Questionario attività estive

Cari genitori,

ci auguriamo stiate bene e vi sia possibile riprendere le attività che più vi aiutino a ottenere serenità.

In collaborazione con il Comune di Leno e attraverso il lavoro più ampio di una serie di comuni del nostro Ambito Territoriale, ci permettiamo di inviarvi un sondaggio per cogliere alcuni dati in riferimento alla possibilità di realizzare delle proposte estive simili al grest.

Basterà compilare il questionario sotto riportato rispondendo alle richieste. I dati raccolti ci serviranno per orientare le scelte per programmare delle proposte. La compilazione del questionario non corrisponde ad un’iscrizione e vi preannunciamo che potrebbe accadere che le iniziative che riusciremo a mettere in atto, riguarderanno solo alcune fasce d’età.

Cercheremo di fare il possibile per offrire un servizio e un supporto alle numerose esigenze sorte soprattutto in questo periodo. Appena avremo dato lettura dei questionari e riflettuto su quanto ci sia possibile realizzare, ci attiveremo per comunicarvi le condizioni di partecipazione.

Don Davide

Caritas. Un anno accanto agli ultimi

La Caritas rileva i bisogni e segnala le povertà. “Mi piace dire che, in questo periodo difficile, la realtà di Caritas all’interno della nostra Chiesa ha manifestato ancora di più il proprio valore. La Caritas esiste per ribadire – ha spiegato il Vescovo – che lo stile della vita sociale è quello della carità”

Nelle Controversiae Seneca il Vecchio scrive che è “cosa iniqua non stendere la mano verso chi è caduto”. Siamo nel primo secolo dopo Cristo, ma nulla è cambiato. L’uomo, ogni uomo, prima di tutto. Una volta all’anno la Caritas racconta in un opuscolo il pensiero e l’azione con i numeri che testimoniano una presenza capillare sul territorio in grado di dare delle risposte alle vecchie e nuove povertà.

“Nelle ultime settimane ci siamo resi conto – ha spiegato il Vescovo durante la conferenza stampa di presentazione – che la parola carità ha un significato profondo.  Ci siamo resi conto di quanto sono importanti la vita delle persone, la solidarietà, l’aiuto reciproco e il prendersi cura delle persone. Mi piace dire che, in questo periodo difficile, la realtà di Caritas all’interno della nostra Chiesa ha manifestato ancora di più il proprio valore. La Caritas esiste per ribadire che lo stile della vita sociale è quello della carità. L’emergenza recente ci fa comprendere quanto è importante l’attività ordinaria di Caritas”.

Il Vescovo ha ringraziato lo staff centrale e le Caritas sul territorio. “La Caritas è una sorta di rete. La presenza delle nostre Caritas sul territorio in relazione con le nostre famiglie è molto preziosa. Un ringraziamento va ai giovani che hanno operato lungo questo anno e in questo tempo di emergenza. Abbiamo delle buone prospettive. La solidarietà è parte del dna dei nostri giovani. Alla luce di quello che abbiamo vissuto si deve immaginare un’azione della Caritas su due livelli: continuare l’intervento nei confronti delle povertà endemiche (Mensa, Rifugio…) e capire cosa fare insieme nella ripresa dell’ordinario; dovremo aiutare soggetti che, normalmente, non avevano fatto esperienza della povertà. L’anno pastorale è stato impostato sull’eucaristia. E la celebrazione dell’eucaristia ha due versanti: rituale-liturgico ed esistenziale. Mentre torniamo a celebrare l’eucaristia, incrementiamo quella carità quotidiana di cui l’eucaristia è la sorgente”.

La Caritas diocesana è impegnata, in particolare, su due fronti: la promozione umana e la promozione pastorale.

Promozione umana. Consiste nel rilevare i bisogni e le risorse e nel segnalare, alla comunità ecclesiale e alle società civile, le povertà e l’emarginazione. E vengono promossi dei servizi come “opere segno” in risposta ai bisogni individuati.

Promozione pastorale. Il compito della Caritas è di sensibilizzare, sostenere, animare la maturazione di stili di testimonianza comunitaria della carità; stimolare l’attenzione al tema del dono, della prossimità relazionale, dei legami nell’ambito di una “scelta pastorale delle relazioni”. L’obiettivo più grande è promuovere il valore del radicamento della carità nella comunità. Interessante il coinvolgimento dei giovani con l’Anno di volontariato sociale, un servizio educativo o assistenziale per un anno e per 100 o 75 ore mensili (sono 17 i giovani inseriti), e con il servizio civile.

