Il desiderio di essere Chiesa

Il messaggio, scritto in occasione del Mese missionario, di don Pietro Parzani, da gennaio 2018 Fidei Donum presso la diocesi di Inhambane in Mozambico

In questo mese missionario volevo scrivervi di una esperienza bella che mi è capitata qui in Missione, una bella esperienza di Chiesa. Io, come buon italiano sono stato abituato a entrare in chiese bellissime, antiche, e quando ci spiegavano la storia della costruzione delle chiese dicevano spesso che erano state il frutto del lavoro di tanta gente povera che voleva realizzare un luogo di culto e esprimere la propria fede in Dio. Ma io ho sempre visto le strutture già fatte, e il lavoro e il desiderio e la determinazione nel costruirle non ho mai avuto il piacere di vederlo.

In questo anno e mezzo, dentro anche al periodo della Pandemia per il Covid 19, una tra le nostre 47 comunità cristiane, quella di Buvane, ha costruito la propria chiesa, cappella, con mattoni e tetto in lamiera. Vi assicuro che non è una impresa facile, dal momento che la maggior parte della gente vive ancora in capanne, gente semplice senza grandi risorse. Quello che mi ha colpito è stata la loro determinazione e desiderio di avere un luogo di culto degno, visto che il precedente fu danneggiato dal ciclone di tre anni fa. Quando nel mese passato abbiamo messo il tetto c’era quasi tutta la comunità: tante donne a cantare e ballare, giovani e bambini che vedevano realizzato il loro luogo di culto, uomini ad aiutare e lavorare per finire i lavori. Questo lavoro ha rinforzato i legami tra loro e come comunità. Ha riacceso il desiderio non solo di fare chiesa ma di esserlo. Che bello: desiderio di essere Chiesa, comunità.

Papa Francesco nel messaggio per questa giornata missionaria ci invita a dire come il profeta “Eccomi, manda me (Is6,8)” alla chiamata missionaria di Dio. Penso che questa missione è essere Chiesa oggi, ognuno di noi un piccolo mattone che accetta di stare unito agli altri, che vive con entusiasmo la costruzione di un “edificio spirituale”, segno vivo della fede e speranza in un Dio che cammina con noi.

Semplicemente volevo condividere questa esperienza e augurarvi una buona missione, li dove vivete.

Migranti, tra falsi miti e pastorale

“Come Gesù Cristo, costretti a fuggire”. Domenica 27 settembre in ogni parrocchia è stata celebrata la 106ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Anche la nostra Diocesi ha vissuto alcuni momenti significativi, tra cui la Messa presieduta sabato pomeriggio dal Vescovo nella parrocchia della Stocchetta in cui ha sede la Missio cum cura animarum per i fedeli migranti. Giuseppe Ungari, che da circa un mese ha iniziato il suo servizio come vice direttore dell’Ufficio per i migranti, racconta in questa intervista alcune prospettive pastorali.

Domenica abbiamo vissuto la Giornata del migrante e del rifugiato. C’è qualcosa che l’ha colpita in particolare delle iniziative bresciane?

Siamo riusciti a creare occasioni di riflessione proponendo qualificate iniziative che hanno attinto tanto al livello locale, con la presentazione alla Stocchetta del nuovo libro di Franco Valenti, “Migrazioni in Italia e nel mondo”, quanto a quello nazionale, con l’intervista a padre Fabio Baggio, sottosegretario del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. Anche dal punto di vista contenutistico si è prestata attenzione tanto alla dimensione culturale, con gli eventi citati, quanto a quella più spirituale con la celebrazione dell’eucarestia presieduta dal Vescovo.

Sul tema dei migranti e dei rifugiati ci sono molti pregiudizi, qual è il cammino da intraprendere per sfatare alcuni miti?

Sicuramente bisogna imparare sempre più a ragionare partendo dai dati. C’è abbondanza di ricerca, di analisi, di approfondimenti statistici ed è indispensabile fondarsi su informazioni che, per quanto interpretabili, offrono elementi oggettivi. A partire dal sapere che la maggior parte dei migranti in Italia sono cristiani (2,9 milioni, pari quasi al 55% del totale degli stranieri residenti nel nostro Paese) o che in Lombardia ci sono 800mila contribuenti stranieri che, con le loro imposte, raggiungono versamenti fiscali pari a 13 miliardi di euro. Prima ancora di instaurare una dimensione empatica nei confronti del tema, è fondamentale avere un rigoroso approccio documentato che ci consenta di conoscere la realtà non per come la vorremmo (o non vorremmo) ma per quella che è.

