La scelta di educare per liberare

Suor Florence Santos, originaria del Benin, da due anni a Leno, il 30 agosto a Roma fa la professione perpetua nella Congregazione delle Maestre Pie Venerine

Suor Florence, ci racconta il suo percorso?

Sono originaria del Benin e faccio parte della Congregazione delle Suore Maestre Pie Venerini. Da circa due anni abito a Leno, dove mi occupo di catechesi e animazione della liturgia. Mi sono trasferita in Italia nell’ottobre 2012 ma della mia infanzia e della mia famiglia d’origine ho ricordi molto belli. Uno di questi è legato a mia madre: spesso le persone si presentavano da lei per chiederle qualcosa da mangiare, ma anche un consiglio, e, di fronte alla sua generosità io e i miei fratelli ci stupivamo. Ma alle nostre domande mamma rispondeva sempre dicendoci che avremmo dovuto credere alla Provvidenza e che se avessimo donato, Dio stesso ci avrebbe ricompensato. La sua lezione di vita non l’ho mai dimenticata.

Com’è nata la sua vocazione?

La mia vita di fede è maturata nei diversi gruppi parrocchiali che ho frequentato sin da bambina. Ero felice, non mi mancava nulla, ma dentro di me il pensiero più profondo e il desiderio più grande erano di donare la mia vita. Così ho capito, nella quotidianità, che il Signore mi stava chiamando.

Quali sono state le tappe del suo servizio sinora?

Il mio cammino vocazionale è stato lungo e complesso. Una volta compreso che la mia vocazione era quella alla vita religiosa, iniziai ad interessarmi ad una Congregazione poco nota, il cui carisma privilegiava l’educazione cristiana della gioventù. Mi avvicinai così alle Maestre Pie Venerini che tuttavia non erano ancora presenti in Benin. Fu così che decisi di avviare il mio percorso all’interno di un’altra congregazione: dal 2004 ho fatto quindi molte esperienze. Dopo il periodo di formazione, mi sono occupata, negli anni e in diversi Paesi africani di oratori ed educazione/salvaguardia delle donne. Un giorno però incontrai nuovamente una suora delle Maestre Pie Venerini e questo incontro provocò in me una crisi che mi spinse a lasciare la congregazione di cui facevo parte tra l’incredulità generale, per entrare a far parte, nove anni fa, delle Maestre Pie Venerini. Dopo la prima professione religiosa, il 29 agosto 2015, mi sto preparando alla professione perpetua, il 30 agosto 2020, a Roma.

Come ha conosciuto la Congregazione?

Quando le Maestre Pie Venerine sono arrivate in Benin, ho trovato tanta semplicità e uno stile di vita modesto che mi ha affascinata.

Qual è il vostro carisma?

Nel 1692, venne affidato a Rosa Venerini l’incarico di aprire scuole popolari per fanciulle nella diocesi di Viterbo. L’educazione della Venerini era di stampo gesuita, motivo per cui, anche le Maestre Pie condividono una spiritualità Ignaziana. Il nostro carisma si può così riassumere: “Educare per liberare”. La nostra Congregazione nasce 330 anni fa ed è presente in Italia, India, Africa, Stati Uniti, Cile, Brasile, Albania e Romania, occupandosi fondamentalmente di educazione dei bambini e dei giovani.

Fratel Luigi Bofelli discepolo del Divin Maestro

Cinquantesimo di professione religiosa nella Pia Società San Paolo

Partito da Porzano a 14 anni, nell’agosto del 1964, viene accolto nella casa di Roma dalla congregazione della Pia Società San Paolo.

Nell’Aprile 1967 riceve la Vestizione, nel dicembre del 1969 emette la Professione religiosa e nel 1975 conferma i voti perpetui.

Il 7 dicembre 1978 parte in missione per l’Africa a Kinshasa-Zaire (ora Repubblica Democratica del Congo), dove rimane per 35 anni. Nel 2014 rientra a Roma nella casa Generalizia e nel febbraio del 2915 viene eletto Consigliere Generale della Congregazione.

Il 29 giugno 2019 insieme ai confratelli e sorelle della famiglia Paolina ha rinnovato i voti e festeggiato il cinquantesimo di professione religiosa attorniato anche da alcuni famigliari.

Un momento di gioia e di festa, un’importante occasione per confermare di nuovo la volontà di dedicare la propria vita a Dio. Un “Sì” che in questi cinquant’anni è stato rinnovato giorno dopo giorno, non senza difficoltà e sacrifici, ma con la felicità che accompagna la vita di chi sa di aver intrapreso la strada “giusta”, di aver risposto alla “chiamata” e di aver avuto il coraggio di tener fede alla propria vocazione.

Sia per noi il segno del sorriso di Dio

Carissima suor Maria Pia,

è con vera commozione e grande gioia che le rivolgo, insieme con gli altri sacerdoti uniti a tutte tre le nostre comunità, gli auguri più sentiti e le congratulazioni più sincere per una così alta meta raggiunta: settant’anni di vita consacrata mediante la professione dei consigli evangelici di castità, povertà e obbedienza, nell’Istituto delle Suore Maestre Pie Venerini.

Lei mi dirà che è grazia e dono dell’amore di Dio, ed è vero! E’ Lui, infatti, la sorgente di ogni dono perfetto e noi vogliamo ringraziarlo insieme con Lei e ammirare estasiati le meraviglie che ha fatto in Lei e attraverso di Lei.

