Numeri vincenti lotteria della Caritas 2019

Televisore Samsung 32 pollici n. 285
Orologio in acciaio da uomo – Oreficeria Ottica Tozzi – Leno n.237
Porchetta – Azienda agricola Bellomi – Milzanello n.144
Buono cena “Trattoria da Andrea” – Leno n.910
Buono cena “Osteria degli amici” – Leno n.915
Buono cena “Trattoria l’Ocanda” – Leno n.1763
Buono Trattamento “La Grotta di Sale” – Leno n.2019
Borsa spesa “Gastronomia Moretti Alfredo” – Leno n.1602
Cornice in argento – Oreficeria Ottica Tozzi – Leno n.948
Cornice in argento – Oreficeria Ottica Tozzi – Leno n.2125
Set posate “Ferramenta Fornari” – Leno n.349
Beuty per bambina “Farmacia bravi” – Leno n.957
Quadro a mezzo punto soggetto sacro n.1793
Scultura in vetro fusione offerta dall’Autore n.1057
Libro “Racconti Semplici” offerto dall’Autrice n.224
Libro “Poesie” offerto dall’Autrice n.1310
Acquarello “Abbraccio” offerto dall’Autrice n.691
Acquarello “Alberi” offerto dall’Autrice n.530
Acquarello “Fiori” offerto dall’Autrice n.319
Asciugamano Ricamato a mano offerto da Scuola di Vita Famigliare – Oratorio Leno n.1827
Asciugamano Ricamato a mano offerto dalla Scuola di Vita Famigliare – Oratorio Leno n.183
Tris Vasi Etnici offerti dall’Associazione Hamici – Leno n.2212
Lampada offerta dall’Assoc. Hamici – Leno n.215
Tris Vasi Ottone offerti dall’Associazione Hamici – Leno n.1073
Set Oggettistica Ceramica offerto dall’Ass. Hamici – Leno n.1851
Vaso in vetro colorato offerto dall’Assoc. Hamici – Leno n.2078
Mantella lavorazione uncinetto offerta dal gruppo Lana Caffè – Leno n.3
Sciarpa uncinetto offerta dal gruppo Lana Caffè – Leno n.1993
Quadro soggetto Fiori n.155
Zaino con corredo scuola offerto da Andreino-Bonazza – Leno n.1399
Quadro soggetto Barche n.2355
Buono Estetista Ramona – Leno n.2065
Buono Parrucchiere Gianello – Leno n.1301
Buono Parrucchiera Free Style – Leno n.929
Buono Parrucchiera Free Style – Leno n.677
Buono Parrucchiera Free Style – Leno n.1939
Buono La Bottega del Gelato – Leno n.1658
Set Oggettistica Interno 3 – Leno n.2211
Completo Set Tazzine Caffè e Thè n.2063
Quadro soggetto Fiori n.1429
Gelatiera n.189
Completo “taglia formaggio” n.368
Confezione bicchieri n.1794
Centrotavola Portacandele n.1092
Confezioni bicchieri n.149
Vaso in Vetro n.1507
Confezione bicchieri n.2151
Acquarello “Alberi” offerto dall’Autrice n.909

Qui Caritas parrocchiale

In questo articolo, considerando che proprio il 17 e 18 agosto si celebra la Festa della Caritas e “accorpando gli spazi di informazione, testimonianza, relazione”, diamo spazio alle parole del parroco, monsignor Giovanni Palamini che, intervistato, ha cortesemente risposto alle nostre domande in questo modo.

Cosa significa per lei la Caritas?

É una realtà fortemente voluta dalla Chiesa dopo il Concilio Ecumenico Vaticano II, per sollecitare le Chiese locali, ma anche le parrocchie, ad essere “protagoniste” nell’ambito del servizio all’uomo nei suoi bisogni. Nella Chiesa fin dagli inizi è sempre esistita una struttura caritativa, che rendesse evidente l’amore di Gesù Cristo soprattutto per i poveri, gli ammalati, gli ultimi. Pensiamo ai primi sette diaconi, costituiti proprio per il servizio caritativo; la raccomandazione fatta dai dodici Apostoli a Paolo, perché non si dimenticasse dei poveri; le varie confraternite della carità nate lungo i secoli; associazioni e istituti religiosi sorti col carisma di servizio ad ogni tipo di povertà; il servizio dei monasteri e dei conventi ai poveri; la diffusione della San Vincenzo …

Ma il fatto che la Chiesa abbia voluto che in ogni parrocchia di costituisse la Caritas ha significato il prendere coscienza che la carità non si può delegare, è compito di ogni comunità cristiane e, in essa, di ogni cristiano. Il compito della caritas parrocchiale, infatti, non è quello di “delega” al servizio dei poveri, ma, piuttosto, di testimonianza, di sensibilizzazione e di animazione della dimensione caritativa della vita della comunità cristiana.

