Due lettere dal passato che ci parlano di… Oratorio (seconda parte)

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Le due lettere trovate nell’archivio parrocchiale di Mizanello e datate 1822 testimoniano l’impegno dell’allora parroco don Vincenzo Albertini per la formazione dei suoi parrocchiani.

Prima si è premurato di organizzare l’Oratorio, che all’epoca era una realtà che stava lentamente prendendo forma. L’attenzione di questo sacerdote in cura d’anime era per i giovani (e non solo), perché avessero una formazione religiosa, una crescita spirituale, ma anche momenti di svago, gioco e vita comunitaria.

Nel 1822 il modello di Oratorio presente a don Vincenzo Albertini non poteva essere quello di don Bosco; erano già presenti sul territorio bresciano sia l’esperienza dei Padri Oratoriani della Pace a Brescia, sia i primi esperimenti degli Oratori del padre Barnabita Fortunato Redolfi, che nel 1813 aveva aperto il primo Oratorio a Adro e dopo questo primo esperimento ne aveva fondati altri, sia nel Bresciano, che a Monza.

Nella seconda lettera è interessante la richiesta dell’Autorizzazione del Vescovo di ottenere le indulgenze concesse in occasione della festa di San Luigi. Tali indulgenze vennero approvate e concesse in occasione della la festa di s. Luigi Gonzaga, eletto a patrono della gioventù tanto che ancora oggi moltissimi Oratorio portano il suo nome.

Nella lettera si fa riferimento alla possibilità di accedere alla Giornata della Grazia di san Luigi con la Novena a san Luigi Gonzaga. Si tratta di una novena di sei domeniche, dal 12 al 20 giugno o per sei domeniche precedenti o successive la festa di san Luigi il 12 Giugno.

I Romani Pontefici a fine di accrescere il culto di questo gran Santo accordarono indulgenza plenaria a tutti quelli che avessero santificato sei domeniche consecutive in onore di san Luigi. Queste domeniche potevano scegliersi prima o dopo la festa, o nel corso dell’anno, purché ci si accostasse a Santi Sacramenti della Confessione e della Comunione, assieme a opere di pietà.

La richiesta fatta dal Parroco non è una stranezza, anzi, era frequente. Si trovano negli archivi parrocchiali di molti centri lettere di parroci che si rivolgono al Vescovo per ottenere l’autorizzazione a fare la novena a san Luigi legata all’indulgenza. Queste tracce dell’attenzione e cura che i sacerdoti del passato avevano per l’edificazione dell’Oratorio e la diffusione delle devozioni legate alla gioventù, non dovrebbero lasciarci indifferenti.

Sono la traccia della consapevolezza dell’importanza data alle giovani generazioni e della cura verso di loro con uno sguardo fiducioso al futuro. L’attenzione alla devozione a san Luigi, inserita nella formazione dell’Oratorio, denota una attenzione particolare per le giovani generazioni.

Dunque dall’Archivio sappiamo che a Milzanello l’Oratorio nacque poco prima del 1822, per opera del Parroco don Vincenzo Albertini e da ciò che vediamo, sappiamo che nel corso del tempo, da una generazione all’altra di giovani e adulti, da un don all’altro, rimane punto fermo della comunità che muta, si trasforma, ma rimane con il cuore sempre legata al suo Oratorio.