Come Ufficio avete già in mente un percorso da seguire per formare le comunità?

Sono all’Ufficio per i migranti da solo un mese e mi piacerebbe anzitutto capire e conoscere le aspettative e le esigenze delle comunità parrocchiali della Diocesi. Pertanto anche alcuni corsi di formazione che fin da ora possiamo proporre ai Consigli pastorali e ai vari operatori parrocchiali vorrei fossero anche occasione per accogliere, incontrandoli, quanto può provenire in termini di richieste, ma anche di proposte, dalle diverse zone che, ovviamente, hanno peculiarità proprie molto diverse sul tema dei migranti. Un’ulteriore opportunità, poi, sarà la presentazione alla Diocesi, tra novembre e febbraio, di tre importanti rapporti redatti dalla Fondazione Migrantes.

Le comunità etniche di immigrati sono inserite oggi nella pastorale o rischiano di vivere isolate con una pastorale ad hoc?

Indubbiamente ad oggi l’attività delle comunità etniche e delle cappellanie è stata rivolta agli immigrati di prima generazione. A Brescia in questo c’è stata nei decenni passati una grande capacità di leggere il fenomeno della migrazione e accompagnarlo in modo tale da renderlo sintonico e sereno. Oggi è necessario, proseguendo questa peculiarità bresciana di sapere guardare avanti, essere coraggiosi e fare un passo ulteriore favorendo il pieno inserimento delle sorelle e dei fratelli di origine straniera nelle comunità parrocchiali e, auspico, nelle loro attività, anche attraverso l’inclusione negli organismi di partecipazione, con ruoli attivi nei più vari livelli della vita delle nostre parrocchie.

Il Centro Migranti è il braccio operativo: quali prospettive ci sono all’orizzonte per non essere solo uno sportello erogatore di servizi?

Il Centro Migranti continua ad essere uno strumento che ci permette di essere vicini agli stranieri attraverso un’operatività concreta che è altro dalla pastorale ma è essenziale per rispondere ai loro bisogni e, soprattutto, per offrire possibilità di relazione. Per evitare che il Centro sia solo un erogatore di servizi, quello su cui ci concentriamo è la modalità di approccio alla persona che dovrebbe essere diversa da ogni altro centro qualificato per assistere nelle pratiche burocratiche. Una modalità di accesso che ci permette di conoscere delle persone e attraverso di loro entrare anche in contatto con le comunità migranti, soprattutto con quelle a cui non siamo legati pastoralmente, ampliando la conoscenza delle realtà dei migranti presenti sul territorio.

Animazione dell’ottobre missionario

A partire da fine agosto è possibile, da parte dei parroci, segnalare la richiesta di presenza di un missionario per la celebrazione delle Messe in una domenica del mese di ottobre in vista della Giornata Missionaria Mondiale.

L’Ufficio per le Missioni è inoltre disponibile ad accompagnare e promuovere momenti formativi e di testimonianza per tutto il mese di Ottobre con la possibilità di prevedere incontri specifici, momenti di preghiera, approfondimenti tematici. Per una opportuna programmazione si può contattare l’ufficio entro il 20 Settembre al numero 030.3722350 o scrivere all’indirizzo e-mail missioni@diocesi.brescia.it

Il materiale per l’animazione dell’ottobre missionario è disponibile a partire da settembre.

