Venne nel mondo la Luce vera

Ci avviciniamo alla fine dell’anno ed è tempo di tirare le somme riguardo a questo 2017.

Pensando a questo periodo dello scorso anno mi accorgo che molte cose si trasformano ma sotto sotto restano sempre le stesse: in un articolo simile a questo scrivevo di come era stato aggiornato il sito e dei progetti che avevamo per il nuovo anno, e ora sto per fare lo stesso. Certo sono cambiati i contenuti, ma l’idea di fondo è che se siamo qui ora a scrivere di tutto (o meglio di una piccola parte) quello che è successo in questo anno è anche grazie ai ragazzi che compongono l’Area Comunicazione e che durante l’anno, a volte anche controvoglia ma spinti dal quel “è giusto farlo“, hanno preparato i testi, le immagini ed i video che ci hanno accompagnato. Non nascondo il fatto che ci sono stati momenti pesanti, di quelli che ti fanno dire “chi me l’ha fatto fare?“, ma il lavorare in e con un gruppo ci hanno aiutati a uscirne meglio di come ne eravamo entrati.

Il progetto più grande che ci ha coinvolti durante questo 2017, e del quale una parte si sta concludendo proprio in questi giorni, è stata la ricostruzione dell’archivio, che potete consultare qui.

Sono state inserite e pubblicate più di 13.000 immagini, alcune risalenti all’inizio degli anni ’80, che racchiudono una parte della storia della nostra comunità. Nella prima parte del prossimo anno completeremo la pubblicazione delle ultime fotografie, ma possiamo considerare questa sezione praticamente finita. Ora ci concentreremo sulle vecchie edizioni de “La Badia”: oltre a creare una copia digitale di ogni numero gli articoli verranno trascritti in modo da poter essere inseriti nell’archivio pubblicato sul sito ed essere facilmente consultabili.
Sui filmati abbiamo fatto un lavoro di rifinitura: anche grazie all’acquisto di una videocamera semiprofessionale abbiamo migliorato la qualità dei video. Oltre all’aspetto tecnico abbiamo lavorato anche su altri particolari, come la composizione e la luce, per continuare a migliorarci e creare prodotti che si distaccano dalla maggior parte del materiale pubblicato da altri enti.

Il mio auspicio è che questo trend di crescita continui, in modo da portarci continuamente ad affrontare nuovi impegni e sfide, che sono alla fine quello che ci fa crescere.

Buon Natale dai ragazzi dell’Area Comunicazione!

Santo Natale: invito alla gioia e alla cooperazione

La ricorrenza del Santo Natale invita a meditare nella gioia la grandezza dell’Amore infinito di un “Dio che si fa carne, perché noi carne possiamo essere elevati a figli di Dio e partecipare alla Sua eredità eterna”. S. Cipriano afferma: “Ciò che l’uomo è, Cristo volle essere, affinché l’uomo potesse essere ciò che Cristo è”.

É un segno strano quello che gli angeli indicano ai pastori: “Troverete un bambino adagiato in una mangiatoia”. Ma è un “Bambino” che rivoluziona tutti i calcoli umani, che muta l’ordine dei valori stabiliti dall’egoismo e dalla superbia degli uomini. Il piccolo, infatti, diventerà simbolo di grandezza, il debole simbolo di fortezza, il povero simbolo di ricchezza. Ed è proprio in questa esigenza di conversione, di mutamento di pensieri e di valori che noi troviamo un invito alla gioia. Oserei dire che il Santo Natale _ come del resto la Pasqua _ è in modo particolare motivo e causa di gioia per chi soffre, tenuto per “piccolo, debole, povero” dalla società, ed invece in Cristo incarnato partecipa ad una “grandezza, fortezza e ricchezza” che supera ogni misura umana. É un invito alla gioia, perché il Natale è “Cristo che viene nel mondo per vivere le sorti dell’intera umanità… per riflettere ed emanare da Sé quanto di umano e di divino ha destinato a nostro conforto, a nostro esempio, a nostra salvezza” (Paolo VI).

