Quaresima: “Una tavola per tutti”

La Quaresima è un incontro di conversione che ci conduce all’ incontro con il Signore Risorto, l’incontro con Lui si rinnova ogni volta che partecipiamo al banchetto eucaristico insieme ai fratelli e alle sorelle della nostra comunità. La mensa che il Signore prepara per i suoi discepoli è anticipo del Suo dono totale sul Calvario e anticipo della comunione d’amore alla quale siamo già inviati in vista dell’esito definitivo della storia e del mondo. Il Vescovo Pierantonio ci accompagna in questo itinerario di fede e di vita indirizzandoci la sua lettera pastorale “nutriti dalla bellezza”. Da questa lettera trae spunto il piccolo sussidio proposto per vivere in semplicità di preghiera e impegno i quaranta giorni prima della Pasqua. L’intuizione che scandisce le 6 settimane è sintetizzata nel titolo: Una tavola x tutti. Ogni settimana un testimone ci inviterà a stare a mensa aprendo il nostro orizzonte all’accoglienza di storie di vita di tanti fratelli e sorelle. La Parola di Dio ogni giorno ci consentirà di approfondire e verificare il nostro cammino, una semplice preghiera e un piccolo impegno renderanno più bella la Mensa per tutti. Con il libretto della Quaresima riceveremo anche un piccolo salvadanaio per poter contribuire alla realizzazione di alcuni progetti attraverso i quali davvero la nostra Mensa si allarga a tutti i popoli.

Grazie a quanto verrà raccolto, tramite i salvadanai, potremo sostenere questi progetti, che troverete presentati anche nelle pagine centrali del sussidio che verrà distribuito.

La missione della famiglia

La Diocesi di Brescia sostiene e accompagna tre famiglie missionarie. Federica e Andrea, coppia di sposi in missione in Togo, si occupano prevalentemente dell’accoglienza dei bambini, del loro percorso scolastico ed educativo. Maurizio e Maria Giulia, coppia di sposi e genitori della piccola Nina, attualmente in Tanzania sono “papà e mamma di decine di bambini orfani. Raffaele e Francesca, sposi da parecchi anni, genitori di ben dodici figli, missionari in Albania.

Sognando una parrocchia all’Equatore

Il Vescovo bresciano della Diocesi di Macapà, Mons. Pedro Conti ci scrive chiedendo un aiuto: desidererei dedicare una parrocchia “nuova” dedicata all’ultimo santo bresciano canonizzato, S. Paolo VI: La città di Macapà, al confine dell’Amazzonia brasiliana, cresce nonostante tutte le crisi economiche e politiche. A Macapà siamo giunti al mezzo milione di abitanti e abbiamo urgente bisogno di dividere alcune parrocchie ormai troppo popolose e perciò di difficile lavoro pastorale.

In Albania un futuro per i bambini

Siamo Suor Chiara, Suor Giusy, Suor Liliana e Suor Paola e da ormai 14 anni viviamo in Albania. É un paese molto bello, ma nello stesso tempo anche povero e in questo momento ha bisogno del nostro, vostro aiuto. Nella città di Burrel abbiamo conosciuto diverse famiglie con tanti bambini: a loro piace molto giocare e studiare ma qui le condizioni di vita sono un po’ diverse e non sempre possibile. Così abbiamo pensato di creare per loro un ambiente, nel centro della città, che sia bello, colorato, con tante stanze per studiare, imparare a suonare uno strumento, oppure a disegnare e anche mangiare un bel pasto caldo al giorno. Desideriamo che sia un punto luce che possa rendere più felice la vita di questi bambini.