Note

  1. La Congregazione dell’Oratorio di san Filippo Neri è giunta a Brescia nel’opera dei Padri della Pace, presenti in città per quattro secoli.
    I fondatori degli Oratoriani di Brescia furono don Francesco Cabrini e don Francesco Santabona. assieme al notaio Giulio Comini. Coinvolti dalla Riforma cattolica che animò la chiesa Cattolica prima e dopo il Concilio di Trento, si ritirarono come eremiti sui Ronchi
    All’epoca erano attivi alcuni predicatori itineranti che spesso però passavano a posizioni eretiche ed erano tenuti sotto controllo. Le autorità ecclesiastiche erano insospettite dalla loro scelta e li richiamarono. I tre, fedeli alla Chiesa, si sottomisero. Cabrini tornò al suo paese, Alfianello e Santabona tornò sul Garda, a Cisano, dimostrando così la loro ortodossia.
    Nel 1545 il Vescovo chiamò il Cabrini a Brescia come Confessore del monastero benedettino di s. Maria della Pace e da allora fu chiamato “Il Padre della Pace”. Attorno a lui si formò una comunità  di sacerdoti che il Vescovo Bollani riconobbe: i Padri della Pace. Il Bollani fece di loro uno strumento di rinnovamento del clero e a loro affidò il Seminario nascente. Erano legati a san Filippo Neri e lo scelsero come protettore.
    Adottarono le Costituzioni e divennero Padri dell’Oratorio nel 1612 con il primo Oratorio di san Filippo in territorio della Repubblica Veneta.
  2. Leonardo Murialdo nasce a Torino nel 1828. Studia dai padri Scolopi di Savona e alla Regia Università di Torino laureandosi in Teologia. Viene ordinato sacerdote nel 1851 e dedica i primi 14 anni del suo ministero ai giovani torinesi nell’oratorio di San Luigi a Porta Nuova. Nel 1867 fonda la confraternita laicale di San Giuseppe per aiutare i ragazzi poveri e abbandonati. Nel 1871 dà vita all’Unione operai cattolici di cui diventa successivamente assistente ecclesiastico. È anche il fondatore dell’Associazione della Buona stampa e tra gli ideatori del giornale «La voce dell’operaio». Viaggia spesso nel Sud Italia per conoscere le realtà assistenziali delle altre città. Muore a Torino nel 1900.
  3. Don Giovanni Cocchi, sacerdote di Torino, fondò l’Oratorio dell’Angelo Custode, che poi affidò alle cure di Don Bosco, e quello di San Martino. A lui si deve anche l’iniziativa delle prime Colonie Agricole presso Moncucco e Rivoli, nel torinese. Grande sostenitore di San Leonardo Murialdo nella fondazione della Pia Società di San Giuseppe, oggi noti come Giuseppini del Murialdo, la sua grande opera resta il Collegio degli Artigianelli, ancora presente oggi a Torino in Corso Palestro. Qui lavorarono i migliori ecclesiastici di Torino e qui riposano le sue spoglie.
  4. Padre Fortunato Redolfi nacque nel 1777 a Zanano di Sarezzo, figlio di un dottore in legge. Adolescente, organizzava per i ragazzi momenti di preghiera, di gioco e spettacoli teatrali. A diciannove anni dovette arruolarsi e quando venne sciolto l’esercito diventare sacerdote, nei Barnabiti. Fu insegnante in diversi istituti della congregazione, attento alle necessità educative e morali dei giovani studenti.
    Quando il decreto napoleonico del 1810 stabilì la soppressione dei Barnabiti, padre Fortunato andò presso lo zio don Lodovico Redolfi, parroco di Adro, e iniziò un’intensa attività pastorale con la gente di campagna. Con l’aiuto di alcuni benefattori acquistò l’antica e abbandonata chiesa di S. Anna, la restaurò per radunarvi i ragazzi per la catechesi e la Messa. In un cortile vicino si facevano le attività pomeridiane: disegno, giochi e canto. Diede all’oratorio un regolamento, esigeva una frequenza regolare e un’adeguata disciplina. Organizzava le feste dei santi e della Madonna e sbocciò anche qualche vocazione religiosa. Fondò altri oratori a Zanano, Sarezzo e Gardone.
    Quando furono ricostituiti i Barnabiti  tornò a Monza fondò un oratorio presso la chiesa di S. Maria del Carrobiolo. In una sua lettera Padre Redolfi scrisse: “Tutte le sere, immancabilmente, io prego per la conservazione dell’oratorio, che, soprattutto se diretto da un sacerdote zelante, potrà in breve tempo cambiare l’aspetto di un paese”. Ne incoraggiò la nascita ovunque era chiamato a predicare.
    Nella sua instancabile attività Padre Fortunato incontrò anche degli ostacoli, a causa persino di sacerdoti. Qualcuno chiamava gli oratori “congrega di scapestrati”. Il servo di Dio alla calunnia rispondeva con la preghiera.
    Padre Fortunato ebbe nell’umiltà il fondamento della sua vita spirituale. Confidò al suo confessore: “Lei non può credere quanta paura io abbia della superbia”. Si firmava con le sole iniziali o “Il tuo povero vecchio”. Vestì per decenni la povera stessa talare, non parlava mai della sue conoscenze letterarie e scientifiche o del francese. Era gentile e caritatevole, la sordità e un progressivo abbassamento della vista non turbarono il suo spirito e quando sentì avvicinarsi la morte, vi si preparò nella preghiera. Molti andarono a visitarlo, pregando e piangendo. Spirò l’8 aprile 1850. La salma, vegliata dai suoi giovani, fu visitata da una folla enorme. Il funerale fu un’apoteosi e qualcuno disse di aver ottenuto quel giorno delle grazie. Solenne fu anche la traslazione avvenuta nel 1883 alla chiesa del Carrobiolo, dove si trova tuttora. É in corso la causa di beatificazione.

