La cena bianca

Il 14 giugno è stata organizzata la “cena bianca” all’Oratorio di Leno con il vincolo ovvio del colore bianco per l’ allestimento del tavolo e dell’ abbigliamento e un nome originale e relativa motivazione per il gruppo partecipante.

Un gruppo dei ragazzi di Porzano, accompagnati da don Alberto, ha ricevuto il riconoscimento come il migliore, per il tema proposto: “ Il ponte”. Per la preparazione si sono ritrovati in oratorio la sera e con impegno, inventiva ed entusiasmo, hanno ottenuto il risultato che speravano.

É stata una bella esperienza per i ragazzi, orgogliosi dell’esito della gara, e una bella serata per gli adulti che hanno colto l’occasione per vivere qualche ora spensierata.

Aderire ad un’ iniziativa, in occasione della festa dell’Oratorio di Leno, è stato un modo per condividere un momento conviviale ed allegro, un modo per sentirsi parte di una sola comunità come l’unione delle parrocchie ci chiede di attuare.

Siamo stati ben lieti di unirci e sentirci uniti, continueremo a farlo con gioia, quindi alla prossima…

Il volontariato

Il volontariato è un’attività di aiuto gratuito e spontaneo verso chi ne ha bisogno, prestando opere in maniera individuale e collettiva per scopi benefici e non con uno scopo di lucro ma… conosciamo tutti il significato di volontariato.

Fare volontariato oggi e importante più che mai, ce n’è veramente tanto bisogno.

Per entrare a far parte di un qualsiasi gruppo di volontariato bisogna crederci, perché dare il proprio contributo richiede tempo, sacrificio e tanta volontà.
Si dà la priorità a fare del bene non per sé stessi e non è poco.
Fare del bene fa veramente bene, sia a chi lo riceve, sia a chi lo fa.
Fare volontariato apporta una grande soddisfazione personale, perché implica la propria applicazione nel fare qualcosa per gli altri, usando però sempre le proprie attitudini personali.

Sono davvero tante le forme di volontariato:
Dall’assistenza alle persone, all’unione di gruppi che si impegnano nel sociale, portando avanti dei progetti come quello della nostra piccola realtà di Porzano.
Gli eventi come il torneo di calcio e la festa di mezza estate, sono un esempio di volontariato che ci permette di dare un contributo economico alla nostra parrocchia i cui benefici sono in favore di tutta la comunità.

A questo punto da volontario, mi sento in dovere di offrire l’invito e l’opportunità di entrare a far parte del gruppo oratorio a qualsiasi persona e mi rivolgo soprattutto ai giovani.
L’importanza del volontariato è per loro cruciale, apre loro la mente, stimola il dialogo.
È importante per la loro crescita e troveranno una grande famiglia.

Le motivazioni che spingono una persona a diventare un volontario, sia che entri a fare parte di una “CROCE ROSSA” o qualsiasi altro gruppo o associazione, hanno un fattore comune;
Il volontariato agisce sempre per bontà d’animo e soprattutto di buona fede.

Come diceva Madre Teresa di Calcutta:

Chi nel cammino della vita ha acceso anche soltanto una fiaccola nell’ora buia di qualcuno, non è vissuto invano.

R.C.
Un Volontario.

Rinnovo delle promesse battesimali

Questi i nostri bambini del secondo anno dell’ ICFR che hanno rinnovato le Promesse Battesimali: Alice De Soghe, Greta Piovanelli, Leonardo Cominelli, Mathilde Scalvi, Sofia Loda, Sophie Dancelli.e Tommaso Ventura.

La scelta del Battesimo fatta per loro quando erano piccoli è stata rinnovata. Ora sono cresciuti e sostenuti dai genitori e dalla comunità, hanno confermato di voler crescere nella grande famiglia della Chiesa.

Lo scorso 28 aprile, hanno vissuto con emozione la loro prima importante tappa del percorso che li porterà a conoscere Gesù e ad incontrarlo nei Sacramenti.