Pastorale migranti: un progetto

Le nomine intervenute a completamento dell’area pastorale per la mondialità coinvolgono in modo significativo la pastorale per i migranti della Diocesi. Nell’esprimere gratitudine a don Mario Neva per aver accompagnato nell’ultimo anno questa importante dimensione della vita ecclesiale diocesana, accogliamo l’arrivo di Giuseppe Ungari come vice direttore dell’Ufficio per i migranti in stretta collaborazione con don Roberto Ferranti, direttore dell’area per la mondialità. Questo passaggio esprime la volontà di un sempre più consistente coinvolgimento di laici a servizio della diocesi, ma è anche preludio a una progettualità nuova. È in corso una riflessione importante circa l’elaborazione di un “progetto pastorale per i migranti nella Diocesi di Brescia”. Il discernimento avverrà in modo progressivo e coinvolgerà interlocutori fondamentali per un cammino ecclesiale sinodale: il consiglio pastorale diocesano, il consiglio presbiterale, le cappellanie e le parrocchie. Ogni progetto che non voglia rispondere a logiche organizzative e funzionali, ha bisogno di uno spazio nel quale lasciarsi interpellare dalla domanda: “Cosa ci domanda il Signore attraverso i fatti, gli eventi, gli incontri, i fenomeni, i segni?”. Lo sviluppo di un progetto pastorale per i migranti conduce a una riflessione circa i percorsi formativi e le prassi di accoglienza e integrazione da ingenerare e favorire nelle parrocchie e negli oratori della diocesi; il progetto dovrà approfondire l’ordinarietà dell’evangelizzazione delle seconde e terze generazioni di migranti; potrà promuovere la conoscenza e l’approfondimento della fede a partire dalla cultura di origine dei migranti e il mantenimento di legami significativi e arricchenti con i luoghi di provenienza. Ci sarà una specifica attenzione ai migranti di altre religioni.

In cammino. Partiamo dalla consapevolezza che un solido cammino è già avvenuto nei decenni passati: la presenza proficua e competente dei padri Scalabriniani, la scelta di un luogo come la Stocchetta sede della Missione con cura d’anime per i fedeli migranti e l’attività promossa dal Centro Migranti costituiscono una base solida sulla quale provare a proiettarci nel futuro accogliendo i profondi e rapidi mutamenti in corso. In questa direzione la presenza e la competenza di padre Mario Toffari favoriranno il percorso di una sinergia sempre più stretta tra le cappellanie e la pastorale. Insieme a padre Mario operano i cappellani coadiutori: padre Vasyl per la comunità degli Ucraini, padre Bernard per la comunità Africana, padre Linton per la comunità Cingalese, padre Ronan per la comunità Filippina. All’equipe dell’area per la mondialità chiediamo di aiutarci ad avere sempre un orizzonte e uno sguardo ampi e aperti così da cogliere la bellezza e la meraviglia del Vangelo capace di toccare, innervare ed esprimersi in lingue, culture, stili diversi e sorprendenti. Ciò richiede che si creino legami di conoscenza e di stima tra credenti di diversa provenienza perché la fede crea tra tutti i battezzati un legame saldissimo, maggiore di quello che nasce dalla medesima cultura.

Una tavola imbandita per tutti

Il sussidio per la Quaresima riprende la lettera pastorale del Vescovo. Dall’eucaristia allo spezzare il pane a tavola con le persone a cui si vuole bene

Una tavola per tutti. Chiara Gabrieli, vicedirettore dell’Ufficio per le missioni della diocesi di Brescia, presenta il sussidio “Una tavola per tutti”. È una proposta per iniziare la Quaresima insieme. La Diocesi propone un itinerario per vivere bene questo tempo forte. Con il libretto e il piccolo salvadanaio da costruire si vuole anche suggerire alle famiglie un momento quotidiano di preghiera. “Abbiamo preparato – racconta Gabrieli – un piccolo opuscolo, in collaborazione con le tre aree pastorali diocesane: l’area per la mondialità, l’area per la società e l’area per la crescita della persona, insieme al Seminario diocesano”.

Il titolo. Il titolo di quest’anno è “Una tavola per tutti” perché “riprende la lettera pastorale del nostro vescovo. Il tema fondante è l’eucarestia, rivolta alle famiglie e ai bambini e si trasforma nello ‘spezzare il pane’ a tavola con le persone a cui si vuole bene. Nell’immagine di copertina di questo sussidio vediamo sei persone che rappresentano le settimane della Quaresima e attendono che arrivi un’altra persona, cioè la testimonianza che accompagnerà, ogni settimana per sei settimane, il nostro cammino quaresimale. Abbiamo stampato 68mila copie che sono state distribuite nelle varie parrocchie affinché vengano date alle famiglie e ai bambini”. È un opuscolo che si caratterizza in due parti: la parte della domenica, rivolta alle famiglie e agli adulti, con la testimonianza che caratterizza la settimana. Ogni settimana c’è una sensibilità che ci accompagna: per la famiglia, i poveri, per la terra, la parola e per il mondo, ossia per i migranti. Durante la settimana, invece, si dà maggiore attenzione ai bambini, per cui ci sarà sempre una preghiera preparata dai seminaristi e sarà una forma di aiuto ai parroci nel fare il ‘Buongiorno Gesù’”. La Quaresima è tempo di fioretti con la classica cassettina per recuperare qualche piccolo sacrificio e metterlo a disposizione perché i progetti quaresimali sono importanti, soprattutto per i nostri missionari. “Si, sono progetti importanti, in particolare questa cassettina che diamo alle famiglie, rappresenta il raccogliere e l’aiutare sei progetti, come le sei settimane, in modo da valorizzarli in ogni parte del mondo, dal Brasile, all’Africa fino a Brescia”.

