Assemblea Parrocchiale a Milzanello

Al CPP e CPAE
ai Soci ANSPI
ai Collaboratori
ai Volontari
e a tutti gli altri fedeli della Parrocchia
Milzanello

Carissimi,

è iniziato un nuovo anno e le aspettative di ognuno di noi si assommano sia nel campo sociale che in quello ecclesiale.

Ma, come l’esperienza ci insegna, seppure sia giusto porci mete alte, è necessario perseguirle con molto realismo e rendersi conto che potremmo non riuscire a realizzarle a pieno o nei modi che pensavamo.

Per non illuderci e poi rimanere delusi, la cosa più importante da fare è “metterci insieme” con la disponibilità a “dare e ricevere”, ognuno con le proprie forze e le proprie capacità, riconoscendo ognuno il bene e il buono che c’è negli altri e in noi, ciascuno con i propri limiti, accontentandoci di ciò che ognuno può fare e dare, senza pretendere nulla di più.

Inoltre, quando le cose non vanno, dobbiamo imparare a riconoscere che la responsabilità non è mai solo di qualcuno, ma si spalma sempre un po’ su tutti. Per questo per riprendere è necessario non che qualcuno se ne vada, ma che insieme si cerchino le soluzioni più opportune.

Tutta questa introduzione per dirvi innanzitutto che stimo la nostra comunità di S. Michele in Milzanello, apprezzo l’impegno di ognuno, rendo atto del molto lavoro pastorale compiuto dai laici, comprendo la delusione dei momenti “non riusciti”, le fatiche a relazionarsi tra persone con caratteri, esperienze di vita e di lavoro diverse… Tutto ciò fa parte del vivere umano, in cui nessuno è un’isola e la diversità, anche se richiede fatica, è un’opportunità di arricchimento.

Conosco le fatiche vissute in questi ultimi tempi: anche queste il Signore certamente farà fruttificare. Allora non possono essere ostacolo al nostro continuare, anzi, aumentare e migliorare il nostro impegno perché la nostra comunità diventi sempre più una comunità di discepoli del Signore, aperta alla Sua novità, che ci fa conoscere e apprezzare anche attraverso il nostro prossimo, diverso da noi, eppure carico di ricchezza umana e spirituale.

Per riflettere insieme su tutte queste cose vi invito all’assemblea parrocchiale, convocata per domenica 28 gennaio 2018 alle ore 15.30 all’Oratorio.

Spero che ogni famiglia e ogni persona faccia il possibile per non mancare. Per i bambini si potrà organizzare un’assistenza adeguata.

Vi chiedo, però, di venire armati di carità, pazienza, volontà di confronto e di dialogo, col desiderio di costruire.

Insieme con don Ciro e gli altri sacerdoti, vi ringrazio e vi attendo, assicurandovi il mio affetto e la mia preghiera.

Agenda parrocchiale 2017-2018

Carissimi,
tutta la vita è un cammino nel tempo e nello spazio, nei quali il Signore ci ha posto. Qui noi siamo chiamati a maturare il significato della nostra e dell’altrui esistenza, alla luce della Parola di Dio, dei sacramenti e dell’amore vicendevole, che alimentano la vita. Quanto più ascoltiamo, celebriamo, amiamo noi approfondiamo la relazione con Dio e con gli uomini e scopriamo che la vita nel tempo ha proprio questa caratteristica: vivere quelle relazioni d’amore ora imperfette e, a volte difficili, ma che gradualmente crescono in intensità e perfezione e ci proiettano verso un compimento che non fa parte del tempo, ma dell’eternità.

Nella storia del mondo noi non siamo soli, non siamo delle monadi, siamo un popolo, pellegrino nella fede, siamo la Chiesa di Cristo. Questo ci da la possibilità di sostenerci a vicenda e ritrovare gli uni negli altri energia, forza, coraggio, sostegno nel non perdere di vista la meta e non rimanere digiuni di quegli alimenti spirituali e materiali necessari per vivere in pienezza la gioia, sostenere la fatica e arrivare al compimento del nostro viaggio per vivere eternamente la gioia che ci aspetta. Questa è la missionarietà che siamo chiamati a vivere e a questo puntano le proposte e le attività pastorali che ci vengono proposte in questo nuovo anno. Sono esercizi di vita fraterna, di comunione con Dio, di ascolto della sua parola, di figliolanza divina, di tenerezza ricevuta e data, di ripresa del cammino dopo la caduta, di alimentazione a cibi spirituali per la vera vita e che contrastano i veleni dell’odio, della gelosia, dell’invidia, della vendetta, dell’ingiustizia, della divisione, della dipendenza, della schiavitù dalle cose e ci aiutano a tendere all’essenziale e a ciò che rimane e che è l’unico e vero scopo della vita: Dio, che è “la Vita” e il datore della vita.

L’invito, allora, rimane quello di camminare insieme, evangelizzarci a vicenda, cantare la gioia dell’essere Chiesa di Cristo e comunità di fratelli che “esce” da se stessa per portare a tutti la gioia del Vangelo.
BUON CAMMINO.

