Nuovi stili di viaggio

Giovedì 8 novembre iniziano “I giovedì della missione”, venerdì 9 novembre viene invece presentato il percorso per i giovani dai 18 ai 30 anni

Aprirsi al mondo significa aprire la mente e il cuore. Il Centro missionario propone “Nuovi stili di viaggio”, un corso di formazione per quanti (singoli, gruppi o oratori) desiderano avvicinarsi al mondo della missione e, dove possibile, sperimentare anche un’esperienza estiva di servizio ma soprattutto di ascolto all’estero.

Sono gli stessi giovani che hanno vissuto un’esperienza a raccontare, in un video diffuso sui canali social, le loro emozioni. E così con le loro parole descrivono la missione. Meravigliarsi, incontrare, sorridere, imparare, allargare gli orizzonti, incontrare il prossimo, toccare con mano il divario economico tra Nord e Sud del mondo. Beatrice, ad esempio, ha vissuto tre esperienze in Mozambico nella missione dei Padri della Sacra Famiglia di Martinengo. La prima esperienza, nel 2015, arrivata quasi per caso, ha deciso di cogliere la proposta di un amico prete che accompagnava un gruppo di giovani della parrocchia. É partita senza particolari aspettative. Ci è poi tornata negli anni successivi.

“Vivere in un paese africano è una scelta d’Amore, che comporta anche un pizzico di follia. Tornare in Mozambico carica.. è il mio polmone, ogni volta sembra che tutto intorno a me e dentro di me ricominci ad avere un senso. E il senso più profondo di tutto questo è la presenza di Dio, che si fa forte e ben visibile nelle persone che incontro. Sì, perché tutto parte da Lui e quando i segni sono chiari… anche la vita assume un significato bello, intenso, pieno. Così si fa chiara la direzione del mio cammino…”. Venerdì 9 novembre alle 20.30 il percorso, per i giovani dai 18 ai 30 anni, viene presentato al Centro pastorale Paolo VI da Claudio Treccani, animatore del Centro missionario. “I giovani che vivono questa esperienza in missione percorrono un tratto molto breve di tre settimane per incontrare una cultura diversa, per arricchirsi spiritualmente e per tornare con un bagaglio di gioia in più. Non siamo in missione per svolgere un’attività, ma per comprendere lo stile di vita delle popolazioni locali. Attraverso il confronto e lo scambio valoriale, aiutiamo i giovani a fare un discernimento futuro nella loro vita”. Partire del resto come scriveva mons. Helder Camara è anzitutto “uscire da sé. Rompere quella crosta di egoismo che tenta di imprigionarci ne nostro io”.

I giovedì della missione. Ritornano, con inizio alle 20.30, “I giovedì della missione” nella Casa comboniana di viale Venezia. Rappresentano un momento di formazione aperto a tutti. E riprendono alcune priorità segnalate dal Vescovo nella sua prima omelia programmatica: la santità, i poveri, gli stranieri e la sinodalità. Il primo appuntamento, l’8 novembre, è con il Vescovo che si confronta su “Una santità che attrae ed evangelizza/Paolo VI”. Il 13 dicembre due giovani che hanno partecipato al Sinodo si confrontano con padre Piero Demaria, missionario della Consolata. Il 10 gennaio suor Grazia Anna Morelli modera l’incontro, sul tema “Parrocchie in ‘uscita’ missionaria”, con don Nandino Capovilla e con don Marco Campedelli. Il 14 febbraio mons. Vincenzo Paglia dialoga con Anselmo Palini sulla figura di Romero. Il 14 marzo don Alberto Vitali, direttore Migrantes e parroco di Santo Stefano Maggiore, e don Fabio Corazzina portano il loro contributo su “Chiesa dalle genti a Brescia? Per una parrocchia meticciata”. L’11 aprile le “Donne migranti si raccontano”: Anna Pozzi raccoglie le testimonianze di Carmen Rosario Sanchez della comunità peruviana di Milano e di suor Claudia Biondi (responsabile del settore tratta della Caritas Ambrosiana). Infine, l’ultimo approfondimento, sulla messa al bando delle armi nucleari “Brescia ripensaci”, con Francesco Vignarca (coordinatore Rete Italiana Disarmo), Lisa Clark (per la Campagna Icana) e Piergiulio Biatta (presidente di Opal).