I progetti. Si va dal sostegno delle famiglie dei laici in missione in Togo, in Tanzania e in Albania al sogno di una parrocchia nella diocesi di Macapà in Brasile; dall’aiuto all’apostolato delle suore dorotee in Albania ai poveri di Kiremba; dai progetti di lavoro dei giovani in Senegal al “Farm Training”, un progetto di accoglienza proposto dall’Associazione Centro Migranti.

Lettera inviata da Padre Eugenio Petrogalli in dicembre 2019

Il messaggio natalizio è sempre lo stesso, nuovo e commovente: Gesù figlio di Dio si fa uomo perché noi possiamo diventare figli di Dio. Questa è la grande novità del Cristianesimo, è questo il messaggio evangelico che dobbiamo annunciare al mondo intero, perché il mondo sia salvato.

É una gioia per me andare tutti i giorni in un villaggio o nell’ altro della mia parrocchia di Mafi-Kumase a celebrare la S. Messa, a dire alla gente quanto Dio ci ama e ci vuole felici con Lui per sempre. Scoprire l’amore di Dio e sentirci personalmente amati da Lui, ci rende capaci a nostra volta di amare Dio con tutto il cuore e amare i suoi figli come fratelli.

Questa è la vita del missionario: accogliere Gesù nel cuore, come il tesoro più grande e farlo nascere nel cuore degli altri con gesti concreti di amore, solidarietà e condivisione: questo è il Natale. Ciò che tutto mi dà fiducia e soddisfazione in questa missione sono i bambini che si trovano dappertutto, pieni di vita, di stupore, di entusiasmo, nonostante la povertà materiale. Il viso splendente e gioioso di questi bambini sono un inno alla vita e all’amore. Con gli adulti è un po’ più difficile, perché più indifferenti e confusi in mezzo a tante scelte protestanti, però non mi scoraggio.

Continuo con l’attività di evangelizzazione e con i soliti progetti di sviluppo umano e sociale: pozzi per l’ acqua potabile, scuole, cappelle, adozioni scolastiche, aiuti ai disabili, ecc… Ma ciò che più importa è la conversione del cuore, con l’ annuncio del Vangelo. Se non si cambia il cuore, a nulla servono le strutture. San Daniele Comboni grande amico degli africani, vi Benedica.

Pregate perché i missionari non perdano mai la gioia di annunciare il Vangelo, pur in mezzo a tante difficoltà, ma siano pieni di fiducia, di ottimismo e di serenità, confidando in Gesù che è sempre con loro con il suo Spirito. Rinnovo i miei più sentiti e cordiali auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo, ricco dei doni più belli portati da Gesù e di opere buone per l’avvento del Regno di Dio, in noi e nelle nostre famiglie.

Padre Eugenio

I giovedì della Missione

A partire da giovedì 14 novembre, tornano i “Giovedì della missione” alle 20.30, nel centro Missionari Comboniani di Viale Venezia 112 a Brescia

Il nostro territorio è pronto a riaccogliere l’ormai tradizionale appuntamento dei “Giovedì della Missione”, una serie di incontri, realizzati in collaborazione con gli istituti Missionari presenti nella città di Brescia, che si prefiggono non solo l’obiettivo di essere occasioni di formazione, riflessione e preghiera, ma anche di promuovere l’incontro e l’aiuto dei poveri e degli stranieri, per “rilanciare il gusto del pensare insieme”, come ha affermato il vescovo Pierantonio Tremolada.