A tavola con i poveri di Kiremba

Nel cuore di due generazioni di bresciani Kiremba e il suo Ospedale sono il segno concreto della carità condivisa. Dal 2018 si è dato vita al così chiamato “bureau sociale” si tratta di un luogo dove una suora Ancella della Carità burundese accoglie, ogni giorno, tutte le richieste d’aiuto di carattere economico e di altro genere per permettere a chi arriva o a chi è già ricoverato di farsi curare pur non avendo i mezzi. Le cure mediche in Burundi sono tutte di carattere privato quindi è immediato comprendere le gravi difficoltà. Non è compito da poco scegliere chi aiutare fra una cinquantina di persone che quotidianamente si presentano al bureau. Il compito della suora non è solo favorire le cure, ma anche coinvolgere il povero in un cammino di responsabilità cioè: “Ora ti aiutiamo ma se puoi anche tu ci aiuti ad aiutare altri”.

In Senegal: lavorare per vivere

Mi chiamo Suor Grazia Anna Morelli, sono missionaria Marista e abito a Guèdiawaye, periferia di Dakar, in Senegal, da quasi un anno. Qui la povertà ha raggiunto livelli record e c’è bisogno di sviluppo sociale ed economico oltre che di accompagnamento dei giovani che rischiano di cadere nella deriva della droga e dell’ alcool perché quasi costretti a vivere di espedienti. É necessario creare opportunità di lavorative che concorrano a ridurre l’ esodo di questi giovani. Con un gruppo di persone sensibili al problema abbiamo invitato i giovani a presentare dei progetti di lavoro che saranno valutati e, se ritenuti validi, finanziati e soprattutto controllati in itinere. Se ti senti interpellato, aiuta la nostra missione e realizzare a questo progetto in Senegal.

Accogliere e formare nella nostra Diocesi

“Farm Training” è un progetto proposto dall’Associazione Centro Migranti nel contesto della campagna nazionale “liberi di partire e liberi di restare”. Si rivolge a richiedenti asilo e immigrati con permesso di soggiorno in particolari situazioni di disagio, al fine di offrire loro un cammino formativo in ambito agrario e zootecnico e di acquisire un diploma che renda loro possibile un inserimento lavorativo nella società italiana o, in caso di rientro, nel loro paese di origine. Vogliamo aiutare questi giovani a vivere una esperienza positiva di emigrazione che li aiuterà a integrarsi attraverso un percorso formativo in ambito professionale. Il progetto Farm Training offrirà a questi giovani, oltre al percorso scolastico, anche alcuni tirocini presso aziende agricole del nostro territorio per sperimentarsi direttamente mettendo in pratica quanto acquisito nello studio. Valore aggiunto di tutto questo cammino sarà anche l’apprendimento corretto della lingua italiana.

Lettera da Za Kpota

Carissimo Mons. Giovanni,

ho ricevuto da Sr Cristina il dono (duemila euro) che lei e la sua comunità della Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo a Leno, hanno voluto fare alla missione delle Maestre Pie Venerini a Za Kpota (Benin).

Grazie di cuore, per aver pensato a noi!

Sono Sr Laurence Donhouédè, mpv beninoise e, dalla fine di luglio 2018, inviata alla missione di Za Kpota. Ho assunto con fede, entusiasmo e gioia il mio nuovo ministero apostolico in questa meravigliosa, povera terra. Con l’aiuto della onlus “Semi di Rosa” che affianca la mia Congregazione nel lavoro missionario, abbiamo iniziato a realizzare un importante sogno : costruire un piccolo dispensario – primo soccorso sanitario per tutti i nostri fratelli che non possono permettersi il lusso di essere curati a pagamento nelle strutture pubbliche. Abbiamo iniziato i lavori di ristrutturazione di un fatiscente fabbricato… affrontando fatiche e difficoltà di ogni genere. Non ci lasciamo scoraggiare e, forti della benedicente presenza di Santa Rosa Venerini  sempre al nostro fianco, continueremo a dar vita  a tutti i sogni dei piccoli e dei grandi a noi affidati a Za Kpota.

Insieme ai nostri bambini della piccola scuola materna, ai ragazzi dell’oratorio, alle donne della scuola di alfabetizzazione, innalziamo con gratitudine una preghiera per lei e per tutta la comunità parrocchiale.