Nei giorni in cui don Albertini si affaccendava nella sua costituzione, Giovanni Bosco aveva sette anni.

L’indulgenza legata alla devozione a san Luigi fu concessa dal sommo pontefice papa Benedetto XIII. In seguito papa Benedetto XIV (Lambertini) nel 1742dava alle Parrocchie libertà di scegliere il giorno in cui celebrarla.

Infatti si trovano documenti simili come nel caso del documento trovato nell’archivio parrocchiale di Monte Ombraro. In una lettera del 1762 il Parroco di quel paese rivolge al suo Vescovo la medesima richiesta di celebrare la festa di San Luigi con annessa indulgenza plenaria.

Due lettere dal passato che ci parlano di… Oratorio

Oggi dire la parola “Oratorio” nella Diocesi di Brescia è parlare di qualcosa che tutti conoscono. Abbinare poi il nome Brescia e la parola Oratorio, richiama lo stretto legame che hanno e la lunga storia che l’esperienza dell’Oratorio ha nel territorio bresciano.

Ma quando è nato a Brescia l’Oratorio? E ancora più dovremmo chiederci: quando è nato l’Oratorio del mio paese?

Rispondere a questa domanda per molti paesi bresciani significa scoprire una storia nascosta nei documenti quasi dimenticati dei nostri archivi parrocchiali.

L’Oratorio a Brescia

La lunga storia degli Oratori a Brescia e nel territorio della sua Diocesi è molto ricca di figure di sacerdoti, suore e laici che si sono attivamente impegnati a prendersi a cuore la formazione cristiana delle giovani generazioni. Allargando lo sguardo, questo passaggio di consegne della fede ha poi avuto i suoi riverberi anche negli adulti, creando una evangelizzazione continua, duratura e piena di frutti.

Quello che per noi fin da bambini è e resta una realtà scontata, quasi naturale, non lo è affatto. È diventata parte dell’identità dei nostri paesi bresciani, ma è una meravigliosa realtà che in molti altri luoghi non conoscono, o conoscono in modo marginale. Si potrebbe dire addirittura che ci invidiano.

Prima di tutto cos’è un Oratorio?

Per risalire alle sue radici dobbiamo partire dalla spinta di rinnovamento nata dopo il Concilio di Trento. Sono due le radici da cui si sono diramate le esperienze oratoriane: una a Milano, l’altra a Roma con San Filippo Neri. A ruota segue Brescia, con i Padri della Pace prima e con il Servo di Dio Fortunato Redolfi più tardi, che hanno gettato le basi di quella che oggi è la realtà degli oratori bresciani ben prima dell’arrivo dell’oratorio di San Giovanni Bosco.

Spesso con discrezione gli Oratori, fatti nascere quasi dal niente da instancabili preti, si diffusero capillarmente, in ogni centro, anche il più piccolo. E quasi dovunque i sacerdoti, attenti alla formazione nella fede dei giovani, unirono la devozione a san Luigi Gonzaga, modello proposto a quegli stessi giovani che radunavano ed educavano.

Già dopo il Concilio di Trento erano nati nuovi ordini di sacerdoti come i Barnabiti di Antonio Maria Zaccaria che si occupavano di studio e formazione della dottrina e gruppi di laici attivi nella conoscenza della Dottrina e nella devozione.