Gli incontri in programma si terranno alle 20.30 nel centro Missionari Comboniani di Viale Venezia 112 a Brescia. A dare il via, giovedì 14 novembre, Mauro Castagnaro, giornalista specialista di America Latina e redattore di “Missione Oggi”, e Mattia Prayer Galletti, Lead Techinical Specialist presso l’Ifad, presenteranno il tema “Sinodo dell’Amazzonia: “kairòs” per tutta la chiesa e il mondo”. A moderare l’incontro sarà presente don Roberto Ferranti, direttore dell’Area pastorale per la Mondialità della Diocesi di Brescia.

Il secondo convegno di giovedì 12 dicembre si concentrerà sulla tematica “Modalità e strumenti per una nuova presenza missionaria della Chiesa in Italia” con la partecipazione di don Giusto Della Valle, parroco di Rebbio di Como, e padre Daniele Moschetti, missionario comboniano di Castel Volturno di Caserta. Modererà padre Mario Menin, direttore di “Missione Oggi”.

In programma per giovedì 9 gennaio, la finestra sul mondo con “Io Accolgo. Uscire dal labirinto delle paure”. Partecipano all’evento padre Alex Zanotelli (nella foto), missionario comboniano nel quartiere di Rione sanità di Napoli, Antonio Trebeschi, sindaco di Collebeato e coordinatore della rete Sprar di Brescia, e don Fabio Corazzina, parroco di Fiumicello di Brescia. Mimmo Cortese, membro di Opal Brescia e redattore “Missione Oggi”, farà da mediatore. Giovedì 13 febbraio si terrà il quarto incontro, caratterizzato dal tema “La chiesa popolo di Dio e la sfida dei populismi e nazionalismi in Italia e in Europa” con la presenza di mons. Marco Prastaro, vescovo di Asti, Marco Revelli, già ordinario di Scienza della politica presso l’Università del Piemonte Orientale, e Anna della Moretta, giornalista del “Giornale di Brescia, che modererà l’incontro. Giovedì 12 marzo si parlerà di “Chiesa di uomini e di donne corresponsabili nella sinodalità missionaria” con Matteo Truffelli, presidente nazionale Azione Cattolica Italiana, Serena Noceti, teologa e vicepresidente dell’Associazione Teologica Italiana, e madre Eliana Zanoletti del Canossa Campus di Brescia.

L’ultimo incontro è in programma per giovedì 14 maggio, quando si tratterà di “Legittima difesa e armi in Italia e nel mondo: per quale sicurezza?”. Giorgio Beretta, analista Opal, e Francesco Vignarca, coordinatore Rete Italiana Disarmo, saranno moderati da Piergiulio Biatta, presidente Opal. I “Giovedì della Missione” proporranno anche lo spettacolo teatrale “Pierre e Mohamed – un cristiano e un musulmano. Amici fino alla morte, insieme”, diretto da Francesco Agnello e interpretato da Lorenzo Bassotto, che verrà messo in scena lunedì 23 marzo alle ore 20.30 nella chiesa di San Cristo, in via Piamarta 9, a Brescia. Il monologo teatrale è accompagnato da un supporto musicale ed è ispirato al testo di Adrien Candidiard, sulla vicenda di Pierre Claverie, vescovo di Orano, e dell’amico Mohamed Bouchikhi, assassinati insieme in Algeria il 1° agosto 1966.

I miei missionari in Africa

Ottobre Missionario 2018

Ti scrivo durante questo mese missionario per raccontarti la mia esperienza missionaria qui a Morrumbene, in Mozambico, col desiderio di renderti partecipe di alcune emozioni, riflessioni, ma soprattutto per condividere quello che anche io sto ricevendo… se fa bene a me può far bene anche a te!