Mons. Giovanni

Agenda Parrocchiale 2017-2018

Progetti di sostegno nella diocesi di Rreshen

Brescia 16 Giugno 2017 

A Don Giovanni e alla Commissione Missionaria Parrocchiale
Leno

La Missione fisica in Albania appartiene a un tempo ormai “passato” e del quale sono profondamente riconoscente al Signore, una esperienza che ho potuto sempre affrontare anche attraverso il vostro aiuto. Gesù nel Vangelo ricorda che “i poveri li avrete sempre con voi”… così tornando a casa io, non è che i poveri che ho incontrato ora non esistono più nella mia vita, anzi, intendo continuare un sostegno di quelle situazioni  più bisognose che ho incontrato e ormai appartengono in modo definitivo alla mia vita. Ecco perché vi sarei grato se, nel limite del possibile, all’interno delle vostre iniziative fosse possibile mantenere questa finestra aperta sull’Albania. Io mi faccio ovviamente garante di questa carità che continuerò a condividere con questi fratelli. Come sempre allego alcune idee concrete che continuerò a sostenere e per le quali vi chiedo di avere un’attenzione.

Sempre disponibile a ogni chiarimento, con amicizia vi auguro buon lavoro e buone attività.

Con riconoscenza

Don Roberto Ferranti

Progetti di sostegno attività educative e socio-assistenziali nella diocesi di di Rreshen (Albania) nella missione bresciana nella regione del Mat

Progetto 1 –  “Fondo Cassa Farmaceutico”

Sostegno per acquisto materiale per una famiglia – 500,00 €

Tra le tante carenze e assenze con cui ci dobbiamo confrontare troviamo la totale assenza di un servizio sanitario nazionale che mette i malati, e soprattutto i più poveri, nella impossibilità di accedere anche alle minime cure, nonché all’acquisto anche di medicinali generici di prima necessità ecco perché tengo sempre un piccolo fondo cassa che destino all’acquisto di medicine per persone bisognose che accompagniamo nel loro cammino. Sostegno al Fondo Cassa per le medicine 500,00 € (per una persona per un anno)

Progetto 2 – “Borsa di studio scolastica o universitaria”

Borsa di studio per “Università Cattolica” per un anno 1.500,00 €
Borsa di studio per “Università statale” per un anno 1.000,00 €
Borsa di studio per Scuola Superiore per un anno 500,00 €

Non è facile pensare a un futuro in una terra dove manca la capacità di progettare il futuro; ecco perché mi piace investire nella formazione di giovani che pian piano iniziano a pensare a innalzare il proprio livello culturale… e mi piace investire aiutandoli a studiare. Non è un’opera evidente come costruire case o ospedali, ma è un’opera che forse ci aiuta a mettere le basi per un futuro diverso. Siamo riusciti anche ad aprire una vera e propria “Università Cattolica” dopo che la comunità musulmana ha accettato questa cosa, per formare soprattutto medici, infermieri e farmacisti che hanno a cura la vita. Aiutare un giovane ad affrontare questi percorsi universitari ha un valore forse non evidente, ma decisamente grande. Le famiglie di questi giovani sono tutte che vivono di un’agricoltura di sussistenza (1 capra, 1 mucca e un po’ di orto) i pochi soldi che hanno vengono da emigrati. Ecco perché mi impegno a garantire alcune borse di studio.

Progetto 3 – “Aiutiamo una famiglia ad affrontare l’inverno”

Sostegno per acquisto legna per una famiglia 250,00 €

L’inverno tra non molto inizierà e non sempre le condizioni delle case e delle situazioni economiche permette di avere gli strumenti per affrontare il freddo che si presenterà… Le case non hanno impianti di riscaldamento, spesso nei villaggi anche l’energia elettrica è debole… non resta che la legna come sorgente di calore. Ma anche l’acquisto della legna per molti è un problema. Ho individuato alcune famiglie bisognose alle quali vorrei dare una mano per l’acquisto della legna per vivere almeno in modo più confortevole anche se in situazioni difficili.

Commissione missionaria parrocchiale: menonera missionaria 2017

Si concluderà mercoledì 23 agosto l’attività estiva che la Parrocchia di Leno propone la “Menonera Missionaria” un’attività alla quale stanno partecipando un centinaio di volontari appartenenti alla Commissione Missionaria, gli adolescenti e i gruppi famiglie, gli amici dell’Associazione locale Solidaretè, il Centro Diurno Disabili ed il centro Eureka del Gabbiano di Pontevico, Manuel e Patrizia della Casa Alloggio Monica-Crescini di Leno, il Centro Diurno Disabili Sergio Lana di Ghedi, il Centro Diurno Anfass di Brescia, (la Menonera è anche attività estiva per alcuni C.C.D. della zona). Anche quest’anno stiamo proponendo: angurie, meloni, panini, gelati, cene con la specialità della sera, prodotti equo-solidali, informazione missionaria, si è giocato un torneo di beach-volly, si sono svolte due serate musicali, e sicuramente abbiamo e stiamo vivendo tanti momenti sereni in allegria.

