Qui Caritas parrocchiale

Per informare

Era tutto pronto per il numero che sarebbe uscito ad aprile e che il “signor Coronavirus” non ha permesso che arrivasse nelle nostre case.

Parlavo della Quaresima, dei “fioretti” e sacrifici piccoli e grandi a cui eravamo stati chiamati, delle rinunce forzate che il Covid-19 ci aveva imposto:

  • niente Centro d’ascolto;
  • niente Scuola d’italiano;
  • niente “Fiori per l’8 marzo” alle porte della nostra chiesa.

Ci rimaneva solo l’ultimo dito della mano fraterna: “Prega”.

E così è stato all’inizio, fidando nella potenza della preghiera che tutto e tutti abbraccia, che ci rende “prossimo attento” a chiunque ci passi accanto e di cui riconosciamo il bisogno, ma anche a chi è fisicamente lontano e vicinissimo al cuore che prega.

Concludevo, poi, con l’augurio di Buona resurrezione essendo proiettati verso la luce della Pasqua. Questo augurio non è fuori posto nemmeno in questo numero della Badia perché i sacrifici non sono finiti. Infatti:

La “quaresima” della partecipazione attiva alla santa Messa e dei sacramenti è continuata fino al 18 maggio; Per molti, la vita famigliare, affettiva, lavorativa è ancora stravolta; Tutti abbiamo bisogno di risorgere e ritrovare equilibrio interiore.

Ma la Caritas dopo il primo smarrimento non è rimasta con le mani in mano!

  • non è stata interrotto la distribuzione dei pacchi alimentari al sabato attraverso Nonsolonoi;
  • il Centro d’Ascolto si è temporaneamente trasformato in Centro d’Ascolto telefonico e ha continuato a seguire le persone che vi si sono rivolte, comprese alcune nuove situazioni;
  • sono state distribuite alcune borsine alimentari offerte da un’associazione;
  • ha messo in contatto alcune persone che cercano lavoro con cooperative e strutture che si occupano di far incontrare offerta e domanda di lavoro.

L’augurio è quello di poter presto riaprire materialmente il Centro di Ascolto e guardarsi nuovamente negli occhi.

Raccontarsi per condividere le esperienze

Una missione straordinaria

Sono M. Ministro Straordinario della Comunione. Dopo aver svolto un periodo di formazione e ricevuto il mandato dal Vescovo di Brescia ho iniziato questa missione, che definisco Straordinaria.

La terza domenica del mese svolgo il servizio presso l’ospedale di Leno, e una volta al mese (il primo venerdì del mese) mi reco dalle persone ammalate che vivono nella sofferenza e non riescono a partecipare alla Santa Messa.

Trasportata dall’Amore di Dio mi reco da loro con la gioia nel cuore perché porto con me “Gesù”, la “Sua” presenza nutre di amore coloro che “Lo” aspettano affinché ricevano sollievo nella loro sofferenza.

Condividere la gioia della presenza di “Gesù”, aiuta ad alleviare le sofferenze della vita, a portare il sorriso e la felicità di quell’incontro, rende luminoso il viso e la casa della persona ammalata.

Questa ha anche bisogno di parlare, di parlare di sé e la disponibilità ad ascoltarla è un dono gradito; cerco di offrire, a chi è provato dal dolore,  un po’ di conforto, un po’ di sollievo, un po’ di speranza.

Questo Ministero mi ha condotta a interrogarmi sul mio modo di essere cristiano e di rapportarmi con gli altri; per questo nel momento di preparazione alla distribuzione della Comunione resto in adorazione del Signore e rifletto sulla relazione tra Dio e me.

Non mancano, certo, i momenti di difficoltà, ma sulla stanchezza vincono sempre la gioia e la disponibilità di un cuore e di una mano a donare il Signore.

Per suscitare relazioni

Per chi vuole contattare la caritas per ora la mail è il mezzo più sicuro: caritasnsn.leno@libero.it

AVVISO

Il vescovo di Brescia mons. Pierantonio Tremolada per rispondere alle gravi emergenze generate dall’epidemia Covid-19, nella lettera indirizzata ai sacerdoti e ai diaconi della Diocesi di Brescia in occasione del Giovedì Santo, ha istituito un Fondo di solidarietà al quale sono chiamati a contribuire tutti i fedeli della Chiesa bresciana e primariamente «la Caritas diocesana e i ministri ordinati, in particolare i presbiteri».