Ero molto emozionata perché per la prima volta ho letto in Chiesa

Alice

Mi sentivo agitata perché non avevo mai letto davanti a tanta gente

Greta

Ero felice perché ho rinnovato la mia promessa battesimale

Leonardo

Ero molto emozionata perché ero accompagnata dai miei parenti e ho fatto il Segno della Croce con l’ acqua benedetta

Mathilde

Ero emozionata perché mi sono ricordata il Battesimo che ho visto nelle foto e ho promesso a Gesù di essere una buona cristiana

Sofia

Ero emozionata perché abbiamo rinnovato le promesse battesimali

Sophie

Tra fòss e caedàgne

7a camminata e corsa podistica non competitiva libera a tutti

Porzano di Leno – BS
Domenica 19 Maggio 2019

Percorsi: Breve km 5 – Lungo km 12
Ritrovo dalle ore 8:00 – Partenza alle ore 9:00
presso la piazza della Chiesa

Iscrizione euro 4,00 dai 12 anni in su
Percorso lungo premiati i primi 10 uomini e prime 5 donne
Percorso breve premiati i primi 5 uomini e prime 3 donne

La direzione declina ogni responsabilità prima, durante e dopo la manifestazione
Percorso gara: 30% asfalto 70% sterrato

Il ricavato dell’iscrizione sarà completamente devoluto in beneficenza al “Camper emergenza di Brescia”.
Disponibili spogliatoi e docce.
Servizio gratuito dell’ambulanza del Dominato Leonense.
Ristoro lungo il percorso e dopo la camminata.

Per informazioni chiamare il 380/3660138 (Giancarlo).

Grammatica italiana insieme al Signore!

I brani della Parola di oggi, infatti, possiamo semplificarli coniugando il verbo amare al presente, al futuro e anche all’infinito!

Proviamo insieme il presente, che troviamo nel salmo di oggi:

io amo, tu ami, egli ama, noi amiamo, voi amate, essi amano.

Rispolveriamo anche il futuro, che troviamo nella prima lettura  e nel Vangelo:

io amerò, tu amerai, egli amerà, noi ameremo, voi amerete, essi ameranno.

Nella seconda lettura, quella agli Ebrei, troviamo invece il verbo amare all’infinito, ma non l’infinito come lo insegnano a scuola, l’infinito di Gesù: AMARE da sempre, oggi e per sempre.

Già, perché così dice la Lettera agli Ebrei : ”Egli, una volta per tutte ha offerto se stesso”. Qui si parla di Gesù che non è venuto sulla terra per insegnarci a fare sacrifici a Dio. Gesù ha dato tutto per amore. Gesù ha amato così tanto ognuno di noi da dare tutta la sua vita e ha tanto amato il Padre da offrirgli tutta la sua vita. Questo Amare di Gesù è amare all’infinito!

Se abbiamo capito questo e cerchiamo di metterlo in pratica, ci sentiremo dire da Gesù quello che nel Vangelo di oggi abbiamo sentito dire dallo scriba: “ Non sei lontano dal regno di Dio”.

Che bello! Che felicità!

Perché il Regno di Dio, quello che invochiamo ogni volta che preghiamo con la preghiera che Gesù ci ha insegnato, il Padre Nostro, è il Regno dove continuamente si coniuga il verbo AMARE  e dove, per chi AMA, il premio è essere FELICE! Lo ha detto Dio a Mosè e a tutto il popolo d Israele; lo abbiamo sentito nella prima lettura: “ Ascolta, Israele, amerai.. perché tu sia felice”.

Ma noi preghiamo così: “ Venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo e così in terra”. Quando nell’eternità saremo con Dio, ameremo come Lui e sarà facile perché saremo con Lui.

Ma il suo Regno è già qui, oggi! Noi, nella nostra vita di tutti i giorni, dobbiamo coniugare il verbo AMARE.

Ross

“èl Scarpulì” ovvero il calzolaio

…non essere degno di sciogliere i calzari
(dalle parole di Giovanni Battista riguardo a Gesù Cristo – Matteo 3,11)

Ci sono altre frasi del Vangelo che riguardano le calzature …se non sarete bene accolti scuotete la polvere dai vostri sandali ( o calzature) e proseguite oltre…Questi riferimenti evangelici risalgono a più di 2000 anni fa ma e, mi vien da pensare, quando si ebbe l’idea di vestire o proteggere i piedi dalle difficoltà del cammino a contatto del suolo certamente sconnesso o impraticabile? Non ci è dato di saperlo se non da approssimazioni indicate dalle scoperte archeologiche.