Accoglienza e alloggio. Caritas offre un percorso che va dall’accoglienza emergenziale e/o temporanea all’inserimento in appartamenti per un periodo di tempo utile a raggiungere un’autonomia alloggiativa. L’Emergenza freddo femminile “Sorella Lucia Ripamonti” accoglie donne sole in condizioni di grave disagio e difficoltà abitativa temporanea; nel 2019 sono state accolte 14 donne (4 italiane e 10 straniere). Il Rifugio Caritas “E lo avvolse in fasce” è finalizzato all’accoglienza di uomini senza fissa dimora; dal 2015 il Rifugio Caritas trova una nuova collocazione presso gli ambienti dell’Ex Seminario; nel 2019 92 persone (52 stranieri e 40 italiani) hanno trovato un riparo. La Comunità di Vita Casa Betel rappresenta uno spazio di tregua per restituire alle donne libertà e giustizia; nel 2019 erano 26. Gli interventi di Housing sociale sono finalizzati, infine, a ridurre il disagio abitativo di individui e nuclei familiari svantaggiati.

Emergenze. Si cerca di integrare il sostegno immediato all’emergenza, guardando ad una progettualità di medio-lungo periodo. All’appello del 2015 di Papa Francesco, la Caritas ha avviato anche un progetto di micro-accoglienza dei richiedenti protezione internazionale; è stata costituita la cooperativa Kemay che, dopo quattro anni di attività, ha accolto 341 richiedenti protezione internazionale, di cui 64 si trovano ancora in accoglienza. Con i corridoi umanitari la Cooperativa Kemay accoglie 13 persone: una famiglia di 6 persone nella parrocchia Santa Giulia del Villaggio Prealpino; una famiglia di 3 persone a Casa Delbrel a Rodengo Saiano; una famiglia di 3 persone e 1 singolo ospitati a Brescia.

Alcuni numeri. Dal 2009 al 2019. Mano fraterna: dar conto di ciò che conta

1039 i beneficiari del Microcredito Sociale; 70 i volontari impegnati negli sportelli. Erogati 2.632.969 euro. Sono 374 le parrocchie che svolgono il ruolo
di partner.

L’Ottavo Giorno ogni anno  sostiene 5.700 famiglie. Coinvolge Fondazione Comunità Bresciana, Fondazione Cariplo, Consorzio Ortomercato, Cooperativa Facchini, Rotary Brescia, Cgil, Cisl…

Sono 464.195 i pasti distribuiti dalla Mensa Menni a favore di 15.363 ospiti. Il soggetto gestore è l’Associazione Casa Betel 2000 onlus. 90 i volontari coinvolti

Del Fondo Briciole lucenti ne hanno beneficiato 7.880 famiglie. Per quanto riguarda il sostegno all’occupazione sono 313 gli accordi lavorativi realizzati

Siamo nel deserto, ma non temiamo

Responsabilità, rigore e fiducia sono le parole che il vescovo Pierantonio Tremolada ha consegnato alle comunità cristiane, in questo difficile periodo caratterizzato dal coronavirus

La corona dell’Avvento

Per segnare l’avvicinarsi del giorno in cui si ricorda la nascita di Cristo, il 25 dicembre, le comunità cristiane del Nord Europa utilizzano la corona dell’Avvento. Nei Paesi di lingua tedesca il simbolo dell’Avvento è una corona, chiamata “Adventskranz”.

La disposizione di quattro ceri su una corona di rami sempre verdi è divenuta il simbolo dell’Avvento nelle case dei cristiani. La corona di Avvento, con il progressivo accendersi delle sue quattro luci, domenica dopo domenica, fino alla solennità del Natale, è memoria delle varie tappe della storia della salvezza prima di Cristo e simbolo della luce profetica che via via illuminava la notte dell’attesa fino al sorgere del Sole di giustizia (cf. Ml 3, 20; Lc 1, 78).

