Domenica 4 febbraio: Festa della Vita!

La vita è un dono immenso che va ricordato, onorato e festeggiato. A Milzanello i bambini hanno voluto dimostrare la loro gioia di vivere e durante la messa hanno portato all’altare:

  • Una ciotola di terra, come simbolo dei miliardi di uomini che vivono sulla Terra; ognuno con la propria storia, razza, cultura, carattere. Tutti, però, amati da Dio e con un grande compito: rispettare il prossimo e la natura che li circonda.
  • Una brocca di acqua, in ricordo del giorno del Battesimo quando siamo diventati figli di Dio e discepoli di Gesù chiamati a testimoniare la sua Parola  con la vita.
  • L’immagine del sole, in ricordo dell’inizio della giornata. E’ bello ogni giorno scoprire la vita con le sue gioie, i suoi dolori, le sue speranze.

Questi gesti hanno aiutato tutti a riflettere sulla grandezza del dono e del mistero della vita; lode e ringraziamento al nostro Dio.

É stata rivolta al Signore della vita anche questa bella preghiera:

O Dio, luce del mondo,
fa’ che sappiamo vedere il riflesso del tuo splendore
sul volto di ogni uomo:
nel mistero del bimbo che cresce nel grembo materno;
sul volto del giovane che cerca segni di speranza;
sul viso dell’anziano che rievoca ricordi;
sul volto triste di chi soffre, è malato, sta per morire.
Suscita in noi la volontà e la gioia di promuovere,
custodire e difendere la vita umana sempre,
nelle nostre famiglie, nella nostra città, nel mondo intero.
Per intercessione di Maria,
piena di grazia e Madre dell’Autore della vita,
manda su di noi il tuo Santo Spirito,
e fa’ che accogliendo e servendo l’immenso dono della vita,
possiamo partecipare alla tua eterna comunione d’amore. Amen.

Al termine della Messa, ogni famiglia ha ricevuto una primula come simbolo di rinascita e i palloncini colorati, con i pensieri dei bimbi, sono diventati il segno della gioia di vivere di tutta la comunità.

I piccoli di Milzanello hanno voluto fare un gesto che dimostrasse concretamente il loro amore per tutti i bambini, donando all’associazione “Un sorriso di speranza” il ricavato della vendita dei loro lavori realizzati in oratorio durante l’Avvento. La cifra donata è di euro 76,50.

Un grazie di cuore ai volontari che hanno aiutato i ragazzi.

Guarda le immagini della giornata:

Festa della Vita a Milzanello – 2018

Da Dio siamo solamente amati

Qualche anno fa, quando ero in un’altra parrocchia, in un giorno come questo si lanciavano i palloncini in occasione della giornata per la vita. Una volta lanciati e fatta la preghiera, mentre tornavo a casa ho incontrato un paio di signore. Erano quasi anziane e una di quelle mi dice un po’ sorridendo:

Che bello il gesto di oggi. Eh sa, vorrei anch’io volare un po’ come quel palloncino.

Al che io ho detto a quella signora: “Mi sta forse dicendo che non è felice?”. Lei è rimasta un stupita ma col volto un po’ assente e non ha detto nulla. Poi, è venuta a cercarmi qualche giorno dopo e mi ha detto:

Sì don, avevi ragione non sono felice e vorrei andarmene. Vorrei volare via come quel palloncino, vorrei essere libera.

Mi disse: “vorrei essere libera”! Allora, io le ho detto: “Signora, si ricorda il lancio dei palloncini? Una volta lanciati in cielo si sono staccati da terra. Magari tutti i problemi sono rimasti per terra, ma quei palloncini hanno forse scelto dove andare?” Il vento li ha portati via. Noi sappiamo che ad un certo punto alcuni scoppiano, altri vengono portati per terra… siamo convinti che quei palloncini siano liberi? Volano, ma non vuol dire che siano liberi, perché il vento li porta dove vuole. Oggi, perché c’è una bella giornata di sole, vediamo la luce che li illumina, ma se poi incontrano un temporale, il vento dove li porta? Se poi incontrano una tempesta? O se vanno contro un aereo? E la grandine? I fulmini e tante altre cose?

Questo per dire, che quando noi stiamo male, ci accorgiamo che lo star male non fa per noi. Vorremmo lasciarlo alle spalle, perché è brutto il male. Vi racconto una bellissima cosa che mi riguarda: a Natale è morta la mia nonna. Lei da un po’ di tempo non si muoveva, e ogni tanto perdeva un po’ anche il senno, però quando aveva lucidità, un giorno, mi ha detto: “Guarda, vorrei volare in cielo come una rondine”. Perché non poteva muoversi.

