Chiara, tra storia e profezia

Intervista a Maurizio Gentilini, autore del libro “Chiara Lubich. La via dell’unità, tra storia e profezia”.

Dott. Gentilini, nel suo volume rilegge la storia di Chiara. C’è un aspetto della sua vita familiare che ha influito maggiormente sul suo modo di essere?

Il padre di Silvia Lubich (questo il suo nome di battesimo), Luigi, era un tipografo di idee socialiste, amico di Cesare Battisti; la madre Luigia era donna di profonda fede cattolica; due sorelle minori – Liliana e Carla – e un fratello – Gino – che sarebbe stato comunista e partigiano, studente di medicina e giornalista. La vita familiare scorse in un clima di sostanziale serenità, di libertà interiore e profondo rispetto delle opinioni altrui, di dialogo con le convinzioni diverse dalle proprie, di dirittura morale e fiducia nella provvidenza. Silvia ricevette un’educazione e una formazione, sia scolastica che dottrinale, tipica del tempo, all’Istituto magistrale e nelle file dell’Azione cattolica, dove dimostrò precocemente una evidente predisposizione alla vita spirituale e alla ricerca appassionata della verità, di Dio e dell’uomo. Intraprese la professione di maestra elementare e il desiderio di continuare gli studi venne infranto dalle condizioni economiche della famiglia e dalla guerra. La sua ricerca verrà dedicata a Gesù – via, verità e vita – e alla sua sequela. Sono tutti elementi che hanno sicuramente contribuito alla maturazione del suo carisma.

Chiara ha sperimentato l’unità nell’era delle divisioni. Possiamo definirla un profeta del nostro tempo?

Indubbiamente sì, e si può di dire che il suo carisma si dimostra ancora estremamente vitale dopo il cambio di epoca che abbiamo vissuto rispetto al Novecento e contraddistinto dalla dimensione della “frammentazione”. Pensiamo ai contesti storici ed ecclesiali nei quali maturarono – in piena guerra fredda e prima del Concilio Vaticano II – le intuizioni e la spiritualità di Chiara Lubich e la proposta di fede e di vita dei Focolari, basata su alcuni elementi cardine, molto distanti da alcuni fondamenti dell’ecclesiologia del tempo, e da alcuni principi pedagogici e formativi del laicato considerati pressoché universali: una proposta basata sulla “lettera” del Vangelo – in particolare l’ultima preghiera di Gesù “perché tutti siano una sola cosa” – e una visione della Chiesa intesa come comunione prima che come gerarchia; un carisma laicale originariamente femminile, che proponeva una concezione del laicato attiva e propositiva, non limitata alla subordinazione e all’esecuzione delle indicazioni provenienti dall’alto; che prevedeva la messa in comune dei beni, seguendo il modello francescano e l’indicazione evangelica “date e più vi sarà dato”.

Può raccontarci lo sviluppo del suo rapporto con la Chiesa? Dalla freddezza iniziale al dialogo…

Per Chiara e le sue prime compagne, l’esperienza della sofferenza di Gesù sulla croce si palesò già nei primi anni del movimento, anche nelle critiche verso di loro e nelle incomprensioni che si manifesteranno nella Chiesa e nella società. Quelle giovani che cercava di vivere alla lettera il Vangelo vennero accusate di protestantesimo; la comunione dei beni offrì l’occasione per sospettarle di comunismo. La loro risposta fu comunque evangelica: il chicco di grano deve morire per portare frutto. Dopo la guerra il vescovo di Trento Carlo De Ferrari volle conoscere i Focolari, approvò la loro spiritualità e il loro stile di vita, commentando: “Qui c’è il dito di Dio”. È l’inizio di una lunga storia di confronti con l’istituzione (in particolare il Santo Uffizio e la maggioranza della Cei), che vide il riconoscimento canonico del movimento solo nel 1962, e poi definitivamente nel 1964. Giovanni Battista Montini, assieme ad altri presuli, sacerdoti e religiosi che riconobbero la bontà del carisma dell’unità, furono sempre alleati di Chiara, anche nei momenti più difficili. Divenuto papa, Paolo VI accompagnò l’espansione dei Focolari in tutto il mondo, ispirò e appoggiò molte delle loro iniziative, mantenendo con Chiara una sintonia spirituale e d’intenti per tutto il suo pontificato.