É un invito alla gioia perché è giorno di liberazione e di salvezza. Il divino Bambino viene, infatti, a liberarci dai vincoli delle nostre colpe, che ci costringono ad una piccola e limitata statura di figli di Dio. Il Salmista canta questo mistero di libertà: “si allietino i cieli ed esulti la terra al cospetto di Dio perché viene” (Sal 90). E’ un invito alla gioia perché viene la Luce, la Luce vera che pone fine all’oscurità della notte, che illumina ogni nostro soffrire, che illumina ogni uomo che viene in questo mondo, basta che sia animato dalla buona volontà di accoglierla. Il Natale è pure un invito all’amore.

Con la Sua venuta, il Bambino di Betlemme, porta con il dono di Se stesso, l’amore di cui abbiamo bisogno e, riannodando i nostri rapporti con il Padre celeste, ci rende uguali e fratelli tra noi. É anche un invito all’umiltà ed all’offerta. Facendosi carne Egli santifica e benedice le cose della terra, della vita, comprese le sofferenze che, per Suo intervento, “non sono più soltanto dispersione e strazio della vita. Cristo le ha trasformate in moneta di acquisto, in mezzo di riscatto, in pegno di resurrezione e di vita” (Paolo VI). Ma il Santo Natale, per molti, è anche giorno di tristezza e di nostalgia. Forse chi sente dalla voce di Cristo un richiamo al rinnovamento interiore e al pentimento e non l’ascolta; chi gioca al compromesso e vuol servire a due padroni, cercando scuse meschine per giustificarsi; chi, per interesse, si mette contro Dio. Chi è irretito da questi atteggiamenti non può godere la gioia del Natale. Per coloro che non accolgono la Luce non ci può essere che profonda tristezza e nostalgia. Di fronte a queste realtà domandiamoci: come possiamo aderire all’invito del Bambino di Betlemme e che cosa possiamo e dobbiamo fare per questi fratelli che non riescono ad uscire dalle tenebre. All’invito dobbiamo aderire come pastori.

Anche noi, come loro, dobbiamo andare al “Cristo Bambino” in fretta, con gioia, con fiducia, desiderosi di conoscerLo sempre di più, per amarLo, per metterci a Sua totale disposizione, per diventare nelle sue mani strumenti di amore e di gioia per gli altri. Di fronte all’amara constatazione delle tenebre che avvolgono ancora tanti fratelli, ricordiamo le parole che Paolo VI ha rivolto ad un gruppo di ammalati il 22 aprile 1972: “Ecco la raccomandazione che vi facciamo: sì, rimanete sempre in più intima comunione non solo con Cristo, ma col Suo Corpo Mistico, che è la Chiesa. Voi nella Chiesa avete la vostra missione come un prete ha la missione di confessare, di predicare, di dire la Messa. Chi soffre ha la missione di dare la sua sofferenza per gli altri”. Non meno significativi sono gli altri interventi, che nel corso del proprio lungo pontificato, Giovanni Paolo II ha rivolto alle persone ammalate e sofferenti. In esse ritorna con insistenza il riferimento a Cristo, che con la sua sofferenza e la sua morte, prese su di Sé tutta l’umana sofferenza, conferendo ad essa un nuovo valore. Di fatto – ricorda il Santo Padre – Egli chiama ogni ammalato, chiama ogni persona che soffre, a collaborare con Lui nella salvezza del mondo. Cogliamo allora con generoso slancio l’invito che ci rivolge il Padre e Fondatore del CVS e dei SOdC, il servo di Dio monsignor Novarese: “Se anche l’umanità non comprende il tuo sacrificio, non importa; continua a gettare fasci di luce su questa umanità e vedrai che poco alla volta il mondo si riscalderà e si orienterà a Gesù ed avremo, così la gioia di avere contribuito a salvarlo, noi che eravamo stimati gli ultimi della società”. Stringiamoci intorno al Cristo mistico ed offriamo con generosità e gioia tutte le nostre sofferenze, le nostre difficoltà, le nostre fatiche, dopo averle rese preziose con la vita di grazia.

