Lettera da Za Kpota

Carissimo Mons. Giovanni,

ho ricevuto da Sr Cristina il dono (duemila euro) che lei e la sua comunità della Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo a Leno, hanno voluto fare alla missione delle Maestre Pie Venerini a Za Kpota (Benin).

Grazie di cuore, per aver pensato a noi!

Sono Sr Laurence Donhouédè, mpv beninoise e, dalla fine di luglio 2018, inviata alla missione di Za Kpota. Ho assunto con fede, entusiasmo e gioia il mio nuovo ministero apostolico in questa meravigliosa, povera terra. Con l’aiuto della onlus “Semi di Rosa” che affianca la mia Congregazione nel lavoro missionario, abbiamo iniziato a realizzare un importante sogno : costruire un piccolo dispensario – primo soccorso sanitario per tutti i nostri fratelli che non possono permettersi il lusso di essere curati a pagamento nelle strutture pubbliche. Abbiamo iniziato i lavori di ristrutturazione di un fatiscente fabbricato… affrontando fatiche e difficoltà di ogni genere. Non ci lasciamo scoraggiare e, forti della benedicente presenza di Santa Rosa Venerini  sempre al nostro fianco, continueremo a dar vita  a tutti i sogni dei piccoli e dei grandi a noi affidati a Za Kpota.

Insieme ai nostri bambini della piccola scuola materna, ai ragazzi dell’oratorio, alle donne della scuola di alfabetizzazione, innalziamo con gratitudine una preghiera per lei e per tutta la comunità parrocchiale.

Chiediamo a lei di ricordare tutti noi nella sua Eucarestia quotidiana.
Un saluto affettuoso a tutti, da me e dalle mie consorelle Sr Nadège e Sr Flore.

Sr Laurence

Estate 2019: Menonera Missionaria

Anche questa estate la Parrocchia, tramite la Commissione Missionaria , in collaborazione con tanti volontari, proporrà: informazione missionaria, vendita di angurie e meloni, panini, gelati, prodotti equo-solidali, cene con specialità della sera, si potrà giocare a beach-volley e scambiare quattro chiacchiere in allegria, vi aspettiamo “in località Campagnole” o “Bivio Risparmio” fino al 14 agosto, tutti i giorni dalle ore 15.00 alle ore 24.00. Il ricavato dell’ iniziativa andrà a sostegno di progetti nei paesi dell’ Africa, dell’America Latina, dove operano missionari di nostra conoscenza.

Invitiamo adolescenti, giovani, adulti, famiglie, dei vari gruppi parrocchiali e non, a unirsi a noi come volontari, per sperimentare questa forma di servizio agli altri, di carità e solidarietà. Contattateci: Marisa 3381901306

Proponiamo alcune riviste e siti online che meriterebbero di essere consultate per approfondire le varie tematiche missionarie dell’Italia e del Mondo

Innanzitutto la rivista del Centro Missionario Diocesano. Da oltre cinquant’anni la rivista Kiremba ha l’onere di essere la voce dei missionari bresciani del mondo e la voce dell’ opera missionaria in Diocesi. Nata come foglietto informativo dell’ attività dei tanti missionari bresciani nel mondo, col tempo Kiremba ha seguito il passo della tecnologia e della velocità dell’ informazione. Agli inizi erano lettere che giungevano dalle più remote e spesso impronunciabili, destinazioni del globo in cui operavano i nostri presbiteri a condire le pagine del notiziario missionario. Pian piano la velocità delle comunicazioni ha cambiato anche il modo di proporre la veste e i contenuti di Kiremba. Mentre l’ evoluzione delle comunicazioni cambiava in maniera radicale, restava immutato il desideri dei missionari di poter rimanere collegati alla Diocesi che li aveva generati come uomini e donne cristiani. Ecco che allora per anni è rimasto fisso l’ impegno di dedicare un progetto della quaresima missionaria all’ invio di Kiremba e della Voce del Popolo. Anche oggi rimane la volontà di testimoniare quanto Brescia e i bresciani, dentro e fuori i confini della Diocesi, riescono a fare per essere parte attiva nell’evangelizzazione, nel dialogo interreligioso e nell’ azione missionaria.