Con dei cartelloni stiamo sensibilizzando sulla più che mai attuale realtà dell’immigrazione. Proprio in questi giorni l’ UNICEF  attraverso una campagna di sensibilizzazione ci informa che nel 2016 oltre 25.000 bambini non accompagnati o separati dalle loro famiglie, hanno rischiato la vita per arrivare in Italia, fuggendo da situazioni disperate di guerra, violenza, povertà. La maggior parte sono stati salvati in mare, dopo un viaggio lungo e pericoloso, che troppo spesso si trasforma in tragedia. E 6.000 di questi bambini sono scappati e diventati irreperibili. Accogliere questi bambini con umanità è la missione dell’UNICEF: presente sulle navi della Guardia Costiera  dove distribuiscono ai bambini beni di prima necessita, supporto psicologico;  la presenza prosegue nei Centri di Accoglienza per fare in modo che i bambini possano imparare l’italiano, andare a scuola e partecipare ad attività ricreative, anche di incontro con i ragazzi locali, per un arricchimento personale e sociale.  Essere presente nelle strade con operatori sociali e mediatori culturali, perché è proprio li che i bambini corrono i maggiori rischi di rimanere vittime di traffici criminali, lavoro minorile e di sfruttamento sessuale. Cercare dove è possibile di ricongiungere i bambini al proprio nucleo famigliare, anche se si trova in altri paesi europei, o occuparsi dell’ adozione per i bambini privi di famiglia.

Il ricavato economico dell’iniziativa andrà a sostegno dei missionari per le loro opere di evangelizzazione, nella pastorale della catechesi e della liturgia, nella promozione umana attraverso corsi di alfabetizzazione, educazione sanitaria, nella formazione professionale. I nostri referenti sono missionari di origine lenese e non. Sacerdoti, religiosi e laici che operano attraverso il Centro Missionario Diocesano, Padri Comboniani e Saveriani, e alcune Associazioni.

É grazie a chi entra ed esce dalla nostra vita, anche attraverso un’esperienza di volontariato estivo come la “Menonera Missionaria”, dove Dio non ci manda le persone che vogliamo, ma fa in modo che le persone di cui abbiamo bisogno incrocino la nostra strada, che diventiamo ciò che siamo destinati ad essere.

Verbale dei CPP riuniti – 5 giugno 2017

Monsignore invita alla preghiera di compieta.

Dopo la preghiera, Monsignore, introduce il tema della sinodalità come stile necessario per una pastorale attenta e condivisa. Questa sera, il primo sforzo di condivisione ci vedrà confrontarci per una verifica dell’anno pastorale. Siamo partiti cercando di definire bene la situazione delle nostre parrocchie e si era sottolineato il bisogno di approfondire la dimensione di appartenenza alla comunità, come il primato della Parola di Dio, della quale siamo chiamati a diventarne familiari. Più comprendiamo la nostra identità, più diventiamo capaci di incontrare in modo autorevole e libero gli altri. Questo può essere un aspetto significativo per l’evangelizzazine.

Altro aspetto che si era messo in evidenza, è come vi sia un individualismo della fede che vada superato in favore della dimensione comunitaria. Molte sono le “forze” disponibili nella comunità, se si riuscisse a permettere che queste forze si esprimano al meglio, offriremmo un’opportunità per un’intensa esperienza ecclesiale.

Mete (vedi itinerario nell’allegato nell’ODG di convocazione).

Per intraprendere questo cammino siamo chiamati al discernimento personale e comunitario e a lasciarci accompagnare spiritualmente nella nostra fede. Come comunità cristiana abbiamo tanti momenti per sperimentare e vivere della Grazia, vedi i Sacamenti, i momenti comunitari, le proposte missionarie e di evangelizzazione.

Non dobbiamo mai dimenticare che il fine di ogni nostra attività è l’incontro con Gesù Cristo che siamo chiamati a vivere in prima persona per poterlo annunciare a quanti incontriamo.

Si dà, ora, inizio ad una verifica per valutare i passi fatti nell’anno pastorale appena trascorso. Secondo le esortazione del Vescovo, rimane primario, l’invito ad una pastorale missionaria.

Inizia la condivisione dopo il confrontro tra i CPP.

Per il CPP di Milzanello, relazione la Signora Agnese: la frequenza alla Messa sembra sia aumentata, tranne che per i bambini. Sono meno seguiti i momenti di formazioni come i centri di ascolto. Buona, invece la partecipazione alle Messe del mese di maggio. Si è cercato di coinvolgere nuove famiglie e si sono fatte delle raccolte alimentari. Viene accolta, in parrocchia, anche la comunità nigeriana, per le celebrazioni. Nel complesso, discreti i risultati raggiunti.