La risoluzione dei problemi sociali è sempre stata al centro del pensiero di Chiara. Può farci qualche esempio?

La particolare sensibilità che Chiara dimostrò fin da giovane nei confronti della questione sociale fu sicuramente favorita dall’ambiente familiare, dall’educazione e dal contesto civile ed ecclesiale in cui crebbe… Non dimentichiamo che il movimento cattolico trentino dei primi decenni del Novecento aveva espresso un fiorente movimento cooperativo e una classe dirigente con personaggi del calibro di Alcide De Gasperi. Spazi e carisma che proponevano un’autonomia di intervento del laicato nella partecipazione alla costruzione della città dell’uomo, così come – negli anni e nei decenni seguenti – si sarebbero aperti alle nuove frontiere dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso, intesi come ricerca dell’“idem sentire” con i fratelli separati e con l’altro nella fede, nella consapevolezza che – anche se il punto di incontro sarà escatologico – nessuno si può esimere dalla necessità della costruzione pratica delle relazioni fraterne.

XVI corso di primo soccorso

Promosso dalla croce Bianca di Leno; gratuito ed aperto a tutti.

Serata di presentazione del corso lunedì 18 novembre alle ore 20:30 presso la sede in via Brescia 40.

Il corso sarà diviso in due moduli:

  • Modulo 1: addetto al trasporto sanitario (42 ore)
    Permette di operare nell’ambito dei trasporti sanitari semplici (trasporti dialisi, dimissioni, visite, ecc…)
  • Modulo 2: qualifica di Soccorritore-Esecutore addetto al servizio di emergenza-urgenza (72 ore)
    Permette di operare nel soccorso in convenzione con AREU e NUE112

Per info ed iscrizioni contattare
Sede: 030 906247
Massimiliano: 345 4573120
Claudia: 339 3969176

La memoria

La memoria, è una tra le più grandi ricchezze di un popolo. Difficilmente, senza memoria, un popolo arriva a comprendersi nella sua identità profonda. La memoria, ci permette di far tornare alla mente eventi, persone, situazioni, in modo forte, quasi come se li stessimo rivivendo. Ci permette di non dover ripartire sempre da zero, ma ci offre la possibilità di appoggiarci sull’esperienza che abbiamo fatto o che qualcuno, prima di noi ha vissuto. La memoria, ancora, ci aiuta a comprendere come la nostra realtà non sia e non debba essere un qualcosa che inizi e finisca con noi.

Noi apparteniamo ad una dimensione relazionale che ci unisce alle figure che ci hanno preceduto e ci orienta verso quanti, nel futuro, abiteranno le nostre case. Ben venga, quindi, che ci sia qualcuno che tenga desta la memoria collettiva ripercorrendo le tappe della storia in modo da ravvivare la consapevolezza circa la nostra provenienza e non dimenticare il lavoro di tante persone che hanno segnato la vita della comunità nella quale viviamo.

Il lavoro di Andreino Corrini va in questa direzione: è un tentativo di mettere in evidenza le scelte e le opere della pastorale della Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo, che nel corso degli ultimi decenni, ha portato avanti l’evangelizzazione in un contesto culturale che è andato gradualmente modificandosi. Centrale, la realtà dell’Oratorio San Luigi, come “strumento” concreto della pastorale parrocchiale, in grado di intercettare la maggior parte delle fasce d’età sia con iniziative specifiche ma anche proponendosi come punto di riferimento del vivere lenese. Paziente è stato il lavoro di ricerca unitamente alla riflessione di sintesi del Professor Corrini al quale va il mio speciale ringraziamento per la costanza e l’impegno profusi.

Auguro che questo lavoro, possa essere utile a riconoscere la passione e lo sforzo di una Chiesa fatta di persone concrete, che nella concretezza dell’esistenza, hanno dato e danno voce al bisogno di avere qualcuno accanto e non sentirsi soli, rispondendo, per come è stato ed è possibile al comando evangelico che dice come la dedizione agli altri rende migliori le vite di ciascuno.

Il libro “Oratorio San Luigi Leno – Storia e attualità (1987-2017)” è disponibile in Oratorio.