Popoli e Missione, a cura delle pontificie Opere Missionarie. Vi sono poi i mensili dei 4 Istituti Missionari Italiani: Missione Oggi (Missionari Saveriani), Missione Consolata, Mondo e Missione (Pime), Nigrizia (Missionari Comboniani).

Pur diverse per stile e ispirazione, tutte esprimono attenzione all’ attività evangelizzatrice della Chiesa in popoli e culture differenti, e attraverso inchieste, dossier e numeri speciali promuovono azioni di sensibilizzazione su temi come giustizia, pace, salvaguardia del creato e dialogo interreligioso. Molto bello e documentate anche Africa (Missionari d’Africa, Padri Bianchi), e Popoli (Gesuiti in Italia). Altre riviste sono più specificamente dedicate alle problematiche femminili nel mondo come Comboni Fem (Missionarie Comboniane), altre ancora al servizio della Pastorale Giovanile (Amico, Piccolo Missionario, Italia Missionaria, il Ponte d’Oro), dedicate a ragazzi di ogni età e ai loro catechisti e animatori. Noticum è il mensile della Fondazione Cum (centro Unitario Missionario, promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana, il centro che  cura la formazione dei missionari italiani.

Volontari per lo sviluppo, a cura della Focis, è un mensile attento al mondodella cooperazione internazionale e dello sviluppo. 

A educatori ed insegnanti invece si rivolge Cem Mondialità (Missionari Saveriani), offrendo itinerari di pedagogia interculturale e di dialogo fra le differenze.  

Emi invece è una casa editrice, fondata su iniziativa della Conferenza degli Istituti Missionari presenti in Italia, che da più di 30 anni offre libri e materiale multimediale per approfondire i valori della missione a livello ecclesiale, accademico e sociale. 

Nigrizia Multimedia nasce nel 2007 insieme al Centro Comboni Multimedia dei Missionari Comboniani di Verona, casa di produzione di materiale audio-video riguardante tematiche sull’Africa e il Sud del Mondo. 

Una comunione tra le chiese

Il vescovo Pierantonio ripercorre il viaggio missionario in Brasile dove ha incontrato i sacerdoti fidei donum presenti in America Latina

Eccellenza, che impressione le ha lasciato questo primo viaggio missionario in Brasile?

Si incontra un mondo che è davvero molto diverso dal nostro di cui non si ha idea. Abbiamo incontrato quella parte del Brasile che è l’Amazzonia. Mi hanno colpito per esempio, in particolare, i frutti che non conoscevo in maniera così diretta. Ci dà la chiara percezione della vastità del mondo e di come sia importante non rimanere chiusi nel nostro. La dimensione missionaria in questa maniera davvero si tocca con mano. E l’esperienza della natura e dell’ambiente in cui siamo però incrocia immediatamente le persone che abbiamo incontrato. C’è una disparità sociale visibile anche per chi incontra per la prima volta questa realtà. Si ha l’impressione del peso della storia. Le popolazioni che abbiamo incontrato portano il segno della storia dei secoli. Delle popolazioni che abbiamo incontrato mi ha colpito in particolare la semplicità della vita, il rapporto con la natura e il grande rispetto per l’ambiente in cui vivono, e di conseguenza mi ha anche ancor più preoccupato invece questo modo di procedere almeno da parte di alcuni che tende invece a sottovalutare o addirittura ad annullare questo rapporto. Mi preoccupa l’impatto con una società completamente diversa, troppo esposta alle regole del consumo, alle regole dell’utilizzo delle risorse e secondo fini che non sempre sono positivi. Tornando invece all’aspetto positivo mi ha molto colpito l’ospitalità, l’accoglienza che abbiamo incontrato nelle varie comunità lungo le rive del Rio delle Amazzoni.

Che cosa l’ha colpita di questa Chiesa giovane?