Chiediamo a lei di ricordare tutti noi nella sua Eucarestia quotidiana.
Un saluto affettuoso a tutti, da me e dalle mie consorelle Sr Nadège e Sr Flore.

Sr Laurence

Estate 2019: Menonera Missionaria

Anche questa estate la Parrocchia, tramite la Commissione Missionaria , in collaborazione con tanti volontari, proporrà: informazione missionaria, vendita di angurie e meloni, panini, gelati, prodotti equo-solidali, cene con specialità della sera, si potrà giocare a beach-volley e scambiare quattro chiacchiere in allegria, vi aspettiamo “in località Campagnole” o “Bivio Risparmio” fino al 14 agosto, tutti i giorni dalle ore 15.00 alle ore 24.00. Il ricavato dell’ iniziativa andrà a sostegno di progetti nei paesi dell’ Africa, dell’America Latina, dove operano missionari di nostra conoscenza.

Invitiamo adolescenti, giovani, adulti, famiglie, dei vari gruppi parrocchiali e non, a unirsi a noi come volontari, per sperimentare questa forma di servizio agli altri, di carità e solidarietà. Contattateci: Marisa 3381901306

Proponiamo alcune riviste e siti online che meriterebbero di essere consultate per approfondire le varie tematiche missionarie dell’Italia e del Mondo

Innanzitutto la rivista del Centro Missionario Diocesano. Da oltre cinquant’anni la rivista Kiremba ha l’onere di essere la voce dei missionari bresciani del mondo e la voce dell’ opera missionaria in Diocesi. Nata come foglietto informativo dell’ attività dei tanti missionari bresciani nel mondo, col tempo Kiremba ha seguito il passo della tecnologia e della velocità dell’ informazione. Agli inizi erano lettere che giungevano dalle più remote e spesso impronunciabili, destinazioni del globo in cui operavano i nostri presbiteri a condire le pagine del notiziario missionario. Pian piano la velocità delle comunicazioni ha cambiato anche il modo di proporre la veste e i contenuti di Kiremba. Mentre l’ evoluzione delle comunicazioni cambiava in maniera radicale, restava immutato il desideri dei missionari di poter rimanere collegati alla Diocesi che li aveva generati come uomini e donne cristiani. Ecco che allora per anni è rimasto fisso l’ impegno di dedicare un progetto della quaresima missionaria all’ invio di Kiremba e della Voce del Popolo. Anche oggi rimane la volontà di testimoniare quanto Brescia e i bresciani, dentro e fuori i confini della Diocesi, riescono a fare per essere parte attiva nell’evangelizzazione, nel dialogo interreligioso e nell’ azione missionaria.

Popoli e Missione, a cura delle pontificie Opere Missionarie. Vi sono poi i mensili dei 4 Istituti Missionari Italiani: Missione Oggi (Missionari Saveriani), Missione Consolata, Mondo e Missione (Pime), Nigrizia (Missionari Comboniani).

Pur diverse per stile e ispirazione, tutte esprimono attenzione all’ attività evangelizzatrice della Chiesa in popoli e culture differenti, e attraverso inchieste, dossier e numeri speciali promuovono azioni di sensibilizzazione su temi come giustizia, pace, salvaguardia del creato e dialogo interreligioso. Molto bello e documentate anche Africa (Missionari d’Africa, Padri Bianchi), e Popoli (Gesuiti in Italia). Altre riviste sono più specificamente dedicate alle problematiche femminili nel mondo come Comboni Fem (Missionarie Comboniane), altre ancora al servizio della Pastorale Giovanile (Amico, Piccolo Missionario, Italia Missionaria, il Ponte d’Oro), dedicate a ragazzi di ogni età e ai loro catechisti e animatori. Noticum è il mensile della Fondazione Cum (centro Unitario Missionario, promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana, il centro che  cura la formazione dei missionari italiani.