Ma è anche vero che senza la corrispondenza alla grazia e ai doni del Signore da parte del chiamato l’opera di Dio rimane sospesa e non arriva a compimento. Dunque, cara suor Maria Pia, grazie anche a Lei per aver saputo corrispondere con fedeltà perseverante alla chiamata del Signore, ovunque l’abbia portata.

Grazie per la sua giovinezza spirituale, la sua gioia, il suo sorriso, la sua dolcezza, la sua pronta e appropriata  parola per ogni persona incontrata: il bimbo, la mamma, il giovane, il politico, l’operaio; per ognuno ha sempre una parola densa di speranza e di incoraggiamento. Grazie per la sua capacità di guardare innanzitutto al bene, di meravigliarsi, di consigliare, di rinnovarsi nella mente e nel cuore, di apprezzare il nuovo che le si presenta. Grazie per le sue premure nei confronti di ogni persona,  per l’attenzione e l’amore riservato a noi sacerdoti. Grazie per la sua bella testimonianza di fede, di preghiera, di amore alla sua vocazione, vissuta come autentico servizio al Regno di Dio. Grazie per l’amore nei confronti delle nostre comunità di Leno, Milzanello e Porzano. Grazie perché, dandosi tutta al Signore nella consacrazione, non ha mai dimenticato e ha continuato ad amare con vera intensità chi l’ha iniziata alla vita cristiana: babbo, mamma, fratelli e sorelle, la sua comunità cristiana di origine e i suoi sacerdoti.

Grazie per la stima che ha per ogni persona, a cominciare dalle sorelle del suo Istituto e per tutte quelle che le sono vicine o che incontra occasionalmente. 

Grazie per la sua presenza in mezzo a noi: non c’importa ciò che è in grado di “fare”, continui ad “essere” quella suor Maria Pia che noi conosciamo; stia in mezzo a noi e continui a sorriderci e ad amarci per essere segno del sorriso e dell’amore di Dio per ciascuno e per tutti noi.

La abbracciamo Con profondo affetto e stima.

Monsignore con don Alberto, don Davide, don Renato, don Ciro, don Riccardo
e le tre comunità di Leno, Milzanello e Porzano

Gloria di Dio è l’uomo vivente

Dedichiamo questa pagina ai 70 anni di professione religiosa di suor Maria Pia

Gloria! Che cosa è la gloria? Un nome, una parola, una preghiera? Me lo son chiesto in questo mio settantesimo anniversario di professione religiosa.

La luce, lo splendore, il cielo stellato, il mare sconfinato, l’universo intero con le sue meraviglie… tutto ciò è bellezza, ma la gloria ha una dimensione infinita: come, dove trovarla?

Le tue opere, Signore, proclamano lo splendore della tua gloria

Il salmo 144, parola di Dio, da la risposta. In questo salmo “gloria di Dio è l’uomo vivente”. Dio ha profuso tutto se stesso in questa sua creatura, che è l’uomo: intelligenza, bellezza, bontà, amore, libertà.

Il Figlio di Dio, venuto sulla terra, si è fatto UOMO. Da qui l’uomo è il riflesso di Dio.

Ciascuno di noi è piccolezza immensa: da qui la gioia. Io ne sono contenta e orgogliosa. Lunga esistenza, tutta dono del Signore! In più la mia totale appartenenza a Lui nella mia consacrazione al suo amore, prima nel battesimo e poi nella mia professione religiosa.

Settant’anni: dono ricevuto e offerto. “O Dio, mio Re, voglio esaltarti e benedire il tuo nome in eterno e per sempre”. “Canti la mia bocca la lode del Signore… la splendida gloria del suo Regno”.

Suor Maria Pia Paradisi

Vestizione e professione religiosa

Il giovanetto di cui si parla nel Vangelo capì che la «voce grande» si traduceva in questi termini: «Vieni, seguimi». Egli declinò l’invito e si allontanò triste. Non così le nostre carissime concittadine: Baronio suor Angela e Boninsegna Agnese; esse risposero generosamente alla chiamata del Maestro e un giorno, mosse dallo stesso ideale,  infiammato dall’amore per la stessa Persona, lasciarono la casa, genitori e parenti per consacrarsi a Dio nell’Istituto delle suore «Ancelle della Carità». Ora eccole alla vigilia della Professione Perpetua per suor Angela Baronio  (in famiglia Ninetta Baronio) e della Vestizione religiosa per Agnese Boninsegna. Grazie grandi queste che il Signore fa a chi corrisponde alla sublime chiamata.

Esse militarono come giovanissime e socie nelle file dell’Azione Cattolica. Speriamo che il loro esempio serva di sprone ad altre giovani che sentono la chiamata del Signore ma non hanno il coraggio di dire il “Sì” generoso e completo. Nell’Istituto delle suore «Ancelle della Carità» c’è largo campo di apostolato per tutte, anche per quelle che hanno spirito missionario. Dopo le prossime, elezioni, un gruppo di suore partirà per la nuova missione del Brasile.

La funzione della Vestizione e Professione avrà luogo il giorno 9 marzo c. m. alle ore 7.00, nella Casa Madre  (via Moretto, 33 Brescia) alla presenza di Sua Eccellenza Monsignor Arcivescovo.
Alle neo religiose i migliori auguri da tutti i Lenesi.