Per il CPP di Porzano, relaziona il Sig. Pietro: è una comunità abbastanza viva, con parecchie iniziative e vengono coinvolte parecchie persone. Nonostante la partecipazione, molto spesso le motivazioni non sono direttamente di fede (almeno condivisa). Ci sono stati momenti forti, durante l’anno che hanno visto una buona partecipazione. Non sappiamo se sia una questione di sensibilità nostra nell’approcciare nuove energie per la catechesi. Dobiamo approfondire l’argomento. Gli spazi per i ragazzi sono un po’ chiusi e vi è una mancanza di giovani che prediligono altri luoghi in paese. Forse, bisognerebbe pensare ad un’apertura di alcuni spazi.

Per il CPP di Leno, relazione la Signora Stefania: si sono prese in considerazione le attività svolte durate l’anno e si è fatta l’analisi. L’assemblea parrocchiale, ha visto una presenza inferiore rispetto allo scorso anno soprattutto nella fascia giovane (20-30 anni). È mancatala presenza di un personaggio che attraesse maggiormente. Può darsi che i motivi della minor presenza siano da ricondursi alla mancanza di senso di appartenenza. Si auspica di sottolineare il senso di comunità. Si potrebbe dare rilievo ai cammini proposti dalla Diocesi. Si potrebbero fare incontri zonali con figure missionarie. È stato sottolineato come siamo anche noi i primi ad aver bisogno di missione e quindi si potrebbero riproporre le missioni come dei padri Oblati. La quaresima itinerante ha visto una buona e profonda parteipazione, così come per il pellegrinaggio a Montecassino. Le attività della catehesi sono più o meno tutte partecipate. I centri di ascolto hanno visto alcune zone con una buona partecipazione e altre dove non si sono svolti per la mancanza di partecipazione. La lectio divina ha visto una poca partecipazione ma piace e se ne sente la necessità.

La partecipazione alle Sante Messe vede un calo di presenza, tranne che per quella dell’ospedale. Qui, sono molte le motivazioni ed è poco plausibile coglierne tutte le sfumature. Ci si accorge che debba essere approfondito il significato della celebrazione eucaristica e in non pochi casi si vive a livello intimistico.

Viste le numerose iniziative proposte, si può dire che c’è stata una bona partecipazione anche se la presenza è un pò sempre quella e ci si dovrebbe insistere sulla necessità di approfondire il tema della missionarietà e dell’evangelizzazione. In molti casi, gli forzi fatti, trovano sono delle partecipazioni periodiche.

Monsignore dice come sia importante la verifica fatta ma a lui è sembrato che il tema della missionarietà sia ancora visto non in uscita ma in entrata. “Non si tratta di portar dentro qualcuno ma di andare da loro”.

Va bene anche la missionarietà “ad intra” ma non è sufficiente. Occorre che si “vada verso”; “si esca”. Questo aspetto andrebbe approfondito. Per esempio, nella verifica, non è emerso il tema della carità.

Ora si tratta di pensare alla programmazione a partire dalla verifica fatta. Il tema rimane quello della missionarietà. Ci sarà anche un sinodo sui giovani e saremo chiamati a rifettere su come rendere i giovani destinatari della pastorale del prossimo anno. L’agurio è che dalla pastorale che terrà conto dei giovani, possa ringiovanirsi nello spirito.

Per domenica, in occasione della giornata di spiritualità e programmazione, verrà preparata una scheda che tenga conto di questi spunti. Sempre per prepararsi all’appuntamento di domenica 11, si può riprendere l’Evangelii Gaudium, soprattutto nella prima parte.

Monsignore, sollecita, un’altra volta alla partecipazione all’incontro di domenica prossima. L’incontro è aperto a tutti. Per motivi organizzativi invita a far sapere della presenza, entro giovedì.

L’assemble termina con la preghiera.

P.S. Viene ricordato come nei CPP scorsi si sia parlato della distribuzione degli orari delle Sante Messe.

Leno:              7.30-8.45-9.15 (ospedale)-10-11 (quando c’è una necessità particolare)-18.30
Feriale: si introduce la Messa alle 9 e non alle 9.30
Porzano:         in estate 8-10.30 in inverno 10.30-18
Milzanello:      resta uguale

I CPP approvano.

dedicazione della Chiesa Parrocchiale di Porzano

5 Febbario 2017, una data che rimarrà nella storia della nostra comunità, il giorno della Consacrazione, o meglio, Dedicazione della nostra chiesa. Quando durante i lavori di restauro si è iniziato a parlare di “Consacrazione” molti di noi si sono chiesti “ma davvero la nostra chiesa non è mai stata consacrata?”, effettivamente il segno tangibile sulle dodici colonne mancava.

A restauro ultimato, la chiesa è tornata al suo splendore, bella così non l’avevamo mai vista, ma effettivamente ora mancava la parte più importante, senza la Dedicazione tutto il lavoro fatto assumeva un valore diverso.

Così è stata fissata la data, organizzati gli incontri di preparazione, il programma della Cerimonia e della festa per la popolazione di Porzano. Come una famiglia si prepara per un’occasione importante e irripetibile, anche la nostra comunità, grande famiglia che è parte della Chiesa, si è preparata spiritualmente e ha contribuito in modi diversi alla buona riuscita della giornata.