La sua origine va ricercata presso i Luterani della Germania orientale. La corona d’Avvento può essere considerata la continuazione di antichi riti pagani che si celebravano nel mese di yule (dicembre) con luci. Nel sec. XVI divenne simbolo dell’Avvento nelle case dei cristiani. Questo uso si diffuse rapidamente presso i protestanti e i cattolici. Successivamente fu impiantato anche in America. La corona d’Avvento è costituita da un grande anello fatto di fronde d’abete (si usa anche il tasso o il pino, oppure l’alloro). E sospesa al soffitto con quattro nastri rossi che decorano la corona stessa. Può anche essere collocata su di un tavolo.

La tradizione vuole che essa sia di forma circolare poiché il cerchio è, fin dall’antichità, un segno di eternità e unità. Il cerchio non ha inizio né fine. È interpretato come segno dell’amore di Dio che è eterno, non avendo inizio né fine. Il cerchio simboleggia anche l’amore dell’uomo verso Dio e verso il prossimo che non deve esaurirsi mai. Il cerchio riporta ancora l’idea di un “anello” di unione che collega Dio alle persone, come una grande “Alleanza”. La corona, che è un segno di regalità e vittoria, annuncia che il Bambino che si attende, è il re che vince le tenebre con la sua luce.

I rami sempreverdi dell’abete o del pino che ornano la corona sono i simboli della speranza e della vita che non finisce, eterna appunto. Questi rami richiamano anche l’entrata di Gesù in Gerusalemme, accolto come Re e Messia e salutato con l’agitare di rami. Ancora oggi la liturgia ambrosiana pone nell’Avvento, il racconto dell’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme.

Per ornare la corona si usano nastri rossi o violetti: rosso o rosa, simbolo dell’amore di Gesù che diventa uomo; violetto, segno della penitenza e della conversione per prepararsi alla sua venuta. Data la sua origine la corona d’Avvento ha una funzione soprattutto religiosa: annuncia l’avvicinarsi del Natale a tutti coloro che vogliono prepararsi ad esso.

Le quattro candele

Le quattro candele hanno un loro significato e vengono accese una per settimana, ogni domenica, quando la famiglia è riunita. Di solito l’accensione è riservata ai più piccoli, proprio perché questa tradizione è nata per preparare i bambini al Natale:

La prima candela, quella che si accende la prima domenica di Avvento, si chiama Candela del Profeta ed è la candela della speranza. Ci ricorda che molti secoli prima della nascita di Gesù ci furono uomini saggi, chiamati profeti, che predissero la sua venuta al mondo. Un profeta di nome Michea predisse perfino che Gesù sarebbe nato a Betlemme.

La seconda candela, chiamata Candela di Betlemme: candela della chiamata universale alla salvezza; ci ricorda la piccola città in cui nacque il Salvatore.

La terza candela è chiamata la Candela dei pastori, candela della gioia, perché furono i pastori ad adorare il santo Bambino e a diffondere la lieta notizia.

La quarta candela è al Candela degli Angeli per onorare gli Angeli e la notizia che portarono.

Vita di Milzanello

Esercizi spirituali

12-13-14-15 marzo 2019

La comunità di Milzanello è orgogliosa e onorata d’aver ospitato lo svolgimento degli Esercizi Spirituali ai quali hanno partecipato parecchie persone delle tre parrocchie e anche della parrocchia di Castelletto.

Settimana Santa

La settimana di preghiera è iniziata con la Via Crucis per le vie del paese, partendo dalla Cascina Palazzo e concludendosi in chiesa. Molte le persone che  hanno seguito la Croce con devozione e raccoglimento aiutate nella riflessione dal sacerdote, dai lettori, sia adulti che bambini,  i quali si sono resi disponibili a leggere le invocazioni.

Ringraziamo le forze dell’ordine e i volontari della Protezione Civile che hanno permesso lo svolgimento della manifestazione in totale sicurezza.

Triduo Pasquale

Il giovedì santo, 12 bambini/e hanno rappresentato gli apostoli durante il rito della lavanda dei piedi. Al termine della funzione, davanti al Santissimo, esposto sull’altare della reposizione, Don Ciro ha guidato i fedeli in un momento di adorazione del Salvatore con  preghiera,  ascolto e meditazione della Parola.

Il venerdì santo, la comunità ha contemplato la passione e morte di nostro Signore, concludendo con il bacio a Gesù crocifisso.

Il sabato santo, la funzione è stata molto partecipata. Le letture, i riti, i canti, ma anche l’allestimento dell’altare hanno aiutato ad entrare nella solennità, nello splendore e nella gioia della Risurrezione!