Volontari per lo sviluppo, a cura della Focis, è un mensile attento al mondodella cooperazione internazionale e dello sviluppo. 

A educatori ed insegnanti invece si rivolge Cem Mondialità (Missionari Saveriani), offrendo itinerari di pedagogia interculturale e di dialogo fra le differenze.  

Emi invece è una casa editrice, fondata su iniziativa della Conferenza degli Istituti Missionari presenti in Italia, che da più di 30 anni offre libri e materiale multimediale per approfondire i valori della missione a livello ecclesiale, accademico e sociale. 

Nigrizia Multimedia nasce nel 2007 insieme al Centro Comboni Multimedia dei Missionari Comboniani di Verona, casa di produzione di materiale audio-video riguardante tematiche sull’Africa e il Sud del Mondo. 

Una comunione tra le chiese

Il vescovo Pierantonio ripercorre il viaggio missionario in Brasile dove ha incontrato i sacerdoti fidei donum presenti in America Latina

Eccellenza, che impressione le ha lasciato questo primo viaggio missionario in Brasile?

Si incontra un mondo che è davvero molto diverso dal nostro di cui non si ha idea. Abbiamo incontrato quella parte del Brasile che è l’Amazzonia. Mi hanno colpito per esempio, in particolare, i frutti che non conoscevo in maniera così diretta. Ci dà la chiara percezione della vastità del mondo e di come sia importante non rimanere chiusi nel nostro. La dimensione missionaria in questa maniera davvero si tocca con mano. E l’esperienza della natura e dell’ambiente in cui siamo però incrocia immediatamente le persone che abbiamo incontrato. C’è una disparità sociale visibile anche per chi incontra per la prima volta questa realtà. Si ha l’impressione del peso della storia. Le popolazioni che abbiamo incontrato portano il segno della storia dei secoli. Delle popolazioni che abbiamo incontrato mi ha colpito in particolare la semplicità della vita, il rapporto con la natura e il grande rispetto per l’ambiente in cui vivono, e di conseguenza mi ha anche ancor più preoccupato invece questo modo di procedere almeno da parte di alcuni che tende invece a sottovalutare o addirittura ad annullare questo rapporto. Mi preoccupa l’impatto con una società completamente diversa, troppo esposta alle regole del consumo, alle regole dell’utilizzo delle risorse e secondo fini che non sempre sono positivi. Tornando invece all’aspetto positivo mi ha molto colpito l’ospitalità, l’accoglienza che abbiamo incontrato nelle varie comunità lungo le rive del Rio delle Amazzoni.

Che cosa l’ha colpita di questa Chiesa giovane?

La diversità rispetto alla nostra situazione, rispetto anche alla nostra esperienza di Chiesa. Ci sono alcuni dati che risultano evidenti: una parrocchia è costituita da 30, 50 o 70 comunità. Queste comunità si trovano sparse su un territorio vastissimo, magari lungo le rive del fiume. Il parroco le deve raggiungere attraverso un percorso di giorni in barca. È chiaro che la sua visita avviene quando è possibile, ma poi le comunità continuano con la loro vita e allora c’è bisogno di qualcuno che lì porti avanti la vita della chiesa. Mi ha colpito molto la scelta fatta, soprattutto nella diocesi di Castanhal e di Macapà, sul primato della Parola di Dio: è un forte investimento sulla forza della Parola nel costituire la chiesa e nel creare una mentalità di fede. Mi sembra molto importante. Anche questo mi fa molto pensare e mi convince ancora di più del fatto che anche noi dobbiamo prendere questa strada.

Quali possono essere le ricadute pastorali di questa esperienza?