A Milano nel 1536 nacque la Compagnia della Dottrina Cristiana, ad opera di don Castellino da Castello che con un gruppo di laici riuniva ragazzi e ragazze delle classi povere, insegnando loro a leggere e scrivere assieme all’educazione religiosa con un catechismo fatto di domande e risposte: un modello che lo stesso cardinale Borromeo aiutò a diffondere. Parallelamente a Roma il fiorentino Filippo Neri coinvolse laici e chierici nell’esperienza dell’Oratorio: preghiera, pellegrinaggi, conferenze, musica e canto accompagnati da sano divertimento per i giovani.

Fu però dall’Ottocento che molti sacerdoti, suore e laici, videro nell’Oratorio un luogo speciale per rispondere alle agitate condizioni della gioventù, travolta dall’urbanizzazione e dalle correnti di pensiero anticristiane. Si sentiva l’esigenza di avere educatori, capaci di prendersi cura delle giovani generazioni, di formarle cristianamente. L’impegno di santi sacerdoti che dedicarono i loro sforzi alla crescita dei ragazzi è conosciuto, ma non tutti i loro nomi ci sono familiari.

Don Giovanni Bosco lo conoscono tutti, ma chi può dire altrettanto di Leonardo Murialdo che a Torino nel 1867 fondò la confraternita di laici di San Giuseppe per aiutare i ragazzi poveri e abbandonati assieme all’Associazione della Buona stampa? 

Quanti conoscono Don Giovanni Cocchi, sacerdote di Torino, che fondò l’Oratorio dell’Angelo Custode e il Collegio degli Artigianelli? E noi bresciani dovremmo essere orgogliosi dei Padri della Pace che fondarono il primo oratorio di san Filippo a Brescia e di Padre Fortunato Redolfi, che aprì i primi oratori che ispirarono lo stesso don Bosco.

Padre Fortunato Redolfi, Barnabita nato a Zanano di Sarezzo, organizzava per i ragazzi momenti di preghiera, di gioco e spettacoli teatrali.
Dopo la soppressione dei Barnabiti per decreto napoleonico del 1810, andò ad Adro e si dimostrò attento alle necessità educative e morali dei giovani e della gente di campagna. Nell’antica chiesa di S. Anna aprì il primo Oratorio nel 1813, radunando i ragazzi per la catechesi e la Messa, seguite da disegno, giochi e canto. Dopo questo esperimento fondò Oratori simili in molti paesi del bresciano e poi a Monza, dove tornò qualche anno dopo.

E infine: quanti sanno chi era don Vincenzo Albertini?

Gli abitanti di Milzanello lo dovrebbero conoscere e gli dovrebbero tributare la loro riconoscenza: fu lui che nel 1822 fondò nel piccolo paese di Milzanello il primo Oratorio. Quanti furono gli attenti parroci di città e di campagna, dei quali non conosciamo il nome, che si sono ingegnati in ogni modo per organizzare e dare impulso all’Oratorio, divenendo una carica dirompente per la Chiesa tutta!

L’Oratorio a Milzanello

Nell’Archivio Parrocchiale di Milzanello sono conservate due lettere molto interessanti che raccontano la cura paterna di un Parroco verso la sua Parrocchia, che lo spinse a impegnarsi prima in una coraggiosa sperimentazione pastorale e poi a chiedere al suo Vescovo l’autorizzazione a consolidarla e a chiamarla con il nome di Oratorio.

Parallelamente dalla seconda lettera, si sente tutta la sua cura attenta a chiedere la protezione di un illustre patrono della gioventù per questa sua impresa coraggiosa. Il parroco don Vincenzo Albertini ha lasciato traccia nell’Archivio di questa sua cura e attenzione per i suoi giovani.

Qui sotto di seguito sono riportate le due lettere nella loro parte più interessante.

Prima lettera

Eccellenza reverendissima

Nei giorni di festa per il corso di due anni io ho procurato a poco a poco di raccogliere i fanciulli, i giovani, e molti adulti di questa mia parrocchia, e riunirli in un Luogo apposito, ove vien loro accordato il divertimento consistente in giochi semplici e onesti, ove poi vien fatta Loro una breve istruzione analoga alla Lettura fatta in principio, indi La spiegazione della Storia Sacra con pratici riflessi, e tutto questo con L’intenzione di formare l’Oratorio.

