La cena bianca

Il 14 giugno è stata organizzata la “cena bianca” all’Oratorio di Leno con il vincolo ovvio del colore bianco per l’ allestimento del tavolo e dell’ abbigliamento e un nome originale e relativa motivazione per il gruppo partecipante.

Un gruppo dei ragazzi di Porzano, accompagnati da don Alberto, ha ricevuto il riconoscimento come il migliore, per il tema proposto: “ Il ponte”. Per la preparazione si sono ritrovati in oratorio la sera e con impegno, inventiva ed entusiasmo, hanno ottenuto il risultato che speravano.

É stata una bella esperienza per i ragazzi, orgogliosi dell’esito della gara, e una bella serata per gli adulti che hanno colto l’occasione per vivere qualche ora spensierata.

Aderire ad un’ iniziativa, in occasione della festa dell’Oratorio di Leno, è stato un modo per condividere un momento conviviale ed allegro, un modo per sentirsi parte di una sola comunità come l’unione delle parrocchie ci chiede di attuare.

Siamo stati ben lieti di unirci e sentirci uniti, continueremo a farlo con gioia, quindi alla prossima…

Iscrizioni al Grest di Milzanello 2019

GREST 2019 a Milzanello

Dal 10 al 30 giugno – Tre settimane

Il grest si tiene dal lunedì al venerdì dalle ore 14.00 alle 18.00, a parte i 7 giorni delle uscite che ci vedranno impegnati tutta la giornata.

La quota di iscrizione per le tre settimane è di 120 €. Comprende le uscite e gli ingressi ai parchi acquatici, i pullman, la merenda e ghiacciolo, maglietta e cappellino, le spese per il materiale dei giochi e delle varie attività e per la manutenzione degli gli ambienti.

Per il secondo figlio la quota è di 100 €.

Il costo per l’iscrizione settimanale invece è di 45 €. e non prevede sconti.

Il grest è aperto per i ragazzi nati dal 2005 al 2012 compresi.

Ad ogni ragazzo verrà consegnata una maglietta e un cappellino che saranno da indossare durante le gite, quindi al momento della iscrizione avremo bisogno di sapere la taglia della maglietta da acquistare.

Le iscrizioni sono aperte anche lunedì 29 aprile dalle ore 15.30 alle ore 18.00 presso la segreteria parrocchiale in via Dante 15 a Leno.

Al momento dell’iscrizione verrà consegnato ai genitori il programma completo del grest. Sabato 30 giugno in serata vi sarà la festa finale.

Venerdì 7 giugno alle ore 20.30 vi aspettiamo per la presentazione del tema con gli animatori.

La Democrazia è partecipazione!

Come avevamo già spiegato nel numero precedente della “Badia”, quest’anno al C.A.G ci si prepara alle elezioni, proprio così, nel senso che anche noi da Gennaio  siamo entrati in campagna elettorale. Infatti vogliamo  far conoscere ai ragazzi le modalità attraverso cui il cittadino esercita il proprio diritto democratico e percorrere le tappe che portano l’individuo responsabile ed onesto a votare il proprio Sindaco. A parlarci di democrazia e del ruolo di Primo Cittadino è venuta, nel mese di Dicembre, la Dott.ssa Cristina Tedaldi, Sindaco di Leno. 

Onorati della sua presenza, abbiamo ascoltato con attenzione le tappe che ci hanno portato al voto democratico in Italia e abbiamo cercato di capire meglio quale fosse il ruolo del Sindaco e della sua Giunta; inoltre le abbiamo fatto una piccola intervista per capire meglio la vita e i pensieri di una persona che si dedica anima e corpo a questo lavoro. Il Sindaco ci ha raccontato che il voto è un diritto conquistato attraverso molte lotte  e che la democrazia si basa sulla partecipazione attiva di tutti; se non si va a votare non esiste democrazia. Ogni voto conta ed è importante: l’insieme dei singoli dà vita ad un progetto più grande; è necessario essere cittadini responsabili  e partecipi quando si tratta di migliorare il proprio Paese.

Ci ha raccontato del suo ruolo di Sindaco e ci ha spiegato il compito della Giunta e del Consiglio Comunale. Tra le tante domande che le abbiamo rivolto, ci ha colpito il fatto che ha scelto di occuparsi della sua Comunità lasciando il suo lavoro di avvocato, per dedicarsi completamente a ruolo di Primo Cittadino. La Dott.ssa Tedaldi, durante il suo mandato amministrativo, ci ha detto che ha avuto molti momenti belli ma anche momenti difficili; ci ha spiegato che come Sindaco ha tanti impegni e doveri, ma che ha sempre fatto il suo lavoro con amore perché le sta a cuore il bene del paese e della sua Comunità. Il suo desiderio è quello che a Leno i cittadini possano vivere sereni e in sicurezza e che i ragazzi e gli adulti imparino sempre di più a rispettare l’ambiente e la terra: perché come dice un proverbio Masai  “Tratta bene la terra su cui viviamo: essa non ci è stata donata dai nostri padri, ma ci è stata prestata dai nostri figli”.