L’argomento ci richiama l’avvento dell’operatore di questa specifica attività per produrre, realizzare, riparare e proporre convenienti calzature di uso pratico per il popolano, per i soldati e in particolare richieste da persone di rango che ostentano stile e distinzione. Dalla sommaria esposizione dell’argomento, stringi,stringi, ecco apparire l’antichissimo mestiere del calzolaio, umile artigiano ricurvo sul banco di lavoro attrezzato dei ferri del mestiere, èl trepè per ribattere le broche dè somesa col martilì bombat, colla, ago col filo per fissare la tomaia alla suola, patina e spazzola… e così via.

Purtroppo, oggi, l’attività del scarpulì si riduce pian piano a piccoli interventi su prodotti commerciali là dove il materiale di composizione di scarpe e accessori è ancora compatibile per l’operazione d’intervento richiesta, se ne vale la pena dal punto di vista economico. Ormai si sa che le proposte commerciali orientate su produzioni industriali su larga scala per scarpe e calzature composte per stampaggio trascinano gli acquirenti a scelte variegate per stile, forma e colore col gusto a volte in contrasto tra l’etica e la praticità.

Lasciamo dunque che praticità, stili e creatività siano riferimento per la scelta di ogni persona o collettività quantunque non siano esenti dalle “polveri sottili”.

A beneficio dell’opera virtuosa del “scarpulì” ricordo in ultima analisi, anni 40/50 del secolo scorso, andavano di moda i “tròcoi dè lègn”, calzature speciali per tutte le età e per i più raffinati era possibile inchiodare il copertone di bicicletta (il silenziatore) sotto il legno degli zoccoli e volendo rendere più longeva la durata dei tròcoi opportunamente si applicavano le lunette di ferro (ferasì) sotto la punta e il calcagno della suola legnosa col rischio, oltre al tacchettìo metallico, di pattinare pericolosamente sui pavimenti piastrellati.

La tua Parola ci guida

Nella Sinagoga di Gesù, che era come la sua parrocchia ed a volte la sua scuola, non c’erano libri. Tutto era scritto in “rotoli”. C’era il rotolo di Isaia, o di Geremia.

Con la Parola di Dio c’era sempre un “rotolo” molto buono.

Guardiamo ad Ovest, dove cala il sole: Arriva l’oscurità e la notte. La Parola ci dice di vegliare, di essere attenti alla luce che verrà

Non addormentiamoci, restiamo in attesa in preghiera: Vegliate e pregate

Guardiamo a Sud, ai poveri, a quelli che stanno in basso, a quelli che soffrono il dolore e la ingiustizia. quante strade rotte, quanti dislivelli, quanto da riparare.

Mettiamo mano all’opera, impegniamoci. Serviamo

Guardiamo ad Est, dove sorgerà il Sole. Stiamo allegri perché è già molto vicino, incomincia a schiarire: Viviamo con lieta speranza

Guardiamo a Nord, verso l’altro. Se troviamo il Nord non siamo perduti, sapremo come e verso dove camminare: Gesù ci abita, nasce in noi, è con te, con me, con ognuno di noi. Il Signore viene a nascere in te

Gesù è il nostro Nord, il nostro GPS, il suo amore è il progetto per la nostra vita. Non siamo perduti, tu sei la nostra via, ti seguiremo sempre ed avremo vita e vita in abbondanza.

Il Vero Natale

Quest’anno non ci sarà il Natale, ci sarà un festa ma non il Natale.

Sugli scaffali dei negozi si trovano già i panettoni, pandoro e i torroni, qualche temeraria pubblicità si fa spazio con nuove idee per la festa che verrà, c’è anche chi prenota la vacanza, si parte il 22 e si torna dopo capodanno; meglio cambiare ambiente, perché la solita routine logora…

Tra qualche giorno andremo alla ricerca di nuove luci, di nuovi decori, non le solite coseche ormai hanno stancato, qualcosa di mai visto, qualcosa di nuovo. Poi penseremo ai regali che dovranno lasciare i nostri figli a bocca aperta, perché “noi Natale non lo sentiamo più ma loro lo devono sentire…”. Ci sarà da perderci tempo ma se ci diamo da fare troveremo anche qualche addobbo tridimensionale che tutti noteranno e così faremo bella figura davanti agli altri.

