Sono Gabriella, Ministro straordinario della Santa Comunione

Come lo sono diventata?

Alcuni anni fa, ho partecipato ad una serie di incontri organizzati da Monsignore Giovanni Palamini, finalizzati a spiegare la funzione della Caritas Parrocchiale nella comunità.

Dal confronto con i partecipanti si evidenziarono vari ambiti nei quali ognuno avrebbe potuto dare il proprio contributo. Consigliatami con mio marito e pregato lo Spirito Santo che mi illuminasse, io scelsi di dedicarmi alle persone sole o ammalate.

Condivisa la mia scelta con Monsignore, lui mi propose di divenire Ministro straordinario della Santa Comunione, previo invio di domanda al Vescovo e partecipazione ad uno specifico corso di formazione.

Accettai sentendomi onorata di poter svolgere un simile, meraviglioso servizio. 

Dopo aver ricevuto il Mandato dal Vescovo, con trepidazione ed emozione iniziai le mie visite agli ammalati, portando loro il Dono Eucaristico che li immerge nell’amore di Gesù, che toglie l’ansia e l’incertezza per il futuro ed un po’ di conforto, da parte mia, attraverso l’ascolto, la presenza, la condivisione, l’affetto e la tenerezza.

Ora sono al secondo mandato triennale e questa scelta continua ad arricchirmi, mantenendomi vicina al mio prossimo sofferente.

Spero sempre di portare po’ di gioia e sollievo, facendo sentire agli ammalati che incontro, la vicinanza della Comunità Parrocchiale, attraverso le preghiere, i saluti, gli auguri e le notizie sulla vita del paese.

Dò lode al Signore e lo ringrazio per questa mia opportunità.

Chi è il “Ministro straordinario della comunione”

Tra le varie attività di volontariato che operano nel paese di Leno in ambito ecclesiale, vi è anche la figura del “Ministro straordinario della comunione eucaristica”.

Questo ministero è molto importante e forse non sempre riconosciuto nel suo valore, al di là della persona che lo esercita. Anticamente la parola “ministro” significava l’uomo a cui veniva assegnato un determinato compito da svolgere per il bene della comunità, oppure per altre persone alle quali rendere servigi. Col passare del tempo la parola “ministro” ha assunto poi un altro significato… nella categoria politica.

L’altra voce è “straordinario”, cioè al di fuori delle mansioni di tutti i giorni; mentre i presbiteri, sacerdoti, sono “ordinari” perché consacrati dal vescovo.

Ora che sappiamo il significato di Ministro Straordinario, vediamo cosa fa e qual è il suo compito nella comunità cristiana. Principalmente il suo incarico,come dice l’espressione, è portare la Comunione eucaristica, il Corpo di Cristo, a persone che, in qualche modo, non hanno la possibilità di recarsi in chiesa a causa delle condizioni fisiche o per malattia, ma che non vogliono rinunciare all’Eucarestia. Come si sa, il Ministro Straordinario della comunione eucaristica non sostituisce il sacerdote, è però un suo valido aiuto per arrivare là dove egli non può arrivare, anche a causa della scarsità di sacerdoti.

L’istituzione di questo servizio è di grande utilità per non privare del sacramento i fedeli che desiderano partecipare al “banchetto eucaristico”.

Come si arriva ad essere Ministro Straordinario?

Tramite la richiesta del Parroco, un buon comportamento da parte del chiamato e dopo partecipando ad un corso di preparazione per un’adeguata formazione. Terminato il percorso di preparazione, si riceve il mandato dal Vescovo che ha la durata di tre anni.

Con questo articolo vogliamo portare a conoscenza che i ministri delegati fanno del loro esercizio una carità cristiana volontaria come tante altre attività nell’ambito della comunità. Se li incontrassimo per strada, a piedi o in bici, potrebbero avere con sé il Corpo di Cristo da portare come sollievo a persone che ne hanno la necessità. Commuove la perseveranza degli ammalati nel partecipare alle celebrazioni attraverso la televisione o la radio e lo dicono pure… “go scultat la mésa a la televisiù e go dìt anche el rosàre”.