Ora però sembrandomi che La cosa abbia preso buon piede, ed essendo fondata speranza che abbia a migliorare sempre più, mi presento a Vostra Eccellenza Rd’ma con questa supplica, chiedendole umilmente La grazia a voler approvare detta riunione, ed a permettere che sia chiamata Oratorio, affinché possano essere in avvenire partecipi i Membri dei vantaggi spirituali che negli Oratori vengono accordati;

e in pari tempo siano più interessati a frequentare l’intrapreso esercizio.

Genuflesso ai piedi di V. E. Rd’ma chiedo umilmente La pastorale benedizione.

4 aprile 1822 Milzanello

Il Parroco di Milzanello

Vicenzo Albertini

Brixia 6 aprilis 1822

Seconda lettera

Eccellenza reverendissima

Affinché questi miei Parochianipossano conseguire le Indulgenze concesse dal sommo Pontefice ai fedeli cristiani che si accostano ai ss. Sacramenti nella festa di san Luigi Gonzaga, e nelle relative antecedenti sei Domeniche, ricorro a vostra eccellenza Reverendissima implorando umilmente la grazia di volere assegnare anche in questa mia Parrocchia la giornata della Grazia di detto santo.

………………… distribuzione regolare delle ………. Che qui si fanno sarebbe bene si faccia detta devozione nella domenica prima di settembre: sarà però sempre grazia particolare per noi che vostra Eminenza reverendissima l’assegni in quella domenica, che le sembrerà più opportuna.

Genuflesso ai piedi di vostra eccellenza reverendissima chiedo umilmentela pastoral benedizione

Da Milzanello il 28 aprile 1822

Vincenzo Albertini Paroco

Continua…

Giornate in Oratorio e in parrocchia

Come sapete, a seguito delle nuove normative sono state sospese le attività appena riprese… la cerimonia prevista per l’otto di novembre per le Confermazioni e Prime comunioni è rimandata alla prossima primavera.

Siamo riusciti comunque a inaugurare l’anno catechistico con la nomina dei Catechisti durante la funzione della Prima di Ottobre – quest’anno il 4, San Francesco –  festa a Porzano della Madonna del Rosario.

Durante la funzione è stata esposta anche la statua di San Francesco e presenti anche l’Associazione combattenti e reduci sezione di Porzano, in quanto la statua della Madonna del Rosario è stata donata alla Parrocchia dalle loro famiglie. L’associazione è stata protagonista anche il 4 novembre con la posa di una corona di fiori presso il monumento presente alle scuole elementari.

Restiamo in attesa delle nuove disposizioni e preghiamo di poter ricominciare a vivere i nostri ambienti in serenità.

Buon Natale e a presto.

StartUp TV per i ragazzi

Fuori di Tenda. Sabato 6 febbraio 2021, dalle ore 16 alle ore 18 si terrà StartUp TV, la festa della fede per i ragazzi che hanno concluso il cammino di ICFR. A differenza delle scorse edizioni quest’anno l’evento non si terrà al Gran Teatro Morato ma potrà essere seguito con il proprio gruppo dal proprio Oratorio, in diretta YouTube sul canale del Centro Oratori Bresciani. Sarà presente alla diretta anche il Vescovo Pierantonio. Per ricevere il link e partecipare alla diretta di StartUp sarà necessario effettuare l’iscrizione della propria parrocchia entro venerdì 15 gennaio 2021. L’iscrizione all’evento è gratuita.

Informazioni riguardanti la pastorale dell’Oratorio in seguito al DPCM del 3 novembre 2020

Cari ragazzi e ragazze, catechisti e famiglie che a vario titolo, frequentate l’Oratorio,
vi informiamo in merito ad alcune scelte che, in seguito alle indicazioni della Diocesi di Brescia, abbiamo dovuto prendere dopo il DPCM del 3 novembre scorso:

1 – Catechesi

Tutte le attività di catechesi che prevedano la presenza in Oratorio, per ragazzi, adolescenti e giovani, sono state sospese fino a quando ci verrà permesso di riprenderle;

2 – Celebrazioni

Le Sante Messe domenicali e feriali sono state mantenute e accessibili ai fedeli secondo i numeri consentiti per chiesa. A tal proposito vi invitiamo a scaricare l’autocertificazione “fedeli” da tenere “in tasca” dove in caso di controllo da parte delle forze di polizia sarà possibile esibirla dichiarando la causale: “situazione di necessità”.