I nostri fidei donum stanno facendo e hanno fatto sinora una collaborazione molto preziosa e colgo l’occasione per ringraziarli. Quando si viene qui e si sta con loro, ci si accorge di che cosa significa il ministero presbiterale, il farsi carico del cammino delle proprie comunità cristiane, il voler bene alla propria gente ed essere amati dalla propria gente. Questo è veramente confortante. C’è una condivisione di vita che diventa poi parte integrante del proprio essere sacerdoti. Ho visto il desiderio di valorizzare ciò che appartiene alla vita di queste persone, la fatica anche di spogliarsi di qualcosa per poter comunicare il Vangelo in una realtà diversa e il desiderio di riconoscere ciò che il Vangelo sta già operando. Gli incontri sono stati di grande arricchimento. Abbiamo prima pregato insieme e ascoltato il racconto della loro esperienza. Qui abbiamo toccato con mano che la dimensione missionaria della Chiesa è un elemento costitutivo. Adesso si tratta di capire come potremmo continuare in questa direzione. I fidei donum (laici e sacerdoti) sono un elemento originale e molto prezioso della storia della Chiesa bresciana. Mi preme che tutto questo possa proseguire, però occorre capire bene in che modo e secondo quali criteri, certo nella prospettiva di una comunione tra Chiese che oggi è ancora più importante.

S. Martino per l’Etiopia

Anche quest’anno la raccolta di San Martino viene distribuita in tre date nelle diverse zone: sabato 17 novembre in Valcamonica, Sebino, Franciacorta e Valtrompia; sabato 24 novembre nella Bassa Centrale e Occidentale e sabato 1 dicembre in città, sul Lago di Garda, in Valsabbia e nella Bassa Orientale.

La raccolta di vestiti per offrire un futuro all’Etiopia. La raccolta di San Martino viene distribuita, quest’anno, in tre date nelle diverse zone: sabato 17 novembre in Valcamonica, Sebino, Franciacorta e Valtrompia; sabato 24 novembre nella Bassa Centrale e Occidentale e sabato 1 dicembre in città, sul Lago di Garda, in Valsabbia e nella Bassa Orientale.

All’inizio del 2017 la conferenza Episcopale Italiana insieme alla comunità di Sant’Egidio ha siglato il protocollo di intesa con il Governo Italiano per l’apertura di un Corridoio umanitario dall’Etiopia, il secondo paese per numero di rifugiati in Africa. Di fronte alla drammatica situazione che spinge migliaia di persone a cercare salvezza attraversando prima il deserto e poi il mar mediterraneo in condizioni di grave rischio per sé e per le proprie famiglie, la Chiesa Italiana ha voluto dare un segnale per proporre soluzioni concrete, impegnandosi nella realizzazione del progetto, facendosene interamente carico. La Caritas Italiana e la formazione Migrantes garantiscono un adeguato processo di integrazione dei beneficiari nella società italiana. Con la raccolta di San Martino si vorrebbe sostenere l’accoglienza di famiglie attraverso il progetto “Protetto. Rifugiato a casa mia”, che si connota per l’esperienza comunitaria e per la presenza di famiglie e di persone che si rendono disponibili ad accompagnare i rifugiati nel percorso di integrazione. L’obiettivo principale di “Protetto. Rifugiato a casa mia” è quello di evitare le morti in mare e del traffico di esseri umani. Anche Caritas Diocesana di Brescia ha aderito al progetto: il 27 giugno è arrivata una famiglia di eritrei formata da una mamma, un papà e quattro figli minori, ospitata in un appartamento della Parrocchia di Santa Giulia del Villaggio Prealpino.  La famiglia è stata accolta e viene seguita dai volontari, sostenuti e affiancati dagli operatori della Cooperativa Kemay. “Hanno detto che i corridoi umanitari sono un’opera segno- racconta Giuditta, operatrice della Cooperativa Kemay -Nel senso di vista politico, sono certamente un simbolo. Però è un’opera reale e vera, perché a questa famiglia ha cambiato la vita: ai genitori, perché possono vivere più sereni, ma sicuramente ai bambini, che saranno salvaguardati e protetti”.