Papa Francesco nel suo bel messaggio per la giornata missionaria di quest’anno dice “insieme ai giovani potiamo il Vangelo a tutti”. Una delle mie prime esperienze e attività che sto vivendo è incontrare i giovani delle 48 comunità presenti in questa parrocchia. Nell’incontro rimango sempre ammirato dalla gioia dei giovani, che si esprime in canti e balli, e della semplicità e normalità di pregare e confrontarsi sulla propria fede. In varie occasioni molto semplici e anche molto forti mi stanno annunciando il Vangelo. L’annuncio più forte in questi 8 mesi di missione è stato quello ricevuto da Orlando, un ragazzo di 22 anni che da pochi mesi è morto per una grave malattia. L’ho conosciuto al consiglio dei giovani della parrocchia, lui era uno dei responsabili della sua zona per quanto riguarda la pastorale giovanile. Sono stato a trovarlo un giorno a casa sua perché per colpa della malattia che improvvisamente lo ha colto, non poteva più partecipare agli incontri del consiglio. Attraverso il suo catechista di zona mi ha chiamato urgentemente, e sentendo venire meno le forze mi ha chiesto di essere battezzato. Stava camminando nella catechesi del catecumenato, ma il suo percorso ha avuto una forte accelerata. “Padre desidero il Battesimo, voglio essere Figlio di Dio”. Questo desiderio, nella consapevolezza di morire, ancora oggi mi scuote e mi provoca grande ammirazione: desiderio di essere figlio di Dio. Orlando è il mio primo missionario in Africa.

Un’altra esperienza forte in questi primi mesi di missione è stata la benedizione delle case, o meglio capanne, in una delle 8 zone della mia parrocchia. Zona Panga, con la presenza di tante chiese, confessioni e sette diverse. Ho ricevuto tanta accoglienza e gioia. Volevo condividere con te l’incontro con una anziana, che non sapeva più come ringraziare Dio per la visita del Padre nella sua capanna “Anche i passeri del cielo cantano contenti per questa visita, un padre è venuto a trovarmi”. Questa cosa mi provoca come prete e anche come cristiano. Noi siamo portatori di qualcosa di grande, che la gente riconosce e desidera. Lei nemmeno mi conosceva, ma riconosce in questa visita l’attenzione della Chiesa. Molte volte anche una sola visita dice molto. Questa è un’altra missionaria. Mi ha aperto il cuore.

Avrei tanti altri piccoli incontri da raccontarti. In verità ci sono anche alcune fatiche, come in ogni parte del mondo. Mi sto accorgendo che ognuno può essere “missionario” con l’altro perché portatore di qualcosa di vero e di bello. Sempre papa Francesco dice nel suo messaggio per la giornata missionaria “La vita è una missione. Ogni uomo e donna è una missione, e questa è la ragione per cui si trova a vivere sulla terra. Essere attratti ed essere inviati sono i due movimenti che il nostro cuore, soprattutto quando è giovane in età, sente come forze interiori dell’amore che promettono futuro e spingono in avanti la nostra esistenza. Nessuno come i giovani sente quanto la vita irrompa e attragga. Vivere con gioia la propria responsabilità per il mondo è una grande sfida. Conosco bene le luci e le ombre dell’essere giovani, e se penso alla mia giovinezza e alla mia famiglia, ricordo l’intensità della speranza per un futuro migliore. Il fatto di trovarci in questo mondo non per nostra decisione, ci fa intuire che c’è un’iniziativa che ci precede e ci fa esistere. Ognuno di noi è chiamato a riflettere su questa realtà: «Io sono una missione in questa terra, e per questo mi trovo in questo mondo» (EG 273).”

Questa semplice lettera era per vivere la mia missione anche con te, condividendo piccoli incontri, che richiamano Qualcuno di grande che ci precede e ci guida. Mi trovo bene qui in Mozambico, sto imparando molto, anche se a volte faccio fatica a lasciarmi guidare. Sono un testone.

Un abbraccio e un ricordo nella preghiera.

Don Pietro Parzani, qui chiamato padre Pedrinho

Giovani per il Vangelo: ottobre missionario 2018

“Giovani per il Vangelo” è lo slogans che le Pontificie Opere Missionarie hanno scelto per la 92° Giornata Missionaria Mondiale, che si celebrerà il 21 ottobre 2018.
La forza di scoprire, di saper rispondere agli interrogativi della vita, di saper compiere le decisioni personali.

É l’incontro con la Parola di Dio fatta carne in Gesù, che ci indica che la giovinezza non è solo questione di età ma di cuore. Quante belle testimonianze di missionari che nonostante l’età avanzata hanno una giovialità ed entusiasmo di un ventenne. Allora la giovinezza non è solo una questione di età, ma di incontro con il Vangelo.