Prima di diventare parroco di Leno,  quali esperienze ha fatto nella Caritas?

Da curato, con i ragazzi e i giovani, abbiamo fatto dei cammini di sensibilizzazione alla dimensione caritativa della vita cristiana; soprattutto col gruppo scout e con l’azione cattolica abbiamo fatto parecchie esperienze di servizio sia ai “poveri”, che alla comunità nei momenti del bisogno. Quando, poi, ho fatto servizio diocesano nella pastorale vocazionale, ho avuto la possibilità di collaborare da vicino con la Caritas Diocesana e condividere i progetti che veniva proposti per rispondere non solo ai bisogni dei poveri della nostra Diocesi, ma a quelli del mondo intero, soprattutto nei momenti di catastrofi naturali, di guerre, di carestie e quant’altro. Giunto a Castenedolo come parroco ho ereditato una bella realtà caritativa: un Caritas parrocchiale bene avviata e ben organizzata. Ho continuato il lavoro avviato, sostenendo soprattutto la formazione dei volontari e aprendo alle sollecitazioni della Diocesi.

La Caritas parrocchiale di Leno si è rinnovata con lei quattro anni fa: come?

Anche qui sono partito da ciò che già esisteva: un servizio ai poveri portato avanti da alcune persone in stretta collaborazione con il parroco e con l’Associazione Non solo noi e con puntuale riferimento all’Ufficio dei servizi sociali del Comune. 

Ho ritenuto opportuno allargare il numero delle persone che si incaricassero di testimonianza, animazione e servizio caritativo nella e con la parrocchia, ritenendo che si dovesse ampliare il riferimento alla Caritas Diocesana e ai servizi da lei offerti alle Caritas parrocchiali. Così abbiamo organizzato un corso di formazione per animatori della carità e del centro di ascolto, condotto dagli operatori della Caritas Diocesana, per essere pronti a rispondere in modo sempre più cristiano e sempre più adeguato alle povertà del nostro territorio. Un bel gruppo di adulti ha risposto a questa proposta ed ora, come parrocchia, possiamo essere orgogliosi di un buon servizio reso alla comunità come testimonianza, animazione e aiuto ai poveri, sostenuti dalla comunità stessa. Naturalmente il cammino non è terminato. E’ per questo che i volontari  continuano il percorso di formazione presso la Caritas Diocesana e mantengono un continuo riferimento alla stessa. Inoltre abbiamo potenziato il micro-credito, già attivato da alcuni anni nella nostra Zona pastorale e abbiamo avviato l’opportunità di attingere alla proposta delle “Briciole lucenti”, che ci permette di attingere per una parte agli aiuti della Caritas Diocesana per aiutare i poveri a sostenere le spese scolastiche, di salute e per le utenze della casa.

Il 17 e 18 agosto le giornate della solidarietà – 4^ Festa della Caritas: quale il suo bilancio sulle feste già avvenute?

Credo non sia ancora stato compreso il significato di queste “giornate della solidarietà”, ma la perseveranza ci premierà. Da punto di vista economico non abbiamo certo avuto un gran successo; del resto sono solo due giornate nel bel mezzo delle ferie agostane. Ritengo, però, che chi le ha frequentate abbia almeno colto il primo dei motivi che ci muove a questa manifestazione: testimoniare e sensibilizzare a sentirsi tutti responsabili del servizio caritativo ai poveri, che ha molti aspetti: materiale, culturale, religioso, sanitario… Ciascuno contribuisce come può e come è capace: chi facendosi volontario; chi contribuendo con i propri mezzi materiali, culturali, spirituali, chi segnalando alcune povertà non conosciute; chi pregando… ma tutti convinti che ogni cristiano ha il dovere di aprire mente, cuore, mani per il servizio dei poveri a nome di Gesù e della Chiesa.