Giovani e oratori a Brescia

Il Convitto vescovile ha ospitato la presentazione del 6° quaderno della collana “Progetto storia dell’oratorio a Brescia”

Il Convitto Vescovile “San Giorgio” di Brescia ha ospitato nei giorni scorsi la presentazione del volume “Giovani e oratori a Brescia negli anni ‘70”, sesto quaderno della collana “Progetto storia dell’oratorio a Brescia”, curato da don Mario Trebeschi, e promosso da Fondazione Civiltà Bresciana, Università Cattolica e Centro Oratori Bresciani.

Dal tavolo dei relatori si sono succeduti diversi interventi. Dopo i saluti iniziali, portati da don Andrea Dotti, rettore del Convitto e don Carlo Tartari, ha preso la parola don Angelo Gelmini, vicario episcopale per il clero, ricordando l’importanza della testimonianza dei giovani degli anni ’70 nei confronti dei sacerdoti e della loro formazione. All’epoca, ha detto, “ci si auspicava che, per i sacerdoti, la teologia imparata in seminario diventasse un’esperienza concreta e che non ci fossero troppi veloci avvicendamenti di curati negli oratori”. A Giovanni Gregorini, uno dei promotori del progetto, è toccato poi il compito di introdurre il pubblico presente ad una conoscenza più approfondita del volume. “Questo progetto” ha detto “ha avviato un vero e proprio itinerario: ripercorrere la storia dell’oratorio a Brescia, infatti, è complesso perché questa storia coinvolge il clero, i religiosi, le famiglie e la società. Questo nuovo quaderno ci racconta alcuni aspetti e tratti distintivi della Chiesa bresciana confermandoci il suo carisma educativo e riconoscendo l’oratorio quale importante strumento d’evangelizzazione” ha concluso.

“Tra la fine degli anni ’60 e gli anni ’70, la Chiesa bresciana stava recependo gli stimoli del Concilio Vaticano II: al centro dell’attenzione c’era la Chiesa stessa e si operava a favore di una Chiesa quale comunità che segue e annuncia Cristo” ha esordito mons. Canobbio, che visse in prima persona il convegno giovanile del 16 e 17 giugno 1979 e tutte le fasi di preparazione dello stesso. “Ricordo bene il convegno come un momento di grande vitalità e non posso dimenticare come si respirasse tra i giovani un senso di corresponsabilità, molta voglia di fare rete e grande passione missionaria”.

Tra gli ultimi interventi, quello del professor Taccolini che, dopo aver espresso un convinto apprezzamento per l’opera, ha definito l’oratorio come “custode e testimone di profonde trasformazioni” prima di lasciare la parola all’autore del quaderno, don Trebeschi, che ne ha ripercorso, in breve, la genesi.

Oratorio San Luigi Leno – Storia e attualità (1987-2017)

La memoria, è una tra le più grandi ricchezze di un popolo. Difficilmente, senza memoria, un popolo arriva a comprendersi nella sua identità profonda. La memoria, ci permette di far tornare alla mente eventi, persone, situazioni, in modo forte, quasi come se li stessimo rivivendo. Ci permette di non dover ripartire sempre da zero, ma ci offre la possibilità di appoggiarci sull’esperienza che abbiamo fatto o che qualcuno, prima di noi ha vissuto. La memoria, ancora, ci aiuta a comprendere come la nostra realtà non sia e non debba essere un qualcosa che inizi e finisca con noi.

Mercoledì 12 giugno faremo un tuffo nel passato: presenteremo il libro “Oratorio San Luigi Leno – Storia e attualità (1987-2017)”. Un’opera che si pone come continuazione del volume “Dei nostri oratori” scritto da Battista Favagrossa e Giovanni Fiora nel 1989.

La presentazione avrà inizio alle ore 20:30. Interverranno l’autore del libro, prof. Andreino Corrini, il vicario episcopale territoriale don Alfredo Savoldi e monsignor Giovanni Palamini.

Durante la serata verrà anche aperta la mostra dedicata all’archivio dell’Oratorio, con l’esposizione delle fotografie storiche e delle badie più vecchie, e alle opere de “il mulino delle lettere”.

La Banda Giovanile “Luca Colosio” del Corpo Musicale Lenese si esibirà in alcuni brani durante la presentazione del libro.

