Noi ed il Covid-19

“La solitudine è come una lente d’ingrandimento: se sei solo e stai bene stai benissimo, se sei solo e stai male stai malissimo.”

Diceva bene Giacomo Leopardi: il Covid-19 ci ha travolti, tutti quanti, senza alcuna distinzione, ma i più fragili, fisicamente o emotivamente, sono quelli che ne hanno risentito di più!

Ricordo l’ultima volta che ci siamo riuniti, come sempre abbiamo ballato e cantato, d’altronde fare festa è la cosa che a noi riesce meglio…

Dopo quel pomeriggio più niente. Tutti noi, in particolare i nostri ragazzi, ci siamo ritrovati in quattro mura per più di sessanta giorni, smarriti e spesso senza poterci sentire accolti e parte di una comunità. Purtroppo qualche Amico ci ha lasciato e con noi rimane il ricordo di tanti sorrisi condivisi, abbracci sinceri, amicizia vera!

La tecnologia ci ha aiutati a sentirci un po’ meno soli: le videochiamate settimanali per un saluto, i videomessaggi da condividere per gli auguri della Santa Pasqua o per strappare un sorriso anche quando non si era proprio dell’umore…

Finalmente la primavera è arrivata, i fiori profumano l’aria ed il sole tramonta tardi…Non vediamo l’ora di ricostruire la nostra nuova normalità, sperando di non essere gli ultimi ad aprire i battenti.

In questo periodo di attesa, per tutto il mese di maggio, due educatrici saranno di supporto ai ragazzi a domicilio: con attività strutturate e qualche giretto dell’isolato, cercheremo di rendere la loro quotidianità e quella delle loro famiglie, un pò meno pesante!

l’Associazione Hamici è sempre presente e spera di poter riprendere al più presto il suo bellissimo servizio all’interno della comunità!

Claudia

ACLI Leno

Anche le Acli bresciane sono chiamate a riflettere sulle motivazioni del nostro operato come associazione di lavoratori. Si è iniziato con l’Assemblea Ordinaria dei Soci, presieduta dalla vicepresidente provinciale Stefania Romano, domenica 26 gennaio alle ore 10:00, che che ha previsto la discussione dei documenti programmatici, l’approvazione del bilancio di esercizio 2019, e l’elezione del consiglio di presidenza del circolo che è giunto alla fine del mandato.

Il 1° Maggio, giorno di festa per i lavoratori, dopo la S. Messa, ci sarà la distribuzione delle tessere seguita da un momento conviviale a cui siete tutti invitati.
Come consiglio uscente ringraziamo tutti i nostri tesserati per il loro caloroso sostegno che non è mai mancato, tutti coloro che in vari modi si sono adoperati per la buona riuscita delle iniziative che di volta in volta abbiamo proposto, tutti i partecipanti alle nostre attività e tutti coloro ci hanno aiutato e sostenuto soprattutto nel primo periodo del nostro mandato. Ricordiamo in particolare Don Giovanni Palamini, prezioso assistente spirituale, sempre disponibile a sostenerci e a spronarci nei momenti di difficoltà, Gianpaolo, segretario perfetto, e Giulia con Pietro, che con la loro grande esperienza e maturità ci hanno fatto da angeli custodi: grazie!

Siamo sicuri che il loro sostegno sarà garantito anche al nuovo Consiglio a cui facciamo i più sinceri auguri di buon lavoro per i prossimi quattro anni.
PS. Ricordiamo che nel mese di giugno riprendono le nostre passeggiate serali: fatevi trovare pronti e allenati!!!

Wilma Bonetti e il consiglio del circolo Acli di leno

Coronavirus: Regione Lombardia predispone ordinanza con disposizioni valide per tutto il territorio lombardo

Regione Lombardia, in relazione all’evolversi della diffusione del Coronavirus, sta predisponendo una Ordinanza, firmata dal presidente Attilio Fontana di concerto con il ministro della salute Roberto Speranza, valida per tutto il territorio lombardo. Il documento, non appena emanato, sarà trasmesso a tutti i Prefetti delle Province lombarde per la tempestiva comunicazione ai sindaci. L’ordinanza sarà efficace fino a un nuovo provvedimento.