Le celebrazioni della cresima e prima comunione previste per il 15 e 22 novembre, alle ore 10, in chiesa parrocchiale a Leno, sono confermate. A tal proposito vi invitiamo a scaricare l’autocertificazione “padrini e madrine” dove in caso di controllo da parte delle forze di polizia sarà possibile esibirla dichiarando la causale: “situazione di necessità”. Ricordiamo che i padrini e madrine non possono spostarsi tra le Regioni, quindi se tra loro ve ne fossero alcuni che ricadono in questo caso si deve provvedere a identificare altre persone per questo compito e contattare don Davide (3383912010).

Tappe celebrative e riti di passaggio previsti per il mese di novembre 2020. Nello specifico:

  • Prime confessioni previste per i ragazzi del 4° anno e programmate per domenica 8 novembre sono state sospese;
  • Il rinnovo delle promesse battesimali previsto per i ragazzi del 3° anno e programmato per domenica 29 novembre è stato sospeso;
  • L’ammissione al catecumenato prevista per i ragazzi del 5° anno e programmate per domenica 29 novembre è stata sospesa.

3 – Spazi

L’Oratorio rimarrà chiuso fino a quando ci verrà data la possibilità di riaprirlo.

Sperando di aver dato informazioni utili vi auguriamo di trovare forza nel Signore Gesù.

I sacerdoti

Il punto su Messe e attività in oratorio

Il Vicario Generale, mons. Gaetano Fontana, dopo il DPCM del 13 ottobre 2020, fornisce alcune indicazioni alle parrocchie della Diocesi di Brescia.

In sostanza, non cambia nulla rispetto alla prassi definita con il “Protocollo circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo”, sottoscritto dal Presidente della CEI e dal Presidente del Consiglio dei ministri lo scorso 7 maggio 2020 e in vigore da lunedì 18 maggio al netto delle successive modificazioni concordate dalla CEI con il Comitato tecnico-scientifico e subentrate durante l’estate.

In particolare va ricordato che è responsabilità di tutti applicare con scrupolo il Protocollo e le successive modificazioni al fine di “tenere unite le esigenze di tutela della salute pubblica con le indicazioni accessibili e fruibili da ogni comunità ecclesiale” e restando vigili circa i temi della distanza, delle protezioni, dello scaglionamento e del controllo. A fronte di diverse segnalazioni stiamo avvertendo il rischio reale che queste misure, necessarie e giustamente obbligatorie, in alcuni casi siano state “adattate” o “applicate con troppa superficialità” provocando disorientamento in alcuni fedeli. Per questo si raccomanda, in particolare ai sacerdoti, di vivere la celebrazione della Santa Messa e dei sacramenti con quella sapienza pastorale e con quella sensibilità liturgica che consente di valorizzare al meglio le possibilità offerte, ma anche con la prudenza e il rigore richiesto dai limiti imposti dalle circostanze.

Nello specifico circa la Santa Messa, il Vicario Generale chiede di fare attenzione su alcuni punti: l’effettiva capienza della Chiesa; il controllo, lo scaglionamento in entrata e in uscita e la sanificazione. Al temine di ogni celebrazione, bisogna procedere alla sanificazione dell’ambiente.

Si ritiene opportuno privilegiare la distribuzione senza lo spostamento dei fedeli dai banchi. Chi intende ricevere la Comunione la riceverà sulla mano. Il ministro, dopo aver indossato la mascherina e sanificato le mani, procede alla distribuzione secondo le indicazioni stabilite la scorsa estate.

Si chiede ai sacerdoti la disponibilità per la celebrazione del Sacramento della Riconciliazione nella sua forma tradizionale, seguendo con rigore le indicazioni riguardanti la sicurezza sanitaria e riportate nel Protocollo. Rimane tuttavia in vigore, da parte di tutti i fedeli e degli stessi sacerdoti, il ricorso al Votum Sacramentii.