Testimoni della benedizione di Dio

Il vescovo Pierantonio ha presieduto in Cattedrale la celebrazione per l’ordinazione presbiterale di don Luca Signori, don Alex Recami e don Lorenzo Bacchetta. Leggi l’omelia

È con grande gioia e non senza una certa emozione che celebro con tutti voi questa prima ordinazione di nostri presbiteri diocesani. È questo un momento molto importante e atteso per tutta la Chiesa bresciana ed è l’occasione per toccare con mano la provvidenza del Signore, che non lascia mancare alla sua Chiesa i pastori di cui ha bisogno per compiere il suo cammino e dare così al mondo la sua testimonianza.

Ci mettiamo in ascolto – come è giusto – della Parola di Dio che la liturgia ci offre in questa decima domenica del tempo ordinario. È una Parola che proclama la bellezza della vita e la sua energia potente, a fronte del mistero dell’iniquità, cioè del tentativo drammatico di mortificarla o addirittura di estinguerla.

 Il Libro della Genesi, nella pagina che abbiamo ascoltato, descrive gli effetti tristissimi della catastrofe originaria, cioè del peccato dell’umanità agli inizi della sua esistenza. Il rifiuto di Dio e della sua grazia, la mancanza di fiducia nei suoi confronti, il sospetto della sua malafede, l’idea che egli non volesse il vero bene dell’umanità ma la pensasse schiava e sottomessa hanno aperto alla morte le porte dell’esistenza umana. Obbligando Dio a tenersi lontano, l’uomo ha dovuto conoscere suo malgrado una realtà spaventosa, opposta alla vita vera. Chiamata ad esistere nella somiglianza con Dio, cioè nella beatitudine dell’amore trinitario, l’umanità ha improvvisamente scoperto nella sua esistenza la dolorosa e sconvolgente realtà della violenza, della divisione, dello smarrimento e della paura. Le tenebre sono entrate là dove regnava serena la luce della bellezza che viene da Dio. È questo che la Scrittura intende esprimere quando parla del serpente che convince Eva. Con la sua seduzione egli diffonderà nella vita un veleno mortale, che tenderà di annientarla attraverso la gelosia, il conflitto, l’avidità, la superbia e, ultimamente, la ricerca ossessiva della propria autonoma soddisfazione.

Ma la vita che il Creatore ha donato all’uomo suo amico non verrà meno e non soccomberà. Ciò che viene da Dio e partecipa del suo mistero santo non può essere distrutto, perché nessuno gli è superiore in potenza e perché la potenza di Dio è l’amore. L’uomo creato a immagine di Dio potrà subire un attacco ed essere colpito, ma la sua vita non potrà essere annientata. A Eva, che è la madre di tutti i viventi il Signore Dio dice che d’ora innanzi sarà lei a trasmette la vita, continuando la sua opera di Creatore, anche se lo dovrà fare paradossalmente in mezzo ai dolori delle doglie, e poi aggiunge: “Io metterò inimicizia tra te e il serpente, tra la sua stirpe e la tua stirpe. Tu gli schiaccerai la testa ed egli ti insedierà il calcagno”. Con queste parole misteriose si allude all’eterna lotta cui sempre si assisterà nella storia umana tra la vita e la morte, tra Colui che ci vuole vivi e felici e colui che ci vuole disperati e perduti, tra la luce del giorno e le tenebre della notte. Il desiderio di vivere non sarà mai sradicato dal cuore degli uomini e la forza della vita avrà sempre la meglio. Tuttavia, l’attacco sarà continuo e serio il rischio del naufragio. L’ultima parola sarà in ogni caso di Dio. La sua potenza d’amore permetterà a chi si affida a lui di sperimentare la forza consolante della sua salvezza.