La Caritas parrocchiale si è rinnovata intorno ad un progetto organico dal nome evocativo e suggestivo “La mano fraterna” con 5 dita, 5 settori di attività: come valuta l’attuazione di questo progetto per ciascuna delle 5 dita?

Il primo dito ha come tema quello dell’ascolto: ascoltare. E’ un servizio importante e non va fatto solo con l’orecchio e la mente, ma anche con il cuore. Spesso le prime richieste che vengono avanzate dai poveri non sono quelle reali, anche se sono le più immediate e le più urgenti. Si tratta di aiutare a comprendere gli autentici bisogni. Per questo ci vuole tempo, pazienza e costanza, insieme alla volontà di accompagnamento.

Il secondo dito ci richiama all’offerta di aiuto materiale: distribuire. Questo compito viene svolto da un gruppo che si interessa anche di reperire, insieme con tutti i gruppi e associazioni che partecipano a Nonsolonoi, gli alimenti da distribuire durante l’anno alle famiglie bisognose. Qualcosa si raccoglie nel cesto in fondo alla chiesa, due volte l’anno si fa la raccolta alimentare ai centri commerciali, si fanno le spese all’Ottavo giorno (struttura diocesana dove si acquista il doppio di ciò che si paga) e qualcosa si acquista con le offerte private o con i proventi delle offerte dalla “vendita” di mobili usati.

Il terzo dito ci invita alla consolazione nell’attenzione soprattutto agli ammalati e anziani: non temere. Questo servizio è svolto soprattutto dai ministri straordinari della comunione eucaristica, che visitano gli ammalati e anziani e portano loro il conforto dei sacramenti e della benedizione del Signore, facendoli sentire vicini alla comunità cristiana e dando loro la certezza di non essere dimentica. 

Il quarto dito l’apostolato della preghiera: “Prega il Padre tuo”.

Tutto quanto proposto sopra non si sostiene se a fondamento non c’è l’incontro quotidiano con l’amore di Dio-Trinità. Per questo, lungi dall’essere un gruppo o una attività a parte, questo è compito e gioia di tutti: pregare Dio ogni giorno, personalmente o in gruppo, perché la carità che operiamo verso il prossimo sia sempre espressione dell’amore di Dio per ogni uomo e non cadiamo nella tentazione di cercarvi un tornaconto, una gratificazione, un ruolo che ci faccia sentire qualcuno … insomma, che non sia semplicemente un appagamento del nostro orgoglio personale, ma un servizio fatto con la Chiesa, per la Chiesa, nella Chiesa e, quindi, nello stile della gratuità, perché gli uomini possano sentire, anche attraverso la nostra opera, la mano di Dio che li accarezza, li sostiene, li accompagna, li salva.

Infine non possiamo negare l’importanza nell’ambito della carità del Gruppo S. Vincenzo.

Mantiene la sua autonomia, in quanto associazione con un proprio statuto. Ma, in quanto è di ispirazione cristiana e opera nel settore della carità all’interno delle nostre parrocchie, è bene che partecipi agli incontri della Caritas, sentendosi parte a pieno titolo. Qui può dare o chiedere aiuto per la conoscenza che ha della povertà lenese. 

Come parroco, quale valutazione può dare sulle iniziative e sul lavoro dei volontari Caritas?

Sono orgoglioso del loro prezioso, umile e perseverante servizio. Noto un forte impegno, profonda consapevolezza di essere strumento dell’amore di Dio e della missione della Chiesa verso i poveri. Inoltre riconosco un desiderio forte di condivisone e di comunione nel servizio caritativo, riconoscendo che il cammino è faticoso, in quanto le esperienze da cui i volontari provengono e le modalità di attuazione che ognuno propone sono a volte molto diverse e richiedono molto dialogo e confronto umile, cose non facili.

Riconosco molto impegno anche nella formazione e nella ricerca di modi sempre nuovi per animare  e suscitare la carità dentro la comunità. Dunque, una vivacità che fa ben sperare nel futuro della nostra comunità riguardo alla dimensione caritativa.

Per questo spero che la testimonianza dei volontari sia sempre più visibile anche presso i più giovani, che possono offrirsi per un servizio sempre più fresco e qualificato, considerata la loro capacità innovativa e di dedizione a chi è nel bisogno, ma anche la loro competenza nell’uso dei nuovi strumenti e metodi per intercettare e rispondere alla povertà antiche e nuove.