A cura di Maria Piccoli

Elisa e il senso del Natale

“Preparati ad accendere il Natale!” La frase, intercettata da un televisore acceso, attira l’attenzione di Elisa: è un bel pensiero su cui meditare, visto che il Natale è alle porte. Interessata, prolunga la sua attenzione per saperne di più… La frase è solo uno slogan pubblicitario di un grande emporio  d’arredamenti e suppellettili molto noto. Elisa è perplessa. Usare le festività  natalizie per scopi commerciali la mette a disagio. É cresciuta guardando al Natale nel suo vero significato. Da bimba c’era la magica atmosfera dell’attesa, non dei regali, per quelli ci aveva già pensato S. Lucia, ma di quel bimbo speciale che i racconti di mamma e nonne le avevano reso vicino e familiare. Poi, Natale dopo Natale, rispondendo a domande che la vita pone ed approfondendo molti perché, aveva scoperto di amare quel bambino, nato grazie al “sì” di una giovane donna e alla fede di un uomo che volle essergli padre sulla terra. Tuttora, il Natale accende in Elisa stupore ed emozione che  l’impensabile strategia di un Dio, che volle farsi uomo per essergli vicino, le procura. Oggi, la sensazione di Elisa è che il vero e profondo significato del Natale sia ormai desueto anche per molti che si dicono credenti: altre connotazioni più scenografiche, più superficiali, han preso il suo posto. La famiglia del presepe, unico segno della tradizione natalizia che ancora resiste e che potrebbe parlare anche ai non credenti, è un bel quadretto da vedere e tale rimane.  Come si può guardare serenamente ad una famiglia ideale quando la realtà ci presenta famiglie che la società non valorizza, anzi, abbandona a se stesse?

Elisa sente spesso giovani genitori affermare che dare la vita a dei bimbi è oggi un atto egoistico, considerando in che mondo dovrebbero crescere! É un pessimismo dilagante, devastante… ma bisogna far festa per non pensare, per evadere, azzarda Elisa. Allora si usi pure il Natale per vendere più regali, più decorazioni, più luci… Le luci si accenderanno. Il Natale no.

Jingle Quiz 2017

Torna anche quest’anno il Jingle Quiz, la sfida per i bambini e ragazzi fino ai 14 anni che si svolge nel periodo della novena di Natale, subito dopo la preghiera serale!

Regolamento

  • Viene posta una domanda a carattere religioso ai ragazzi (fino a 14 anni), i quali devono rispondere al cellulare di don Ciro (3293822142).
  • Vengono premiati i primi 10 sms ricevuti in ordine di tempo: il primo riceverà 10 punti, il secondo 9… e via a scalare.
  • Sono validi solo gli sms che contengono nome e cognome del ragazzo.
  • Ogni sera viene annunciato il vincitore e i punteggi della serata precedente.
  • Il gioco termina il 23 dicembre sera.
  • Il giorno di Natale i primi 5 classificati possono ritirare i premi in sacrestia.

Classifica

52 Braga Letizia e Agnese
51 Lò Federico e Alessandra
50 Benvenuti Matteo e Matilde
44 Berardi Giulia
43 Bonazza Davide
40 Dagani Emma
40 Malagni Anna e Alessandra
35 Lazzari Catia
34 Bottelli Vera
17 Rizzi Sofia e Angelica
15 Gallina Giulia
11 Belleri Michele
4 Bertola Matteo

I vincitori potranno ritirare il premio in sagrestia, dopo le messe di Natale e S. Stefano.

Concorso dei Presepi – Natale 2017

In memoria di Luigi Bolentini

Torna il concorso dei presepi organizzato dall’Oratorio!

Iscrizioni entro il 17 dicembre compilando il modulo ritirabile presso il bar dell’oratorio oppure scaricabile assieme al regolamento di seguito a questo articolo.

Il concorso prevede due fasce di partecipazione differenziata per età:

  • Fascia 1: partecipanti fino ai 13 anni di età;
  • Fascia 2: partecipanti oltre i 13 anni di età.