Tra i provvedimenti previsti sono contemplati:

  1. la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico;
  2. sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per gli anziani ad esclusione degli specializzandi e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza;
  3. sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura;

L’ordinanza, i cui contenuti puntuali saranno resi noti nelle prossime ore, sarà soggetta a modifiche al seguito dell’evolversi dello scenario epidemiologico.

Raccomandiamo a tutti i cittadini di rispettare le misure igieniche per le malattie a diffusione respiratoria quali:

  1. lavarsi spesso le mani con soluzioni idroalcoliche,
  2. evitare i contatti ravvicinati con le persone che soffrono di infezioni respiratorie,
  3. non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani,
  4. coprirsi naso e bocca se si starnutisce o tossisce,
  5. non prendere antivirali o antibiotici se non prescritti,
  6. contattare il numero verde regionale solo per la zona di Codogno interessati dall’ordinanza 800.89.45.45 o il 112 se hai febbre o tosse o sei tornato dalla Cina da meno di 14 giorni.

Messa per mons. Morstabilini

Venerdì 26 luglio alle ore 18 in Cattedrale il vescovo Pierantonio Tremolada celebrerà la S. Messa nel 30° anniversario della morte di mons. Luigi Morstabilini.

Venerdì 26 luglio alle ore 18 in Cattedrale il vescovo Pierantonio Tremolada celebrerà la S. Messa nel 30° anniversario della morte di mons. Luigi Morstabilini.

Luigi Morstabilini, vescovo di Brescia dal 1964 al 1983, era originario dell’alta Val Seriana. Nasce a Ripa di Gromo il 15 settembre del 1907. Da ragazzo entra nel Seminario di Bergamo. In contemporanea con la teologia del Seminario frequenta la Scuola sociale di Bergamo, laureandosi nel 1930 in Scienze sociali. Viene ordinato a Bergamo il 30 maggio del 1931 e destinato come curato nella parrocchia cittadina di Boccaleone. L’anno seguente viene chiamato ad insegnare apologetica nel liceo del Seminario di Bergamo iniziando così un lungo servizio al Seminario. Dal 1944 al 1947 è assistente diocesano degli uomini di Azione Cattolica. Nel 1954 lascia l’insegnamento perché è nominato Pro Vicario generale della diocesi per il settore riguardante il clero e le attività cattoliche. Giovanni XXIII lo volle vescovo nella Diocesi di Veroli Frosinone. Eletto l’11 agosto del 1962, viene consacrato nella Cattedrale di Bergamo il 9 settembre dello stesso anno. L’8 ottobre del 1964 Paolo VI lo nomina a Brescia successore di mons. Tredici. In diocesi fa il suo ingresso l’8 dicembre. A Brescia il vescovo Morstabilini rimarrà 19 anni, tutti intensi di fatti, cambiamenti e trasformazioni. Prima di tutto la recezione del Concilio ecumenico Vaticano II. Testimoniano questo impegno le cinque lettere pastorali, scritte dal 1975 al 1979, sotto il comune titolo “Il cammino post-conciliare di una Chiesa locale”. Un altro capitolo va poi individuato nella sofferta decisione di portare a compimento il nuovo seminario Maria Immacolata. Modificando di poco il progetto iniziale, conclude l’impresa accettando anche l’impopolarità della tassazione alle parrocchie in proporzione al numero degli abitanti. La scelta è ripagata da anni ricchi di vocazioni: nel 1975 si arrivano ad ordinare 33 nuovi presbiteri. Accanto al tema del seminario nuovo va ricordato quello del seminario vecchio, palazzo Santangelo, che mons. Morstabilini vuole trasformato nel Centro pastorale Paolo VI. Un altro capitolo dell’episcopato di Morstabilini a Brescia è la visita pastorale, esperienza che lo impegna moltissimo. Una visita non più ispettiva e amministrativa ma dal tenore e sapore strettamente pastorale secondo il Concilio. Indetta l’11 aprile del 1971 viene iniziata a Precasaglio il 23 ottobre dello stesso anno e terminata a Boldeniga il 25 giugno del 1978. In sette anni vengono visitate tutte le 490 parrocchie della diocesi. Strettamente legato alla visita va ricordato il XXVIII Sinodo diocesano. Annunciato nell’ottobre del 1978, viene preparato da un anno sinodale e concluso con la celebrazione del Sinodo stesso il 7,8,9 dicembre del 1979. Il 21 novembre del 1981 viene presentato il libro sinodale dal titolo: “Per una Chiesa comunità che segue e annuncia Cristo”. Rilevante anche il capitolo missionario. In qualità di presidente della Commissione Cei per la cooperazione fra le Chiese e di membro della Sacra Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, Morstabilini ha avuto per le missioni una grande attenzione: ha favorito le partenze dei fidei donum, ha visitato più volte le missioni dove operavano bresciani nei vari continente e fra i migranti in Europa, ha sostenuto la missione diocesana di Kiremba. È stato infine Morstabilini ad accogliere la visita di Giovanni Paolo II a Concesio e Brescia in memoria di Paolo VI domenica 26 settembre del 1982. Il 7 aprile del 1983 mons. Mosrtabilini annuncia che il Papa ha accettato le sue dimissioni per raggiunti limiti di età e nello stesso tempo comunica l’elezione a vescovo di Brescia di mons. Bruno Foresti. Avvenuto il passaggio di consegne, si ritira a Scanzorosciate nei pressi di Bergamo, in un appartamento messo a disposizione dalle Suore Orsoline di Gandino. Socio effettivo dell’Ateneo di scienze, lettere e arti di Brescia dal 1968, diviene socio corrispondente a partire dal 1983. Dal 1983 al 1989 trascorre i suoi anni da quiescente. Il 26 luglio 1989 si spegne serenamente a Bergamo. I funerali si svolgono in cattedrale a Brescia il 29 luglio. Morstabilini è sepolto ai piedi del monumento a Paolo VI, il Papa del Concilio che lo aveva voluto pastore nella sua Brescia.