Qui Caritas parrocchiale

Per informare

Attività passate e… attività in cantiere

I mesi da novembre a marzo ci hanno visto impegnati in molte attività e iniziative per lo più ricorrenti: La giornata del povero (18 novembre), voluta da papa Francesco; La giornata del pane proposta annualmente dalla Caritas diocesana all’inizio dell’Avvento (2 dicembre); Un cero per Natale da accendere durante le sere della Novena e poi da tenere acceso per tutta la notte di Natale; La raccolta di generi alimentari c/o supermercati a cura di Nonsolonoi; Il “banco confezione regalo” c/o Tigotà a cura dei volontari del Centro d’ascolto.

Tutte queste iniziative, ad offerta libera hanno consentito di sensibilizzare i concittadini ai problemi della povertà e di rendere attiva la Carità raccogliendo offerte ed alimenti da redistribuire tra quanti hanno bisogno.

Due parole infine sul contributo, in riflessioni e preghiere, preparato dalla Caritas parrocchiale per la Via Crucis cittadina durante la quaresima: non dimentichiamo che l’ultimo dito della Mano fraterna impegna tutti i volontari caritas alla preghiera! 

Ma… guardiamo avanti:  Le Giornate della solidarietà

Può sembrare prematuro, ma i preparativi già fervono. Perché preparare una festa richiede tempo, impegno, fantasia… Le Giornate della solidarietà, la Festa della Caritas, ci aspettano il 17 e 18 agosto in oratorio. I volontari dietro le quinte si stanno già attivando per allestire lo stand gastronomico, il banchetto dei libri, l’animazione delle due serate, e… molto altro. 

Venire per rendersi conto! Sarà bello condividere il clima festoso, la musica, il buon cibo, l’arte a portata di mano. Proprio così, il 17 e 18 agosto 2019.

Raccontarsi per condividere le esperienze

Son B. e fin da quando ero ragazza avevo il desiderio di aiutare, come volontaria, le persone nel bisogno.

Sognavo di andare nelle missioni, ma per me, allora, era una cosa troppo grande anche perché la mia famiglia aveva bisogno che io andassi a lavorare.

Dio ha voluto che mi sposassi. Felicissima del mio matrimonio ed orgogliosa dei miei tre splendidi figli ma con nel cuore sempre quel sogno di ragazza che si risvegliava quando, guardando la televisione, vedevo persone che erano nella miseria, che morivano di fame o di malattia oppure quando, andando a Brescia, vedevo delle persone che chiedevano l’elemosina o dormivano sulle panchine.

Una domenica a messa monsignor Giovanni invitò i presenti a partecipare, come volontari, alla Caritas e al suo progetto “Mano fraterna”.

In quel momento ho capito che Dio mi stava dando un’opportunità e che il mio desiderio si stava avverando non in terre lontane ma qui, nel mio paese. Ho cominciato così ad impegnarmi in NONSOLONOI.     

I miei compiti? Con  altre volontarie smisto i vestiti che le persone portano in sede e aiuto nella distribuzione. Nella nostra “Boutique del sabato” incontriamo le persone bisognose, cerchiamo di essere loro vicine informandoci dei loro problemi e cercando di soddisfare le loro esigenze. E’ molto impegnativo ma soddisfacente per il reciproco arricchimento: per noi che ascoltiamo le loro storie e per loro che si sentono meno escluse. 

Cercare di rendere l’animo delle persone un po’ più gioioso fa bene a tutti!

Io, invece, sono M.

Criticare, dare dei giudizi sulle cose, sulle persone, sui modi di fare o di comportarsi: penso che sia proprio dell’animo umano praticare questi modi di essere o di sentirsi. Mettersi in gioco con quel poco che si ha, è un’altra cosa.

Quando il nostro monsignore, dando vita alla caritas parrocchiale, ha cercato delle persone che potessero “proseguire e amplificare” l’opera già in atto con NONSOLONOI, ho pensato:  “Perché non provare a mettersi in gioco e vedere se ciò che penso e a cui ambisco si possa avverare?”.