Regolamento

  • Art. 1 – La Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo attraverso l’Oratorio San Luigi, organizza un concorso volto a promuovere dei manufatti che rappresentino la tradizione del presepe interpretata attraverso una forma d’arte a scelta. Il presepe deve essere rispettoso della tradizione popolare e cattolica;
  • Art. 2 – Il concorso è rivolto ai residenti nel Comune di Leno, secondo due fasce di partecipazione: la prima fascia per le persone fino ai 13 anni di età e la seconda fascia per le persone oltre i 13 anni di età. Possono, però, prendere parte all’iniziativa ma senza concorrere anche le fa iglie, associazioni o persone che vivono nello stesso condominio, gruppi sportivi ecc.
  • Art. 3 – La partecipazione al concorso è gratuita e implica un’iscrizione solo per motivi organizzativi compilando il modulo iscrizione reperibile su www.oratorioleno.it o presso l’Oratorio San Luigi. Il modulo di iscrizione deve essere consegnato in Oratorio entro domenica 17 dicembre 2018. L’ iscrizione implica l’accettazione del presente regolamento e l’autorizzazione all’utilizzo dei dati personali ai sensi del D.lgs 196/2003 sulla privacy. I dati personali inviati non verranno divulgati, ma saranno conservati dalla Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo .
  • Art. 4 – Il presepe dovrà essere allestito entro il 17 dicembre 2017 e rimanere allestito almeno fino all’08 gennaio 2018 per permettere agli organizzatori di visionarlo.
  • Art. 5 – Durante il periodo di esposizione del presepe, uno o più membri del gruppo degli organizzatori si recherà a visionare il presepe in data da concordare. Durante la visita verranno effettuate delle fotografie. Un elenco di nominativi delle persone addette alla visione del presepe verrà comunicato al momento dell’iscrizione. Nessun altro sarà autorizzato a visionare il presepe a scopo valutativo.
  • Art. 6 – Le fotografie potranno essere inserite sul sito internet www.oratorioleno.it. Il partecipante, pertanto, accetta che le fotografie del suo presepe vengano pubblicate su internet senza rivendicare alcun diritto.
  • Art. 7 – Per la costruzione dei presepi può essere impiegata ogni specie di materiale, tranne quelli ritenuti dichiaratamente pericolosi per l’incolumità delle persone. Gli organizzatori non rispondono, comunque, di qualsiasi incidente legato alla costruzione del presepe medesimo.
  • Art. 8 – I vincitori delle rispettive fasce di partecipazione verranno menzionati in un articolo dedicato sul bollettino parrocchiale: “La Badia” e sul sito internet: www.oratorioleno.it. Non vi saranno altri tipi di premi per i partecipanti.

Scarica il modulo di iscrizione

Vai alla pagina Archivio per guardare le immagini delle scorse edizioni!

Tanto fatto… tanto da fare per continuare

Quante persone ci hanno dimostrato che questi primi quindici anni sono stati molto proficui. Abbiamo fatto e dato tanto a tante persone, con amore e semplicità; ai nostri ragazzi esperienze indimenticabili di comunità e aggregazione; ultima bellissima, Telfes, con il gruppo Famiglie adorabili, che hanno capito accettato e… come una famiglia superato ciò che si vede e non si vede. GRAZIEEEEEE.

A settembre, sono riprese con entusiasmo tutte le nostre attività: il venerdì dalle  20.00 – 22.30 palestra con le varie attività; il sabato pomeriggio laboratorio di teatro sociale e la sera un buon caffè in sede e le nostre uscite alternative; le domeniche con di tutto un po’ dalle uscite “fuori porta” alle “domeniche diverse”; ma è nei pomeriggi attivi di lunedì e mercoledì dove si sente un ronzio di api operaie sempre in fermento per preparare i lavoretti che andremo  a proporre nei vari mercatini di Natale,  con il ricavato sosteniamo i “pomeriggi attivi” dei nostri ragazzi e da quest’anno una novità il  “baskin” gioco e regole di squadra molto entusiasmanti.

