell’evangelizzazione e nella diffusione dei valori cristiani, ha realizzato uno straordinario progetto che vede il suo compimento nella pubblicazione di una versione unica al mondo delle Sacre Scritture: “La Bibbia, scrutate le Scritture”. L’iniziativa nasce in occasione dell’anniversario dei 1.600 anni dalla morte, avvenuta il 30 settembre del 420, di san Girolamo, attento conoscitore della Parola e autore della prima traduzione in latino della stessa.

“La Bibbia, Scrutate le Scritture”, disponibile da qualche giorno in libreria, sarebbe stata oggetto di una presentazione anche a Brescia, ma il giro di vite all’organizzazione di eventi pulblbici imposta dalle nuove normative antiCovid hanno fatto rimandare il tutto a tempi più opportuni. Tra gli invitati alla presentazione avrebbe dovuto esserci anche don Ezechiele Pasotti, uno dei biblisti che hanno preso parte all’operazione che ha portato alla realizzazione dell’opera. “Mettere mano a una nuova edizione della Bibbia è sempre un’impresa – racconta il biblista Ezechiele Pasotti – . E quella a cui abbiamo lavorato è un‘edizione che presenta alcuni interessanti elementi di unicità”. Il lavoro a cui don Pasotti e gli altri curatori sono stati chiamati ha risposto ad alcune linee guide. “La prima – continua – è quella di leggere la Bibbia con la Bibbia: rifacendoci alla tradizione ebraica e patristica, secondo cui la Bibbia avrebbe in se settanta modalità di incontro con la parola in essa contenuta. Abbiamo cercato proprio attraverso la lettura delle sue pagine, di comprenderne tutti i volti, tutte le modalità di incontro con il Signore”.

Un’altra linea guida seguita nella realizzazione de “La Bibbia, scrutate le Scritture” è stata quella di cercare di incontrare Dio al di là del versetto, perché come sosteneva Levinas, è in quella dimensione che c’è Dio stesso. A muovere le edizioni San Paolo verso questa nuova iniziativa editoriale sono state le parole di papa Francesco, che più volte ha affermato, scrivendolo anche nella lettera apostolica Aperuit Illis, che “la Bibbia non può essere solo patrimonio di alcuni e tanto meno una raccolta di libri per pochi privilegiati. Essa appartiene, anzitutto, al popolo convocato per ascoltarla e riconoscersi in quella Parola. La Bibbia è il libro del popolo del Signore che, nel suo ascolto, passa dalla dispersione e dalla divisione all’unità. La Parola di Dio unisce i credenti e li rende un solo popolo”. Di qui l’idea di realizzare un’edizione della Bibbia che si rivolge a tutti, per la preghiera individuale e comunitaria.

 “La Bibbia, scrutate le Scritture” è unica al mondo perché valorizza la via della Scrutatio, seguendo la tradizione rabbinica e quella patristica, grazie alla presenza di 380 note concepite come veri e propri percorsi tematici all’interno dell’intera Scrittura su altrettanti temi biblici. Attraverso queste molteplici possibilità il lettore può costruire un’esperienza inedita e personalizzata, oltre a un metodo specifico di lettura del testo. L’opera offre ai lettori un’Introduzione generale che illustra con chiarezza i principi per una lettura orante della Bibbia e, nelle introduzioni ai singoli libri, non si sofferma solo sugli aspetti storici o letterari, ma li presenta nell’insieme della Bibbia, evidenziando come ciascuno di essi venga ripreso e riletto da un altro testo biblico. Le note esegetiche-storiche-teologiche non vengono trascurate, per ricordare che la Parola è “incarnata”: abita un tempo, una geografia e una condizione sociale, prediligendo quelle che aiutano a contestualizzare e a chiarire il testo. Una Bibbia unica al mondo perché ricca di passi paralleli, sia per quanto riguarda il numero che l’ampiezza di associazioni che permettono accostamenti tra i due Testamenti, favorendo una lettura vitale della Bibbia. È un progetto editoriale pensato proprio per una lettura orante della Parola, in un clima di ascolto e di dialogo con Dio. L’opera ha una dimensione che don Pasotti definisce “pastorale” per le parrocchie, i gruppi, i singoli fedeli, per aiutare a trasmettere la fede. “Quella edita dalla San Paolo – conclude il biblista – è una Bibbia pensata proprio per questo. L’insieme delle note specifiche che accompagnano la pubblicazione permette di mettersi in ascolto del Signore che parla”.