Programma Parrocchiale dell’ Ottobre Missionario

Tutte le mattine dopo la S. Messa delle ore 8.00 recita del S. Rosario Missionario

Domenica 21 ottobre Celebrazione in Parrocchia della Giornata Missionaria Mondiale, con distribuzione delle apposite buste. L’ importo verrà consegnato all’ Ufficio Missionario Diocesano, che a sua volta lo devolverà alle Pontificie Opere Missionarie – Roma.

Programma zonale per l’ Ottobre Missionario

Veglia Zonale il 19 ottobre presso la Parrocchia di Gambara – ore 20:30.

Programma Diocesano per l’ Ottobre Missionario

Venerdì 05 Ottobre ore 20.30 Veglie di Preghiera presso i Monasteri di Clausura:
Monastero del Buon Pastore – Via della Lama 83 – Brescia
Monastero S. Chiara Clarisse – Bienno
Monastero della Visitazione – Via Versine 09 – Salò
Monastero delle Clarisse Capuccine – Via Arimanno – Brescia

Sabato 20 Ottobre ore 20.30 – Cattedrale di Brescia Veglia Missionaria e StarLight per adolescenti, con mandato ai Missionari partenti e agli adolescenti alla scoperta di Paolo VI.

Dalle idee alla vita: la missione è possibile

Nel Laboratorio Missionario del 12 maggio scorso, si è  riflettuto su come si possa passare dalle idee alla vita, su come si possa accogliere il Regno di Dio affinchè la Sua Missione, sia uno stile di corresponsabilità, di sinodalità nella chiesa, di comunione, di ministerialità non rimangano solo belle parole e slogan ma diventino vita e vita piena.

Il Progetto di Pastorale Missionario per la Diocesi è stato ideato un paio di anni fa dal Vescovo Monari, il quale si auspicava che ogni Consiglio Pastorale Parrocchiale potesse elaborare un proprio Progetto di Pastorale Missionaria (diciamo che nella nostra Parrocchia, si è iniziato a seguire questa indicazione). Lo stile quindi di un futuro, ma non troppo, dove il PPM dovrà tener conto dell’ annuncio esplicito del Vangelo ai non cristiani, ovvero della missio ad gentes, soprattutto a partire dagli ultimi, dai più lontani, dai più bisognosi, dai più sofferenti.

Come procedere? Si tratta di ripensare la comunità cristiana. Si tratta di inventare nuove forme di ministeri al servizio dell’ unica missione locale-universale. Una formazione quindi sui temi della fede, della pastorale ma “impastata” con la mondialità, con la vita quotidiana, con le gioie e le sofferenze delle persone. In questi ultimi 15 anni le scuole bresciane hanno invitato Brescia Mondo a realizzare percorsi di educazione alla mondialità con gli studenti permettendo di incontrare dai 5 ai 6 studenti. Intercettare questa urgenza-esigenza nei nostri oratori è ancora un lontano sogno tranne qualche eccezione. Sembrano essere percepiti come temi “non nostri”.

Le linee del PPM propongono le indicazioni dell’ Evangelii Gaudium per una chiesa in uscita. La missione ad gentes deve diventare lo spirito della missione della chiesa nel mondo: una chiesa in uscita è quella che ascolta il grido dei poveri e si lascia trascinare da loro. Ma come essere attenti al grido dei poveri senza conoscerne le cause, i meccanismi, ed arrivare ad individuare la nostra corresponsabilità? Avviare processi di formazione è urgente. Il PPM ci invita ad andare ancora oltre: mai come oggi è inevitabile una denuncia esplicita delle cause che creano e costruiscono la povertà nel mondo dove la distinzione geografica tra nord e sud è sempre meno visibile. Ed ancora, sempre nella linea della conversione, l’ incontro personale rappresenta la miglior testimonianza di vita, un dialogo fraterno ma soprattutto sincero, costruttivo. Relazioni umane di scambio, preghiera, confronto, sostegno.

Al Centro Missionario sono arrivate circa 40 richieste per presentare il PPM nelle parrocchie o unità pastorali, sono in corso processi, cambiamenti anche se lenti, le comunità si stanno interrogando sul come testimoniare il Vangelo oggi. Il Centro Missionario ringrazia per tutto questo lavoro, impegno, scambio, ricerca di nuove vie della missione.

Tratto da un articolo su Kiremba di Claudio Treccani, appartenente allo staff del Centro Missionario Diocesano.