Quella mattina si percepiva l’emozione del momento tanto atteso. La Chiesa era gremita di gente, i bambini nei primi banchi attenti come non mai, le autorità a sottolineare l’importanza anche per la comunità civile, i sacerdoti legati a Porzano per nascita o per servizio a concelebrare con il Vescovo che qualche bambino ha riconosciuto perché l’aveva visto in televisione…

La cerimonia è stata molto emozionante, fino a rendere lucidi gli occhi quando il Vescovo Luciano sembrava volesse scalfire le colonne con le dita unte dell’Olio. La gente ha intonato il canto seguendo però con lo sguardo il percorso del Vescovo che ungeva le dodici colonne dove sarebbero state poi appese le croci, segno indelebile di quel gesto. Eravamo in tanti quella mattina, tutti sinceramente uniti; è stato per me come il Battesimo di un figlio, l’affidamento al Signore della Sua Casa rimessa a nuovo e abbellita.

Ora, consapevoli che qualcosa di grande è stato fatto, abbiamo il compito di rimettere a nuovo la nostra comunità, di rinnovarla e ritrovarla unita come in quella mattina. Restauriamo i nostri cuori, accendiamo le nostre luci interiori e accogliamo il Signore in un modo nuovo, se così non fosse, cambierebbe il significato di quel 5 Febbraio perché una casa bella ma senza l’amore di chi la abita è una casa poco accogliente.

Una fedele

Il 5 febbraio 2017 il Vescovo è venuto nella nostra chiesa e l’ha consacrata. Durante questa cerimonia, ho provato molte emozioni: quando è entrato in chiesa il Vescovo e altri Don mi sono agitata e ho pensato che sarebbe stata la prima e l’ultima volta che ovviamente avrei partecipato a una funzione così importante. La parte più emozionante secondo me è stata l’unzione delle dodici colonne, perché mi è passato vicino e per questo è stata una grande emozione, perchè ero vicinissima al Vescovo. Durante questa funzione mi ha colpito soprattutto l’accensione delle luci, perché la chiesa sembrava ancora più bella e viva della presenza di Dio.

Angelica B.

Durante la Consacrazione ero emozionato perché la mia comunità stava per vivere un momento importante ed io ne stavo facendo parte. Osservavo con grande curiosità ciò che succedeva sull’altare e ho prestato grande attenzione soprattutto nel momento in cui il Vescovo ha compiuto i tre gesti per consacrare la chiesa. L’istante che mi ha colpito di più è stato quando sono state accese le luci per rappresentare la presenza di Dio. Penso che sia stata una cerimonia importante perché non capita tutti i giorni di partecipare alla Consacrazione di una chiesa.

Elia G.

La nostra chiesa è stata consacrata, cioè è stata benedetta la casa di Dio dal Vescovo Luciano il 05/02/17. Il vescovo Luciano ha benedetto le dodici colonne della chiesa, dodici proprio come i dodici apostoli quando lo Spirito Santo discese su di loro sotto forma di lingue di fuoco; ha benedetto le colonne prima con l’olio e poi con l’incenso. Alla fine di tutto ha proseguito con la Messa solenne. Altri segni che mi hanno colpito in quel momento è quando si sono accese tutte le luci della chiesa, visto che la chiesa fino a quel momento è rimasta oscurata… Durante la consacrazione ho sentito come se avessi ricevuto io la consacrazione e quindi emozionato e felice per la mia comunità. Terminata la consacrazione c’è stato il lancio dei palloncini per la giornata della vita.

Gabriele D. Marco G.

Durante la Consacrazione della nostra Chiesa abbiamo provato diverse sensazioni; infatti quando è entrato il Vescovo Luciano eravamo emozionatissime perché per la prima volta lo vedevamo da vicino. Ma il momento fondamentale è stato quello dell’unzione delle dodici colonne che rappresentano i dodici apostoli. L’istante che ci ha colpito maggiormente è stato dopo la benedizione delle colonne, quando sono state accese tutte le luci della chiesa in segno della presenza di Dio. La chiesa risplendeva in tutta la sua bellezza ed esprimeva la gioia che stavamo provando. Questa è stata un’esperienza nuova e significativa per noi e per tutta la comunità perché è un momento che non rivivremo più e ne siamo testimoni.

Mariachiara S. Laura C. Letizia C.

Durante la cerimonia della consacrazione della nostra chiesa, io e il mio amico Fabio abbiamo ricoperto un ruolo importante: sorreggere il Pastorale e la Mitria del Vescovo Luciano. Proprio per il compito a noi assegnato, sopra la nostra tunica abbiamo indossato un “telo” per evitare di rovinare i due oggetti. Ci sentivamo tesi, ma allo stesso tempo importanti ed esaltati, perché non capita a tutti di avere un ruolo importante come questo. Dopo quasi due ore di funzione ci facevano male le braccia perché è stato molto faticoso sorreggere la Mitria e il Pastorale e stare quasi immobili perché eravamo consapevoli che qualsiasi movimento azzardato poteva essere fatale e rovinare la cerimonia. Fortunatamente si è svolto tutto alla perfezione e sarà un ricordo che porteremo sempre nel nostro cuore.