Questo non è Natale.

Il 25 Dicembre, il giorno del SANTO Natale, nasce Gesù, a Betlemme… nasce per noi. Di nuovo, anche quest’anno. Anche se siamo distratti, anche se abbiamo la festa delle luci e delle belle apparenze, anche se non abbiamo voglia di impegnarci ad accoglierLo, Lui nasce di nuovo per noi! Proviamo a fermarci un attimo solo a pensare che è Gesù la vera Luce nuova, è solo Lui che ci può salvare dalla noia che  spinge a cercare alternative che diano senso ad una vita noiosa. Proviamo a destarci da questo torpore… Dobbiamo riscoprire il significato del Natale insieme ai nostri bambini, alle nostre famiglie e ai nostri cari: abbiamo una grande responsabilità nei loro confronti, dobbiamo scrollarci di dosso la pigrizia e spiegare ai bambini  cosa significa veramente il Natale! Dio che si fa carne e viene ad abitare in mezzo noi.

Iniziamo a raccogliere il muschio per il presepe, togliamo la capanna dalla custodia, rispolveriamo le statuine e prepariamoci all’Avvento, cioè all’ attesa, perché Gesù ci possa trovare entusiasti per la Sua venuta e con la gioia nel cuore. Se riscopriremo il vero significato del Santo Natale allora anche le lucine avranno un senso, la gioia della Festa sarà grande, si sentirà e sarà contagiosa. Il vero Regalo è Gesù che dona Se stesso per la nostra salvezza. Se solo fossimo capaci di fermarci un attimo a riflettere su che Dono meraviglioso ci viene fatto!!! Dio che si incarna e Si rende presente. Allora sì che rimarremmo tutti a bocca aperta. Abbiamo un’altra occasione per vivere il Vero Natale, non sprechiamola… Le luci, gli addobbi, i panettoni, sì vanno bene, ma è Gesù da aspettare, è Lui da festeggiare.

Gesù non mancherà all’ appuntamento, presentiamoci anche noi.

Buon Natale.

Il Confronto

Mentre sto cercando di comporre un argomento che possa suggerire ai lettori l’interesse condividibile nell’ambito della nostra comunità parrocchiale ecco che volgendo lo sguardo su alcune riviste che sfoglio ogni tanto e guarda caso una di queste attira la mia attenzione. La copertina di questa rivista presenta l’immagine di un corpo celeste, Saturno. 

L’articolo proposto per questa foto eseguita dal satellite Hubble è “Esplorazione ai confini dello spazio”. Ebbene, facciamo un salto, si fa per dire, fuori dal tempo ed entriamo nell’armonia delle stelle con l’aiuto del satellite esplorativo Hubble che ci ha mandato da una distanza di “170 000 anni luce” dalla terra dalla galassia della nebulosa Magellano all’interno della quale si individuano 30 corpi radiosi e un ammasso di stelle brillanti di un blu intenso e puro fluttuanti tra masse di gas e pulviscolo cosmico.

L’immensità celeste portataci a conoscenza dalle esplorazioni che sta sopra di noi, invisibile ai nostri occhi se non nelle rare notti di cielo limpidissimo, quale confronto ci propone stando coi piedi ben saldi sul nostro suolo terrestre affaccendati nel vivere quotidiano tra lavoro, famiglia, interessi e difficoltà di sopravvivenza tra i tumulti e catastrofi che circondano il nostro quieto vivere.

Non ci resta che affrontare la quotidianità con serena fiducia pensando che siamo ospiti del nostro pianeta per il tempo che il Buon Dio ci concede… e non lasciamoci prendere dal panico se i nostri simili propongono, dispongono, dichiarano e disfano a loro piacimento pur sapendo di rischiare prendendo la zappa sui piedi.