Ringraziamo il Sindaco di Leno Dott.ssa Cristina Tedaldi per la sua disponibilità e per l’interessante momento di confronto.

bty

A grande richiesta (e con voto democratico!) abbiamo trascorso una nottata al C.A.G.: ragazzi ed educatrici armati di sacchi a pelo, pigiami fantasiosi, cuscini e materassini si sono accampati nelle stanze del Centro. Fantastica la nottata che abbiamo trascorso… rigorosamente svegli! Anzi no… a dire il vero qualcuno è caduto in un sonno profondo nonostante la musica, il film, la pizzata e la merenda alle 3 di notte. E’ stata un’esperienza magnifica conclusasi con una succulenta colazione. I ragazzi sono stati davvero bravissimi!!!…e già incalzano gli educatori per ripetere l’esperienza!!!

Ornella Duina, Sara Della Torre, Giada Romeri, Anne Georges, Giacomina Treccani, Mattia Zoppini e i ragazzi e le ragazze del C. A.G. augurano a tutti Buon Anno! 

Colazione Equa e Solidale

Domenica 21 maggio, presso l’Oratorio S. Luigi di Leno, si è svolto l’ormai consueto appuntamento della Colazione Equa e Solidale, in cui è stato possibile condividere una gustosa colazione seguita da un aperitivo in compagnia, che ha permesso di scoprire ed assaporare i prodotti del commercio equo e solidale.

L’appuntamento della Colazione dà la possibilità di portare avanti il sostegno a distanza di due bambini ruandesi, Tabita (quattordici anni) e Bomide (tredici anni), tramite la Fondazione AVSI. Grazie al supporto dell’adozione a distanza, Tabita e Bomide possono proseguire il percorso di studi e completare la costruzione della loro casa, inoltre è garantito a loro e alle famiglie l’accesso alle cure sanitarie.

Parte del ricavato di questo evento è destinato anche ad un orfanatrofio che accoglie duecentosettanta bambini dalle strade, in una baraccopoli di Dacca, in Bangladesh.

Ringraziamo coloro che ogni anno partecipano con entusiasmo a questo evento permettendo così, tramite un gesto semplice, di portare un aiuto concreto a chi ne ha bisogno. Grazie.

La Messa della domenica

A metà Ottobre il nostro Papa Benedetto XVI ha incontrato in piazza S. Pietro i bambini che hanno ricevuto il dono della Prima Comunione; la piazza era gremita da 150 mila bambini.

Le immagini televisive ci hanno offerto un colpo d’occhio molto bello, per certi versi commovente, ma le immagini rischiano di farci dimenticare i contenuti del messaggio che il Papa ha voluto indirizzare ai bambini e a tutta la comunità dei credenti; i bambini hanno posto alcune domande al Papa il quale non si è sottratto, ma in modo diretto e semplice a parlato loro (e a noi) del valore grande e assoluto dell’Eucaristia; tra le tante domande espresse una di queste mi pare offrire spunti di riflessione adatti alla nostra situazione.

Una bambina di nome Giulia ha chiesto a Papa Benedetto: “Santità, tutti ci dicono che è importante andare a Messa alla domenica.

Noi ci andremmo volentieri, ma spesso i nostri genitori non ci accompagnano perché alla domenica dormono. Il papà e la mamma di un mio amico lavorano in un negozio e noi spesso andiamo fuori città per trovare i nonni. Puoi dire anche a loro una parola perché capiscano che è importante andare a Messa insieme alla domenica ?”

Il Papa così risponde: “Gli parlerei naturalmente con grande amore, con grande rispetto per i genitori, perché certamente hanno tante cose da fare… Ma tuttavia, con il rispetto e l’amore di una figlia si può dire loro – Cara mamma, caro papà, sai che cosa è importante per noi tutti, anche per te? Incontrarci con Gesù. Questo ci arricchisce.

È un elemento importante della nostra vita. Troviamo insieme un po’ di tempo, forse anche dove abita la nonna si troverà la possibilità – in una parola con grande amore e rispetto per loro direi: – capite che questo è importante non solo per me o per i catechisti. È importante per tutti noi. E sarà una luce per la domenica per tutta la nostra famiglia.”

Mi pare che le argomentazioni e i contenuti che il Santo Padre ha espresso in modo semplice e adatto ai bambini abbia molto da comunicare anche a noi. Spesso incontrando i catechisti per la normale programmazione degli incontri di catechesi raccolgo la loro preoccupazione nel constatare che tanti bambini della nostra comunità non partecipano alla Messa domenicale.