Mi sono buttato e ho potuto constatare che tutto è possibile e che impegnarsi vale sempre e molto. Ci sono momenti in cui una persona ha bisogno di aiuto: può essere solo una frase di conforto, un consiglio, un posto di lavoro, un abito da indossare, un divano per sedersi, 50€ per pagare una bolletta scaduta. 

Per chi ha la sua casa, il suo lavoro, qualche risparmio in banca, tutto ciò è una nullità; ma per chi non ha NIENTE, la situazione è differente. È in questa direzione che la caritas con il Centro d’ascolto e Nonsolonoi è impegnata a far fronte alle diverse esigenze.  La consapevolezza che la dignità di una persona è una cosa molto importante e che va salvaguardata è il punto centrale di tutta l’attività della caritas. Chi opera si sente impegnato fino in fondo mettendo quel che fa nelle mani di Dio e del Suo giudizio.

Il Salento e i Sassi di Matera

Gita-pellegrinaggio parrocchiale
19/24 agosto 2019

Matera Capitale Europea della cultura 2019

Quota di partecipazione € 975.00

Ancora pochi giorni prima della conclusione delle iscrizioni.

Iscrizioni entro la fine di maggio 2019 presso l’Ufficio parrocchiale dal mercoledì al venerdì dalle ore 09.30 alle ore 12.00

Acconto € 250.00

Luoghi che visiteremo: Porto Recanati – Termoli – Castel del Monte – Matera – Alberobello – Lecce – Gallipoli – S. Maria di Leuca – Otranto – Ostuni – Vasto e i dintorni di tutte queste località.

Viaggio in pullman – sei giorni (cinque notti)

Qui Caritas parrocchiale

La scuola di Italiano per stranieri

L’avevamo già presentata nella Badia del bimestre giugno-luglio 2017 con le foto della “festa di fine corso” del primo anno.

E, giusto per ricordare, scrivevamo che essa era nata sfruttando la normativa scolastica italiana che prevede i Corsi d’istruzione per gli adulti e dando vita ad un corso di alfabetizzazione che aveva coinvolto un buon numero di signore straniere, prevalentemente indiane e pakistane.

Il corso, durato da ottobre 2016 a maggio 2017, faceva capo all’Istituto Comprensivo di Bagnolo Mella da cui proveniva anche l’insegnante, Paola Cocciuti, e si era concluso con lo svolgimento di un test per ottenere l’attestato del livello di conoscenza.

La possibilità del corso era legata alla soluzione di due problemi:

  • trovare una sede per le lezioni;  
  • assicurare la possibilità di prendersi cura dei bambini al di sotto dei tre anni non ancora inseriti nella Scuola Materna.   

La Caritas per realizzare il progetto aveva coinvolto i Servizi Sociali del Comune e le ACLI site nello stesso stabile di Via Collegio; il Comune aveva messo a disposizione la sede dell’Associazione Casa Garda, per lo svolgimento delle lezioni; il Circolo ACLI, il proprio salone, come luogo dove le mamme potevano lasciare in custodia a volontarie Caritas i loro piccoli “cuccioli”. 

La scuola ha continuato ad avere successo.

Anche quest’anno molte sono state le signore che si sono iscritte e che nelle due mattine di martedì e giovedì frequentano con passione e impegno le lezioni della maestra Paola mentre i loro piccoli giocano con le volontarie caritas.

Ci siamo attrezzate! E mentre le mamme prendono dimistichezza con la lingua italiana, il salone ACLI si trasforma in una allegra sala-giochi con macchinine, giochi musicali, peluches, un triciclo, fogli e matite colorate….; giochi di altri bimbi, che non li usano più e che le loro mamme hanno portato in caritas. 

Ogni giorno di lezione è un’avventura anche per le volontarie che si occupano di questi “tesori”, ciascuno con il proprio carattere. 

Come vivono il battesimo le nostre comunità cristiane?

Progetto pastorale per l’anno 2018-2019

I tre consigli pastorali delle parrocchie di Leno, Milzanello e Porzano, in un lavoro di verifica si sono domandate l’importanza che ha per i singoli cristiani e per le nostre comunità il battesimo e come viene vissuto in rapporto alla vocazione alla santità a cui tutti i cristiani sono chiamati.

Dall’analisi sono emerse queste conclusioni.