Insomma che dire, la vita in sede e fuori dell’associazione Hamici è intensa, servono sempre volontari propositivi per le nostre attività. Colgo l’occasione per ringraziare tutti i volontari, i ragazzi, i famigliari e il direttivo per quanto fatto finora, un augurio di buone feste. Volevo terminare come nelle favole ringraziando tutti i sostenitori di Hamici e dire che anche le gocce da noi sono importanti. In particolare ringraziare di cuore gli eredi delle Signore Penna Liliana e Teresa per la donazione da loro effettuata a nostro favore a sostegno delle attività associative.

L’ associazione Hamici augura un sereno Natale e un felice anno nuovo.

Per informazioni tel. 3408728139

Natale: Gesù, il missionario del Padre, ci chiama a condividere la Sua missione

La lettera agli Ebrei, nel presentare il sacerdozio di Gesù, attribuisce a Lui la disponibilità a Dio Padre, dichiarata nel Salmo 40: “Allora io dissi: Ecco, io vengo – nel rotolo del libro è stato scritto di me – o Dio, per fare la tua volontà”. E il rotolo del libro a cui si riferisce il Salmo potrebbe essere il testo che riporta la vocazione del profeta Isaia: “Poi udii la voce del Signore che diceva: Chi manderò? Chi andrà per noi? – Io risposi: Eccomi, Signore, manda me!”. Come un dialogo all’interno della Trinità, che ci fa comprendere come, per salvare l’umanità dalla sua caduta nel peccato, dalla sua miseria, dalla sua morte, è necessario che Uno dall’interno della Trinità accetti di compiere una missione d’amore, che gli chiede di abbandonare il seno del Padre e, da Tutto che è, “annichilisca se stesso”, si faccia “nulla” per diventare simile agli uomini e renderli finalmente partecipi del “Tutto” che è Dio.

Chi si rende disponibile a questa missione accetta di distanziarsi da Dio, come in un esilio, e di fare esperienza di morte, perché tale è l’esistenza lontana da Dio.

E il Figlio, per amore e nell’esercizio pieno della sua libertà, sceglie la strada del dono di sé, anche se ciò Gli chiede lo “svuotamento di sé” (Fil 2,7), l’esilio per un tempo dalla sua divinità e l’immersione in una umanità che è separata da Dio, avendo dubitato del suo amore e essendo caduta nel peccato.

L’offerta da parte del Figlio, dunque, si attua nella consapevolezza che dal momento del “sì” al Padre inizia la sua passione e la sua morte, che consiste nella sua lontananza, nel suo esilio rispetto alla Trinità. Dal concepimento nel grembo della Vergine Maria, il “sì” del Figlio, che è obbedienza al Padre, diventa “via crucis”, passione e morte, per far morire in sé il seme dell’umanità peccatrice, affinché questo stesso seme possa germinare a vita nuova non solo per sé, ma per tutta l’umanità.

Gesù accoglie questa missione perché ama il Padre e nel Padre ama l’umanità, che è nata dall’eccedenza del suo amore. Egli si carica dell’amore e della potenza dello Spirito Santo e accetta la “sfida” dell’incarnazione.

Tale è il suo amore: Gesù si fa missionario, offrendosi liberamente al Padre e allontanandosi da Lui, accettando il rischio del rifiuto purché si compia, proprio nel rifiuto dell’umanità, il progetto di salvezza, che consiste nel ritornare al Padre, portando con sé i “prigionieri” liberati: gli uomini schiavi del peccato e della morte, liberati grazie al suo supremo gesto d’amore.