News dall’AIDO

Il gruppo AIDO “Giuseppe Pavia”  di Leno non si ferma mai e prosegue nella realizzazione delle iniziative che, in forme diverse, permettono di far conoscere l’Associazione e di diffondere il messaggio di sensibilizzazione alla donazione di organi.

La gita al lago di Braies è stata un’occasione per passare una giornata spensierata in buona compagnia, circondati da uno scenario incantevole: ringrazio pubblicamente tutti coloro che, ancora una volta, hanno risposto al nostro appello partecipando con entusiasmo all’iniziativa.

Sono certa che non mancherà risposta anche al Corso “Tutela di sé”, rivolto a tutte le donne e ragazze a partire dai 16 anni,  che prenderà il via a Leno il 13 settembre 2018:  8 lezioni di difesa personale tenute da SAGIDO.COM Progetto Donna, che ci faranno scoprire tecniche interessanti per affrontare le situazioni di pericolo e di emergenza in tutta sicurezza. Il corso si svolgerà presso la sede della Croce Bianca Dominato Leonense in via Brescia 40 a Leno (info: 3331582024 Giulia – 3333675115 Rita).

Infine, a nome mio e del direttivo, menzioni di merito a due volontari del nostro gruppo che si sono contraddistinti in settori diversi, ma che ci rendono ugualmente orgogliosi del percorso che abbiamo intrapreso insieme:

  • la nostra vice presidente Samantha Robecchi ha pubblicato il suo ultimo successo musicale “Sincronicità”:  la dimostrazione che, anche fra lavoro, casa, famiglia, associazione… inseguire i propri sogni e le proprie passioni è questione di volontà;
  • il nostro vice presidente onorario Ivano Saletti, trapiantato di cuore da oltre tredici anni, ha conquistato 3 medaglie d’oro e 2 d’argento nelle discipline di ciclismo e podismo ai Campionati Europei per trapiantati di cuore e polmone di Lignano Sabbiadoro: una importante testimonianza di impegno e perseveranza, che ha valore sia per il risultato agonistico in sé, sia come conferma che, dopo il trapianto di un organo, si può tornare ad una vita attiva e sportiva.