La coscienza del dono e del valore del battesimo non è certo corrispondente al grandezza e all’efficacia che questo sacramento ha per la vita. Spesso si vive la fede cristiana per inerzia o per tradizione senza riferimento alla sua radice, alla sorgente che è, appunto, il battesimo. Forse per il fatto che si riceve da bambini e poi, seppur educati alla vita cristiana, non si fa più grande riferimento al battesimo, soprattutto in famiglia, ci si dimentica di quello che è la “porta della fede”. In alcune persone che, diventando adulte, fanno la scelta personale di continuare a vivere nella fede cristiana, avviene la riscoperta della fonte di questa fede: il Battesimo. E ne riscoprono la grandezza e gioiscono per la grazia ricevuta, offrendo agli altri una grande testimonianza di una fede che muove la vita.

La catechesi parrocchiale offre parecchi spunti per la ricoperta della fede battesimale, attraverso le varie tappe del cammino dell’iniziazione cristiana, che prevedono la rinnovazione della promesse battesimali; ma, purtroppo, non sempre le famiglie fanno risuonare nel loro ambiente l’eco di queste promesse. Si parla troppo poco di fedeltà alle promesse battesimali come via per una vita vissuta in pienezza, nella santità, appunto.

Che poi nel Battesimo sia contenuta la vocazione (chiamata) per tutti alla santità è coscienza di pochi. In generale si pensa che la santità sia per pochi privilegiati dalla grazia, non pensando che ognuno di noi nel battesimo riceve la “grazia santificante”, che è la gratuità dell’amore di Dio, che ci rende partecipi della vita di Lui che è il Santo e ci dona tutti i mezzi per rispondere a questa chiamata. Certo, ciò esige che si passi da una fede solo proclamata ad una fede vissuta, che ci rende uomini e donne in continuo ascolto della parola di Dio, in comunione con la Chiesa che ci offre gli strumenti per la santificazione (sacramenti e Parola) e ci accompagna nel cammino della vita e in ricerca della misericordia di Dio per fare esperienza del suo amore viscerale, che si manifesta soprattutto nel perdono e, a  nostra volta, offrirlo ai fratelli.

Purtroppo nel nostro vissuto cristiano c’è troppa incoerenza e superficialità. Del vangelo spesso prendiamo e accettiamo ciò che va bene a noi o la nostra interpretazione personale, senza un confronto serio con la comunità cristiana, che ha il mandato di annunciare nella piena verità il Vangelo.

Inoltre, a noi cristiani manca la certezza della verità del Vangelo di Gesù. A volte si sente dire proprio da noi cristiani che una religione vale l’altra, “l’importante è credere in qualcosa”. Ciò, spesso, per la paura di offendere chi non crede come noi. Ma se noi siamo dei veri cristiani, pur affermando che l’unico vero Dio è il Dio che si è rivelato in Gesù Cristo e solo in Lui c’è salvezza per tutti gli uomini, non solo non disprezziamo nessuna religione, ma in ognuna riconosciamo un serio cammino di ricerca di Dio e, quindi il desiderio della salvezza.

Infine, alcuni fratelli che abbandonano la pratica cristiana, si giustificano con la cattiva testimonianza che ricevono da alcuni che frequentano. Ma ci sono tanti che danno ottima testimonianza! Non sarà che questi, semplicemente, non hanno la volontà di prendere sul serio e con impegno la vita?

Agenda parrocchiale 2018-2019

È disponibile l’agenda parrocchiale in formato digitale!

Puoi scaricarla dalla nostra pagina Materiale, insieme ai vari moduli per le iscrizioni ai percorsi di catechesi o di preparazione al matrimonio e alle schede per i catechisti.

Ti ricordiamo che puoi trovare gli eventi della parrocchia anche nel nostro Calendario, aggiornato costantemente con tutti gli appuntamenti più rilevanti.

Assemblea Parrocchiale a Milzanello

Al CPP e CPAE
ai Soci ANSPI
ai Collaboratori
ai Volontari
e a tutti gli altri fedeli della Parrocchia
Milzanello

Carissimi,

è iniziato un nuovo anno e le aspettative di ognuno di noi si assommano sia nel campo sociale che in quello ecclesiale.

Ma, come l’esperienza ci insegna, seppure sia giusto porci mete alte, è necessario perseguirle con molto realismo e rendersi conto che potremmo non riuscire a realizzarle a pieno o nei modi che pensavamo.