Fabio S. Fabio T.

Domenica 5 Febbraio, la nostra comunità ha vissuto un momento importantissimo: la Consacrazione della nostra chiesa. La funzione è stata presieduta dal Vescovo Luciano ed erano presenti anche diversi sacerdoti della nostra parrocchia: Mons. Giovanni, Don Alberto, Don Ciro, Don Pellegrini, Don Riccardo, Don Davide e il nostro ex Don Roberto, oltre al sindaco e ad altri rappresentanti di varie associazioni. Dopo aver ricevuto un caldo benvenuto da Monsignor Palamini, il Vescovo ha salutato la comunità. La cerimonia si è svolta con grande partecipazione da parte della nostra comunità. Principalmente sono stati tre i momenti più significativi: l’unzione delle dodici colonne, il cospargimento dell’incenso e l’accensione delle luci, simbolo della presenza di Dio. Terminata l’Eucarestia, la comunità si è recata sul sagrato della chiesa per il lancio dei palloncini per la giornata della vita… È stata sicuramente una giornata indimenticabile perché nalmente, dopo quasi trecento anni, la nostra chiesa è stata consacrata ed è stata scritta così una nuova pagina della sua storia.

I ragazzi del VI anno ICFR

Nuovi corpi illuminanti a led nella chiesa Parrocchiale

Con il mese di novembre la nostra chiesa ha finalmente un nuovo sistema di illuminazione: si sono infatti conclusi i lavori di sostituzione, punto per punto, dei corpi illuminanti esistenti con nuovi prodotti soluzione a Led.

Nuovi corpi illuminanti chiesa parrocchiale

Il risultato ottenuto, come previsto nel progetto illuminotecnico iniziale, è un’illuminazione meravigliosa che esalta e valorizza le ricchezze artistiche della nostra chiesa Abbaziale. In fase di progettazione si è voluta assicurare la corretta integrazione tra innovazione, funzionalità, risparmio energetico e facilità nella sostituzione di corpi illuminanti esistenti analizzando dapprima la fattibilità, il minimo impatto visivo ed il bisogno di valorizzare le opere sacre presenti. Con l’avvento delle sorgenti a Led è stata effettuata una scelta nell’ottica del risparmio energetico, con risultati visibili già dalla prima bolletta dell’energia elettrica e sulla durata della lampada, con una riduzione dei costi di manutenzione; nello specifico si è scelta una soluzione illuminotecnica con proiettori a luce calda orientati a luce diretta nella zona assemblea, presbiterio, altare, mensa, navate laterali e coro; mentre a luce calda indiretta per le volte. Con luce diretta mirata d’accento si è voluto far risaltare le opere d’arte presenti e l’allestimento proprio dei diversi tempi dell’anno liturgico. A completamento dell’opera è stato installato un pannello touch screen domotico (pannello interattivo) personalizzato che, grazie a diversi programmi progettati tramite software, permette di razionalizzare, controllare e scegliere l’illuminazione più adatta alle diverse celebrazioni liturgiche: una soluzione semplice, funzionale e intelligente per gestire i diversi scenari.

Nuovi corpi illuminanti chiesa parrocchiale

Nella realizzazione delle opere abbiamo eseguito l’automazione per l’apertura e chiusura delle finestre soprastanti l’assemblea e l’altare, collegate al sistema di gestione domotico, per permettere un ricircolo naturale dell’aria. È stato inoltre potenziato l’impianto di illuminazione di sicurezza ed emergenza per aumentare il livello di illuminazione in caso di black out con l’installazione di gruppo soccorritore autonomo. Per la realizzazione di tutte queste opere ci siamo affidati alla Ditta specializzata Mainetti Impianti elettrici di Leno la quale, con il proprio staff tecnico, ha elaborato lo studio di fattibilità, sviluppando il progetto illuminotecnico e illustrando dettagliatamente con tavole progettuali, prospetti e calcoli illuminotecnici la scelta dei prodotti da installare. Infine, scelto i prodotti, si è occupata dell’installazione, prove, programmazioni e collaudi finali dando una luce nuova alla nostra chiesa Abbaziale.

La Ditta ha mantenuto fede al progetto e al preventivo proposto e, dunque la spesa, già saldata, è risultata di € 44.000,00 (quarantaquattromila,00). Avendo, poi, scelto il sistema di gestione domotica, inizialmente non preventivato, dobbiamo aggiungere € 13.391,00 ( tredicimilatrecentonovantuno,00); inoltre, è stato installato un gruppo UPS di continuità, che interviene in caso di improvviso black out per permettere ad alcuni corpi di continuare ad illuminare e al microfono di continuare a funzionare per circa venti minuti, onde permettere la continuazione della celebrazione o l’evacuazione della chiesa. Il costo per questo è di € 2.500,00 (duemilacinquecento,00). Anche questo costo è da aggiungere. Inoltre sono state fatte alcune opere extra, che riguardano prese di corrente sui cornicioni, gli altari laterali, la sacrestia, la cappella di S. Giuseppe, il sottotetto, la scala di salita al sottotetto, e alcuni necessari adeguamenti alle normative vigenti. La spesa di questi ultimi interventi deve essere ancora quantificata. Ora la Ditta Mainetti è in grado di fornire una completa dichiarazione di conformità su tutto l’impianto elettrico della nostra chiesa parrocchiale ed è garante dell’impianto e dei corpi illuminanti.

