Angeli negri

Pittore, ti voglio parlare
Mentre dipingi un altare.
Io sono un povero negro
E d’una cosa ti prego.

Pur se la Vergine è bianca
Fammi un angelo negro…
Tutti i bimbi vanno in cielo
Anche se son solo negri.

Lo so, dipingi con amor
Perchè disprezzi il mio color?
Se vede bimbi negri
Iddio sorride a loro.

Non sono che un povero negro,
Ma nel Signore io credo,
E so che tiene d’accanto
Anche i negri che hanno pianto.

Fausto Leali

Mi sveglio ed un suono dolce, quasi familiare mi sorprende. É una canzone degli anni sessanta che avevo dimenticato.

La prima sensazione è quanto fosse diversa dalle canzoni urlate dei nostri tempi, anche se l’interpretazione di Fausto Leali la rendeva incisiva. Il testo, riportato all’inizio, era all’avanguardia per quegli anni e raccontava una sensibilità che oggi non possediamo. Ogni bimbo che nasce sulla terra è un angioletto che scende dal cielo per sbocciare nelle sue particolarità e potenzialità.

Oggi doniamo ai nostri bimbi tante cose ma non l’essenziale per affrontare la vita. A tale proposito, avvicinandosi il Natale, ci comportiamo allo stesso modo. Al centro di queste festività non c’è più quel bimbo nato in una grotta ed il significato profondo di questa nascita. Troppe luci, colori e voglia di “fare semplicemente festa”.

A tutti Buon Natale