I destinatari del Fondo diocesano di solidarietà sono: persone e famiglie in situazione di povertà o difficoltà per la perdita del lavoro a seguito dell’emergenza Covid-19

Per accedere

Le risorse del Fondo diocesano di solidarietà vengono gestite direttamente dalla Caritas Diocesana attraverso i parroci in collaborazione con le Caritas territoriali.

TRE I REQUISITI:

  • Essere residenti sul territorio della Diocesi di Brescia.
  • Essere lavoratori autonomi o dipendenti (sia a tempo determinato che a tempo indeterminato), disoccupati a partire dallo marzo 2020 causa emergenza Covid-19.
  • Non avere entrate nel nucleo familiare, compresi sussidi da altri enti pubblici e privati, superiori a: € 400 al mese se singolo; € 700 al mese se 2 componenti; € 1.000 al mese per più componenti.

Per contribuire

Le offerte potranno pervenire in due modalità:

  • con bonifico bancario avente come beneficiario la Diocesi di Brescia:
    IBAN: IT63C 0311111236 0000 0000 3463
    Causale: FONDO SOLIDARIETA’ COVID-19
  • oppure con assegno bancario da consegnare all’Ufficio amministrativo della Curia diocesana indicando come beneficiario “Diocesi di Brescia-Fondo Solidarietà Covid-19”.

NB. Per avere ulteriori informazioni o per compilare le domande di contributo, i parrocchiani di Leno, Milzanello e Porzano possono fare riferimento alla nostra Caritas parrocchiale oppure direttamente al Parroco (don Renato Tononi: 338-8285420) o agli altri Sacerdoti.

Santa Lucia | I Santi dell’Abbazia

Concludiamo il nostro itinerario incontrando la santa più amata dai bambini, ma che ancora oggi ha molto da insegnare anche agli adulti: Santa Lucia. La sua vita ci aiuti a vedere ogni avvenimento con gli occhi della fede, per poter scegliere sempre ciò che giusto, vero e buono.

Accompagnamento musicale ad opera di Paolo.

San Giuseppe | I Santi dell’Abbazia

Oggi ci troviamo di fronte ad un maestoso altare, come lo è altrettanto la figura del santo cui lo stesso è dedicato. San Giuseppe, sposo della Vergine Maria e padre putativo di Gesù; patrono di tutti i papà e per noi potente intercessore.

Accompagnamento musicale ad opera di Paolo.

Santi Vitale e Marziale | I Santi dell’Abbazia

Lasciamoci prendere per mano oggi da due ragazzi: sono i nostri patroni, i santi Vitale e Marziale. La loro storia personale e quella delle loro reliquie è millenaria, ma la fede dei lenesi nei loro protettori non si è mai spenta!

Accompagnamento musicale ad opera di Paolo.

San Pietro Martire | I Santi dell’Abbazia

Continua il nostro viaggio alla scoperta dei santi che “sostengono” la nostra chiesa abbaziale. Scopriamo insieme oggi San Pietro martire, coraggioso testimone del Vangelo, che non ha avuto timore di donare la vita per la causa della Verità, cioè Cristo Gesù.

Qui Caritas Parrocchiale

Per informare

Poche le informazioni da condividere. Passato il Santo Natale e la pausa di chiusura del Centro d’Ascolto e della Scuola d’italiano, la vita è ripresa in pieno.

La raccolta di offerte presso il Tigotà, in cui ci siamo impegnati a confezionare pacchi-regalo ci ha dato l’opportunità di poter contare sulla generosità e la sensibilità di molte persone. In questa azione siamo state aiutate anche da qualche amica straniera.

Raccontarsi per condividere le esperienze

Trova il tempo… per il prossimo

Spinta dal desiderio di dedicare un po’ del mio tempo al prossimo che vive nella sofferenza, da circa un anno collaboro come volontaria al gruppo della “Caritas parrocchiale”.

Ho conosciuto tante persone che in sinergia, dedicano il loro tempo per occuparsi delle tante iniziative della Caritas sul nostro territorio.

Una volta al mese svolgo il mio servizio al centro d’ascolto, che ha come obiettivo: accogliere, ascoltare, individuare i bisogni e ricercare soluzioni attraverso le risorse disponibili per le persone in difficoltà.

Queste persone con umiltà vengono a cercare aiuto economico e non solo… Dai loro racconti percepisco la tanta sofferenza presente nella loro vita; spesso sono persone che provengono da paesi stranieri, vivono lontano dalle proprie famiglie. Nei loro occhi vedo tristezza e penso che essere lì per loro ad ascoltarli è anche un modo per non farli sentire soli.