All’ingresso di ogni chiesa deve essere affisso un avviso con le indicazioni essenziali, tra le quali non dovranno mancare: il numero massimo di partecipanti consentito in relazione alla capienza della chiesa; il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respiratori, per chi ha la temperatura corporea uguale o superiore ai 37,5° C, per chi è stato in contatto con persone positive a SARS- CoV-2 nei giorni precedenti; l’obbligo di rispettare sempre, nell’accedere alla chiesa, il mantenimento della distanza di sicurezza; l’osservanza di regole di igiene delle mani; l’uso di idonei dispositivi di protezione personale a partire da una mascherina che copra naso e bocca.

È confermata la celebrazione dei sacramenti dell’iniziazione cristiana (battesimi, cresime e prime comunioni). In particolare per i battesimi: in questa fase siano amministrati preferibilmente fuori dalla celebrazione eucaristica.

Si lascia al parroco il discernimento sapienziale, vista la situazione contingente, di vivere i Sacramenti della Confermazione e della Prima Comunione, frutto del cammino dell’ICFR, secondo la data stabilita, oppure rimandarli all’anno prossimo.

Non è cambiato nulla circa la prassi dei funerali, né nella forma né riguardo al numero dei partecipanti. Restano vietate le veglie funebri sia nelle abitazioni che nelle case del commiato o obitori.  I sacerdoti visitino privatamente le famiglie per la benedizione del defunto; restano vietati i cortei funebri dalla casa alla Chiesa e dalla Chiesa al cimitero come stabilito in precedenza. Visto l’andamento dei contagi, spetta ad ogni sacerdote il discernimento circa l’opportunità di portare la Comunione agli ammalati. In alternativa si invitano gli ammalati a vivere la Comunione spirituale. Si chiede ai Diaconi e ai Ministri straordinari della Comunione di sospendere momentaneamente questo prezioso servizio.

Le attività parrocchiali, oratoriane e sportive

Il DPCM del 13 ottobre 2020 aggiorna le linee di riferimento che riguardano anche l’attività dei nostri oratori senza toccare né precludere la catechesi, i momenti formali con bambini e ragazzi, gli incontri di programmazione e formazione.

  • Anzitutto conferma l’obbligo di indossare le mascherine anche all’aperto, con le sole eccezioni dei soggetti che stanno svolgendo attività sportiva, dei bambini sotto i sei anni e dei soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina (si veda protocollo generale e protocollo cortile). Rimane confermato, come da indicazioni già offerte, l’obbligo di indossare le mascherine in luoghi chiusi in ogni situazione (catechismo, doposcuola, etc…) con l’eccezione del locale bar, quando si è seduti al tavolo per la consumazione.
  • Per il bar viene introdotto l’obbligo di consumazione dopo le 21 solo con servizio al tavolo, non sarà possibile dopo quell’ora la consumazione al banco. La chiusura di ogni servizio di ristorazione e bar è prevista per le 24.
  • Il cortile può rimanere aperto, i giochi di contatto e gli sport di contatto sono vietati (nel cortile e negli impianti sportivi, sia per i minori, che per i maggiorenni) tranne nei seguenti casi:
  • l’attività sportiva organizzata direttamente dalla Parrocchia (ad esempio GSO) o da associazioni sportive in entrambi i casi solo se aderenti a Federazioni o Enti di Promozione Sportiva affiliati al CONI (nei nostri oratori CSI e PGS) e dotati di protocolli Anti-Covid.
  • l’attività ludica organizzata e seguita da educatori (anche volontari), a piccoli gruppi, organizzati con mascherine, con attenzione alla frequente disinfezione degli strumenti (es. Summerlife).
  • Si sconsiglia per questo la cessione di spazi di proprietà della Parrocchia a gruppi di amici, attività di corsi sportivi o simili che non rientrino nei casi sopra indicati.
  • Sono vietate le feste, fatto salvo il caso di un numero di presenze inferiore alle 30 persone e in concomitanza con cerimonie civili e religiose.
  • È fatto divieto di assembramento all’esterno dei locali dell’oratorio.
  • Si sconsiglia l’organizzazione di viaggi organizzati superiori ad un giorno (Es. campi invernali, uscite, pernottamenti in oratorio).

Ristoratorio

Domenica 26 luglio ritorna lo spiedo con polenta. L’appuntamento è a partire dalle ore 12:00, per il ritiro. L’offerta consigliata è €13,00 a porzione, già predisposta in contenitori per asporto e borsina. Contenitori e borsina saranno forniti da noi per motivi di sicurezza; inoltre saranno presenti dei volontari per garantire le distanze e aiutare nel ritiro dello spiedo.