Per dire grazie

Desidero introdurre le pagine dedicate alla parrocchia di S. Martino in Porzano – El Corteàss – con un grazie sincero e riconoscente a questa piccola, ma grande comunità. Piccola per dimensione geografica e per numero di abitanti, ma grande per la generosità di cuore, la forza d’impegno, la perseveranza nelle proposte, la collaborazione alla vita della comunità ecclesiale, la capacità di coinvolgimento e di riconciliazione…

In questi cinque anni, sostenuti soprattutto dalla presenza e dal coordinamento amorevole e costante di don Alberto, il volontariato singolo e di gruppo si è consolidato e ampliato. Ogni settore della vita ecclesiale – liturgico, catechistico, ludico, sportivo, ricreativo, culturale, musicale, canoro, aggregativo… – ha dato il meglio di sé per fare in modo che questa “piccola” comunità potesse dimostrare la sua “grandezza” nella capacità di fare comunità, nel conservare e utilizzare al meglio il patrimonio che possiede, nel dimostrare di avere qualcosa di bello, di grande e di originale da donare alla Chiesa e al Paese.

Per suscitare la comunione ha coinvolto famiglie intere con i suoi diversi membri nelle diverse manifestazioni liturgiche (pensiamo a Piero sempre presente, al coro, ai ministranti piccoli e grandi, ai lettori, a coloro che mantengono pulita e ordinata la nostra chiesa, a coloro che preparano e coordinano le processioni, la Via Crucis Vivente, ecc.), catechistiche (è evidente a tutti la disponibilità e l’impegno dei catechisti), devozionali (pensiamo alla devozione alla Madonna della Stalla, alle feste quinquennali, ai rosari nelle famiglie il mese di maggio, alle messe al cimitero, ecc), alle feste patronali (quanta gente coinvolta!), pensiamo al torneo di calcio che richiama gente da ogni dove (quanti volontari mobilita il nostro Tito!), alla briscola che raccoglie persone da tutto il circondario per parecchi mesi all’anno (quanti collaboratori insieme a Manuele!), al GREST (nel quale, insieme a don Alberto, si mobilitano mamme, adolescenti e giovani per servire con amore gratuito i più piccoli), alla festa di mezza estate che dà pieno compimento alle attività estive, al gruppo “non solo mamme” che durante tutto l’anno si impegna a creare occasioni per trovarsi a mantenere l’amicizia lavorando per la parrocchia. E, forse, ho dimenticato qualcuno o qualcosa: sono i più presenti davanti al Signore.

In cinque anni, grazie a questo impegno abbiamo potuto anche riportare alla sua originale bellezza la nostra chiesa parrocchiale: abbiamo rifatto i tetti (il progetto e il denaro quando siamo arrivati don Alberto e io erano già pronti), restaurato l’interno della chiesa, rifatto l’illuminazione, restaurato le tele degli altari laterali e della pala del Moretto (quanto sono belle!). L’impegno economico non è stato indifferente (prossimamente daremo il resoconto di tutto), perciò abbiamo dovuto aprire un fido di € 150.000 con la Banca, programmandone il rientro entro tre anni. Questo termine non è ancora scaduto e, praticamente, noi siamo già rientrati: ci manca solo di pagare metà costo del restauro delle tele. E tutto ciò grazie all’impegno dei volontari delle varie attività e alla generosità dei Porzanesi.

É proprio vero che “l’unità fa la forza”. Tutto questo movimento presente nella nostra parrocchia prima di tutto l’ha resa più famiglia, ha diffuso la carità, ha rigenerato la gioia di partecipare insieme all’incontro festivo dell’eucaristia, il desiderio di conoscere di più il Signore nella catechesi; ma ci ha anche dato il modo di mantenere il tesoro che i nostri avi ci hanno lasciato, perché a nostra volta lo consegniamo bello a chi viene dopo di noi.

Non possiamo negare che nel cammino ci siano stati ed esistano tutt’ora alcune divergenze e qualche malumore, del resto nessuno è perfetto! Ma sono anche queste difficoltà che tengono desta la volontà di confrontarci continuamente col Vangelo di Gesù e tra di noi, per rendere la vita sempre più bella ed imparare a vedere negli altri il volto della santità di Gesù. Così pure, rimane sempre l’impegno nell’insistere sulla partecipazione di  tutti alla Messa domenicale, ma anche questa rimane sempre una meta a cui guardare.

Come non dire grazie, dunque, a tutti i Porzanesi per questa dedizione alla comunità e alla sua crescita? 

Grazie! e che il Signore vi benedica.