E tutta la missione di Gesù è segnata dal rifiuto: deve nascere in una povera grotta, perché nessuno vuole alloggiare la madre partoriente; è deposto nella paglia, perché per lui non c’è una culla; è adorato dai pastori e dai Magi perché nessuno dei ricchi e dei potenti riconosce in Lui l’’amore di Dio; deve fuggire in Egitto perché Erode, pur non conoscendo la natura della sua regalità, rifiuta un potenziale antagonista; deve fuggire dalla sua città perché i suoi compaesani rifiutano di riconoscere che uno di loro si definisca l’Unto del Signore; è rifiutato dai capi del popolo, dagli scribi, dai farisei, dai dottori della legge e da loro definito “figlio di prostituzione” … E’ riconosciuto solo dagli “scartati e dai rifiutati” della società ebraica: lebbrosi, storpi, ciechi, pubblicani, poveri, peccatori, pagani. Essi lo riconoscono amico e fratello di “sventura” e gradualmente imparano a riconoscerne la divinità: uno “di” loro, uno “per” loro. Uno che “in luogo della gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e ora siede alla destra del trono di Dio” (Ebr 12,2).

Mentre ci apprestiamo a celebrare il Natale, domandiamoci da quale parte siamo noi: dalla parte di chi rifiuta il “Verbo fatto carne” o dalla parte di chi lo accoglie? Se lo accogliamo dobbiamo prepararci ad accettare la missione che il Padre gli ha affidato e che Lui ha affidato alla sua Chiesa. E ciò comporta la disponibilità a condividere la situazione del “rifiutato”, dello “sventurato”, dell’ “emarginato”, del “perseguitato”, del “fuori tempo”, del “fuori di sé” …. E’ forse per questo che tanti che si dicono cristiani oggi non se la se sentono di scommettere la vita su questa fede, perché vivere nel rifiuto da parte di una cultura, di una generazione di uomini, della storia contemporanea non è certo una cosa esaltante … non lo è stato neanche per Gesù. Ma se vogliamo contribuire a salvare la storia degli uomini, la nostra generazione; se vogliamo garantire all’umanità di non essere ingoiata per sempre nella morte, allora non c’è altra strada che quella percorsa da Gesù: “Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo” (Ebr 12,3).

Ecco perché la nostra parrocchia, continuando il cammino sul tema della missionarietà, è impegnata a conoscere approfonditamente il nostro territorio e chi lo abita e ad approfondire il suo impegno missionario, senza vergogna, senza paura, senza rispondere col rifiuto a chi ci rifiuta, rifiutando di vivere superficialmente la vita cristiana e la nostra appartenenza a Cristo nella Chiesa. Sarebbe ipocrita celebrare il Natale, confessarsi e fare la comunione in quel giorno, se non ci fosse in ciascuno una forte volontà di rinnovamento, di provare a vivere con impegno la fede e non soltanto a professarla con le labbra, e di vivere da autentici missionari di Gesù nella famiglia, nella scuola, sul lavoro, fra gli amici … magari sperimentando lo stesso rifiuto che ha sperimentato Gesù a causa del suo Vangelo. Allora sentiremo vive in noi le parole stesse di Gesù: “Un discepolo non è più grande del suo maestro, né un servo è più grande del suo signore. Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più quelli della sua famiglia! Ma voi non abbiate paura … Chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato! (Mt 12,22.24-26). Chi accoglie voi accoglie me e chi accoglie me accoglie Colui che mi ha mandato (Gv 13,20)”. Solo allora ci sentiremo pienamente cristiani, accomunati alla stessa vita e alla stessa missione di Gesù. E, prendendo tra le braccia il Bambinello del presepio potremo riconoscere il Figlio di Dio fatto uomo per amore dell’umanità e noi accomunati al suo gesto d’amore.

BUON NATALE

Novena di Natale 2017

Dal 16 al 24 dicembre torna la Novena di Natale!

Tutte le sere a partire dalle ore 19.45 sulla radio parrocchiale (102.6 MHz) saremo guidati nella preghiera che ci condurrà fino al Natale. La prima parte, che potete scaricare di seguito, sarà comune a tutte le sere, mentre la seconda parte sarà variabile ed animata da alcuni membri della nostra comunità.

Novena di Natale 2017 parte comune iniziale

Rappresentazione della Natività – ICFR I anno

La ripresa dello spettacolo sulla Natività messo in scena dai bambini del primo anno del cammino ICFR alla fine dell’incontro di domenica 27 novembre.