Lo testimonia il Cristo stesso, che nei Vangeli si presenta come il garante della vita contro la morte, della speranza contro la disperazione. Laddove la morte cerca di estendere il suo dominio, l’azione di Gesù si fa più intensa. Laddove l’ingiustizia, la corruzione, la violenza, l’infermità fanno sentire il loro triste peso, lì il Salvatore giunge con la sua presenza e la sua parola autorevole e confortante. I racconti dei Vangeli ne sono la prova. La pagina del Vangelo di Marco che abbiamo ascoltato ci attesta poi che, nei casi in cui il potere oscuro del maligno arriva a deformare la persona stessa, ci si deve aspettare che la santità del Cristo si manifesti in tutta la sua forza. I suoi avversari non possono negarlo, anche se – accecati – offrono di tutto questo un’interpretazione falsa e tendenziosa: “Egli – dicono – scaccia i demoni nel nome dei principe dei demoni”. Di questa lettura distorta essi si assumono piena responsabilità e insieme subiscono le conseguenze, perché chiudono le porte alla luce della vita e alla gioia della redenzione.

È nella cornice di questa Parola – carissimi ordinandi Luca, Alex e Lorenzo – che il Signore ci chiede oggi di celebrare questo momento così importante per voi e per l’intera nostra diocesi. Voi state per ricevere l’ordinazione presbiterale. Con voi la nostra Chiesa si arricchisce di nuovi ministri e il nostro presbiterio di nuovi fratelli. Per la potenza dello Spirito santo diventerete ministri di Cristo, che avete incontrato nella fede e avete riconosciuto come il Signore della vostra vita e dell’intera storia umana. Di lui e per lui voi già vivete. È lui il segreto della vostra felicità e della vostra speranza. Segreto nascosto nel profondo del vostro cuore, intima e consolante certezza della vostra coscienza. Non dimenticate che ogni ministro di Cristo è anzitutto testimone della sua risurrezione del Signore, come già un tempo i dodici che lo incontrarono vivo dopo la sua passione, cioè della sua vittoria sulla morte e quindi della vittoria della vita su tutto ciò che tende a soffocarla. Siete chiamati a mostrare la forza che viene dalla grazia di Dio, la speranza che sorge dalla fede, la verità di quella promessa di beatitudine che il Signore Gesù ha proclamato. Abbiate quest’ansia sincera e continua di mostrare al mondo che Dio ama la vita, che ne è la sorgente, che la custodisce e la promuove. “È in te la sorgente della vita – dice il salmo – nella tua luce vediamo la luce” (Sal 36, ).

Sappiate che di questa vita c’è grande desiderio. Dal nostro mondo sale come un grido silenzioso, che cioè qualcuno confermi l’origine divina di ciò che siamo in quanto uomini e donne, mostri le radici celesti della nostra dignità, renda evidente la bellezza del nostro esistere, il suo senso vero e ultimo.

Tutto ciò, oltre i confini asfittici di un consumismo alla fine freddo e insipido. Siamo tutti convinti che non possiamo esistere semplicemente per acquistare prodotti o per utilizzare strumenti sempre più tecnologici, eppure sembriamo come costretti a fare di tutto questo il nostro pensiero principale. Voi siate annunciatori della lieta notizia di una vita ariosa, luminosa, gioiosa, che attinge costantemente alla gloria di Dio, a quello splendore di bellezza che il Cristo risorto ha manifestato in mezzo a noi.

Non conformatevi – come raccomanda san Paolo nella Lettera ai Romani – agli schemi di un mondo che rischia di implodere perché edificato su ciò che è passeggero. Difendete la vita vostra e quella dei fratelli e delle sorelle a voi affidate, soprattutto dei più giovani, dalle illusioni di una mondanità che procede in una direzione che non convince. Siate amici di Dio, discepoli del Signore, amministratori dei suoi misteri; siate servitori del Vangelo, testimoni della vita nuova il cui segreto è l’amore umile e mite di Gesù. Affidatevi alla forza della Parola di Dio, coltivate la preghiera, amate i misteri di Cristo che celebrate a vostro beneficio e a beneficio del popolo di Dio, soprattutto l’Eucaristia.