Ascoltare non sarà la sola soluzione a tutti i loro problemi, ma probabilmente in quel momento si sono sentiti accolti, considerati e mi auguro di riuscire a donare loro un po’ di speranza nel futuro e nell’amore fraterno.

M.
Volontaria Caritas

Qui Caritas parrocchiale

Per informare

Anche questa volta non si può che partire dai cambiamenti e dagli auguri. Benvenuto, monsignor Tononi! A lei l’augurio di un proficuo lavoro, in caritas, con noi e per la comunità parrocchiale.

Quando questa nota sarà pubblicata almeno due delle iniziative dei mesi di novembre e dicembre avranno già visto la loro realizzazione:
La giornata del povero, voluta da papa Francesco, che quest’anno è stata celebrata il 16 e 17 novembre attuando una raccolta alimentare alle porte della chiesa.
La giornata del pane (proposta annualmente dalla Caritas diocesana all’inizio dell’Avvento) la domenica 1 dicembre, prima domenica di Avvento.
La caritas diocesana, quest’anno, ha suggerito di mettere in relazione il pane confezionato e distribuito durante le celebrazioni eucaristiche, a quel Pane, che è l’Eucaristia: come il pane ci nutre e ci fa crescere, così l’Eucaristia, che è cibo per l’anima, è Pane che genera, Pane che nutre, Pane di Luce.

Non solo. Poiché le offerte raccolte sono state finalizzate ad un progetto preciso, Mano Fraterna Giovani, per ciascuna domenica di Avvento è stata preparata una pista di riflessione che mette metaforicamente in relazione le “fasi del pane” con quelle dei giovani e quelle della stessa Chiesa. Ecco, domenica per domenica, un estratto dal pieghevole:

  • 1 Dicembre / PANE “FRESCO”. Il pane è il necessario per l’oggi. “Perciò tenetevi pronti perché viene il Figlio dell’uomo (Mt 24, 37-44). I giovani sono il “pane” della società e della Chiesa; la “freschezza” riconosciuta della loro esistenza… il pane giovane è la buona speranza del futuro.
  • 8 Dicembre / PANE “RAFFERMO”. Il pane rimane pane, anche domani, quando la freschezza era di ieri. “Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù” (Lc 1, 26-38). Pane di “oggi” il Figlio vorrà fare “fresco” quello di “ieri”. I giovani sono la speranza per “nuovi impasti” di “freschi ingredienti” intergenerazionali.
  • 15 Dicembre / PANE “SCARTATO”. I giovani di oggi denunciano l’ingiustizia di un mancato riscatto. “Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle. Che cosa siete andati a vedere nel deserto? “Mt 11, 2-11). Per un mondo bisognoso di giovani profeti, il pane “fresco” della giovinezza, “scartato”, restituisce il gusto sgradevole di sociali ed ecclesiali colpe.
  • 22 Dicembre / PANE “DI LUCE”. Dare alla luce è generare alla vita. “Ecco la vergine concepirà e darà alla luce un figlio” (Mt 1, 18-24). “Pane di luce” saranno i giovani impastati di terra e di Spirito Santo… “lievitati” e “cotti” nel “forno” della carità. A loro tempo saranno frammento di quella luce che la Chiesa celebra nel Natale del Signore.

Tutte queste iniziative sono ad offerta libera ed hanno lo scopo di rendere attiva la Carità fraterna, di accorgerci di chi ci sta accanto, e di adoperarci per quanti hanno bisogno, raccogliendo alimenti ed offerte da redistribuire.

Raccontarsi per condividere le esperienze

Sono M. Anch’io, come molte persone, quando ero piccola e frequentavo l’oratorio femminile (allora i due oratori erano separati) dove c’erano le suore, mi vedevo missionaria per aiutare i bambini in qualche paese lontano. Però non è stato così e il mio cammino è stato diverso. Ho avuto l’onore di far parte di una delle famiglie più numerose di Leno (10 tra fratelli e sorelle); noi figli siamo cresciuti sapendo che molte cose non potevamo averle ma ugualmente felici perché ci sembrava di avere tutto o quasi. Poi mi sono sposata ed ho anche provato la felicità di poter festeggiare in serenità e saluto il 50 anni di matrimonio.