La diversità rispetto alla nostra situazione, rispetto anche alla nostra esperienza di Chiesa. Ci sono alcuni dati che risultano evidenti: una parrocchia è costituita da 30, 50 o 70 comunità. Queste comunità si trovano sparse su un territorio vastissimo, magari lungo le rive del fiume. Il parroco le deve raggiungere attraverso un percorso di giorni in barca. È chiaro che la sua visita avviene quando è possibile, ma poi le comunità continuano con la loro vita e allora c’è bisogno di qualcuno che lì porti avanti la vita della chiesa. Mi ha colpito molto la scelta fatta, soprattutto nella diocesi di Castanhal e di Macapà, sul primato della Parola di Dio: è un forte investimento sulla forza della Parola nel costituire la chiesa e nel creare una mentalità di fede. Mi sembra molto importante. Anche questo mi fa molto pensare e mi convince ancora di più del fatto che anche noi dobbiamo prendere questa strada.

Quali possono essere le ricadute pastorali di questa esperienza?

I nostri fidei donum stanno facendo e hanno fatto sinora una collaborazione molto preziosa e colgo l’occasione per ringraziarli. Quando si viene qui e si sta con loro, ci si accorge di che cosa significa il ministero presbiterale, il farsi carico del cammino delle proprie comunità cristiane, il voler bene alla propria gente ed essere amati dalla propria gente. Questo è veramente confortante. C’è una condivisione di vita che diventa poi parte integrante del proprio essere sacerdoti. Ho visto il desiderio di valorizzare ciò che appartiene alla vita di queste persone, la fatica anche di spogliarsi di qualcosa per poter comunicare il Vangelo in una realtà diversa e il desiderio di riconoscere ciò che il Vangelo sta già operando. Gli incontri sono stati di grande arricchimento. Abbiamo prima pregato insieme e ascoltato il racconto della loro esperienza. Qui abbiamo toccato con mano che la dimensione missionaria della Chiesa è un elemento costitutivo. Adesso si tratta di capire come potremmo continuare in questa direzione. I fidei donum (laici e sacerdoti) sono un elemento originale e molto prezioso della storia della Chiesa bresciana. Mi preme che tutto questo possa proseguire, però occorre capire bene in che modo e secondo quali criteri, certo nella prospettiva di una comunione tra Chiese che oggi è ancora più importante.

S. Martino per l’Etiopia

Anche quest’anno la raccolta di San Martino viene distribuita in tre date nelle diverse zone: sabato 17 novembre in Valcamonica, Sebino, Franciacorta e Valtrompia; sabato 24 novembre nella Bassa Centrale e Occidentale e sabato 1 dicembre in città, sul Lago di Garda, in Valsabbia e nella Bassa Orientale.

La raccolta di vestiti per offrire un futuro all’Etiopia. La raccolta di San Martino viene distribuita, quest’anno, in tre date nelle diverse zone: sabato 17 novembre in Valcamonica, Sebino, Franciacorta e Valtrompia; sabato 24 novembre nella Bassa Centrale e Occidentale e sabato 1 dicembre in città, sul Lago di Garda, in Valsabbia e nella Bassa Orientale.

All’inizio del 2017 la conferenza Episcopale Italiana insieme alla comunità di Sant’Egidio ha siglato il protocollo di intesa con il Governo Italiano per l’apertura di un Corridoio umanitario dall’Etiopia, il secondo paese per numero di rifugiati in Africa. Di fronte alla drammatica situazione che spinge migliaia di persone a cercare salvezza attraversando prima il deserto e poi il mar mediterraneo in condizioni di grave rischio per sé e per le proprie famiglie, la Chiesa Italiana ha voluto dare un segnale per proporre soluzioni concrete, impegnandosi nella realizzazione del progetto, facendosene interamente carico. La Caritas Italiana e la formazione Migrantes garantiscono un adeguato processo di integrazione dei beneficiari nella società italiana. Con la raccolta di San Martino si vorrebbe sostenere l’accoglienza di famiglie attraverso il progetto “Protetto. Rifugiato a casa mia”, che si connota per l’esperienza comunitaria e per la presenza di famiglie e di persone che si rendono disponibili ad accompagnare i rifugiati nel percorso di integrazione. L’obiettivo principale di “Protetto. Rifugiato a casa mia” è quello di evitare le morti in mare e del traffico di esseri umani. Anche Caritas Diocesana di Brescia ha aderito al progetto: il 27 giugno è arrivata una famiglia di eritrei formata da una mamma, un papà e quattro figli minori, ospitata in un appartamento della Parrocchia di Santa Giulia del Villaggio Prealpino.  La famiglia è stata accolta e viene seguita dai volontari, sostenuti e affiancati dagli operatori della Cooperativa Kemay. “Hanno detto che i corridoi umanitari sono un’opera segno- racconta Giuditta, operatrice della Cooperativa Kemay -Nel senso di vista politico, sono certamente un simbolo. Però è un’opera reale e vera, perché a questa famiglia ha cambiato la vita: ai genitori, perché possono vivere più sereni, ma sicuramente ai bambini, che saranno salvaguardati e protetti”.

