Esposizione del Tesoro delle Sante Croci

Quest’anno la festività del 14 settembre, Festa Liturgica dell’Esaltazione della Santa Croce, si collega all’evento storico del 10 aprile quando la Reliquia Insigne è stata portata in processione da mons. Tremolada per chiedere protezione per la nostra città, ripetendo, proprio in occasione dei 500 anni della Compagnia, una tradizione secolare. Nel cuore di ciascuno c’è l’immagine del Vescovo con la mascherina che, da solo, procede per le vie del centro e benedice Brescia con la Reliquia della Santa Croce. Come da tradizione, la Compagnia dei Custodi delle Sante Croci celebra solennemente la Festività dell’Esaltazione della Santa Croce esponendo l’intero Tesoro, “Gloria immortale, splendore eterno, presidio, speranza e aiuto della Città in ogni pericolo”. In occasione del Giubileo Straordinario, per celebrare i 500 anni di fondazione della Compagnia, i confratelli Cesare Monaco, Michele Tobanelli e Claudio Bugatti hanno realizzato i nuovi supporti in ferro e bronzo su cui poggerà il Tesoro, che sarà valorizzato da una nuova illuminazione studiata appositamente per esaltarne le caratteristiche artistiche. Anche la Cappella delle Sante Croci, in Duomo Vecchio, godrà di nuove luci, che metteranno in risalto la sua bellezza. A causa dell’emergenza sanitaria sono state rimandate le iniziative preparate per il Giubileo straordinario. Domenica 13 settembre alle 18.30 in Cattedrale il vicario generale, mons. Gaetano Fontana, presiederà la Messa Vespertina all’interno della quale si celebrerà il rito di accoglienza dei nuovi 13 confratelli Custodi.

Festa liturgica. Lunedì 14 la Festa liturgica inizierà alle 7.45 con l’apertura della cassaforte del Tesoro con le chiavi affidate, come da secolare tradizione, al Vescovo, al Sindaco e al Presidente della Compagnia. Mons. Tremolada guiderà la processione, accompagnato dal sindaco Del Bono e da Filippo Picchio Lechi, che porterà il Tesoro in Cattedrale per l’Esposizione. Alle 8 e alle 9 si celebreranno le Messe in Cattedrale, mentre alle 10 cominceranno le visite guidate, a cura della Cooperativa il Mosaico, che fornisce questo prezioso servizio in occasione dell’Esposizione del Tesoro. La visita guidata, prevista per gruppi di non più di 20 persone, avrà una durata di circa un’ora e prevede l’illustrazione dei Reliquiari, la spiegazione della Storia del Tesoro, la visita alla Cappella in Duomo Vecchio e si concluderà sul sagrato della Rotonda, con la testimonianza di un confratello Custode sulla storia della Compagnia. Le visite guidate avranno luogo ogni ora, concludendosi alle 16 con l’ultimo turno. Per rispettare la tradizione che prevede l’adorazione della Santa Reliquia della Spina, alle 10.45 si terrà presso l’altare del Santissimo Sacramento la benedizione ai fedeli, che si ripeterà nelle ore successive, concludendosi con l’ultima funzione alle 16.45. Alle 18 il Vescovo presiederà la Messa solenne, concelebrata con il Capitolo della Cattedrale, il cappellano mons. Ivo Panteghini e i confratelli sacerdoti della Compagnia; la funzione si concluderà con la Processione di Reposizione delle Sante Reliquie dal Duomo Nuovo al Duomo Vecchio.

Senza complessi d’inferiorità

Mons. Gabriele Filippini, nuovo direttore del Museo diocesano e responsabile per la cultura, sul ruolo della Chiesa nella società

La storia della Chiesa è anche inseparabilmente storia della cultura e dell’arte. Il suo nuovo ministero, come direttore del Museo diocesano e come responsabile per la cultura, riassume il tentativo della Chiesa di continuare a ragionare in maniera ancora più sinergica su questi aspetti?

La Chiesa non deve avere complessi di inferiorità: è stata ed è portatrice di valori condivisi, bellezza, spiritualità. L’azione culturale della Chiesa è molteplice: conservazione, attualizzazione e capacità di lettura dei tempi, senza ostracismi e crociate pur nella chiarezza della propria identità. La prima azione culturale della Chiesa è di favorire la capacità di pensiero, riflessione critica e discernimento per poter scegliere in libertà. Quest’opera richiede la capacità di lavorare insieme, suscitando sinergie. Bisogna tornare ad essere coro e orchestra, non solisti. Grato per la fiducia data dal Vescovo e dalla diocesi, cercherò di procedere in questo direzione.

Il responsabile della cultura dovrà confrontarsi con le tante culture che abitano il nostro territorio. Da dove si può partire?

Si può partire da un semplice interrogativo: perché quel “Progetto culturale per una società orientata in senso cristiano” voluto dalla Conferenza episcopale italiana negli anni Novanta non è mai stato recepito dalla base? Nella società “liquida” (ma papa Francesco dice addirittura “gassosa”) la dimensione culturale non può limitarsi a difendere una identità con teorie da tavolino: deve dialogare, capire, entrare in relazione con tante diversità. E questo compito lo si fa insieme. Chi è incaricato della cultura deve per primo sapere che esistono organismi specifici che lavorano in questa prospettiva: dall’ecumenismo, al dialogo interreligioso, dalla pastorale del creato ai movimenti religiosi alternativi. Il Vescovo parlando dell’incarico di responsabile diocesano per la cultura ha usato un aggettivo alquanto significativo: compito trasversale. Si tratta di collaborare non di sostituire e, tanto meno, comandare.

Potrà essere determinante un collegamento con la pastorale universitaria?

In nome della trasversalità citata, chi viene investito di questa responsabilità non deve essere un tuttologo, nemmeno uno specialista che sa tutto di un settore del sapere e nemmeno una persona che ha pretese “olistiche”, valer a dire che tutto passi da lui e sia ispirato da lui. Si tratta del contrario: bisogna valorizzare ed essere al fianco con spirito di incoraggiamento a coloro che già operano nel vasto mondo della cultura. In particolare la pastorale Universitaria a Brescia può già contare su una ottima equipe di sacerdoti e laici, cosciente della valenza culturale della presenza delle Università Statale e Cattolica. Si cammina insieme, attenti al tutto e non solo alla parte.

I Testimoni: mostra al Museo Diocesano

Il Museo Diocesano ospiterà la mostra “I Testimoni”, realizzata da Giuseppe Bocelli e Basilio Luoni.

Il connubio tra le grafiche di Giuseppe Bocelli e i testi poetici in dialetto comasco di Basilio Luoni ha dato vita alla mostra “I Testimoni”, ospitata dal Museo Diocesano di Brescia. Si tratta di una galleria di ritratti dei personaggi della Passione di Cristo, in cui si fondono pittura e poesia.

La tecnica dell’acquaforte e l’originalità poetica segnano il culmine della collaborazione ventennale dei due artisti. Franco Rognoni, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, ha affermato che “raramente una congiunzione di parole e immagini ha saputo imrpessionarmi e  commuovermi tanto. E nonche i versi di Luoni sarebbero meno icastici senza le incisioni di Bocelli, o queste non così eloquenti nel loro silenzio”.

La mostra, aperta dal 14 aprile al 23 giugno, resta aperta tutti i giorni escluso il mercoledì dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.