Il carisma di S. Dorotea

Nuovo volume per approfondire la storia degli oratori bresciani al femminile

La proposta di ricerca per la “Storia dell’oratorio bresciano” continua con il volume: “Oratori al femminile. Il carisma della Pia Opera Santa Dorotea nell’Oratorio bresciano” a cura di Michele Marchesi e suor Veritas Caset. Il tema, che era stato già considerato nel primo Seminario del 6 luglio 2017, riguardava il ruolo svolto dalle Congregazioni religiose femminili nell’animare le esperienze e le strutture impegnate nel servizio alla gioventù femminile delle parrocchie.

“Oratori al femminile” è una sezione dell’articolato percorso di pubblicazioni che si propone di offrire dei quaderni dedicati alle fonti e a documenti che testimoniano il carisma delle comunità religiose al servizio della catechesi e dell’animazione non solo del mondo femminile. La sezione viene inaugurata dal quaderno numero 4 che presenta il carisma della Pia Opera di Santa Dorotea nella diocesi bresciana. Siamo nel 180° della Fondazione dell’Istituto. L’Opera ha sempre cercato di promuovere l’educazione cristiana delle ragazze attraverso il sostegno, il consiglio, l’amicizia, la guida delle stesse coetanee, a loro volta sostenute da giovani donne più adulte.

Un’Opera semplice, diceva il fondatore, don Luca Passi, ma insieme efficace e costruttiva, capace di generare una catena di bene a vantaggio delle persone, della famiglia, della chiesa, della società. Ai promotori del Quaderno pare un bel modo di fare memoria di volti, luoghi, proposte e passioni educative che hanno segnato molte comunità parrocchiali.

Nei prossimi mesi è prevista la pubblicazione di due nuovi quaderni dedicati ad altre Congregazioni. L’appuntamento è giovedì 14 febbraio alle 18.30 presso l’Istituto di Santa Dorotea in via Capriolo 36 a Brescia. Dopo i saluti di suor Carolina Segatore, intervengono: mons. Italo Gorni, Michele Marchesi e suor Veritas Caset. Le letture sono affidate a Luciano Bertoli, l’intermezzo musicale è a cura di Alberto Cavoli. Modera Michele Busi. A tutti i presenti verrà omaggiata una copia del quaderno.

Oratorioleno.it X

10 anni fa oratorioleno.it diventava pubblico!

X

Non la X che segna il punto di arrivo ma 10 come gli anni che compiono il nostro sito e l’Area Comunicazione.

10 anni fa il nostro Oratorio si è arricchito di un nuovo luogo che si è aggiunto agli ambienti ed alle esperienze che già lo rendevano unico. Un luogo che non occupa spazio come le nostre strutture ma che richiede altrettanta dedizione per funzionare al meglio. Un luogo che sposta l’Oratorio fuori dalle proprie mura e cerca di avvicinarlo a chi non lo frequenta. E perché no, un luogo dove iniziare ad affezionarsi a una o tutte le attività che vengono portate avanti in Oratorio.

Nel tempo abbiamo sempre cercato di proporre qualcosa di attuale e interessante. Manteniamo il sito costantemente aggiornato, sia tramite interventi di miglioramento che restano invisibili ai lettori che tramite l’introduzione di nuove funzionalità e ritocchi grafici. L’ultimo? La Dark Mode: per attivarla è sufficiente premere il tasto “D” sulla tastiera di un desktop o fare un tap con due dita su un dispositivo touch.

L’oratorio vive ed esiste in funzione delle persone che lo abitano e lo animano.

Ovviamente sono le persone che formano l’Oratorio, non dei contenuti mostrati a schermo. In questi 10 anni la comunicazione del nostro oratorio si è espansa, basti pensare ai social, al canale YouTube, al maxischermo led, ma l’obiettivo è sempre lo stesso: essere una vetrina per tutte le attività che vengono portate avanti dentro e fuori dalle nostre porte.

Ci tengo a ringraziare chi ci ha aiutato lungo il percorso. Sapete chi siete e quanto il vostro aiuto è stato prezioso. Voglio ringraziare anche voi lettori: senza voi queste pagine sarebbero voce di uno che grida nel deserto; la vostra presenza continua a motivarci e ci spinge a creare un prodotto sempre migliore.

Grazie a chi ci ha permesso e ci permette di crescere: don Carlo prima e don Davide ora. La vostra fiducia è uno sprone a migliorare continuamente. Grazie a Mauro che ha spiegato le vele e ha navigato quasi in solitaria al timone del nostro sito nelle acque inesplorate che sono stati gli inizi della nostra attività.

La nostra speranza è quella di continuare a soddisfare le aspettative che noi stessi abbiamo contribuito a creare. In tutti gli aspetti, dal contenuto editoriale fino alle modifiche per sfruttare al meglio ogni nuova tecnologia e mezzo di distribuzione.

A presto, sempre in questo nuovo luogo. Ma anche in quelli non virtuali.