Liberi tutti con Mosè

Il GREST proposto dall’oratorio San Luigi in collaborazione con il Comune di Leno, si struttura nell’arco di 3 settimane, dal lunedì al venerdì e di 4 settimane per il Minigrest, sempre dal lunedì al venerdì e si rivolge a diverse fasce d’età:

  1. quella dei bambini in età della scuola dell’infanzia 3-6 anni. Questa fascia del GREST viene comunemente chiamata MINIGREST;
  2. quella dei ragazzi che hanno frequentato la scuola primaria nelle classi dal 1° al 3° anno;
  3. quella dei ragazzi che hanno frequentato la scuola primaria nelle classi dal 4° al 5° anno;
  4. quella dei ragazzi che hanno frequentato la scuola secondaria di primo grado nelle classi dal 1° al 2° anno;
  5. quella dei ragazzi che hanno frequentato la 3^ della scuola secondaria di primo grado e la 1^ superiore: Summer on the road.

Per il MINIGREST il periodo è di 4 settimane, da lunedì 1 Luglio a venerdì 26 Luglio. l’orario delle attività va dalle ore 9:00 alle 12:00 per chi fa mezza giornata e per chi fa l’intera giornata, continua dalle 13:45 alle 17:00. Per coloro che usufruiscono del servizio mensa messo a disposizione dal Comune l’orario è continuato. Il MINIGREST si svolge presso la scuola dell’infanzia in via Ermoaldo.

Per le altre fasce d’età il periodo è di 3 settimane: da lunedì 1 Luglio a venerdì 19 Luglio. l’orario delle attività va dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 13:45 alle 17:00. Per coloro che usufruiscono del servizio mensa messo a disposizione dal Comune l’orario è continuato. I ragazzi verranno accompagnati dai loro animatori presso la mensa della scuola primaria di Via F.lli De Giuli, 3. Al riprendere delle attività, i ragazzi che non usufruiscono del servizio mensa devono sempre arrivare in Oratorio entro le 13:45. Il GREST, in tutte le sue fasce d’età, offre anche un servizio di pre-accoglienza ossia: dalle ore 7:45 saranno presenti degli animatori per accogliere i bambini i cui genitori, per differenti motivi (lavorativi o di altra necessità), hanno bisogno di questa ulteriore opportunità. Le diverse attività verranno svolte nei rispettivi luoghi (Oratorio San Luigi e scuola Primaria, scuola dell’Infanzia) e nelle destinazioni stabilite a seconda delle proposte giornaliere.

Dalle uscite nei parchi presenti nel nostro comune, o nei comuni vicini, agli oratori delle nostre parrocchie o le piscine comunali di via M. L. King 17 o ai vari parchi delle uscite programmate. Gli spostamenti in base alle destinazioni avverranno a piedi, in bicicletta o in autobus (vedi programma giornaliero nelle pagine seguenti).

Si ricorda che al termine degli orari stabiliti dal calendario delle attività, i ragazzi iscritti al Grest, Minigrest e Summer on the Road NON saranno più sotto la responsabilità della Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo.
Non sarà possibile stabilire preferenze nei gruppi o squadre di appartenenza.

Corso di pittura e cucito

Cercando di ampliare l’offerta educativa e venire incontro alle esigenze delle famiglie, abbiamo collocato queste proposte dal 10 al 28 Giugno, da lunedì a venerdì, dalle 14 alle 17. Le attività saranno svolte con la supervisione di animatori. Le iscrizioni saranno su questo sito, a partire dal 6 aprile.

Presentazione Grest 2019

In occasione della festa dell’Oratorio che si svolgerà nei giorni dal 10 al 16 Giugno, la sera di giovedì 13, ci sarà la presentazione ufficiale del GREST e la consegna delle magliette. il programma prevede alle ore 20:00 la presentazione del tema del GREST 2018 e la consegna delle magliette.

Iscrizioni

Le iscrizioni inizieranno sabato 6 aprile. In un prossimo articolo verranno spiegate le modalità ed i tempi.

Vai alla pagina Estate per tutte le info sulle attività estive dell’Oratorio!

Sono Gabriella, Ministro straordinario della Santa Comunione

Come lo sono diventata?

Alcuni anni fa, ho partecipato ad una serie di incontri organizzati da Monsignore Giovanni Palamini, finalizzati a spiegare la funzione della Caritas Parrocchiale nella comunità.

Dal confronto con i partecipanti si evidenziarono vari ambiti nei quali ognuno avrebbe potuto dare il proprio contributo. Consigliatami con mio marito e pregato lo Spirito Santo che mi illuminasse, io scelsi di dedicarmi alle persone sole o ammalate.