Il ricavato della raccolta andrà quindi al progetto “Rifugiato a casa mia” di Cei e Caritas, a sostegno del Corridoio umanitario per l’Etiopia. Le parrocchie sono pregate di prenotare i sacchetti allo 0303722252.

Giovani per il Vangelo: ottobre missionario 2018

“Giovani per il Vangelo” è lo slogans che le Pontificie Opere Missionarie hanno scelto per la 92° Giornata Missionaria Mondiale, che si celebrerà il 21 ottobre 2018.
La forza di scoprire, di saper rispondere agli interrogativi della vita, di saper compiere le decisioni personali.

É l’incontro con la Parola di Dio fatta carne in Gesù, che ci indica che la giovinezza non è solo questione di età ma di cuore. Quante belle testimonianze di missionari che nonostante l’età avanzata hanno una giovialità ed entusiasmo di un ventenne. Allora la giovinezza non è solo una questione di età, ma di incontro con il Vangelo.

Programma Parrocchiale dell’ Ottobre Missionario

Tutte le mattine dopo la S. Messa delle ore 8.00 recita del S. Rosario Missionario

Domenica 21 ottobre Celebrazione in Parrocchia della Giornata Missionaria Mondiale, con distribuzione delle apposite buste. L’ importo verrà consegnato all’ Ufficio Missionario Diocesano, che a sua volta lo devolverà alle Pontificie Opere Missionarie – Roma.

Programma zonale per l’ Ottobre Missionario

Veglia Zonale il 19 ottobre presso la Parrocchia di Gambara – ore 20:30.

Programma Diocesano per l’ Ottobre Missionario

Venerdì 05 Ottobre ore 20.30 Veglie di Preghiera presso i Monasteri di Clausura:
Monastero del Buon Pastore – Via della Lama 83 – Brescia
Monastero S. Chiara Clarisse – Bienno
Monastero della Visitazione – Via Versine 09 – Salò
Monastero delle Clarisse Capuccine – Via Arimanno – Brescia

Sabato 20 Ottobre ore 20.30 – Cattedrale di Brescia Veglia Missionaria e StarLight per adolescenti, con mandato ai Missionari partenti e agli adolescenti alla scoperta di Paolo VI.

Notizie dalla Missione

Padre Eugenio Petrogalli, missionario Comboniano in Ghana – Africa ci scrive.

Pace e bene! Sicuramente questa lettera pasquale arriverà dopo Pasqua, vista l’esperienza di alcune lettere natalizie, spedite in ottobre e arrivate in febbraio. Neanche mi preoccupo, perché la Pasqua non è la festa di un giorno solo, ma è una stagione, una primavera spirituale, anzi è di ogni giorno della nostra vita. Tutta la vita cristiana deve assumere un carattere pasquale di gioia e di speranza basato sulla fede in Cristo Risorto.                                                                                                                                                                           

Papa Francesco dice: “Il cristiano è l’ uomo della gioia, non può essere triste, neanche nei momenti difficili, anche quando il cammino della vita si scontra con problemi”. Noi missionari cerchiamo di essere gioiosi e coraggiosi testimoni di Cristo Risorto e della vita nuova da Lui portata, e questo è compito di ogni cristiano.                                                                                                                                                                    

Nella parrocchia di Mafi Kumase siamo ancora agli inizi dell’ evangelizzazione e c’è da tribolare per formare le vere comunità cristiane cattoliche, perché siamo sperduti in mezzo a Chiese Protestanti e a tante sette di altre denominazioni. Con me c’è Padre Philip Zema (ugandese) e Padre Job Plinga (togolese), che risiede  ad Abor. Ci si aiuta l’un l’altro, ma c’è bisogno soprattutto dell’ aiuto dello Spirito Santo che è vero agente dell’ evangelizzazione e della conversione dei cuori. Senza lo Spirito Santo non c’è missione, non c’è evangelizzazione.