Tutti ci accorgiamo che il male stona con la nostra vita.

Ma attenzione, per il fatto che possiamo spostarci non vuol dire che siamo liberi di fare le cose giuste; anzi molte volte le emozioni ci portano dove non dovremmo essere e il Vangelo di oggi, in tal senso, ci aiuta, perché ad un certo punto dice che Gesù guarisce le malattie, ma dice anche un’altra cosa: Gesù è capace di scacciare i demoni.

Cosa sono i demoni? Sono purtroppo delle forze malefiche che hanno un compito: vogliono confonderci, vogliono agitarci, vogliono farci credere chissà quali cose belle ma ci imbrogliano. Gesù scaccia queste forze, e dice: “Vi faccio vedere io dove si deve andare”. Noi dobbiamo andare dove ci porta Gesù? Attenzione, anche in questo caso, noi non siamo obbligati da Gesù a seguirlo. Noi possiamo fare una cosa, noi possiamo scegliere di seguirlo perché ci ha lasciato liberi. E come possiamo raggiungere l’obbiettivo di seguire Gesù? Bello il gesto che hanno fatto i ragazzi del sesto anno, portando queste lampade. Lungo il percorso hanno portato delle lampade con l’augurio che dice: “In questa giornata noi chiediamo a Dio che ci illumini”. Non è sempre facile capire la strada di Dio, a volte queste forze malefiche, i demòni, ci confondono le idee, noi non ce ne accorgiamo e andiamo fuori strada. Allora, ci occorre luce. Ecco perché siamo qua, perché chiediamo a Dio che ci faccia capire dove dobbiamo andare, per poi poterlo seguire. É importante perché noi a volte siamo imbrogliati dal male. Da Dio no!

Da Dio siamo solamente amati.

Lui ci fa capire dove andare. Allora, questo è un bel segno e io auguro ai ragazzi che celebreranno i sacramenti, quest’anno, della cresima e della comunione, di lasciarsi guidare da Dio, di capire come fare a seguirlo e di avere anche la forza di dire “Taci!” alle forze malefiche che vogliono imbrogliarci. Il racconto di oggi dice questo, che Gesù è capace di guarire, non solo del corpo, ma anche nel nostro animo. Avete fatto mai caso, ragazzi, alle persone grandi che quando parlano tra loro, buona parte delle volte parlano dei mali del loro corpo? Noi parliamo spesso dei mali del nostro corpo perché abbiamo paura di star male, e parlandone sembra quasi di dire: “Non vi vogliamo!”. Raramente, invece, parliamo dei mali che abbiamo dentro. Non vedo mai nessuno parlare con gli altri e dire: “dentro sono triste”, o dire: “ho un problema, il mio animo agitato”. Non vogliamo apparire così.

Sappiamo che Gesù ci aiuta a guarire anche quei mali. Gesù scaccia quei demoni, perché vuole darci pace e vuole che la nostra vita, oggi, giornata per la vita, sia una vita bella da vivere. Una vita luminosa. Anche se a volte incontra fulmini, tempeste, grandine, temporali, spine e tante altre cose. Chiediamo a Dio di vivere una vita intensamente e luminosa.

Il Vangelo della Vita, gioia per il mondo

Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 40a Giornata Nazionale per la Vita (4 febbraio 2018)

L’amore dà sempre vita”: quest’affermazione di papa Francesco, che apre il capitolo quinto dell’Amoris laetitia, ci introduce nella celebrazione della Giornata della Vita 2018, incentrata sul tema “Il Vangelo della vita, gioia per il mondo”. Vogliamo porre al centro della nostra riflessione credente la Parola di Dio, consegnata a noi nelle Sacre Scritture, unica via per trovare il senso della vita, frutto dell’Amore e generatrice di gioia. La gioia che il Vangelo della vita può testimoniare al mondo, è dono di Dio e compito affidato all’uomo; dono di Dio in quanto legato alla stessa rivelazione cristiana, compito poiché ne richiede la responsabilità.