E non abbiate paura. Il male è una realtà dolorosamente chiara, ma il bene è più forte e la Provvidenza di Dio sa trarre il bene anche dal male. Con il peccato delle origini è entrata nel mondo la maledizione: questo ci insegna la Scrittura. Ma la stessa Scrittura ci insegna anche che si tratta di una maledizione aggiunta, che non ha nel mondo diritto di cittadinanza. Noi siamo stati creati nella benedizione. Siate dunque testimoni della benedizione di Dio, della speranza di vita cui il Cristo ha dato compimento. La vostra presenza, la vostra parola, i vostri gesti siano dunque motivo di conforto per chi sente il peso della vita. Siete costituiti per grazia pastori della Chiesa: guidate dunque le nostre comunità cristiane facendole camminare nella carità, che diviene accoglienza amorevole, servizio generoso, comunione sincera. Così servirete la vita e la difenderete. La speranza del mondo è poggiata su una vera esperienza di redenzione, su una liberazione anzitutto interiore, capace di rinnovare la nostra socialità e di custodire la bellezze dei nostri reciproci legami.

Voglio concludere con una parola riassuntiva tanto preziosa quanto delicata: vorrei dirvi di camminare nella santità. La forma vera della vita è l’esistenza umana trasfigurata nella grazia, splendente della bellezza che proviene dal mistero trinitario. La santità è la vita di Dio divenuta anche nostra, il riflesso luminoso della gloria di Dio nel cammino della storia. La realtà più segreta della Chiesa è la comunione dei santi ed è confortante sapere che anche noi facciamo parte di una grande schiera di eletti. Ai santi che la Chiesa ufficialmente riconosce tali, si aggiungerà dal prossimo 14 ottobre anche Paolo VI. Ragazzo di queste terre bresciane, che chiamavano Battista e poi don Battista, divenuto il grande papa del Concilio, Paolo VI è un uomo che ha lasciato un segno nella sua epoca, ma per noi soprattutto è l’esempio luminoso di un uomo di fede, che ha unito in armonia grandezza e semplicità, lo stare in alto e lo stare in basso, l’umiltà del cuore e la finezza del tratto. Certo, tutto in lui ruotava intorno all’amore per il suo Signore, il Cristo a cui si era affidato e che amava con tutto il suo cuore, con sapienza e mitezza.

Vi auguro di imitarlo. Non necessariamente raggiungendo il soglio pontifico. La santità di quel cuore può essere la santità di ogni cuore. Lo sia anche per il vostro, a gloria di Dio e a salvezza di tante anime desiderose di incontrare lo splendore della verità.

Nuovi corpi illuminanti a led nella chiesa Parrocchiale

Con il mese di novembre la nostra chiesa ha finalmente un nuovo sistema di illuminazione: si sono infatti conclusi i lavori di sostituzione, punto per punto, dei corpi illuminanti esistenti con nuovi prodotti soluzione a Led.

Nuovi corpi illuminanti chiesa parrocchiale

Il risultato ottenuto, come previsto nel progetto illuminotecnico iniziale, è un’illuminazione meravigliosa che esalta e valorizza le ricchezze artistiche della nostra chiesa Abbaziale. In fase di progettazione si è voluta assicurare la corretta integrazione tra innovazione, funzionalità, risparmio energetico e facilità nella sostituzione di corpi illuminanti esistenti analizzando dapprima la fattibilità, il minimo impatto visivo ed il bisogno di valorizzare le opere sacre presenti. Con l’avvento delle sorgenti a Led è stata effettuata una scelta nell’ottica del risparmio energetico, con risultati visibili già dalla prima bolletta dell’energia elettrica e sulla durata della lampada, con una riduzione dei costi di manutenzione; nello specifico si è scelta una soluzione illuminotecnica con proiettori a luce calda orientati a luce diretta nella zona assemblea, presbiterio, altare, mensa, navate laterali e coro; mentre a luce calda indiretta per le volte. Con luce diretta mirata d’accento si è voluto far risaltare le opere d’arte presenti e l’allestimento proprio dei diversi tempi dell’anno liturgico. A completamento dell’opera è stato installato un pannello touch screen domotico (pannello interattivo) personalizzato che, grazie a diversi programmi progettati tramite software, permette di razionalizzare, controllare e scegliere l’illuminazione più adatta alle diverse celebrazioni liturgiche: una soluzione semplice, funzionale e intelligente per gestire i diversi scenari.