Il ricavato della raccolta andrà quindi al progetto “Rifugiato a casa mia” di Cei e Caritas, a sostegno del Corridoio umanitario per l’Etiopia. Le parrocchie sono pregate di prenotare i sacchetti allo 0303722252.

Giovani per il Vangelo: ottobre missionario 2018

“Giovani per il Vangelo” è lo slogans che le Pontificie Opere Missionarie hanno scelto per la 92° Giornata Missionaria Mondiale, che si celebrerà il 21 ottobre 2018.
La forza di scoprire, di saper rispondere agli interrogativi della vita, di saper compiere le decisioni personali.

É l’incontro con la Parola di Dio fatta carne in Gesù, che ci indica che la giovinezza non è solo questione di età ma di cuore. Quante belle testimonianze di missionari che nonostante l’età avanzata hanno una giovialità ed entusiasmo di un ventenne. Allora la giovinezza non è solo una questione di età, ma di incontro con il Vangelo.

Programma Parrocchiale dell’ Ottobre Missionario

Tutte le mattine dopo la S. Messa delle ore 8.00 recita del S. Rosario Missionario

Domenica 21 ottobre Celebrazione in Parrocchia della Giornata Missionaria Mondiale, con distribuzione delle apposite buste. L’ importo verrà consegnato all’ Ufficio Missionario Diocesano, che a sua volta lo devolverà alle Pontificie Opere Missionarie – Roma.

Programma zonale per l’ Ottobre Missionario

Veglia Zonale il 19 ottobre presso la Parrocchia di Gambara – ore 20:30.

Programma Diocesano per l’ Ottobre Missionario

Venerdì 05 Ottobre ore 20.30 Veglie di Preghiera presso i Monasteri di Clausura:
Monastero del Buon Pastore – Via della Lama 83 – Brescia
Monastero S. Chiara Clarisse – Bienno
Monastero della Visitazione – Via Versine 09 – Salò
Monastero delle Clarisse Capuccine – Via Arimanno – Brescia

Sabato 20 Ottobre ore 20.30 – Cattedrale di Brescia Veglia Missionaria e StarLight per adolescenti, con mandato ai Missionari partenti e agli adolescenti alla scoperta di Paolo VI.

Notizie dalla Missione

Padre Eugenio Petrogalli, missionario Comboniano in Ghana – Africa ci scrive.

Pace e bene! Sicuramente questa lettera pasquale arriverà dopo Pasqua, vista l’esperienza di alcune lettere natalizie, spedite in ottobre e arrivate in febbraio. Neanche mi preoccupo, perché la Pasqua non è la festa di un giorno solo, ma è una stagione, una primavera spirituale, anzi è di ogni giorno della nostra vita. Tutta la vita cristiana deve assumere un carattere pasquale di gioia e di speranza basato sulla fede in Cristo Risorto.                                                                                                                                                                           

Papa Francesco dice: “Il cristiano è l’ uomo della gioia, non può essere triste, neanche nei momenti difficili, anche quando il cammino della vita si scontra con problemi”. Noi missionari cerchiamo di essere gioiosi e coraggiosi testimoni di Cristo Risorto e della vita nuova da Lui portata, e questo è compito di ogni cristiano.                                                                                                                                                                    

Nella parrocchia di Mafi Kumase siamo ancora agli inizi dell’ evangelizzazione e c’è da tribolare per formare le vere comunità cristiane cattoliche, perché siamo sperduti in mezzo a Chiese Protestanti e a tante sette di altre denominazioni. Con me c’è Padre Philip Zema (ugandese) e Padre Job Plinga (togolese), che risiede  ad Abor. Ci si aiuta l’un l’altro, ma c’è bisogno soprattutto dell’ aiuto dello Spirito Santo che è vero agente dell’ evangelizzazione e della conversione dei cuori. Senza lo Spirito Santo non c’è missione, non c’è evangelizzazione.