Complimenti vivissimi!!!

La presidente
Giulia Beschi

Il diritto ad essere informati

I media tra disintermediazione e la sfida per una comunicazione a servizio della verità.
Intervento del Vescovo Pierantonio Tremolada nell’incontro con i giornalisti presso il Centro Pastorale Paolo VI, 23 gennaio 2018

Vedo tre caratteristiche attuali dell’informazione:

  • velocità di comunicazione e inondazione di notizie;
  • “disintermediazione”: tendenza cioè a escludere la mediazione, ricercando l’accesso diretto alle fonti e il filo diretto con i destinatari;
  • carenza di controllo sulle informazioni e incognita sulla veridicità delle fonti.

Tutto viene percepito come una sorta di rumore (non di suono), difficile da decifrare e che facilmente lascia spazio alle cosiddette fake news, cioè a notizie prive di fondamento. Il rischio è questo: che manchi la profondità e quindi la rilevanza dell’informazione in ordine alla vita. In questo modo, difficilmente l’informazione produce un incremento “culturale”, cioè un sapere che deriva da ciò che accade e consente di vivere sempre meglio.
Un paradosso del momento attuale:

Abbiamo a disposizione una enorme quantità di informazioni, almeno in teoria, ma abbiamo una minore capacità di comprendere cosa sta accadendo e cosa sta per accadere… La quantità di informazione non va di pari passo con la quantità di conoscenza, anzi sta diventando inversamente proporzionale.

(Z. Baumann)

L’informazione dovrebbe sempre portare con sé la comprensione di quanto succede e questo suppone che chi trasmette notizie si impegni onestamente a offrire anche un’interpretazione dei fatti. Il compito di chi fa giornalismo è questo: aiutare a capire ciò che accade, valutandolo e raccontandolo. È ciò che fa lo storico sul lungo termine. Il giornalista lo fa nel breve termine, dentro il flusso del processo, mentre cioè la storia è ancora in corso, mentre si sta nel cantiere. Tuttavia di interpretazione si tratta. La stessa cronaca porta in sé, nel modo stesso di riferire la notizia, cioè nella pur ridotta dimensione del narrare che è propria della cronaca, l’interpretazione di ciò che è accaduto. Di questo è giusto essere pienamente consapevoli. È ciò che avviene in modo evidente negli editoriali sui grandi eventi o sui macro fenomeni in corso; in modo forse meno immediato ed esplicito, tuttavia lo stesso avviene anche negli articoli di cronaca sulle vicende della città e dei paesi.

La distinzione tipica del giornalismo tra opinionisti e cronisti è legittima e del tutto comprensibile, tuttavia, sia gli uni che gli altri – appunto in quanto giornalisti – sono chiamati a fornire, pur in modo differente, una lettura dei fatti. Ognuno che scrive mette in gioco la sua personale interpretazione degli avvenimenti e se ne rende perciò pubblicamente responsabile, offrendo ai destinatari della sua comunicazione la propria visione delle cose e introducendola nel circolo del vissuto sociale con inevitabili effetti positivi o negativi.

Si tratta di un’interpretazione che riguarda il quotidiano ma che non è affatto banale. Essa richiede una dote piuttosto rara, cioè la capacità di valutare quanto sta accadendo giorno per giorno in modo non superficiale, fornendo chiavi di letture non di parte, sulla base di una propria visione della vita che si presume consapevole, riflessa, coscienziosa, onesta, profonda. In una parola, si tratta di offrire una lettura sapienziale del quotidiano, che contribuisca a coglierne positivamente il senso, nella sua inevitabile dialettica e complessità, a sostegno di una socialità armonica e vitale. Una lettura che cresce di spessore con tempo e con l’esperienza stessa.