Nuovi corpi illuminanti chiesa parrocchiale

Nella realizzazione delle opere abbiamo eseguito l’automazione per l’apertura e chiusura delle finestre soprastanti l’assemblea e l’altare, collegate al sistema di gestione domotico, per permettere un ricircolo naturale dell’aria. È stato inoltre potenziato l’impianto di illuminazione di sicurezza ed emergenza per aumentare il livello di illuminazione in caso di black out con l’installazione di gruppo soccorritore autonomo. Per la realizzazione di tutte queste opere ci siamo affidati alla Ditta specializzata Mainetti Impianti elettrici di Leno la quale, con il proprio staff tecnico, ha elaborato lo studio di fattibilità, sviluppando il progetto illuminotecnico e illustrando dettagliatamente con tavole progettuali, prospetti e calcoli illuminotecnici la scelta dei prodotti da installare. Infine, scelto i prodotti, si è occupata dell’installazione, prove, programmazioni e collaudi finali dando una luce nuova alla nostra chiesa Abbaziale.

La Ditta ha mantenuto fede al progetto e al preventivo proposto e, dunque la spesa, già saldata, è risultata di € 44.000,00 (quarantaquattromila,00). Avendo, poi, scelto il sistema di gestione domotica, inizialmente non preventivato, dobbiamo aggiungere € 13.391,00 ( tredicimilatrecentonovantuno,00); inoltre, è stato installato un gruppo UPS di continuità, che interviene in caso di improvviso black out per permettere ad alcuni corpi di continuare ad illuminare e al microfono di continuare a funzionare per circa venti minuti, onde permettere la continuazione della celebrazione o l’evacuazione della chiesa. Il costo per questo è di € 2.500,00 (duemilacinquecento,00). Anche questo costo è da aggiungere. Inoltre sono state fatte alcune opere extra, che riguardano prese di corrente sui cornicioni, gli altari laterali, la sacrestia, la cappella di S. Giuseppe, il sottotetto, la scala di salita al sottotetto, e alcuni necessari adeguamenti alle normative vigenti. La spesa di questi ultimi interventi deve essere ancora quantificata. Ora la Ditta Mainetti è in grado di fornire una completa dichiarazione di conformità su tutto l’impianto elettrico della nostra chiesa parrocchiale ed è garante dell’impianto e dei corpi illuminanti.

Nuovi corpi illuminanti chiesa parrocchiale

Ricordiamo che la quasi totalità della spesa è stata saldata grazie all’eredità Offer Maria e all’eredità Zucchi Angela. E’ importante non dimenticare coloro che rendono possibile una vita comunitaria buona, anche grazie alla manutenzione degli ambienti della parrocchia. Si ricorda sempre che la nostra parrocchia non ha altri introiti per la gestione delle strutture e delle opere pastorali, liturgiche, di evangelizzazione e di catechesi se non le offerte liberali dei suoi fedeli, i quali, se davvero si sentono parte della comunità, sentono il dovere e la gioia di contribuire secondo le loro possibilità e di educare i figli a questo segno di partecipazione.

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Per questo va un grazie riconoscente a tutti coloro che con generosità corrispondono alla nostra parrocchia il loro contributo economico, naturalmente senza dimenticare coloro che, offrendo il loro volontariato, danno comunque modo alla parrocchia di contenere i costi di gestione: sia per le opere pastorali negli ambienti fisici, come per quelle spirituali, liturgiche, di evangelizzazione, caritative, ecc.
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