Nuovi corpi illuminanti chiesa parrocchiale

Ricordiamo che la quasi totalità della spesa è stata saldata grazie all’eredità Offer Maria e all’eredità Zucchi Angela. E’ importante non dimenticare coloro che rendono possibile una vita comunitaria buona, anche grazie alla manutenzione degli ambienti della parrocchia. Si ricorda sempre che la nostra parrocchia non ha altri introiti per la gestione delle strutture e delle opere pastorali, liturgiche, di evangelizzazione e di catechesi se non le offerte liberali dei suoi fedeli, i quali, se davvero si sentono parte della comunità, sentono il dovere e la gioia di contribuire secondo le loro possibilità e di educare i figli a questo segno di partecipazione.

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Per questo va un grazie riconoscente a tutti coloro che con generosità corrispondono alla nostra parrocchia il loro contributo economico, naturalmente senza dimenticare coloro che, offrendo il loro volontariato, danno comunque modo alla parrocchia di contenere i costi di gestione: sia per le opere pastorali negli ambienti fisici, come per quelle spirituali, liturgiche, di evangelizzazione, caritative, ecc.
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250 anni e non sentirli

La chiesa parrocchiale attuale sorge sulle fondamenta, si suppone in quanto mancano documenti dl verifica, dell’antica chiesa ormai fatiscente con la stessa dedicazione a San Martino Vescovo di Tours. La nascita, o meglio la necessità di erigere iI nuovo edificio sacro, riporta al periodo in cui l’apparato parrocchiale e i rappresentanti del Comune di Porzano di buon accordo decisero.

Così si legge nella memorie storiche di Luigi Cirimbelli “Parrocchia San Martino in Porzano”, edito nel 1995: Nelle sede comunale, correndo l’anno 1756, convocati tutti i capi famiglia della Vicinia, Il rettore don Angelo Polizzari, promotore dell’iniziativa e con l’appoggio dell’arciprete di Bagnolo don Benedetto Perugini, insieme deliberarono con unanime adesione di costruire il nuovo edificio parrocchiale. Il 29 aprile 1756, lo stesso rettore presentò il progetto al Vicario Generale della diocesi per la dovuta approvazione con queste lettera: “Essendo venuto in deliberetione la spettabil Comunità di Porzano di fabbricare una nuova parrocchiale nello stesso sito della vecchia, anco supplico io Parrocho intraecritto tutto il mio assenso, supplico l’Illustrissimo signor Vicado Generale ed Episcopale per le decretatione del modello che le sarà esibito, sempre le ragioni ed il gius parrocchiale”.

In fede Angelo Pelizzari rettore di Porzano.

La proposta venne accolte e il Vicario Generale, Giacomo Soncini, concedeva con sollecitudine l’autorizzazione alla costruzione, il 30 aprile 1756, nella Cancelleria vescovile dl Brescia. Il progetto venne approvato con la medesima invocazione di San Martino vescovo e in conformità alle prescrizioni di s. Carlo e messo in opera sotto la direzione anche del Reverendo Signor Rettore e senza alcun anche minimo pregiudizio dei diritti parrocchiali.

II progetta conservato nell’Archivio Vescovile di Brescia, manifesta chiaramente la mano di Antonio Marchetti (1724-1791) e l’architettura dell’edificio, realizzata abbastanza fedelmente secondo le indicazioni progettuali. Le pianta si articola in due eleganti vele — che si impostano su due semplici campate a lesene — e in un presbiterio coperto de un’aerea calotta ellittica. La facciata, scandita nell’ordine inferiore da lesene doriche e nel superiore da lesene vagamente ioniche, si segnala per la composta e raffinata eleganza quasi neoclassica.

La chiesa di Porzano si segnala tra le tante costruite nel territorio bresciano nel Settecento, non solo per la sua eleganza, la sua spiccata fedeltà alle indicazioni progettatili e per la rapidità e completezza dell’esecuzione nei pochi anni di apertura del cantiere (la chiesa non é molto grande ma comunque deve aver avuto dei finanziatori facoltosi e generosi, considerando la scarsa popolazione del paese) é uscito un complesso architettonico di una omogeneità rara e non scalfita dai successivi interventi. I lavori furono diretti dal capo maestro della fabbrica Gio. Antonio Lenza di Brescia.

Terminata in tempo di record il parroco don Angelo Pelizzari Intasi dichiara che: “Si fa indubitata fede e certa notizia si de siccome nel corrente giorno é stata benedetta la Nuova Chiesa parrocchiale di Porzano — principiata fanno 1756 — dal reverandissimo signor arciprete di Bagnolo don Benedetto Perugini e quasi con tutto il suo clero venuto a concelebrare le suddetta funzione”.