Formati dall’Amore

La novità della vita e la gioia che essa genera sono possibili solo grazie all’agire divino. È suo dono e, come tale, oggetto di richiesta nella preghiera dei discepoli:

“Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena” (Gv 16,24)

La grazia della gioia è il frutto di una vita vissuta nella consapevolezza di essere figli che si consegnano con fiducia e si lasciano “formare” dall’amore di Dio Padre, che insegna a far festa e rallegrarsi per il ritorno di chi era perduto (cf. Lc 15,32); figli che vivono nel timore del Signore, come insegnano i sapienti di Israele: «Il timore del Signore allieta il cuore e dà contentezza, gioia e lunga vita» (Sir 1,10). Ancora, è l’esito di un’esistenza “cristica”, abitata dallo stesso sentire di Gesù, secondo le parole dell’Apostolo: «Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù», che si è fatto servo per amore (cf. Fil 2,5-6). Timore del Signore e servizio reso a Dio e ai fratelli al modo di Gesù sono i poli di un’esistenza che diviene Vangelo della vita, buona notizia, capace di portare la gioia grande, che è di tutto il popolo (cf. Lc 2,10-13).

Il lessico nuovo della relazione

I segni di una cultura chiusa all’incontro, avverte il Santo Padre, gridano nella ricerca esasperata di interessi personali o di parte, nelle aggressioni contro le donne, nell’indifferenza verso i poveri e i migranti, nelle violenze contro la vita dei bambini sin dal concepimento e degli anziani segnati da un’estrema fragilità. Egli ricorda che solo una comunità dal respiro evangelico è capace di trasformare la realtà e guarire dal dramma dell’aborto e dell’eutanasia; una comunità che sa farsi “samaritana” chinandosi sulla storia umana lacerata, ferita, scoraggiata; una comunità che con il salmista riconosce:

«Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra» (Sal 16,11)

Di questa vita il mondo di oggi, spesso senza riconoscerlo, ha enorme bisogno per cui si aspetta dai cristiani l’annuncio della buona notizia per vincere la cultura della tristezza e dell’individualismo, che mina le basi di ogni relazione.
Punto iniziale per testimoniare il Vangelo della vita e della gioia è vivere con cuore grato la fatica dell’esistenza umana, senza ingenuità né illusorie autoreferenzialità. Il credente, divenuto discepolo del Regno, mentre impara a confrontarsi continuamente con le asprezze della storia, si interroga e cerca risposte di verità. In questo cammino di ricerca sperimenta che stare con il Maestro, rimanere con Lui (cf. Mc 3,14; Gv 1,39) lo conduce a gestire la realtà e a viverla bene, in modo sapiente, contando su una concezione delle relazioni non generica e temporanea, bensì cristianamente limpida e incisiva. La Chiesa intera e in essa le famiglie cristiane, che hanno appreso il lessico nuovo della relazione evangelica e fatto proprie le parole dell’accoglienza della vita, della gratuità e della generosità, del perdono reciproco e della misericordia, guardano alla gioia degli uomini perché il loro compito è annunciare la buona notizia, il Vangelo. Un annuncio dell’amore paterno e materno che sempre dà vita, che contagia gioia e vince ogni tristezza.

40^ Giornata per la Vita

Ai genitori di tutti i cammini di fede

Oggetto: comunicazione in merito alla celebrazione della 40^ Giornata per la vita.

Cari genitori,
con questa lettera, intendiamo avvisarvi dell’opportunità di celebrare, il prossimo 04 febbraio la 40^ Giornata per la vita. Come ogni anno, la Chiesa italiana, ci invita a riflettere ed essere grati per il dono della vita.
Anche la nostra comunità parrocchiale da parecchio tempo, dà spazio a questo avvenimento con una manifestazione che è diventata, ormai, una tradizione.
Nei giorni precedenti all’evento, durante gli incontri del catechismo, approfondiremo con i ragazzi questa tematica che troverà l’esito nella celebrazione del 4 febbraio dove riporteremo parte dei lavori svolti durante la catechesi. Per questo motivo, vi invitiamo a prendere parte all’iniziativa che prevede il seguente programma:

Domenica 04 febbraio 2018

Ore 09.30: ritrovo nel cortile dell’oratorio e partenza in corteo verso la Chiesa; durante il ritrovo, verrà consegnato un palloncino al quale sarà possibile attaccare un messaggio per la giornata della vita;
Ore 10.00: sosta davanti alla chiesa, lancio dei palloncini e Santa Messa. Per chi frequentasse il catechismo alla domenica, l’incontro si svolgerà regolarmente al termine della Santa Messa.

Per ogni informazione, potete rivolgervi a don Davide 3383912010.

Augurandovi una buona continuazione, vi salutiamo.