Eventi significativi

Marzo – aprile

In questo periodo abbiamo condiviso alcuni momenti gioiosi per la nostra parrocchia.

Il 24 marzo – quarantesimo anniversario di matrimonio di Losio Walter con Mantovani Daniela e Ferrari Eligio con Zavaglio Emma.
Il 26 aprile – matrimonio di Serafini Alberto con Corini Cristina.
Il 28 aprile – cinquantesimo anniversario di matrimonio di Selvatico Luigi con Bissolotti Mafalda.

Il 28 aprile alcuni ragazzi, che si preparano a ricevere l’Eucarestia e la Confermazione, hanno partecipato alla Messa delle 10, dopo un breve ritiro in oratorio.

Mese di maggio

Il mese è iniziato con la festa della Santa Croce e la benedizione della campagna.

Negli ultimi anni la benedizione avviene sul sagrato, ma i nostri anziani raccontano che, molto tempo fa i fedeli seguivano la reliquia della Croce in una processione  durante la quale il sacerdote benediva “i quater cantù” del territorio di Milzanello.

In questo mese ci saranno alcuni appuntamenti importanti:

Giovedì 9-16-23-30 ore 20:30, recita del Santo Rosario davanti alla Madonnina sul sagrato. In caso di pioggia, in chiesa.

Martedì 14 ore 20:30, Santa Messa presso la famiglia Ferrari.
Lunedì  27 ore 20:30, Santa Messa presso la famiglia Corini.

Per il mese di giugno ricordiamo che lunedì 3 e martedì 4 alle ore 9:00 recita del Santo Rosario in chiesa, e alle ore 20:30 Santa Messa con la partecipazione di un predicatore del Santuario di Adro  in occasione dei 500 anni dell’apparizione della Madonna. Sarà presente una statua della Madonna della Neve copia dell’originale e proveniente da Adro.

Dal presente numero vorremmo pubblicare, in alcune puntate, la storia di Milzanello e delle sue Cascine tratta dal libro del Signor Cirimbelli al quale vanno i nostri ringraziamenti.

Col mese di Maggio, dedicato alla Vergine, proponiamo un caro ricordo tramandato dalle generazioni passate riguardante il dipinto (ritenuto miracoloso) che raffigura  la Madonna Assunta in cielo. Essa tiene il mondo sotto i suoi piedi e con questi schiaccia il serpente che avvolge il mondo.

Questo dipinto si trova alla Cascina Colombere Fenaroli, sulla facciata dell’abitazione ora occupata dalla famiglia Pietta i cui membri lavorano nell’azienda agricola dei fratelli Bellomi e Figli.

Negli anni dal 1930 al 1950, la cascina era abitata da molte famiglie impegnate nei lavori dei campi. Spesso, ancora oggi, alcuni discendenti tornano per rivedere il dipinto e dire una preghiera. Si meravigliano molto nel constatare quanto sia ancora bello. Infatti, nel 1980 non rimaneva che il volto della Madonna, e, per questo è stato restaurato dal Signor Abele Benini che ha accettato, di buon grado, questo lavoro commissionatogli dai Signori Bellomi. Abele Benini ricordava bene il dipinto in quanto era stato presente alla prima stesura da parte del pittore P. Milzani, autore anche degli affreschi della chiesa Parrocchiale. 

Alla Madonnina raffigurata nel dipinto vengono attribuiti miracoli.
Ne riportiamo alcuni:

Nonostante il dipinto venisse cancellato e spostato in altro luogo, l’immagine ritornava sempre allo stesso posto, finchè si decise di non modificarne più la sede.

Durante i giochi, alcuni ragazzi si recavano sui granai e, un giorno uno di loro cadde da una altezza di alcuni metri. La mamma arrivò, richiamata dalle grida dei compagni, e trovò il bimbo adagiato su pietre appuntite, ma senza alcun graffio. Alla domanda della mamma circa il suo stato di salute il figlio rispose: “Una Signora mi ha preso in braccio mentre cadevo”.

Un uomo, grande bestemmiatore del nome di Maria, un giorno, mentre si recava a bere ad una sorgente vicina alla cascina, incontrò una bella Signora che gli chiese il motivo del suo comportamento. Da quel giorno non bestemmiò più.

Ancora oggi i lavoratori della campagna constatano la protezione della Madonna in alcune situazioni molto pericolose dalle quali sono usciti illesi in modo miracoloso. (Con l’aiuto della fede)