Dal 1765 in poi la chiesa è stata soggetta a continue variazioni indicate dai suggerimenti soprattutto al susseguirsi delle Visite Pastorali. Da sottolineare sopra l’altare maggiore ove domina la pala dipinta da Alessandro Bonvicino detto il Moretto. Su questa pala il Guerrini ci ha lasciato questa nota: “Un quadro a guazzo di una Madonna con il Bambino in braccio, del Moretto, con un piede sopra la luna vale liri di piccole 36”. Successivamente scrive: “E sebbene non sia da mettere tra le opere migliori di quel grande nostro artista, l’impronta morettiana risulta subito a chi guarda questa bella tela che non è trascurabile omamento alla chiesa di Porzano”.

Manutenzioni ordinarie e straordinarie si sono succedute nel corso degli anni e tra le più recenti ricordiamo l’intervento radicale dell’intonaco esterno con riporti alle modanature seriamente deteriorate dalle intemperie (1987-1988). Il riordino totale del tetto con la sostituzione di alcune travi portanti, scossaline e pluviali di perimetro (2013). In atto (2015) si sta operando al restauro interno, abside, navata e altari laterali e poi… sarà necessario metter erano alla tinteggiatura esterna a completamento dell’opera.

Assemblea Parrocchiale per il rinnovo delle cariche

Relazione del Presidente:

“Oggi, siamo chiamati a rinnovare le cariche della nostra Associazione e tra noi è presente la delegata del Consiglio Diocesano di Brescia. La nostra Associazione è composta da un totale di 83 iscritti, in particolare 57 persone nel settore adulti; 21 ragazzi per l’A.C.R. e 6 animatori. Alla fine di questo triennio che oggi volge al termine, vogliamo ripercorrere le attività e le iniziative che lo hanno caratterizzato. Siamo stati fedeli all’impegno mensile dell’Adunanza, presieduta qui in canonica da Monsignore, ed in questa sede abbiamo discusso e ci siamo confrontati su varie tematiche:
– nell’anno “2008-2009”, abbiamo commentato il Vangelo Marco;
– nell’anno “2009-2010”, abbiamo sentito l’urgenza di parlare della famiglia attraverso un confronto più diretto e personale;
– quest’anno “2010-2011”, abbiamo letto e commentato la lettera del Vescovo Luciano Monari  “Tutti siano una cosa sola”.

Nei tempi forti dell’Avvento e della Quaresima abbiamo organizzato mezza giornata di spiritualità in oratorio, estendendo l’invito anche alle altre associazioni laicali presenti in parrocchia. Circa 40 persone ogni anno vivono l’importante esperienza degli Esercizi Spirituali a  Montecastello, passando 4 giorni in serena fraternità. Siamo rimasti sempre in contatto con la Sede centrale di Brescia, partecipando alle varie iniziative formative proposte a carattere Diocesano a Brescia ed a Villa Pace di Gussago, senza dimenticare gli incontri di carattere Zonale a Manerbio. L’attività dell’A.C.R. è proseguita ed anzi, si è ampliata, formando nuovi educatori, grazie alle “Scuole educatori diocesane” e portando i ragazzi a vivere dei momenti forti di ritiro a Villa Pace di Gussago. Il carisma dell’A.C. è la formazione della persona come segno decisivo di adesione a Cristo e alla Chiesa.

Un grazie di cuore a tutti voi che avete partecipato agli incontri ed ai vari progetti dell’Azione Cattolica. Affidiamo alla Madonna tutti i nostri desideri e chiediamo l’aiuto a continuare il cammino tracciato.”

Il Presidente

Lucia Bonazza

Dopo la relazione del Presidente, si è proceduto alle votazioni per il rinnovo delle cariche,  risultando eletti:

Presidente: Lucia Bonazza
Vice-Presidente: Cardellino Giuseppe
Consigliere: Andreini Gianpaolo
Consigliere: Bravo Francesco
Consigliere: Cigala Elena
Consigliere: Gadaldi Giuseppe
Consigliere: Lanfredi Daniele
Consigliere: Pennati Clementina
Consigliere: Tomasini Adamo.

Il Consiglio Direttivo, come novità per il nuovo anno, ha organizzato nel mese di marzo, in casa canonica, degli eventi socio-culturali  “Sull’educazione alla legalità”. Gli incontri erano aperti a tutti gli interessati e le tematiche trattate sono state:

La lettera pastorale del Vescovo sulla realtà della immigrazione: “ Stranieri-ospiti concittadini” ;
Crisi di partecipazione verso l’impegno sociale e politico: quali ambiti e spazi concreti per una presenza costruttiva dei cristiani sul territorio?;
Bene comune: valore prioritario per una convivenza pacifica e giusta. Esiste il rischio che prevalgano gli interessi (o egoismi) di categoria?

Il Consiglio Direttivo