Se è vero che oggi, a mediare tra le notizie e lettori sono sempre meno i giornalisti (poiché si cerca il filo diretto tra fonti e destinatari dell’informazione = “disintermediazione”), resta vero – a mio giudizio – che il ruolo del giornalista non cambia. Pur dentro uno scenario che di fatto tende ad annullare le mediazioni, credo che per il fruitore di informazioni rimanga intatto il bisogno di avere qualcuno di cui potersi fidare, che di fronte all’inondazione e alla velocità delle notizie aiuti a non sentirsi smarrito. La stessa selezione delle notizie diventa importante; poi viene l’interpretazione presentata in modo da favorire la comprensione dei fatti, interpretazione che è fondata sull’onestà e la serietà di chi svolge il suo compito di informatore con coscienza, sensibilità e professionalità. Questo, credo, ci si debba aspettare da un giornalista.

L’esigenza è quella di essere veramente informati e istruiti su ciò che sta accadendo, a fronte di un’alluvione di notizie che rischia di non lasciare traccia.

L’accesso immediato alle fonti e il contatto diretto con i destinatario dell’informazione produce l’effetto tzunami: tutto viene semplicemente presentato o meglio riversato sul soggetto, senza un minimo di ordine, senza impegnarsi a distinguere secondo criteri di rilevanza e di valore, come si trattasse di prodotti esposti alla rinfusa su enormi tavoli all’attenzione di chi fosse interessato.

Così, schematicamente, credo si possa dire che da un giornalista di ci attende un contributo che ha quattro caratteristiche sostanziali:

  • una selezione intelligente delle notizie
  • una comunicazione onesta dei fatti
  • un’interpretazione profonda degli stessi
  • un’intenzione costruttiva nel modo di presentarli.

Assistiamo al crescente primato dell’informazione personalizzata. Questa potrebbe essere una chiave di lettura per comprendere il presente e il futuro del giornalismo. Si potrebbe intendere l’informazione personalizzata anzitutto nel senso di una informazione affidabile di cui ciascuno personalmente avverte l’esigenza. Che si scelga Facebook o la carta stampata, You Tube o il giornale radio, sarà sempre apprezzato e quindi convincente lo stile proprio del vero giornalismo, con le sue due principali caratteristiche del selezionare con intelligenza e dell’interpretare con profondità e in modo costruttivo. La qualità dei contenuti sarà sempre decisiva, anche per il momento attuale. Essa dipenderà dal coraggio e dalla serietà nel vagliare e offrire ciò che è di reale utilità al destinatario della comunicazione, senza escludere anche eventi in sé negativi ma certo privilegiando quelli positivi; dall’arte di raccontare in modo sapiente quanto accade e di condividere con lucidità ed eleganza il proprio pensiero; dall’onestà nel riferire con chiarezza e per il bene comune tutto ciò, e soltanto ciò, che in coscienza è ritenuto vero; dalla capacità di farlo con quella giusta dose di umorismo e di creatività che permettono a chi ascolta di sentirsi arricchito e insieme allietato.

Mentre vi ringrazio per il compito che svolgete, vi auguro di proseguirlo rendendolo sempre più conforme alla preziosa finalità che possiede e volentieri invoco su di voi la benedizione del Signore.

L’Oratorio su Telegram

Da un po’ di tempo Telegram è emerso tra le app/programmi di messaggistica grazie alla disponibilità su praticamente tutti i dispositivi (computer, smartphone e tablet) e a delle funzionalità molto interessanti. Una in particolare è quella di poter creare dei bot, ossia dei “risponditori” automatici. La funzione di questi bot è quella di rispondere a delle domande, o meglio, a dei comandi impartiti dall’utente.

Anche l’Oratorio ora ha un bot ufficiale, lo potete trovare qui @oratorioleno_bot.

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