Stefano e i ragazzi dell’Area Comunicazione

Rompiamo il silenzio sull’Africa

Tratto da “Trentino” del 19 luglio 2017

Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo come missionario uso la penna (anch’io appartengo alla vostra categoria) per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass- media italiani. Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale. So che i mass-media , purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che vorrebbe. Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli stanno vivendo. Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa (sono poche purtroppo le eccezioni in questo campo!). E’ inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell’Africa), ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga. É inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell’Africa e contro le etnie del Darfur. E’ inaccettabile il silenzio sulla Somalia in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni. E’ inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa. E’ inaccettabile il silenzio sul Centrafrica che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai. E’ inaccettabile il silenzio sulla grave situazione della zona saheliana dal Ciad al Mali dove i potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera. E’ inaccettabile il silenzio sulla situazione caotica in Libia dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti, causato da quella nostra maledetta guerra contro Gheddafi. E’ inaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa, soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi. E’ inaccettabile il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia, Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’Onu. E’ inaccettabile il silenzio sui cambiamenti climatici in Africa che rischia a fine secolo di avere tre quarti del suo territorio non abitabile. E’ inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi (lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro!!). Non conoscendo tutto questo è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre rischiando la propria vita per arrivare da noi. Questo crea la paranoia dell’ “invasione”, furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi. Questo forza i governi europei a tentare di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’ Africa Compact, contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti. Ma i disperati della storia nessuno li fermerà. Questa non è una questione emergenziale, ma strutturale al Sistema economico – finanziario. L’Onu si aspetta già entro il 2050 circa cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa. E ora i nostri politici gridano: «Aiutiamoli a casa loro», dopo che per secoli li abbiamo saccheggiati e continuiamo a farlo con una politica economica che va a beneficio delle nostre banche e delle nostre imprese, dall’Eni a Finmeccanica. E così ci troviamo con un Mare Nostrum che è diventato Cimiterium Nostrum dove sono naufragati decine di migliaia di profughi e con loro sta naufragando anche l’Europa come patria dei diritti. Davanti a tutto questo non possiamo rimanere in silenzio. I nostri nipoti non diranno forse quello che noi oggi diciamo dei nazisti?. Per questo vi prego di rompere questo silenzio-stampa sull’Africa, forzando i vostri media a parlarne. Per realizzare questo, non sarebbe possibile una lettera firmata da migliaia di voi da inviare alla Commissione di Sorveglianza della Rai e alla grandi testate nazionali? E se fosse proprio la Federazione Nazionale Stampa Italiana (Fnsi) a fare questo gesto? Non potrebbe essere questo un Africa Compact giornalistico, molto più
utile al Continente che non i vari Trattati firmati dai governi per bloccare i migranti? Non possiamo rimanere in silenzio davanti a un’altra Shoah che si sta svolgendo sotto i nostri occhi. Diamoci tutti/e da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa.

Alex Zanotelli

Caro Alex, pubblico molto volentieri il tuo appello. Perché è rivolto a tutti, anche se il tuo messaggio si apre con un preciso richiamo alla nostra categoria, e perché è vero: di Africa si parla troppo poco. Non è però una questione di libertà. Ti prego: non alimentare anche tu strani sospetti o, peggio, l’idea che vi siano complotti. Io e i miei colleghi continuiamo a poter scrivere ciò che vogliamo e il nostro editore di ieri, così come quello di oggi, considera sacra la nostra libertà. Anche di qui la pubblicazione di questo tuo appello. Cerchiamo poi di non essere mai superficiali o provinciali, anche se siamo fieramente locali, con uno sguardo attento su quello che accade fuori dalla porta di casa e con un’analoga attenzione a ciò che accade lontano da qui. Tu dici che dobbiamo darci tutti da fare e io ne sono convinto. A te, grande conoscitore dell’Africa del dolore, della sopraffazione, della violenza e della povertà, per non dire di mille altri traffici, offro una pagina bianca sulla quale intervenire quando vuoi per parlarci dei temi che ti stanno a cuore. Ti chiedo anche di non generalizzare, però: né quando parli di noi, che ogni giorno cerchiamo di fare al meglio il nostro mestiere, né quando parli di chi saccheggia l’Africa tirando in ballo le nostre grandi imprese o le nostre banche. In quest’epoca, come scrivi proprio tu, caro padre Alex, in questo tuo accorato appello, abbiamo bisogno di tutto fuorché di superficialità. Aiutaci a capire, ad approfondire, anche a migliorare, non a fare di tutta l’erba un fascio. Solo così, insieme, potremo rompere un giorno il maledetto silenzio sull’Africa.

Alberto Faustini