Per non illuderci e poi rimanere delusi, la cosa più importante da fare è “metterci insieme” con la disponibilità a “dare e ricevere”, ognuno con le proprie forze e le proprie capacità, riconoscendo ognuno il bene e il buono che c’è negli altri e in noi, ciascuno con i propri limiti, accontentandoci di ciò che ognuno può fare e dare, senza pretendere nulla di più.

Inoltre, quando le cose non vanno, dobbiamo imparare a riconoscere che la responsabilità non è mai solo di qualcuno, ma si spalma sempre un po’ su tutti. Per questo per riprendere è necessario non che qualcuno se ne vada, ma che insieme si cerchino le soluzioni più opportune.

Tutta questa introduzione per dirvi innanzitutto che stimo la nostra comunità di S. Michele in Milzanello, apprezzo l’impegno di ognuno, rendo atto del molto lavoro pastorale compiuto dai laici, comprendo la delusione dei momenti “non riusciti”, le fatiche a relazionarsi tra persone con caratteri, esperienze di vita e di lavoro diverse… Tutto ciò fa parte del vivere umano, in cui nessuno è un’isola e la diversità, anche se richiede fatica, è un’opportunità di arricchimento.

Conosco le fatiche vissute in questi ultimi tempi: anche queste il Signore certamente farà fruttificare. Allora non possono essere ostacolo al nostro continuare, anzi, aumentare e migliorare il nostro impegno perché la nostra comunità diventi sempre più una comunità di discepoli del Signore, aperta alla Sua novità, che ci fa conoscere e apprezzare anche attraverso il nostro prossimo, diverso da noi, eppure carico di ricchezza umana e spirituale.

Per riflettere insieme su tutte queste cose vi invito all’assemblea parrocchiale, convocata per domenica 28 gennaio 2018 alle ore 15.30 all’Oratorio.

Spero che ogni famiglia e ogni persona faccia il possibile per non mancare. Per i bambini si potrà organizzare un’assistenza adeguata.

Vi chiedo, però, di venire armati di carità, pazienza, volontà di confronto e di dialogo, col desiderio di costruire.

Insieme con don Ciro e gli altri sacerdoti, vi ringrazio e vi attendo, assicurandovi il mio affetto e la mia preghiera.

Agenda parrocchiale 2017-2018

Carissimi,
tutta la vita è un cammino nel tempo e nello spazio, nei quali il Signore ci ha posto. Qui noi siamo chiamati a maturare il significato della nostra e dell’altrui esistenza, alla luce della Parola di Dio, dei sacramenti e dell’amore vicendevole, che alimentano la vita. Quanto più ascoltiamo, celebriamo, amiamo noi approfondiamo la relazione con Dio e con gli uomini e scopriamo che la vita nel tempo ha proprio questa caratteristica: vivere quelle relazioni d’amore ora imperfette e, a volte difficili, ma che gradualmente crescono in intensità e perfezione e ci proiettano verso un compimento che non fa parte del tempo, ma dell’eternità.

Nella storia del mondo noi non siamo soli, non siamo delle monadi, siamo un popolo, pellegrino nella fede, siamo la Chiesa di Cristo. Questo ci da la possibilità di sostenerci a vicenda e ritrovare gli uni negli altri energia, forza, coraggio, sostegno nel non perdere di vista la meta e non rimanere digiuni di quegli alimenti spirituali e materiali necessari per vivere in pienezza la gioia, sostenere la fatica e arrivare al compimento del nostro viaggio per vivere eternamente la gioia che ci aspetta. Questa è la missionarietà che siamo chiamati a vivere e a questo puntano le proposte e le attività pastorali che ci vengono proposte in questo nuovo anno. Sono esercizi di vita fraterna, di comunione con Dio, di ascolto della sua parola, di figliolanza divina, di tenerezza ricevuta e data, di ripresa del cammino dopo la caduta, di alimentazione a cibi spirituali per la vera vita e che contrastano i veleni dell’odio, della gelosia, dell’invidia, della vendetta, dell’ingiustizia, della divisione, della dipendenza, della schiavitù dalle cose e ci aiutano a tendere all’essenziale e a ciò che rimane e che è l’unico e vero scopo della vita: Dio, che è “la Vita” e il datore della vita.