Non mi addentro in analisi che rischierebbero di essere parziali e superficiali, ma –consentitemelo- la responsabilità non è dei bambini, ma di noi adulti! In primo luogo noi sacerdoti senz’altro abbiamo la responsabilità bellissima e tremenda di “spezzare” il pane della Parola e non sempre è facile e immediato adattarla alla vita dei più piccoli, in seconda battuta un nutrito gruppo di catechisti ha accolto il mandato di approfondire attraverso gli incontri di catechesi il messaggio del Vangelo e di favorire l’incontro con Cristo, non possiamo però non evidenziare il ruolo decisivo, fondamentale e originario della famiglia nell’educazione alla fede: a catechismo – forse – i bambini imparano, ma in famiglia devono vivere e sperimentare la bellezza e la concretezza della fede. Una catechesi senza partecipazione alla celebrazione domenicale della Messa è una catechesi zoppa, fragile, non nutrita della grazia sacramentale: rischia di diventare nozionismo privo di riferimento alla realtà; senza la Messa domenicale ci si prepara ad un incontro che non avviene mai! Spesso nelle riflessioni dei bambini sentiamo risuonare quanto la bambina Giulia proponeva al Papa nella sua domanda: “I miei genitori non mi portano!”, “Dovevo andare via!”, “Mi sono dimenticato!”.

Papa Benedetto bambini

Non vorrei che il pensiero esposto fosse letto in termini accusatori, molto più costruttivo credo sia offrire a noi stessi la possibilità di riscoprire la bellezza della celebrazione dell’Eucaristia; la nostra comunità offre delle buone opportunità: la celebrazione della S. Messa delle 10 tradizionalmente è considerata la “Messa dei bambini”, vi è una numerosa presenza di adulti, genitori, anziani e tutti sono i benvenuti, nessuno è fuori posto, tuttavia è proprio alla comunità degli adulti che mi rivolgo chiedendo una maggior partecipazione attiva alla celebrazione: abbiamo la bellissima opportunità di educare i bambini alla festa dell’incontro con Gesù eppure talvolta noi adulti ci vergogniamo  un po’ a rispondere e a pregare ad alta voce, se poi bisogna cantare le cose si complicano ulteriormente… eppure i bambini imparano da noi e il rischio è che crescendo diventino anonimi spettatori di ciò che avviene in chiesa.

Talvolta nei primi banchi i bambini sono talmente compressi e scomodi che diviene impossibile una partecipazione attenta, tranquilla e gioiosa. Nella nostra comunità c’è l’opportunità per tutti gli adolescenti di partecipare alla celebrazione di una Messa domenicale adatta a loro, per il linguaggio e per le modalità celebrative (sempre rimanendo nei “canoni liturgici”), tutte le domeniche sera alle 18.30 nella chiesetta di S. Michele.

Quest’anno, grazie anche ai nuovi amici di Terza Media, vi è un’ottima partecipazione, eppure un nutrito gruppo di adolescenti preferisce vivere la celebrazione rimanendo nascosto presso gli altari laterali della Chiesa parrocchiale rischiando di sprecare un’opportunità di incontro autentico con il Signore. Ho appena riletto quanto scritto e mi chiedo: “Di cosa ti lamenti??”. Pretendiamo troppo oppure si può migliorare? Mi aiutate a rispondere?

Don Carlo

Le “Quattro sere”

Domandano a me due righe sull’esperimento delle «Quattro sere» per intellettuali e professionisti.
Veramente non toccherebbe a me parlarne per avervi avuta la parte de leone, e meglio di me potrebbe parlarne chi me ne ha richiesto. Ma non voglio essere scortese con amici così cordiali e col vostro Monsignore che è stato con me signorile, generoso e fraterno.

Le mie impressioni? Credo che siano le vostre. Non pensavo che l’impresa riuscisse così bene con un pubblico qualificato, attentissimo e soddisfatto della scelta degli argomenti, di cui ha sentito subito il mordente. Ciò mi convince che si può e si deve muovere incontro all’analfabetismo religioso e al dilettantismo cristiano di cui soffrono oggi un po’ tutti, con esperimenti extra-chiesastici cui più facilmente accedono i disabituati dal tempio e i distratti o gli impediti dei giorni festivi.

E l’esperimento è tanto più degno di ammirazione in quanto colse un pubblico ed una categoria che si voglia dire, appena uscita dalle predicazioni missionarie, il che fa supporre il frutto delle missioni stesse e la sete di verità che devono aver svegliato in tante anime il desiderio di sapere e di sentire per giungere ad una fede, non appena ereditata, ma acquistata col travaglio della ricerca per farne la lampada della vita.

don Schena