Per questo mi rivolgo a voi, parenti, amici, benefattori di sostenerci con le vostre preghiere, con le vostre croci quotidiane, portate con amore e fortezza morale, in unione a Cristo. E’ grazie anche a voi che la missione continua. Sentitevi missionari con noi, per la costruzione del Regno di Dio, nell’ amore e nella pace. Buona parte della mia vita l’ ho passata in Africa, nel Ghana (36 anni su 77), e spero, a Dio piacendo, di passare anche il resto della mia vita, finchè posso ancora essere utile ai fratelli africani. Questa è la gioia del missionario: proclamare a tutti l’amore di dio.

Sono riconoscente al Buon Dio d’ avermi chiamato a vivere nella Congregazione dei Missionari Comboniani, tramite Padre Berto Zeziola di Angolo Terme, mio promotore vocazionale. Quest’ ano stiamo ancora celebrandoi 150 anni della fondazione dell’ Istituto da parte di San Daniele Comboni, grande apostolo dell’ Africa, ispirato dal suo motto: “Salvare l’ Africa con l’ Africa”. Comboni ha avuto tanta fiducia negli africani come costruttori del loro futuro e prevedeva per loro un’ avvenire felice. L’ Africa non è solo il continente della miseria e delle guerre, ma anche della fede e della speranza, chiamato “il polmone spirituale dell’ umanità”. Papa Paolo VI prevedeva che presto l’ Africa diventerà il centro del cristianesimo.                                                                                                                                    

Oltre al lavoro di evangelizzazione, ci diamo da fare per i progetti di promozione umana e sociale, con la costruzione di asili, scuole, cappelle, pozzi, per l’ acqua potabile, aiuti ai disabili, adozioni a distanza, formazione di catechisti e maestri ecc… Recentemente ho avuto la gioia di far scavare un pozzo d’ acqua al Santuario diocesano del Sacro Cuore, meta di tanti pellegrini. Ho completato la costruzione di una nuova Chiesa, dedicata ai Santi Pietro e Paolo, a ricordo della Chiesa di Leno, dove sono stato battezzato. Nel villaggio di Tordorkopoe abbiamo finito l’ asilo e il grande serbatoio della raccolta dell’ acqua piovana.

Andiamo avanti con fiducia e speranza, ben sapendo che nulla avviene per caso, ma tutto è nelle mani di un Padre che ci ama. Siate cristiani gioiosi, perché la gioia è il nostro più bel “Grazie a Dio”.

N/B Se qualcuno volesse aiutare per progetti, può inviare il contributo ai Missionari Comboniani di Verona col ccp 28394377 per Padre Eugenio Petrogalli. Per favore, specificate l’ intenzione, se per asili – scuole – pozzi – cappelle – disabili, o per intenzioni di S. Messe, ecc. Oppure per chi volesse comunicare con lui: Padre Eugenio Petrogalli Comboni Missionaries Mafi – Kumase P.O. Box Hp 877, Ho. Volta – Region, Ghana

Con affetto e riconoscenza Padre Eugenio Petrogalli

Giornata in memoria dei missionari martiri

Il 24 Marzo 1980, mentre celebrava l’Eucarestia, venne ucciso Mons. A. Oscar Romero, Vescovo di San Salvador nel piccolo Stato centroamericano di El Salvador. La celebrazione annuale di una Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri prende ispirazione da quell’evento, sia per fare memoria di quanti lungo i secoli hanno immolato la propria vita proclamando il primato di Cristo e annunciando il Vangelo fino alle estreme conseguenze, sia per ricordare il valore supremo della vita che è dono di tutti. Fare memoria dei martiri di ieri e di oggi è acquisire una capacità interiore di interpretare la storia oltre la semplice conoscenza. Come ogni anno la nostra Parrocchia ha commemorato l’evento con una S. Messa in loro suffragio celebrata sabato 25 marzo ore 18.30.

