Il Mulino delle Lettere | FO19

Il mulino delle lettere ci ha accompagnato durante l’avvento e la quaresima. Continuerà a farlo anche durante la Festa dell’Oratorio!

Da mercoledì 12 fino a domenica 16 giugno presso l’Aula Verde sarà allestita una mostra con le opere del mulino, insieme ad una selezione di materiale dell’Archivio dell’Oratorio, tra cui fotografie storiche e vecchie edizioni de “La Badia”.

Fate anche voi un tuffo nel passato!

Spiffero

E se fossimo ricordi che si spengono
negli occhi di un uomo che muore,
cosa vorresti fare?
cosa vorresti essere?

Quando questo tempo si sgretolerà in rimorsi,
nell’amara solitudine della memoria –
Quali destini impossibili bestemmierai?
            E se… e se… se solo…

Dacché viviamo in un continuo ricordo
che giorno su giorno stiamo costruendo
Scrivi in ogni stralcio d’istante
la vita che non vorrai rimpiangere.

Deriva temporis

I giorni passano come secoli,

        e gli anni come istanti:

è trascorso anche il tempo

    che sembrava non dover mai passare,

e il viaggio s’è fatto un relitto nel mare degli accidenti,

    e gli amici naufraghi;

        Basta il distratto impigliarsi della memoria

al cuore delle cose, in un istante superstite al tempo

    Ed è subito ieri.

A immagine e somiglianza

Nel buio umano del cannibale disinteresse
sfolgorano talvolta sparuti ostinati atti di gentilezza –

Assomigliano alla fragile coraggiosa luce delle lucciole,
che nelle notti estive fan sembrare che le stelle
siano scese in giardino.

Illustrazione di Daniele

Voragine

Fra tante scadenze, sfugge che anche l’esistere ne ha una:
spesso la vita si perde, precisamente, nel senso
che la si dimentica fra impegni, vizi e abitudini;

Resta allora il cuore amaro per i giorni appassiti nell’incuria,
inghiottiti nella calca degli anni che disseca membra e speranze,
che la nostalgia affoga in malinconie e pensieri –

E affiora sugli occhi una tacita lacrima,
come un pugno gridato sulle già serrate porte
delle felicità mancate.

Illustrazione di Daniele.

A cuore nudo

L’appetito esistenziale di un garofano
che fra i cocci del vaso infranto
abbarbica nel cemento,

la piccola gocciante voce della coscienza
che nelle grotte del cuore
si fa smisurato eco –

Non tutto il vuoto viene per nuocere,
spesso è anzi solo spazio per allargare
radici e ali.

Illustrazione di Daniele

Autofagia

Quando avrete umiliato l’ultimo sogno d’idealista,
Quando avrete spezzato nell’ipocrisia e nell’abuso la gentilezza residua
e deriso ogni fragilità spalancatasi a soccorso del mondo,
Quando anche l’ultima schiena saràriempita
del ricamo delle vostre maldicenze,
Conoscerete come taglino i cocci delle persone
E non sarà rimasta cura d’amore capace
di ricucire la vostra solitudine.

Illustrazione di Daniele

Grazia

Assomigliamo ai girasoli,
dai cupi cuori
assetati di luce

Illustrazione di Daniele


Si dice che la bellezza di una poesia non la facciano le parole, ma gli spazi bianchi: è uno straordinario messaggio esistenziale, che riabilita – anche, per traslato, nella vita quotidiana – il potere e il profondo significato del silenzio. Vogliamo però prenderci la libertà e il rischio di interpretare quest’anima senza parole in un corpo di colori e linee, di aggiungere al nero dell’inchiostro e al bianco della pagina un’altra tinta: quella dei nostri occhi, delle nostre passioni, delle nostre esperienze