L’invito, allora, rimane quello di camminare insieme, evangelizzarci a vicenda, cantare la gioia dell’essere Chiesa di Cristo e comunità di fratelli che “esce” da se stessa per portare a tutti la gioia del Vangelo.
BUON CAMMINO.

Mons. Giovanni

Agenda Parrocchiale 2017-2018

Progetti di sostegno nella diocesi di Rreshen

Brescia 16 Giugno 2017 

A Don Giovanni e alla Commissione Missionaria Parrocchiale
Leno

La Missione fisica in Albania appartiene a un tempo ormai “passato” e del quale sono profondamente riconoscente al Signore, una esperienza che ho potuto sempre affrontare anche attraverso il vostro aiuto. Gesù nel Vangelo ricorda che “i poveri li avrete sempre con voi”… così tornando a casa io, non è che i poveri che ho incontrato ora non esistono più nella mia vita, anzi, intendo continuare un sostegno di quelle situazioni  più bisognose che ho incontrato e ormai appartengono in modo definitivo alla mia vita. Ecco perché vi sarei grato se, nel limite del possibile, all’interno delle vostre iniziative fosse possibile mantenere questa finestra aperta sull’Albania. Io mi faccio ovviamente garante di questa carità che continuerò a condividere con questi fratelli. Come sempre allego alcune idee concrete che continuerò a sostenere e per le quali vi chiedo di avere un’attenzione.

Sempre disponibile a ogni chiarimento, con amicizia vi auguro buon lavoro e buone attività.

Con riconoscenza

Don Roberto Ferranti

Progetti di sostegno attività educative e socio-assistenziali nella diocesi di di Rreshen (Albania) nella missione bresciana nella regione del Mat

Progetto 1 –  “Fondo Cassa Farmaceutico”

Sostegno per acquisto materiale per una famiglia – 500,00 €

Tra le tante carenze e assenze con cui ci dobbiamo confrontare troviamo la totale assenza di un servizio sanitario nazionale che mette i malati, e soprattutto i più poveri, nella impossibilità di accedere anche alle minime cure, nonché all’acquisto anche di medicinali generici di prima necessità ecco perché tengo sempre un piccolo fondo cassa che destino all’acquisto di medicine per persone bisognose che accompagniamo nel loro cammino. Sostegno al Fondo Cassa per le medicine 500,00 € (per una persona per un anno)

Progetto 2 – “Borsa di studio scolastica o universitaria”

Borsa di studio per “Università Cattolica” per un anno 1.500,00 €
Borsa di studio per “Università statale” per un anno 1.000,00 €
Borsa di studio per Scuola Superiore per un anno 500,00 €

Non è facile pensare a un futuro in una terra dove manca la capacità di progettare il futuro; ecco perché mi piace investire nella formazione di giovani che pian piano iniziano a pensare a innalzare il proprio livello culturale… e mi piace investire aiutandoli a studiare. Non è un’opera evidente come costruire case o ospedali, ma è un’opera che forse ci aiuta a mettere le basi per un futuro diverso. Siamo riusciti anche ad aprire una vera e propria “Università Cattolica” dopo che la comunità musulmana ha accettato questa cosa, per formare soprattutto medici, infermieri e farmacisti che hanno a cura la vita. Aiutare un giovane ad affrontare questi percorsi universitari ha un valore forse non evidente, ma decisamente grande. Le famiglie di questi giovani sono tutte che vivono di un’agricoltura di sussistenza (1 capra, 1 mucca e un po’ di orto) i pochi soldi che hanno vengono da emigrati. Ecco perché mi impegno a garantire alcune borse di studio.

Progetto 3 – “Aiutiamo una famiglia ad affrontare l’inverno”

Sostegno per acquisto legna per una famiglia 250,00 €

L’inverno tra non molto inizierà e non sempre le condizioni delle case e delle situazioni economiche permette di avere gli strumenti per affrontare il freddo che si presenterà… Le case non hanno impianti di riscaldamento, spesso nei villaggi anche l’energia elettrica è debole… non resta che la legna come sorgente di calore. Ma anche l’acquisto della legna per molti è un problema. Ho individuato alcune famiglie bisognose alle quali vorrei dare una mano per l’acquisto della legna per vivere almeno in modo più confortevole anche se in situazioni difficili.