Secondo le informazioni raccolte dall’Agenzia Fides, nel 2016sono morti in modo violento 14 sacerdoti, 9 religiose, 1 seminarista, 4 laici. Per quanto riguarda la ripartizione continentale, in America sono stati uccisi 12 operatori pastorali (9 sacerdoti,  e 3 suore); in Africa sono stati uccisi 8 operatori pastorali (3 sacerdoti, 2 suore, 1 seminarista, 2 laici), in Asia sono stati uccisi 7 operatori pastorali ( 1 sacerdote, 4 suore, 2 laici), in Europa è stato ucciso 1 sacerdote.

A questi elenchi vanno aggiunta la lunga lista dei tanti, di cui forse non si avrà mai notizia o di cui non si conoscerà neppure il nome, che in ogni angolo del pianeta soffrono e pagano con la vita la loro fede in Gesù Cristo.

Formazione spirituale per adulti: “La Missionarietà nella Chiesa”

Parrocchie Santi Pietro e Paolo – San Martino – San Michele

“Vieni nel silenzio, parlerò al tuo cuore”

Esercizi spirituali
Da venerdì 2 a domenica 4 giugno 2017:

  • Quota di partecipazione: Euro 120.00
  • Partenza davanti la chiesa di Leno: Venerdì 2, ore 9.00

Le giornate di spiritualità si svolgeranno presso l’Eremo di Montecastello (Tignale) e saranno guidate da don Dino Capra.

Mezza giornata di spiritualità
Domenica 4 giugno
Per chi lo desidera, è possibile partecipare a una mezza giornata di spiritualità.

  • Inizio attività alle ore 9:30 presso l’Eremo di Montecastello.
  • Quota di partecipazione (pranzo) Euro 15.00

Il rientro è previsto a Leno per le 17 circa.
Le iscrizioni si ricevono presso Lucia Bonazza (030-906271) o presso l’Ufficio Parrocchiale.

A tutto cuore – Giornata missionaria dei ragazzi

Il 06 gennaio 2017 oltre alla solennità dell’Epifania, celebriamo la Giornata Missionaria dei Ragazzi. Il Vangelo di questo giorno, ci fa riflettere sulla manifestazione di Gesù a tutti i popoli, ci presenta le figure dei Magi, personaggi misteriosi, difficili da identificare, questi “camminatori” al seguito di una stella, questi cercatori venuti da lontano per trovare il Messia. Uomini che si fermano in adorazione davanti a Gesù, mossi da domande profonde e da una speranza che palpitava nei loro cuori. Hanno visto un segno, una stella: si sono messi in cammino e in ricerca. Lo hanno trovato! Tante persone nel mondo di oggi vivono la ricerca e l’attesa! É compito della Chiesa essere segno, “essere stella”, per condurre a Cristo ogni fratello e sorella! Ecco perché nella festa dell’Epifania, i Ragazzi Missionari dei cinque continenti celebrano il loro impegno per la Missione. Le offerte raccolte fra i ragazzi attraverso la distribuzione delle bustine missionarie andranno a finanziare i progetti del Fondo Universale di Solidarietà delle Pontificie Opere Missionarie a favore dei bambini di tutto il mondo. I Progetti sostenuti attualmente sono 2.500, destinati alla Pastorale Missionaria dei Ragazzi nelle Diocesi su richiesta dei Vescovi, progetti specifici nel campo dell’educazione cristiana, scolastica, di protezione dell’infanzia (orfanotrofi, centri sanitari, ecc…) e destinati ai bisogni diretti di ogni bambino. Ogni bambino e ragazzo della nostra comunità è invitato nella chiesa parrocchiale alle celebrazioni missionarie della giornata: ore 10.00 S. Messa, ore 15.00 funzione pomeridiana in cui la commissione missionaria con i catechisti proporrà una sacra rappresentazione, al seguito della quale ci sarà la benedizione di tutti i bambini e ragazzi presenti.

“Agli amici della Commissione Missionaria di Leno”

Burrel, 16 Novembre 2015

Carissimo don Giovanni,
carissimo don Davide,
amici della Commissione Missionaria
e Volontari della Menonera Missionaria,

vi scrivo queste righe dopo che da due mesi quasi ho ripreso la mia presenza missionaria in una zona periferica della diocesi, ricompattando cosi la presenza missionaria bresciana in questa regione del Mat a maggioranza musulmana insieme a un altro fidei-donum di Brescia (don Gianfranco Cadenelli) e insieme a tre Suore Dorotee anche loro di orgine bresciana e bergamasca. Io in particolare abito in questa città musulmana di nome Burrel dove mai nessun prete, fino ad ora, ha abitato. E’ una sfida davvero per essere segno del Signore Gesù ma è una cosa che ne vale la pensa di essere vissuta e sto cercando di raccontarla attraverso gli articoli che mensilmente compaiono sul sito web dell’oratorio e che don Davide mi ha stimolato a scrivere.