Ho visto sposati i miei tre figli e nascere 5 nipoti, occupandomi di loro mentre i figli erano al lavoro. Con le mie sorelle abbiamo assistito prima un nostro fratello che ci ha lasciati a soli 25 anni, poi per dovere, amore e riconoscenza anche i nostri genitori. Potevo essere soddisfatta; invece mi sono sentita vuota, inutile; mi sembrava di non essere più utile per nessuno e mi sono chiesta più volte che scopo avesse la mia vita.

Una domenica alla santa Messa monsignor Giovanni, tra gli avvisi, comunicò che aveva organizzato un corso per formare dei volontari per far parte della Caritas parrocchiale. Sentii una grande gioia dentro di me perché forse avevo la possibilità di essere di nuovo utile a qualcuno.

Terminato il corso, molto interessante e istruttivo, ho scelto di far parte di Nonsolonoi. Il mio compito è distribuire, al sabato mattina, gli indumenti alle persone che con molta umiltà arrivano da noi. Mentre scelgono le varie cose, si parla con loro e molte volte si viene a conoscenza dei loro problemi. Se riesco a dire una parola buona e a tranquillizzarli dicendo che i loro problemi sono comuni a tante persone e che c’è chi sta peggio di loro, un loro sorriso o un “grazie” mi fanno sentire di essere stata, anche se per poco, utile a qualcuno. Se poi ti senti dire “sei stata gentile” oppure “ti ricorderò nelle mie preghiere”, capisci che le ore passate lì non sono state sprecate.

Nel bel gruppo di volontarie, affiatate e ben guidate dalla responsabile del nostro reparto di abbigliamento e casalinghi ho ritrovato il senso della mia vita. Grazie!

Per suscitare relazioni

Rilanciano anche l’iniziativa Offerte mensili mirate a progetti specifici: è stata già collaudata e durante quest’anno a due famiglie è stato assicurato un aiuto finanziario per molti mesi. Si assicura l’informazione puntuale a chi aderisce. Grazie a chi raccoglierà l’invito.

Qui Caritas parrocchiale

Per informare

Non si può che partire dai cambiamenti: monsignor Palamini, lasciando la parrocchia per altri incarichi come vicario vescovile, lascia anche il compito di presidente della caritas parrocchiale.

A lui il nostro grazie per la sua presenza e per come, in questi anni, ha guidato la caritas; a lui i nostri auguri per le sfide che lo attendono.

Un’annotazione sulle Giornate della solidarietà, la Festa della Caritas il 17 e 18 agosto scorsi in oratorio: una festa briosa e partecipata con un tempo bello che ha premiato l’impegno di quanti si sono attivati per la sua buona riuscita. In entrambe le sere, infatti, molte persone si sono sedute ai tavoli dello stand gastronomico per gustare le varianti della porchetta e altro e hanno ballato al ritmo della musica proposta aspettando anche l’estrazione dei numeri della ricca lotteria. Grazie a quanti, piccoli e grandi, con la guida dell’artista Giuliana Geronazzo, si sono divertiti, nel pomeriggio di sabato sotto il portico, a costruire la loro maschera con giornali e vinavil e a dipingerla con le tempere. Grazie a lei e a suo figlio Giacomo Filippini per aver messo a disposizione, per una mostra, alcune loro opere: chi le ha viste ne ha veramente goduto. Grazie anche a chi ha avuto la curiosità di fermarsi alla bancarella dei libri.

Raccontarsi per condividere le esperienze

Diventare volontaria Caritas per me, V., è stata una grande provvidenza. Penso che sia importante stare con la gente senza chiudersi nel proprio Io: si impara a vivere, a riconoscere i propri limiti a tentare di superarli e magari anche ad accettarli. Con l’ascolto reciproco ed il dialogo.

Da tempo, per questi motivi, desideravo dedicare un po’ del mio tempo agli altri ma non sapevo come. L’opportunità mi è stata data con l’adesione alla Caritas.

Stando alla Caritas ho ricevuto tanti doni; tra questi: il senso di appartenenza , la consapevolezza di far parte di una comunità, che ha lo stesso punto di riferimento e lo stesso obbiettivo. Ognuno con le proprie differenze ma fratelli nei valori. Grazie!

Per suscitare relazioni

Rilanciano anche l’iniziativa Offerte mensili mirate a progetti specifici: è stata già collaudata e durante quest’anno a due famiglie è stato assicurato un aiuto finanziario per molti mesi. Si assicura  l’informazione puntuale a chi aderisce.  GRAZIE a chi raccoglierà l’invito.