Chi volesse richiedere la presenza del sacerdote e poi del ministro straordinario per la comunione eucaristica può anche solo fare una telefonata in canonica oppure informare uno dei ministri straordinari.

Il servizio del ministro straordinario è fatto non a titolo personale, bensì a nome della comunità cristiana.

Livio e Andrea

Ministro Accolito? Cioè?

Il Vescovo Pierantonio ha istituito l’accolitato al nostro seminarista Nicola Mossi

È stata una domanda postami in modo ricorrente nei giorni che hanno preceduto e seguito l’11 Maggio 2018, quando il Vescovo Pierantonio ha istituito sei nuovi ministri lettori e quattro accoliti, tra questi ultimi anch’io. In effetti sono ministeri poco conosciuti e chiamati minori, perché appunto inferiori rispetto a diaconato e presbiterato i quali imprimono il carattere del sacramento dell’ordine e segnano in modo definitivo il cammino vocazionale.

Nonostante ciò nella vita di un seminarista anche lettorato e accolitato sono passaggi di Grazia e di gioia in cui in modo più ufficiale si riconosce l’importanza della Parola di Dio e dell’Eucarestia nella propria vita. In particolare, riguardo all’accolitato, abbiamo avuto modo nell’ultimo anno di riflettere e meditare l’importanza dell’Eucarestia nella vita del sacerdote.

Diventare persone eucaristiche, persone di comunione con Cristo, con i fratelli e con ogni persona che Dio mette sulla nostra vita, questo è il desiderio che è cresciuto in questi anni e che ogni giorno mi mette alla prova: in comunità, in parrocchia, in famiglia. Quindi, come più volte ci ha ripetuto il Vescovo: anzitutto cercare di essere testimoni, e anche se il cammino è a volte faticoso e sentiamo i nostri limiti, affidandoci alla Grazia di Dio possiamo continuare nella consolazione.

L’accolitato inoltre permette ufficialmente la distribuzione dell’Eucarestia durante la Messa ma anche nelle case a quanti non fossero in grado di raggiungere la Chiesa. É una bella occasione poter distribuire il corpo di Cristo, farmaco d’immortalità, come lo definiva Sant’Ignazio di Antiochia, ai fedeli in Chiesa e agli ammalati e anziani. La testimonianza di questi ultimi è preziosa, vedere come attendono questo momento, questo Incontro, con quale fede, fa capire quanta consolazione ricevono dal sacramento della Comunione, e quanto spesso essi offrano le loro sofferenze in partecipazione alle sofferenze di Cristo che è morto per Amore nostro.

Sì, sono espressioni forti, che mi interrogano, ma che sono reali e incarnate da persone che hanno vissuto, amato, le loro famiglie, la loro comunità e tutt’ora esprimono il loro affetto.

Mi accosto a questo ministero con contentezza e con la preghiera che il Signore mi doni dignità, delicatezza e accoglienza per le persone a cui mi chiama. Avvicinandosi al Sinodo dei Giovani, spero e prego perché possiamo essere persone che testimonino loro che vivere l’Eucarestia è anzitutto un dono, non imposizione, ma accoglienza di un Dio che si fa nutrimento della nostra vita spirituale.

Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà (Gv 6,27).

Questo versetto mi ha accompagnato dagli ultimi esercizi spirituali, è un bello stimolo a vincere le pigrizie e cercare di darmi da fare conscio che ogni cosa buona che posso compiere è per Grazia. Il vescovo nell’omelia ci ha esortato a non essere orgogliosi di questo passo ma di esserne degni…

Chiedo il grande favore di pregare perché questo possa compiersi in me, ringraziando il Signore per quanti in qualsiasi modo hanno dimostrato vicinanza e preghiera. In modo particolare la mia famiglia, le parrocchie di servizio e di provenienza con i loro sacerdoti e il seminario. Buon cammino.

Nicola