Vi scrivo per dire un nuovo grazie perché avete voluto mettere sulla Badia anche il mio pensiero di gratitudine per quanto ho ricevuto come frutto del vostro impegno per la missione ad-gentes, consapevole che non sono tempi facili ma che nonostante tutto ne vale la pena non chiudersi nei propri bisogni.

Finestra sui Balcani 2015

Vi scrivo anche per una idea che abbiamo maturato pensando a tutta la nostra missione e non solo a me; ovvero quello di offrirvi, in libertà, un progetto realizzabile ben definito e che potrete anche documentare con delle fotografie. Il progetto si articola su due fronti:

– la nostra missione (oltre alla città musulmana di Burrel dove abito e dove celebro in un negozio che abbiamo acquistato e trasformato in sala di incontro-preghiera) si compone di 7 villaggi sulle montagne che raggiungiamo ogni settimana per la catechesi dei bambini…e per poter incontrare i bambini dobbiamo aspettarli all’uscita della scuola perché se vanno a casa (spesso molto lontano) poi non tornerebbero più. Loro con impegno, prendendo una posizione davanti anche ai loro coetanei musulmani, si fermano un’altra ora dopo la scuola con noi per la catechesi. Dato che la fame si fa sentire offriamo a loro una grossa brioche che producono qui, che si chiama “Molto”, proprio per la sua consistenza. La nostra presenza in questi villaggi per questi bambini è la discriminante tra il tutto e il niente, tra il sentire una parola diversa dal solito sulla vita e il rassegnarsi a una quotidianità senza prospettive che aiutano a guardare in alto. La proposta è per cui di sostenere questo nostro andare per la catechesi compiendo km su km ogni settimana e dare ai bambini questo piccolo dono alimentare ogni settimana… una spesa annuale di circa 2.000 euro.

Finestra sui Balcani 2015

–   l’altro fronte riguarda invece una “periferia” della nostra missione; essendo di nuovo in due sacerdoti insieme che si rendono presenti sul territorio, ecco che io ho ripreso una “esplorazione” oltre la nostra missione in villaggi dove fino ad ora non eravamo stati in modo stabile e cosi sono arrivato a un villaggio di nome Patin, sulle montagne, dove vivono alcune famiglie cattoliche. Ci hanno accolto con grande gioia quando siamo andati per la benedizione dei cimiteri per la Commemorazione del 2 Novembre di Tutti i Morti e ci hanno raccontato di come loro, non avendo altre possibilità, quando hanno desiderio di pregare vanno proprio nel luogo dove seppelliscono i morti i cattolici e lì pregano con le preghiere che la tradizione famigliare gli ha insegnato. Abbiamo deciso di dare loro la possibilità una volta al mese di scendere alla nostra Missione di Suc dove abbiamo la Chiesa per la messa e noi di salire ogni tanto per la visita e la preghiera nelle famiglie. Ci hanno però chiesto di poter costruire, vicino al piccolo cimitero cattolico, una piccolissima cappella, segno del loro legame con Dio. Una cosa che vorremmo poter garantire… e che vi chiederemmo di aiutarci a costruire. Sarà una cosa essenziale e semplicissima, ma segno del Dio della Miserciordia anche per coloro che sono lontani e abbandonati. Il progetto di questa piccola cappella si aggira attorno ai 4.000 euro. E potrebbe essere un piccolo dono che facciamo in questo anno giubilare.

Finestra sui Balcani 2015

Vi ringrazio della bontà di avermi letto fino a qui; vi saluto a nome mio e di don Gianfranco… e vi chiedo di poter considerare queste due idee, senza pretese e senza impegno.

Vi assicuro ogni lunedi il mio ricordo nella preghiera nella celebrazione della Santa Messa per i nostri benefattori…

don Roberto