Condivisa la mia scelta con Monsignore, lui mi propose di divenire Ministro straordinario della Santa Comunione, previo invio di domanda al Vescovo e partecipazione ad uno specifico corso di formazione.

Accettai sentendomi onorata di poter svolgere un simile, meraviglioso servizio. 

Dopo aver ricevuto il Mandato dal Vescovo, con trepidazione ed emozione iniziai le mie visite agli ammalati, portando loro il Dono Eucaristico che li immerge nell’amore di Gesù, che toglie l’ansia e l’incertezza per il futuro ed un po’ di conforto, da parte mia, attraverso l’ascolto, la presenza, la condivisione, l’affetto e la tenerezza.

Ora sono al secondo mandato triennale e questa scelta continua ad arricchirmi, mantenendomi vicina al mio prossimo sofferente.

Spero sempre di portare po’ di gioia e sollievo, facendo sentire agli ammalati che incontro, la vicinanza della Comunità Parrocchiale, attraverso le preghiere, i saluti, gli auguri e le notizie sulla vita del paese.

Dò lode al Signore e lo ringrazio per questa mia opportunità.

Coro San Martino

Il coro di Porzano trova le sue origini al tempo di Don Cesare, circa 50 anni fa, quando un ragazzino di nome Giannino Boffelli comincia a studiare organo e canto corale, su invito proprio del parroco per accompagnare la S. Messa domenicale. Qualche anno più tardi è Suor Emerenziana a condurre il coro di voci bianche.

Questa volontà di avere sempre un sottofondo musicale attinente alle funzioni liturgiche continua con Don Michele Portesani e il maestro Geminiano. Intorno agli anni ’90 arriva un gruppo di giovani chitarriste Porzanesi che raccolgono un bel numero di adolescenti e danno un’impronta giovane e ritmata, imparando i canti del Gen Rosso, Gen Verde ecc.

Dal 1998 ad oggi e con l’arrivo, nell’anno 2000 di Don Roberto Rovaris, il coro è cresciuto, si è trasformato in un gruppo di adulti che conservano la loro passione per il canto e la rafforzano mettendola al servizio della comunità di Porzano in tutte le funzioni liturgiche, di qualsiasi genere e in ogni occasione. Paola con Davide accompagnano il coro composto da uomini e donne di varie età. Si impegnano a seguire anche un piccolo coro di voci bianche perché come dice Sant’Agostino “chi canta prega due volte”.

Aperitivo in concerto

Vi aspettiamo domenica 16 dicembre alla presentazione del “The Christmas Live Album” realizzato dal Joyful Gospel Choir presso il bar dell’Oratorio!

A partire dalle ore 17.30 verrà eseguita una selezione di brani.

L’ingresso è gratuito, cosa aspettate?

Il Mulino delle Lettere

Un approccio umanistico all’essere

MulinoAVVENTO

Dal due al ventitré dicembre, ogni giovedì e domenica, il sito dell’oratorio ospiterà diversi testi e immagini per animare, nei giorni che accompagnano al Natale, un percorso di riflessione su alcuni temi significativi: il MulinoAvvento.

Carovane di contadini, nella pittoresca campagna di un passato non troppo sbiadito, si rivolgevano carichi di polverose some verso i mulini: la macina avrebbe tradotto quei sacchi tracimanti spighe, gremiti della fatica e della speranza di intere stagioni, in materia per quegli alimenti necessari a sopravvivere; ma questo mulino non parla di grano, bensì delle vivande dell’anima, maturate e lavorate sulla base di esperienze, sentimenti e passioni seminati in ciascun essere umano: è un pane che non può saziare né del tutto né per sempre i dubbi che affamano lo spirito, ma è un pane condiviso e comune, da consumare in dialogo e ricerca con l’altro.

Il Mulino delle lettere è un’officina umana, uno sguardo poetico e impertinente sull’animosa quotidianità del mondo interiore e non solo, insomma, una provocazione e un invito a coltivare con coraggio quel “noi” che non trova spazio fra le scadenze e gli impegni: è un recipiente di versi e disegni, cui abbeverarsi nella torrida aridità dello spirito o in cui specchiare, senza timore di giudizi, la propria profondità. Ed è, soprattutto, una possibilità: forse presuntuosa e magari banale, da accogliere o rifiutare, ma che c’è e che con consapevole umiltà si offre.