La proposta è solo su prenotazione, da effettuarsi entro venerdì 24 luglio (fino ad esaurimento porzioni) ai numeri 338 3912010 o 335 1630958.

Il sito dell’Oratorio durante la pandemia

La comunicazione attraverso i siti web o più in generale sulle varie piattaforme social, ha da qualche anno raggiunto dimensioni impressionanti soprattutto mettendo in rapporto i numeri dei contatti con la velocità dell’informazione. La facilità di accesso e di diffusione delle informazioni ha di gran lunga preso il sopravvento per ciò che concerne la circolazione delle notizie. Anche la pastorale parrocchiale ha colto l’opportunità di avvalersi di questi canali per raggiungere in primis i membri della comunità ma, essendo internet una “finestra sul mondo”, per aprire un dialogo con quanti, navigando, intercettano i nostri messaggi.

Altra considerazione, importante è data dal fatto che un messaggio può essere a sua volta condiviso con altri e diffondersi con una rapidità senza eguali superando in molti casi anche il muro delle differenze linguistiche e culturali. Basti pensare che il nostro sito, nel suo piccolo, è frequentato ogni anno da migliaia di accessi provenienti da altre nazioni o continenti. Va, inoltre ricordato, che una volta recepita una notizia dal nostro sito, questa può essere rilanciata attraverso altre piattaforme e trovare ulteriori vie di diffusione non necessariamente “ecclesiali”.

Dobbiamo sempre considerare, però, che un conto è evangelizzare e lasciarsi raggiungere dall’evangelizzazione e un conto è diffondere e recepire notizie. Ciò non toglie che sia l’evangelizzazione che la diffusione di informazioni si debbono appoggiare sulle regole della comunicazione, per cui possiamo ben sperare che ci sia spazio per una nuova forma di evangelizzazione. Nella immagine di riferimento di questo articolo, potete vedere come nel periodo che ci ha purtroppo costretto a rimanere in casa, il nostro sito abbia avuto un notevole incremento di visualizzazioni.

Ci piace pensare che sia stato non solo uno strumento di comunicazione di informazioni ma un modo per essere vicini alla nostra gente e alla gente che più in generale è entrata in contatto con il nostro messaggio. C’è da sottolineare il grosso lavoro che sta dietro la realizzazione e il mantenimento di un sito internet. Tanto per dare alcuni riferimenti, si tratta di un impegno che per redazione, raccolta materiale e realizzazione informatica richiede oltre un migliaio di ore annuali. Per tale motivo, il mio ringraziamento va a quanti si adoperano per la realizzazione e soprattutto a Stefano che è il responsabile dell’area comunicazione.

Giornate in oratorio e in parrocchia

L’interruzione improvvisa e imprevista di tutte le attività ha “congelato” i nostri programmi a partire dal carnevale.

La giornata della vita, festeggiata con il lancio dei palloncini e dalla ormai di rito Grande Tombolata è stata l’ultimo appuntamento in oratorio.

I riti della Candelora e la benedizione della gola in occasione di San Biagio, la funzione pomeridiana dedicata agli ammalati e agli anziani, con la possibilità di ricevere l’unzione degli infermi nella giornata dedicata a Nostra Signora di Luordes sono stati gli ultimi appuntamenti particolari in Parrocchia.

Ci stavamo preparando a festeggiare la domenica di carnevale, quando è arrivata la comunicazione ufficiale di sospendere tutte le attività.

Abbiamo vissuto la quaresima, la settimana santa e la domenica di Pasqua tra le nostre mura, con il conforto della Santa Messa diffusa sul sito web della Parrocchia e solo da qualche giorno possiamo ritrovarci in chiesa per le funzioni, anche se con regole che non ci sono abituali, ma con le quali impareremo a convivere.

Il torneo e la festa di mezz’estate quest’anno non ci saranno e anche le manifestazioni per le feste quinquennali saranno rimandate.

Auguriamoci che presto si possa tornare a vivere i nostri ambienti con serenità e gioia e con il senso di comunità che ci contraddistingue.

A presto