Per questo mi rivolgo a voi, parenti, amici, benefattori di sostenerci con le vostre preghiere, con le vostre croci quotidiane, portate con amore e fortezza morale, in unione a Cristo. E’ grazie anche a voi che la missione continua. Sentitevi missionari con noi, per la costruzione del Regno di Dio, nell’ amore e nella pace. Buona parte della mia vita l’ ho passata in Africa, nel Ghana (36 anni su 77), e spero, a Dio piacendo, di passare anche il resto della mia vita, finchè posso ancora essere utile ai fratelli africani. Questa è la gioia del missionario: proclamare a tutti l’amore di dio.

Sono riconoscente al Buon Dio d’ avermi chiamato a vivere nella Congregazione dei Missionari Comboniani, tramite Padre Berto Zeziola di Angolo Terme, mio promotore vocazionale. Quest’ ano stiamo ancora celebrandoi 150 anni della fondazione dell’ Istituto da parte di San Daniele Comboni, grande apostolo dell’ Africa, ispirato dal suo motto: “Salvare l’ Africa con l’ Africa”. Comboni ha avuto tanta fiducia negli africani come costruttori del loro futuro e prevedeva per loro un’ avvenire felice. L’ Africa non è solo il continente della miseria e delle guerre, ma anche della fede e della speranza, chiamato “il polmone spirituale dell’ umanità”. Papa Paolo VI prevedeva che presto l’ Africa diventerà il centro del cristianesimo.                                                                                                                                    

Oltre al lavoro di evangelizzazione, ci diamo da fare per i progetti di promozione umana e sociale, con la costruzione di asili, scuole, cappelle, pozzi, per l’ acqua potabile, aiuti ai disabili, adozioni a distanza, formazione di catechisti e maestri ecc… Recentemente ho avuto la gioia di far scavare un pozzo d’ acqua al Santuario diocesano del Sacro Cuore, meta di tanti pellegrini. Ho completato la costruzione di una nuova Chiesa, dedicata ai Santi Pietro e Paolo, a ricordo della Chiesa di Leno, dove sono stato battezzato. Nel villaggio di Tordorkopoe abbiamo finito l’ asilo e il grande serbatoio della raccolta dell’ acqua piovana.

Andiamo avanti con fiducia e speranza, ben sapendo che nulla avviene per caso, ma tutto è nelle mani di un Padre che ci ama. Siate cristiani gioiosi, perché la gioia è il nostro più bel “Grazie a Dio”.

N/B Se qualcuno volesse aiutare per progetti, può inviare il contributo ai Missionari Comboniani di Verona col ccp 28394377 per Padre Eugenio Petrogalli. Per favore, specificate l’ intenzione, se per asili – scuole – pozzi – cappelle – disabili, o per intenzioni di S. Messe, ecc. Oppure per chi volesse comunicare con lui: Padre Eugenio Petrogalli Comboni Missionaries Mafi – Kumase P.O. Box Hp 877, Ho. Volta – Region, Ghana

Con affetto e riconoscenza Padre Eugenio Petrogalli

Giornata in memoria dei missionari martiri

Il 24 Marzo 1980, mentre celebrava l’Eucarestia, venne ucciso Mons. A. Oscar Romero, Vescovo di San Salvador nel piccolo Stato centroamericano di El Salvador. La celebrazione annuale di una Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri prende ispirazione da quell’evento, sia per fare memoria di quanti lungo i secoli hanno immolato la propria vita proclamando il primato di Cristo e annunciando il Vangelo fino alle estreme conseguenze, sia per ricordare il valore supremo della vita che è dono di tutti. Fare memoria dei martiri di ieri e di oggi è acquisire una capacità interiore di interpretare la storia oltre la semplice conoscenza. Come ogni anno la nostra Parrocchia ha commemorato l’evento con una S. Messa in loro suffragio celebrata sabato 25 marzo ore 18.30.

Secondo le informazioni raccolte dall’Agenzia Fides, nel 2016sono morti in modo violento 14 sacerdoti, 9 religiose, 1 seminarista, 4 laici. Per quanto riguarda la ripartizione continentale, in America sono stati uccisi 12 operatori pastorali (9 sacerdoti,  e 3 suore); in Africa sono stati uccisi 8 operatori pastorali (3 sacerdoti, 2 suore, 1 seminarista, 2 laici), in Asia sono stati uccisi 7 operatori pastorali ( 1 sacerdote, 4 suore, 2 laici), in Europa è stato ucciso 1 sacerdote.

A questi elenchi vanno aggiunta la lunga lista dei tanti, di cui forse non si avrà mai notizia o di cui non si conoscerà neppure il nome, che in ogni angolo del pianeta soffrono e pagano con la vita la loro fede in Gesù Cristo.

Formazione spirituale per adulti: “La Missionarietà nella Chiesa”

Parrocchie Santi Pietro e Paolo – San Martino – San Michele

“Vieni nel silenzio, parlerò al tuo cuore”

Esercizi spirituali
Da venerdì 2 a domenica 4 giugno 2017:

  • Quota di partecipazione: Euro 120.00
  • Partenza davanti la chiesa di Leno: Venerdì 2, ore 9.00

Le giornate di spiritualità si svolgeranno presso l’Eremo di Montecastello (Tignale) e saranno guidate da don Dino Capra.

Mezza giornata di spiritualità
Domenica 4 giugno
Per chi lo desidera, è possibile partecipare a una mezza giornata di spiritualità.

  • Inizio attività alle ore 9:30 presso l’Eremo di Montecastello.
  • Quota di partecipazione (pranzo) Euro 15.00

Il rientro è previsto a Leno per le 17 circa.
Le iscrizioni si ricevono presso Lucia Bonazza (030-906271) o presso l’Ufficio Parrocchiale.

A tutto cuore – Giornata missionaria dei ragazzi

Il 06 gennaio 2017 oltre alla solennità dell’Epifania, celebriamo la Giornata Missionaria dei Ragazzi. Il Vangelo di questo giorno, ci fa riflettere sulla manifestazione di Gesù a tutti i popoli, ci presenta le figure dei Magi, personaggi misteriosi, difficili da identificare, questi “camminatori” al seguito di una stella, questi cercatori venuti da lontano per trovare il Messia. Uomini che si fermano in adorazione davanti a Gesù, mossi da domande profonde e da una speranza che palpitava nei loro cuori. Hanno visto un segno, una stella: si sono messi in cammino e in ricerca. Lo hanno trovato! Tante persone nel mondo di oggi vivono la ricerca e l’attesa! É compito della Chiesa essere segno, “essere stella”, per condurre a Cristo ogni fratello e sorella! Ecco perché nella festa dell’Epifania, i Ragazzi Missionari dei cinque continenti celebrano il loro impegno per la Missione. Le offerte raccolte fra i ragazzi attraverso la distribuzione delle bustine missionarie andranno a finanziare i progetti del Fondo Universale di Solidarietà delle Pontificie Opere Missionarie a favore dei bambini di tutto il mondo. I Progetti sostenuti attualmente sono 2.500, destinati alla Pastorale Missionaria dei Ragazzi nelle Diocesi su richiesta dei Vescovi, progetti specifici nel campo dell’educazione cristiana, scolastica, di protezione dell’infanzia (orfanotrofi, centri sanitari, ecc…) e destinati ai bisogni diretti di ogni bambino. Ogni bambino e ragazzo della nostra comunità è invitato nella chiesa parrocchiale alle celebrazioni missionarie della giornata: ore 10.00 S. Messa, ore 15.00 funzione pomeridiana in cui la commissione missionaria con i catechisti proporrà una sacra rappresentazione, al seguito della quale ci sarà la benedizione di tutti i bambini e ragazzi presenti.